Bergoglio su primavere arabe e su Angela Giusi Emma

Il Corsera pubblica un colloquio con Francesco a firma Massimo Franco, del quale segnalo quattro passaggi che riporto nei commenti: un invito all’Occidente a fare autocritica sulle “primavere arabe” e tre inaspettati riferimenti a tre donne: Angela Merkel, Giusi Nicolini, Emma Bonino.

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Kirill e Francesco per i cristiani perseguitati

La Chiesa di Roma e la Chiesa di Mosca sono le più numerose e organizzate tra le Chiese cristiane e dunque tocca a loro dire e agire in soccorso dei «fratelli» aggrediti dal terrorismo islamista: è un frammento di una mia pomposa interpretazione dell’incontro di Francesco con Kirill pubblicata oggi dal “Corriere della Sera” a pagina 17 con il titolo Soccorso ai cristiani perseguitati il filo che unisce Kirill e Bergoglio. Il disgelo serve al Patriarca di Mosca in vista del Concilio di tutti gli ortodossi.

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Francesco: “San Pio canale di misericordia”

Padre Pio è stato un servitore della misericordia. Lo è stato a tempo pieno, praticando, talvolta fino allo sfinimento, “l’apostolato dell’ascolto”. San Pio non si è mai stancato di accogliere le persone e di ascoltarle, di spendere tempo e forze per diffondere il profumo del perdono del Signore. Si dissetava continuamente da Gesù Crocifisso, e così diventava un canale di misericordia: così il Papa ha parlato oggi ai Gruppi di Preghiera Padre Pio che ha incontrato in piazza San Pietro. Nei commenti altre utili parole del Papa.

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Cirillo e Francesco il 12 febbraio a Cuba

Papa Francesco e il Patriarca russo Kirill si incontreranno il 12 febbraio, giovedì prossimo, all’aeroporto de L’Avana, a Cuba: lì il Patriarca sarà in visita ufficiale e lì farà scalo il Papa nel tragitto verso il Messico. Nei primi commenti il testo del comunicato congiunto, pubblicato a mezzogiorno in Vaticano e a Mosca.

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San Pio e San Leopoldo che più diversi non si può

Di sicuro Papa Francesco con la sua insistenza su Dio che “perdona sempre e perdona tutto” si trova meglio con Leopoldo Mandic che con Padre Pio, ma per il Giubileo li ha voluti ambedue e li ha voluti insieme, forse a segnalare che il confessore dev’essere a un tempo giusto e accogliente, ovvero misericordioso. Deve aver visto nei due santi cappuccini le due modalità che si offrono al confessore per farsi carico – realmente – della situazione di chi si confessa. E’ la conclusione di un mio volenteroso e lungagnato articolo pubblicato l’altro ieri dal Corsera in preparazione alla venuta a Roma dei due santi, che sono arrivati ieri e che ora vado a incontrare a San Lorenzo fuori le Mura.

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Il blog è al pronto soccorso ma potete commentare

Visitatori belli il blog è in cura per disfunzioni varie e tra esse c’è la non visibilità di parte dei vecchi commenti. Ma si può commentare. Avvertirò appena sciolto l’impiccio. Mi scuso per il disagio, come dice il capotreno.

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Come un ebreo possa rendere omaggio al Crocifisso

Ecco l’omaggio alto di un ebreo al crocifisso, ovvero al portatore del crocifisso, ovvero agli uomini tutti che furono e che sono crocifissi: lo prendo dalla memoria di Auschwitz che ci è venuta qualche giorno addietro da Alberto Mieli e che ho già segnalato il 27 gennaio con un post intitolato Ucciso con la croce che si era costruito per pregare. Lo riporto al primo commento e lo dedico ai visitatori che nei giorni scorsi qui hanno discusso del tribolato rapporto tra gli ebrei e il crocifisso. Anche in questo caso vale la regola d’oro dell’ecumenismo del sangue: nei campi di concentramento e nelle persecuzioni d’ogni dove noi abbiamo imparato a onorare la kipà e gli ebrei hanno imparato la croce.

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Ecco il frutto dell’inchiesta sulle Porte Sante della Carità

“Da Francesco è venuta una pedagogia giubilare che riduce il rimando all’indulgenza ma amplia quello alla porta che è Cristo”: è la conclusione per sentenza di un articolo che ho scritto per “Il Regno” sulle “porte sante” della carità, in vista del quale avevo chiesto l’aiuto dei visitatori.

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Non credo alla vita che ho avuto

“Ancora adesso quando mi sveglio la mattina non credo alla vita che ho avuto” dice Sophia Loren al “Corsera” di oggi. Io non ho fatto cinema ma faccio lo stesso ringraziamento.

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Leonardo da Vinci e “il desiderio del nascere”

“Il mio desiderio del nascere” sono parole di Leonardo da Vinci, che stanno al centro della “favola” che gli editori intitolano “La formica e il grano di miglio”. Mi paiono straordinariamente adatte a dire qualcosa della favola degli embrioni che oggi hanno vita difficile. Nel primo commento la “picciola favola” e nel secondo un richiamo a quello che stamane ha detto il Papa sulla vita nascente. Nel terzo un mio insulso complimento al Leonardo delle Favole.

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