Se Dio si sporge e perde l’equilibrio

“Dio sogna” sentenzia un inedito del cardinale Martini in libreria da maggio: “I verbi di Dio” (Edizioni Terra Santa). Dio sogna – ci assicura l’arcivescovo biblista – e “rischia per noi, si sporge, perde l’equilibrio” (p. 46). Dell’Altissimo che “rischia e piange” predicava sempre a maggio Bergoglio: “Il nostro Dio è un sognatore” (omelia di giovedì 17). Si direbbe che il Dio dei Gesuiti non sia immobile come voleva Aristotele ma piuttosto mosso e quasi sonnambulo.

33 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    27 luglio 2017 @ 21:55

    E’ il mio “spillo” di questa settimana, pubblicato a pagina 33 della “Lettura” del Corsera che sarà in edicola fino a sabato. Per sapere che siano gli spilli, vedi il post del 9 luglio:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/accusa-er-papa-a-santuffizio/

  2. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 8:52

    Nec Spec Nec Metu (né con speranza né con timore) disse Cicerone ringraziando il Senato al ritorno dall’esilio in cui era stato ridotto da Publio Clodio Pulcro, suo acerrino nemico. Si tratta semplicemente di restare sereni e attendere che passi la nottata. Un modo per parafrare il celebre precetto “ad ogni giorno basta la sua pena” e quando Dio si fa “sonnambulo”, per dirla con Gesuiti attendiamo che domineddio torni in sé…nel frattempo , i due stendardi garantiscono una considerevole stabilità e così a chi tocca nun sè ngrugna..
    Ma nella Spe Salvi, Benedetto XVI ci assicura, invece, che vi è una speranza che incute certezza attraverso la quale ” siamo stati salvati” ed esorta a risvegliarci se non vogliamo sprofondare in una “atrofia spirituale” irreversibile, risveglio che sarà possibile solo cercando, trovando ed incontrando il Dio vivente che non abita nella meditazione vissuta come “esercizio accademico”-simile al suonare un flauto, non ad orecchio ne con la musica, ma per pura forza sicché inevitabilmente, lo sforzo produrebbe mal di testa, anziché bella musica. Per restare in tema, nel quinto ed ultimo articolo della Compagnia di Gesù si introduce una grossa innovazione, destinata a sollevare moltissime critiche: togliere di mezzo la bella musica, tradizionalmente praticata presso gli ordini religiosi e di questi la vera ‘essenza, e sfidare audacemente le tradizioni, forse è questo il motivo per cui il Dio dei gesuiti “sogna”, e sognando si sporge pericolosamente dal letto a castello…

    Svegliamo Dio con la musica degli Angeli…che dedico a tutti, ma in particolare a chi disprezza la Sacra Tradizione

    https://youtu.be/TCtle4z0Azc

  3. Lorenzo Cuffini scrive,

    28 luglio 2017 @ 9:43

    Nesc spec nec metu domando: cosa e quale sarebbe “il quinto e ultimo articolo della Compagnia di Gesù”?

  4. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 10:44

    Mi ripugna risponderti Cuffini,mi ripugna profondamente, se lo faccio è solo per riguardo a chi volesse saperne di più.

    Circa la questione Liturgica, su sollecitazione del Cardinale Ghinucci (Siena, 1480 – Roma, 6 luglio 1541), i Gesuiti fecero un cambiamento nel V capitolo nel quale si stabilì che i membri della compagnia erano tenuti all’ufficio (divino) secondo l’uso della Chiesa ma non in coro ” affinché non siano distolti dagli altri servizi di carità ai quali sono talmente dedicati. Di conseguenze nelle Messe e nelle Lirtugie non si faccia uso di musica e di canto”,. I primi gesuiti furono adamantini e risoluti in tal senso. Ma con buona pace della Compagnia, la musica non si fermò di certo fuori dalle loro Chiese . La pressione all’esterno e all’interno fu troppo grande per resistervi e, furbi come son sempre stati, osservando come nel resto dell’Europa la musica richiamasse grandi masse, da ostracisti e oppositori qual’erano si fecero docili , seppur incerti, nicchianti, promotori. [ John W. O’Malley sui gesuiti ( pag 151 ). Falsi e ipocriti come sempre. I Gesuiti non si smentiscono mai.

  5. Lorenzo Cuffini scrive,

    28 luglio 2017 @ 11:57

    Hai fatto bene a vincere la ripugnanza.
    L’espressione ” nel quinto e ultimo articolo della Compagnia di Gesù ….” non significava assolutamente nulla.
    Nella citata pag. 151 del libro di John O Malley io non trovo però ” furbi come sono sempre stati” . Risulta in un altro punto? Se sì, dove?

    Quanto all’affermazione ” Falsi e ipocriti come sempre. I Gesuiti non si smentiscono mai” questa è una – riconoscibilissima- chiosa personale: di Claudia Floris Leo : trattasi della sua quotidiana dose di letame gratuitamente scaricato in faccia alla Chiesa Cattolica.

  6. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 12:56

    Anche “furbi come sono sempre stata ” è una mia personale chiosa che confermo e sottoscrivo.

  7. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 12:57

    Stati..loro i gesuiti..

  8. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 13:08

    Infatti che fosse il V capitolo non è riportato nel testo citato, avrei dovuto? Lo sapevo e basta, qualcosa da obiettare Cuffini? Se lo ritieni errore lo puoi confutare e se ne parla altrimenti stai zitto. ..

  9. Lorenzo Cuffini scrive,

    28 luglio 2017 @ 14:41

    Lo sapevi e basta? Perdirindina. Questa sì che è una affermazione esaustiva.
    Sono lieto che tu rivendichi fieramente , fuori tempo utile, la paternità di quella tua affermazione. Non è la sola, peraltro, no?
    Se vuoi citare, Claudia Floris Leo, cita.
    Aperte virgolette, citazione testuale, autore, riferimenti.
    Se tu mescoli tuoi pareri personali – del tutto discutibili – a parole di una citazione, e confezioni il pacchettino mettendo l’autore in fondo, fai un pateracchio strumentale: usi il nome di un autore che tu citi per far passare un concetto tutto e soltanto tuo.
    Questo è un trucchetto vecchio come il cucco e si chiama manipolazione.

  10. Lorenzo Cuffini scrive,

    28 luglio 2017 @ 14:54

    Ora: se uno non è d’accordo con le affermazioni riportate nel post su cui stiamo commentando, di Martini e Bergoglio, dica: PERSONALMENTE, io non sono per nulla d’accordo, bene: esprime una opinione.

    Se invece uno monta su una shakerata che parte da Cicerone, tira in mezzo fuori contesto il povero Benedetto, approda alla musica in liturgia, copiaincolla maldestramente il gesuita O Malley farcendolo di ideuzze proprie, e faccia terminare tutto in gloria con l’asserzione ” Falsi e ipocriti come sempre. I Gesuiti non si smentiscono mai.” monta la solita goffa operazione di diffamazione propagandistica di serie B.

  11. Clodine-Claudia Leo scrive,

    28 luglio 2017 @ 15:01

    Non ho bisogno di rivendicare un bel niente! Stai rompendo le scatole dalle
    9, 43, e sei arrivato alle 14,41 non hai niente di meglio da fare Cuffini?
    Se Ritieni che io sia in errore limitati a confutarlo, altrimenti stai zitto !

  12. Lorenzo Cuffini scrive,

    28 luglio 2017 @ 15:16

    Difatti, confuto.
    Tu, more solito, diffami. Menu di giornata? I Gesuiti.

  13. Victoria Boe scrive,

    28 luglio 2017 @ 17:03

    Io non ho mai capito perché i Gesuiti abbiano fama di essere furbastri.
    Il card. Martini per caso era furbo? Io non credo proprio.

  14. Federico Benedetti scrive,

    28 luglio 2017 @ 18:30

    I gesuiti sono i gesuiti. Ad alcuni piacciono, e personalmente non ho mai capito perché, ad altri no.
    A me il papa piace quando non fa il gesuita.

  15. Enrico Usvelli scrive,

    28 luglio 2017 @ 20:17

    Clodine,
    come non è sempre infallibile il Papa, magari non lo era nemmeno il cardinale Ghinucci. Può darsi che l’escludere il canto si sia rivelato in seguito, ai loro occhi, quello che era, una sciocchezza. Magari quindi non c’era ipocrisia ma solo correzione di un errore (senza volerlo però ammettere).
    Non ci sono dogmi che impongano di ‘credere nei Gesuiti’ per cui per me sei libera di pensarla come vuoi che non mi disturba (io non ho alcuna opinione sui Gesuiti in generale e non ho intenzione di andarne a studiare la storia per farmela). Magari cerca di non andare troppo sopra le righe nei tuoi commenti per non suscitare battibecchi che distolgono dall’argomento di cui si parla.

  16. Enrico Usvelli scrive,

    28 luglio 2017 @ 20:19

    Si sa come mai l’inedito del cardinale sia rimasto tale così a lungo?

  17. Luigi Accattoli scrive,

    28 luglio 2017 @ 21:08

    Enrico non credo vi sia una ragione specifica per il ritardo nella pubblicazione del testo martiniano, o almeno – se c’è – non è detta nel volumetto. Al apertura del quale si legge una “Nota per il lettore” che dà poche informazioni: “Questo volume raccoglie le meditazioni tenute dal cardinale durante un corso di esercizi spirituali predicati ai sacerdoti della Diocesi di Milano nell’aprile del 2007, a Kiryat Yearim, in Israele. I testi, tratti dalle registrazioni e non rivisti dall’Autore, vengono pubblicati per la prima volta”. Sono in commercio decine di volumetti martiniani che raccolgono sui corsi di esercizi. Forse fino a oggi i detentori delle registrazioni avevano immaginato che non fosse utile aggiungerne un altro.

  18. Luigi Accattoli scrive,

    28 luglio 2017 @ 21:13

    Ho trovato utili questi “Verbi di Dio”, che suggerisco a chi voglia un testo di spiritualità biblica per l’estate. Ha un linguaggio più libero rispetto ad analoghe trattazioni martiniane. La malattia e la lontananza da responsabilità di governo avevano rafforzato la libertà di parola che sempre aveva coltivato.

  19. maria cristina venturi scrive,

    28 luglio 2017 @ 22:10

    E’morto il bambino Charlie GARD.
    De prufundis clamavi ad te Domine
    Domine audi vocem mea
    Fiant aures tuae intentae
    Ad vocem obsecrationis meae
    Si delictorum memoriam servaveris,Domine
    Domine quis sustinebit?
    Sed penes te est peccatorum venia
    Et cum reverentia serviatur tibi.
    Spero in Dominum
    Sperat anima mea in verbum ejus
    Expectat anima mea Dominum
    Magis quam custodes auroram

  20. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 8:19

    Nec Spec Nec Metu (né con speranza né con timore) .
    Con questa citazione di Cicerone desiderai esporre il mio pensiero che avrei voluto terminare -se non fossi stata continuamente e inutilmente interrota – Mi permetto di dirti, caro Enrico, che non era per nulla sopra le righe quel mio breve intervento forse neppure letto, né fuori contesto, neppure la musica celestiale del video postato lo era (tanto per dire) e che la morte di questa creatura mi permette, almeno in parte, di chiudere, proprio come per il cerchio. Personalmente non possiedo la spiritualità martinana-gesuitica né ho letto “i verbi di Dio” ma di Dio conosco il Verbo: Nostro Signore Gesù Cristo. Vedo la crisi profonda che attanaglia la società, il degrado scaturito dall’ assenza di risposte conseguente allo scollamento interiore circa le istanze della Parola di Dio -che il caso del piccolo Charlye (ma non solo)- fa emergere in modo prepotente . Uno scollamento creato dal vuoto che produce all’assenza di speranza.
    Charlye è morto in silenzio, come in silenzio è vissuto in questa manciata di storia che gli è stata concessa così “nec spec nec metu”, alla giornata, vivendo attimo dopo attimo in attesa della fine.
    Lui, e i suoi giovani genitori con lui, non hanno incontrato nel cammino quel magnifico motore che si chiama Speranza ma solo stoltezza, insipienza, tenebre. Nulla che aiutasse loro ad andare avanti al di là della disperazione.
    Questo bambino è morto. Noi, spettatori inutili, al termine di questa buia notte dove ad uscire sconfitta e miserabile è solo l’arroganza chiudiamo il sipario, augurandoci che spunti, al più presto, l’aurora raggiante di un nuovo giorno.

  21. Luigi Accattoli scrive,

    29 luglio 2017 @ 9:11

    Claudia: SPEC? La prima volta ho immaginando un refuso ma ora lo riproponi e dunque è propio isso: ecched’è?

  22. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 9:56

    Aha h ah aha…è il correttore che inserisce pervicacemente lo stesso errore.
    E’ spe -speranza- ovviamente , avresti dovuto intuirlo…lo sai che scrivo dal cellulare , che è ad un passo dal de profundis , non meno che il cp fuori uso da un anno.

  23. Enrico Usvelli scrive,

    29 luglio 2017 @ 10:40

    Clodine,
    mi riferivo alle frasi che hanno suscitato le ire di Lorenzo:
    ‘Falsi e ipocriti come sempre. I Gesuiti non si smentiscono mai.’
    Sembra una generalizzazione tipo ‘Italiani mafiosi’, che stona quindi con le tue citazioni, ingiusta per qualsiasi categoria di persone e ancor di più per un istituto religioso della Chiesa Cattolica.

  24. Enrico Usvelli scrive,

    29 luglio 2017 @ 10:41

    Grazie Luigi per i chiarimenti.

  25. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 11:32

    Da quando si deve fare attenzione a non urtare la sensibilità di Lorenzo. Forse che “falso e ipocrita” riferito ad un ordine religioso è meno grave delle parolacce che escono dai polpastrelli di Lorenzo del quale bisogna temere le ire?
    O forse ritieni giusto che io venga ripresa per una vocale in eccedenza -voluta non voluta, uscita distrattamente o meno, refuso non refuso. Francamente non me ne importa un fico secco – mentre si concede libertà di offendere, fare il prepotente, spadroneggiare ? Tutti possiamo dare il nostro contributo su questo blog, fintanto ci viene concesso. Ma se, qualcuno lo si autorizza ad alzare il “ciccio”, a di fare il padroncino, posso anch’io sentirmi legittimata a dire quello che penso. Non credi?

  26. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 12:43

    in questo caso una consonante…

  27. Enrico Usvelli scrive,

    29 luglio 2017 @ 12:49

    Clodine,
    per darti spiegazioni di quel che ho scritto creerei solo ulteriori polemiche per cui fai finta che non ti abbia detto nulla.

  28. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 13:31

    Ok, sono d’accordo…ma ho capito quello che volevi dire…stai tranquillo Enrico.
    Un caro saluto.
    Clo

  29. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 14:37

    Naturalmente ringrazio anche Luigi per avermi dato l’opportunità di giustificare il motivo di quel refuso osceno che vedo riproposto da questo fottutissimo correttore un’infinità di volte, che avevo anche notato ed ero certa di aver corretto …ero certissima di avere corretto invece. …
    Invece lo strafalcione si è reimpostato in automatico….arrrgghhhhhhh….è veramente atroce …spec. ..ma dimmi tu…spec…ma che cavo ehh…ragazzi. .. che dire..chiedo venia.

  30. Lorenzo Cuffini scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:37

    La pianti con sto teatrino inverecondo? Intanto le parolacce le usi tu,non io:snebbiati la memoria.Secondariamente se tu continui a calunniare e a diffamare dire che Claudia Floris Leo è una diffamatrice e una calunniatrice della Chiesa Cattolica,una che pesca nel torbido della maldicenza e del luogo comune per infangarla non è dirti parolacce: è descriverti come sei qui sopra.Esattamente e senza la minima esagerazione.

  31. Lorenzo Cuffini scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:51

    QuAle libertà di offendere e di spadroneggiare?
    Cosa si dovrebbe fare davanti a una ciarlante che arriva e tutti i giorni scarica un secchio di letame ,falsità, menzogne in quella casa di tutti noi che è la Chiesa? Ascoltare compunti e far finta di niente? Per quanto mi riguarda te lo puoi scordare.
    Questa non è prepotenza:è chiamare con il suo nome quello che fai.
    Ti va di far pure la vittima? Ma Prego.

  32. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 20:56

    Caro Lorenzo Cuffini, intanto torni a darmi del lei, e così farò -poca confidenza-
    se lei si fa un’idea su di me senza conoscermi: “interpreta”, osserva con la lente quando apro o chiudo le virgolette, fruguglia per 5 ore consecutive.
    Beh, qui, il problemino è tutto suo. Intanto a me lei, Lorenzo Cuffini, non fa né caldo né freddo, lei a me non interessa minimante. Di certo, non possiamo negare che la sua, oltre che un chiodo fisso, è un’idea supposta…e…dunque…. in quanto supposta può infilarsela dove sa…

  33. Lorenzo Cuffini scrive,

    29 luglio 2017 @ 22:41

    Sempre finissima,sempre signora.
    Non ho alcun interesse nei tuoi confronti.
    Piantala di sletamare la Chiesa Cattolica e fine.

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