Le tre cause dell’uscita di scena di Burke e della vice

Sono stato richiesto di interviste da varie testate e reti sulle dimissioni del portavoce vaticano e della sua vice, arrivate il 31 dicembre come un botto di Capodanno. Nei commenti riporto la traccia delle interviste, nella quale descrivo le tre cause di quelle dimissioni inattese e non consensuali.

Aggiornamento al 7 gennaio. La traccia di intervista è stata ripresa per intero da Emmetv, portale maceratese: http://www.emmetv.it/2019/01/07/le-tre-cause-delluscita-di-scena-di-burke-e-della-vice/

44 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Un nuovo passo dei media vaticani. A che dobbiamo questo fattaccio delle dimissioni del portavoce vaticano Greg Burke e della sua vice Paloma Garcia Ovejero? Ci sono più venti che hanno soffiato insieme. Una causa remota e politica è quella dell’urgenza – ormai cronica – di un nuovo passo dell’informazione vaticana, adeguato alla tempesta in cui si trovano oggi il Vaticano e il Papa. Una seconda, mediana nei tempi e istituzionale, riguarda il completamento della riforma del comparto mediatico vaticano, che Francesco vuole ultimata secondo il progetto già varato. Quella immediata e soggettiva è nella ritrosia dei due dimissionari ad accettare il ruolo ridimensionato che veniva loro assegnato dall’avvio del nuovo corso informativo e istituzionale.

    4 Gennaio, 2019 - 22:50
  2. Luigi Accattoli

    Bonifica dell’immagine. Che intende per “nuovo passo dell’informazione vaticana”? La vedo impersonata dalla figura di Andrea Tornielli che il 18 dicembre – tredici giorni prima delle dimissioni dei due – è stato nominato “direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione”. Combattivo e tenace, ma soprattutto con frequente accesso al Papa e con buoni agganci nell’intero sistema vaticano, si è venuto profilando lungo l’ultimo quinquennio come l’operatore mediatico più attrezzato per tentare un lavoro di bonifica dell’immagine disputata di Papa Bergoglio e di sua difesa da illazioni e accuse strumentali.

    4 Gennaio, 2019 - 22:50
  3. Luigi Accattoli

    Ora c’è un regista. Lei vuole dire che è a tale fine che Tornielli è stato fatto “direttore editoriale” del Dicastero? Sì, per quello. Non lo vedo in un ruolo da manager d’impresa, com’è quello – poniamo – del direttore editoriale della Mondadori, ma in un ruolo di regista dell’insieme dei media vaticani nell’opera di divulgazione della parola e degli atti papali, e nella correzione anche polemica della loro ricezione inadeguata o denigratoria.

    4 Gennaio, 2019 - 22:51
  4. Luigi Accattoli

    Fine delle Repubbliche indipendenti. Ritiene che questo lavoro fino a oggi non venisse svolto? Sì, mancava. Mancava anche con i Papi precedenti: sempre le agenzie informative vaticane [Sala Stampa, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Centro televisivo vaticano, Sito vaticano…] sono state repubbliche indipendenti e persino incomunicanti. Supplivano a dare una linea un tempo l’Osservatore Romano, almeno fino alla fine della vicedirezione di Virgilio Levi (1983); e poi i portavoce Naravvo-Valls (1984-2006) e Lombardi (2006-2016). Ma con il flusso interminato e rampante della comunicazione digitale quelle indicazioni isolate di una risposta o di una correzione non sono più sufficienti. Il Dicastero per la comunicazione è nato per ricondurre a unità le agenzie informative. E io immagino che a Tornielli sia stato affidato il compito di coordinare l’orchestra.

    4 Gennaio, 2019 - 22:51
  5. Luigi Accattoli

    Un ruolo da inventare. Perché dice che lo immagina e non dice che lo sa? Perché non si sa quale sia il ruolo del direttore editoriale. Non è vero che l’incarico sia stato creato per Tornielli: esisteva nello statuto, ma non era mai stato coperto da uno specifico responsabile. Finchè don Dario Viganò era restato alla guida del Dicastero, aveva riservato a sé quel ruolo, ad interim. Poi nessuno gli era subentrato. Lo statuto prevede che al direttore editoriale spetti “l’indirizzo e il coordinamento di tutte le linee editoriali di competenza della Segreteria per la Comunicazione”. Questa dicitura è ampia e può benissimo essere interpretata come da me ipotizzato.

    4 Gennaio, 2019 - 22:52
  6. Luigi Accattoli

    Da Ruffini a Tornielli. Questo coordinamento non spetterebbe al responsabile del Dicastero, Paolo Ruffini? Certamente, per quanto riguarda le relazioni istituzionali e politiche con gli altri Dicasteri, con la Segreteria di Stato, con il Papa. Ma immagino che spetterà al direttore editoriale per quanto riguarda il lavoro giornalistico.

    4 Gennaio, 2019 - 22:52
  7. Luigi Accattoli

    Se il contesto s’incattivisce. Lei ha scritto che “non è da escludere che a portavoce vaticano domani venga posto Andrea Tornielli”: su che basa questa intuizione? Sulla base più scivolosa che è quella argomentativa. Vedo un bivio sul domani della comunicazione vaticana, dal punto di vista dell’urgenza di trovare una guida che indicavo sopra. O le circostanze aiuteranno Ruffini e Tornielli in quel lavoro d’orchestra e allora Tornielli resterà direttore editoriale e magari Gisotti, che ha avuto ad interim la direzione della Sala Stampa, ne avrà la piena titolarità. Oppure, se il contesto s’incattivisce ulteriormente, e quel coordinamento non risulterà efficace, Tornielli potrebbe essere posto a portavoce e si tornerebbe al ruolo forte di direttore della Sala Stampa che ebbero Navarro-Valls e Lombardi.

    4 Gennaio, 2019 - 22:53
  8. Luigi Accattoli

    Conflitto e dimissioni. Perchè vede conflittuale l’uscita di scena di Burke e di Garcia Ovejero se loro la indicano come pacifica e collaborativa? Mi occupo di Vaticano da mezzo secolo e credo d’aver imparato a leggere tra le parole. Quando Paolo Ruffini scrive, nel comunicato del 31 dicembre, che ha “appreso” della decisione dei due e dell’accettazione da parte di Papa Francesco delle loro dimissioni, vuol dire che i due non ne hanno trattato con lui e che il Papa non l’ha consultato sull’accettazione. Questo mi porta a immaginare che i dimissionari siano andati dal Papa a far valere le loro ragioni, che magari saranno state di lamento su Ruffini e di sollecitazione a rivedere qualche punto della riforma; e può essere che Francesco abbia confermato la sua fiducia al prefetto e la necessità di andare avanti con la riforma. Da qui le dimissioni, date o chieste. Questa non mi pare una procedura consensuale.

    4 Gennaio, 2019 - 22:53
  9. Luigi Accattoli

    Un po’ di violenza. Non trova qualche elemento brusco e autoritario nella conduzione di questa riforma, come lamentano tanti esponenti vecchi e nuovi della Radio, dell’Osservatore Romano, della Libreria Editrice vaticana e ora forse anche della Sala Stampa? Ci sono e non sono riconducibili alla sola personalità decisionista di don Dario Viganò, che la riforma l’ha progettata e ne ha avviato l’attuazione. E’ il Papa stesso che ripetutamente ha incoraggiato la linea decisionista, convinto che altrimenti non si sarebbe arrivati a nulla. Così parlò il 4 maggio 2017 alla prima riunione plenaria del Dicastero, che allora si chiamava Segreteria per la comunicazione: “Riforma è dare un’altra forma alle cose e si deve fare con intelligenza, con mitezza, ma anche con un po’ di ‘violenza’, ma buona: della buona violenza, per riformare le cose”.

    4 Gennaio, 2019 - 22:54
  10. Luigi Accattoli

    Da protagonisti a esecutori. Non potrebbe essere un qualche momento di brusca autorità ad aver spinto i dimissionari alla loro decisione? Credo di sì. Ma più dei modi devono aver contato i contenuti. La Sala Stampa e l’Osservatore Romano sono stati ricondotti, dalla riforma, a ruoli esecutivi e divulgativi, lontani dal tradizionale protagonismo. E’ ragionevole che abbiano recalcitrato.

    4 Gennaio, 2019 - 22:55
  11. Luigi Accattoli

    Una buona riforma. Lei ritiene che la riforma sia buona e condivide la “buona violenza” rivendicata dal Papa? Sì.

    4 Gennaio, 2019 - 22:55
  12. Luigi Accattoli

    Gian Maria Vian. Ritiene dunque che la triste uscita di scena di Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore; e queste dimissioni dei responsabili della Sala Stampa fossero inevitabili? No. Dovevano essere evitate. Potevano essere evitate. Ma l’uomo è debole, e anche la donna. E deboli sono i capidicastero e anche i Papi. E la regola aurea d’ogni riforma è sempre la stessa: partorirai nel dolore.

    4 Gennaio, 2019 - 22:55
  13. maria cristina venturi

    Comunque il regista Tornielli deve mettersi subito a lavoro con la sua equipe e inventarsi una buona sceneggiatura, perche’ e’scoppiato il caso del vescovo (creato da Bergoglio)argentino accusato di abusi che e’scomparso misteriosamente nel 2017 , per poi ricomparire in Curia come funzionario dell’APSA (nominato da Bergoglio). Certo a contatto coi soldi piu che coi minori…ma perche’tutti o quasi tutti questi vescovi abusatori o insabbiatori fanno un sacco di carriera?

    5 Gennaio, 2019 - 0:30
  14. Amigoni p. Luigi

    Rif. 0.30 -Lavoro per Gisotti

    Buon lavoro a Gisotti, a cui compete anzitutto dire cose vere e subito.
    Di quanto detto sopra è sicuramente vero che è un vescovo (argentino) di Bergoglio, creato e “spostato” da lui, e funzionario-non dirigente del settore cui è stato assegnato.

    5 Gennaio, 2019 - 9:40
  15. maria cristina venturi

    “Gisotti a cui compete dire cose vere e subito “
    E’ davvero convinto p. Amigoni che al buon Gisotti competa e venga ordinato di dire “ “cose vere” ? O non piuttosto cose “ convenienti e rassicuranti “ , una narrazione ottimista finalizzata alla buona immagine del papa e del Vaticano ?La verita’ caro p. Amigoni puo’ essere molto pericolosa . La verita’ nuda e cruda e’ terribile, e’ come Madonna Poverta’ la sposa di San Francesco a cui secondo Dante “ le porte del piacer nessun disserra” .

    5 Gennaio, 2019 - 12:28
  16. maria cristina venturi

    “ Che per tal donna giovinetto in guerra
    Del Padre corse , a cui , come alla morte,
    La porta del piacer nessun diserra;
    E dinanzi alla sua spiritual forte
    Et coram patre le si fece unito
    Possiamo di di in di l’ amo’ piu’ forte.
    Questa privata del primo marito
    Milleecent’ anni piu’ dispetta e scura
    Fino a costui si stette senza invito…
    Ma perch’io non proceda troppo chiuso
    Francesco e Poverta’ per questi amanti
    Prendi oramai nel mio parlar diffuso “
    ( Canto XI, Paradiso)

    Sostituite a Poverta’ , la parola Verita’ e i versi hanno lo stesso pregnante significato:
    Anche la Verita’ come la Poverta’ non trova amanti tranne Cristo e dopo millecent’ anni Francesco d’ Assisi.
    Chissa’ se le Comunicazioni vaticane si faranno “ cavalier serventi” di queste due dame.

    5 Gennaio, 2019 - 12:37
  17. Luigi Accattoli

    Sul vescovo Zanchetta avevo scritto ieri un articolo per il Corsera che era stato chiesto ma non è stato pubblicato per “mancanza di spazio”. Lo riproduco nei tre commenti che seguono.

    5 Gennaio, 2019 - 12:54
  18. Luigi Accattoli

    Accattoli su Zanchetta 1. CITTA’ DEL VATICANO – Altra tegola di abusi – per il momento: presunti abusi – cade sul Vaticano di Papa Francesco: un vescovo argentino, Oscár Zanchetta, 55 anni, da lui nominato e poi trasferito dall’Argentina alla Curia romana, è sotto inchiesta “previa” in Vaticano dopo essere stato accusato da media argentini di abusi sessuali e di cattiva amministrazione nel periodo in cui fu vescovo di Oràn.
    “Investigazione previa” è un’espressione tecnica che sta a indicare un’istruttoria sommaria per appurare l’attendibilità delle accuse. La stanno conducendo il vescovo di Oràn che nel 2017 ha preso il posto di Zanchetta e il nunzio a Buenos Aires.
    La conferma dell’avvio dell’investigazione è venuta ieri da Alessandro Gisotti, il nuovo portavoce vaticano ad interim, il quale ha informato che Zanchetta – in attesa dello svolgimento dell’inchiesta – si “asterrà dal lavoro”: è assessore dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), il principale Dicastero economico vaticano.

    5 Gennaio, 2019 - 12:55
  19. Luigi Accattoli

    Accattoli su Zanchetta 2. Da queste notizie si deduce che le autorità vaticane ritengono serie le accuse, che pare vengano da preti e seminaristi, altrimenti non avrebbero disposto che Zanchetta si astenga dal lavoro; e si deduce anche che l’interessato si dichiara innocente, in caso contrario gli avrebbero chiesto di dimettersi.
    Nelle risposte alle domande dei giornalisti, basate sulle inchieste dei media argentini, il portavoce vaticano ha negato che Zanchetta sia stato trasferito a un incarico vaticano per sottrarlo alle accuse di abusi: “non è stato rimosso”, fu lui a dimettersi e “la ragione delle sue dimissioni era legata alla sua difficoltà nel gestire i rapporti con il clero”. Al momento delle dimissioni “vi erano contro di lui accuse di autoritarismo, ma non di abuso sessuale”. E “nessuna accusa di abuso era emersa al momento della nomina ad assessore”: le accuse sessuali “risalgono a questo autunno”.
    Quanto alla figura del vescovo Zanchetta, i fatti ricostruiti dai media argentini abbozzano una strana personalità, o quantomeno curiosi comportamenti. Pare che al momento delle dimissioni abbia lasciato in incognito la diocesi e sia restato irraggiungibile per quattro mesi, riapparendo infine a Roma.

    5 Gennaio, 2019 - 12:55
  20. Luigi Accattoli

    Accattoli su Zanchetta 3. Le risposte ai giornalisti del portavoce vaticano sono una piccola novità del nuovo corso dell’informazione vaticana, avviato con la successione – ad interim – di Gisotti a Burke, avvenuta il 31 dicembre. Un altro segno di novità si era avuto l’altro ieri [cioè il 3 gennaio] con l’editoriale sulla lettera del Papa ai vescovi americani pubblicato da VaticanNews con la firma del direttore editoriale del Dicastero della Comunicazione, Andrea Tornielli, nominato a tale carica il 18 dicembre.
    Si tratta di novità che configurano una gestione più combattiva delle fonti informative e dei media vaticani, che d’ora in poi non si limiteranno a dare documenti e comunicati ma li accompagneranno con commenti di presentazione (è il caso dell’editoriale di Tornielli) e con risposte a domande e obiezioni (come ha fatto ieri Gisotti).

    5 Gennaio, 2019 - 12:56
  21. Luigi Accattoli

    Leggi Gisotti e Tornielli. Per un’idea anche visiva dei due interventi informativi e di accompagnamento di Gisotti e di Tornielli, vai a questi link:

    https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2019-01/mons-zanchetta-oran-sala-stampa.html

    https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2019-01/tornielli-vescovi-usa-lettera-papa.html

    La mia traccia di intervista che ho pubblicato in questo post (vedi i primi dodici commenti) l’avevo scritta martedì, per colloqui di cui quel giorno ero stato richiesto: segnalo come i due interventi che ho linkato qui sopra confermino quanto in quella traccia avevo prospettato sul nuovo corso dell’informazione vaticana.

    5 Gennaio, 2019 - 13:03
  22. Leonardo Lugaresi

    Caro Luigi, per il caso McCarrick a linea ufficiosa, se non ufficiale, seguita da quei signori della comunicazione vaticana mi pare che sia stata quella di addossare tutte le colpe a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI e di presentare Francesco come il solo che avessa fatto qualcosa di serio per punirlo. La pessima gestione del caso Zanchetta, invecei, a chi potrà essere addebitata? Qui ci vuole un’altra magia.

    5 Gennaio, 2019 - 14:42
  23. Andrea Salvi

    Leonardo Lugaresi
    Se fossi in lei rileggerei quanto riportato o leggerei con più attenzione quanto detto sopra da Accattoli a proposito di Zanchetta.
    “Al momento delle dimissioni “vi erano contro di lui accuse di autoritarismo, ma non di abuso sessuale”. E “nessuna accusa di abuso era emersa al momento della nomina ad assessore”: le accuse sessuali “risalgono a questo autunno”.
    Non c’e’ bisogno di discolpare nessun papa.

    5 Gennaio, 2019 - 15:45
  24. picchio

    uno che non si può discolpare è papa giovanni paolo II, fatto Santo troppo presto senza tener conto di tutte le zone buie della sua vita.
    Prendiamo Maciel …ora salta fuori che il Vaticano conosceva che era un abusatore dal 1943. Una delle prime azioni di Benedetto fu quella di punire Maciel condannandolo ad una ” vita di silenzio e penitenza”. Non è pensabile che Ratzinger non abbia detto nulla a GPII.” Si scopre così che il “Santo subito fu un grande protettore di abusatori: Maciel, Mcarrick.( per non parlare dei torturatori dell’amerca latina). Bastava fare delle belle offerte al Vaticano. Si sa che Mccarrick raccolse milioni di dollari per Solidarnosc, cosa che Giovanni Paolo II apprezzò tantissimo.
    https://infovaticana.com/2019/01/02/el-vaticano-conocia-la-pederastia-de-maciel-desde-1943/
    cristina Vicquery

    5 Gennaio, 2019 - 17:55
  25. maria cristina venturi

    Andrea Salvi
    Oscar Zanchetta, argentino di Buenos Aires, vice segretario della Conferenza Episcopale Argentina quando Bergoglio ne era presidente, e AMICO INTIMO da anni di Jorge Mario Bergoglio che lo fece vescovo tre mesi dopo essere diventato papa, non era conosciuto come persona da Papa Francesco?
    Guarda che se vuoi che crediamo a questa versione naif e cioe’ ’ che il Papa non ha mai saputo nulla ed era gabbato sotto il naso come un incapace di valutare le persone, il ritratto che ne viene fuori del papa non e’ molto lusinghiero ne’ depone bene per le sue capacita’ di discernimento nella scelta dei vescovi. Almeno Giovanni Paolo II aveva come scusa di essere malato di Parkinson, forse Bergoglio e’ malato di visione “ monoculare “ :dall’ occhio sinistro , sui prelati suoi amici e progressisti, la sua visione diventa stranamente nebbiosa e astigmatica, mentre ci vede come un falco dall’ occhio destro.

    5 Gennaio, 2019 - 18:56
  26. maria cristina venturi

    Leonardo
    Pare che il card. McCarrick riuscira’ a sfangarla: infatti si appigliano al fatto che i suoi rapporti sessuali con chierichetto sedicenne fossero “ consenzienti” secondo la testimonianza di un altro chierichetto. In questo caso non ci sarebbe piu’ il crimine, ma solo il peccato. Che poi , peccato per modo di dire, perche’ se due omosessuali fanno sesso consenzienti chi siamo noi per giudicare, anche se uno dei due e’ un prete?
    Lo stesso card. Cupich aveva detto che i rapporti consenzienti con adulti e ragazzi piu’ grandi sono solo una “ faccenda privata”
    Mi chiedo dove metteranno l’ asticella per far scattare il reato di pedofilia : tredici anni ?

    5 Gennaio, 2019 - 19:06
  27. picchio

    Mcv
    Almeno Giovanni Paolo II aveva come scusa di essere malato di Parkinson, …. LOL

    Quando coprì Maciel ( che assisteva alle sue messe private facendosi accompagnare dai suoi figli ) e MCarrick ( di cui intascava gli assegni e che mandava in missione speciale in giro per il mondo ) GPII era sano come un pesce.

    Cristina Vicquery

    5 Gennaio, 2019 - 20:02
  28. Andrea Salvi

    Senti MCV, la tua tesi non sta in piedi.
    Molte mogli non sanno quali abitudini extraconiugali ha il proprio marito e tu pretendi che il papa conoscesse la vita privata di tutti suoi “confratelli”?

    5 Gennaio, 2019 - 21:44
  29. maria cristina venturi

    Andrea Salvi
    E’la tua tesi che non sta in piedi. Il clero di Osono fra l’altro smentisce il Vaticano, come riportato dal Sismografo, testimoniando che le accuse di abusi di mons. Zanchetta risalgonorisalgono al 2015 e che non e’vero che si sono sapute solo questo autunno.
    Ma certo se l’unica difesa continua ad essere negare di essere stati a conoscenza degli abusi invece di una coraggiosa presa di responsabilita’, la Chiesa non uscira’dal pantano. Anche il card. Barbarin ha sostenuto per anni che ;non sapeva” pensando osi’di farla franca. Oggi e’alla sbarra davanti alla giustizia civile in Francia.
    La mentalita’mafiosa “nente saccio, nente vidi” non puo’durare a lungo.

    6 Gennaio, 2019 - 9:29
  30. maria cristina venturi

    Cristina Viquery
    Spero che il Santo Giovanni Paolo II Il GRANDE nella sua magnanimita’, perdoni chi come te continua a riversare su di lui malevolenza pur di difendere k’Idolo del momento, i vostro Pastore IDOLO.
    Nella schiera dei beati il Santo se la ride.delle vostre punture di spillo.

    6 Gennaio, 2019 - 9:32
  31. picchio

    non si tratta di malavolenza da di mera constatazione di FATTI acclarati da tempo, cara MCV.
    Sono fatti che Il Santo subito ha celebrato messe private nella cappella del palazzo apostolico a cui hanno partecipato i figli di Maciel, sono fatti che il segretario del papa ricevesse a nome del papa cospicue offerte in denaro da Maciel,sono fatti che Maciel sia stato protetto da GPII e sia stato possibile punirlo solo dopo che il suo protettore era morto, sono fatti che Mccarrick venisse fatto arcivescovo da GPII nonostante il parere contrario della congregazione dei vescovi e pur essendo solo il 14 nella lista ( manco stava nella terna),sono fatti che mccarrick raccogliesse ingenti fondi per solidarnosc e che successivamente questi sia stato fatto cardinale da GPII.
    Cristina Vicquery

    6 Gennaio, 2019 - 12:24
  32. picchio

    Buona Epifania a tutti, in un’ insolita giornata con un caldo primaverile ci godiamo l’ultima festività
    cristina Vicquery

    6 Gennaio, 2019 - 12:40
  33. Amigoni p. Luigi

    Rif. 9.29 – Barbarin non è mafioso

    Si può insinuare reciprocamente di essere legati a papi diversamente idoli. Però credo che di Barbarin (cardinale dal 2003) si possa parlare con maggiore rispetto e più integrale attenzione alla verità. Rispetto e verità che mi sembra mantenga di più questo allegato di “vaticaninsider” (la creazione di Tornielli) che dice anche delle ammissioni di Barbarin, acccusato pure di cose precedenti a lui.
    Anche il Corriere di oggi (poche righe di pag. 16) falsifica le informazioni confondendo coperture con abusi

    https://www.lastampa.it/2019/01/05/vaticaninsider/il-cardinale-barbarin-a-processo-per-insabbiamento-9cW8V25qs1CNj0dSBsCgaO/pagina.html

    6 Gennaio, 2019 - 14:36
  34. Fabrizio Scarpino

    Su Zanchetta non mi esprimo poichè ancora non mi sono documentato.

    Alla sig.ra Venturi ricordo, (anche se lei lo sa benissimo) che purtroppo con il Santo Giovanni Paolo II in molti avevano capito come raggirarlo: fiumi di denaro verso il sindacato di Solidarnosc nella sacrosanta battaglia contro lo stalinismo totalitarista portata avanti da papa Wojtyla. La Fondazione creata da Mc-Carrick in USA era una di queste.

    A fronte di ciò, i c.d.finanziatori di Solidarnosc si facevano dall’altra parte del mondo gli affari propri in tutti i sensi.

    Cari saluti.

    6 Gennaio, 2019 - 14:50
  35. Fabrizio Scarpino

    Ho letto solo ora che quanto da me scritto era stato anticipato da Cristina Vicquery che saluto.

    6 Gennaio, 2019 - 14:54
  36. picchio

    Saluti anche a te Fabrizio
    Cristina

    6 Gennaio, 2019 - 16:08
  37. Beppe Zezza

    Che Gpii abbia chiuso un occhio o forse anche tutti e due sulle malefatte di Maciel e dì McCarrick è possibile. Che questo sia un motivo sufficiente per mettere in dubbio la sua Santità è invece opinabile – e sostanzialmente attacca gravemente la Chiesa, non solo quella di ieri – di GPIi e BXVI per intenderci – ma quella di sempre ( e toglie credibilità anche a quelladi oggi ). Io, per amore della Chiesa, la smetterei di difendere il papa attuale dalle critiche che gli vengono poste, con la argomentazione : ma anchei papi precdenti ne hanno fatte….È un gioco al massacro. C’è Qualcuno che, all’ascoltarlo, sghignazza….

    7 Gennaio, 2019 - 0:18
  38. Amigoni p. Luigi

    Rif. 0.18 – per amore della Chiesa e del Signore

    Dalle prime cinque righe si può anche (o si deve) concludere: …per amore della Chiesa la smetterei di dire – gongolando – delle falsità contro il papa attuale e
    a riguardo dei papi di ieri.

    7 Gennaio, 2019 - 7:45
  39. alphiton

    Di Tosatti, uno di quelli che hanno orchestrato il caso Viganò, onestamente non mi fido.
    Ma il problema, come ho già avuto occasione di dire, è un altro. Non si tratta di “sputtanare” l’attuale pontefice o uno di quelli precedenti, ma di capire che oramai il modello di presbitero e di vescovo tridentino è arrivato al capolinea. L’enorme quantità di abusi commessi da ecclesiastici negli ultimi decenni è il segno del fatto che un certo modo di intendere la figura sacerdotale non è più proponibile. E il fatto che le vocazioni sacerdotali stiano diminuendo è un segno dei tempi da cogliere.
    O si cambia o si muore, pena la totale perdità di credibilità per la Chiesa.

    Alberto Farina

    7 Gennaio, 2019 - 21:41
  40. Beppe Zezza

    Sinceramente non comprendo il nesso tra la enorme quantità di abusi e ” il modello” di presbitero e vescovo tridentino. A me pare piuttosto che questo sia il segno dello scadimento del livello di fede del popolo cristiano nel suo complesso. Molto “umanamente” il livello dei funzionari di una società è espressione del livello della società. E questo vale anche per la istituzione ecclesiastica.

    8 Gennaio, 2019 - 23:46
  41. Leonardo Lugaresi

    Caro Luigi, a proposito del caso Zanchetta, suggerisco a chi sia interessato a questa vicenda (che mi pare emblematica) anche una lettura, non pregiudizialmente maldisposta, dell’articolo che Magister ha appena pubblicato (e di cui non metto il link per non darti un dispiacere), perché espone la vicenda in modo molto preciso, misurato e chiaro.

    9 Gennaio, 2019 - 10:47

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