Ilda Casati: “Prego anche per l’assassino di papà”

“Nell’anno della misericordia pregare anche per l’assassino di papà mi è sembrata la cosa più giusta da fare”: parole di Ilda Casati che ha perso il padre Mario nella strage di Nizza. Nei commenti qualche ragguaglio su questo fatto di Vangelo, che riprendo da un’ottima cronaca di “Avvenire” firmata dal collega Paolo Ferrario.

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Monito del Papa alle monache che non hanno novizie

“Si deve assolutamente evitare il reclutamento di candidate da altri Paesi con l’unico fine di salvaguardare la sopravvivenza del monastero”: così al comma 6 articolo 3 della “conclusione dispositiva” della costituzione apostolica Vultum dei quaerere [La ricerca del volto di Dio] sulla vita contemplativa femminile pubblicata ieri. Nei commenti altri passi del documento.

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A Castel di Sangro faccia a faccia col leone

A Castel di Sangro, in via del Leone, c’è Palazzo Petra o del Leone, con il quale ho avuto un faccia a faccia rivelatore, zampa nella zampa. Notare il taglio delle due bocche.

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Don Vinicio i fattacci di Fermo e la paura dentro

“Questo territorio è sempre stato generoso. Se ultimamente ci sono rigurgiti di chiusura è dovuto anche alla crisi, a paure interiori. La loro è anche una richiesta di aiuto e merita profonda riflessione, anche se è violenta e offensiva”: parole di don Vinicio Albanesi sui fattacci di Fermo, gli attentati alle chiese e l’omicidio “preterintenzionale” del migrante nigeriano Emmanuel. Le ho prese da “Avvenire” di oggi. Trovo buone le riflessioni di don Vinicio, che saluto con affetto. Nel primo commento rievoco la nostra amicizia.

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Mio libretto: “Hai visto che non ho messo le scarpe rosse?”

Forse c’è una donna dietro la scelta di Francesco di non usare le scarpe rosse tipiche dei Papi. Maria Ines, nipote di Jorge Mario Bergoglio, racconta al settimanale Il mio Papa in edicola il 5 novembre 2014 d’aver fatto una battuta contro le scarpe rosse salutando lo zio che partiva per il Conclave: «Un uomo con le scarpe rosse è ridicolo». Ed ecco che una settimana dopo lo zio divenuto Francesco la chiama al telefono e le dice: «Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?». – E’ lo “spillo” numero 56 su 120 che compongono un mio libretto intitolato “Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?”, Edizioni Clichy, Firenze 2016, pp.126, euro 9,90. Nei commenti la prefazione al libretto.

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Attenzione: area videosorvegliata

Lapide sulla cornice della fontana rinascimentale di Pescocostanzo.

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Colgo fichi a Pettorano sul Gizio

Colgo fichi a Pettorano sul Gizio, paese in provincia dell’Aquila, che trovi sulla destra della statale 17 salendo da Sulmona al Piano delle Cinquemiglia. C’ero passato e ripassato e mai fermato. Mi piaceva il nome. Il Gizio è un fiume che si getta nel Sagittario. Nomi suonanti pietre gridanti fichi goccianti.

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Uno di otto anni mi ha spiegato Erdogan e FaceTime

Ho letto una volta che è in Turchia che sono nati i blog. Il fallito golpe mi ha riportato a Istanbul che mi parve più grande del mondo. E senza capire granché ho appreso del collegamento via FaceTime con il quale Erdogan ha lanciato l’appello contro i golpisti. Era con me un cucciolo d’uomo di otto anni che me l’ha spiegato.

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Così sparlo di Vallejo Balda e della Chaouqui

“Il monsignore di sicuro uscirà dal sistema vaticano, magari tornerà in Spagna. La signora – che ne è già uscita – forse imparerà la riservatezza necessaria per incarichi di fiducia”: così in un’intervista per “formiche.net” sparlo – non avendone titolo – di Vallejo Balda e della Chaouqui. Perché ne parli? Perché ho la bocca. Nel primo commento il mio grazie all’autore dell’intervista.

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Questa è la testa del serpente

Eccomi in tenuta da serparo, in piazza a Cocullo, che indico con il piede la testa del serpente, simbolo di questo borgo d’Abruzzo.

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