Maria e Giuseppe Toniolo in viaggio di nozze

Ti scrivo appena pranzato; dalla trattoria degli Stelloni in piazza San Petronio, godendo una bellissima vista, rallegrata più che mai dalla splendida notte pari alla giornata. Riguardo poi alle tue prescrizioni, ti basti dire che a Conegliano dopo un’ora di viaggio poco più, prima di partire colla ferrovia, abbiamo voluto prendere un brodo coll’ovo battuto! Dopo le due in ferrovia mangiammo di gusto pane e salame, con qualche sorso di vino da far resuscitare i morti“: Giuseppe Toniolo così scrive alla mamma il 4 settembre 1878 da Bologna, prima tappa del viaggio di nozze con Maria Schiratti che li porta da Pieve di Soligo a Roma, Orvieto e Assisi. Giuseppe Toniolo (1845-1918) è stato proclamato beato due ore fa nella basilica di San Paolo fuori le Mura dove mi pareva di conoscere tutti. Mi sentivo in famiglia. I Toniolo avevano sette figli. Giuseppe fu tante cose – economista, promotore di casse rurali e cooperative e associazioni e giornali, delle “settimane sociali” e di molto altro – ma a me interessa come sposo e padre. Nel primo commento una sua frase in una lettera alla fidanzata, che mi pare straordinaria. La faccio mia.

80 Commenti »

  1. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive,

    1 maggio 2012 @ 16:41

    Ho appena terminato il mio turno di lavoro -quale miglior modo per festeggiare…- e vi leggo. Vi ringrazio davvero tutti.
    Più tardi mi recherò in chiesa, prometto di far ardere un cero per tutti voi.
    Inizia il mese di maggio, dedicato a Maria; in questo mese -se già non lo si fa sempre- la preghiera del santo Rosario è di grande vantaggio spirituale per chi la compie. Le mie intenzioni di preghiera sono quelle solite: per le anime sante del Purgatorio, la conversione dei peccatori ed il ravvedimento di tutti gli erranti, e per i padri e le madri di famiglia, specie quelle in maggiore difficoltà. Il percorso che sto compiendo è iniziato in un mese di maggio…

    Spero anche, ardentemente, ci sia chi preghi per coloro che attraversano un periodo buio dove manca serenità d’animo e lucidità di mente, e temono di perdere la forza e la pazienza e soprattutto la perseveranza per sopportare le “prove” che la vita quotidiana e quella spirituale comportano, col rischio di ricadere in quel baratro da cui cercano di risollevarsi…..

    Un cordiale saluto e l’augurio, a tutti, di un buon mese di maggio sotto la protezione della Santa Madre di Dio.

  2. marta09 scrive,

    1 maggio 2012 @ 17:37

    @Ubi, perdonami l’indiscrezione, ma mi hai incuriosito.
    1) Che percorso stai facendo? Ho intuito che è un percorso che implica scelte decise e decisive

    2) Che lavoro svolgi? Turni di notte e turni festivi …

    Ovvio che puoi non rispondere a queste domande, ma – chissà perchè – ho l’impressione tu stia vivendo una testimonianza forte di Fede.

    Abbiamo bisogno di testimoni e non capisco perchè le varie omelie non sono delle testimonianze personali piuttosto che esegesi in pillole o esortazioni vaghe.

    Maria è la prima testimone ed a Lei mi affido ed affido te e tutti i frequentatori del pianerottolo.

    Una curiosità simpatica e di “famiglia”: il 1° Maggio è la festa di San Giuseppe lavoratore (il marito e papà) ed il primo Maggio inizia il mese dedicato a Maria (la moglie e mamma). Stanno insieme quasi ad indicare la preghiera nel lavoro ed il lavoro della preghiera … Lavori che sono valori (e guarda caso “valori” è anagramma di “lavori”)

    Ciao Ubi e non mandarmi a quel paesino molto affollatto.

  3. nico scrive,

    1 maggio 2012 @ 17:43

    Ciao a tutti.
    Intanto grazie delle vostre voci.
    Trovo oggi in una newsletter un suggerimento che mi piace condividere con voi.
    E’ un pensiero per noi mamme, per noi che abbiamo avuto mamme, per tutti i figli e i mariti che esse amano.
    Nel mese di Maria e delle mamme, mi pare un bel pensiero (e non è neppure un OT: Toniolo scriveva alla mamma, vero Luigi?)

    P.S. Prescindete dalla pubblicità, vi prego: è l’idea di fondo che mi pare apprezzabile

    http://www.youtube.com/watch?v=NScs_qX2Okk

  4. nico scrive,

    1 maggio 2012 @ 17:44

    Ho scritto quattro volte “mamma” in quattro righe. Quasi un record di ripetizioni…

  5. Fides et ratio scrive,

    1 maggio 2012 @ 18:19

    Così mons. Cocchi, vescovo di Modena,in occasione dell’apertura del processo di beatificazione di Rolando:

    “Rolando Rivi è per me uno dei segni più singolari che la Provvidenza ha usato per ricordare a tutta la Chiesa che il nostro cuore deve stare di fronte a Cristo come quello di un bambino, con una totalità che gli ha consentito di subire il martirio, credo con tanta paura, ma con una certezza ed una letizia che hanno giudicato e giudicano ancora oggi i suoi assassini.
    Da lui, piccolo ma gigantesco frutto della fede e della carità del vostro popolo, dobbiamo imparare, all’inizio di questo terzo millennio, nello svolgersi talora tormentato della nostra missione, la sua radicale semplicità ed il suo coraggio di fronte al mondo”.

  6. Marco scrive,

    1 maggio 2012 @ 19:37

    Patetico scrivere alla mamma durante il viaggio d nozze…

    Mi consola il fatto che, avendo avuto sette figli, vuol dire che si è svegliato e si è dato un bel da fare il Giuseppe!
    Alla faccia della mamma, l’essere castrante per eccellenza, tiè!

    Bravo Giuseppe! Auguri a te e a tutti i Giuseppe, specialmente quelli che si danno da fare!!!

  7. marta09 scrive,

    1 maggio 2012 @ 19:40

    Marco, purtroppo sì, a volte è proprio come tu dici.
    Ma anche tra i Giuseppe ci sono quelli che sono castratori.
    C’è sempre del buono e del cattivo ovunque.

  8. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive,

    1 maggio 2012 @ 20:14

    @ Marta

    1) Un percorso di “conversione”. Iniziato come già detto in un mese di maggio di alcuni anni fa, nemmeno molti a dire il vero…
    Il percorso è fatto semplicemente partecipando ai Sacramenti che ci offre la Santa Madre Chiesa, e la preghiera. Il tutto senza far parte di movimenti e senza avere nessuna partecipazione in parrocchia, nemmeno il ruolo più marginale. Tutto qui.
    Scelte? Solo qui gradisco poterti non rispondere…

    2) Che lavoro faccio? Sono due le categorie che lavorano 365-366 giorni l’anno h24…, io appartengo a una di quelle.

    I miei cordiali saluti e un grazie per la tua preghiera.

    Ps. Le Omelie meglio le facciano solo ed esclusivamente i sacerdoti.
    La nostra testimonianza stia nella luminosità della nostra vita.

  9. Marco scrive,

    1 maggio 2012 @ 20:23

    E’ vero Marta.
    Cmq si vede che questo Giuseppe Toniolo appartiene ad altri tempi.
    Scrivere alla mamma dell’uovo battuto e del pane e salame… Ma come stava messo questo?
    Spero che abbiano fatto santa anche la moglie… Chissà cosa si è dovuta inventare per ingrifare ‘sto pulcino de mamma…
    Pazzesco… Oggi rischia il divorzio immediato uno così.

  10. Fides et ratio scrive,

    1 maggio 2012 @ 21:10

    @ubi
    Da come scrivi dimostri di avere camminato molto.
    Sono felice per te!

  11. Marco scrive,

    1 maggio 2012 @ 21:25

    Ubi, scrivete a mammà, che sta preoccupata, maronna mia!
    Con tutto questo camminare, chissà dove state! Siete dimagrito molto, con tutta questa ascesi che fate?
    Siete nu sant’uomo! Meglio e san Gennà! Ubi!!!
    Mi comparite in sogno, se potete, e me la date ‘na cinquina, Ubi? Sto inguaiato con l’imu, sanguisughe sono questi!
    Eh, l’egoismo, Ubi, voi non lo conoscete, pché siete nu sant’uomo.

  12. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive,

    1 maggio 2012 @ 22:00

    @ Fidesetratio e Marco

    ” ‘Nu suòvero peluso nun po’ ffa’ ‘na fica trujana “

  13. Marco scrive,

    1 maggio 2012 @ 22:11

    A’ nnomm’ e’ Dio!… E s’ammuccaje’ na zeppula!

  14. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive,

    1 maggio 2012 @ 22:20

    Saluto tutti, con un pensiero del Beato Giovanni Paolo II, beatificato esattamente un anno fa.

    “Chi ha conosciuto la gioia dell’ incontro con Cristo non può tenerla chiusa dentro di sé, deve irradiarla.”

  15. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive,

    1 maggio 2012 @ 22:22

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/missions/documents/hf_jp-ii_mes_20000627_world-day-for-missions-2000_it.html

  16. marta09 scrive,

    1 maggio 2012 @ 23:35

    Sì, Ubi, è così.

  17. Federico B. scrive,

    2 maggio 2012 @ 10:48

    Varrebbe la pena di sottolineare che il povero seminarista Rolando Rivi fu ucciso barbaramente per odio politico e ideologico da zelanti comunisti che sognavano la rivoluzione sovietica e vedevano nemici nelle tonache: “se vedi nero spara, o è un prete o è un fascista”.
    Quanti martiri nel “Triangolo rosso” o “Triangolo della morte”!
    E i sanguinari assassini?
    Amnistiati da Togliatti, anche per atrocità commesse a guerra finita.
    E la nostra repubblica, la nostra democrazia italiana, poggia anche su queste vittime dimenticate. Quando si vedono sventolare con orgoglio certe bandiere rosse (specie il 25 aprile e il 1 maggio), dovremmo fare memoria anche delle violenze commesse sotto quelle insegne tinte di sangue…

  18. tonizzo scrive,

    2 maggio 2012 @ 11:34

    Eh no, Federico! Attento perché la psicopolizia ti arresterà per peccato di revisionismo!!!

  19. fabi scrive,

    2 maggio 2012 @ 13:36

    Federico,
    in parte è vero, ma la motivazione vera è questa:
    un prete di meno domani! Sta agli atti.
    E’ un martire, perché ucciso per la Fede in Gesù Cristo.
    Ieri l’incontro coi ragazzi è andato benissimo! :-)

  20. Marco scrive,

    2 maggio 2012 @ 14:28

    “Se vedi un berretto rosso, spara: o è un cardinale o è un comunista”.

    Questa invece è dei camerata amici di tonizzo e federico.

  21. Federico B. scrive,

    2 maggio 2012 @ 14:52

    @Marco,
    purtroppo su queste vicende c’è ben poco da scherzare.

    Segnalo “Storia dei preti uccisi dai partigiani” di Roberto Beretta:

    http://www.laporzione.it/2012/04/25/preti-uccisi-partigiani-tweb:

  22. Leonardo scrive,

    2 maggio 2012 @ 20:06

    E comunque Marco non si è ancora pentito del peccato mortale probabilmente commesso quando si è augurato la morte immediata del papa. È giovane, d’accordo, ma ne approfitti: nessuno di noi sa quanto tempo ha.

  23. tonizzo scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:01

    Invece al povero don Angelo Tarticchio, caro Marco, gli amichetti tuoi che dicono di aver liberato l’Italia (ah ah ah), come se gli americani non avessero messo i loro morti e gli italiani quelli del ricostituito Esercito del Regno del Sud, al povero don Tarticchio, caro giovine, i tuoi amichetti hanno tagliato i testicoli e messo in testa una bella corona di spine, prima di buttarlo in una bella foiba. Anziché sparare slogan a caso, una volta tanto, evita di blaterare su cose che non sai e documentati, per cortesia.

    Ad ogni modo si stava discutendo di Giuseppe Toniolo, oggi beato, che hai irriso a tuo piacimento. Se vogliamo tornare in topic bene, sennò blatera da solo che magari il muro ti risponde.

  24. tonizzo scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:01

    PS: quoto, ovviamente, Leonardo.

  25. Marco scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:17

    Leonardo, Leonardo,

    io non mi sono augurato la morte immediata di SS.
    Ho solamente auspicato che SS B16 possano finalmente avere ciò cui, presumo, anelino: la visione celestiale del Signore che hanno servito con tanto zelo, sincera umiltà e fedele fermezza.

    E’ vero: questo comporta la Loro dipartita, ma dipartita da dove? Da questa valle di lacrime, da questo luogo di tentazioni, contrasti, lotte e peccati. E la destinazione poi è il Paradiso… con la sicurezza che se non ce Li mandano direttamente San Petrus, ce Li mandano a forza il Loro successore.
    “Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo”

    Anche SS P12 dicevano: “Voca me, Domine” mentre vedevano Soli roteanti passeggiando per i sacri giardini (Fonte: La Grande Storia – PIO XII – Il Principe di DIO).
    Per cui, come posso pentirmi?

  26. Marco scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:25

    tonizzo tonizzo,

    chi ti ha detto che i comunisti assassini di preti o laici innocenti siano amici miei?
    Certamente l’Italia non è stata liberata dagli ex-camerata che voti o hai votato tu per tua stessa ammissione.

    Non ho irriso nessun Toniolo, anzi mi sono sempre battuto affinché la Fondazione che porta il suo nome non finisca nelle grinfie del Cardinale, quello “estroverso”.
    Ho solo detto che è patetico scrivere alla mamma in viaggio di nozze, addirittura raccontandole che si mangia…
    Oggi torna a casa da solo uno così.
    In viaggio di nozze si fanno due o tre cose, non di più… e mammà nun c’entra niente, ma proprio niente!

  27. Marco scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:45

    “Il mio affetto deve gradatamente e quasi inavvertitamente insinuarsi nell’animo tuo, e porvisi accanto agli altri, senza escluderne alcuno, ed anzi accendendoli tutti”.

    Insinuamose pure da n’artra parte però, eh… Nun solo l’anima che nun se vede… Pure in quell’artra…
    Un po’ de anima e un po’ de f..a!
    Sennò ce si annoia…

  28. Leonardo scrive,

    2 maggio 2012 @ 21:46

    Miserabile guitto. Ma Dio non si lascia beffare.

  29. Marco scrive,

    2 maggio 2012 @ 22:03

    A proposito di guitti e morte: a livella.
    http://www.youtube.com/watch?v=AZ8mrzSKzQs

    Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
    per i defunti andare al Cimitero.
    Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
    ognuno adda tené chistu penziero.
    Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
    di questa triste e mesta ricorrenza,
    anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
    il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

    St’anno m’é capitato ‘navventura…
    dopo di aver compiuto il triste omaggio.
    Madonna! si ce penzo,e che paura!,
    ma po’ facette un’anema e curaggio.

    ‘O fatto è chisto,statemi a sentire:
    s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
    io,tomo tomo,stavo per uscire
    buttando un occhio a qualche sepoltura.

    “Qui dorme in pace il nobile marchese
    signore di Rovigo e di Belluno
    ardimentoso eroe di mille imprese
    morto l’11 maggio del’31”

    ‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
    …sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
    tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
    cannele,cannelotte e sei lumine.

    Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
    nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
    abbandunata,senza manco un fiore;
    pe’ segno,sulamente ‘na crucella.

    E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
    “Esposito Gennaro – netturbino”:
    guardannola,che ppena me faceva
    stu muorto senza manco nu lumino!

    Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
    chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
    Stu povero maronna s’aspettava
    ca pur all’atu munno era pezzente?

    Mentre fantasticavo stu penziero,
    s’era ggià fatta quase mezanotte,
    e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
    muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.

    Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
    Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
    Penzaje:stu fatto a me mme pare strano…
    Stongo scetato…dormo,o è fantasia?

    Ate che fantasia;era ‘o Marchese:
    c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;
    chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
    tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.

    E chillo certamente è don Gennaro…
    ‘omuorto puveriello…’o scupatore.
    ‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
    so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

    Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
    quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
    s’avota e tomo tomo..calmo calmo,
    dicette a don Gennaro:”Giovanotto!

    Da Voi vorrei saper,vile carogna,
    con quale ardire e come avete osato
    di farvi seppellir,per mia vergogna,
    accanto a me che sono blasonato!

    La casta è casta e va,si,rispettata,
    ma Voi perdeste il senso e la misura;
    la Vostra salma andava,si,inumata;
    ma seppellita nella spazzatura!

    Ancora oltre sopportar non posso
    la Vostra vicinanza puzzolente,
    fa d’uopo,quindi,che cerchiate un fosso
    tra i vostri pari,tra la vostra gente”

    “Signor Marchese,nun è colpa mia,
    i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
    mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
    i’ che putevo fa’ si ero muorto?

    Si fosse vivo ve farrei cuntento,
    pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
    e proprio mo,obbj’…’nd’a stu mumento
    mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.

    “E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
    che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
    Se io non fossi stato un titolato
    avrei già dato piglio alla violenza!”

    “Famme vedé..-piglia sta violenza…
    ‘A verità,Marché,mme so’ scucciato
    ‘e te senti;e si perdo ‘a pacienza,
    mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

    Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
    Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
    …Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
    ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

    “Lurido porco!…Come ti permetti
    paragonarti a me ch’ebbi natali
    illustri,nobilissimi e perfetti,
    da fare invidia a Principi Reali?”.

    “Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
    T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
    che staje malato ancora e’ fantasia?…
    ‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

    ‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
    trasenno stu canciello ha fatt’o punto
    c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
    tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

    Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
    suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
    Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
    nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”

  30. Pietro Abate scrive,

    4 maggio 2012 @ 3:11

    Non ci si annoia ! E si trova un giusta combinazione di sacro e profano: Preghiera ,santità, amicizia e dialogo su un pianerottolo movimentato e vivo. Qui
    si respira Amore! Grazie di cuore per tutto il Bene che diffondete… Buona notte con una citazione del Beato Giovanni Paolo II : ” Non temete le tenebre, attraversatele e sarete Luce “…

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