Quando si dia opposizione a Papa Francesco

Contra Bergolium 2: che si intenda per oppositori al Papa è il tema del secondo seminario della nuova serie. In occasione del primo è qui nata la disputa se l’opposizione possa essere solo esterna, o se si diano anche oppositori interni. Ai miei fini – che sono giornalistici e conoscitivi – considero equivalenti i due versanti. Distinguo tre fasce di progressiva opposizione sia interna sia esterna: quella di chi svolga una critica sistematica su vari aspetti del Pontificato, quella di chi formula stroncature globali, quella di chi prende iniziative di contrasto. Nel primo commento descrivo la prima fascia: per le altre prevedo altri appuntamenti.

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Addio, addio dio dio dio dio

“Addio, addio dio dio dio dio”: è un verso del Pascoli, seconda strofa de Il fringuello, dei Canti di Castelvecchio (1903). L’ho trovato riprendendo dallo scaffale – dopo mezzo secolo – l’Oscar Mondadori con quei Canti, dovendo andare in Garfagnana, e ho pensato di segnalarlo ai visitatori.

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Giovanni Dall’Oglio: ho imparato a vivere da chi soffre

“Ho nella mente quando mio fratello Paolo a 16 anni mi volle sul Treno Bianco dell’UNITALSI per accompagnare i malati a Lourdes. Ancora ho dentro la gioia di quei giorni in cui ho imparato a vivere da chi soffre”: parole di Giovanni Dall’Oglio – fratello del gesuita Paolo Dall’Oglio – che fa parte di “Medici con l’Africa – Cuamm” e che oggi si trova in Sud Sudan. Approfittando del comune legame con il Cuamm gli ho chiesto di narrare il suo mal d’Africa e di ricordare il fratello Paolo. Ho pubblicato il suo racconto in Vino Nuovo. Lo ringrazio a nome dei lettori e l’abbraccio insieme al fratello Paolo – che conobbi a Damasco nel 2001 – e a tutta la sua straordinaria famiglia: i sette tra fratelli e sorelle, la moglie Anna e i quattro figli.

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Finchè ricco lui pensa

“Povero è finchè ricco lui pensa”: scritto su un muro della Circonvallazione Casilina, all’incrocio con via Fortebraccio, sulla destra di chi vada verso la Casilina. L’attribuisco a un immigrato colto e l’interpreto come un monito a chi mira a farsi ricco e mai s’accontenta.

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Francesco: “La guerra è una follia”

“Dio piange per questa nostra pazzia che è la guerra” aveva detto Francesco il 2 giugno 2013 e stamane a Redipuglia:”La guerra è una follia”. Giovanni XXIII nella Pacem in Terris aveva qualificato come “irragionevole” – e dunque folle – nell’era atomica il ricorso alla guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali. Nei primi commenti i le parole del Papa e qualche rimando ai precedenti.

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Domani sarò a Tv2000 per il Papa a Redipuglia

Nella mattinata di domani, 13 settembre, sarò a Tv2000 per il Papa al Sacrario di Redipuglia, Gorizia, nel centenario dell’inizio della Prima guerra mondiale, in segno di penitenza per i morti di quella guerra e per un messaggio di pace. Nei primi commenti, alcuni aspetti della visita.

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E’ troppo tardi

“Michè ormai è troppo tardi”: letta su un muro di Filicaia, borgo della strada regionale 445 della Garfagnana, sulla destra di chi vada da Castelnuovo verso Aulla. Michele si è rifatto vivo dopo mesi di lontananza e lei quella sera non ha saputo dirgli che ormai c’era un altro. Glielo dice sul muro.

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“Mare nostrum” e la sua ammirevole opera

“Saluto gli Ufficiali e Marinai della Squadra Navale impegnati nell’operazione ‘Mare Nostrum’ e vi ringrazio per l’ammirevole opera in favore di tanti fratelli in cerca di speranza. Grazie tante, grazie”: così Francesco all’udienza generale. Salvare gente in mare: mare nostro e nostri marinai.

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Mia inchiesta sugli oppositori di Papa Bergoglio

Con la ripresa della scuola propongo un nuovo ciclo di seminari della serie MINIMA BERGOLIANA: vedi questo post dell’anno scorso e dai un’occhiata, andando al primo commento, alle esercitazioni che tenemmo. Quest’anno il ciclo ha un titolo generale: CONTRA BERGOLIUM. Gli oppositori di Papa Francesco. Chiedo aiuto ai visitatori per un’inchiesta dalla quale caverò un volumetto. Nei commenti fornisco indicazioni di metodo.

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Che gli ho fatto alla vita

“Ale ma che gli ho fatto io alla vita?” scritto con pennarello nero sul tettuccio d’una presa d’aria della Metro B, fermata Cavour, in capo alla scala che dà su via Giovanni Lanza. Uso a interpretare in bene le profezie, ci leggo meraviglia e gratitudine: che ho fatto io per meritarmi una/uno come te?

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