Un bacio a Charlie e ai suoi genitori

Ero in viaggio quando ho sentito la notizia della morte di Charlie Gard. Lo ricordo con le parole del Papa: “Affido al Padre il piccolo Charlie e prego per i genitori e le persone che gli hanno voluto bene”. E con quelle della mamma Connie: “Il nostro splendido bambino se n’è andato”.

85 Commenti »

  1. antonella lignani scrive,

    28 luglio 2017 @ 23:17

    E’ banale dirlo, forse, ma abbiamo un angelo custode in Paradiso.

  2. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 6:08

    Che tristezza!
    Di certo ha detto più cose questa creatura in undici mesi di vita vissuta nel più assoluto silenzio, null’altro esibendo se non il suo faccino paffutelo e pallido. Le sue manime martoriate da dolorose cannule. Il suo corpicino inerte. Che i parrucconi dell’Alta corte inglese e quel “pantano putrefatto ” che è “la corte internazionale dei diritti dell’uomo” : quintessenza della tirannide esercitata dal Potere oltre il diritto a cui nessuno può aver diritto. Un potere “dominante” a norma non della legge, ma della propria volontà, dei suoi comandi e azioni dirette e non certo mirate alla conservazione della salute o dei diritti, per il bene dei popoli e degli individui. Ma solo per soddisfare le proprie ambizioni le proprie vendette ed altre cupidigie. E il piccolo Charlye, nel suo ovattato mondo di dolore inespresso ha svelando a tuttoil mondo che il Re Nudo.

  3. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 6:49

    Charlye alla fine non è morto in casa, come desideravano i genitori giustamente, né in ospedale dove aveva trascorso gli ultimi tempi della sua breve esistenza. Charlye è morto in un Hospice: stesso luogo dove è stato rinchiuso Nostro Signore Gesù Cristo dall’intero occidente scristianizzato: un Hospice per malati terminali.

  4. maria cristina venturi scrive,

    29 luglio 2017 @ 6:57

    A Sparta e in altre civilta’i bimbi malformati,deboli o non desiderati venivano fatti fuori buttati dalla Rupe senza tanti cpmplimenti.
    Ma almeno gli spartani non avevano l’ipocrisia dei giudici inglesi e non dicevano di farlo per il “best interest”dell’ammazzato,sapevano di farlo per il proprio egoismo.
    Le civilta’antiche erano feroci anche in apparenza.
    La nostra societa’dei diritti umani e’ipocrita,sepolcro imbiancato,che nasconde con belle parole e tanta retorica, la sua fondamentale malvagita’.

    Siamo solo piu’ evoluti nel male,lo facciamo non in modo sfacciato,ma ammantato dal diritto e dalla retorica.
    Facciamo il male dicendo di fare il bene.E cosi’inganniamo anche noi stessi. Una societa’ basata sulla ipocrisia e sulla falsita’, che si crede nel giusto mentre compie atti orribili.
    Difficile che ne veniamo fuori con le nostre forze,se la grazia di Dio non ci soccorre.

  5. Beppe Zezza scrive,

    29 luglio 2017 @ 8:41

    Purtroppo abbiamo perduto il controllo del lessico.
    Tutti dicono che Charlie se ne è andato, che è giunto alla fine o espressioni simili.
    In realtà a Charlie sono state sottratte le “cure” basilari. Non è morto ma è stato consapevolmente lasciato morire. È stato “fatto” morire
    Con questa vicenda dolorosa è “passato” a livello mondiale il concetto che quando non c’è speranza di guarigione, quando la malattia – e le conseguenti limitazioni – non può essere vinta allora non solo “si può ” ma “è giusto”, “è bene” porre termine alla vita . È passato il principio che una vita “sofferente” non è degna di essere vissuta.
    Charlie era un “caso limite” ma ormai il movimento sul piano inclinato è partito. Già ieri sul corriere della sera c’era un articolo che faceva presente il caso di malati in stato vegetativo permanente, o con SLA avanzato. E sull’onda del caso Charlie si parlava della opportunità di “staccare la spina” anche in questi casi.
    Il cammino è tracciato: dichiarazioni anticipate di trattamento, eutanasia su richiesta, eutanasia imposta per legge. Finestra di Overton docet.

  6. Leopoldo Calò scrive,

    29 luglio 2017 @ 8:49

    SLA “avanzato”… Meno sappiamo e più giudichiamo, contenti di aver qualcosa di cui parlare.

  7. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 8:51

    Esatto, esatto, esatto…è così…

  8. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 9:03

    In realtà Charlie non è stato curato. Ha ragione Beppe.
    Questo bambino non è che l’emblema, un chiaro monito a quei pochi paesi membri in cui l’eutanasia non è ancora passata per legge perché si rassegnino… è solo questione di tempo e verrà imposta , volente o nolente.

  9. Clodine-Claudia Leo scrive,

    29 luglio 2017 @ 9:08

    Perché, secondo Leopoldo non se ne dovrebbe parlare? E contenti di cosa poi…di cosa! C’è poco di che stare allegri caro Leopoldo….

  10. Federico Benedetti scrive,

    29 luglio 2017 @ 10:02

    Sono molto dispiaciuto per Charlie e per chi lo ha amato. In primis i suoi genitori, che sono diventati volti familiari.
    Da oggi in poi tremeremo ogni volta che sentiremo parlare di “qualità della vita”, perché sapremo che chi non raggiungerà il livello minimo di qualità ( e non può essere che un giudizio arbitrario e, abbiamo visto, praticamente inappellabile) è spacciato: inutile, costoso per la collettività, un peso da eliminare .
    Aver rinunciato all’idea che la vita è sacra e inviolabile, aver archiviato frettolosamente i valori non negoziabili e, in particolare il diritto non negoziabile alla vita, mette in serio pericolo ciascuno di noi, a cominciare dai disabili, più o meno gravi, passando poi agli anziani, alle persone che soffrono di depressione, solitudine… Magari, un po’ alla volta, persino i disoccupati, i pensionati, i “poveri” di qualsiasi provenienza.
    La qualità della vita…

  11. Federico Benedetti scrive,

    29 luglio 2017 @ 10:06

    Per sdrammatizzare, ma non più di tanto, e con un po’ di cinismo vorrei segnalare a chi di competenza che mia suocera è sovrappeso e ha sempre male alle ginocchia: a mio parere la qualità della sua vita non è accettabile.
    A chi posso rivolgermi per l’eutanasia?

    Nell’interesse di tutti, per il suo bene, per far risparmiare il sistema sanitario, l’Inps….

  12. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 10:32

    Tralascio perché non mi sembra opportuno in questo momento ogni discussione sulle cure basilari, sulla proporzionalità delle cure al risultato che si può ottenere. Sono discussioni da non fare a caldo, perché vedo una grande confusione.
    Arrivati al punto in cui si era arrivati a detta di tutti i medici che lo avevano visitato, le parole della mamma di Charlie sono pero’rispettabilissime. Non puoi lasciare un tubo in trachea all’infinito, crea lesioni gravi, devi fargli una tracheostomia, ma non avrebbe piú avuto senso, se non quello di un accanimento terapeutico.
    La malattia a quel punto lo aveva già ucciso, era tenuto artificialmente in vita.
    “Parti, anima cristiana, nel nome del Padre che ti ha creato, nel nome del Figlio che ti ha redento, nel nome dello Spirito Santo che ti ha santificato!” recitava una volta il parroco al letto del moribondo in agonia.
    Penso che arrivati al punto in cui si era arrivati si poteva cristianamente dire “lasciatelo andare!” “Parti anima cristiana!”, senza prolungare oltre artificialmente una agonia prodotta alla fine dalla medicina moderna.
    Si doveva però fare di tutto per lasciarlo “partire” nel luogo in cui desideravano i suoi genitori.

  13. Enrico Usvelli scrive,

    29 luglio 2017 @ 11:26

    Andrea,
    non l’hanno lasciato andare, l’hanno fatto andare. Respirazione, cibo ed acqua non sono trattamenti terapeutici, sono sostegni vitali e quindi se li togli uccidi.
    Filippo Savarese di CitizenGO ieri ha scritto delle bellissime parole sulla vicenda, ha parlato molto bene dei Gard ma nello stesso tempo ha evidenziato come le parole della madre fossero errate.
    Charlie avrebbe dovuto essere accompagnato verso la fine con le cure palliative, non spinto.

  14. Enrico Usvelli scrive,

    29 luglio 2017 @ 11:45

    Qualche giorno fa il card. Bassetti aveva detto:
    ‘A questo punto – ha ammonito – devono essere rispettati i diritti di Charlie, che dev’essere accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia”. “Non può essere disidratato, non può essere privato del cibo – ha sottolineato il presidente dei vescovi italiani – Tutte le cose che si fanno normalmente per curare un malato – ha concluso – devono essere fatte anche nella sua condizione terminale”.’

  15. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 11:53

    La ventilazione meccanica è considerata e’ un trattamento medico e in un paziente terminale non si fa. Conosco bene i principi della medicina palliative..

  16. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 11:58

    Giovanni Paolo ii e’ morto senza nessuna ventilazione meccanica. E chi ha parlato di eutanasia ha strumentalizzato la vicenda.

  17. Beppe Zezza scrive,

    29 luglio 2017 @ 12:27

    Ma Charlie era un “paziente terminale”? Come si definisce un “paziente terminale”?
    DAl punto di vista etico è lo stesso ” non ventilare meccanicamente ” un paziente ” e “sospendere la ventilazione meccanica” a un paziente che usufruiva di questo ausilio?

  18. antonella lignani scrive,

    29 luglio 2017 @ 12:44

    Quello che mi colpisce è il fatto che i genitori lo hanno definito “bellissimo”, questa povera creaturina martoriata. Potenza dell’amore!

  19. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 13:05

    La definizione di terminale è nei manuali piuttosto vaga e comprende coloro che a causa di una malattia inguaribile hanno una aspettativa di vita inferiore a 90 giorni.
    Quale fosse la aspettativa di vita di Charlie bisogna chiederlo ai medici indipendenti che lo hanno visitato
    Che fosse terminale lo hanno detto i medici che lo hanno visitato, non io. Quindi mi attengo ai pareri espressi da altri.
    Sulla seconda domanda sarà bene aprire una discussione a freddo. E’ una domanda molto importante e direi fondamentale. Ma parliamone in un altro momento, ora il clima è surriscaldato.

  20. Beppe Zezza scrive,

    29 luglio 2017 @ 13:32

    Concordo che non è il momento opportuno. Purtroppo però di certi argomenti si parla solo ” a caldo” .

  21. antonella lignani scrive,

    29 luglio 2017 @ 13:52

    Cosa faranno ora questi poveri genitori, dopo tante battaglie, nel vuoto che li aspetta?

  22. antonella lignani scrive,

    29 luglio 2017 @ 17:51

    Ho visto in Internet una foto che mi ha commosso: Charlie ha vicino a sé la candela del battesimo. I genitori gliela hanno voluta mettere vicino come viatico.

  23. maria cristina venturi scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:08

    Il vuoto che aspetta i genitori di Charlie,cara Antonella,e’il vuoto che aspetta ognuno di noi.Vivere nel.vuoto di una societa’utilitaristica, dove il “best intetest”e’calcolato sui costi/benefici come dice Andrea Salvi,che lo trova positivo.
    Il rapporto costi/benefici delle cure mediche e’un rapporto utilitatistico:il sistema sanitario spende solo se se ne ricava un.utile,non spende per cio’che non “rende”.
    Ilvuoto e la disperazione di una societa’utilitaristica e’cio’che ci attende,anche noi non solo i genitori di Charlie.
    Purtroppo la Chiesa cattolica ha rinunciato alla sua vocazione spirituale ,profetica,follia per il mondo, per diventare utilitaristica,razionalistica positivistica,materialistica dialogante a
    immagine e somiglianza non di Dio ma del.principe di questo mondo.
    Nel caso di Charlie non.bastavano dei tweet ci.voleva .una predicazione profetica appassionata e martellante,come quella riservata ai migranti.
    Non v’e’stata e non.ci sara’neppure nel.futuro.
    Il vuoto di cui.parla Antonella ci circonda e la Chiesa non e’piu’portatrice di una verita’che ci accolga.

  24. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:21

    Cara Venturi
    Dimmi quando mai ho affermato queste cose da te riportate.
    ” il “best interest”e’calcolato sui costi/benefici come dice Andrea Salvi,che lo trova positivo.”
    La considero una calunnia e prego te o Luigi di ritrattare.
    Se fosse così avrei smesso di curare i miei pazienti anziani da molto tempo.
    Va bene essere polemici ma inventarsi frasi non dette e attribuirgli lo considero un insulto che richiede scuse immediate

  25. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:21

    Attribuirmele

  26. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 18:37

    Signora Venturi le ho chiesto di dire dove ho scritto la frase o il pensiero che lei mi attribuisce. Siccome non lo ho scritto la invito a scrivere che si è sbagliata. La sua la considero una gravissima calunnia. Le ripeto, si corregga!

  27. Luigi Accattoli scrive,

    29 luglio 2017 @ 22:53

    Ad Andrea Salvi e a Maria Cristina Venturi. “Cara Venturi dimmi quando mai ho affermato queste cose da te riportate: il “best interest” e’calcolato sui costi/benefici come dice Andrea Salvi, che lo trova positivo. La considero una calunnia e prego te o Luigi di ritrattare”. Andrea hai ragione: tu non hai fatto quell’affermazione. Ho riletto per esserne sicuro. Ma io non ho titolo per ritrattare quanto affermato da altri. Posso solo unirmi a te nell’invitare la signora Venturi a indicare il luogo dell’affermazione o a riconoscere d’averti calunniato. Mi unisco.

  28. Andrea Salvi scrive,

    29 luglio 2017 @ 23:00

    Grazie Luigi. E scusa se ti ho tirato in ballo.

  29. Victoria Boe scrive,

    29 luglio 2017 @ 23:54

    Nessun “vuoto” aspetta i genitori di Charlie. Per il fatto che, se uno è davvero cristiano ( ma davvero!), sa o dovrebbe sapere che chi è in Dio è vicinissimo a quelli che ha lasciato e che lo hanno amato.
    Quanto al vuoto di cui parla la signora Venturi, che tra l’altro attribuisce a Tizio e a Caio affermazioni frutto della sua fervida e alterata fantasia, e dunque calunniose, io mi chiedo che cosa mai la induca a farneticare su una Chiesa cattolica “utilitaristica, positivistica, materialistica…dialogante col principe di questo mondo.”
    E poi, incredibilmente, la signora incalza aggiungendo che occorreva, per il piccolo Charlie, che la Chiesa facesse “una predicazione profetica appassionata e martellante,come quella riservata ai migranti.”
    E in preda all’esaltazione più ridicola conclude la sua inattendibile arringa (da teatro comico) affermando che “la Chiesa non è più portatrice di una verità che ci accolga”.
    Da dove le giungono queste strampalate, apocalittiche, visioni della Chiesa cattolica? Forse dal mondo antico di Girolamo Savonarola? Ecco sì, lei attinge a quel mondo lì. Non si accorge, la signora, che le sue invettive da due soldi non hanno una base minima di fondamento vero. Non si è ancora resa conto, né mai avverrà per quanto si può capire, che il tempo passa e che le antiquate categorie della Chiesa del Signore hanno lasciato il passo a modi diversi di vita e di espressione della Verità. Che pur sempre resta Verità, ma in forma più aderente alla realtà dei nostri tempi e più persuasiva di quella di una volta, quando i predicatori lanciavano anatemi che non cambiavano nessuna realtà del mondo. Incutevano solo terrore e facevano male alla Chiesa stessa.
    Nessuno può arrogarsi il diritto di dire alla Chiesa quel che deve fare in una determinata circostanza e come lo deve fare.
    Qui invece qualcuno pretende assurdamente di averne diritto rifacendosi a paradigmi obsoleti e inappropriati, secondo la propria idea di Chiesa.
    E ciò è ingiustificabile.

  30. antonella lignani scrive,

    30 luglio 2017 @ 12:36

    Si fa presto a dire che la fede sostiene nella solitudine! L’esperienza personale mi ha insegnato che, finché non ho trovato una comunità che mi ha sorretto, non riuscivo a trovare conforto nella pratica religiosa.

  31. LuigiMortari Fides scrive,

    30 luglio 2017 @ 17:11

    Non è così semplice signor Accattoli.
    Leggerà in questa sentenza del Tribunale di Aosta che:
    “Il gestore di un blog ha infatti il totale controllo di quanto viene postato e, per l’effetto, allo stesso modo di un direttore responsabile, ha il dovere di eliminare quelli offensivi.
    Diversamente, vi è responsabilità penale ex art. 596 bis cp.”

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/ao06553.htm

    Un saluto.

  32. Clodine-Claudia Leo scrive,

    30 luglio 2017 @ 20:43

    Caro Fides,Maria Cristina Venturi e la sottoscritta subiscono incessanti attacchi violenti ed offensivi come nessun altro su questo blog. Attacchi con ingiurie volgari e pesantissime cui tentiamo, entrambe, di sorvolare per evitare che la cosa degeneri. Tu stesso sei stato più volte testimone, ribellandoti all’insopportabile insolenza veramente odiosa nei miei riguardi. Maria Cristina Venturi, Clodine, possono essere “pestate” a dovere nel silenzio e goduria generale (eccetto Federico) mentre se sono gli altri ad essere oggetto di “malintesi”, come in questo caso, si esige – perfino dal moderatore del blog che interviene prontamente- che si faccia pubblica ammenda. Ecco, questa è una di quelle cose per le quali lo spirito di Gasperino il carbonaro mi si reincarna con tutta la sua forbita romanità che, purtroppo sono costretta a soffocare…

    https://youtu.be/H_vix4TZTvQ

  33. Lorenzo Cuffini scrive,

    31 luglio 2017 @ 18:08

    Un cumulo di menzogne ,dette in malafede.
    Gli unici a ricevere attacchi violenti ed offensivi su questo blog sono Papa e Chiesa Cattolica.
    Attacchi volgari e pesantissimi che le autrici cercano maldestramente di nasconere in un polverone di ridicolI teatrini personali

    Quando dico autrici mi riferisco naturalmente a Claudia Floris Leo e a Maria Cristina Venturi.

  34. Enrico Usvelli scrive,

    31 luglio 2017 @ 19:26

    ‘dette in malafede.’

    Cosa ne sai tu?

    ‘ a ricevere attacchi violenti ed offensivi su questo blog sono Papa e Chiesa Cattolica.’

    Ma non solo da loro

  35. Lorenzo Cuffini scrive,

    31 luglio 2017 @ 19:47

    Non c’è bisogno di “sapere”un bel niente
    Prendiamo la perla di giornata:il papa che incentinva lo scempio dei dogmi..Questa è una falsità e se la si dice la si dice sapendo di dire una falsita.Dunque la si dice in perfetta malafede.
    Punto.
    Quanto al non solo da loro non saprei.
    Con la stessa volontà diffamatoria e pianificata certamente si qui sopra.

  36. roberto 55 scrive,

    1 agosto 2017 @ 1:27

    Al signor Enrico Usvelli, novello “Alice nel paese delle meraviglie”, il Premio “Bella gioia” di questo blog.
    Ad Andrea Salvi, vergognosamente offeso da quella signora (che neppure ha risposto alle richieste di spiegazioni, e che, addirittura, ho visto essere ricomparsa, come niente fosse, in altro “post”: Luigi, va bene così ?), il mio abbraccio.
    A Luigi Mortari i miei complimenti per l’assoluta correttezza della sua considerazione, che, per quel che vale, sottoscrivo.
    Basta così.

    Roberto Caligaris

  37. Victoria Boe scrive,

    1 agosto 2017 @ 10:09

    Caro Lorenzo, condivido, per quel che può valere, la tua indignazione per il discredito “diffamatorio” espresso da qualcuno sulla Chiesa guidata da papa Bergoglio. E non riconosciuto da qualche altro, solo per evidente partigianeria.

  38. Luigi Accattoli scrive,

    1 agosto 2017 @ 10:40

    A Luigi Mortari che scrive e a Roberto Caligaris che sottoscrive: è vero la responsabilità penale del gestore di un blog non è così semplice come la metto io, ma è molto più complessa di come la mettete voi. La sentenza citata da Mortari è del 2006: questo blog era appena nato, sono passati 11 anni e in questo largo decennio il diritto della Rete ha fatto buoni passi. Non ha ancora una sistemazione d’insieme ma la giurisprudenza ha affrontato aspetti importanti, specifici della blogsfera, che prima non erano considerati. Seguo la materia e mi avvalgo dell’aiuto di esperti. Nel commento seguente metto alcuni link alle fonti. Qui – per non farla lunga – richiamo gli elementi essenziali sui quali baso la mia conduzione.
    1. La equiparazione del gestore del blog con il direttore responsabile di un organo di stampa (sono quasi 50 anni che feci l’esame di giornalista per il quale si “portava” la legge sulla stampa) oggi è ritenuta improponibile tante sono le diversità oggettive dei due media.
    2. Per la corresponsabilità del gestore nei reati ascrivibili al visitatore si richieste una qualche forma di approvazione, incoraggiamento, partecipazione all’atto ritenuto lesivo: ed è proprio per chiarire la mia dissociazione da qualsiasi aggressività ecc. che io continuamente richiamo l’obbligo di firmarsi quale assunzione della responsabilità di ciò che si afferma.
    3. Le ultime sentenze in materia evidenziano la prioritaria attenzione dei magistrati all’accoglienza o rifiuto del gestore del blog di rimuovere contenuti ritenuti lesivi su richiesta degli interessati: io questo l’ho sempre fatto – ed è avvenuto spesso – senza dare pubblicità all’atto.
    4. Generalmente in questo blog gli atti “offensivi” attengono a scambi di epiteti tra membri della community: gli esperti che consulto mi assicurano che al fine di distinguere la mia responsabilità da tali scambi è sufficiente l’esplicita richiesta della firma in chiaro.
    Cari Luigi e Roberto immagino che voi operiate nel giure e vi sarò grato di ogni aiuto a tenere d’occhio l’ardua materia.

  39. Luigi Accattoli scrive,

    1 agosto 2017 @ 10:41

    Link a testi sulle responsabilità del gestore di un blog:

    https://www.wired.it/internet/regole/2017/05/23/diffamazione-la-responsabilita-penale-del-gestore-un-blog/

    http://www.questionegiustizia.it/articolo/responsabilita-del-gestore-di-sito-internet_nota-a-margine-della-sentenza-di-cassazione-n_54946_09-01-2017.php

    https://books.google.it/books?id=wNaiDgAAQBAJ&pg=PA738&lpg=PA738&dq=responsabilit%C3%A0+penale+di+un+gestore+di+un+blog&source=bl&ots=DJ69FbmJls&sig=sa_xqIn1QLxNUof2gg4b9VQcdT0&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiHtYy-4bHVAhUOa1AKHUHqC2I4ChDoAQg4MAQ#v=onepage&q=responsabilit%C3%A0%20penale%20di%20un%20gestore%20di%20un%20blog&f=false

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/15/blog-accusa-di-diffamazione-per-post-non-firmato-perche-la-responsabilita-non-e-di-grillo/3453707/

    https://www.insidemarketing.it/diffamazione-online-risponde-gestore/

    http://firenzestudiolegale.it/responsabilita-penale-del-moderatore-di-forum/

  40. LuigiMortari Fides scrive,

    1 agosto 2017 @ 12:32

    No, signor Accattoli, pur avendo a cuore la questione, non sono per niente un esperto di diritto.
    Ma conosco e credo che anche lei conosca abbastanza Internet per sapere che non bastano indirizzo e-mail e nome e cognome per identificare un utente.
    Internet consente a chiunque di identificarsi in Alessandro Manzoni o in qualunque altro personaggio.
    Rimango pertanto dell’idea che sarebbe buona norma cancellare gli insulti della cui pubblicazione l’amministratore è comunque corresponsabile.
    Saluti

  41. Luigi Accattoli scrive,

    1 agosto 2017 @ 12:44

    Lo so bene che possono darsi in internet false identità. Gli esperti di diritto della Rete da me consultati mi hanno fatto osservare che questo è il punto debole della mia condotta. Mi hanno dato diversi consigli su come limitare quella possibilità e li sto mettendo in pratica. La falsa identità laddove sia richiesta quella vera – com’è in questo blog – costituisce un reato e quando avessi a scoprirla querelerei il responsabile e pubblicherei la sua vera identità.

  42. Luigi Accattoli scrive,

    1 agosto 2017 @ 12:50

    Se io facessi quello che lei sollecita – cioè esame e valutazione di ogni commento prima di pubblicarlo – dovrei passare la vita a discutere con ognuno che censuro. Tanti, tantissimi mi scrivono in privato per protestare o spiegare o consigliare riguardo a quanto avviene nel blog. Provi a immaginare che sarebbe successo un tempo se io avessi censurato un qualsiasi testo di Franti o di Matteo… per fare esempi del passato che non torna… faccia da solo esempi del ridondante presente… io non ho le forze per rispondere ogni giorno a centinaia di messaggi privati… ora sono decine e faccio una fatica enorme… mi assumo la responsabilità dei limiti dell’attuale conduzione sapendo che non ce ne sono di perfette…

  43. Victoria Boe scrive,

    1 agosto 2017 @ 14:28

    Esimio sig. Mortari, permetta che le dia una mia modesta e spassionata lettura dei fatti.
    Il dott. Accattoli ha ragione su tutta la linea.
    Se dovesse mettersi a bannare tutti i commenti in cui compaiono “insulti” veri o presunti tali credo che del blog non resterebbe neanche il nome.
    D’altro canto, e primariamente, bisognerebbe intendersi su che cosa sia “insulto”.
    Quello che è insulto per lei, per me potrebbe non esserlo per niente, e viceversa.
    Se a me, per esempio, dessero della “bacucca”, io potrei considerarmi insultata, mentre lei potrebbe ritenere che questo grazioso termine non è affatto insultante e che io me lo merito.
    E Accattoli che dovrebbe fare, scusi tanto? Mettersi a pensare dal mattino alla sera se Tizio o Caio o Sempronio hanno usato certe parole a mo’ di insulto?
    C’è poi un’altra questione da considerare.
    Esistono delle persone qui nel blog che non appena si vedono contraddette, gridano ai quattro venti di essere state insultate. E richiedono pressoché ininterrottamente l’intervento del padrone del blog. Per cui, data questa estrema suscettibilità non esente da antipatia viscerale, aprioristica, verso una qualsiasi persona, il dott. Accattoli dovrebbe stare sempre in allerta e intervenire ogni ora o quasi. Un impegno davvero gravoso.
    Da notare che quelle stesse persone che si sentono sempre insultate, a loro volta e ancor prima, avevano “insultato”, ma non avevano pensato all’insulto insito nelle loro garbatissime parole piene di fiele trasudante da ogni lettera, da ogni punto e da ogni virgola del loro commento indirizzato a colpire qualcuno.
    Non voglio fare nomi solo per carità di Dio. Ma lei, che non è digiuno di questo blog, dovrebbe capire e forse anche riflettere su sé stesso e su qualche link preso, con estrema goduria, da You Tube, per esempio. E postato per sollazzare alcuni frequentatori del blog.
    Tutto questo per dire che bisogna intendersi su che cosa debba definirsi come insulto.
    E per dire anche, e soprattutto, che coinvolgere il dott. Luigi Accattoli in questo giochetto dello scaricabarile su di lui che gestisce il blog, è oltremodo scorretto e, direi, quasi “insultante”.
    A chi ha ritenuto di sostenerla complimentandosi con lei, suggerirei di essere meno facilone nel condividere la superficiale “correttezza” del suo intervento.

  44. maria cristina venturi scrive,

    1 agosto 2017 @ 16:12

    Andrea Salvi dire che la respirazione assistita a un malato terminale non si fa,che Giovanni Paolo II non l’ha fatta,significa accetare la teiria dei costi/benefici.
    Un.malato tetminale che lo.ventili a fare?Tanto non ne vra’alvun beneficio solo dilazipnate per um po’la morte.
    La teoria dei costi /benefici non e’sbagliata di per se’Npn capisco perche’ti dia cosi’offeso:io dalle tue parole jo capito che tu eri d’accordo collo staccare il.respiratore a Charlie perche’malato terminale.
    Forse jo capitoale?Npn e’veroche la p e nsi cosi’?
    Il tuo ragionamento mi sembrava chiaro.
    Se ho sbagliato me ne scuso.
    Ma il tuo affermare che ad unalatp termimale non si fa la respIrazione assistita significa proprio aderire alla prassi dei costi/benefici.Ci sono ospedali che mon dannpneppure l’ossigeno aialato terminali.
    Una bombola d’ossigeno costa cara,e tanto poiil malato.mupre lo.stesso.
    Non e’forse vero Andrea Salvi?

  45. Lorenzo Cuffini scrive,

    1 agosto 2017 @ 17:51

    Dire che “Giovanni Paolo II non ha fatto la respirazione assistita” significa una cosa sola: che Giovanni Paolo II è morto senza respirazione meccanica come correttamente riportato da Andrea Salvi.
    Punto.
    Fatto oggettivo.
    COME SI FA a arguire come fa Venturi che riportare questo fatto significhi “accettare la teoria dei costi/benefici”?
    SSI FA utilizzando un modo di ragionare dopato,falso,e in totale malafede.

  46. maria cristina venturi scrive,

    1 agosto 2017 @ 20:31

    No caro Lorenzo,se ti calmi te lo spiego.
    Premetto che chiedo scusa a Andrea Salvi se ho male interpretato le sue parole.
    Il rapporto costi/benefici in medicina significa questo:
    se un trattamento,una terapia ha dei costi questi devono essere maggiori dei benefici.Se una terapiaha dei costi fh sono minori dei benefici,e’ considerato inutile farla.
    Come ripeto questa teoria dei costi,/benefici non e’sbagliata.
    Non volevo in alcun modo offendere Andrea Salvi.

  47. maria cristina venturi scrive,

    1 agosto 2017 @ 21:12

    Scusate l’errore:se una terapia ha dei costi maggiori dei benefici e’c onsiderato inutile farla.
    La terapia deve avere dei benefici,maggiori dei costi.
    Ripeto,questa prassi NON E ‘SBAGLIATA.
    SOLO davanti a casi di vita o di morte,davanti a casi cpme quello di C h arlie,la teoria e laprassi sono inadeguate.Perche’sono casi-limite di fronte ai q uali I p rotocolli saltano,I medici sono chiamati a scelte etiche, e non solo costi/benefici.

  48. maria cristina venturi scrive,

    1 agosto 2017 @ 21:22

    Per dire,non c’e’alcun beneficio a dare da bere a un moribondo.
    Tanto morira’di li’a poco
    Ma Gesu’sula Croce disse Ho sete.
    E gli fu dato da bere acqua e aceto.
    Dare da bere ai moribondi, idratare I malati terminali, non ha alcun senso per la mentalita costi/benefici.E’ solo un atto di compassione.
    La semplice compassione umana,ormai dinenticata, nella nostra epoca d I diritti civili.

  49. maria cristina venturi scrive,

    2 agosto 2017 @ 7:49

    Nel caso di Charlie I medici e il giudice hanno fatto questo ragionamento:la malattia mitocondriale di Charlie e’inguaribile,tenerlo attaccato ad un ventilatore,idratarlo ,nutrirlo,e’ un inutile accanimento terapeutico,quindi la cosa migliore da fare, nel suo stesso interesse,e’ smettere con ventilazione e altre cure.
    E’un ragionamento che non fa una grinza.Ma allora perche’c’e’stata una indignazione dell’opinione pubblica,quasi una sollevazione popolare?Perche’nel caso di Charlie I genitori non si sono arresi a questo ragionamento dell’inutilita’ormai di continuare le cure.
    Non hanno accettato il verdetto di morte,non hanno voluto dar retta ai medici.In casi come questi salta il ragionamento basato solo sui dati oggettivi ed entrano in gioco I sentimenti:l’amore nel caso dei genitori,la compassione nel caso delle tante persone che si sono schierate con I genitori,chiedendo pubblicamente che a Charlie venisse data ancora un po’di vita nella speranza assai remota di una cura sperimentale.La compassione,l’amore.
    Ma l’Ospedale inglese e I giudici sono rimasti fermi nelle loro decisioni:perche’i sentimenti non entrano nei protocolli.
    Se un ospedale per esempio decide che non val la pena spendere per un farmaco costosissimo,nel caso per esempio dei nuovi farmaci immunosoppressori per le malattie autoimmuni,lo decide in base a dei parametri non fondandosi su sentimenti di compassione.
    Questo intendevo dire parlando dei costi/benefici.
    Il caso di Giovanni Paolo II e’completamente diverso da quello di Charlie.Li’ e’stato il paziente stesso che in piena coscienza ha deciso di sospendere le cure sentendo approssimarsi la morte.Il caso di GPIIlo si vede ogni giorno con gli anziani che decidono di smettere diprendere le medicine.Ma lo decidono loro!O almeno dovrebbero:ma se in un ospizio per anziani si smette di curare un anziano malato e smettendo le cure lo si accompagna piu’velocemente alla morte,questa e’eutanasia.
    Certo le cure non devono essere sproporzionate al caso:per esempio un novantenne non lo si trapianta di cuore,un trentenne si.
    Il confine tra accanimento terapeutico ed eutanasia a volte e’difficile da definire.In ogni caso ,come diceva un giovane poi ammazzato “Restiamo umani”
    Restare. umani vuol.dire anche,al di la’dei protocolli e dei costi/benefici, avere compassione,essere generosi, nel dubbio optare sempre per la vita mai per la morte. Nel caso di Charlie avrebbe voluto dire avere compassione dei giovani genitori,lasciare loro la spetanza,permettere di portar via Charlie dall’ospedale, permettere di sperare nella cura sperimentale.

  50. picchio scrive,

    2 agosto 2017 @ 10:33

    i genitori di Charlie non si sono sono arresi perchè speravano in una ” guarigione” : dalle carte del processo, e dal comportamento successivo dei genitori, è noto, risultante da loro dichiarazioni, che essi giudicavano worthless, senza valore, non degna di essere vissuta, la vita di Charlie se fosse rimasto nelle condizioni in cui era. In quel caso si erano detti favorevoli a staccare il respiratore.
    la pubblica opinione si è indignata senza informarsi, senza leggere gli atti processuali per esempio, spesso soltanto leggendo articoli di giornali, alcune volte molto di parte, o riportando opinioni di quello e dell’altro su fb ed internet..
    molti pensano per esempio che con le cure sperimentali Charlie poteva guarire, non è così. la sua malattia resta incurabile, ci sarebbe stato forse , qualche miglioramento, non si sa nè di quale entità nè quanto duraturo…in quel caso i genitori erano sempre del parere di staccare il respiratore.
    cristina vicquery
    cristina vicquery

  51. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 10:39

    ‘Il caso di GPIIlo si vede ogni giorno con gli anziani che decidono di smettere diprendere le medicine.’

    Premesso che mi è piaciuto quello che hai scritto, Maria Cristina, qui penso che tu non sia stata chiara. Il paragone corrisponde solo se l’anziano è moribondo. Un anziano che decide di sospendere l’antiipertensivo o l’anticoagulante che potrebbero permettergli di vivere ancora anni non fa una cosa eticamente corretta.
    Direi che un esempio più corretto potrebbe essere quello dell’anziano che ormai alla fine chiede di venire portato a casa a morire coi suoi cari o se a casa, sempre moribondo, non viene portato in ospedale per avere la vita prolungata di qualche giorno a prezzo di ulteriori sofferenze. Cosa ne pensi?

  52. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 10:52

    Cristina,
    è la terza volta che scrivi queste cose. L’ultima volta ho riportato un articolo della Stampa dove il padre negava di aver mai parlato della qualità della vita di Charlie, lui ha sempre detto che avrebbe smesso di cercare delle cure se avesse avuto la certezza che il bimbo soffriva. Filippo Savarese ha detto che le parole finali dei Gard non erano eticamente accettabili ma ha anche sottolineato che i due erano sottoposti da mesi a pressioni tremende.

  53. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 11:06

    Con tutto il rispetto per Filippo Savarese, che ruolo ricopre per essere ascoltato nei parerri che esprime?
    I

  54. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 11:28

    In linea generale ci andrei molto cauto a sparare giudizi ad alzo zero sull eticamente corretto e sull eticamente accettabile. Se non altro perché fare della accademia sulla pelle degli altri è sempre pericoloso; inoltre si va a riSchio che le nostre parole siano lette da persone che sono nel dramma più totale e che non hanno certo bisogno di una folla di gente che vada a far loro la lezione.

  55. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 11:36

    Come portavoce di CitizenGO Italia il caso l’ha sicuramente seguito attentamente e lui o qualcuno di CitizenGO i verbali li hanno letti, se non altro per non scrivere cavolate nelle petizioni preparate a favore di Charlie e firmate da migliaia di persone in tutto il mondo.

  56. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 11:46

    Lorenzo,
    riporto una parte di quanto detto da Savarese:
    Non possiamo condividere il cedimento, chissà quanto cosciente, della famiglia Gard. Allo stesso tempo, non possiamo neanche immaginare lo stato di logorio psicologico e morale a cui sono stati ridotti dal pressing giudiziario dell’Ospedale e dei Giudici che si sono trovati difronte e che li ha portati allo smarrimento attuale.

  57. maria cristina venturi scrive,

    2 agosto 2017 @ 12:25

    Caro Enrico,si sono d’accordo l’anziano che non prende piu’le medicine per lasciarsi morire o per affrettare la propria morte ha un comportamento che dal punto dell’etica cristiana non e’corretto.
    Tuttavia,e lo abbiamo visto nel caso di Giovanni Paolo II,c’e’ un lasciarsi morire da parte dell’anziano che a me personalmente fa una grande tenerezza:e’come se volesse affrettare il ritorno alla casa del Padre,e’come il vecchio Simeone che dice “ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace”
    Comunque ripeto che il caso di Charlie e’diverso.
    Quello che dovremmo chiederci e’:perche’lavicenda del piccolo Charlie ha smosso cosi’tanto I cuori ?Perche’la gente,tanta gente,si e’sentita commossa dalla vicenda di Charlie?Perche’c’e’stata tutta questa solidarieta’coi genitori e cosi poca coi medici e col giudice?Io penso che I medici stessi siano rimasti stupiti e non abbiano capito il PERCHE’ di tutta questa bagarre intorno a un caso per loro di ordinaria routine,se I genitori non si fossero messi di mezzo.
    Perche’dovremmo interrogarci noi cristiani le persone si sono commosse cosi’tanto per il piccolo Charlie?
    Eppure viviamoin un mondo dove l’aborto e’consentito,in molti paesi europei come Belgio e Olansa anche l’eutanasia anche deibambini.In un mondo cosi’perche’c’e’stata una sollevazione popolare per Charlie.
    Alcuni uomini di Chiesa hanno detto che e’meglio stendere un velo di silenzio su questavicenda.
    Non sono d’accordo:bisogna invece parlare,discutere,capire.
    Se si vuole davvero interpretare alla luce del Vangelo il mondo dove vi e’toccato vivere,non dobbiamo aver paura dei contrasti,non dobbiamo stare zitti,per evitare I contrasti,non dobbiamo nascondere I problemi sotto il tappeto.Quello che vogliono molti moderni upmini di Chiesa e’solo la pace assenza di conflitti,il ridurre le dispute,quasi che potesse essere pace vera quello che e’solo amor del quieto vivere ed ipocrisia.
    Sui genitori di Charlie e sul loro cedimento alla fine non so che dire:due ragazzi giovani suttoposti a pressioni enormi,in una vicenda che tocca I vertici dei problemi umani,la vita e la morte,l’autorita’dei giudici,la preminenza della ragione e della scienza sul sentimento.
    Troppa carne al.fuoco,alla fine hanno ceduto.

  58. antonella lignani scrive,

    2 agosto 2017 @ 12:26

    Certo, questa storia è atroce, e concordo con Maria Cristina. Penso che i genitori siano veramente turbati e che forse non abbiano nemmeno presa piena coscienza della morte del piccolo. Infatti non c’è nessuna notizia nemmeno sui funerali. Pare comunque che il bambino sia stato battezzato prima di morire. Sinceramente non vorrei essere nei panni dei responsabili della sentenza.

  59. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 13:00

    Un conto è seguire attentamente un caso per conto o come rappresentante di una associazione.Un conto è esprimere giudizi di tipo etico sui comportamenti.Sempre leciti ma personali.”Non possiamo condividere il cedimento” riguarda la posizione che Savarese assume,non i genitori di Charlie.È un problema suo,non loro.In generale a quanti si trovano a dover vivere sull’altro pelle casi come questi consiglio di affidarsi se nel dubbio esclusivamente alle accompagnamento della Chiesa.In ogni ospedale ci sono operatoriuscito di pastorale della salute

  60. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 13:13

    I quali dipendono direttamente dai responsabili diocesani che sono a contatto con i centri cattolici di bioetica. Questa o quella associazione,questo o quel movimento e peggio ancora i singoli che “parlano” a nome della morale cattolica,magari in ottima fede,li eviterei accuratamente in questi frangenti.

  61. picchio scrive,

    2 agosto 2017 @ 14:27

    Enrico
    Hanno parlato di qualità della vita in tribunale..
    Cristina vicquery

  62. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 14:31

    Prendo atto che la signora Venturi ha riconosciuto che il sottoscritto non ha mai parlato di costi benefici, né relativamente al caso charlie né relativamente ad altro.
    Ci tengo solo a sottolineare una cosa.
    La medicina moderna ha allungato molte vite, ha fatto progressi enormi. Ma ha creato nuove situazioni di malattia, permettendo di procrastinare la morte anche là dove una volta questa giungeva naturalmente a porre fine a sofferenze insopportabili. Nuove questioni etiche si pongono, che non esistevano ai tempi di Gesù. Ha ragione Lorenzo, la stessa Chiesa si interroga su queste realtà nuove e poi ti arriva questo o quel rappresentante di associazione a emettere con sicumera sentenze indiscutibili…
    Concludo con una riflessione provocatoria. Vi sono delle malattie che provocano sofferenze che ricordano quelle di Gesù in croce. Se tu vedi in quel malato l”immagine di Gesù crocifisso, perché prolungarne artificialmente la agonia ?.A Gesù in croce qualcuno oggi oserebbe attaccare un ventilatore per prolungarne la agonia? Sono domande che dovremmo porci. Nella medicina e nella bioetica l’esperienza mi ha insegnato poi che ci sono delle zone grigie, e non esiste solo il bianco e il nero.
    Cordiali saluti a tutti.

  63. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 15:25

    Vaste zone grigie che LA CHIESA HA IL DOVERE DI ESPLORARE in quanto mai prima verificate nella storia.E deve farlo con estrema delicatezza e umiltà non con la violenza del pachiderma che entra nel negozio di cristalleria. A quanti pensassero di rimanere immobili come paracolpi sullo slogan della fine naturale della vita gioverà osservare che di naturale nella fine delle nostre vite non c è ormai praticamente NULLA.
    Si lasci la Chiesa studiare consultare spprofondire

  64. Lorenzo Cuffini scrive,

    2 agosto 2017 @ 15:30

    senza fughe in avanti ma anche senza paletti piantati ideologicamente.Soprattutto le Associazioni i Movimenti i Teologi e i singoli cattolici stiano rigorosamente al loro posto parlando il meno possibile e se lo fanno facendo bene attenzione a separare il LORO punto di vista da quello di chi solo è autorizzato a parlare in materia.Sì prendano guardia in ogni modo di parlare in nome della Chiesa e invece RIMANDANO E INVIANO chi del caso ai responsabili nella Chiesa stessa.

  65. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 17:28

    Andrea,
    ‘e poi ti arriva questo o quel rappresentante di associazione a emettere con sicumera sentenze indiscutibili…’
    di cosa stai parlando?
    Qua mi pare sia tu quello che dice tranquillamente la sua opinione però se la dice qualcun altro, che non è un carneade per i cattolici italiani: ‘ poi ti arriva questo o quel rappresentante di associazione a emettere con sicumera sentenze indiscutibili…’
    Dal che si deduce oltretutto che quello che ha detto Savarese non l’hai letto.

  66. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 17:45

    Lorenzo,
    si fa presto a dire ‘La Chiesa’
    Beppe da un’altra parte ha chiesto: Kasper o Caffarra?
    Visto che parli di centri cattolici di bioetica io ti chiedo: Sgreccia o D’Agostino?

  67. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 18:01

    Io ho parlato a titolo personale e presentato degli interrogativi.
    Savarese lo hai citato tu. Libero di dire quello che vuole, senza presentarsi pero’ come l” unico, indiscutibile interprete delle assai poco semplici questioni bioetiche in gioco.
    Come vedi c’e’ un dibattito aperto nella Chiesa. E non c”e’ da meravigliarsi visto che spesso si tratta di aree grigie dove qualcuno però si ostina a vedere il bianco o il nero.
    Mi piacerebbe invitare tutti coloro che dissertano di bioetica a fare un training negli ospedali e negli Hospice per non rischiare di parlare di realtà virtuali.

  68. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 18:16

    Antonella,
    confermo. Charlie è stato battezzato, anche se non da un sacerdote cattolico.

  69. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 18:17

    Lorenzo,
    dimenticavo:
    tutto questo tuo dipendere da ciò che dice la Chiesa è un chiaro segno di fede non matura 🙂

  70. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 19:04

    La cosa peggiore che si può fare in un blog cattolico e’ mettersi a distribuire patenti di maturità nella fede a coloro con cui si sta dialogando. Da te Enrico Usvelli non me lo sarei mai aspettato, te lo dico sinceramente.

  71. Enrico Usvelli scrive,

    2 agosto 2017 @ 20:05

    Andrea,
    ahi, ahi, ahi! non segui il blog con sufficiente attenzione! 🙂
    Stavo prendendo in giro Lorenzo con le parole di un altro/a frequentatore/rice.
    Io sono d’accordissimo con Lorenzo sulla Chiesa, però non è così semplice come la mette lui. Per stare su questo caso, Sgreccia e D’Agostino sono su posizioni differenti. Per D’Agostino c’era accanimento terapeutico, per il card. Sgreccia, che anche oggi è intervenuto su Avvenire, no.
    Sono d’accordo con te sulle zone grigie, sulla difficoltà di stabilire cos’è accanimento e cosa eutanasia alla luce dei progressi della medicina, però rimane il fatto che la vita ha comunque valore. Se si parla di ‘vita senza valore’, come ha fatto alla fine la signora Gard (che io non condanno assolutamente, penso alla tensione e alle pressioni che ha subito), nessuno nella Chiesa concorda, non certo solo Savarese (o Brandi o chiunque delle associazioni cattoliche pro-life che hanno seguito la vicenda e che hanno comunque parlato bene di questi due genitori).

  72. antonella lignani scrive,

    2 agosto 2017 @ 20:16

    Credo in unum baptisma in remissionem peccatorum.

  73. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 20:18

    E’ vero confesso di non aver seguito ultimamente il blog con sufficiente attenzione. Sulle altre questioni a cui fai riferimento mi sono tenuto informato (compreso l’intervento di Sgreggia di oggi che a mio parere non è stato del tutto chiaro

  74. Victoria Boe scrive,

    2 agosto 2017 @ 20:47

    “Stavo prendendo in giro Lorenzo con le parole di un altro/a frequentatore/rice.”

    E però prendava in giro male, anzi malissimo.
    C’è poco da ridere. Nella Chiesa molti cattolici hanno una fede ancora “bambina”, che è come dire che sono rimasti allo stato di infanti, quando la maestra del catechismo diceva: questo si fa, questo non si fa, altrimenti sono pronti i diavoli con i forconi a gettarti nelle fiamme dell’inferno nei secoli dei secoli.. Se invece fai il bravo, Gesù ti vuole bene e ti porta in paradiso.
    Mi par di capire che quella fede lì sia la sua. Se la tenga stretta e tanti auguri.

  75. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 22:03

    Di solito l’ufficio patenti chiude a una certa ora…

  76. Victoria Boe scrive,

    2 agosto 2017 @ 22:57

    L’ Ufficio patenti chiude, ma l’ ufficio verità resta sempre aperto.

  77. maria cristina venturi scrive,

    2 agosto 2017 @ 23:04

    @Andrea Salvi
    E’verissimo che I progressi della,medicina oggi ci mettono di fronte a questioni che al tempo di Gesu’non esistevano.Spegnere o non spegnerelamacchina che tiene in vita un.uomo
    TUttavia credo che le c ose fondamentali,siano rimaste uguali per l’uomo dei tempi di Gesu’e per l’uomo di oggi.
    L’uomo del tempo di Gesu’non aveva I macchinari,le scoperte della tecnica.Era un uomo pre-tecnologico.
    E sicuramente la tecnica ha sconvolto il.nostro modo di esistere,come hanno studiato profondamente alcuni filosofi,come Emanuele Severino.La tecnica ha rivoluzionato la vita dell’uomo.Tuttavia ci dobbiamo chiedere chi e’piu’importante l’uomo o la tecnica?
    SE rispondiamo che e’ piu’ ‘importante l’uomo,alloral’uomo, fondamentalmente non e’cambiato dai tempi di Gesu’ai nostri.
    LEreazioni emotive,gli affetti,il legame genitori-figli,l’amore, la paura della morte,la speranza nella vita ultraterrena,sono uguali per noi come per I seguaci di Gesu’.
    I genitori piangenti che nei Vangeli chiedevano a Gesu’ii miracolo per la.propria figlia morta sono uguali nei loro vissuti ai genitori piangenti di oggi.
    Certo le capacita’della medicina e della tecnica,lacomparsa delle MACCHINE,della tecnologia,sono diverse ma l’essere umano e’lo stesso.
    L’essere umano nonostante I progressi della scienza ha ancora paura della morte,territorio sconosciuto,si agrappa sempre allavita,ha bisogno di dare un “senso”un significato alla vita,non si accontenta di mangiare bere accoppiarsi come gli altri animali,si chiede dei perche’,si inventa delle religioni,dei culti,crea della bellezza.
    Insomma tutto nell’essere umano testimonia di quella originale “immagine e somiglianza c on Dio.
    E questa immagine e somiglianza e’ in noi come era nel’uomo di diecimila anni fa,quello con le clave.

    La tecnica non cambia la.natura dell’uomo.
    Questo significa che il bene e il male non sono legati alla tecnica, alla scienza, ma alla Verita’eterna alla immagine primordiale alla somiglianza con Dio.Il non uccidere vale per noi come per Caino.E’un dettaglio,solo un dettaglio di fronte a Dio,che noi oggi uccidiamo togliendo unventilatore meccanico ,una macchina,mentre Caino uccise prendendo a sassate in testa il fratello.
    Noi siamo piu’tecnologici,ma moralmente non dissimili da Caino e da tutti gli assassini della storia dell’umanita’.

  78. Andrea Salvi scrive,

    2 agosto 2017 @ 23:47

    Togliere un ventilatore meccanico non è un assassinio di per sé. Dipende dalla situazione concreta in cui si verifica. Semplificare la realta’ a volte significa mistificazione. E poi l’intenzione che sta alla base del gesto e’ determinante. Uno stesso atto può essere il risultato di una intenzione eutanasica o al contrario di un consegnarsi nelle mani del Padre.

  79. Lorenzo Cuffini scrive,

    3 agosto 2017 @ 0:22

    Rispondo a Enrico.
    I dibattiti teologici non mi interessano punto.
    Non mi interessano nemmeno i dibattiti tra bioeticisti.
    Non sono né un teologo ne un bioeticista.
    Sono arciconvinto che siano entrambi indispensabili e che debbano svolgersi all interno della Chiesa Non interesserà nessuno ma sono altretranto arciconvinto che gli altri farebbero bene ad astenersi dal dibattere essendo il loro contributo inutile ai fini pratici.

  80. Lorenzo Cuffini scrive,

    3 agosto 2017 @ 0:25

    A meno che non si abbia a livello ecclesiale un qualche ruolo per cui è essenziale l occuparsene.Il resto come si vede qui e come si è visto nel caso di Charlie rischia solo di alzare un polverone spaventoso che complica invece che aiutare.Davanti a una birra io posso anche parlarne per mio diletto personale a 4 occhi con chi voglio.Pubblicamente aspetto le posizioni Ufficiali della Chiesa.

  81. Lorenzo Cuffini scrive,

    3 agosto 2017 @ 0:31

    Nel caso di posizioni dialettiche all interno della Chiesa non mi ci appassiono per nulla.È sacrosanto che ci siano è utile e provvidenziale ,sempre che qualcuno non le utilizzi come Veronica Lario fece nei confronti di Berlusconi.
    Ma non sono affare mio.
    Io sono in banalissimo cattolico sul campo.La sofferenza me la scazzo 24h dietro. LA Chiesa con cui mi rapporto io è molto basica pure lei: cappellami, confessori, parroci.La mia diocesi,il mio vescovo,il mio papa. Bon.

  82. Lorenzo Cuffini scrive,

    3 agosto 2017 @ 0:33

    Per cui sarà immaturissimo ma io mi pianto sull Abc del cattolicesimo.
    Tra pinco e pallone io sto con Pietro.
    Ha funzionato con Gpii ha funzionato con Benedetto funziona con Francesco.
    Fila che è una meraviglia.

  83. antonella lignani scrive,

    3 agosto 2017 @ 21:45

    Ci sono altri bambini nella situazione di Charlie. Uno si chiama Alfie Evans

  84. antonella lignani scrive,

    5 agosto 2017 @ 23:07

    Sempre più mi avvilisco per la vicenda di Charlie:
    https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/le-ultime-ore-di-baby-charlie-e-le-troppe-ombre-sul-caso
    https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/charlie-la-grossa-domanda-che-assilla-e-la-ferita-di-quella-contro-alleanza

  85. Enrico Usvelli scrive,

    7 agosto 2017 @ 0:35

    antonella,
    grazie per i link, altrimenti forse questi due articoli mi sarebbero scappati.
    In particolare mi è piaciuto quello della Morresi.

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