L’Amazzonia siamo noi 2: ministeri delle donne

“Identificare il tipo di ministero ufficiale che può essere conferito alle donne, tenendo conto del ruolo centrale che esse svolgono oggi nella Chiesa amazzonica”: è un capoverso del paragrafo 128 dello Strumento di lavoro per il Sinodo dell’Amazzonia al quale sto facendo riferimento con questa serie di post “L’Amazzonia siamo noi”, cercandovi elementi di interesse nostro: da una Chiesa nascente a una declinante. Nel post del 18 agosto avevo chiamato l’attenzione sulla proposta di ordinazione sacerdotale di anziani sposati. In questo andiamo sul ruolo ecclesiale delle donne.

11 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Leadership femminile. Nello stesso paragrafo 128, troviamo il capoverso c, intitolato “Ruolo della donna”:
    1. In campo ecclesiale, la presenza delle donne nelle comunità non è sempre valorizzata. Viene chiesto il riconoscimento delle donne a partire dai loro carismi e talenti. Esse chiedono di recuperare lo spazio dato da Gesù alle donne, dove tutti/tutte possiamo ritrovarci.
    2. Si propone inoltre di garantire alle donne la loro leadership, nonché spazi sempre più ampi e rilevanti nel campo della formazione: teologia, catechesi, liturgia e scuole di fede e di politica.
    3. Si chiede anche che la voce delle donne sia ascoltata, che siano consultate e partecipino ai processi decisionali, e che possano così contribuire con la loro sensibilità alla sinodalità ecclesiale.
    4. Che la Chiesa accolga sempre più lo stile femminile di agire e di comprendere gli avvenimenti.

    22 Agosto, 2019 - 22:04
  2. Luigi Accattoli

    Dignità e uguaglianza. Al paragrafo 146, capoverso “e”, si segnala la necessità di “Promuovere la dignità e l’uguaglianza della donna nella sfera pubblica, privata ed ecclesiale, assicurando canali di partecipazione, combattendo la violenza fisica, domestica e psicologica, il femminicidio, l’aborto, lo sfruttamento sessuale e la tratta, impegnandosi a lottare per garantire i suoi diritti e per superare ogni tipo di stereotipo”.

    22 Agosto, 2019 - 22:05
  3. Luigi Accattoli

    Ministero ufficiale. Che s’intende per “ministero ufficiale che può essere conferito alle donne”? Un limite dello “strumento di lavoro” è di non averlo specificato e di non aver dato indizi per interpretare quell’espressione. Chiedo ai visitatori di darmi una mano nell’individuarlo. Un punto in negativo è stato chiarito dal vescovo Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, in sede di conferenza stampa di presentazione dello “strumento”: “Nel documento non si parla del diaconato femminile, dal momento che il Papa si è già espresso in proposito nell’Assemblea delle Superiore Generali, dichiarando che il tema necessita di ulteriore approfondimento. Infatti, la Commissione di studio appositamente istituita nel 2016 non ha raggiunto un parere unanime sulla questione”.

    22 Agosto, 2019 - 22:10
  4. Luigi Accattoli

    Non è il diaconato. Dunque il “ministero ufficiale” di cui lo strumento ci mette alla ricerca non è il diaconato femminile. Ma non può trattarsi neanche dell’uno o l’altro dei ruoli elencati al punto 2 del capoverso c del paragrafo 128, che ho riportato sopra nel primo commento, riguardanti cioè lo spazio da riconoscere alle donne nei vari campo della formazione: “teologia, catechesi, liturgia e scuole di fede e di politica”. Non può trattarsi – io credo – di questi ruoli perchè rientrano tutti nella categoria dei “ministeri di fatto”, mentre lo strumento ci invita a cercare un “ministero ufficiale”. Ovvero: conferito formalmente, con un’investitura comunitaria. Così almeno io interpreto.

    22 Agosto, 2019 - 22:28
  5. Luigi Accattoli

    Comunità a guida femminile. Questo “ministero ufficiale” non potrà essere neanche quello di animatrice, o portavoce, o segretaria, o “mamma” di comunità locali sprovviste di sacerdote: perchè è vero che la maggioranza delle comunità amazzoniche sono guidate da donne, ma non sarebbe possibile – immagino – dare un riconoscimento ufficiale a tale ruolo escludendone gli uomini.

    22 Agosto, 2019 - 22:45
  6. Durante i miei studi di teologia all’Augustinianum, un prof (purtroppo non ricordo il nome: era un agostiniano spagnolo) sosteneva ci fosse bisogno di aprire i ministeri istituiti (lettorato, accolitato – i vecchi «ordini minori») alle donne e fosse necessario crearne di nuovi, come, per esempio, l’infermiere. Al momento la lettera Ministeria quaedam di Paolo VI stabilisce chiaramente che lettorato e accolitato sono riservati agli uomini (numero VII). Forse potrebbe essere una via da percorrere (e non solo per l’Amazzonia…).

    23 Agosto, 2019 - 5:31
  7. Luigi Accattoli

    Roberto buongiorno. Di riforma dei ministeri istituiti, in vista di un maggior ruolo dei laici e delle donne, hanno parlato diversi Sinodi. La riforma non è mai arrivata ma di fatto i laici e le donne esercitano oggi quei ruoli. Io credo che il Sinodo amazzonico sia chiamato dallo Strumento di lavoro a un passo più lungo, anche se non so quale. Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, in un’intervista del 3 luglio a SettimanaNews aveva avuto questi accenni ai ministeri: “L’Instrumentum laboris al numero 105 sottolinea che il paradigma di un’azione ecclesiale fondata sulla centralità del kerygma e che si esprime in una Chiesa accogliente e missionaria incarnandosi nella cultura locale, ha il compito anche di ispirare i ministeri, la catechesi, la liturgia e la pastorale. E proprio al numero 43 richiama l’importanza che i ministeri siano «adeguati a questo momento storico». C’è bisogno di una capacità di individuare dei ministeri che meglio rispondono alle esigenze umane e spirituali della popolazione nel contesto attuale. L’Instrumentum laboris al numero 104 suggerisce che vi possa essere un «riconoscimento formale da parte della Chiesa particolare come ministero speciale per l’agente pastorale che promuove la cura della Casa comune».

    23 Agosto, 2019 - 9:22
  8. Grazie, Luigi, delle delucidazioni.

    23 Agosto, 2019 - 12:25
  9. Amigoni p. Luigi

    Rif. 23 agosto ore 5.31 – Ministeri istituiti e ministeri di fatto

    Parlo con un minimo di competenza perchè appartengo agli anni (1972-1973) in cui sono stati aboliti la tonsura e i quattro ordini minori (che non ho ricevuto) e sono subentrati i due “ministeri istituiti”, lettorato e accolitato, che ho ricevuto. E’ certo che lettori alla messa e accoliti (quelli che “servono messa” e distribuiscono la comunione) sono di fatto anche donne, bambini/e e ragazzi/e. Si è sempre detto che i catechisti (figure importanti, soprattutto nei paesi di missione), i direttori di cori liturgici, gli animatori di preghiera, gli operatori fissi di carità esercitano essenziali “ministeri di fatto”. E altri ruoli possono nascere o stanno nascendo. Da un punto di vista teorico credo che il centro dell’argomento sia di ufficializzare alcuni compiti importanti nella comunità cristiana e di investire con un mandato liturgico chi – tra i più – si trova a svolgere o a voler svolgere con continuità importanti funzioni nella comunità. Se un promotore della “salvaguardia del creato” (da non confondere con un custode del parco o un guardiacoste) possa essere considerato titolare di un ministero ecclesiale in Amazzonia, non lo so. Può darsi. La Chiesa ha, per Tradizione, l’autorità di inventare e regolare i suoi “servizi”.

    23 Agosto, 2019 - 13:28
  10. giuseppe di melchiorre

    Stimatissimo Luigi, tu lo sai che io sono un cristiano comune.
    Nel mio piccolo ritengo che le donne credenti e praticanti nella comunità ecclesiale dovrebbero avere ruoli e mansioni importanti. Se adesso non le hanno, non è una conseguenza di quanto fatto e detto da Gesù, ma di quanto stabilito dagli uomini come conseguenza dell’organizzazione della religione. Nella quale, infatti, l’insieme degli atteggiamenti, dei pensieri e delle forme di vita nascono dall’uomo per entrare in contatto con la divinità.
    Al seguito di Gesù le donne erano molto attive, tanto che sotto la croce c’erano tre donne, tra le quali Maria sua Madre, e un solo uomo. L’importanza delle donne per Lui Gesù la ha evidenziata apparendo risorto a una donna. Una cosa importantissima, perché Lui con la resurrezione dalla morte ha dimostrato la sua Divinità. In tal modo ha trasformato Miryàm di Migdal, alla quale è apparso, in “apostola degli apostoli”, ai quali solo in seguito è apparso. Ma bisogna ricordare anche che quando è andato a visitare Marta e Maria. A Marta che si lamentava che la sorella Maria non faceva le faccende di casa ma si era seduta davanti a Gesù per ascoltarlo. Marta in pratica ribadiva quello che nella sua società era il compito della donna che doveva fare solo le faccende di casa. Ma Gesù evidenziò una cosa rivoluzionaria per quei tempi. Maria aveva fatto la scelta migliore, che non le sarebbe stata tolta.
    Indipendentemente dall’Amazzonia, perché non fare anche oggi una scelta migliore per la donna dei nostri tempi? Non solo ascoltare, ma anche parlare. La donna è il capolavoro di Dio, non solo dal punto di vista fisico. Insieme all’uomo, anche nella chiesa, sarebbe il compimento di quello che il Signore all’inizio fece tutto bello e buono. Perché l’insieme di uomo e donna non potrebbe essere buono e bello anche in ambito ecclesiale. Mi riferisco ovviamente a mansioni organizzative, pastorali e anche liturgiche. Perché no?…
    Cordiali saluti e te e a tutti.

    23 Agosto, 2019 - 15:50
  11. Leopoldo Calò

    Poi dice che scoppiano gli incendi.

    24 Agosto, 2019 - 12:05

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