
Sono a Loreto e a Recanati per conferenze e ovviamente vengo interpellato sulle acute riflessioni svolte nelle ultime ore dal presidente degli Usa e dal suo vice in riferimento agli appelli di pace di Leone XIV. Me ne è venuto il destro per formulare tre minimi auguri ai due sagaci interlocutori di Papa Prevost. Li trovi nei primi commenti
Primo augurio a Trump. Di continuare a svolgere le sue riflessioni sull’elezione del Papa americano e a tessere i suoi attacchi alla predicazione papale: lui forse non ha idea di quanto quelle riflessioni e quegli attacchi ci aiutino a intendere quali siano le parole più preziose che ci vengono da Leone XIV. Esattamente quelle che lui – Trump – deplora.
Secondo augurio a Trump e ai suoi aiutanti nell’uso dell’Intelligenza artificiale. Di farsi raffigurare nei panni di Gesù che cammina sulle acque del Golfo Persico e getta nel panico i “persiani” che credono di vedere un fantasma.
Terzo augurio esteso al vice Vance. Essendo io un elettore di centrosinistra auguro a Trump di inviare Vance qui da noi, in Italia, in occasione delle prossime politiche, perchè svolga anche qui l’ottimo lavoro che ha compiuto, con così buoni risultati, a Budapest la scorsa settimana.
Postilla a Vance sulle questioni morali. «Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane»: così avrebbe parlato il cattolico JD Vance correndo in aiuto del presidente Trump impegnato nell’attacco al Papa. Mia postilla: la guerra è la prima tra le questioni morali.
Seconda postilla su Vance che porta aiuto. Il vicepresidente americano è instancabile nel portare aiuto e ciò gli fa onore. L’aveva appena portato a Orban ed ecco che lo porta a Trump.