Tentato da Satana Gesù rifiuta la via della gloria e del potere
“Cristo nel deserto” di Ivan Nikolaevic Kramskoj – 1872 – Galleria Tret’jakov di Mosca -per introdurre la scheda di Pizza e Vangelo che faremo via zoom lunedì 15 dicembre alle 21.00. Leggeremo le tentazioni subite da Cristo nel deserto come sono narrate dal Vangelo di Matteo al capitolo 4 . Ci chiederemo perchè Gesù a tutte e tre le provocazioni del Satana risponda citando il Libro del Deuteronomio e come mai questo demone che argomenta in punta di dottrina, ingaggiando una specie di disputa rabbinica con il Nazareno, sia poi divenuto, nei secoli medievali, una creatura ridicola e animalesca, con corna e coda. Nei commenti l’intera scheda. Chi ritenesse di poter invitare alla lectio qualche conoscente, lo può fare senza chiederne l’autorizzazione
9 Comments
Luigi Accattoli
Se tu sei il figlio di Dio opera da figlio di Dio. Al momento del Battesimo nel Giordano una voce dal cielo aveva proclamato Gesù come “il Figlio mio” ed ecco subito dopo il diavolo che per tre volte mette alla prova quella figliolanza: se tu sei il figlio di Dio opera i prodigi utili a governare l’umanità, gettati dal pinnacolo, rivendica potere su tutti i regni del mondo. Ed ecco che Gesù rifiuta con decisione le tre possibilità che gli vengono offerte e sceglie di essere figlio di un Dio di misericordia e non di dominio.
Siamo al capitolo drammatico delle tentazioni, sul quale ci proponiamo di accendere due fuochi di lettura:
– quello della disputa rabbinica a colpi di citazioni scritturistiche tra Gesù e Satana: ci chiederemo perchè il rabbi di Nazaret si affidi per tutte e tre le risposte a testi del Deuteronomio;
– quello della sagacia argomentativa del Satana, che già nel Libro di Giobbe appare come un membro della corte celeste: ci chiederemo come mai i secoli cristiani lo abbiano trasformato in una creatura ridicola, con corna e coda, perseverando in tale farsa fino quasi ai nostri giorni.
Chiederemo aiuto a due maestri dell’esegesi (Sabourin e Sanders) e a tre grandi della pittura (Botticelli, Kramskoj, Otto Dix), ma anche al visionario Dostoevskij che nel Grande Inquisitore dei “Fratelli Karamazov” (1880) ci ha dato un’idea forte di che cosa poteva succedere se Gesù avesse accettato le “offerte” di Satana.
14 Dicembre, 2025 - 0:10
Luigi Accattoli
Matteo 4, 1-11. Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. 4Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”. 7Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. 10Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
14 Dicembre, 2025 - 0:10
Luigi Accattoli
Le tentazioni del deserto. v. 1: per essere tentato dal diavolo. Marco dice Satana, con trascrizione dall’ebraico. Matteo e Luca dicono diavolo, con parola greca. Diavolo originariamente vale ‘divisore’. Mentre Satana è ‘l’avversario’.
v. 2: Dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti. Il riferimento è ai 40 anni di Israele nel deserto; al digiuno praticato da Mosè per espiare la colpa del vitello d’oro, commessa dal popolo sull’Oreb: “Per 40 giorni e per 40 notti non mangiai pane né bevvi acqua” (Deuteronomio 9, 18); a Elia che nel Primo libro dei Re (19, 8) cammina – dopo aver mangiato una focaccia cotta per lui da un angelo – “per 40 giorni e 40 notti fino al monte di Dio, l’Oreb”.
v. 4: Non di solo pane vivrà l’uomo. Tutte le risposte bibliche di Gesù al diavolo tentatore sono prese dal libro del Deuteronomio e citate secondo il testo dei Settanta. Questa è da Deuteronomio 8, 3: “L’uomo non vive soltanto di pane ma vive di quanto esce dalla bocca del Signore”.
v. 5: lo portò nella città santa. Città del Signore, Luogo santo, Città santa sono appellativi abituali per Gerusalemme nelle Scritture ebraiche.
v. 5 b: lo pose sul punto più alto del tempio. Questo “punto più alto” – in greco pterygion, diminutivo di ala – generalmente viene tradotto con la parola “pinnacolo” e gli archeologi lo localizzano nell’angolo sud-orientale della spianata, dove la muraglia strapiomba sulla Valle del Cedron.
v. 6: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo. Ora anche il diavolo ricorre alla Scrittura e cita il Salmo 90, 11-12; anch’egli secondo il testo dei Settanta.
v. 7: Gesù gli rispose: Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo. La risposta del Nazareno è presa da Deuteronomio 6, 16, sempre secondo la versione greca dei Settanta.
v. 10: Vattene, Satana. “Gesù usa una frase analoga in Matteo 16, 23, quando Pietro si rifiuta di accettare la verità della predizione della passione. Il parallelo lucano non contiene questa frase, il che fa pensare che solo Matteo abbia visto un collegamento tra i due episodi” (Daniel J. Harrington).
v. 10 b: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto. Stavolta Gesù ricorre a Deuteronomio 6, 13: “Temerai il Signore, Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome”. Sono le parole finali del brano che sarà alla base dello Shemà Israel, la preghiera cardine del pio israelita.
v. 11: Allora il diavolo lo lasciò. Nel passo parallelo Luca aggiunge: “Il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato” (4, 13): è un rimando a Luca 22, 3 quando avvicinandosi la festa degli Azzimi “Satana entra in Giuda, detto Iscariota, che era uno dei Dodici”.
14 Dicembre, 2025 - 0:11
Luigi Accattoli
Sabourin: rifiuta la via del trionfo. Il Racconto delle tentazioni indica come Gesù abbia deliberatamente rifiutato il cammino di un Messia trionfatore, optando, in conformità con la volontà del Padre, per la figura di un Messia di misericordia, che si presenta come Servo che dà la vita per la redenzione di molti.
Leopold Sabourin, Il Vangelo di Matteo, Roma 1978, p. 329
14 Dicembre, 2025 - 0:12
Luigi Accattoli
Sanders: respinge la tentazione ma ne fa esperienza. E’ ragionevole pensare che Gesù, prima di iniziare il suo ministero, si sia ritirato in solitudine a digiunare e a pregare, e abbia avuto esperienza di tentazione. La conclusione più sicura è che i Vangeli Sinottici, soprattutto Matteo e Luca, siano elaborazioni letterarie di fatti reali.
E.P. Sanders, Gesù, Milano 1995, p. 120
14 Dicembre, 2025 - 0:12
Luigi Accattoli
Il Grande Inquisitore dà ragione al Satana. Ivan Karamazov narra al fratello Aljòsa la leggenda che ha ideato e così – nella sua narrazione – fa parlare l’Inquisitore: Il grande spirito ti parlò nel deserto con le tre domande che tu respingesti e che nei libri sono dette “tentazioni” […]. Decidi tu stesso chi avesse ragione, se tu o colui che allora t’interrogava. Ricordati la prima domanda: Vedi tu queste pietre in questo nudo e infocato deserto? Mutale in pani e l’umanità sorgerà dietro a te come un riconoscente e docile gregge. Ma tu non volesti privar l’uomo della libertà e respingesti l’invito, perché, così ragionasti: che libertà può mai esserci, se la ubbidienza è comprata coi pani? Tu obiettasti che l’uomo non vive di solo pane […]. Tu volesti il libero amore dell’uomo, perché ti seguisse liberamente, attratto e conquistato da te […]. Ci sono sulla terra tre forze, tre sole forze capaci di vincere e conquistare per sempre la coscienza di questi deboli ribelli, per la felicità loro; queste forze sono: il miracolo, il mistero e l’autorità. Tu respingesti la prima, la seconda e la terza e desti così l’esempio. Lo spirito sapiente e terribile ti aveva posto sul culmine del tempio e ti aveva detto: “Se vuoi sapere se tu sei Figlio di Dio, gettati in basso”; ma tu […] non ti gettasti giù. Oh, certo, tu agisti allora con una magnifica fierezza, come Iddio, ma gli uomini, questa debole razza di ribelli, sono essi forse dei? […] Tu già allora avresti potuto accettare la spada di Cesare. Perché ricusasti quest’ultimo dono? Accogliendo questo terzo consiglio dello spirito possente, tu avresti compiuto tutto ciò che l’uomo cerca sulla terra, e cioè: a chi inchinarsi, a chi affidare la propria coscienza.
F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano 1979, vol. I, pp. 263 e 282
14 Dicembre, 2025 - 0:13
Luigi Accattoli
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
14 Dicembre, 2025 - 0:16
Luigi Accattoli
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 15 dicembre. L’appuntamento precedente fu lunedì 17 novembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 28 novembre:
“Aljòsa, che l’aveva sempre ascoltato in silenzio e verso la fine, in preda a straordinaria agitazione, molte volte aveva voluto interrompere il discorso del fratello, ma”… “Ma, infine, esclamò quasi con furore. “Non hanno né tanta intelligenza, né misteri o segreti di nessun genere! … Forse hanno solo il loro ateismo, ecco tutto il loro segreto. Il tuo Inquisitore non crede in Dio, ecco qual è l’unico suo segreto”.
E, come scattando: “Ma… è un assurdo! – esclamò, arrossendo. – Il tuo poema è l’elogio di Gesu e non la condanna… come tu volevi.”.
Cito un po’ a memoria questo passo indimenticabile: lessi I fratelli Karamazov alle Medie, per conto mio e, senza la figura di Aljòsa, non lo so come avrei fatto.
Se tu sei il figlio di Dio opera da figlio di Dio. Al momento del Battesimo nel Giordano una voce dal cielo aveva proclamato Gesù come “il Figlio mio” ed ecco subito dopo il diavolo che per tre volte mette alla prova quella figliolanza: se tu sei il figlio di Dio opera i prodigi utili a governare l’umanità, gettati dal pinnacolo, rivendica potere su tutti i regni del mondo. Ed ecco che Gesù rifiuta con decisione le tre possibilità che gli vengono offerte e sceglie di essere figlio di un Dio di misericordia e non di dominio.
Siamo al capitolo drammatico delle tentazioni, sul quale ci proponiamo di accendere due fuochi di lettura:
– quello della disputa rabbinica a colpi di citazioni scritturistiche tra Gesù e Satana: ci chiederemo perchè il rabbi di Nazaret si affidi per tutte e tre le risposte a testi del Deuteronomio;
– quello della sagacia argomentativa del Satana, che già nel Libro di Giobbe appare come un membro della corte celeste: ci chiederemo come mai i secoli cristiani lo abbiano trasformato in una creatura ridicola, con corna e coda, perseverando in tale farsa fino quasi ai nostri giorni.
Chiederemo aiuto a due maestri dell’esegesi (Sabourin e Sanders) e a tre grandi della pittura (Botticelli, Kramskoj, Otto Dix), ma anche al visionario Dostoevskij che nel Grande Inquisitore dei “Fratelli Karamazov” (1880) ci ha dato un’idea forte di che cosa poteva succedere se Gesù avesse accettato le “offerte” di Satana.
Matteo 4, 1-11. Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. 4Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”. 7Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. 10Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Le tentazioni del deserto. v. 1: per essere tentato dal diavolo. Marco dice Satana, con trascrizione dall’ebraico. Matteo e Luca dicono diavolo, con parola greca. Diavolo originariamente vale ‘divisore’. Mentre Satana è ‘l’avversario’.
v. 2: Dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti. Il riferimento è ai 40 anni di Israele nel deserto; al digiuno praticato da Mosè per espiare la colpa del vitello d’oro, commessa dal popolo sull’Oreb: “Per 40 giorni e per 40 notti non mangiai pane né bevvi acqua” (Deuteronomio 9, 18); a Elia che nel Primo libro dei Re (19, 8) cammina – dopo aver mangiato una focaccia cotta per lui da un angelo – “per 40 giorni e 40 notti fino al monte di Dio, l’Oreb”.
v. 4: Non di solo pane vivrà l’uomo. Tutte le risposte bibliche di Gesù al diavolo tentatore sono prese dal libro del Deuteronomio e citate secondo il testo dei Settanta. Questa è da Deuteronomio 8, 3: “L’uomo non vive soltanto di pane ma vive di quanto esce dalla bocca del Signore”.
v. 5: lo portò nella città santa. Città del Signore, Luogo santo, Città santa sono appellativi abituali per Gerusalemme nelle Scritture ebraiche.
v. 5 b: lo pose sul punto più alto del tempio. Questo “punto più alto” – in greco pterygion, diminutivo di ala – generalmente viene tradotto con la parola “pinnacolo” e gli archeologi lo localizzano nell’angolo sud-orientale della spianata, dove la muraglia strapiomba sulla Valle del Cedron.
v. 6: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo. Ora anche il diavolo ricorre alla Scrittura e cita il Salmo 90, 11-12; anch’egli secondo il testo dei Settanta.
v. 7: Gesù gli rispose: Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo. La risposta del Nazareno è presa da Deuteronomio 6, 16, sempre secondo la versione greca dei Settanta.
v. 10: Vattene, Satana. “Gesù usa una frase analoga in Matteo 16, 23, quando Pietro si rifiuta di accettare la verità della predizione della passione. Il parallelo lucano non contiene questa frase, il che fa pensare che solo Matteo abbia visto un collegamento tra i due episodi” (Daniel J. Harrington).
v. 10 b: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto. Stavolta Gesù ricorre a Deuteronomio 6, 13: “Temerai il Signore, Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome”. Sono le parole finali del brano che sarà alla base dello Shemà Israel, la preghiera cardine del pio israelita.
v. 11: Allora il diavolo lo lasciò. Nel passo parallelo Luca aggiunge: “Il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato” (4, 13): è un rimando a Luca 22, 3 quando avvicinandosi la festa degli Azzimi “Satana entra in Giuda, detto Iscariota, che era uno dei Dodici”.
Sabourin: rifiuta la via del trionfo. Il Racconto delle tentazioni indica come Gesù abbia deliberatamente rifiutato il cammino di un Messia trionfatore, optando, in conformità con la volontà del Padre, per la figura di un Messia di misericordia, che si presenta come Servo che dà la vita per la redenzione di molti.
Leopold Sabourin, Il Vangelo di Matteo, Roma 1978, p. 329
Sanders: respinge la tentazione ma ne fa esperienza. E’ ragionevole pensare che Gesù, prima di iniziare il suo ministero, si sia ritirato in solitudine a digiunare e a pregare, e abbia avuto esperienza di tentazione. La conclusione più sicura è che i Vangeli Sinottici, soprattutto Matteo e Luca, siano elaborazioni letterarie di fatti reali.
E.P. Sanders, Gesù, Milano 1995, p. 120
Il Grande Inquisitore dà ragione al Satana. Ivan Karamazov narra al fratello Aljòsa la leggenda che ha ideato e così – nella sua narrazione – fa parlare l’Inquisitore: Il grande spirito ti parlò nel deserto con le tre domande che tu respingesti e che nei libri sono dette “tentazioni” […]. Decidi tu stesso chi avesse ragione, se tu o colui che allora t’interrogava. Ricordati la prima domanda: Vedi tu queste pietre in questo nudo e infocato deserto? Mutale in pani e l’umanità sorgerà dietro a te come un riconoscente e docile gregge. Ma tu non volesti privar l’uomo della libertà e respingesti l’invito, perché, così ragionasti: che libertà può mai esserci, se la ubbidienza è comprata coi pani? Tu obiettasti che l’uomo non vive di solo pane […]. Tu volesti il libero amore dell’uomo, perché ti seguisse liberamente, attratto e conquistato da te […]. Ci sono sulla terra tre forze, tre sole forze capaci di vincere e conquistare per sempre la coscienza di questi deboli ribelli, per la felicità loro; queste forze sono: il miracolo, il mistero e l’autorità. Tu respingesti la prima, la seconda e la terza e desti così l’esempio. Lo spirito sapiente e terribile ti aveva posto sul culmine del tempio e ti aveva detto: “Se vuoi sapere se tu sei Figlio di Dio, gettati in basso”; ma tu […] non ti gettasti giù. Oh, certo, tu agisti allora con una magnifica fierezza, come Iddio, ma gli uomini, questa debole razza di ribelli, sono essi forse dei? […] Tu già allora avresti potuto accettare la spada di Cesare. Perché ricusasti quest’ultimo dono? Accogliendo questo terzo consiglio dello spirito possente, tu avresti compiuto tutto ciò che l’uomo cerca sulla terra, e cioè: a chi inchinarsi, a chi affidare la propria coscienza.
F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano 1979, vol. I, pp. 263 e 282
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 15 dicembre. L’appuntamento precedente fu lunedì 17 novembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 28 novembre:
http://www.luigiaccattoli.it/blog/giovanni-annuncia-larrivo-del-regno-e-gesu-si-fa-suo-discepolo/
“Aljòsa, che l’aveva sempre ascoltato in silenzio e verso la fine, in preda a straordinaria agitazione, molte volte aveva voluto interrompere il discorso del fratello, ma”… “Ma, infine, esclamò quasi con furore. “Non hanno né tanta intelligenza, né misteri o segreti di nessun genere! … Forse hanno solo il loro ateismo, ecco tutto il loro segreto. Il tuo Inquisitore non crede in Dio, ecco qual è l’unico suo segreto”.
E, come scattando: “Ma… è un assurdo! – esclamò, arrossendo. – Il tuo poema è l’elogio di Gesu e non la condanna… come tu volevi.”.
Cito un po’ a memoria questo passo indimenticabile: lessi I fratelli Karamazov alle Medie, per conto mio e, senza la figura di Aljòsa, non lo so come avrei fatto.