“Marcia sulla Sinagoga” e “Morte ai froci”

“Se la boutade di Bertone (vedi post del 20 luglio, ndr) dovesse concretizzarsi, il nostro Movimento non esiterebbe un istante a organizzare une marcia di protesta dei cattolici sotto la Sinagoga di Verona”. Il movimento è “Sacrum imperium” e queste leggiadre parole sono firmate dal “coordinatore” Maurizio-G. Ruggiero. Nel titolo del comunicato figura l’espressione “Possibile marcia sulla Sinagoga se non cesseranno le pretese dei giudei di stabilire come e per chi i cattolici devono pregare”. Nel Vangelo è scritto “renderete conto di ogni parola che esce dalla vostra bocca”: è stato il primo pensiero alla lettura del comunicato. Subito dopo, chiuso il Compaq Evo N610 dal quale avevo appreso il lieto messaggio, sono entrato nell’aerostazione di Fiumicino e ho visto sullo schienale di un luggage trolley due scritte tracciate in nero, una davanti e l’altra dietro: “Morte ai froci – A morte il pedofilo”. “Renderete conto di ogni parola” ho ripetuto a me stesso. Non pensavo al mortifero scrittore né al “Sacrum imperium” ma a me e a ogni casuale destinatario di quei messaggi. Renderemo conto anche delle parole che leggiamo, cioè dei sentimenti che esse muovono in noi. Perché il male viene dal cuore e non dalle scritte che troviamo in giro per la città o nel Web. Che dice la nostra anima quando leggiamo “marcia sulla Sinagoga” e “morte ai froci”? E’ questo che conta prima e più dell’intenzione di quegli spensierati motteggiatori. 

25 Comments

  1. Syriacus

    “Marcia sulla Sinagoga”… Forse a taluni presenterà un’assonanza con “Marcia su Roma”, o peggio ricorderà macchie sulla coscienza europea come la Kristallnacht nazista… Anche se la marcia fosse ‘sotto’ la Sinagoga, e non ‘sopra’, la questione non cambia poi di molto… Questo tristemente non farà che rafforzare l’idea in non pochi cattolici che, firmando il Motu Proprio, il Papa abbia ‘dato una mano’ a taluni ‘fascisti intraecclesiali’ , che ora si mettono a prospettare gesti estremi di tal fatta. L’ultima cosa che desidererei sarebbe che l’atteggiamento di Benedetto verso i ‘tradizionalisti’ e le loro istanze (che in parte coincidono su certi terreni con quelle di Joseph Ratzinger stesso) venisse letto non come un gesto di pacificazione e di recupero di ‘inestimabili ricchezze’ , ma bensì come un incosciente atto d’arrendevolezza verso ‘pericolose frange estremiste e nostalgiche’. …Non vorrei che Benedetto XVI venisse visto come un analogo ecclesiale di Vittorio Emanuele III nel ’22 e il suo vacillante governo Facta, nei contronti di Mussolini. Non vorrei che venisse associato al von Papen del Zentrum che va nel ’33 a sostenere Hitler in Parlamento…

    In sostanza: spero che scellerati proclami di singoli facinorosi, non vengano visti come preconizzazione di ciò che si teme possa avvenire dentro la Chiesa. E che non avverrà. Vedrete: non ci sarà da dire, un giorno, rispetto alle decisioni prese da Benedetto nel mese di luglio 2007, “si poteva evitare” , come si è detto troppe volte alla fine del secolo XX.

    22 Luglio, 2007 - 17:00
  2. Leggendo questo post mi sono ricordato che la mamma dei cretini è sempre incinta…

    22 Luglio, 2007 - 17:59
  3. Syriacus

    O, come la metteva Einstein (peraltro ‘giudeo’) :

    “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità degli uomini, sull’universo però ho ancora qualche dubbio.”

    22 Luglio, 2007 - 18:08
  4. FABRICIANUS

    Quando leggo certo proclami, come quelli riportati da Luigi (“Marcia sulla Sinagoga”, e “a morte i froci”) mi assale una profonda tristezza.

    Mi auguro che certi personaggi siano sempre più emarginati.

    Tra l’altro il coordinatore del Sacrum-Imperium(Cattolici ultra-tradizionalisti-estremisti) non è nuovo a questo tipo di “sparate”. Chi abita nel Lombardo-Veneto se lo ricorderà bene, per essere stato spesso ospite, in passato, di tv-locali.
    E lì, ogni volta c’era da mettersi le mani nei capelli….

    Ci affidiamo al Signore perchè illumini il cuore di tutti sulla via della Pace e della Riconciliazione.
    Un caro saluto…

    22 Luglio, 2007 - 18:56
  5. FABRICIANUS

    A proposito di rapporti con il mondo Ebraico: Ho appreso su “papanews” sito curato da Gianluca Barile, che si preparano dure sanzioni per il Direttore della RADIO MARYA POLACCA, Padre Rydzyc accusato di posizioni oltranziste e antisemite.

    22 Luglio, 2007 - 21:52
  6. FABRICIANUS, confermo: pare che il sacerdote abbia superato davvero ogni limite. Staremo a vedere

    22 Luglio, 2007 - 23:26
  7. Prendersela con gli Ebrei, come se il Vaticano II non avesse detto un bel nulla in argomento, si commenta da solo. Specialmente da parte di un cattolico. Siccome il coordinatore di Sacrum Imperium, se non ricordo male, è anche un sedevacantista, non ho altro da aggiungere.
    Il “morte ai froci” si commenta da solo. Sul “morte ai pedofili”, vale quello che dice il mio amico don Fortunato Di Noto: “Se non avessi la fede, andrei in giro col mitra. Ma sono credente, e so che queste cose si combattono con la legge”.

    23 Luglio, 2007 - 11:44
  8. Guido Villa

    Purtroppo la parola degli estremisti viene accostata a quella del Papa, con una sproporzione talmente stridente che anche a me viene a dire, a proposito di chi fa questi accostamenti, “Renderete conto di ogni parola”. Quanto al Cardinal Bertone, egli appartiene probabilmente a quella porzione di Chiesa per cui tutte le religioni sono uguali, quello che la Chiesa chiama “irenismo”. D’altra parte, non mi aspetto di meglio da un cardinale che negli anni recenti ha santificato la domenica partecipando con regolarità e senza problemi di sorta ad una trasmissione caratterizzata da una presentatrice da gentili ospiti seminude.

    23 Luglio, 2007 - 12:34
  9. Maria Grazia

    Alla fine l’unico ad essere colpevolizzato sarà come sempre il Papa.Non mi aspetto niente di più e niente di meno.Povero Benedetto XVI,voleva concedere più democrazia nella Chiesa e l’unico a non godere del diritto di parola è lui.
    Saluti MG

    23 Luglio, 2007 - 14:55
  10. Vista la sua opera come segretario della Congregazione per la dottrina della fede, mi sembra alquanto insensato parlare di Bertone come di un irenista.

    Questo Papa dipinto come un estremista di destra – sia da estremisti veri per sentirsi legittimati nelle loro oscenità, sia da militanti dell’altro campo per riprendere a parlar male “senza filtro” della Chiesa – è un simulacro penoso ma che evidentemente “fa cassetta”. E come sempre le opposte strumentalizzazioni si rinfocolano a vicenda.

    Difficile sapere che si possa fare. Benedetto XVI si affida al discorso ragionevole, in tal modo raggiunge chi desidera ascoltarlo sinceramente ma si espone a un facile rischio di manipolazione da parte dei “media”; Giovanni Paolo II si affidava a slogan e gesti simbolici, compensando un minore approfondimento concettuale con un’immediatezza difficilmente manipolabile. Ognuno si è assunto consapevolmente i propri rischi.

    23 Luglio, 2007 - 15:32
  11. Maria Grazia

    Purtroppo non c’è un Papa che sia stato più strumentalizzato e manipolato dai “media” di Giovanni Paolo II.
    Basti pensare ai mea culpa e allo spirito di Assisi.Per non parlare degli ultimi anni in cui i “media” pubblicavano bollettini medici ma non l’attività della Chiesa.Detto in tutta onestà penso anche che non ci sia un Papa che fa più paura di Benedetto XVI.Infatti lo si può denigrare e attaccare,ma le sue parole non possono lasciare indifferenti.
    Saluti MG

    23 Luglio, 2007 - 16:19
  12. Luisa

    Luca, permettimi di non essere d`accordo con te, se ho ben capito quello che volevi esprimere.
    Mi sembra capire che tu pensi che i gesti simbolici e gli slogan sono difficilmente manipolabili.
    Al contrario di te io penso che non c`è niente di più manipolabile e manipolatore di uno slogan o gesto simbolico.
    I concetti di Papa Benedetto sono chiari , di una limpidezza cristallina, il che non impedisce certo a chi lo desidera di impadronirsene a sostegno delle proprie idee in positivo o in negativo.
    Quanti articoli abbiamo letto dove si esce una frase dal contesto, si mutila un discorso,lo si snatura,lo si mette al servizio delle proprie opinioni. Il cardinal Martini è stato lui stesso vittima (consentente?) di questo fenomeno e con lui molti altri.
    Il pensiero forte, che va diretto al centro de problema, di Benedetto XVI, non può che disturbare,scuotere, Benedetto XVI prende sempre in conto le posizioni contrarie, per poi refutarle, le obiezioni sono da lui ascoltate,analizzate e trovano risposta. Il discorso del Santo Padre è tutto in finezza , cisellato .
    Chi dunque si serve dei testi del Papa per dei scopi bassamente estremisti non merita nessuna attenzione, e non può che essere animato da poco lodevoli intenzioni.
    Con ciò non voglio dire che si debba essere sempre d`accordo,ma mi sembra che il Santo Padre non ha nemmeno diritto al semplice rispetto,e che si dimentica un pò troppo facilmente chi scrive quei testi e cioè non un qualsiasi scrittore, giornalista, analista,ma il Sommo Pontefice…..dettaglio apparentemente insignificante.
    Effettivamente chi ascolta Benedetto XVi con sincerità e aggiungerei onestà, può non essere d`accordo,ma sa esattamente che cosa ha ascoltato o letto !
    Per ritornare agli slogan e gesti simbolici, sono pure loro oggetto di manipolazioni, ricezioni differenti e diverse,basta pensare agli slogan pubblicitari ….sono forse immediati ma poi il cammino che fanno nelle menti è individuale e in più i slogan manipolano le coscienze.
    Le manipolazioni mediatiche dei gesti di Giovanni Paolo, che hanno occultato il fondo del suo pensiero, è cosa nota. I suoi gesti sono stati talmente manipolati da far credere che il messaggio che porta in avanti oggi Benedetto XVI sarebbe diverso quando invece è lo stesso…..la copertura gestuale in meno!

    23 Luglio, 2007 - 16:48
  13. fabrizio

    in punta di piedi, mi inserisco nella discussione e vi racconto un episodio:
    ieri sera, happening “Pace e diritti in festa”, organizzato da Emergency e da alcune associazioni marcatamente di sninistra. Ospite d’onore un notissimo prete di strada delle mie parti.
    Quale migliore occasione per una testimonianza autenticamente cristiana davanti ad un uditorio così aperto al prossimo ma allo stesso tempo così diffidente verso la chiesa?
    Il prete prende la palla al balzo e condisce il racconto della sua esperienza con battute sul vaticano, attacchi alla gerarchia e aneddoti dei suoi rapporti con il vescovo.
    Ovviamente, pubblico in visibilio e applausi a scena aperta.
    …non ci resta che pregare, pregare e ancora pregare.

    23 Luglio, 2007 - 18:57
  14. FABRICIANUS

    D’accordo con Fabrizio.
    NON CI RESTA CHE PREGARE, PREGARE, PREGARE.

    23 Luglio, 2007 - 19:37
  15. Luisa

    Sarò dura…ma parlare di “prete” ha ancora un senso in questo caso?

    23 Luglio, 2007 - 20:17
  16. A Luisa.
    Non stiamo dicendo cose molto diverse.
    Sono perfettamente d’accordo che chi ascolta, o legge, Benedetto XVI capisce in modo chiarissimo ciò che egli pensa, espresso in modo cristallino, analizzato con grande profondità ed eccellente tensione argomentativa.
    Il problema – se è un problema – è che, appunto, occorre fare lo sforzo di ascoltare, di leggere. Di capire un ragionamento e, eventualmente, di condividerlo.
    Benedetto XVI – per carattere, per formazione, per precisa scelta intellettuale e pastorale – chiede questo e questo vuole dai suoi ascoltatori: e affronta senza batter ciglio il costo che siano di meno. E così pochi, poi, non sono, come evidenziano dati molto positivi come la presenza alle udienze, la risonanza presso intellettuali anche di tutt’altri orizzonti, eccetera.
    Forse ha previsto meno, invece – o forse ha affrontato a viso aperto – la possibilità del fraintendimento, della manipolazione e della strumentalizzazione, il più delle volte maligni, da parte del sistema mediatico.

    E’ chiaro che quello stesso sistema agiva allo stesso modo con Giovanni Paolo II. Ma con il suo modo di comunicare, io penso, riusciva ad arrivare direttamente a molti più interlocutori. Una parola forte, un pensiero folgorante, il lampo di un’immagine. Che poteva passare come niente fosse, e in molti casi sarà stato così; ma poteva anche essere quello che cambiava la vita. Ripeto, non sto facendo una classifica tra i due papi, non sto dicendo che GPII comunicava bene e BXVI comunicava male! Sto solo cercando di spiegarmi come reagisce riguardo all’uno e riguardo all’altro il sistema dei media. Wojtyla, anche in questo campo, agiva come un condottiero, spaccava con imperio la terra del campo aprendolo al dissodamento. Ratzinger – l’operaio della vigna del Signore – agisce per una lenta seminagione, confidando che quel seme nascosto, alla lunga, avrà la meglio sulle erbacce. Ma questo è il tempo delle erbacce.

    23 Luglio, 2007 - 20:36
  17. A fabrizio & Fabricianus.

    Io cerco sempre di criticare la Chiesa quando parlo “dentro” la Chiesa, e di difenderla fuori. Spesso non ci riesco, e faccio male entrambe le cose. Ma sicuramente fare il contrario è più facile.

    23 Luglio, 2007 - 20:37
  18. fabrizio

    A Luisa: se pronuncia tutti i giorni “questo è il mio corpo” davanti all’altare, parlare di prete ha pienamente senso. Proprio qui sta la tristezza della situazione.

    A Luca: sono d’accordo sulla forza dei gesti di GPII, ma quanto a pensiero folgorante (la forza della parola, come la chiama Luigi) a me BXVI sembra perlomeno altrettanto efficace.

    23 Luglio, 2007 - 20:55
  19. FABRICIANUS

    D’accordo con Luca Grasselli.

    Per la gentile Luisa: Mi permetta: non spetta a noi stabilire se ha senso parlare di “prete”. E’ compito del Signore Iddio, (quando sarà) e “sulla terra” del Vescovo titolare della Diocesi cui appartiene il Sacerdote di cui ho inteso il nome.

    Ebbene,mi corregga Fabrizio se sbaglio, il prete di cui si discute è a tutti gli effetti Sacerdote Diocesano. Ora, se da un alto si può avere ammirazione per la scelta della condivisione con gli “ultimi della terra”, dall’altro lato penso si faccia molta fatica a vedere come di fronte a un pubblico(per di più ostile o indifferente) si preferisca non difendere la Chiesa e le sue Gerarchie.
    Come dice Luca, è dal di dentro che possiamo “criticare” la Chiesa (senza con questo però nascondere la testa sotto la sabbia di fronte ad alcune situazioni evidenti.)
    La Preghiera dunque diventa importante affinchè il Signore ci illumini sempre e illumini soprattutto i suoi Pastori, quando su alcuni aspetti deragliano abbastanza.

    23 Luglio, 2007 - 21:00
  20. Benedetto XVI richiede ascolto, e un ascolto pacato. A chi lo ascolta riserva sorprese incredibili. Era così ancora da cardinale. Andatevi a rileggere il documento sulla collaborazione dell’uomo e della donna: apre squarci audacissimi, disegna affreschi sfolgoranti. Come Dante, viene da dire. Ma come Dante, bisogna avere la pazienza di leggerlo.

    Sulla “critica”: d’accordo con Fabricianus. Ovviamente se ci si trova di fronte a una situazione antievangelica, occorre prendere posizione, anche contro uomini di Chiesa: a quel punto si tratta di dare testimonianza. Ma sollevare apposta lo scandalo o lo scandaletto non è buona cosa. Poi la situazione concreta non la conosco e non mi permetto di esprimere un parere.

    Ma sì che quello è un prete. Se tutti i cattivi preti, i cattivi vescovi e i cattivi papi (ci sono stati anche quelli) smettessero di essere preti, vescovi e papi sarebbe tutto molto più semplice… ma anche “umano, troppo umano”.

    23 Luglio, 2007 - 21:18
  21. fabrizio

    Sono d’accordo con voi.
    Cercare l’applauso facile è una scelta molto di comodo. Mi sono tornate in mente le parole di Carlo Carretto di cui abbiamo parlato qualche tempo fa…lì sono tracciati i confini della critica.
    Poi starà a Dio giudicare: “renderete conto di ogni parola che esce dalla vostra bocca”, ci ha appena ricordato Luigi, ma non mi devo dimenticare che questo precetto vale anche per me.

    23 Luglio, 2007 - 21:35
  22. Luigi Accattoli

    Tornando a commenti penultimi, che facevano diretto riferimento alla preghiera per gli ebrei. Io penso che la formula del 1962 sia stata discussa in vista della pubblicazione della “Summorum pontificum” e che il papa abbia convenuto sulla sua praticabilità nei termini in cui essa è stata sostenuta in interviste dall’arcivescovo Amato e dal cardinale Castrillon Hoyos. Ma ritengo anche che ora il papa conosca la reazione ebraica e che abbia chiesto ai collaboratori di studiare la possibilità di una modifica di quella preghiera: non mi spiegherei altrimenti il parere possibilista in materia che è venuto prima del cardinale Bertone e poi dal segretario della Commissione Ecclesia Dei Camille Perl. Non resta che stare a vedere.
    A Guido Villa. Non dubito che il cardinale Bertone sappia quello che fa e certo non è uno di quei cristiani per i quali “tutte le religioni sono uguali”. Egli piuttosto è un pragmatico e anche un ottimista che tende a vedere come rimediabile ogni situazione. Sono attitudini che reputo provvidenzialmente complementari a quelle di papa Benedetto e dunque quando i due concordano possiamo essere sicuri che sono state ben viste ambedue le facce della medaglia. Luigi

    23 Luglio, 2007 - 22:15
  23. Maria Grazia

    Caro dottor Accattoli,se le doti di pragmatismo e di ottimismo del cardinale Bertone sono complementari a quelle di Papa Benedetto,significa che quest’ultimo è un idealista e un pessimista?Io non li reputo aggettivi accettabili per un Papa che potrebbe incontrare presto Alessio II e aprire l’ambasciata a Pechino.
    Saluti MG

    24 Luglio, 2007 - 11:49
  24. Luigi Accattoli

    Provi con “pensatore e realista” e vedrà che il concetto fila. Luigi

    24 Luglio, 2007 - 12:59
  25. Maria Grazia

    Sì,va meglio 🙂

    24 Luglio, 2007 - 16:07

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