“Caro fratello! Possa lo Spirito Santo trasformare i nostri cuori e renderci veri operatori di pace, specialmente per l’Ucraina dilaniata dalla guerra, affinché il grande passaggio pasquale dalla morte alla nuova vita in Cristo diventi una realtà per il popolo ucraino, desideroso di una nuova alba che porrà fine all’oscurità della guerra”: così Francesco con un messaggio inviato al patriarca di Mosca Kirill, in occasione della Pasqua ortodossa che cadeva il 24 aprile, secondo il calendario giuliano. Nei commenti altri elementi del messaggio papale e quanto Francesco ha detto sulla guerra domenica a mezzogiorno.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Arrivano nomine al Dicastero dello Sviluppo umano integrale e alla Dottrina della Fede, tutte di conferma o di promozione interna, ma tutte buone, a mio giudizio: le elenco nel primo commento e fin da qui mando un abbraccio augurale ad Armando Matteo che passa da sotto-segretario a segretario della Dottrina della Fede.
Con un comunicato fatto pubblicare ieri, Francesco si unisce al Segretario generale dell’Onu per chiedere una tregua nella Pasqua del calendario giuliano che unisce ucraini e Russi: una richiesta che cozza contro la realtà, che il Papa riformula “nella consapevolezza che nulla è impossibile a Dio”. Intanto con un’intervista al quotidiano argentino La Nacion del 21 aprile fa sapere che è rinviato l’incontro – in programma da tempo – con il patriarca Kirill, che sarebbe dovuto avvenire in giugno a Gerusalemme. Nell’intervista Francesco chiarisce veri elementi dei suoi appelli e delle sue iniziative per fermare la guerra. Mei commenti il comunicato sulla tregua e i passaggi chiave dell’intervista.
“Il Paradigma di Abramo” è un testo di Alberto Castaldini, cultore della tradizione ebraica e cristiana, che si chiede che cosa rappresenti oggi Abramo per l’umanità che cerca Dio. Egli indaga laboriosamente e conclude che il Patriarca del monoteismo parla anche a noi e ci istruisce sull’essenziale: che sempre Dio mette alla prova l’uomo che gli crede, anzi si mette alla prova con lui; chiede all’uomo una prova d’amore e gli promette più di quanto possa immaginare. Gli chiede in definitiva – proprio come un giorno chiese ad Abramo – di accettare la morte promettendogli una vita futura che nessuno ha mai conosciuto. Nei commenti: schede sull’autore e la sua opera, l’indice del volume, il mio apprezzamento e una mia obiezione.
Muore un fratello e mi rivedo che mi prende in braccio dal lettuccio e mi porta al fuoco: uno dei primi ricordi. Lo rivedo anche che mi parla piano piano mentre la mamma passando domanda: «Gli hai fatto fare il segno della croce?». Era quella la prima operazione del mattino. – E’ l’attacco di un mio testo pubblicato dalla rivista Il Regno (4/2022): nei commenti altri due brani.




10 Commenti