Presepe di sabbia e di Borges


Ho visto il “Presepe di sabbia” che gli artisti di Jesolo hanno scolpito in piazza San Pietro e ho apprezzato il richiamo alla parabola apocrifa della pietra e della sabbia proposta dal poeta argentino Jorge Luis Borges. Per questo richiamo e la sua interpretazione vai al primo commento.

14 Comments

  1. Luigi Accattoli

    La citazione di Borges – riportata nel cartellone posto sulla destra del Presepe – è da “Frammenti di un Vangelo apocrifo”, che è nella raccolta “Elogio dell’ombra” (1969): “Nulla è costruito sulla pietra; tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra”. Vangelo apocrifo: cioè aggiunta arbitraria, o controcanto dei veri Vangeli. La singolarità di questo passaggio del testo di Borges sta nel fatto che esso contraddice quello evangelico ma anche lo conferma. Spesso il poeta di Buenos Aires si avventura nei vasti territori dell’ambivalenza. Le parole di Gesù a cui fa riferimento l’apocrifo sono queste: “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande” (Matteo 7, 24-27).

    Qui le notizie fornite da Vatican News:
    https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2018-12/presepe-natale-2018-piazza-pietro-sabbia-sand-nativity-jesolo.html

    28 Dicembre, 2018 - 17:02
  2. maria cristina venturi

    La parola di Gesu’ sulla “”pietra” su cui sarebbe stata costruita la sua chiesa , si rifa’ ovviamnete all’Antico Testamento ,perche’ Gesu’ non ha mai RINNEGATO l’ANTICO TESTAMENTO , YWHE suo Padre .
    La pietra fondamentale era quella sulla quale si faceva il sacrificio nell’Antica Alleanza, cioe’ la pietra del Tempio di Sion , la pietra del Tempio di Gerusalemme.
    La pietra sacrificale era importante perchè solo i sacrifici fatti su quella pietra erano sacri e graditi a DIO
    Oggi potremmo dire che la Successione apostolica che dal tempo di Pietro arriva fino ai pontefici odierni è la Pietra. Ma chi oggi , forte della popolarita’ e dell’audience , vorrebbe fonadare una religione sulla sabbia, invece che sulla Pietra e’ come chi , parvenuto , crede di essere un aristocratico.
    La vera aristocrazia e’ solo quella della CROCE.

    28 Dicembre, 2018 - 17:29
  3. Amigoni p. Luigi

    Rif. 17.29 – Non pervenuto

    Sono impossibilitato a capire. Di quali aristocratici si parla? Di quelli papalini, del fu stato pontificio?

    28 Dicembre, 2018 - 22:36
  4. picchio

    Ma chi oggi , forte della popolarita’ e dell’audience , vorrebbe fonadare una religione sulla sabbia…

    MCV sono 5 anni ormai che te la canti e te la suoni…..
    Cristina Vicquery

    29 Dicembre, 2018 - 9:48
  5. Clodine-Claudia Leo

    E’ un’opera bellissima, di forte impatto emotivo e simbolico, sopratutto simbolico. L’interpretazione la trovo,a mio sommesso avviso, piuttosto univoca in realtà. Mi sposterei un tantino dalle anguste forche caudine in cui l’ha relegata Borges nel suo “Elogio dell’ombra”. Sciascia definì Borges “teologo laico” in quanto il nostro alla sua “Professione di fede letteraria” faceva coincidere quella religiosa, espressione di una fede elaborata soggettivamente.
    Carlo Giulio Argan, grande critico d’arte – almeno per me che i suoi libri , ostici di primo acchito, sono stati il mio olio di ricino quotidiano per anni- diceva che “l’Arte è al livello più alto del pensiero immaginativo e non v’è salvezza senza immaginazione”. Allora consiglierei di restare nell’immaginazione contemplativa, saldamente legati alla Parola, che mai come in questa monumentale opera che consta di 700 tonnellate di sabbia dolomitica può offrire.

    Il focus, a mio avviso, è tutto nel materiale di costruzione: la sabbia, che ricorre nella Bibbia innumerevoli volte. La sabbia, infiniti granelli simile alla progenie di Abramo; la sabbia,particelle dal numero astronomico,realtà transiente e permanente, cancella (Cristo e l’adultera) e conteggia (il numero di coloro che saranno sviati da Satana ,Giovanni Apocalisse). Simboleggia il deserto: luogo ostico della terra, evocatore d’arsura, d’assenza d’acqua,di morte; luogo biblico fondamentale preferito da Dio quando vuole punire il suo Popolo e al contempo purificarlo -“perciò ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto perché è là che io voglio parlare al suo cuore” (Osea 2,16).

    Il deserto, da l’imprinting al Figlio di Dio che ora, in quell’opera vediamo già nel deserto quel bambino, con le mani incrociate sul petto, e lo vediamo adulto nello stesso tempo e allo stesso momento con la mano sinistra aperta nell’atto di allontanare l’amaro calice e Maria, la Madre, sembra già vestita a lutto. Tutta la scena è aperta al mistero dell’Incarnazione, dell’incontro dell’uomo con Dio, e già immersi nella Pasqua di Passione. Una scena intrisa di tristezza per quel bambino, segno di contraddizione.
    Una riflessione a margine: celebrare veramente il Natale è porre mano ad una vera, radicale conversione, uscire dalla disobbedienza ai comandamenti, estirpare le radici del vizio che inquina, infesta la vita della società e della Chiesa, causa dei grandi mali fisici e spirituali che sono la morte del Natale cristiano del Nostro Natale.

    29 Dicembre, 2018 - 18:00
  6. giuseppe di melchiorre

    DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE – Rito Ambrosiano
    Prima Lettura: “La Sapienza grida: “Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine. Dall’eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo. Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero i confini; quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante;
    giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo.”
    (Libro dei Proverbi, 8, 22-31)
    Quando Giovanni nel Prologo, chiama “Logos” la persona preesistente di Colui che, fattosi uomo, è conosciuto come Gesù di Nazareth, intende certamente includervi il significato che logos aveva nell’ambiente colto ellenistico. Gesù Verbo Eterno preesistente, è il disegno divino sul mondo, un piano che non mira solo alla bellezza armonica del creato, ma anche alla salvezza degli uomini dalle tenebre, che nel mondo li circondano (Giovanni 1,5) . Ora la Sapienza (con cui Gesù viene identificato in Matteo 11,19 e nella 1a Corinzi 1,30) nei tre libri sapienziali (Siracide, Proverbi e Sapienza) ha la stessa funzione che aveva il Logos (Verbo) nell’ambiente ellenistico; è la personificazione del piano ideale, armonioso, che ha preceduto la Creazione del mondo e per il cui mezzo, Dio ha creato il cosmo e ha dato agli uomini una legge sapiente, che porta armonia e vita, luce che illumina il loro cammino. La sapienza divina cercando una dimora tra i popoli, la trovò nel popolo dell’alleanza .
    Ma la Sapienza non aveva avuto niente a che fare con la sabbia, fin dall’inizio. E quando divenne CARNE puntò tutto sulla PIETRA, anche sul suo primo Vicario… Gesù, la Sapienza incarnata appunto, a Simone mise il nome nuovo aramaico Kêpâ’, grecizzato in Kêphas = roccia, pietra. Nome tradotto poi in greco maschile “Petros” = pietra, sasso.
    Che ha a che fare allora Gesù con la sabbia? O la sabbia riguarda la sua Chiesa di oggi? Difatti… perché inserire la didascalia di Borges, il “teologo ateo”, che affianca originalmente l’opera e ne offre l’interpretazione autentica, letteraria, in luogo di una ordinaria, scontata citazione scritturistica: “Nulla è costruito sulla pietra; tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra”. Parole che vibrano ambivalenti e indicano il bivio, natalizio e indilazionabile, sul quale indugia oggi e si dibatte l’Istituzione bimillenaria, in attesa del suo Messia: tra identità perduta e rinascita incompiuta. E poi non è che sia un presepe originale, perché in Italia ci sono presepi di sabbia anche a Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Rimini e perfino in un paesino del mio Abruzzo, cioè Scorrano.
    Ma forse sono io di sabbia, almeno spiritualmente… Comunque i miei cordialissimi auguri di un 2019 di resistente pietra lo auguro a tutti, in modo particolare al nostro Papa Francesco…

    30 Dicembre, 2018 - 15:51
  7. maria cristina venturi

    “E la sua rovina fu grande “( Matteo 7,24)

    Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica sarà paragonato all’uomo saggio che si è costruito la casa sulla roccia. E cadde la pioggia e strariparono i fiumi e i venti soffiarono e infuriarono contro quella casa, ma la casa non è crollata perchè era piantata sulla roccia. Chiunque invece ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato allo stolto che si è fabbricata la casa sulla sabbia . E cadde la pioggia e strariparono i fiumi e i venti soffiarono ed infuriarono contro quella casa, ed essa è crollata . E la sua rovina fu grande.

    “E la sua rovina fu grande” come non pensare a queste parole profetiche di Gesù , oggi, in cui soffiano i venti ed infuriano contro la Chiesa e si scopre che in molti casi era una “casa costruita sulla sabbia “perchè pur avendo ascoltate le parole di Gesù, NON LE HANNO MESSE IN PRATICA?

    30 Dicembre, 2018 - 20:15
  8. maria cristina venturi

    E quali sono le parole che precedono questa parabola di Gesù? Quali sono “queste mie parole” che chi non mette in pratica è come avesse costruito sulla sabbia?
    Sono queste le parole che precedono la parabola della casa costruita sulla sabbia nel Vangelo di Matteo ( matteo 7, 15)
    Guardatevi dai falsi profeti . I quali vengono a voi travestiti da pecore , mentre dentro sono lupi rapaci. Voi li triconoscerete dai loro frutti. si coglie forse uva dalle spine o fichi dai cespugli?Così ogni albero buono produce frutti buoni , mentre l’albero cattivo da’ frutti cattivi”
    di frutti cattivi ne abbiamo visti tanti in questo 2018 ,da parte di uomini di Chiesa tutti i livelli, lupi travestiti da agnelli. Solo oggi è la notizia che il card. O ‘Malley ha denunciato il suo collega arcivescovo di New York Dolan per aver coperto un prete pedofilo.
    Vedi come si amano anche fra di loro!

    30 Dicembre, 2018 - 20:26
  9. giuseppe di melchiorre

    A Genova non c’è il problema del presepe di sabbia.
    Infatti “Il delirio di un parroco: abolisce il Natale e chiude la chiesa per polemica sul dl Sicurezza di Salvini. Che tristezza i parroci che utilizzano il Natale per dividere i fedeli, fare politica, lanciare invettive. E’ accaduto a Genova dove il parroco Don Paolo Farinella della Chiesa di San Torpete ha deciso di fare “Obiezione di coscienza” contro il dl Salvini, non celebrando la Messa di Natale. Tra Madonne negate, inni natalizi stravolti e presepi rinnegati “per non offendere”, non stupisce, purtroppo che un uomo di Chiesa tolga “d’imperio” il Natale, cancellando un rito come la Messa di Mezzanotte che per tanti fedeli è un rito non rinununciabile. Il parroco ha fatto di più. Difatti ha detto che la chiesa rimmarà chiusa “per fallimento” dalla vigilia di Natale fino al 5 gennaio dell’anno prossimo. E i fedeli? Don Paolo Farinella non sembra interessarsene. Anzi. La sua è stata una mossa “contro” i fedeli, contro quei cattolici “cattivi” che hanno votato Lega e che inneggiano a Salvini, che lui – come si apprende dal Giornale considera “uomo incolto, senza alcun senso dello stato e del diritto”, considerando i leghisti e i loro seguaci “complici di lesa umanità e di ‘deicidio’”. Siamo al delirio!!!… Don Paolo Farinella aveva inizialmente espresso una considerazione condivisibile nella sua newsletter, scrivendo che “il Natale non è più natale cristiano: non più ‘memoria’ della nascita di Gesù, ma cinico fatto commerciale, mescolato a ripetuti riti e liturgie”. Una critica al consumismo legittima e condivisibile!!!
    CARI VISITATORI, VOI CHE NE DITE DEL NATALE SENZA MESSA?…

    30 Dicembre, 2018 - 21:11
  10. Elisa Ferrari

    Caro Giuseppe, quel prete vuol solo fare parlare di sé, è chiaro che quando è nato Gesù non ha chiesto ai pastori di che partito politico o religioso erano, per non parlare dei Magi venuti da lontano… un grande dono è arrivato per tutti, soprattutto per chi non è in grado di accoglierlo! Festeggiare il Natale significa ricordare questo, che non ha niente a che fare con la politica e neanche con le belle intenzioni di ciascuno di noi: è fermarsi e inginocchiarsi davanti a qualcosa di grande… che non capiamo!! E la Santa Messa ci invita sempre a inginocchiarci davanti al grande dono che abbiamo ricevuto, senza pretendere e urlare e fare altre cose che vanno di moda oggi…. insomma, avrai capito come la penso: la Messa, come il Dono che è Gesù, non appartiene a nessuno, ma è sempre per tutti. Negarlo vuol dire, se posso permettermi, non aver capito niente.

    31 Dicembre, 2018 - 12:51
  11. giuseppe di melchiorre

    Cara Elisa, non so se ho capito… Chi è che non ha capito niente io o il prete di Genova? Io di certo non posso negare la S. Messa a nessuno, e tanto meno Gesù!… Io sono nessuno e di certo non sono un sacerdote, un pastore che dovrebbe cercare le pecorelle e non respingerle…
    Comunque, chiunque tu sia, tanti, ma tanti auguri di un felice 2019… Ma non solo a te… A TUTTI!!!… Anche al prete di Genova… Che Gesù lo converta!… Visto che lo rappresenta… O dovrebbe rappresentarlo…
    Shalom, Elisa!…

    31 Dicembre, 2018 - 13:42
  12. Elisa Ferrari

    Shalom Giuseppe!! Intendevo che quel prete, da come agisce, sembra non capire… il suo è un servizio, che DEVE fare! Anche noi cristiani a volte non capiamo, ma a volte capire non è così importante, l’importante è seguire Gesù, cioè amare! Speriamo che il 2019 sia carico di cose buone per tutti, auguri a te e a tutti i lettori del blog, con un pensiero speciale a chi sta soffrendo, nel corpo o nell’anima..

    31 Dicembre, 2018 - 14:04
  13. giuseppe di melchiorre

    Cara Elisa, ti ringrazio di cuore… Sei davvero una sorella cristiana!… Perciò abbracciamoci e preghiamo anche per quel prete… Ancora Shalom, che è il tipico saluto ebraico tradotto normalmente con “pace”. Ma il suo significato non è limitato ad “assenza di guerra” ma comprende pienezza di beni, totalità, espressione e garanzia di felicità per tutti… Perciò SHALOM per sempre a te e a tutti i visitatori del blog… e al suo titolare in modo particolare!…

    31 Dicembre, 2018 - 14:17
  14. alphiton

    Don Farinella è sicuramente un sacerdote fuori dagli schemi e non mi stupisce la sua scelta. Nel conformismo natalizio, che a volte colpisce anche la Chiesa stessa, essa può diventare una sana provocazione rispetto allo scarto che c’è fra ciò che viene celebrato e lo stile di vita che non cambia a sufficienza.

    Alberto Farina

    2 Gennaio, 2019 - 18:47

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