Trovo buono che Benedetto abbia detto la sua sugli abusi

“Non era meglio se il Papa emerito taceva invece di fare il controcanto a Bergoglio sugli abusi?” E’ una domanda che mi è stata fatta ieri a Perugia a un “seminario” su Papa Francesco organizzato dal Dipartimento di giurisprudenza, cattedra “Law and Religion” di Silvia Angeletti. Ho risposto che no, che è bene che parli e che la sua libertà di parola è in definitiva conforme alla “conversione del Papato” perseguita da Francesco, che punta sulla manifestazione delle opinioni e dei contrasti e non sul loro nascondimento. Nei commenti l’intera risposta e altro.

35 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Emerito loquente. Risposta 1. All’inizio non immaginavo che il Papa emerito avrebbe parlato così tanto. Non ero spaventato dalla compresenza di un Pietro al timone della barca e di un altro Pietro che il timone l’aveva lasciato. Ero tra quelli che questa novità la mettevano nel conto e che vedevano in Ratzinger uno capace d’attuarla. Ma al dunque ritenni che non avremmo più udito parole di Benedetto dopo il saluto della sera del 28 febbraio. Tutt’al più qualche foto. Magari la mormorazione di una preghiera per la Chiesa e per il successore. Invece in questi sei anni ha parlato di tutto, pubblicando persino un libro intervista nel quale tratta addirittura del conclave che l’elesse e di quello che elesse il successore. E poi via via i tanti spunti, richiami e moniti, fino a quest’ultima uscita che saluto con favore: non la considero un controcanto a Francesco, trovo utile il richiamo al caso serio della sessualità, reputo convergente con la linea del successore l’affermazione che solo una decisa conversione spirituale permetterà alla Chiesa di trovare una “giusta risposta” allo scandalo degli abusi.

    13 Aprile, 2019 - 15:41
  2. Luigi Accattoli

    Un utile richiamo. Risposta 2. L’uscita predicata da Francesco è per me in definitiva un’uscita dal modello di Chiesa costituita del secondo millennio: gregoriana, innocenziana, bonifaciana, tridentina, società perfetta, con una guida infallibile immediata universale e diretta. Così ho argomentato ieri a Perugia. In quel modello un Papa emerito non poteva che restare segregato e silente, guardato a vista, nel castello di Fumone, dove Bonifacio fece rinchiudere Pietro Celestino. Ma se vogliamo una vera uscita da quel modello, dobbiamo anche liberare il prigioniero di Fumone, dargli cittadinanza nella Chiesa in uscita e un ruolo nell’ospedale da campo che essa va allestendo per l’umanità ferita dei nostri giorni. Tra le ferite c’è anche quella di una libertà sessuale che ci appare selvaggia e che sembra negare ogni responsabilità personale, pedagogica, familiare, persino ecclesiale. L’ultima uscita di Benedetto mi appare utile nel richiamare all’urgenza di medicare anche quella ferita.

    13 Aprile, 2019 - 15:42
  3. Luigi Accattoli

    Papi opinionisti. Risposta 3. Il Papa emerito che polemizza con i teologi della sua stagione di teologo, che avevamo già visto e che rivediamo in quest’ultimo testo, è il segno di una libertà del tutto paragonabile con quella che si prende il Papa in carica quando polemizza con i suoi critici o con i veggenti di Medjugorie. Abbiamo a che fare con due Papi che rivendicano – ognuno a modo suo – un pieno diritto a esprimere opzioni e opinioni personali, dove chiunque può contraddirli. Io ci vedo un’evoluzione provvidenziale del Papato: per una riduzione della sua pompa e della sua intangibilità, per il reale recupero di una dimensione ecumenicamente accettabile del ministero petrino. Che anche l’emerito rompa il silenzio ed entri a pieno titolo nell’area dell’opinabile mi appare come una verifica di quella buona evoluzione.

    13 Aprile, 2019 - 15:42
  4. Luigi Accattoli

    Polemizza e dunque sta bene. Risposta 4. Ogni volta che vedo l’emerito Benedetto polemizzare con qualcuno – si tratti di don Dario Viganò, o del cardinale Brandmueller, o dei teologi Hünermann l’anno scorso e Franz Boeckle in quest’ultima uscita – mi rallegro per il segnale di buona salute mentale che ne possiamo cavare: è lui! E sono contento di queste inaspettate verifiche che l’ottimo Joseph Benedetto sia ancora tutto con noi. Il Signore ce lo mantenga nella sua capacità di orazione e di riflessione. Gli mando un bacio.

    13 Aprile, 2019 - 15:42
  5. Amigoni p. Luigi

    Rif. 15.42 – Interpretazione misericordista

    Applausi alla capacità di interpretazione intelligente e buona di Accattoli.
    Uscire dalla pompa e dalla intangibilità del papato. Sta bene. Senza però andare alla “infallibilità del papato emerito attuale”, che sembra anche l’obiettivo – al solito ben orchestrato, in USA soprattutto – delle sette catto-tradizionaliste, a cui sta bene anche la lettura parziale e opinabile della modernità e del 68 che ne fa papa Benedetto. Ma anche lui Dominus conservet et non tradat in animam
    amicorum eius.

    13 Aprile, 2019 - 17:30
  6. Molto bene, grazie caro Luigi! Dunque ieri eri a Perugia … non lo sapevo, ma adesso il treno è un vero ferrovecchio, capisco i pendolari che protestano a giorni alterni. A me non rimane che affidarmi a persone che mi accompagnano in automobile.

    13 Aprile, 2019 - 18:08
  7. Beppe Zezza

    Credo che il testo di Benedetto vada letto con attenzione.
    Cosa gli si contesta? Che abbia parlato e non abbia taciuto? MI pare molto buona la risposta di Luigi Accattoli.
    Che la sua interpretazione dei fatti sia erronea? E che cioè lo stato di abbassamento del livello morale degli uomini di Chiesa non debba essere riferito al ’68 o che non ci sia un generale abbassamento del livello morale?
    L’abbassamento del livello morale non sta soltanto nell’abuso sui minori che costituiscono crimine civile ma anche di quelli che sono i peccati contro la castità che non sono crimini civili ma scandali .
    Forse sono inventati i casi che cita?
    Si contesta che non fornisca proposte di soluzione. ma questo non è vero! DIce chiaramente che la risposta è un ritorno alla FEDE.
    Ma questo per molti non è una risposta perché cosa sia la FEDE forse molti non lo sanno piu’

    13 Aprile, 2019 - 19:39
  8. Problemi degli USA? So di fedeli degli Stati Uniti che quando vengono in Italia partecipano alla Messa, mentre nel loro paese non ci vanno per …. il degrado liturgico e pastorale.Questa è la situazione segnalata anche da Benedetto XVI.

    13 Aprile, 2019 - 20:27
  9. Per quanto riguarda il lungo testo ratzingheriano, mi piace soprattutto il richiamo alla fede in Dio e nella Eucarestia.
    Sono convinta che finché avremo un Tabernacolo con accanto una luce accesa e magari qualcuno che lì cerca rifugio la Chiesa sarà salva.

    13 Aprile, 2019 - 20:30
  10. In quanto alle sétte catto – tradizionaliste anche il Cammino neocatecumenale del quale faccio parte da più di venti anni viene considerato dai più una setta, ma non tradizionalista, anzi decisamente “in uscita”.

    13 Aprile, 2019 - 20:40
  11. Andrea Salvi

    Dai tradizionalisti dal punto di vista liturgico il cammino Neocatecumenale viene considerato eretico.

    13 Aprile, 2019 - 21:00
  12. Andrea Salvi

    Ma tornando al tema del post, se anche papa Francesco si di mettesse e continuasse a “esternare”, che succederebbe?con 3 papi?

    13 Aprile, 2019 - 21:06
  13. Fabrizio Scarpino

    Ho letto più volte gli appunti del papa emerito pubblicati dal Corsera:

    mi sono fatto l’idea che ambedue gli aspetti sottolineati da papa Francesco e da Benedetto XVI possano anzi sono causa del male e in questo caso del male della pedofilia: clericalismo e allontanamento totale dalla Fede e da Dio.

    Non entro nel merito del ’68, di Teologia Morale e della Veritatis Splendor, non le ho studiate.

    Concordo con la prof. Lignani: la parte sull’Eucarestia di questo ultimo testo di Ratzinger è molto profonda e bella.

    Buona Domenica delle Palme a tutti.

    13 Aprile, 2019 - 22:36
  14. picchio

    Sono d’accordo con Andrea e in disaccordo con Luigi, il papa emerito dovrebbe fare quello che aveva promesso di fare e dovrebbe fare ciascun emerito: tacere e pregare.Tanto più quando l’emerito si fa strumentalizzare dai soliti siti antifrancesco.Anche nel merito avrebbe fatto bene a tacere: nel coro di Ratisbona , quello poi diretto da suo fratello, i primi abusi sono avvenuti dopo il 1945 e lui da la colpa al 68? Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, si macchiò dei primi abusi sessuali negli anni 40-50; avversò il’68; professò una teologia morale rigida; lottò contro gli sbandamenti del concilio e quindi come la mettiamo? e fino a 6 anni fa chi era papa? Benedetto si dice abbia messo delle sanzioni a Mccarrick , ma quello che è sicuro è che non gliene fece osservare neanche mezza , è pieno di foto di Benedetto che, in vaticano, abbraccia sorridendo Mcarrick e quest’ultimo era presente insieme agli altri cardinali quando benedetto lasciò il Vaticano. Era meglio se Benedetto taceva, non si copriva di ridicolo.
    cristina vicquery

    14 Aprile, 2019 - 0:11
  15. Ringrazio di tutto cuore Luigi per avere messo a nostra disposizione l’ultimo testo di Joseph Ratzinger, che ritengo bellissimo. Secondo me sbaglia chi si ferma alla prima parte, e all’accusa al ’68. Questo fa parte dell’esperienza concreta di Benedetto XVI; forse non è detto che possa essere accolta da tutti. Comunque, che la situazione odierna della Chiesa sia difficile è evidente.
    Benedetto è efficacissimo quando parla della proposta cristiana nel suo complesso come affascinante e valida più delle altre esperienze religiose.
    Nel Cammino stiamo rileggendo il Discorso della Montagna in Matteo. Nell’ascoltare per intero questo testo sono rimasta colpita dal fatto che è una proposta di vita assai difficile, forse ardua, ma affascinante. La puoi accettare e rifiutare, ma è comunque una proposta “fortissima” che vale la pena prendere in considerazione, come la scalata di un alto monte.
    Un’altra cosa che mi ha colpito è la definizione della Chiesa come una rete, in cui si trovano pesci buoni e cattivi (questo tema era nel discorso di insediamento di Benedetto XVI). Ci sono pesci cattivi, ma è pur sempre la “rete di Dio”. In essa si trovano anche gli autentici testimoni, i martiri (mi viene da pensare ad Asia Bibi). Ratzinger dice che nella sua piccola comunità del Mater Ecclesiae si parla sempre di questi testimoni di Dio nella vita di oggi.
    Credo che la parte finale sia la parte più bella del testo: conviene meditarla.

    14 Aprile, 2019 - 7:55
  16. E poi va tenuto presente che Ratzinger afferma che la Congregazione per la Dottrina della Fede non è riuscita a fare di più per eccesso di garantismo (una ammissione di carenze, quindi). E ringrazia Francesco per quello che ha fatto, cioè per avere superato il garantismo.
    Torniamo a Dio, dice Benedetto, perché altrimenti tutto è privo di “senso”. In fondo Dio ha chiamato Abramo, ha mandato suo Figlio!
    Parole da meditare.

    14 Aprile, 2019 - 7:59
  17. La Chiesa ci trasmette in maniera commovente la memoria e soprattutto la presenza del Figlio. Questo pensavo ieri sera assistendo alla liturgia della domenica delle Palme. A noi che eravamo lì veniva fatta rivivere, attraverso la liturgia, la memoria viva della presenza storica (quella che Tommaso d’Aquino chiamava ‘incolatus’) di Gesù tra noi. Un tesoro del quale non ci dobbiamo privare, perché la Chiesa è pur sempre la rete di Dio, il campo di Dio, anche se accanto al buon grano c’è la zizzania.

    14 Aprile, 2019 - 8:07
  18. Amigoni p. Luigi

    Rif. 14 aprile ore 0.11 – Alcune date e alcuni dati non tornano

    Oltre al caso clamoroso già segnalato di Maciel, non tornano alcune altre date con la teoria del 68 distruttivo. L’affare cardinal Groer, per esempio; i vescovi cileni (quelli su cui il papa sarebbe intervenuto tardi) cresciuti alla scuola del santone che formava “alla antica”. McCarrick è in seminario e prete negli anni ’50. Le varie indagini laiche (in Irlanda, Usa, e altrove) trovano casi che risalgono a più decenni fa, ben prima del ’68 e del 1962. Poi ci sono state alcune congregazioni rigoriste decapitate recentemente per risultati negativi di formazione anti 68.

    – Vescovi “conciliari” (che mi pare sia una categoria politica) non esistono più dai primi anni ’80. Forse l’ultimo è stato Martini ( comunque non ritenuto tale quando viene nominato) che è anche probabilmente l’ultimo che viene spericolatamente mandato in una sede importante senza previo tirocinio e previe garanzie. Seminari come vengono descritti nel memoriale Ratzinger – che certamente sono esistiti per qualche tempo in qualche parte – non ci sono da decenni, almeno in Italia (se mai sono esistiti), ma penso nemmeno altrove.

    – Il ritorno serio a Dio (che mi pare sia anche lo scopo vero della dichiarazione di Abu Dhabi) è necessario per tutto: anche per accogliere bene i profughi, per pulire i terreni dalle migliaia di mine anti-uomo, per non costruire ed esportare armi, per evitare che presidenti democraticamente eletti cambino le costituzioni per essere rieletti in eterno e avviare le dittature, ecc.

    14 Aprile, 2019 - 17:12
  19. Beppe Zezza

    Rif 17.12
    “Il ritorno serio a Dio [ Gesu’ Cristo per noi crstiani ] è necessario per tutto”
    Sono totalmente d’accordo.
    Perché allora non mettere questo punto in primo ( e quasi esclusivo ) piano?

    14 Aprile, 2019 - 20:03
  20. Penso che ci si focalizzi troppo sul “pro” o “contro” 1968. Mi ricordo che il mio babbo parlava sempre dello scioglimento dell’esercito avvenuto l’8 settembre del 1943. Per lui era la data più importante, perché l’aveva vissuta intensamente. Anche Joseph Ratzinger ha vissuto intensamente il 1968, quindi analizza questa data, e forse si vuole sfogare.
    Per quanto riguarda i seminari non lo so, si parla soprattutto di seminari tedeschi. Ma alcuni cittadini USA che vengono d’estate nella nostra zona hanno raccontato in modo molto veristico vicende simili.
    Guardiamo la sostanza delle cose: ritorno alla Fede e alla Eucarestia, ascolto della Parola.

    14 Aprile, 2019 - 22:16
  21. Amigoni p. Luigi

    Rif. 13 aprile ore 13.39 – e 14 aprile ore 20.03 – Libri di Ratzinger nascosti
    a destra

    a) Mi sono preparato al sacerdozio e ho studiato teologia nei primi 5 anni ’70, leggendo molto proficuamente, tra gli altri, Kasper e Ratzinger nei suoi due libri in assoluto più importanti, più impegnativi e più di sinistra: Introduzione al cristianesimo e Il nuovo popolo di Dio (editi in italiano da Queriniana anni 1970 e 1971).
    Se qualcuno doveva leggerli di nascosto ciò poteva avvenire solo in seminari anticonciliari e anti68, che consideravano quei testi e quei teologi scandalosamente di sinistra. Qualcuno anche in questo ha informato o informa male il papa emerito. Il quale in vari passaggi del suo memoriale sarebbe più convincente se portasse date e luoghi precisi.

    b) Non ricordo di avere letto in quegli anni (e nemmeno dopo) testi di moralisti cattolici che minimamente legittimassero pedofilia e omosessualità.

    c) E’ necessario Dio al primo posto, certo. Ma subito dopo (come parte integrante e non omissibile) e seguendo papa Benedetto: buona teologia morale, buoni vescovi non carrieristi, buoni seminari non diretti da santoni, sano e giusto garantismo per vittime e autori, buone leggi (anche in curia vaticana), buon uso della ricchezza e del potere, buona liturgia – cioè, anche, niente sfarzo e svolazzo barocco; buona attuazione delle opere di misericordia, ecc.

    14 Aprile, 2019 - 22:31
  22. Beppe Zezza

    Io penso che la critica di papa Benedetto sul ’68 sia sostanzialmente corretta se riferita al “mondo”. Sulla sua estrapolazione alla struttura ecclesiastica non saprei dire perché, per ovvi motivi, non ho sufficienti informazioni. ( anche se mi riesce difficile pensare che lui non ne abbia date le posizioni occupate, anche se le proprie esperienze personali per forza di cose limitate non lo confermano )
    Quanto al primato di Dio dal quale tutto il resto DERIVA ( e non sono ALTRI valori messi in scala di importanza – noto per inciso che le opere di misericordia sono citate nella ultima posizione) non mi pare che, almeno mediaticamente, ce ne sia qualcuno che ne parli.

    15 Aprile, 2019 - 9:20
  23. Giuco

    Si può non condividere, in tutto o in parte, l’analisi di Benedetto. Quel che non mi sembra accettabile è la legge del silenzio che gli si vorrebbe imporre, in evidente contrasto con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, che afferma il diritto di tutti i battezzati di manifestare il proprio pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa: un diritto che diviene addirittura un dovere «in rapporto alla scienza, alla competenza ed al prestigio di cui godono» (Lumen Gentium, n. 37, cfr. CIC can. 212, §3). Qualcuno ha citato il n. 226 del Direttorio sul ministero pastorale dei Vescovi per ricordare che i Vescovi emeriti non devono interferire nel governo di quella che fu la loro diocesi; sommessamente inviterei a leggere qualche riga più sotto dello stesso Direttorio: «Il Vescovo emerito continua ad essere membro del Collegio episcopale in virtù della consacrazione episcopale e mediante la comunione gerarchica con il Capo e con i membri del Collegio. Ha quindi diritto di assistere il Romano Pontefice e di collaborare con lui per il bene di tutta la Chiesa» (n. 229).
    Del tutto inaccettabile, perché per nulla cristiano, è poi l’uso dell’insulto subdolo, non da ultimo quello proferito da chi ipotizza forme di demenza. La pericolosità di questi atteggiamenti è stata evidenziata da Papa Francesco stesso rivolgendosi ai giovani nella recente esortazione apostolica “Christus vivit”: «Pensate a questo: se una persona vi fa una proposta e vi dice di ignorare la storia, di non fare tesoro dell’esperienza degli anziani, di disprezzare tutto ciò che è passato e guardare solo al futuro che lui vi offre, non è forse questo un modo facile di attirarvi con la sua proposta per farvi fare solo quello che lui vi dice? Quella persona ha bisogno che siate vuoti, sradicati, diffidenti di tutto, perché possiate fidarvi solo delle sue promesse e sottomettervi ai suoi piani. È così che funzionano le ideologie di diversi colori, che distruggono (o de-costruiscono) tutto ciò che è diverso e in questo modo possono dominare senza opposizioni. A tale scopo hanno bisogno di giovani che disprezzino la storia, che rifiutino la ricchezza spirituale e umana che è stata tramandata attraverso le generazioni, che ignorino tutto ciò che li ha preceduti» (n. 181).

    15 Aprile, 2019 - 23:40
  24. Luigi Accattoli

    Giuco benvenuto nel blog. Qui vige la regola della firma per esteso con il vero e intero nome e cognome. Puoi rispondere a questo mio saluto firmandoti in calce e, volendo, potrai continuare a intervenire in questo modo; oppure puoi reiscriverti ponendo nome e cognome al posto dell’attuale denominazione. Un bel saluto. Luigi

    16 Aprile, 2019 - 0:11
  25. Giuco

    Caro Luigi, scusami, ma ho utilizzato l’username con cui mi ero iscritto al blog qualche anno fa. Un cordiale saluto. Giuseppe Comotti

    16 Aprile, 2019 - 0:18
  26. Luigi Accattoli

    Ti eri iscritto ma non mi pare che tu abbia mai commentato, o sbaglio?

    16 Aprile, 2019 - 8:07
  27. alphiton

    Ci sono i diritti e poi c’è l’opportunità e l’intelligenza di avvalersi o meno di tali diritti. Un “emerito”, papa o vescovo che sia, secondo me dovrebbe tacere sempre e comunque, soprattutto se le sue parole possono essere utilizzate da chi rema contro il suo successore.
    Da un certo punto di vista però “nihil novi sub sole”: il testo di Ratzinger ripete alcuni suoi logori stereotipi sulla morale, la modernità e il Concilio Vaticano II, che dal 68 in poi è sempre stato il suo bersaglio prediletto.

    Alberto Farina

    16 Aprile, 2019 - 13:08
  28. Certamente sarò monotona, ma il richiamo alla Fede in Dio e nell’Eucarestia è particolarmente adatto nel nostro tempo.
    In quanto al silenzio, ricordate il vangelo di Luca, 19, 40 ?
    «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». ..

    16 Aprile, 2019 - 16:55
  29. Giuco

    I ripetuti inviti a Benedetto a starsene zitto esprimono, a mio avviso, una visione “aziendalistica” della Chiesa, dove chi si è messo a riposo non deve più “impicciarsi” degli affari della società. Nulla di più estraneo alla visione ecclesiologica delineata dal Concilio Vaticano II ed alla dottrina espressa dalla “Lumen Gentium” circa la sacramentalità dell’episcopato, che coinvolge ogni Vescovo (e Benedetto resta tale!), nel compito di annuncio del Vangelo “usque ad mortem”, indipendentemente dall’ufficio ecclesiastico ricoperto. Quanti attaccano l’Emerito con inusitato accanimento si pongono in netto contrasto con quanto ci insegna Papa Francesco sul dialogo nella Chiesa: «Bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità. Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di fratelli nel Signore: parlare con parresia e ascoltare con umiltà» (Discorso al Sinodo dei Vescovi, 6 ottobre 2014). Credo che questo mettersi in ascolto “con umiltà e con cuore aperto” valga anche nei confronti del papa emerito per quanto, nel Signore, ha ritenuto di dirci.
    Giuseppe Comotti

    16 Aprile, 2019 - 19:06
  30. Amigoni p. Luigi

    Rif. 15 aprile ore 9.20 – “Redarguimento” (o redarguizione).

    Dopo Notre Dame è un po’ di lusso parlare di cose di secondo ordine. Ma per ragioni di completezza, si deve.
    – Che il ’68 sia un fatto “di mondo” non ci piove. E’ scorretto farlo passare come un’operazione a tavolino di Chiesa.
    – Essere redarguito per avere messo le opere di misericordia in fondo alla lista delle “cose necessarie” è giusto e riparatorio. In realtà mi ero limitato a mettere, dopo Dio, un po’ dei temi da affrontare, come li aveva presentati papa Benedetto. Che di opere di misericordia nel suo memoriale – se non erro – non parlava affatto (e nemmeno di migranti).

    18 Aprile, 2019 - 2:18
  31. Luigi Accattoli

    Emozioni: mi arriva un “bravo” da una signora francese. Questo mio post a difesa del diritto di parola del Papa emerito ha trovato risonanza in un sito ratzingeriano francese coordinato da una signora di Metz che di cognome fa Boehlen. Riporta tradotto in francese il mio testo con questo titolo e questa presentazione:

    Un bergoglien défend Benoît XVI. C’est suffisamment rare pour être souligné. Il s’agit de Luigi Accattoli, vaticaniste star, aujourd’hui en retraite. Bien que ne partageant pas son enthousiasme pour le pontificat actuel, je salue sa loyauté envers Benoît qu’il connaît bien pour l’avoir suivi dans tous ses voyages, et pour lequel il a de l’affection. Cela change de ses collègues. Bravo. (15/4/2019). Nul doute que s’il en est informé, ce billet fera plaisir au Saint-Père.

    http://benoit-et-moi.fr/2019/benot-xvi/un-bergoglien-defend-benoit-xvi.html

    21 Aprile, 2019 - 23:02

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