Il Satana che tenta Gesù non ha corna e coda ma è un rabbi ben addottrinato

L’immagine di Satana che figura nel mosaico pavimentale della Basilica di Aquileia – IV secolo: forse la più antica raffigurazione del diavolo nella storia dell’iconografia cristiana. Con essa introduco la registrazione dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale leggemmo le tentazioni di Cristo nel racconto che ne fa il capitolo 4 di Matteo. Qui sotto il link alla registrazione audio, nei commenti qualche riferimento documentale al dibattito che avemmo nel collegamento di lunedì 15 dicembre: perchè Gesù ricorre per tre volte al Libro del Deuteronomio nelle sue risposte alle tre tentazioni, la storia delle immagini diaboliche, le tentazioni nell’orizzonte biblico

4 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Importanza del Deuteronomio. Gesù cita tre volte il Libro del Deuteronomio nel respingere le tentazioni di Satana. (Matteo 4, 1-11; Deuteronomio 6,13 e 16; 8,3). Lo citerà di nuovo quando si troverà a rispondere alla domanda su quale sia il più grande comandamento (Matteo 22, 36-40), con rimando a Deuteronomio 6,5. Il Deuteronomio è infatti il grande poema dell’amore tra il Signore e il popolo che si è scelto: Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, 8ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto (Deuteronomio 7, 7s). Da questa scelta d’amore del Signore dipende il comandamento della risposta d’amore fatto al popolo: Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. 5Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze (Deuteronomio 6, 4s). E’ lo Shemà Israel, altro testo chiave del Deuteronomio. Per una rispondenza centrale del Nuovo Testamento a questo poema d’amore tra Dio e il suo popolo potremmo citare la prima lettera di Giovanni: «Noi amiamo perché egli ci ha amato per primo» (4,19). L’amore dell’uomo, l’amore che l’uomo distribuisce nel corso della sua storia fiorisce dall’amore che è Dio; tant’è che, per due volte in questo capitolo 4 della Prima Lettera di Giovanni (vv. 8 e 16), compare la celebre definizione di Dio tipica del Nuovo Testamento, che diventa il vessillo della cristianità, e cioè la frase «Dio è amore».
    Conclusione: chi non ha mai letto per intero il Deuteronomio, lo legga appena può. Vi troverà grande rispondenza con il messaggio centrale del Nuovo Testamento e gli diverrà chiaro come mai Gesù, in momenti decisivi della sua vita, si sia affidato all’insegnamento di questo libro della Scrittura,

    19 Dicembre, 2025 - 21:43
  2. Luigi Accattoli

    Le tentazioni di Cristo e i loro precedenti. Nella nostra serata è stata posta la domanda se vi siano precedenti che aiutino a intendere le tre tentazioni poste dal Satana a Gesù nel deserto. Ho detto che avrei studiato la materia in vista di una possibile risposta, che ora mi azzardo a fornire. Il precedente essenziale è la tentazione posta dal serpente ai progenitori nel giardino dell’Eden: disubbidite a Dio, mangiate del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino e “sarete come Dio” (Genesi 3, 5). Analogamente il Satana dice a Gesù: se sei figlio di Dio non ti lasciare intimidire da questo o quel monito delle Scritture, rivendica appieno quella figliolanza e sarai in tutto come lui. Quella tentazione tornerà letteralmente sul calvario: “Se tu sei figlio di Dio scendi dalla croce” (Matteo 27, 40).
    Ma per intendere più in dettaglio questa materia davvero complessa, ecco una pagina di un buon esegeta intitolata L’orizzonte biblico: la prova o tentazione:
    La prova accompagna la storia dell’umanità fin dalle origini. Nella Genesi chi tenta è Satana, che spinge Adamo a trasgredire il comando di Dio (Gen 3). In seguito, “Dio mise alla prova Abramo”, chiedendogli di sacrificare il suo unico figlio (Gen 22,1). Nel cammino dell’esodo il Signore mette alla prova gli israeliti (Dt 8,2). Con il consenso di Dio, Satana mette alla prova la fedeltà di Giobbe (Gb 1-2). Il libro della Sapienza insegna che Dio sottopone alla prova i giusti: «li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo (Sap 3,5-6). Come Gesù, anche il cristiano conosce la prova o tentazione. Gesù insegna di chiedere al Padre: Fa’ che non entriamo nella prova (gr. peirasmós), ma liberaci dal male (o: dal Maligno) (Mt 6,13). Nel giardino degli Ulivi ammonisce i discepoli: Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, perché è difficile non soccombere: la carne è debole (Mc 14,38). Ai cristiani di Corinto l’apostolo scrive: «Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi, se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla (1 Cor 10,13). La Lettera di Giacomo afferma che «Dio… non tenta nessuno al male; al contrario, vuole liberarcene (Gc 1,13).
    Francesco Mosetto, Marco nella sinfonia delle Scritture, Queriniana 2021, p. 29

    19 Dicembre, 2025 - 22:28
  3. Luigi Accattoli

    Sull’iconografia di Satana segnalo questo testo del cardinale biblista Gianfranco Ravasi a recensione di un volume specialistico di Laura Pasquini dal titolo Il diavolo. Storia iconografica del male:

    https://www.cortiledeigentili.com/e-sempre-colpa-del-diavolo/

    19 Dicembre, 2025 - 22:45
  4. fiorenza

    Caro Luigi Accattoli, le tue serate di “Pizza e Vangelo” stanno diventando sempre più belle e più preziose.

    Non dico altro per ora, perché sono entrata nel silenzio prenatalizio.

    Aggiungo solo un ringraziamento speciale per il tuo aver evocato, segnalandoci la recensione di Ravasi al volume “Il diavolo” di Laura Pasquini, l’opera di questa grande storica dell’Arte. Di lei ho un libro molto bello ” “Pigliare occhi, per aver la mente”. Dante, la Commedia e le arti figurative”, Carocci editore, seconda ristampa ottobre 2011: mi piace tanto riaprirlo, e mi pare sempre di vedere le immagini come per la prima volta.

    Se dovessi fare l’elenco di tutte le cose per le quali ti sono grata, non finirei più.

    A presto. A Natale!

    21 Dicembre, 2025 - 14:09

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