Pozzo incantato alla Certosa di Calci

Ecco un pozzo della Certosa di Calci che credo unico tra gli unici: è sospeso per incantamento su un ponte che taglia a metà il primo piano del Chiostro della Foresteria, o Chiostro Priorale. Il pozzo vero e proprio, con altra vera in marmo, è al piano terra. Carrucola e lunga corda congiungevano il pozzo, la vera bassa e la vera alta, fino a quando il monaco foresterario poteva tirare a sé il secchio grondante tutt’intorno freschissima acqua. Avete mai visto un pozzo a due piani? O due pozzi in coppia? Battete le mani e leggete al primo commento l’elenco delle meraviglie di ieri e di oggi.

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Su Grillo che sgrulla e che sgrilla

Grillo – dicevo – m’incuriosa perchè ha sèguito tra i giovani che somigliano ai miei figli. Ma io molto discuto con quell’età e su nessuno degli argomenti che Grillo viene sgrullando li trovo mai consenzienti: “rispedire” i clandestini, espellere chi dissente, cacciare Napolitano, tornare alla lira. Nei primi commenti due parole su ognuna di queste pirlate, anticipando l’idea che le guida: il Grillo che sgrilla ha seguito per l’opzione antisistema ma non per i temi che agita, dunque le sue prospettive elettorali non dipendono da quello che dice ma dal misto di paura e rabbia con cui andremo al voto.

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Rospetto vermiciattolo larva

“Ora papà sei da qualche parte abbracciato al mio rospetto, continua a tenerlo stretto e a proteggerlo”: parole dette a Lendinara da un uomo di nome Matteo al funerale del padre Danilo, suicida nell’Adigetto con in braccio il nipotino Davide portatore di una grave malattia genetica. Questo papà che chiama “rospetto” il figlio meschinello mi ricorda il grido del Signore al meschino suo popolo in Isaia 41, 14: “Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva di Israele”. Nel primo commento il saluto di Matteo al padre e nel secondo il fatto che l’ha provocato.

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Mirko ama solo una

“Mirko ama solo una”: letto stamane sulla parete di una carrozza della Metro B in servizio alle 09.00, andando io con essa da Cavour a Garbatella. L’interpreto come scritto da lei con orgogliosa brevità: “Solo una”.

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La donna curva e tutta quella gente buona nella chiesa

“Sono tanto contenta di essere stata alla messa il giorno di Pasqua. Ancora ne sono felice. Che bello che è stato vedere tutta quella gente buona nella chiesa. E’ sempre così bello quando andate a messa? Che fortunati che siete di poterci andare spesso. Ma ora sono fortunata anch’io perchè mi hanno promesso di venirmi a prendere e di portarmi alla chiesa per la festa della Madonna, l’8 dicembre. Poi di nuovo per Natale. Già sento che sarà bellissimo. Perché non facciamo insieme una preghiera? Diciamo il ‘Padre nostro’? Siete d’accordo?”: parole di di Miriam di Bilçe, piene di gratitudine e di meraviglia, che festeggio con un bicchiere di Vino Nuovo.

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Il Sinodo vota e il Papa fa pubblicare i voti

Provo a immaginare di che cosa staremmo ora a parlare se il Papa non avesse disposto la pubblicazione immediata della “Relatio Sinodi” e dei voti ottenuti dai singoli paragrafi: staremmo a dilaniarci sulle voci che darebbero per bocciate le “tesi” aperturiste e le altre che le direbbero approvate, sul fatto “sconcertante” che il Papa ha voluto che fossero pubblicate benché bocciate e la protesta di chi addurrebbe che comunque erano gradite a una larga maggioranza assoluta. Quanta tribolazione risparmiata!E’ un branetto esclamativo del mio commento di giornata al Sinodo dei vescovi.

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Ho mangiato polenta e costine dal Poeta Contadin

Sono a Vittorio Veneto per una conferenza sulle sfide della famiglia: ho letto agli uditori brani del messaggio del Sinodo che mi ero stampato in albergo e gli ospitanti mi hanno portato a mangiare polenta e costicine dal “Poeta Contadin” di Combai di Miane (Treviso), dove si teneva la Festa dei marroni. Ho conosciuto Diego Stefani, il poeta che gestisce il ristorante e ho mangiato benissimo. Nel primo commento una poesia di Diego da me letta manoscritta su una bacheca all’interno del ristorante e nel secondo una traduzione a cura dello stesso Diego. Ho pure scritto un articolino per il “Corsera” sulla polemica Marino-Cei che forse linkerò domani.

Aggiornamento al 19 ottobre. Ecco il link promesso nel post.

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E’ bene che vi sia il confronto in Sinodo e fuori

Se voleva decidere in proprio, Francesco avrebbe convocato un Concistoro e due Sinodi e indetto un’inedita fase sinodale di un anno chiamando a essa l’intera ecumene cattolica? Solo un papa che vuole smuovere davvero tutte le energie in risposta alle sfide della famiglia poteva convocare un tale, straordinario, momento collegiale e comunitario. Che la risposta sia viva, che emergano contrasti, che siano necessarie correzioni di rotta, è la cosa più ovvia. Così doveva essere e così è – e ancora di più sarà per i provvidi dodici mesi che inizieranno a svolgersi da lunedì 20. – E’ l’assertiva conclusione del mio commento alla giornata sinodale che si può leggere nel blog del Regno.

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Sinodo: io dico che più si pubblica meglio è

Credo che la fatica informativa che stanno facendo i responsabili del Sinodo sia feconda in vista dell’assemblea del prossimo anno, che dovrà essere più comunicante ad extra. Ma credo che quella fatica sia una buona scuola anche per quanti nelle Conferenze episcopali dovranno gestire l’anno sinodale e magari sono meno preparati di quanto non lo fossero al vertice della macchina sinodale. Anche e soprattutto in periferia sarà necessario comunicare. Avanti dunque con la parresia: l’ha chiesta il Papa e si è appena affacciata. Sarebbe il colmo che ne fossimo già stanchi. – E’ la chiusa ad effetto del mio commento alla giornata sinodale pubblicato dal blog del Regno.

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Gino Strada: “Se becco Ebola mi faccio curare qua”

“Se becco Ebola mi faccio curare qua” dice Gino Strada al “Corsera” dalla Sierra Leone dov’è andato ad animare la presenza della sua Emergency che ha aperto un centro per Ebola fuori Freetown: 22 posti letto, 100 operatori locali, 11 italiani, un serbo e un’americana. Un abbraccio a Gino, 66 anni, che ho già incontrato tante volte nelle strade dell’emergenza.

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