Puoi commuoverti per un catenaccio? Mi è capitato nella Basilica di San Giovanni
Ricapitando forse per la centesima volta nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ho fotografato il catenaccio della porta centrale: è una porta degna del massimo rispetto e conviene onorarne anche il glorioso catenaccio. E’ una maestosa porta in bronzo d’epoca romana, proviene dalla Curia Iulia, che era la sede del Senato. Fu realizzata nel IV secolo dopo Cristo e fu portata qui dal Borromini nel XVII secolo, quando ebbe l’incarico di completare il rifacimento barocco della Basilica. Che il catenaccio sia antico romano o rifatto dal Borromini, esso è comunque capace di provocare in me una forte impressione. Con questa foto mi sono ingegnato a comunicarvela
2 Comments
fiorenza
L’ho guardato a lungo, il nobile catenaccio. Poi…
2 Settembre, 2025 - 20:06
fiorenza
Poi ho riaperto il libro di Gadda, ” La Meccanica”, per andare avanti nella lettura. Ma nella seconda pagina del primo capitolo che cosa trovo? Trovo che “un tempestar di colpi sull’uscio fece levar il capo e rivolgerlo alla stupenda Zoraide ch’era seduta sur una scranna impagliata e agucchiava”. .. ” Si levò lesta, e tranquilla, “Calma, calma “, disse con calma e insieme con fermezza, quando fu dietro l’uscio, irto di catenacci…”.
Non riuscivo a credere ai miei occhi. Insomma, mi son messa a rimuginare su quella che Jung chiamava “sincronicità”. E non sono andata più avanti a leggere nemmeno oggi. Io… Io che in genere non mi davo pace se un libro non lo leggevo al volo, tuto d’un fiato.
L’ho guardato a lungo, il nobile catenaccio. Poi…
Poi ho riaperto il libro di Gadda, ” La Meccanica”, per andare avanti nella lettura. Ma nella seconda pagina del primo capitolo che cosa trovo? Trovo che “un tempestar di colpi sull’uscio fece levar il capo e rivolgerlo alla stupenda Zoraide ch’era seduta sur una scranna impagliata e agucchiava”. .. ” Si levò lesta, e tranquilla, “Calma, calma “, disse con calma e insieme con fermezza, quando fu dietro l’uscio, irto di catenacci…”.
Non riuscivo a credere ai miei occhi. Insomma, mi son messa a rimuginare su quella che Jung chiamava “sincronicità”. E non sono andata più avanti a leggere nemmeno oggi. Io… Io che in genere non mi davo pace se un libro non lo leggevo al volo, tuto d’un fiato.