Or leve intra la gente anima voli

La scultura dell’anima che va in cielo è sul portale del Duomo di Sovana, Grosseto. Il titolo del post è un verso di Giacomo Leopardi. L’accoppiamento delle parole alla pietra è mio e forse lo spiego nel primo commento.

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Il gesto di Ettore e la sua migrazione

Ettore prima di affrontare Achille alza il figlioletto al cielo e l’affida agli dei: ce lo ricorda “Il gesto di Ettore” di Luigi Zoja (Boringhieri 2016) che vede nella “scomparsa” di quell’atto paterno un segno del nostro declino. Ma ecco Bergoglio che torna dalla Colombia e ricorda i tanti padri che ha visto per tutto quel paese “alzare con orgoglio i propri figli” al suo passaggio. Zoja che dici: quel gesto è scomparso o è solo emigrato dal Nord al Sud del mondo?

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“Buone notizie” dal mio Corsera: ne sono felice

Da oggi, martedì 19 settembre, ogni martedì sarà in distribuzione gratuita nelle edicole “Buone Notizie – L’impresa del bene”, un nuovo inserto settimanale del “Corriere della Sera”: ne sono felice. Non ho parte nell’impresa ma sempre mi sono battuto, nei 36 anni di mia presenza e collaborazione al Corsera per dare dignità di notizia al bene. Nei commenti qualche proclama e l’indicazione sommaria di quanto si può leggere nell’inserto di 40 pagine che ho preso stamane all’edicola insieme al quotidiano.

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Castell’Ottieri e nessuno lo conosce


Sono stato sabato a Castell’Ottieri, che è un nido tufaceo nella zona di Sorano, provincia di Grosseto: è grazioso e nessuno lo conosce. Ci sono finito per caso, mi è piaciuto esserci e nella chiesa parrocchiale ho scovato una lapide che ho fotografato per i visitatori del blog. Ve la regalo nel primo commento.

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Cardinale Sgreccia su “Amoris laetitia” e su Caffarra

“Credo che il metodo pastorale di Francesco non abbia nulla di conflittivo verso la dottrina su matrimonio e famiglia”: parole del cardinale Elio Sgreccia, 89 anni, ad “Avvenire” del 7 settembre, pagina 17, in un’intervista in morte del cardinale Caffarra intitolata “Temeva per le possibili difficoltà applicative”. Nel primo commento altre parole di Sgreccia.

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Non ci sono più lupi in Inghilterra e neanche in Scozia

Il lettore vagabondo può incappare in una parola che lo porta da un’epoca all’altra e da un paese ad altro paese. La memoria ha questo e altri poteri, compreso quello di dimenticare. Stavolta la parola è “lupi”, le epoche sono il Medioevo e l’età nostra, i paesi la Scozia e l’Inghilterra che forse sono due o forse uno. Gli scrittori responsabili dell’intreccio sono Jorge Luis Borges ed Enea Silvio Piccolomini. Nei commenti sdipano la matassa.

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“Basta con i piagnistei” sentenziò Angelo Scola

“Non dobbiamo racchiuderci in troppi piagnistei sul cambiamento epocale” ha sentenziato il 16 giugno il cardinale Angelo Scola che forse è di centro. Da quattro anni abbondanti Papa Bergoglio che forse è di sinistra viene deprecando “il signore e la signora Piagnistei” che trova devoti più alla “dea lamentela” che a Cristo. Ma già nel 1994 Robert Hughes che forse era di destra aveva dichiarato guerra alla “Cultura del piagnisteo”. Tempi grami per i piagnoni.

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Per l’oglio ovvero olio oppure ojjo e anche uoglie


Lapide a una Madonnella in via di Santo Stefano Rotondo, sulla sinistra della strada, poco prima della chiesa. Nei commenti le mie divagazioni.

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Colombiani che alzano i bambini: questo è il mio tesoro

Riporto cinque risposte del Papa in aereo di rientro dalla Colombia. Una battuta sulla ferita che si è fatto battendo contro il vetro della papamobile, tre spunti su Colombia, Venezuela, immigrazione e un fermo immagine delle giornate colombiane con i papà e le mamme che alzano i bambini alla sua benedizione. Metto il titolo su questa immagine. In coda una postilla per fatto personale.

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Francesco: “La perseveranza bisogna mendicarla”

Mentre il Papa è in arrivo a Ciampino, inserisco il quinto post con l’antologia delle parole colombiane e l’intitolo su un motto della conversazione improvvisata sabato sera davanti alla nunziatura di Bogotà: sulla perseveranza nella vocazione cristiana che occorre invocare, anzi “mendicare”. In altri commenti metto due brani dell’omelia di ieri a Cartagena: uno sulla riconciliazione che non può dimenticare la riparazione e la giustizia, un altro sul peccato del narcotraffico che divora la dignità degli uomini.

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