“Non volevo fare del male al Santo Padre” ha detto Susanna Maiolo alla Sicurezza vaticana e io le credo. Frequento i papi e conosco il desiderio che hanno tanti di toccarlo e di parlargli. Chi è attrezzato segue la via gerarchica del parroco e del vescovo che ti possono inserire nei gruppi ammessi al “baciamano”, gli altri si rassegnano. Chi non è attrezzato e non si rassegna, salta le transenne. Susanna è agile nel salto e stabile nell’idea di dover saltare la Notte di Natale vestita di rosso. Si sarà allenata al salto delle staccionate nelle campagne svizzere per quattro stagioni dopo il fallimento del primo assalto. Non fosse per la rottura del femore del cardinale Etchegaray, degnissima persona, il fatterello si presterebbe a cavarne un racconto sullo stile del Novellino: GLI ASSALIMENTI PORTATI AL PAPA DA UNA FEMMINA DI NOME SUSANNA.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
“Mentre (Giuseppe) camminava, vide che la terra si era sollevata e che il cielo si era abbassato, e alzò le mani come per toccare il punto in cui essi si congiungevano. E vide intorno a sé gli elementi intorpiditi e attoniti; i venti e l’aria del cielo, divenuti immobili, avevano interrotto il loro corso; gli uccelli e i volatili avevano trattenuto il loro volo. E, guardando a terra, vide una giara appena modellata: presso di essa era un vasaio che aveva impastato l’argilla e faceva il gesto di congiungere in aria le mani, ma quelle non si riavvicinavano. Tutti gli altri guardavano fisso in alto. Vide anche delle greggi condotte al pascolo: non avanzavano, non camminavano e non pascolavano. Il pastore brandiva il bastone e non poteva battere i montoni, ma teneva la mano sospesa in alto. Guardò pure un torrente in un burrone e vide dei cammelli che, passando di lì, tendevano la bocca sulle sponde del burrone e non mangiavano. Così, nel momento del parto della Vergine santa, tutti gli elementi restavano come immobili nel loro atteggiamento“: Vangelo Armeno dell’Infanzia.
Preparo il Natale cercando Gesù in ogni bambino che incontro e intanto rileggo i primi due capitoli di Matteo e di Luca e vedo di rintracciare i miei figli piccoli nelle parole che raccontano di lui. Cerco nei racconti dell’infanzia i miei figli quand’erano piccoli e tutti i piccoli che riesco a guardare con occhio di padre.– E’ l’avvio di un mio testo appena pubblicato dalla rivista Il Regno con il titolo OGNI BIMBO NASCE A BETLEMME. LECTIO FERIALE SUI FIGLI E SUL NATALE che si può leggere nella pagina COLLABORAZIONE A RIVISTE elencata sotto la mia foto. E’ il mio regalo ai visitatori per la vigilia di Natale.
Alla nascita di un bambino anche un uomo – se in qualche modo riesce a farlo suo – può provare “un vivo e strano sentimento d’averlo portato nel ventre per tutti quei mesi”: è un’esperienza che deve aver fatto Giuseppe alla nascita di Gesù e che è attestata da un uomo celibe e grande nell’amore in una bella storia che ho appena inserito nel capitolo 16 QUI E’ PERFETTA LETIZIA della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto. La storia si intitola “Francesco Milli: che cosa grossa siamo noi” ed è il mio regalo dell’antivigilia ai visitatori.
Oggi si tende a fare d’ogni Papa un santo ma fino a ieri non era così. Prendiamo i dieci Papi dell’ultimo secolo e mezzo. Pio X è santo, Pio IX e Giovanni XXIII sono beati, per Pio XII e Giovanni Paolo II sono riconosciute le “virtù eroiche” e manca solo il riconoscimento di un miracolo per farli beati, per Paolo VI e Giovanni Paolo I le cause sono in dirittura di arrivo. Sette papi su dieci sono dunque giunti – o ben avviati – all’una o all’altra delle due proclamazioni di esemplarità cristiana: “beato” e “santo”. – E’ un passaggio di un mio articolo pubblicato oggi dal quotidiano LIBERAL con il titolo A ROMA MORTO UN PAPA SE NE FA UN SANTO.
Giuseppe salì in Giudea per farsi censire insieme a Maria sua sposa, che era incinta (Luca 1). Si fanno viaggi anche con il pancione, oggi come ieri. Si vedono mamme all’ultimo mese che prendono il treno o l’aereo. Contadine che lavorano nei campi “fino al giorno prima” e ministre che passano in rassegna le truppe.
Dovremmo badare di più ai grembi che danzano (vedi post del 20 dicembre: Cinque giorni a Natale: “Ma quanto si muove”)). Una volta mi capitò di ascoltare Giuseppe Dossetti che citava un versetto del Talmud contro la corrente assuefazione all’aborto: “Quando i nostri padri giunsero al mare anche gli embrioni dal seno delle loro madri dicevano il Cantico”.
Primo: papa Benedetto non si lascia intimidire e beatifica Pacelli nonostante le polemiche. Secondo: ne preannuncia la beatificazione insieme a quella di papa Wojtyla affermando anche per questa via altamente simbolica la «continuità» del pontificato romano oltre la varietà talora divergente delle singole figure. – E’ l’attacco del mio articolo di commento alla decisione annunciata ieri dal papa di procedere alla beatificazione di Pio XII e di Giovanni Paolo II, pubblicato oggi dal Corriere della Sera con il titolo LA BILANCIA VATICANA.
Lei ha il pancione e dice a lui: “Da quando sei tornato non fa che muoversi: secondo me ti sta salutando”.
Due incinte, una poco e una molto, si incontrano in metropolitana. “Anche tu aspetti? A che mese sei? Hai già il nome?”
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