Mi hanno dato un premio alla carriera: troppo buoni

Mi hanno premiato alla carriera: il Premio giornalistico Giuseppe De Carli. Ho la mente rutilante di battutacce. Nel sito del premio trovate gli altri premiati e quelli dell’anno scorso. Nei primi commenti la motivazione esagerata del premio che mi hanno dato, quella del premio alla carriera che ebbe Marco Tosatti l’anno scorso, il rimando al post che scrissi quando morì Giuseppe De Carli.

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Se fossimo tutti sordi faremmo più attenzione ai volti

E’ passata per via Cavour una manifestazione di sordi con questo striscione: “Protesta nazionale per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e di tutti i diritti delle persone sorde e sordo cieche”. Le mani si muovevano troppo perché non scendessi. L’ho seguita fino ai Fori Imperiali, attirato da quella folla di persone che si guardavano in faccia. Ho letto cartelli: “Abbattiamo le barriere della comunicazione”, “L’interprete non si tocca”, “Chi segna insegna”. Ho capito che se fossimo tutti sordi faremmo più attenzione ai volti.

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I Visciani Pareyson uniti da una sofferenza condivisa

“Noi quattro in famiglia, intorno ad Arianna, la sorella più grande, cerebrolesa, siamo come atomi di una stessa molecola in cui i legami, per la sofferenza che condividiamo, sono forti e indissolubili” parole di Alice Pareyson che festeggio con un bicchiere di Vino Nuovo.

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Moshe e gli altri tre: non voglio che siano morti

Piango i quattro israeliani uccisi dai due massacratori palestinesi in quella sinagoga di Gerusalemme: Moshe, Aryeh, Kalman, Avraham. Non voglio che siano morti. Non voglio che muoiano i palestinesi che saranno colpiti dal pugno di ferro annunciato da Netanyahu. Lo dico a Dio, non c’è altri che ascolti.

Aggiornamento al 19 novembre. “Seguo con preoccupazione l’allarmante aumento della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra Santa, con episodi inaccettabili di violenza che non risparmiano neanche i luoghi di culto”: è l’incipit del ricordo delle vittime di Gerusalemme fatto stamane dal Papa al termine dell’udienza generale.

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Per Paolo Dall’Oglio che compie i sessanta

Caro Paolo, il 17 novembre, per i tuoi sessant’anni, il nostro regalo sarà una preghiera o un pensiero condiviso a distanza. Lo proponiamo a chi ti vuole bene in ogni parte del mondo, alle 19 ora italiana. Pregheremo per te e per tutte le altre persone private della libertà. Noi pregheremo per i vescovi e gli altri preti di cui, come te, non si hanno più notizie da tempo. Pregheremo per la pace e la giustizia in quella regione. Noi pregheremo affinché un po’ di luce o un soffio di vento possano dare sostegno e conforto a te e a tutte le persone che da troppo tempo stanno soffrendo. Caro Paolo ti vogliamo bene e continuiamo con insistenza e speranza ad aspettarti. La tua famiglia” – Mi unisco alla famiglia. Grazie Paolo per la luce degli occhi che hai nelle foto e che conobbi un pomeriggio di giugno a Damasco nel 2001.

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Francesco agli immigrati e alle parrocchie

Cittadini e immigrati, con i rappresentanti delle istituzioni, possono incontrarsi, anche in una sala della parrocchia, e parlare insieme della situazione. L’importante è non cedere alla tentazione dello scontro, respingere ogni violenza. E’ possibile dialogare, ascoltarsi, progettare insieme, e in questo modo superare il sospetto e il pregiudizio e costruire una convivenza sempre più sicura, pacifica ed inclusiva”: così il Papa all’angelus sugli scontri tra residenti e immigrati che stanno malamente marcando Roma, Milano, Napoli e tante altre città europee, “specialmente in quartieri periferici segnati da altri disagi”, ha detto Francesco. Un mio spunto pratico nel primo commento.

Aggiornamento notturno. Qui commento le parole dette ieri dal Papa ai medici: Francesco sulla “falsa compassione” dell’aborto e dell’eutanasia

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Federico dice: da grande giocherò con i bimbi autistici

“Quando sarò grande io che sono autistico andrò in giro per il mondo a vedere donne incinte per capire se i loro bimbi sapranno parlare e per curarne l’autismo. Io giocherò con i loro bimbi per aiutarli a crescere e a imparare a parlare”: parole di Federico De Rosa, un ragazzo autistico romano che non parla ma usa bene il computer e con esso ha scritto un libro intitolato Quello che non ho mai detto (San Paolo 2014, pp. 160, euro 14). Afferma d’averlo scritto per aiutare altri ragazzi come lui a “uscire dalla prigione” dell’autismo: un bacio a Federico e un bicchiere di Vino Nuovo alla sua coraggiosa famiglia.

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Quando il pirla stronca il Papa – 2

Gli oppositori di Francesco – come già segnalato – usano argomenti grandi e piccoli, soprattutto i piccoli, più maneggevoli, per mostrare che il Papa argentino è inadeguato. “Non ha mai nominato Asia Bibi” è uno degli argomenti: Paul Bhatti ha chiesto il silenzio stampa “per meglio aiutare Asia Bibi” ma tant’è, in mancanza di meglio si ripete di giorno e di notte quell’accusa. E ora si mena scandalo, con tono appenato, per il “fatto” che Francesco avrebbe invitato Suor Cristina e Patti Smith al Concerto di Natale. E’ noto anche alle capre che il Concerto di Natale non c’entra con il Vaticano e che dunque non è il Papa a fare gli inviti, ma che importa: per gli oppositori Francesco è inadeguato, questo è il punto, se poi sia stato lui a fare quegli inviti (come sono convinti), o non sia stato lui (com’è la verità), per loro è secondario.

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Mamma è la vita – non lo sai?

Bambina di prima elementare rimproverata dalla mamma che trova una nota nel quaderno: “Ha dimenticato due volte di fare il disegno del gatto che avevamo visto in un cartone”. “Fede come mai non hai fatto il disegno? Ti sei dimenticata due volte di farlo?” – “Mamma è la vita, non lo sai?”

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Francesco ai “cristiani perseguitati perché cristiani”

“Seguo con grande trepidazione le drammatiche vicende dei cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso. Sento il bisogno di esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle comunità cristiane duramente colpite da un’assurda violenza che non accenna a fermarsi, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti a essere forti e saldi nella speranza. Per tutti i cristiani perseguitati perché cristiani preghiamo ora il Padre Nostro”: così Francesco poco fa all’udienza in piazza.

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