Metti un musulmano nell’ascensore

In un rione di Roma confinante con il mio l’egiziano Abdul che fa la consegna dei quotidiani a domicilio resta chiuso nell’ascensore che si blocca a metà di un pianerottolo. Sono le sei e mezzo del mattino e nessuno sale o scende ma Abdul ha con sé il telefonino con il quale chiama la moglie Fatima che accorre tenendo con le due mani il velo. Fatima sveglia la portiera Filomena che si accende una sigaretta e corre a chiamare Thomas l’indiano, che è il portiere di uno stabile confinante e sa come sbloccare la porta del gabbiotto. Mettendosi in tre prima tirano su e poi tirano fuori Abdul che uscito a salvamento alza le braccia e dice “sia lodato Allah”. “Lascia stare Allah”, gli dà sulla voce Filomena: “E’ lo Spirito Santo che t’ha tirato fuori”.

9 Comments

  1. giosal

    Credere in un Dio Universale, sì! Purché il mio.
    Non so se usciremo mai da questo Ossimoro.

    3 Febbraio, 2015 - 1:06
  2. Eugenio Spiletti

    Sia Abdul, sia Filomena hanno testimoniato la propria fede.
    C’è qualcuno che pensa che sarebbe stato meglio tacere o esprimersi genericamente verso un’ entità indistinta e imprecisa a cui magari inviare diplomatici e correttissimi ringraziamenti sincretistici?

    3 Febbraio, 2015 - 10:00
  3. giosal

    Appunto, Spilletti. Hai ribadito quanto avevo detto: ciascuno ha manifestato a Dio come nel suo intimo Lo sente (ossia uno spiraglio dell’Infinito- come è possibile a un mortale).
    Il brutto è quando qualcuno pensa che il suo modo sia l’unico, e allora sappiamo dove si può arrivare.

    3 Febbraio, 2015 - 17:21
  4. giosal

    Ti ringrazio, Luigi, per il riferimento.
    Giorgio Salvatori

    4 Febbraio, 2015 - 10:56
  5. Quoto Mocellin;-)

    4 Febbraio, 2015 - 14:30
  6. Eugenio Spiletti

    Non sfugge a nessuno che certe visioni di un Dio Universale possono portare al relativismo e all’indifferentismo religioso.

    4 Febbraio, 2015 - 15:30
  7. Eugenio Spiletti

    «Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1,18).

    Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
    In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
    Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
    Gv 14, 8-15

    4 Febbraio, 2015 - 15:36
  8. giosal

    Caro Spilletti, tu hai ragione, ma purtroppo anche torto: “Non sfugge a nessuno che certe visioni di un Dio Universale possono portare al relativismo e all’indifferentismo religioso”, e a volte al rogo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_persone_giustiziate_per_eresia

    Così la storia racconta ( e ahinoi, anche la cronaca dei nostri giorni) che, per il giudizio di persone molto zelanti e sedicenti timorate del Signore, in tanti siano stati bruciati vivi perché credevano in un modo non conforme alle “regole”. Pensi che il Signore sia (stato) d’accordo? Io no.

    4 Febbraio, 2015 - 18:12

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