Una nota della presidenza della Cei sulla sentenza della Corte Costituzionale relativa all’aiuto al suicidio diceva ieri “sconcerto” per l’implicita “spinta culturale” a considerare il suicidio “una scelta di dignità”, faceva appello al Parlamento perchè legiferi valorizzando al “massimo grado” le possibilità di “vicinanza” e di “accompagnamento” e chiedeva che venga riconosciuto il diritto di obiezione di coscienza ai medici chiamati ad aiutare il malato a “porre fine alla propria esistenza”. Sono del parere che sulla rivendicazione di questo diritto si debba insistere. Nel primo commento il testo Cei.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Sono innamorato dei capitelli del Palazzo Ducale che si vedono lungo il loggiato che dà sulla Piazzetta e sul Molo. Quello che amo di più è il decimo del fronte in Piazzetta a contare dalla Porta della Carta. Espone otto ceste di frutta e la mia preferita è quella con i “fici”. Sono un buon mangiatore di fichi e li gusto anche con gli occhi. Sono stato a Mestre e a Venezia nei giorni scorsi per un paio di conferenze e sono tornato al mio capitello. Ho fotografato tutte le ceste. Le metto in ordine di giro antiorario intorno alla colonna, una per commento. A partire si capisce dai fici. I nomi che sono incisi sul “rigonfiamento della campana del capitello” li ho interpretati con l’aiuto del volume “Il Palazzo Ducale di Venezia illustrato da Francesco Zanotto” (1842). Le ceste di frutta sono elencate alla pagina 258. Chi non fosse soddisfatto delle trascrizioni e traduzioni – io non sempre lo sono – se la prenda con lui. Ma vi avverto: è un chiacchierone da paura.
“Anche se la situazione non è buona e il pianeta ne soffre, la finestra per un’opportunità è ancora aperta. Ancora siamo in tempo. Apriamola con il nostro impegno a coltivare uno sviluppo umano integrale, per assicurare alle generazioni future una vita migliore”: scelgo questo passaggio a titolo del videomessaggio del Papa inviato oggi al summit dell’Onu sul clima. Lo riporto per intero nei commenti mettendo miei titoletti che lo sintetizzano. E’ una piccola summa della Laudato si’. Conviene leggerlo con attenzione. Dopo il testo metto un mio commento.
Nella bella omelia tenuta ieri ad Albano Francesco descrive il “gioco di sguardi” tra Gesù per la via e Zaccheo sul sicomoro: riporto il brano nel primo commento e nel secondo mando un pensiero al caro Montale che s’ingegnò di restare a lungo all’ombra del sicomoro e nel terzo vado da Borges che svolge un’analoga ricerca del volto di Gesù.
Pubblicato oggi l’elenco dei “padri” che comporranno l’assemblea del Sinodo per l’Amazzonia: sono 185 e tra loro ci sono undici italiani. Nel primo commento i nomi degli italiani [un cardinale, sette vescovi, tre religiosi] che figurano nell’elenco dei 33 sinodali nominati dal Papa, nel secondo e terzo spigolature sulla composizione dell’assemblea. Mi pare un bel segno che a questa consultazione sinodale per un mondo lontano siamo presenti tanti nostri padri e fratelli nella fede: ci vedo il riconoscimento dell’apporto missionario della nostra Chiesa alla plantatio – semina e nascita – di quella.
“Si può e si deve respingere la tentazione di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia”: l’ha detto stamane il Papa parlando alla Federazione italiana degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Nel primo commento metto il contesto di questa affermazione e nel secondo un mio commento.
Domani 20 settembre sarò a Radio Mater dalle 11 alle 12 per conversare con il collega Enrico Viganò su Francesco, le sue parabole, il Sinodo dell’Amazzonia. Non è la prima volta che mi chiamano da questa emittente che trasmette da Albavilla, Como. Per ascoltare la conversazione ci sono varie modalità, che il sito della Radio qui propone: http://www.radiomater.org/it/streaming.htm
Aggiornamento al 21 settembre. Ecco la registrazione della trasmissione. L’intervista parte dal minuto 05.00:
Recupero oggi un racconto proposto da Papa Francesco il 5 settembre a Maputo in Mozambino, durante l’incontro con le “Scholas Occurrentes”: lo leggo come una parabola, che riporto per intero nel primo commento, mentre nel secondo fornisco indicazioni per intendere il genere narrativo della parabola che io vado rintracciando nella predicazione papale.
L’incredibile scissione di Renzi è arrivata e avendolo io sostenuto – da elettore del Pd – nella prima fase della sua ascesa, mi pare giusto che dica la mia disapprovazione, che riguarda quasi tutto quello che è venuto facendo dopo le europee del 2014 e tutto quello che fa oggi. Nel primo commento ricordo le ragioni della mia disapprovazione storica e nel secondo quella di giornata.
Francesco oggi all’Angelus ha narrato con viva passione la “meraviglia” di Gesù che “accoglie i peccatori e mangia con loro”: lo ha fatto commentando il Vangelo della liturgia domenicale che proponeva le tre “parabole della misericordia” che sono nello straordinario capitolo 15 di Luca: la pecora smarrita, la moneta perduta, il padre misericordioso. Nei commenti riporto l’attacco e la conclusione della breve catechesi papale.
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