Le bottiglie del barbone sulla pietra squadrata

Al tempio di Portunus bivacca un barbone che allinea le bottiglie in bell’ordine su una delle pietre che chiudono l’area del tempio verso il Tevere. A pietra squadrata bottiglie allineate. Per una veduta d’insieme vai al primo commento.

20 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    12 aprile 2017 @ 14:23

    Intorno al tempio di Portunus, divinità tutelare del Porto sul Tevere, vi sono qua e là delle pietre squadrate e tre se ne vedono in questa foto. Saxa quadrata, orgoglio dell’Urbe. La pietra squadrata con le bottiglie è dall’altra parte del Tempio, sul prato che costeggia il lungotevere dei Pierleoni.

  2. Victoria Boe scrive,

    12 aprile 2017 @ 14:30

    Dove, Luigi?
    Tutte messe in bell’ordine, però.

  3. Luigi Accattoli scrive,

    12 aprile 2017 @ 14:47

    Victoria il tempio di Portunus, detto anche della Fortuna Virile, si trova nella piazza Bocca della Verità, davanti a Santa Maria in Cosmedin, in prossimità dell’Anagrafe. In questo tratto del fiume – a valle dell’Isola Tiberina – c’era il Portus Tiberinus, il porto commerciale sul Tevere. Donde i toponimi di via del Porto e di Porta Portese. Un giorno ch’ero per via del Porto, assorto dietro alle barche e ai facchini di un tempo, nelle vicinanze c’è anche via dei Vascellari, sentii quattro ragazzotti veneti che berciavano tra loro: “Ostrega, questa se ciama via del Porto! Il porto a Roma, vai a capirli ‘sti romani”.

  4. Victoria Boe scrive,

    12 aprile 2017 @ 15:28

    😀 😀
    Non sapevano del Portus Tiberinus. Avresti potuto dirglielo.
    Bello, però.

  5. giuseppe di melchiorre scrive,

    12 aprile 2017 @ 16:38

    Luigi, ma cosa vogliono significare quelle quattro bottiglie allineate in bell’ordine? Il tale aspetta che qualcuno le riempia? E sai cosa gradisce? 🙂

  6. Victoria Boe scrive,

    12 aprile 2017 @ 17:06

    😀 😀 :- D

    Suppongo, Giuseppe, che qualche anima pia ogni tanto gliele riempia di buon vino.
    Un gesto di carità anche questo.

  7. giuseppe di melchiorre scrive,

    12 aprile 2017 @ 17:47

    Senz’altro, Victoria…
    “Avevo sete e mi avete dato da bere” comprende tutto, no?… 😉
    Spero di non essere stato irrispettoso.
    Ciao, Victoria.

  8. Victoria Boe scrive,

    12 aprile 2017 @ 18:18

    Ma che irrispettoso! Hai colto nel segno, invece.
    Chi glielo dà il calore ai barboni se non Bacco? Un bicchiere di buon vino ci vuole ogni tanto. Credo che non gli resti altro, poverini.
    Alcuni di loro purtroppo fanno una brutta fine ad opera degli scherzi tremendi di certi ragazzotti delinquenti senza arte né parte.

  9. maria cristina venturi scrive,

    13 aprile 2017 @ 9:46

    LA LEGGENDA DELLA signora misericordiosa e del barbone

    -Tenga buon uomo le riempio la bottiglia di vino.

    -Ah si’e chi le dice gentile signora che voglio del vino?

    -Mah, cosa le resta poverino se non il vino? Beva beva e stara’meglio!

    -Poverina sara’lei! Cosa ne sa lei di cosa mi resta?Mi resta un anima immortale come la sua cara signora!

    – Beh, un anima immortale !Non esageriamo: non cadiamo nel fondamentalismo religioso.!
    beva, chi glielo da’ il calore ai barboni se non Bacco?

    -Senta, signora, lei non ci credera ma si da’il caso che prima di diventare barbone io fossi professore di filosofia alla Universita’cattolica di Lovanio

    -Davvero?E che e’successo?

    Mi mi hanno licenziato perche’ insegnavo che l’aborto e’un crimine.Nessuno ha voluto darmi un altro lavoro, per evitare rogne coi giornali, e sono caduto in miseria.

    –Hanno fatto bene a cacciarla!Lei e’un fondamentalista religioso ! L’aborto e’una conquista per le donne!
    Ma ora non stia pensarci e dia retta a me:a lei non resta altro che il vino! E io generosamente gliene verso..anzi le prometto di portargliene tutti I giorni..date da bere agli assetati..e’un opera di misericordia, no?

    -Non voglio vino le dico:non serve a nulla, lo so, purtroppo sono caduto nel vizio, ma vede dopo averne bevuto se vuole sempre di piu’e non disseta mai, all fine si muore di cirrosi epatica.
    Non voglio altro vino ma anelo tanto a dissetarmi alla fonte di acqua viva quella che toglie la sete per sempre!

    -Ma basta con questi miti medioevali!Non esiste alcuna fonte di acqua viva . Ma lo sa che lei non ci sta piu’col cervello? Ha il delirio mistico ? Delirium tremens allo stato terminale?
    Ma dia retta a me, nel suo stato di alcolusta terminale

    meglio morire .e io misericordiosamente l’aiuto a morire! Su mi dia la bottiglia! EUTANASIA ,dolce morte…

    Ma lei chi e’ signora, che ‘non la vedo bene controluce?

    (La signora misericordiosa si sta trasformando in uno strano personaggio dal piede caprino e dalle corna sulla testa,un manto nero con cappuccio, e la barba a pizzo, con una mano regge un teschio con l’altra la bottiglia)

    Il barbone rabbrividendo borbotta tra se’e se’: E’ vero non ci sto piu’col cervello,ho le allucinazioni… mi e’sembrato di vedere….da domani mi disintossico,lo giuro!

  10. Federico Benedetti scrive,

    13 aprile 2017 @ 10:11

    Queste sì che sono “parole assai spiritose e veritiere”!
    Ma sappiamo già che qui non saranno apprezzate…

  11. giuseppe di melchiorre scrive,

    13 aprile 2017 @ 10:36

    Luigi, buon giorno.
    A proposito del barbone romano, io, quando vado a Milano, ne vedo tantissimi e di tutti i tipi. Sotto i portici di C.so Vittorio Emanuele, oltre quelli che passano tra la folla, ce n’è uno ogni 10 metri, chi seduto, chi sdraiato, chi con un cane, ecc… Tanti, proprio tanti! Un giorno ho dato qualcosa a una signora seduta sui gradini di una chiesa laterale, dove è esposto il SS.mo tutto il giorno. Abbiamo recitato insieme il Padre Nostro. Ma poi me ne ha dette di tutti i colori contro “negri” e “rom”. Ne ho parlato con un sacerdote, un Servita della Basilica di S. Carlo in Corso. Mi ha sconsigliato di dare l’elemosina a quelle persone, perché tra esse c’è chi raccoglie soldi anche per droga e per il vizio del gioco. Mi ha consigliato di dare le mie offerte a enti più sicuri, come le parrocchie. Ho deciso di seguire il suo consiglio.
    Gli auguri di Buona Pasqua te li ho fatti e te li rinnovo qui.

  12. Fabrizio Scarpino scrive,

    13 aprile 2017 @ 12:14

    Giuseppe ciao.

    Ti chiedo una cortesia: dove si trova la Chiesa milanese in cui è esposto il Santissimo tutto il giorno?

    Ti ringrazio.

    Fabrizio

  13. Victoria Boe scrive,

    13 aprile 2017 @ 12:55

    Che bella la fantasia della signora Venturi, pediatra! Io amo chi ha fantasia e spirito. Dunque, la sua “leggenda” mi ha, sulle prime, interessato e anche mi ha fatto sorridere, ma devo dire che quando vedo sdottrinamenti sotto forma di favole, l’interesse si liquefà come neve al sole.
    Se poi le leggende sono dei TRAVISAMENTI, ovvero delle distorsioni strumentalizzanti, allora non posso fare a meno di leggervi, tutta intera, una ipocrisia menzognera unita ad una super-ignoranza urticante.
    Ho letto un’altra leggenda molto più interessante e bella che tutti dovrebbero conoscere, ed è “La leggenda del santo bevitore” di Joseph Roth, di cui consiglio vivamente la lettura a tutti, e il cui spirito è completamente diverso da quello della leggenda inventata dalla signora Venturi, pediatra. La quale non ha mancato, giustamente peraltro, di far conoscere il suo sapere medico indirizzato ad illustrare le nefaste conseguenze dell’alcool consumato in grandi quantità. Infatti, nessuno era a conoscenza di tali conseguenze; solo i medici pediatri le conoscono. Lo sanno tutti, questo.
    Ma sorvolando su questo piccolo dettaglio e parlando seriamente delle cose di casa nostra, innanzitutto dico che la signora Venturi, pediatra, non ha compreso, e non me ne meraviglio affatto, che nel commento da cui ha preso spunto per la sua fantasiosa leggenda, c’era una vena ironica che lei, la Venturi, pediatra, non ha saputo cogliere.
    Non c’era la faccetta sorridente, è vero, ma l’ironia si poteva capire; o quantomeno poteva sorgere il dubbio che ci fosse.
    Soprattutto, però, vorrei dire alla signora Venturi, pediatra, di non vedere il diavolo dovunque lei vada e in qualsiasi persona abbia idee diverse dalle sue sulla fede cattolica; che è rimasta in tutta evidenza una fede immatura, relegata nel paese delle favole dove spunta l’orco cattivo pronto a farsi un sol boccone dei bimbi cattivi e sporchi e neri.
    Certo che, se la signora Venturi, pediatra, racconta favole come questa ai suoi piccoli pazienti, non se ne attirerà le simpatie. Suggerisco alla signora Venturi, pediatra, di frequentare qualche buon corso di psicologia. Davvero ne ha bisogno.
    In ogni caso, la “fonte d’acqua viva” di cui parla nella sua surreale “leggenda” e che viene ripresa dal Vangelo di Giovanni, non si riferisce alle parole vuote di cui molti si riempiono la bocca e che possono anche suonare bene, ma poi non producono fatti e si volatilizzano al primo soffio d’aria. Si riferisce invece a gesti concreti di amore verso il prossimo. E talora anche un bicchiere di buon vino, accompagnato da parole affettuose verso un barbone può annoverarsi tra i gesti concreti; i piccoli gesti concreti sono carezze di cui tutti, proprio tutti, hanno bisogno.
    Sai che se ne fa un barbone di discorsi telogici sull'”acqua viva”? Provi a indovinarlo, signora Venturi, pediatra.
    Gesù è l’acqua viva. Gesù, che nessuno vede fisicamente su questa Terra, si identifica in quel barbone, e l’acqua viva è l’amore con cui vengono trattati i barboni e tanti altri emarginati che hanno bisogno di calore umano. Il resto, cara signora Venturi, pediatra, è fuffa.
    Le stesse cose le dico, con molto-moltissimo rispetto, al suo sperticato ammiratore Federico Benedetti, che sempre la applaude.
    La pace sia con loro.

  14. antonella lignani scrive,

    13 aprile 2017 @ 14:07

    Buona Pasqua a tutti.
    Approvo la parabola di Maria Cristina Venturi.
    Per il resto ritengo che, dato che le bottiglie non sono diritte, ma adagiate, servano a delimitare il territorio.

  15. Victoria Boe scrive,

    13 aprile 2017 @ 14:20

    Nessuno avrebbe dubitato della sua approvazione, signora Lignani.
    Mi complimento con lei per averlo sottolineato.

  16. giuseppe di melchiorre scrive,

    13 aprile 2017 @ 16:27

    Caro Fabrizio,
    diciamo che io ci vado in automatico, così ho fatto una ricerca su Google-map.
    E’ la chiesa di S. Raffaele, in Via S. Raffaele, di fianco al Duomo, dietro la Rinascente. Mi fa piacere che Gesù avrà un visitatore in più.
    La chiesa la vedi in questo link:
    https://www.google.it/maps/place/Chiesa+di+San+Raffaele/@45.4652149,9.1912912,3a,75y,90t/data=!3m8!1e2!3m6!1s-K_7Ic_r9610%2FV7rFOW3W6TI%2FAAAAAAABXyQ%2F6VCud0mH_DsR8O6i6cCiDahQLrelmqeawCJkC!2e4!3e12!6s%2F%2Flh6.googleusercontent.com%2F-K_7Ic_r9610%2FV7rFOW3W6TI%2FAAAAAAABXyQ%2F6VCud0mH_DsR8O6i6cCiDahQLrelmqeawCJkC%2Fw203-h270-k-no%2F!7i1200!8i1600!4m5!3m4!1s0x0:0x84668c246bf6003a!8m2!3d45.4653637!4d9.1914421!6m1!1e1?hl=it

  17. giuseppe di melchiorre scrive,

    13 aprile 2017 @ 16:45

    Cara Victoria, una mia ex-collega e amica mi ha mandato queste parole di Carlo Maria Martini per farmi gli auguri di una serena Pasqua:
    “La Pasqua non toglie immediatamente le realtà drammatiche, ma ci dice che,
    se Cristo è vivo nella chiesa e nella storia, se è vivo, quindi, in noi, tutto questo non solo non ci impedisce di amare, ma ci rende possibile sperare
    ed amare sempre di più.
    Cristo ci assicura che chi vive nell’amore, anche la sofferenza e la morte,
    non è abbandonato da Dio, ma viene accolto, amato, avviato verso la pienezza della vita e della gioia. Chi ama riceve la vita di Cristo ed è fatto capace
    di trasmettere vita intorno a sé. La gioia pasquale è gioia capace di fare memoria seria della croce di Cristo; così ci fa trovare le strade lungo le quali annunciare ai fratelli la vera speranza.”
    Chi sa che non possano far bene anche all’Esopa nostrana?

  18. Fabrizio Scarpino scrive,

    13 aprile 2017 @ 17:32

    Giuseppe grazie mille.

    Fabrizio

  19. antonella lignani scrive,

    13 aprile 2017 @ 20:21

    Faccio notare inoltre che accanto alle bottiglie c’è un cucchiaio, il che mi fa pensare ad una buona minestra calda, o forse a un cappuccino. Comunque è evidente che si tratta dell’arredamento del rifugio del barbone.

  20. Victoria Boe scrive,

    13 aprile 2017 @ 21:31

    Bellissime parole, caro Giuseppe, quelle del card. Martini, con cui mi trovo in piena sintonia sempre.
    “Chi ama riceve la vita di Cristo ed è fatto capace
    di trasmettere vita intorno a sé. ”
    L’amore prima di ogni altra cosa. Quante volte l’ho detto! Quante volte ho cercato di far capire che i primi due comandamenti sono nel segno dell’amore, e che tutti gli altri sono diramazioni dell’Amore.
    Ma intanto molti ancora preferiscono rifarsi a dogmi e dottrine che prevalgono sull’amore.
    Qualcuno ha scritto che il cuore del Vangelo sono le beatitudini e che
    “il vero senso della salvezza, che mai mancò al genere umano…è la liberazione dall’ego e l’apertura al bene, all’amore, alla giustizia. ”
    Se finalmente si riuscisse a capire tutto questo, si capirebbe davvero l’identità di Gesù il Cristo, venuto non per giudicare e punire ma per convertire all’amore. Non per schiacciare l’uomo sotto il peso delle colpe, ma per salvarlo.
    Le parole e gli atti del nostro Papa vanno in questa direzione, eppure non tutti riescono a capirlo perché hanno avuto un’educazione religiosa in parte sbagliata, a mio avviso, che non produceva amore ma timore ( paura) davanti al volto perverso di Dio.
    Sarà assai lunga la strada che porterà a riconoscere il vero volto del Signore.
    Davvero molto lunga, ma i passi in avanti della Chiesa si vedono, nonostante tutto.

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