Se amate quelli che vi amano quale ricompensa ne avete?

testo bozza

Il Cristo di Michelangelo che si trova nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, per introdurre la registrazione audio della serata di Pizza e Vangelo nella quale abbiamo letto in Matteo 5, 44 le parole sconvolgenti di Gesù: “Amate i vostri nemici”. Qui sotto il link all’audio e nel primo commento un testo di interpretazione storica del biblista Mauro Pesce

Commento

  1. Luigi Accattoli

    Corrado Augias: Come mai nel giro di nemmeno ottant’anni dopo Costantino il cristianesimo da perseguitato diventa persecutore?

    Mauro Pesce. Questa domanda è una delle più importanti nell’intera storia del cristianesimo. Hanno tentato di rispondervi molti storici con interpretazioni e ipotesi che, per la verità, continuano a essere piuttosto lontane l’una dall’altra. Un fatto è certo: già con Teodosio, negli anni 389-390, il cristianesimo diventa persecutore, non solo nei confronti delle religioni tradizionali, ma anche dell’ebraismo. Fa la sua comparsa un aspetto intollerante che, dopo di allora, continuerà a manifestarsi per secoli. Non si era palesato prima solo perché i cristiani erano una minoranza che non disponeva di leve di potere. Già nel messaggio di Gesù, che attende l’instaurazione imminente del regno di Dio, si vede un mondo dal quale sarà eliminato il male. La parola di Dio è un fuoco, una spada che combatte per una verità sulla quale non ci può essere compromesso.
    Nella predicazione di Gesù, però, due elementi temperavano questo atteggiamento assolutista e tendenzialmente intollerante. Il primo è che solo Dio può instaurare il suo regno, non gli uomini. I seguaci di Gesù dovrebbero, quindi, attendere che sia Dio a eliminare il male, non attribuire a se stessi questa capacità e questo compito. Il secondo elemento che in Gesù impediva ogni forma di intolleranza era il principio dell’amore per i nemici. Gesù non parla solo dell’amore del prossimo, cioè di chi è vicino e simile, ma dell’amore per i nemici. Verso i nemici bisogna comportarsi come fa Dio, il quale fa sorgere il sole su buoni e cattivi: «Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,44-48). A proposito di questo suo atteggiamento c’è, anzi, una parabola molto significativa. Un nemico ha seminato di nascosto della zizzania nel nostro campo di grano. Non bisogna però togliere la zizzania nella fase in cui cresce, altrimenti si sradicherebbero anche le pianticelle di grano che le sono vicine. Dio stesso, e solo lui, separerà il grano dalla zizzania al tempo della mietitura, che simboleggia il giudizio finale. Secondo questa parabola, non spetta ai cristiani il compito di perseguitare con mezzi politici coloro che ritengono avversari […]. L’atteggiamento di amore per i nemici prevale quando il cristianesimo è in minoranza; quando, invece, raggiunge il potere, lascia emergere la tendenza a perseguitare o reprimere gli avversari […]. Il cristianesimo può essere tollerante a due condizioni: che faccia prevalere l’amore per i nemici, e che faccia propri i principi di tolleranza nati e cresciuti nel seno di altre culture
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    Mauro Pesce intervistato da Corrado Augias, Inchiesta su Gesù. Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo, Mondadori 2006, pp. 195-197

    16 Marzo, 2026 - 9:23

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