Parabola della mantide e della sedia

Messa sul prato la sera d’estate. Una verde mantide salta tra il coro e i chierichetti. Un papà che insegna scienze naturali la protegge con una sedia dai piedi dei ragazzi e dice alle mamme: “E’ innocua, è una mantide religiosa che è venuta a messa”.

Commenti (7)

I tre segni venuti da Caserta

Tre segni sono venuti dalla singolare visita fatta ieri dal Papa ai pentecostali di Caserta: due da Francesco, uno dal pastore ospitante. Dal Papa è venuta un’inedita richiesta di perdono per i maltrattamenti che quella comunità subì in epoca fascista ed è venuto anche l’invito a superare il termine spregiativo «setta». Dal pastore è venuto il riconoscimento della figura papale come significativa per la comunità pentecostale e «per tutto il cristianesimo». – E’ l’assertivo attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal “Corriere della Sera” a pagina 15 con il sovrabbondante titolo Cancellata la parola “setta”.

Commenti (85)

Pentecostali: papa chiede perdono per la persecuzione

“In questo cammino abbiamo fatto tante volte la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe, quando la gelosia e l’invidia ci hanno diviso [...]. Quella storia triste in cui il Vangelo per alcuni era vissuto come una verità e non si accorgevano che dietro questo atteggiamento c’erano cose brutte, cose non del Signore, una brutta tentazione di divisione, la denuncia: ‘va contro la purezza della razza’. E queste leggi sono state sancite da battezzati! Alcuni di quelli che hanno fatto questa legge e alcuni di quelli che hanno perseguitato, denunciato i fratelli pentecostali perché erano ‘entusiasti’, quasi ‘pazzi’, che rovinavano la razza, alcuni erano cattolici: io sono il pastore dei cattolici, io vi chiedo perdono per questo”: così oggi Francesco alla Comunità pentecostale di Caserta. Nel primo commento la spiegazione dell’accenno del Papa ai “pazzi che rovinavano la razza”.

Commenti (98)

Francesco a Caserta: dire no a corruzione e illegalità

“Oggi, quando sono arrivato, uno di voi si è avvicinato e mi ha detto: ‘Padre, ci dia la speranza’. Io non posso darvi la speranza. Ma io posso dirvi: dove è Gesù, c’è la speranza, dove è Gesù si amano i fratelli, ci si impegna a salvaguardare la loro vita, la loro salute, anche rispettando l’ambiente e la natura. E’ questa la speranza che non delude mai, quella che dà Gesù!. Ciò è particolarmente importante in questa vostra bella terra che richiede di essere tutelata e preservata, richiede di avere il coraggio di dire no ad ogni forma di corruzione e di illegalità”: così oggi pomeriggio il Papa a Caserta, celebrando nel piazzale davanti alla Reggia. Altre sue parole nel primo commento.

Commenti (54)

Due occhi neri neri anch’essi

Manzoni 9. Il ritratto in bianco e nero della monaca di Monza è la perla che cavo dal capitolo 9 dei Promessi sposi, che invito a leggere – qui e mei primi commenti – con l’occhio al contrappunto del bianco e del nero: “Il suo aspetto, che poteva dimostrar venticinque anni, faceva a prima vista un’impressione di bellezza, ma d’una bellezza sbattuta, sfiorita e, direi quasi, scomposta. Un velo nero, sospeso e stirato orizzontalmente sulla testa, cadeva dalle due parti, discosto alquanto dal viso; sotto il velo, una bianchissima benda di lino cingeva, fino al mezzo, una fronte di diversa, ma non d’inferiore bianchezza; un’altra benda a pieghe circondava il viso, e terminava sotto il mento in un soggolo, che si stendeva alquanto sul petto, a coprire lo scollo d’un nero saio. Ma quella fronte si raggrinzava spesso, come per una contrazione dolorosa; e allora due sopraccigli neri si ravvicinavano, con un rapido movimento. Due occhi, neri neri anch’essi, si fissavano talora in viso alle persone, con un’investigazione superba; talora si chinavano in fretta, come per cercare un nascondiglio”.

Commenti (120)

Francesco ringrazia Meriam

“Il Papa ha ringraziato Meriam e la sua famiglia per la coraggiosa testimonianza di costanza nella fede. Meriam ha ringraziato per il grande sostegno e conforto ricevuto dalla preghiera del Papa e di tante altre persone credenti e di buona volontà”: così il padre Lombardi sull’incontro con Francesco di Meriam Yahia Ibrahim – la sudanese che era stata condannata a morte per apostasia essendosi convertita dall’islam al cristianesimo – di passaggio a Roma dopo la liberazione. Qui un servizio di Radio Vaticana che segnala il ruolo avuto nella liberazione di Meriam dal governo italiano e da quello degli Usa dove la donna è diretta.

Commenti (6)

L’elemosina d’oggi e gli arretrati

Alla porta della chiesa bivacca un poverello che s’abitua alla moneta d’una parrocchiana che va alla messa delle 19.00. La signora manca per tre domeniche e il poverello le fa: “Non eri venuta l’altra volta e l’altra e l’altra”. Lei la prende come un’attenzione alle sue vicende e gli dice “ero in viaggio”. Ma lui severo: “E per quattro domeniche mi dai solo questo?”

Commenti (20)

Con Napolitano e Renzi contro chi boicotta le riforme

“Non si agitino spettri di insidie e macchinazioni autoritarie e non si miri a un nuovo nulla di fatto”: così ha parlato Napolitano stamane alla stampa. Sulle riforme – ha detto – la “discussione è stata libera, estremamente articolata, non c’è stata improvvisazione o improvvida frettolosità”. Ha pure risposto a chi vitupera l’accordo tra le due formazioni maggiori che sono in Parlamento: “Ricercare le più ampie convergenze su leggi di revisione costituzionale ovviamente significa dialogare e cercare intese, anche attraverso mediazioni tra forze schierate su opposte posizioni e in competizione tra loro nell’arena elettorale”. Trovo infatti patetico il pathos per lo “scandaloso” accordo di Renzi con Berlusconi che accumuna Grillo e Fassina. Lasciamo a tutti libertà di pathos ma facciamo queste riforme.

Commenti (25)

Persecuzioni e guerre: come dare una mano al parroco

A commento del post di ieri c’è chi ha lamentato che in parrocchia non s’era pregato per i cristiani perseguitati. Io pratico tre vie per aiutare la comunità a non dimenticare. La prima è di arrivare in chiesa un quarto d’ora prima dell’uscita del prete dalla sacrestia e dirgli “veda di ricordare i cristiani dell’Iraq”. La seconda è di intervenire al microfono nella preghiera dei fedeli. La terza è di mandare per tempo al parroco o ad altro animatore della comunità il memo per la domenica. I parroci sono grati a chi li aiuta.

Commenti (24)

Francesco per “i nostri fratelli perseguitati” a Mossul

“Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società. Oggi sono perseguitate; i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male! E a voi, qui in piazza e a quanti ci seguono per mezzo della televisione, rivolgo l’invito a ricordare nella preghiera queste comunità cristiane”. Il Papa ha anche richiamato le situazioni di guerra del Medio Oriente e dell’Ucraina e ha invitato a un’invocazione silenziosa: “Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace! Maria Regina della pace, prega per noi! Preghiamo in silenzio chiedendo la pace. Tutti in silenzio”.

Commenti (90)

« Articoli precedenti Pagina successiva » Pagina successiva »