“Dio è in ogni vita umana” Bergolius dixit

La novità di Papa Francesco l’avevamo negli occhi ma fino a ieri non c’era la parola per dirla, ora l’abbiamo ed è questa: prima il Vangelo e poi la dottrina. Quel primato è affermato con chiarezza nell’intervista alle riviste dei Gesuiti e può essere interpretata come una parola d’ordine mirata a superare vecchi bastioni, perchè – dice Bergoglio – è tempo di “aprire nuovi spazi a Dio”, partendo dalla certezza che egli è “in ogni vita umana” e dunque anche in quella dell’omosessuale, del risposato, del tossicodipendente. Il Papa ne tira anche due o tre applicazioni al governo della Chiesa che – dice – dovrà andare nella direzione della collegialità, del decentramento, delle donne: debbono esservi donne dove si decide, afferma con nettezza. – E’ il perentorio attacco di un mio articolo sull’intervista del Papa pubblicato alle pagine 1-3 dal Corsera di oggi. Nei primi commenti segnalo qualche passaggio dell’intervista che intendo memorizzare insieme a quello riportato nel post di ieri.

520 Comments

  1. Sara1

    Barilla aveva detto si al matrimonio e no alle adozioni e ha dovuto ritrattare.
    Questo mi pare intollerabile, io ieri ero furibonda con le parole della Boldrini, se mi incateno davanti alla Camera ritratta uguale?

    Siamo un paese subnormale perchè fanno le pubblicità con le donne che cucinano.
    Tutte le mie amiche cucinano in casa ma dove vive questa?

    Noi donne ci siamo già liberate, guidiamo votiamo, abbiamo studiato, lavoriamo sai che bisogno abbiamo della Boldrini???

    O Borghezio o la Boldrini, ma che mondo infame..

    26 Settembre, 2013 - 19:22
  2. picchio

    Barilla, Borghezio, Boldrini, Bergoglio, Berlusconi…esiste chiaramente una lobby della B..

    26 Settembre, 2013 - 19:43
  3. @stefano

    Sara, San Escrivà de Balaguer diceva: Se lungo il cammino ci fermiamo per ogni cane che abbaia, non giungeremo mai a destinazione!

    Cerchiamo di non concentrarci troppo su questi scoppi che arrivano dal mondo della comunicazione. Se non siamo d’accordo….ci sfiniscono e ci mettono in agitazione, lasciandoci senza forza. Se lo scoppio ci sembra dal fuoco amico….rischiamo il trionfalismo, da cui ci ha messo in guardia il Papa e ci fanno fare passi avventati magari contro altri essere umani.

    Perciò lasciamo che il fuoco si spenga e continuiamo a costruire ponti. O no?

    26 Settembre, 2013 - 20:02
  4. elsa.F

    Stasera spaghettata con le acciughe.
    Tavola apparecchiata e servita da mammà.
    Spaghetti abbondanti e gustosi.
    Barilla, ovvio! What else?

    26 Settembre, 2013 - 20:07
  5. Marilisa

    “Il punto però è che non si può legittimare il voto ad una sinistra ferocemente laicista e contraria ai valori cattolici solo puntando ai “vizi provati” di alcuni esponenti dello schieramento opposto”

    Questo è proprio un disco rotto. Rotto…rotto…rotto…rotto…

    26 Settembre, 2013 - 20:13
  6. elsa.F

    Senti chi parla … parla … parla … parla…

    26 Settembre, 2013 - 20:26
  7. claudia74

    Io la polemica sulle dichiarazioni di Barilla la trovo stucchevole, così come ho sempre trovato stucchevole la “famiglia Mulino Bianco”, preferivo di gran lunga la pubblicità con i cartoni animati del piccolo Mugnaio ( e comunque scusi sig. Barilla ma come mai i tegolini sono diventati la metà, ma costano il doppio?).

    Trovo invece “idiota” la polemica sugli spot con le donne che cucinano….ma basta con questo femminismo anni 70!!!!! E soprattutto basta con tutto questo politically correct, non se ne può più !!!! Ancora un po’ dovremo pesare ogni parola prima di pronunciarla.

    26 Settembre, 2013 - 20:45
  8. Marilisa

    “L’antiberlusconismo impedisce di vedere quali sono le posizioni dei diversi schieramenti, il lavoro (o la colpevole assenza) e la coerenza (o l’afasia) dei politici cattolici?”

    L’antiberlusconismo, esimio Federico B., cresce ogni giorno di più come conseguenza naturalissima della prepotenza e dell’arroganza di un uomo condannato definitivamente, che i suoi fedelissimi, ancora più impudenti e strafottenti, vogliono che resti attaccato al cadreghino del senato.
    Lo vogliono perché senza di lui non ci sarebbe il partito. Per becero opportunismo.
    Lui è un “dittatore” mascherato, che ha una connotazione diversa da quella dei predecessori. Punto.
    Chi non riesce a vedere questa anomalia pazzesca, ha gli occhi bendati.
    La differenza fra lui e gli altri sta solo nel fatto che, mentre lui sorride a 32 denti( o ne ha qualcuno di più?), gli altri avevano il volto truce.
    Lui si presenta come una “vittima” e gli allocchi se la bevono e lo compatiscono. Gli altri, i despoti che si ritenevano i padroni del mondo, erano loro a fare vittime,
    E sta anche nel fatto che, mentre gli altri avevano eserciti di soldati, lui ha un “esercito” di mezzi di comunicazione di massa a sua disposizione.
    L’antiberlusconismo, così, è destinato ad aumentare.
    Lo spero vivamente.

    26 Settembre, 2013 - 21:03
  9. Marilisa

    Signora, vada retro…retro…retro…retro…

    26 Settembre, 2013 - 21:05
  10. elsa.F

    E sta anche nel fatto che, mentre gli altri avevano eserciti di soldati, lui ha un “esercito” di mezzi di comunicazione di massa a sua disposizione.

    Se è per quello non sono certo mancati in vent’anni i mass media dedicati all’anti-berlusconismo; lasciando perdere le risorse della magistratura.

    Non rendersene conto significa commettere lo stesso identico errore di chi si è lasciato incantare dalle panzane del Cavaliere.

    Il mondo è pieno di boccaloni che ingoiano ogni esca.

    26 Settembre, 2013 - 21:50
  11. Giovanni Mandis

    Manuel, era una analogia priva di senso. Non c’è analogia alcuna tra uno zoppo e un cosiddetto omosessuale. Lo zoppo non può non zoppicare e non c’è nulla di male nel zoppicare (essere zoppo è un male fisico ma non un male morale). La tendenza omosessuale anche se non voluta è un disordine che può portare a porre atti omosessuali (la tendenza omosessuale e gli atti omosessuali sono un male fisico e morale), ma la libertà e la volontà umana consentono a queste persone di comprendere che sono atti che degradano la dignità umana come creata da Dio.
    Non sei autorizzato a dire che io “considero le persone con difetto un gradino sotto”, illazione che respingo al mittente.

    26 Settembre, 2013 - 21:57
  12. nicoletta z.

    @Federico
    L’esperienza di Eugenia Roccella è alquanto controversa, o per lo meno dovrebbe esserlo per una persona con idee tanto ferme e certe come le tue (per me è controversa assai). Su Scalfarotto e Franceschini mi taccio: non merita neanche parlarne.
    Sono cresciuta in una famiglia nella quale l’impegno dei cattolici in politica si è toccato con mano e non a parole. Mia nonna materna è stata deputata democristiana all’assemblea costituente (commissione dei 75) e nella prima legislatura. Non sono mancate discussioni feroci con gli avversari politici da una parte, e pressioni fortissime del Vaticano dall’altra. Si rispondeva in egual misura a quelli e a questo, perché era sentita in modo assai concreto la dignità di parlamentare della neonata Repubblica e si era consapevoli che il meglio poteva e doveva nascere dal confronto e dalla mediazione tra tutte le parti. Per le donne, in parlamento per la prima volta, non era affatto facile, e in diverse occasioni le deputate democristiane e comuniste hanno dovuto far fronte comune (per esempio sull’ingresso delle donne in magistratura).
    Nominare astrattamente i “politici cattolici” non significa ormai niente, un partito di riferimento non esiste più. Comunque il politico dialoga, discute e media, sempre ricordando che serve la Repubblica italiana e non altri. Se non è in grado di sostenere questo peso, non è obbligato a entrare nell’agone: può rendersi utile in altro modo.

    26 Settembre, 2013 - 22:21
  13. Marilisa

    Quanto è disgraziata la nostra magistratura! Compatta contro Silvio.
    Sempre contro, fortissimamente contro.
    Per forza! Sono tutti comunisti!
    Da quando si svegliano, il primo pensiero è andargli contro, tutti insieme appassionatamente come un sol uomo.
    Poveretto! Lui così buono e ingenuo! Lui che ha pensato sempre, col cuore d’oro che si ritrova, a fare solo del bene al prossimo defraudando lo Stato con frodi fiscali colossali.
    E lo hanno pure condannato!
    Sì, i ” superboccaloni” che ci credono, ci sono. E sempre ci saranno.

    26 Settembre, 2013 - 23:13
  14. Marilisa

    Mandis, mi piacerebbe che lei mi dicesse perché mai la Chiesa non consente a chi ha tendenze omosessuali di accedere al sacerdozio.
    Persone che sentono una sincera vocazione sacerdotale, e che in virtù della regola della “castità”– obbligatoria, come si sa, per tutti i preti– non possono essere considerate alla luce di quel “disordine morale” di cui lei parla tanto spesso, non vengono ammesse all’ ordine del sacerdozio.
    Perché? Molti esclusi ne hanno sofferto tantissimo.
    A lei sembra giusto? Probabilmente a lei sì. A me invece no.
    La trovo un’ assurdità.
    Di che cosa ha paura la Chiesa?

    27 Settembre, 2013 - 0:02
  15. manuel76

    Mandis,
    alle 15:14 di ieri scrivevi:
    “L’essere zoppo è un accidente che non ha risvolti morali, non diminuisce la dignità umana. La tendenza omosessuale invece sì ”

    Ho riassunto “Gradino sotto” quello che definivi dignità umana diminuita!
    Se non è essere un gradino sotto…vedi di spiegare meglio.
    Analoga espressione clericale: “riduzione allo stato laicale”
    Sono espressioni odiose.

    Marilisa: concordo! Il voto è un voto. Se preso seriamente vale definitivamente per chiunque.

    27 Settembre, 2013 - 8:09
  16. manuel76

    FedericoB:
    Premetto che concordo pienamente con te: considero la legge sull’omofobia una stupidaggine inapplicabile. Vorrei invece una educazione nelle scuole e negli oratori che chiedesse il rispetto sempre delle persone.
    Seconda premessa: madre e padre ben vengano! come genitori. Siamo stati purtroppo abituati a riforme idiote di termini, che non cambiano nulla e generano solo confusione.

    L’intervento di Mr Barilla è truffaldino all’ennesima potenza.
    Egli prima di tutto vorrebbe vendere, ma non lo dice.
    Per rispondere deciso al tranello di Cruciani, sentenzia che l’azienda ha in testa la SACRALITA’ della famiglia!
    (Peccato che egli conosca LE sacralità di entrambe le sue due famiglie.)

    Le pubblicità sono al 99% su merendine, fette biscottate e biscotti. Quelle sulla pasta sono poche e marginali. La pasta la si mangia comunque qui da noi. Tutte queste, diciamocelo, fanno leva in modo subdolo sulla simpatia ai bambini per i flauti o per i plumcake, per il pan di stelle da attaccare all’albero di natale!
    Cosa serve andare a tirare a mano principi di Sacralità?
    Ha schiere di pubblicitari che ogni giorno fanno indagini di mercato e producono bellissime pubblicità, costruite nel dettaglio.
    L’invenzione del mulino bianco, ha 30 anni…e va ancora! E’ geniale, per l’immaginazione che ne deriva.
    E’ una azienda che cura il dettaglio, aggressiva e veloce a rispondere.
    Due anni fa ho acquistato al Bennet delle nastrine in offerta…erano quasi crude. Ho scritto un reclamo a Barilla. 24 ore dopo avevo il corriere in ufficio a ritirarmi il pacco per esaminarle, 72 ore dopo ricevevo uno scatolone contenente 15 diversi prodotti Barilla, con le scuse dell’azienda e 3 prodotti nuovi, non ancora sul mercato, in anteprima!

    Quello che ha urtato son state le dichiarazioni di principio. Era sufficiente che dicesse con trasparente onestà che la pubblicità deriva da indagini di mercato seguendo strade che si presume aumentino le vendite.

    In tutto ciò devono sentirsi più circuite QUOTIDIANAMENTE le famiglie…perchè sullo schermo o sui giornali NESSUNO LE RITIENE SACRE, ma sono semplicemente il TARGET (= il bersaglio) che la comunicazione pubblicitaria colpisce per indurre a comprare.

    27 Settembre, 2013 - 8:41
  17. Giovanni Mandis

    Marilisa carissima, lascio la parola a chi ne sa più di me
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1067
    fidarsi di quanto dice la Chiesa (che poi nei seminari di tutto il mondo siano rispettati i criteri stabiliti dalla Chiesa, non saprei dire).

    27 Settembre, 2013 - 8:57
  18. manuel76

    Mandis,
    hai postato un bell’articolo.
    Ti faccio notare: “Chi è claudicante non ha alcuna colpa nell’essere tale.”
    cosa dicevi sullo zoppo?

    27 Settembre, 2013 - 9:10
  19. Federico B.

    @Picchio,
    la “correzione” di Barilla rende ancora più inquietante la vicenda e fa trasparire quanto sia potente la lobby dei gay. Naturalmente quello che inquieta il mondo cattolico a te lascia totalmente indifferente…

    @Stefano,
    no, sono ferrarese, ma evidentemente i dialetti padani si assomigliano.

    @Nicoletta,
    non faccio il processo alla storia delle persone e trovo molto poco cristiano giudicare il passato remoto e ignorare il presente. Il presente politico (e il passato prossimo) dell’On. Roccella racconta l’impegno convinto ed instancabile in difesa e per la promozione dei valori non negoziabili.
    Anche fosse frutto di una “conversione sulla via di Damasco”, non sarebbe comunque un fatto positivo del quale cristianamente rallegrarsi?
    E’ controversa solo perchè milita tra i tuoi avversari?

    @Manuel,
    non sono avvocato della famiglia Barilla e non mi interessa la loro santificazione. Mi sembra che tutta questa vicenda metta in evidenza come la visione antropologica e sociale del cattolicesimo sia ormai ridicolizzata e disprezzata. Ai cattolici si chiede un impegno anche su questo fronte, oggi più che mai. E’ un bisogno urgente di questa società e di questi tempi e i cattolici sono chiamati ad una testimonianza coerente.

    @Marilisa,
    non è con analisi infarcite di pregiudizi e di offese (“boccaloni”) che potrai comprendere le ragioni del consenso del PDL. Consiglio di cambiare approccio.

    27 Settembre, 2013 - 9:15
  20. mattlar

    Manuel76
    “secondo me l’errore è che si fa riferimento sempre e soltanto a pratiche fisiche sessuali, anzi direi genitali, per tarare il metro di giudizio e non si guarda al cuore delle persone”.

    Condivido: secondo me non bisognerebbe distinguere in base all’orientamento sessuale. Ci sono gli uomini e ci sono le donne, con le loro caratteristiche uniche e diverse tra loro. Ogni altra distinzione è data da inclinazioni genitali: infatti si parla di omo”sessualità”…
    Sono d’accordo di guardare soltanto al cuore, è una cosa bellissima: cosa rispondi allora al poliamoroso che ama più persone alla volta? Il suo cuore gli dice così. Lo sai che i pedofili rivendicano che il loro cuore è incline all’amore (sincero e puro e casto) per i bambini. Certo, assecondiamo il cuore, ma per tutti…

    nicoletta z. scrive,
    “Mattlar, tu mi stai simpatico anche se a volte ci troviamo su sponde diverse. Perciò ti chiedo: che cavolo c’entra la libertà di pensiero con le uscite autolesioniste di un industriale che non si occupa di morale ma di marketing (e pure male)?”
    Nicoletta ricambio tutta la simpatia, anche molto cordiale. Rivendico la mia libertà di non essere d’accordo con il boicottaggio alla barilla per una mera affermazione di preferenza, dettata da qualsivoglia causa…
    Lo sai cosa fanno in Francia a chi afferma che la famiglia è quella formata da un uomo e una donna? Libertà di pensiero in carcere…

    27 Settembre, 2013 - 10:06
  21. Marilisa

    Federico B., io consiglio a te di stare più attento.
    Infatti non ho fatto altro che riprendere, virgolettando, il termine usato dal tuo solito avvocato difensore.
    I pregiudizi li lascio tutti a te. Non mi appartengono.

    27 Settembre, 2013 - 10:08
  22. mattlar

    “La lotta dei cristiani consisteva e consiste non nell’uso della violenza, ma nel fatto che essi erano e sono tuttora pronti a soffrire per il bene, per Dio.
    Consiste nel fatto che i cristiani, come buoni cittadini, rispettano il diritto e fanno ciò che è giusto e buono. Consiste nel fatto che rifiutano di fare ciò che negli ordinamenti giuridici in vigore non è diritto, ma ingiustizia. La lotta dei martiri consisteva nel loro “no” concreto all’ingiustizia: respingendo la partecipazione al culto idolatrico, all’adorazione dell’imperatore, si sono rifiutati di piegarsi davanti alla falsità, all’adorazione di persone umane e del loro potere.

    Con il loro “no” alla falsità e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verità. Così hanno servito la vera pace.
    Anche oggi è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto”

    Benedetto XVI, Omelia nella Santa Messa del Crisma, 1 aprile 2010

    27 Settembre, 2013 - 10:34
  23. mattlar

    Programma della mia giornata.
    Menù di questa mattina a colazione:
    latte e abbracci (tradizionali) del mulino bianco;
    Menù del pranzo:
    pasta rigorosamente barilla con sugo barilla al ragù

    27 Settembre, 2013 - 10:37
  24. Marilisa

    “Bisogna che dia segno di virtù provata. Potrebbe essere facile che nel ministero alcune persone del medesimo orientamento e della medesima pratica lo facciano crollare. E allora tutto verrebbe devastato.
    Quando un prete viene etichettato e schivato dai fedeli, soprattutto dai ragazzi, per questa nomea, viene pregiudicato molto della sua opera.”

    In che modo dovrebbe dare “segno di virtù provata”? Mi piacerebbe saperlo.
    Il ministero potrebbe “crollare” anche a causa di persone di diverso orientamento sessuale; e infatti spesso “crolla, mi risulta.
    Quando un prete viene “etichettato”, significa che manca una giusta cultura, e questo rimanda alle battute iniziali sulla odiosa omofobia. Contro la quale la Chiesa dovrebbe essere in prima linea nel contrastarla. O no?
    Basterebbe, per incominciare, che la Chiesa non avesse timore di accettare chi ha, senza sua colpa, tendenze omosessuali. E che poi si desse da fare per educare all’accettazione quelli che “etichettano” con troppa facilità, discriminando.
    La Chiesa DEVE combattere le discriminazioni, di qualsiasi genere esse siano. E con decisione, senza tentennamenti, a viso aperto.
    È una priorità; ne va della sua credibilità.

    27 Settembre, 2013 - 10:38
  25. @stefano

    Mattlar

    Non avevo dubbi che leggevi la sottomessa Costanza Miriano. E poi un po’ di poli amore di tempi.it, e poi qualche invito al boicottaggio di una legge con la nuova bussola quotidiana ( e qui il boicottaggio e l’imbavagliarsi davanti al parlamento va bene). Cos’altro ho dimenticato del tuo menù: bastabugie? Militia christi? Azione katekhon?

    Ma ti credo che sei spaventato figlio!

    27 Settembre, 2013 - 10:43
  26. mattlar

    Stefano, non mi avevi chiesto una volta se ero del Sant’uffizio? Sei forse un collega? Oppure anche tu leggi costanzamiriano?
    Il poliamore l’ho conosciuto dalle iene, non sapevo che altri gli avessero dedicato attenzione: se mi suggerisci questi siti li visiterò, cosa che non faccio spesso, per ora. Di costanzamiriano non ho gradito i libri, la tira un po’ troppo per le lunghe e non mi diverte la sua ironia. Nella sua versione di articolista la trovo molto più efficace e anche chiara.
    Per quanto riguarda me non sono affatto spaventato, mi sembra di avertelo dimostrato. Conosco il pensiero della teoria di genere perché un paio di giovani del gruppo di universitari che ho seguito per ca 5 anni sono diventati attivisti dell’arcigay e diffondono cultura omosessuale in tutti gli ambiti e a proposito di ogni cosa: in questa (faticosa) esperienza ho potuto apprezzare di persona il rispetto della libertà di pensiero della comunità gay e soprattutto il potere impressionante dell’ideologia, capace di scardinare la realtà a di farla credere diversa da quella che è. Questo ho fatto con tutto il rispetto.
    La citazione di Bendetto sui martiri mi appartiene più nel profondo di quanto tu possa pensare: ho conosciuto personalmente e sono stato accompagnato nella fede da una persona che è stata uccisa in odio alla fede. Qualunque argomento sui martiri mi accende il cuore e mi apre alla speranza.
    Quando parlo e scrivo lo faccio con il cuore e con il cervello acceso, attingendo per lo più alla mia esperienza di cristiano, ex ateo convintissimo. Se hai dei dubbi sulla mia libertà di pensiero e autonomia di giudizio, ti prego di esprimerli, perché il confronto sia leale al massimo. Peraltro, non ti conosco: come sempre ti rinnovo la lealtà e la stessa mi aspetto da te.

    27 Settembre, 2013 - 11:08
  27. mattlar

    Forse sbaglio: era tonizzo che mi chiedeva se ero del Sant’uffizio…

    27 Settembre, 2013 - 11:12
  28. mattlar

    sul rispetto della libertà di pensiero ero ironico…

    27 Settembre, 2013 - 11:18
  29. elsa.F

    La Chiesa non deve combattere le discriminazioni.
    La Chiesa non combattere il male.
    E la differenza fra il bene e il male è la più grande delle discriminazioni.

    27 Settembre, 2013 - 12:30
  30. @stefano

    Mattlar

    Si era tonizzo.

    Sarei interessato di conoscere meglio le circostanze e l’evolversi della tua conversione, per un confronto, ma è un campo minato e rischierei ad ogni passo di fare errori, perché un blog non è un ambiente adatto per parlarne. Ti posso dire però che io sono rientrato in seno alla chiesa circa dieci anni fa. E devo dire che mi sto “sciogliendo” solo ora. Ho dovuto attraversare tanti dubbi e sopratutto rielaborare un’immagine di Dio padre severo, minaccioso. Paradossalmente sono dovuto tornare alla fede di quando,ero bambino e isolarmi per lungo tempo da tutto il mondo cattolico. Ogni volta che ascoltavo qualcosa, tutto si confondeva e quel poco di fiducia crollava. Solo ora, da circa un anno, sto leggendo il mondo della comunicazione cattolica. E per me è molto dura. Leggere quello che leggo sui siti che ti ho indicato è molto dura. Io mi sento totalmente distante sia per i toni che per le conclusioni che traggono dalle realtà che io stesso osservo e vivo. E mi chiedo: un solo spirito? Io nel mio cuore, nella preghiera, alla luce dello stesso vangelo e (ebbene si) dello stesso magistero, sento altro, capisco altro.

    E poi, visto che mi chiedi di essere esplicito, mi sto chiedendo se, forse, anche nel tuo caso potrebbe esserci questa dinamica: “mi aggrappo forte perché vengo da lontano”.

    Per quanto riguarda l’attivismo gay….beh rimane tale. È un attivismo come tanti altri, con la loro bella ideologa. Ma c’è solo quel tipo di attivismo gay? I gay cristiani non se il fila mai nessuno. Perché non si fa fronte comune con loro? Perché non li si fa sentire nella chiesa? E la risposta che mi sono dato è che è più facile vedere l’altro tutto cattivo.

    Perché non si impara cos’è l’omosessualità parlando con loro?
    Si confesseranno, o no? E quindi perché non si fa discernimento li? Perché i pastori non vedono cosa Dio fa nella loro anima, cosa vuole da loro, cosa trova buono e cosa vuole invece guarire e purificare? Perché continuiamo a sgolarci quando dovremmo semplicemente agire? La castità è un rimedio che la chiesa madre propone, data la comprensione che ha del fenomeno. Ma ora è il tempo di capire.

    Mi parli di ideologia. Anche io!

    27 Settembre, 2013 - 12:31
  31. Sara1

    Stefano lasci perdere quei siti, dia un’occhiata se proprio vuole ai siti ufficiali, radio vaticana, osservatore romano, Avvenire, sono molto più equilibrati.

    Anche padre Spadaro (che ha appena intervistato Papa Francesco) ha un sito interessante Cyberteologia che può volendo visitare.

    Non confonda la difesa della famiglia della Chiesa con certe battaglie destrorse perchè è limitante.

    E poi onestamente il mondo delle periferie non comprende solo gli omosessuali (che tra parentesi sono anche pochi numericamente parlando), anche un padre di famiglia che ha perso il lavoro, o una madre che vorrebbe solo un po’ di tempo in più per i figli e non diventare presidente della Camera o di Confindustria possono essere una periferia in certi casi.

    27 Settembre, 2013 - 12:37
  32. mattlar

    Caro Stefano, ci siamo. Ti ringrazio della franchezza, mi trovo con te. L’unico riferimento è il magistero, come dici tu, tutto il resto è di contorno e qualunque altro sito o altro giornale è, come dice sara1, superfluo, limitante e anche dannoso se è slegato, anche solo nei toni, dal magistero.
    Sul travaglio della mia conversione non ho problemi a parlare, ma si tratta… di un tempo preciso e anche di una vita e quindi sarebbe molto lungo nel blog e molto probabilmente non interesserebbe a tutti. In parte ne parlo, con mia moglie, nei corsi di battesimi che faccio ogni due/tre mesi a Roma: se sei di Roma sei di cuore invitato, anche se il tema battesimo potrebbe sembrarti lontano. Se sei di Roma e ti interessa ci sentiamo volentieri in privato.
    “Ma c’è solo quel tipo di attivismo gay?” E’ il più violento e il più visibile, senz’altro.
    “I gay cristiani non se il fila mai nessuno”. Onestamente, non credo: ci sono sacerdoti santi e molto profondi e capaci. Non sono tantissimi, è vero ma questo vale sia per tutti.
    “Perché non si fa fronte comune con loro?”. Fronte comune, direi di no, questo linguaggio indica lotta. Comunione, si: ce ne è infinitamente bisogno.Non ho preclusioni.
    “Perché non li si fa sentire nella chiesa?” Chi non li fa sentire nella chiesa è in errore e si pone fuori della comunione e della carità: se capitasse a me, amerei essere corretto; se lo vedessi in altri, deplorerei questa posizione e agirei di conseguenza…
    “E la risposta che mi sono dato è che è più facile vedere l’altro tutto cattivo”. Probabilmente è vero: c’è bisogno di uno sforzo in più da parte di tutti.

    Perché non si impara cos’è l’omosessualità parlando con loro?
    Si confesseranno, o no? E quindi perché non si fa discernimento li? Perché i pastori non vedono cosa Dio fa nella loro anima, cosa vuole da loro, cosa trova buono e cosa vuole invece guarire e purificare? Perché continuiamo a sgolarci quando dovremmo semplicemente agire?

    Sono domande aperte e che condivido nella più profonda sincerità… la castità che è proposta ai gay è difficile ma è analoga a quella proposta ai laici e ai sacerdoti. Io non vedo molte differenze tra le “classi”: ad ognuno è chiesto un modo specifico di vivere la castità, che si accorda con il suo stato di vita e la sua condizione.
    E’ buono e giusto che tu le ponga. Non ho capito la tua supposizione sul mio aggrappamento e la mia dinamica…

    27 Settembre, 2013 - 13:13
  33. Federico B.

    Quoto Elsa.

    27 Settembre, 2013 - 13:34
  34. Marilisa

    Lui, Federico B., quota il suo avvocato difensore. Come fa Silvietto suo.

    27 Settembre, 2013 - 14:20
  35. nicoletta z.

    @Federico, scusandomi per il ritardo.
    Talvolta ho l’impressione che tu legga distrattamente e solo parzialmente i commenti altrui, arenandoti sulla prima frase che ti fa saltare la mosca al naso (e forse lo faccio anch’io: cercherò di emendarmi). Ho scritto che “l’esperienza” di Roccella è controversa (non la persona, ovviamente) come per me lo è quella di Rutelli, di Della Vedova, di Cicchitto, di Ferrara… e di eventuali (molti) altri, qualunque percorso abbiano fatto, in un senso o nell’altro. Se tu, all’improvviso, annunciassi al mondo la tua iscrizione al Partito democratico avrei le stesse identiche perplessità (per inciso: io ho votato Pd obtorto collo, col naso turato e praticamente in barella, perché per il momento non c’è altro che si avvicini in modo convincente a ciò che vorrei e quindi faccio buon viso). Ben vengano i fulminati sulla via di Damasco, però vanno accettati da una parte e dall’altra – anche se qualcosa mi dice che saresti più incline a chiamarli traditori più che convertiti.
    (Di ciò che “non” ho volutamente detto di Scalfarotto e Franceschini te ne sei impipato: forse perché non sono “miei avversari” e quindi non portano acqua al tuo mulino?)
    In generale, dalle tue parole evinco che pretendi davvero poco da un politico, soprattutto se cattolico. Bastano tre principi e il resto può andare in vacca con tutti i filistei.

    27 Settembre, 2013 - 14:45
  36. Federico B.

    @Nicoletta,
    posso anche leggere tutto e decidere di rispondere solo su una questione?
    Ad esempio, ora ho letto con molta attenzione il tuo ultimo commento e vorrei rispondere solo su un punto. Posso?
    Il punto è che io chiedo alla politica di rappresentarmi e chiedo ad un candidato cattolico che dovesse chiedere il mio voto di essere coerente.
    Ci sono tante cose da fare? Benissimo, ma partiamo dall’ABC, partiamo dai valori non negoziabili che da anni vengono bistrattati e sminuiti continuamente. POI tutto il resto. Non mi accontento affatto, ma pongo delle priorità. Capisco anche che altri cittadini italiani e altri cattolici abbiano altre priorità, ma sono stanco di sentire che quei “tre principi” sono troppo poco e quindi è meglio votare chi non solo non si impegna NEMMENO su quei tre principi, ma addirittura fa una campagna elettorale (e attiva coerentemente una serie di iniziative politiche, come recentemente quella sull’omofobia) apertamente e dichiaratamente CONTRO i valori cattolici.
    Il “RESTO” comunque stenta ad artrivare, in compenso quelli che chiami “tre principi” (ma che riassumono il fondamento tutta la visione umana e sociale dei cattolici) andranno sicuramente “in vacca”.
    Ho l’impressione che qualcuno non si renda conto di quale sia la posta in gioco e quale sarà il prezzo (alto, altissimo) che dovremo pagare continuando a votare un Partito che contrasta la visione cristiana della società e sostiene con entusiasmo quella “alternativa” dei vari Scalfarotto…

    27 Settembre, 2013 - 15:09
  37. Giovanni Mandis

    Manuel dello zoppo ho scritto questo:
    “L’essere zoppo è un accidente che non ha risvolti morali, non diminuisce la dignità umana.”, “Lo zoppo non può non zoppicare e non c’è nulla di male nel zoppicare (essere zoppo è un male fisico ma non un male morale).”, qual è il problema?
    Una persona disabile non può cambiare la sua condizione in sé, sia che essa sia presente dalla nascita o che insorga per un incidente.

    Riguardo all’omosessualità che non è una condizione congenita bensì un problema che insorge nello sviluppo della personalità affettiva, invece l’uomo può contrastare e vincere questa tendenza innaturale ed evitare di compiere gli atti corrispondenti che sono un male in sé (e ci sono anche quelli che scelgono per vizio, per scoprire nuovi orizzonti), con la ragione, scienza medica, fede, spiritualità. Come ogni peccato grave l’atto omosessuale attenta gravemente alla dignità umana e la diminuisce.

    “Discriminare” vuol dire “separare”, “distinguere”; una mela non è una pera.
    Dire che gli omosessuali non hanno diritto a sposarsi e non sono una famiglia è una corretta “discriminazione” perché separa il vero (LA famiglia formata da un uomo e una donna uniti nel patto nuziale, e aperta alla vita) dal falso (due uomini o due donne che convivono).

    27 Settembre, 2013 - 15:27
  38. nicoletta z.

    @Mattlar delle 10:06
    La (tua) libertà è sacrosanta! Solo ogni tanto mi piacerebbe che qualcuno, nel parlare di libertà negate e punite col carcere, si ricordasse anche della Russia, oltre che della Francia…

    27 Settembre, 2013 - 16:27
  39. nicoletta z.

    @Federico: e basta co’ sto Scalfarotto! Non ce la posso fare.

    27 Settembre, 2013 - 16:31
  40. Federico B.

    Nicoletta,
    lo nomino solo perchè il suo nome è legato alla stretta attualità.
    Potremmo fare altri nomi ma la sostanza non cambia.
    La verità è che anche per te “bastano tre principi e il resto può andare in vacca con tutti i filistei”.

    27 Settembre, 2013 - 16:34
  41. Marilisa

    “… invece l’uomo può contrastare e vincere questa tendenza innaturale ed evitare di compiere gli atti corrispondenti che sono un male in sé (e ci sono anche quelli che scelgono per vizio, per scoprire nuovi orizzonti), con la ragione, scienza medica, fede, spiritualità.”(Mandis)

    Lei dice? A me non risulta, caro Mandis.
    Non si convinca di quello che non è.
    Quando le capita di incontrare per caso una persona che si riconosce da mille miglia di distanza essere un omosessuale, provi a suggerirgli di essere razionale, di andare da un medico o di avere fede e spiritualità.
    Ci provi! E poi mi faccia sapere se è una mela o una pera.

    27 Settembre, 2013 - 16:40
  42. Sara1

    Ancora Marilisa?

    Ma secondo lei questa donna si riconosce da mille miglia di distanza che è lesbica??

    http://www.google.it/imgres?imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/47/Portia_de_Rossi.jpg&imgrefurl=http://en.wikipedia.org/wiki/Portia_de_Rossi&h=206&w=245&sz=1&tbnid=PCj0XWNxobALtM:&tbnh=168&tbnw=200&zoom=1&usg=__97upucr8OF76E0fs78RwDVG7c-o=&docid=unrjssAKLKW0ZM&itg=1&sa=X&ei=65hFUvS0OOfI4ASV1IHYCw&ved=0CIUBEPwdMAo

    Non è che omosessuale= effeminato Lessicale = mascolina essù…

    Per carità che molti omosessuali abbiano tratti riconoscibili ok può essere ma non è automatico.

    27 Settembre, 2013 - 16:42
  43. Sara1

    Lesbica scusate. (ha corretto in automatico si vede)

    27 Settembre, 2013 - 16:44
  44. Marilisa

    Nicolettaz., non dare in escandescence. Sopportati in santa pace Federico B. e pure Scalfarotto.
    La pazienza è misericordia spirituale.

    27 Settembre, 2013 - 16:54
  45. Marilisa

    A dire il vero, Sara1, io penso più agli omosessuali maschi. Tu invece vai a parare sempre sulle femmine. Queste non le riconoscerei di primo acchito.
    Ma per certi particolari negli atteggiamenti, forse sì. Dico “forse”.

    27 Settembre, 2013 - 17:01
  46. Sara1

    Va bene allora Rock Hudson o Rupert Everett due che mi vengono in mente.

    Anche Jodie Foster fino a che non si è cominciato a parlarne chi lo avrebbe detto che era lesbica?

    Insomma son pregiudizi, ovvio che magari siamo colpiti da chi ci pare effeminato, però occhio alle etichettature.

    27 Settembre, 2013 - 17:08
  47. @stefano
    27 Settembre, 2013 - 17:08
  48. Sara1
    27 Settembre, 2013 - 17:16
  49. nicoletta z.

    Federico, ti faccio una domanda e mi piacerebbe che tu rispondessi il più sinceramente possibile. Se oggi, nel Parlamento italiano, ci fosse in discussione una legge come quella approvata in Russia nei mesi scorsi – e mi riferisco alla legge che vieta ogni tipo di “propaganda omosessuale”, e cioè che vieta ogni parola pubblica sui gay, pena l’arresto – tu che posizione prenderesti? Sarebbe chiara, granitica e priva di incertezze come quella che mostri nei confronti della legge antiomofobia? Oppure sarebbe più indulgente?
    Perché il cuore del problema è sempre la libertà di espressione, però nel caso in questione guardata dall’altra parte del vetro.
    Ti ringrazio in anticipo se vorrai rispondermi.

    27 Settembre, 2013 - 18:07
  50. Marilisa

    Sara1, mi sembra che tu dimentichi che il nostro caro Mandis continua a parlare da sempre della omosessualità come di “un problema che insorge nello sviluppo della personalità affettiva” e quindi risolvibile, mentre non ammette per niente la “condizione congenita” non rimediabile.
    Da qui si è partiti, e tu hai veleggiato al largo, mi pare. Per dimostrare che cosa?
    Io parlo di omosessualità congenita. Non sempre ma spesso. E dico che il più delle volte si vede a colpo d’occhio.
    Infatti io ne ho conosciuto qualcuno dichiaratamente tale, e si trattava di persone riconoscibilissime.
    Perciò, seguendo il discorso di Mandis, l’ho invitato, per paradosso, a dar loro quei consigli di cui lui parla nel blog e che risolverebbero il problema.
    Poi quando tu mi dici che non per tutti è vero, non ho nessuna difficoltà a seguirti su questo ragionamento.
    E mi porti degli esempi di cui tutti siamo venuti a conoscenza e che ci hanno sorpreso.
    Benissimo. Resta il fatto che, esclusi i casi di omosessualità per vizio od altre motivazioni, gli altri a parer mio non hanno soluzione e non devono essere colpevolizzati dalla Chiesa come dei “disordinati moralmente”.
    Il punto è questo e solo questo.

    27 Settembre, 2013 - 18:17
  51. mattlar

    Solo adesso capisco il tuo riferimento alla russia, nicoletta.z
    Così rispondo alla tua domanda che hai rivolto a Federico.
    La mia posizione è la stessa: vietare per legge una espressione di pensiero, entro i limiti dell’oltraggio, è segno di inciviltà giuridica sia in Francia che in Russia. La legge russa è deprecabile. La Francia è più vicina all’Italia, sia sotto il profilo culturale che giuridico, e questo mi impensierisce di più.

    27 Settembre, 2013 - 18:17
  52. nicoletta z.

    Entro i limiti dell’oltraggio: sono assolutamente d’accordo con te, Mattlar. Grazie della risposta.

    27 Settembre, 2013 - 18:23
  53. picchio

    Marilisa nella maggior parte dei casi non “si vede” che uno è omosessuale. Omosessuali tipo quelli del film il vizietto ne avrò visti si e no un paio, rispetto ai tanti omosessuali che ho conosciuto. Che si veda oppure no, nessuno deve essere discriminato.

    27 Settembre, 2013 - 18:24
  54. Marilisa

    “Che si veda oppure no, nessuno deve essere discriminato.”

    Questo è indiscutibile, picchio.
    Dove c’è discriminazione non c’è civiltà né rispetto della dignità dell’uomo.

    27 Settembre, 2013 - 18:40
  55. Sara1

    Scusate non avevo letto i due interventi sul limite all’oltraggio, Concordo ovviamente anche io.

    27 Settembre, 2013 - 18:41
  56. Federico B.

    Nicoletta,
    certi eccessi non piacciono nemmeno a me.
    Non mi piacciono leggi che limitino la libertà di espressione e non mi va che vengano mascherate con grandi ideali (come i diritti umani e il contrasto all’omofobia).
    Noi però viviamo in Italia e in Italia il dibattito è articolato in un certo modo. Non sconfiniamo.

    27 Settembre, 2013 - 18:42
  57. Federico B.

    Lo scrivo anch’io, così è contenta anche Nicoletta:
    nessuno deve essere discriminato.

    27 Settembre, 2013 - 18:43
  58. nicoletta z.

    Quoto Picchio. E chiedo scusa per il linguaggio, che qualcuno considererà da trivio: “checche” e “camioniste” sono una sparuta minoranza (non che faccia differenza, d’altronde). Tutti gli altri li incontriamo ogni giorno e non li riconosciamo, perché non sono marchiati a fuoco, fanno la vita di tutti ma di questa vita troppo spesso non possono parlare, anche se convivono da vent’anni con la stessa persona e sfoggiano una tenuta di coppia parecchio significativa anche (e soprattutto) rispetto alla media della tradizionale famiglia del Mulino bianco.

    27 Settembre, 2013 - 18:45
  59. nicoletta z.

    Grazie Federico, ho capito.

    27 Settembre, 2013 - 18:45
  60. mattlar

    Federico,
    “Lo scrivo anch’io, così è contenta anche Nicoletta:
    nessuno deve essere discriminato”

    hai discriminato quelli che vogliono discriminare o essee discriminati!!!!
    Sei omofobo (punto).

    27 Settembre, 2013 - 19:24
  61. mattlar

    Federì, beninteso, sto scherzando… che poi non si è mai capito perché la fobia deve essere un reato…
    se uno è claustrofobico… mica possono dare l’ordine di demolizione dei muri delle stanze;
    se uno ha l’agorafobia… mica possono chiudere le piazze al traffico;
    se uno è tanatofobico… mica si possono chiudere i cimiteri;
    però, se uno è omofobo… allora l’arrestano… boh…

    27 Settembre, 2013 - 20:37
  62. Giovanni Mandis

    Marilisa, l’omosessualità congenita non esiste. Se esiste fornisca la/e pubblicazione/i scientifica/che in merito…

    Nicoletta Z., in Russia hanno fatto una legge (sacrosanta) che proibisce la PROPAGANDA OMOSESSUALISTA VERSO I MINORI !
    Ver-so-i-MI-NO-RI.

    27 Settembre, 2013 - 20:42
  63. mattlar

    Nicoletta.z forse la legge russa la possiamo andare a vedere….

    27 Settembre, 2013 - 21:25
  64. mattlar

    Ma se l’omosessualità è congenita (e congenita non è) perché ci sarebbe bisogno di fare la propaganda lgbt?

    27 Settembre, 2013 - 21:30
  65. Sara1

    Ragazzi la Russia esagera però, le tre ragazze sono ancora in prigione e una è anche madre.

    27 Settembre, 2013 - 21:39
  66. @stefano

    Mattlar
    Beh….però anche lo sfottò! Nun ze po’ senti. E su tanta sofferenza. Boh lo dico io.

    27 Settembre, 2013 - 21:57
  67. Marilisa

    Mandis, lei continua a sbagliare strada. E fa perdere la pazienza anche ai santi con la sua ostinazione.
    Da che cosa le deriva questa inaudita sicurezza? Dall’aver letto opinioni più o meno affidabili di psicologi? Sono solo opinioni, sa? Pronte a essere messe in discussione in un futuro più o meno prossimo.
    Esca dal seminario e vada a contatto con il mondo. Solo così verrà a conoscenza delle realtà varie di questo mondo.
    Lo guardi con i suoi occhi, non filtrato dalle vedute della Chiesa.
    Il che è un DOVERE per un futuro ministro del culto.
    Glielo ho già detto. Un DOVERE !!!
    Io parlo a ragion veduta, mio caro. Ho conosciuto persone autenticamente omosessuali (maschi) e sofferenti per la loro “diversità”. E non c’è stato santo che potesse cambiarli. Riesce a capire?
    Dovrei continuare a parlare di questo all’infinito?
    La Chiesa è in questo mondo reale, qui su questa Terra, dove si ha a che fare con la materialità che è soggetta, TUTTA !, a imperfezioni.
    E la Chiesa deve prenderne atto. Le creature sono “finite” e perciò stesso possono avere imperfezioni di tutti i tipi.
    Ci sono animali imperfetti, e l’uomo–guarda un po’– è anche “animale”. Non lo dimentichi.
    Le riesce tanto difficile capire questa realtà così semplice?
    Tenga almeno conto della risposta, da lei linkata, di un religioso ad un
    gay. L’ha letta bene? A me sembra di no.
    Vada fuori dal seminario qualche volta…esca…esca…prenda contatto con la realtà invece che stare sempre con gli occhi rivolti al cielo.
    Francamente la sua cieca ostinazione mi ha stancata.

    27 Settembre, 2013 - 21:57
  68. Marilisa

    Mattlar, con tutto il rispetto per le tue opinioni, ti faccio osservare che io parlo di una certa omosessualità, non di tutta.
    Mannaggia, quanto è difficile farsi capire!

    27 Settembre, 2013 - 22:02
  69. Sara1

    Marilisa non esiste una certa omosessualità. Non è che la Nannini perchè magari è più mascolina è più lesbica (sempre che lo sia dato che non lo ha mai ammesso) di Portia de Rossi che è tanto carina e femminile.
    Credo che lei faccia riferimenti più all’identità di genere che è cosa un po’ diversa.

    27 Settembre, 2013 - 22:06
  70. @stefano

    Sara, ma sei informata su tutto!!! Ma che brava.

    27 Settembre, 2013 - 22:10
  71. @stefano

    Non ero ironico

    27 Settembre, 2013 - 22:11
  72. @stefano

    Vi mando un documento di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo.

    Sul numero di giugno 2008, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali.

    Il documento é interessante perché cerca di dare una risposta all’interno del perimetro della Sacra Scrittura e della dottrina cattolica e del Magistero

    http://www.renzoelucio.it/docs_altri/as_0806GruppoStudioBioetica.pdf

    27 Settembre, 2013 - 22:30
  73. Sara1

    “Una libera scelta? Anche il ruolo che la libertà gioca nella condizione omosessuale richiede che si faccia grande attenzione alle generalizzazioni
    . Per quanto riguarda i comportamenti, si va da soggetti per cui non è possibile evitare atti sessuali compulsivi
    e promiscui, fino a soggetti capaci di istituire legami affettivi forti, che possono o
    meno esprimersi in atti sessuali completi. In questo contesto va ricordato che la
    sessualità non è un istinto monolitico e statico, ma è dotata di una certa plasticità e fluidità , sviluppandosi progressivamente verso equilibri più o meno stabili,
    sebbene mai definitivamente al riparo da possibili episodi regressivi.
    Inoltre, ci si domanda quanto la libertà incida sullo stesso orientamento
    omosessuale. La ricerca delle cause potrebbe dire una parola in proposito, ma
    le ipotesi sono molte e generalmente insufficienti per spiegare appieno il feno-
    meno. Quanto si può qui segnalare è che risulta poco attendibile la causa biologica (genetica od ormonale), pur senza escludere che possa avere una qualche
    influenza predisponente, mentre sembrano più accreditate le cause educativo-
    culturali, che comunque sfuggono alla volontà del soggetto. Il periodo della
    prima infanzia riveste un’importanza cruciale, anche se il tempo della presa di
    coscienza può essere di molto successivo. Ci basti qui ricordare che la gran
    parte delle indagini mostra come nella maggioranza dei casi
    lo spazio lasciato alla libera scelta è molto ridotto : la persona riferisce di scoprirsi omosessuale senza volerlo e quasi sempre in modo irreversibile. Il compito dell’etica non sta quindi nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”

    Era la tesi di Martini; normalizzare l’omosessualità favorendo relazioni durevoli piuttosto che rapporti fugaci e magari promiscui.
    (“Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. “)

    Buona notte.

    27 Settembre, 2013 - 22:51
  74. Giovanni Mandis

    mattlar scrive,
    27 settembre 2013 @ 21:30
    “Ma se l’omosessualità è congenita (e congenita non è) perché ci sarebbe bisogno di fare la propaganda lgbt?”
    Grande intervento. Sei come il bambino che dice “IL RE È NUDO!”.

    Marilisa, il cristiano guarda il mondo (ci prova) con gli occhi di Cristo (creatore, redentore), la Chiesa è Cristo che cammina nei secoli. La misura è carità nella verità.
    Esco dal seminario? Ma se son entrato nel 2010…

    27 Settembre, 2013 - 22:51
  75. @stefano

    Sara, sei una macchina da guerra. Buona notte

    27 Settembre, 2013 - 22:53
  76. nicoletta z.

    Sì Mattlar, andiamola a vedere: è una legge che vieta la propaganda rivolta a minori di orientamenti sessuali non tradizionali e punisce con multe e detenzione ogni tipo di manifestazione pubblica di persone (o a sostegno di persone) con orientamento sessuale non tradizionale. La nozione di “propaganda”, però, è soggetta all’interpretazione del singolo giudice (proprio come in Italia!, direbbe qualcuno). “Ogni tipo di manifestazione pubblica” sembra voglia dire esattamente: ogni tipo di manifestazione pubblica, ivi compresi anche giudizi e opinioni espressi in luogo pubblico.

    27 Settembre, 2013 - 22:55
  77. mattlar

    @Stefano, non era uno sfottò, hai visto che l’argomento lo prendo sul serio. Era per stemperare un po’, ogni tanto ci vuole. Seri si, seriosi no!! Ogni tanto fa bene anche ridere di se stessi…

    @Marilisa, sono contento che mi consideri ogni tanto: da quando abbiamo fatto la pace non mi dici più niente… quasi quasi era meglio prima…. io ti leggo sempre… a proposito, notizia per @Elsa.f e @Mandis:
    Marilisa è simpaticissima, un po’ esuberante, magari gli scappa anche un linguaggio colorito ogni tanto, però posso testimoniarvi che è molto carina.

    @Marilisa, anche io – come @sara1 – credo che non esista una “certa” omosessualità. La minima parte, onesta, sofferente e sincera, forse è congenita; è indubbio che latenze omosessuali possano esservi in chiunque nella fase della crescita e dello sviluppo, che oggi sono fasi prolungate ben oltre l’adolescenza, ma questa è la parte minima, minima, minima. Anzi, il prolungamento dello sviluppo psico- emotivo fino ai 30 e oltre anni ha sicuramente alimentato una grande confusione nei generi, unitamente alla confusione dei ruoli e al bobardamento edonistico di immagini e tendenze che partono dalle libertà sessuali .Mi fermo.

    27 Settembre, 2013 - 23:03
  78. mattlar

    @Stefano
    guarda, questo non l’ho trovato sulla miriano, ma su andrea monda: te lo riporto perché – per pura combinazione – diceva quello di cui sopra… ciao
    ps san tommaso moro era un santo strafico!!!

    Beati quelli che sanno ridere di se stessi, perché non finiranno mai di divertirsi. (San Tommaso Moro)

    27 Settembre, 2013 - 23:20
  79. Marilisa

    Ho ragione di dire che è difficile farsi capire.
    Mi chiedo che cosa abbiate capito a proposito di ” una certa omosessualità”( ovvero un determinato tipo di omosessualità) di cui parlavo.
    Lo ripeto per l’ennesima volta.
    Io faccio netta distinzione fra l’ omosessualità denunciata da una tendenza chiara e netta di attrazione verso lo stesso sesso, che per me–e non solo per me– è di carattere genetico, e l’omosessualità cercata e voluta per altri fattori che non sto ad indicare. E qui la genetica non c’entra per niente.
    La prima è un dato di fatto che rientra nella gamma delle imperfezioni che si riscontrano nella creaturalità.E bisogna prenderne atto posto che l’essere umano è fatto di materia e di spirito, e non è un essere perfetto.La materia di cui è fatto è defettibile. Giusto?
    Allora, parlare di “disordine morale” in questo caso è assolutamente improprio.È fare una forzatura pretestuosa che colpevolizza chi ha tendenze che magari non vorrebbe avere, ma ci sono.
    E parlare, come fa Mandis, di rimedi quali la medicina, la fede, la spiritualità è fuori luogo.
    Non è malattia, per cui non c’è niente da curare. E la fede se non c’è, uno non se la può dare come rimedio. Chiaro?
    Il Mandis, cioè la Chiesa, vorrebbe la rinuncia agli atti sessuali. Allo stesso modo in cui preti e religiosi sono obbligati al celibato quali “eunuchi per il regno dei cieli”.
    La differenza notevole è che un prete o un religioso deve rinunciare obbligatoriamente, e forse senza tanti sacrifici, per obbedienza alla Chiesa. E si prepara da prima spiritualmente a tale rinuncia. Salvo che in seguito anche loro potrebbero “crollare”, come ha detto padre Angelo.
    Ed è successo varie volte.
    Un omosessuale, che non è obbligato se non da indicazioni ecclesiali che considerano gli atti fra omosessuali come peccati contro natura ( perché non finalizzati alla procreazione), potrebbe non essere in grado di rinunciare.
    E qui è chiamata in causa non tanto la libertà dell’individuo, a cui si appellano, a mio avviso alquanto superficialmente, quelli che hanno una fede religiosa consolidata, quanto altri fattori di tipo caratteriale, sentimentale etc…E nessuno può mettersi a trinciare giudizi.
    Solo Dio–l’ho sostenuto più volte– può giudicare davvero.
    “Chi sono io per giudicare?” Lo ha detto qualcuno molto più importante di me.
    E inoltre non dimentichiamo che i peccati veri non sono quelli legati al sesso, ma quelli contro l’ amore.
    Mi sono spiegata?

    Mattlar,io ti considero sempre, puoi starne certo. Anche io ti leggo.
    Ti ringrazio per le cose carine (non meritate) che hai detto su di me.
    Un caro saluto.

    28 Settembre, 2013 - 1:11
  80. lycopodium

    Mi sono sempre tenuto fuori dalle inutili polemiche,
    limitandomi ad osservare, qualche volta, che
    ciò di cui parliamo
    fosse l’unico caso in cui
    continuasse a valere l’ipotesi hard-deterministica dei geni
    (respinta dalla scienza in TUTTI gli altri ambiti!).
    Bene,
    mi fa piacere registrare che – almeno qui –
    ci sia un certo evolversi del modo di porre la questione.

    28 Settembre, 2013 - 7:39
  81. elsa.F

    mattlar scrive,
    27 settembre 2013 @ 23:03

    Ooooohhh, sì, Lei è così, simpatica, dolce, ironica e intelligente!
    Beh, diciamo Lei è così, simpatica, dolce!
    Beh, diciamo… anzi, non diciamo, via!

    28 Settembre, 2013 - 8:24
  82. Sara1

    La teoria del gender è antideterministica per eccellenza. Infatti : “Nel solco della linea marxista-freudiana, il movimento femminista ha dato vita alla gender theory , per la quale il «genere» sessuale (gender), giudicato una costruzione psico-socio-culturale, risulta svincolato dal «sesso» biologico (sex).
    Secondo questa teoria, l’invariabilità che si può ammettere per il sesso non deve
    invece essere rivendicata per il genere, soggetto alla variabilità delle culture.
    «Teorizzando che il genere è una costruzione sociale del tutto indipendente dal sesso — si legge in una delle opere di riferimento —, il genere stesso diventa
    un artificio libero da vincoli . Di conseguenza, uomo e maschile potrebbero
    riferirsi sia a un corpo femminile sia a uno maschile; donna e femminile, sia a
    un corpo maschile sia a uno femminile» . La gender theory non solo mira a una
    ridefinizione radicale dei generi sessuali, ma ne mette in discussione la distin-
    zione stessa.” (dal testo di Stefano pag. 13.

    Quando si parla di adozioni è qui che si fa riferimento ed è con questo che adesso ci stiamo confrontando non con la semplice questione di dare (giustamente) diritti civili alle coppie omosessuali.

    28 Settembre, 2013 - 8:49
  83. Marilisa

    Sì, non dica, signora. Molto meglio che lei non dica.
    Eviti di parlare, se le è possibile. Glielo raccomando caldamente.
    Quando parla lei…..
    Meglio, a questo punto, che sia io a non dire.

    28 Settembre, 2013 - 9:09
  84. lycopodium

    Appunto, Sara1, marciare divisi, ma colpire uniti…

    28 Settembre, 2013 - 9:15
  85. Marilisa

    Se può interessare faccio notare che studi scientifici hanno dimostrato che comparando dei gemelli monozigoti, cresciuti a distanza e in ambienti diversi, si è constatato che se uno era gay c’era una probabilità del 50 per cento che anche l’altro lo fosse.
    Vorrà dire qualcosa o no? Ci sono basi biologiche o no?

    28 Settembre, 2013 - 9:20
  86. elsa.F

    Ah, sì?
    Ce li può citare? Perché questa informazione sembra la pubblicità dei dentifrici “importanti test scientifici mostrano che…”

    Quando si cita la scienza, meglio farlo in forma adeguata.

    http://www.disinformazione.it/studiscientifici.htm

    28 Settembre, 2013 - 10:47
  87. Giovanni Mandis

    Marilisa deve citare la pubblicazione scientifica con i riferimenti sennò quanto dice vale zero.
    Un esempio di condizione genetica congenita è la sindrome di down: chi si ritrova con tre cromosomi n. 21 (invece che due) nasce inevitabilmente con quella sindrome, è una sua caratteristica irreversibile per tutta la vita. Nascere con questa sindrome non diminuisce di una virgola la dignità umana di queste persone.
    Nell’omosessualità invece non c’è determinismo, non è congenita, ed è in gioco sempre la libertà e volontà dell’uomo. Già non opporsi alla tendenza omossessuale è un male, figuriamoci giustificarla. Comprende finalmente la differenza tra quando sono assenti implicazioni morali e quando esse sono invece presenti?

    Nel resto del suo minestrone mette dentro di tutto, atti sessuali (cosa ben diversa da quelli omosessuali), celibato, preti… Ha le idee alquanto confuse in materia…

    28 Settembre, 2013 - 13:39
  88. Sara1

    Il sito disinformazione mi sembra un tantinello particolare nelle sue idee.
    (basterebbe il guarire dal diabete)

    28 Settembre, 2013 - 14:00
  89. lycopodium

    Il sito http://www.disinformazione.it sarà quello che sarà,
    ma il lavoro che cita
    [ Ioannidis, J. P. A. (2005). “Contradicted and Initially Stronger Effects in Highly Cited Clinical Research”. JAMA: The Journal of the American Medical Association 294 (2): 218–228. doi:10.1001/jama.294.2.218.PMID 16014596.edit ],
    per quanto polemico, è pubblicato su una rivista seria (JAMA) e non dice nulla di particolarmente eretico.
    I limiti dei lavori scientifici, i primi a conoscerli (non sempre per evitarli, ahimé) sono gli stessi ricercatori…

    28 Settembre, 2013 - 15:00
  90. Sara1

    Lyco nessuno mette in dubbio che la scienza non abbia forti limiti. Basta pensare a Popper o Feyerabend, non c’è bisogno di ricorre a siti tanto strani.

    http://www.disinformazione.it/obama_israele_siria.htm (solite cose che ritornano in questi siti cattolico controculturali).

    28 Settembre, 2013 - 15:10
  91. Sara1

    L’ho capito, non sono stupida. Non dice nulla di nuovo che non si possa trovare anche su Wikipedia.

    28 Settembre, 2013 - 15:56
  92. Marilisa

    Dunque, caro Mandis, stia attento ( solo un po’) a quel che dico.
    In primis, io non invento niente di niente. Non è nel mio stile. Se non mi crede perché non mi conosce sono affari suoi, ma sappia che la cosa un po’ mi offende perché dice chiaramente che lei non ripone in me alcuna fiducia. Le chiedo: perché? Per prevenzione nei miei confronti?
    Avere pregiudizi è colpevole. Non lo sa?
    In secondo luogo, le faccio notare che ho riportato dati precisissimi che escludono il campato in aria, non crede?
    Detto questo, le posso assicurare che quel che io ho riportato è solo una minima parte di quel che ha scritto sulla omosessualità e su altro una persona molto ma molto seria, nota in tutto il mondo per le sue divulgazioni scientifiche per le quali ha meritato un bel po’ di lauree honoris causa, e gli è stato reso l’onore di denominare col suo nome un astro di scoperta relativamente recente.
    Insomma, una persona che è lustro per il nostro Paese (io lo avrei nominato senatore a vita) e che non fa divulgazione senza essersi documentato con pignoleria.
    In tale libro (molto interessante, e lo consiglierei a molti di qui) non cita opere scientifiche perché il discorso generale non lo richiede, trattandosi del tema dell’ amore con le sue svariate implicazioni: attrazione, innamoramento, corteggiamento, unione, sesso, matrimonio, gelosia, infedeltà. Ma alla fine scrive testualmente:”Devo anzitutto ringraziare…, per la ricerca e l’analisi degli oltre quattrocento articoli scientifici che costituiscono la DOCUMENTAZIONE DI BASE del libro, un lavoro senza il quale quest’ opera non avrebbe potuto essere realizzata.”
    A me basta questo, e anche mi avanza. A lei no? Non so che farci.
    Chi è l’autore di questo bel libro? Non glielo dico. Dispettosamente, lo ammetto.
    Lei, a mio parere, non lo merita, sia per il tono che usa sia perché si pone sul piano della sfida. Ma io non la raccolgo, se permette. Non mi piacciono le sfide, le trovo cretine.
    Faccia ricerche per conto suo, se vuole. Altrimenti amen.
    Il “minestrone” di cui parla sprezzantemente non è della mia cucina, esimio signor Mandis.
    Quello che ho detto a lei vale anche per la signora. Glielo dica, se crede.

    28 Settembre, 2013 - 19:01
  93. Marilisa

    Dallo stesso libro ( pubblicato nel 2006) e dallo stesso capitolo traggo quanto segue:
    “Una minoranza molto cospicua, per la verità. Indagini fatte in vari Paesi hanno dato risultati sostanzialmente analoghi: 4-5 per cento dei maschi, 2-4 per cento delle femmine. Questo vuol dire una notevole percentuale della popolazione adulta. Fate voi stessi il conto: ciò significa, per la sola Italia, qualche milione di persone.
    …Sono persone che, molto spesso, sin dalla prima infanzia mostrano già questa tendenza, per esempio nell’attività ludica, preferendo i giochi e i giocattoli dell’altro sesso. Naturalmente le situazioni ambientali possono favorire, o meno,la possibilità di esprimere la propria omosessualità.
    ….Anche per loro l’amore comporta esattamente gli stessi sentimenti e le stesse emozioni degli eterosessuali:innamoramento romantico, eccitazione, passione, crisi profonda in caso di abbandono o di tradimento ecc.”

    28 Settembre, 2013 - 19:23
  94. Giovanni Mandis

    Piero Angela colpisce ancora ma si vergogna a dirlo, gentile Marilisa? Ricerche senza fondamento.

    Chi dice all’Uomo (ad ogni singolo essere umano) la verità sull’Uomo è solo Gesù Cristo e lo fa nei secoli attraverso la Sua Chiesa (non mi tiri fuori il Vangelo, ché il Vangelo nelle sue quattro versioni lo ha messo per iscritto la Chiesa stessa assistita dallo Spirito Santo).
    Lasci perdere i profeti di altre chiese che vogliono ridurre l’uomo a una bestia appena appena più intelligente delle altre (questo è per esempio il pensiero di uno Scalfari o un Veronesi giusto per far due esempi).

    28 Settembre, 2013 - 21:47
  95. elsa.F

    Caro Mandis, che fa, discute con chi non conosce la differenza fra scienza e divulgazione?

    (90)

    28 Settembre, 2013 - 21:57
  96. Marilisa

    Mandis, mio caro, io non mi vergogno di nulla.
    Lei ha fatto ricerche, il che mi fa piacere.
    Ma non ha letto, perché non vuole uscire dalle sue posizioni ( e questo parla chiaro sulla sua impostazione mentale) ciò che ho riportato a conclusione: DOCUMENTAZIONE di BASE.
    Ho paura di preti come lei sarà. Mi auguro che Dio ce li risparmi, me lo auguro per il bene della Chiesa.

    29 Settembre, 2013 - 10:54
  97. lycopodium

    «il determinismo genetico si deve intendere nel senso che qualche volta c’è un diritto di veto da parte di alcuni geni in alcune persone, ma per quanto riguarda tutto il resto ci sono ampie opportunità a ciascuno di noi di seguire la propria strada […]. I geni non potrebbero, nemmeno volendo, controllare tutti i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti».
    Edoardo Boncinelli (noto scienziato non credente)

    29 Settembre, 2013 - 11:27
  98. Sara1

    Marilisa lei cita un libro e Piero Angela 400.

    Se ne leggesse 400 di scuole diverse si renderebbe conto che la questione è molto più complessa.
    In pratica è il vecchio più sai e più sai di non sapere.

    29 Settembre, 2013 - 13:14
  99. Marilisa

    Sara1, P. Angela, da quell’ uomo serio e preparato che è, parla di ben 400 articoli SCIENTIFICI.
    Cosa si vuole di più ? Lo so io cosa si vuole: trovare il pelo nell’uovo per far quadrare i propri convincimenti acquisiti una volta per sempre.
    Certo non mi metterò a leggere 5000 documenti per dare certezze a chi ha la sua certezza esclusiva ed escludente.
    Io mi trovo in assoluta aderenza a quel che P. Angela ha detto. Ma non perché lo ha detto lui, piuttosto perché ho visto con i miei occhi e ho sentito con le mie orecchie. E ho riflettuto.
    Se io soffro di emicrania ereditata ( il che è una realtà, purtroppo) e qualcuno mi dice che l’ereditarietà non c’ entra un fico secco, io, sulla base della mia esperienza diretta, continuerò a dire che l’ereditarietà c’ entra eccome. E le diverse scuole di pensiero mi fanno un baffo.
    Qualcuno qui dovrebbe stare più a contatto col mondo reale per farsi un’ idea di come stanno veramente le cose.
    Non prendere per partito preso quello gli hanno detto altri, fosse pure la Chiesa.

    29 Settembre, 2013 - 14:15
  100. Sara1

    Santissima pazienza li ha letti, conosce i nomi degli autori, la loro credibilità internazionale, le riviste su cui sono stati pubblicati, ha letto altrettanta mole di articoli di diverso taglio che magari volevano dimostrare il contrario o studiare la cosa da un punto di vista diverso? Già che si dica ringrazio i 400 libri senza citarli contestualmente è poco scientifico scusi.
    E poi 400 titoli in bibliografia non sono niente di particolare, è la qualità della bibliografia da verificare, secondo lei la bibliografia di Odifreddi sarà uguale a quella di un libro di Ratzinger??

    Come si fa ad avere certezze granitiche partendo da un unico libro? E’ impossibile.

    29 Settembre, 2013 - 14:29
  101. Giovanni Mandis

    Quindi Marilisa insiste con l’omosessualità ereditaria ed addirittura ereditata (visto il suo paragone con l’emicrania…)…
    …per esempio… due genitori non-omosessuali di un figlio omosessuale sarebbero ciascuno portatore sano di quel gene o più geni responsabili dell’omosessualità – cioè avrebbero entrambi quel gene o più geni responsabili dell’omosessualità solo su metà del corredo cromosomico (su un unico cromosoma dei 23 che costituiscono metà genoma umano o su N. cromosomi sempre dei 23 che fanno metà genoma) – e che il loro figlio (una possibilità su quattro che accada) si ritroverebbe ad avere invece o su 2 cromosomi omologhi dei 46 totali o su N. cromosomi omologhi dei 46 in caso che i geni siano sparsi. Ci ritroveremmo così ad un grado molto elevato di determinismo. Niente libertà e volontà. Come una simile visione possa essere ammessa/ipotizzata da un cristiano mi risulta incomprensibile.
    Se fosse come la sua emicrania ereditata
    1) l’omosessualità sarebbe genetica ma NON ereditaria (infatti i genitori non sono omosessuali)
    2) sarebbe un mero problema genetico da risolvere come lo sono molte malattie genetiche…
    se e quando dovesse uscire fuori una simile scoperta sarebbe premiata col premio Nobel (se la scoperta fosse già avvenuta lo sapremmo già…).
    Purtroppo per lei non esiste finora alcuno studio che dimostri l’origine genetica dell’omosessualità con buona pace di Piero Angela e sua.
    Ripasso di genetica che male non fa
    http://www.treccani.it/enciclopedia/malattie-genetiche-ed-ereditarie_(XXI-Secolo)/

    29 Settembre, 2013 - 15:53
  102. Giovanni Mandis

    treccani.it/enciclopedia/malattie-genetiche-ed-ereditarie_(XXI-Secolo)/

    29 Settembre, 2013 - 15:54
  103. Giovanni Mandis

    Errata corrige, al posto di “Se fosse come la sua emicrania ereditata” quanto segue

    Come vede la sua emicrania ereditata non può essere paragonata con l’omosessualità…
    Lei ha ereditato la sua emicrania da uno o entrambi i suoi genitori che ne soffrivano cosa che invece a un figlio omosessuale non può succedere (punto 1)
    Dunque
    1) l’omosessualità sarebbe genetica ma NON ereditaria (infatti i genitori non sono omosessuali)
    2) se è genetica, a partire da genitori non omosessuali (che potrebbero pure NON ESSERE PORTATORI SANI, potrebbe cioè insorgere non da geni preposti, ma da mutazione, ma qui si complica il discorso e mi fermo), sarebbe un mero problema genetico da risolvere come lo sono molte malattie genetiche…
    3) lei fa confusione tra genetico, ereditario, congenito.

    4) rimettiamo al centro non un animale programmato dal genoma, succube di forze invincibili, ma l’Uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio e dotato di libertà e volontà.

    29 Settembre, 2013 - 16:11
  104. Marilisa

    Sara1, scusa sai, ma tu qualche volta la fai fuori del vaso.
    Non vale la pena replicare.

    29 Settembre, 2013 - 16:53
  105. Sara1

    E’ solo che non comprende: per lei Piero Angela è scienza, e io non dico che non lo sia dico solo che la scienza è fatta di teorie, e quella di Angela è una delle tante teorie che oggi come oggi cercano di spiegare il fenomeno.
    Lei è liberissima di aderirvi basta sapere che non è l’unica e non è definitiva.

    E’ come se si cercasse di spiegare il fenomeno Berlusconi leggendo solo Il Giornale o solo Il fatto quotidiano, la visione sarà ovviamente limitata, è leggendo tutta la varietà dei giornali che si otterrà un quadro più veritiero.
    Così è ovvio che un genetista affronti la questione solo dal punto di vista fisico genetico mentre uno psicologo metta in evidenza più gli aspetti relazionali.

    In questo momento gli studi genetici (nessuno dice che non ci sono stati) non sono risolutivi non sono in grado di mettere a tacere tutte le altre teorie.

    Un libro sull’argomento è come una goccia in un oceano.
    tutto qui.

    29 Settembre, 2013 - 17:01
  106. Marilisa

    Signor Mandis, anche lei però la fa fuori.
    Vada a leggersi bene il significato di “genetica”.
    E non faccia discorsi complicati per dimostrare l’indimostrabile.
    Dico solo, per amore dell’essenzialità, quel che già altre volte ho detto: io guardo soprattutto a quel che vedo sotto i miei occhi.
    E riguardo a questo, io ho visto persone, ottime, che erano e sono autenticamente attratte dallo stesso sesso e che contro questa tendenza sono impotenti.
    Nessuno, nemmeno la Chiesa, ha il diritto di pontificare e, tanto meno, di inserirle nella categoria del “disordine morale” o, ancora peggio, di parlare di “peccato” e di colpevolizzare.
    Se la natura ( o Dio?), ha voluto così, se ne deve prendere atto.
    Solo Dio è in grado di giudicare. Solo Lui!

    29 Settembre, 2013 - 17:38
  107. Marilisa

    Sara1, io non considero, come tu dici, P. Angela “scienza” o “catechismo”. Caso mai lo reputo persona autorevolissima.
    Ho inteso portare, a supporto di quello che io credo, le tesi, che sono anche le mie, di una persona che certo non parla a vanvera, e che dice di avere consultato “documenti scientifici”. Non io l’ho detto.
    Del resto, lui presenta dei dati ( non inventati da lui) ben circostanziati, fra i quali mi sembra particolarmente interessante quello sui gemelli monozigoti.
    Dunque, se ci sono due correnti di pensiero, io mi sento di aderire a quella che parla di fattori biologici nella omosessualità.
    Perché? L’ho già detto e non mi ripeto.
    E inoltre perché non mi convince affatto la tesi di chi sostiene che essa sia dovuta a fattori ambientali e via discorrendo.
    Chi invece si premura di riportare il discorso nel campo della morale, perché la Chiesa di questo si preoccupa, o magari perché–diciamolo chiaro– prova repulsione al pensiero dell’unione di due omosessuali, preferirà aderire all’altra corrente di pensiero.
    La pensi come vuole, ma non pretenda di convincere chi la pensa in modo diverso.

    29 Settembre, 2013 - 18:03
  108. Sara1

    Sinceramente non capisco perchè il determinismo biologico dovrebbe garantire maggiore simpatia verso l’omosessualità.
    Il determinismo mi sembra dare semplicemente meno spazio all’umanità dell’uomo, mettendo in secondo piano i suoi sentimenti e la sua libertà.
    Mettere in primo piano i geni è come sottomettere l’uomo a forze più grandi di lui che lo dominano.

    29 Settembre, 2013 - 18:55
  109. Marilisa

    “Sinceramente non capisco perchè il determinismo biologico dovrebbe garantire maggiore simpatia verso l’omosessualità.”

    Ma cosa dici, Sara1? Di quale “maggiore simpatia” vai parlando? Io parlerei di maggiore COMPRENSIONE e giustificazione.
    I sentimenti non c’entrano per niente, perché loro ne hanno da vendere di sentimenti.Verso tutti.Sono sensibilissimi, fra l’altro.
    Hanno una gentilezza quasi fuori dell’ordinario tranne che verso chi li discrimina. E vorrei vedere che non fosse così.
    Solo il sentimento d’amore cambia, essendo indirizzato verso persone dello stesso sesso.
    La libertà in loro ha gli stessi limiti che ha in tutti gli esseri umani.
    Quella libertà di scelta fra il bene e il male di cui molti si riempiono la bocca, in realtà è utopica. Infatti sono molti i fattori che la condizionano.
    Per esempio, non si deve rubare, ma quando uno è affamato la libertà di scelta fra il furto e il non-furto va a farsi benedire.
    Voglio dire che la libertà è in certa misura relativa.
    E inoltre l’uomo è di fatto–piaccia o non piaccia–sottomesso molto spesso a forze più grandi di lui che lo dominano.
    Allora, smettiamola con certi luoghi comuni che si scontrano con le dure realtà della vita.

    29 Settembre, 2013 - 21:17
  110. Sara1

    Veramente dire che quando sei affamati rubi vuol dire dare importanza ad una situazione ambientale o momentanea.
    Basta eliminare la situazione e la persona non ruba più.
    Mettere in gioco i geni vorrebbe dire che la persona ruba perchè lo dice il suo dna e quindi non val la pena di eliminare le motivazioni a contorno.
    Essere sottomesso a forze più grandi che ti dominano può diventare anche una scusa per lasciare le situazioni di ingiustizia lì dove sono.
    E’ la via moderna del vecchio fatalismo. (secondo me)

    29 Settembre, 2013 - 21:24
  111. Sara1

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=22067&sez=HOME_SCIENZA

    Prendiamo uno studio come questo.

    Un educatore di fronte ad un ragazzo con un gene sbagliato non può fare nulla per migliorare le sue capacità empatiche o di generosità?
    E’ scritto nelle stelle che se ho un gene devo diventare un dittatore?

    A me pare brutto che devo dire.

    29 Settembre, 2013 - 21:36
  112. Giovanni Mandis

    Mi spiace per Marilisa ma ha una visione della Chiesa che non corrisponde al Vangelo e alla Fede cattolica (universale). La Chiesa è stata istituita da Cristo proprio per giudicare il bene e il male, ciò che è bene da ciò che non lo è. In materia di Fede e Morale la Chiesa gode dell’infallibilità garantita da Cristo stesso al suo Vicario in terra, il Papa. Questo è nel Vangelo, non invenzione umana.
    Oltre a questo la signora è carente nelle sue conoscenze scientifiche e si lamenta se si usa un linguaggio rigoroso. Ma la genetica è materia complessa, non è roba da bar sport.
    SE l’omosessualità fosse come ella graniticamente afferma di accertata origine genetica (ereditaria o no, è doveroso usare termini rigorosi) come mai la Treccani alla voce “omosessualità” scrive la seguente frase:
    “Per l’essenzialismo, l’orientamento sessuale avrebbe origine, deterministicamente, da fattori biologici intrinseci: in tal senso, le ipotesi formulate nel tempo dai ricercatori – MAI CONFERMATE DALLA LETTERATTURA SCIENTIFICA – vanno dalle differenze tra le caratteristiche anatomiche del cervello di omosessuali ed eterosessuali, alla presenza di un ‘gene’ dell’omosessualità.”?
    Poi ancora “A oggi, peraltro, quel che si può affermare con certezza è che, sulla base della evidente bipolarità sessuale uomo/donna, l’orientamento eterosessuale è innato (in-naturae), ma può subire cambiamenti o modificazioni a causa di particolari interazioni del soggetto con l’ambiente familiare e sociale, generando un orientamento omosessuale.”
    Fonte: treccani.it/enciclopedia/omosessualita/

    30 Settembre, 2013 - 0:39
  113. Marilisa

    Sara, sinceramente mi sembra che anche tu, come qualcun altro prima, ti stia lasciando prendere dalla volontà di non capire, e che stia mescolando le carte.
    Io ho spostato il discorso sulla “libertà”, a cui tu mi hai portato, e ho detto che la libertà di scelta fra il bene e il male, non è un assoluto ma è relativa perché condizionata da molteplici fattori.
    Questo ho detto esemplificando con il “non rubare”, che è un comandamento categorico, che però, a mio parere, perde la sua assolutezza in determinate circostanze.
    Il discorso sui geni qui evidentemente non c’entra per niente.
    Che l’uomo poi appaia sottomesso a forze più grandi, è indubbio. Basta guardarsi intorno per vederlo molto frequentemente.
    “La scusa” di cui tu parli è una argomentazione debole, dato che se è vero che certi potrebbero aggrapparvisi, è vero anche che molti altri no. E qui il discorso coinvolge un fattore di importanza fondamentale: il carattere delle persone. Quello che ognuno ha avuto in dotazione, e che, anche questo, in buona parte viene ereditato.
    Ci sono i forti e ci sono i deboli. I forti sanno reagire, i deboli invece no e spesso soccombono.
    Quanto al supposto “gene corto” dei dittatori, francamente mi sembra una bufala grande come il mondo.
    Resta il fatto che in quei casi–studi o non studi-c’è una volontà di dominio sugli altri espressa da un superego patologico.
    Non credo che qualche educatore sarebbe in grado di produrre dei cambiamenti in tali personalità deviate.
    Forse uno psichiatra sì.

    30 Settembre, 2013 - 1:03
  114. Marilisa

    Mandis, lei fa affermazioni che dimostrano che non ha letto bene quel che ho scritto.
    Lei parte col piede sbagliato: quello di volermi contraddire a tutti i costi senza provare a capire le mie ragioni. Questo è tipico di chi ha la pretesa assurda di avere ragione, lui e solo lui, non ammettendo che qualche ragione potrebbero averla anche gli altri.
    Il che, oltre che essere indisponente, denuncia mente chiusa e, se mi permette, limitata.
    Siamo su piani del tutto differenti, per cui è inutile continuare.
    Per quanto riguarda il suo giudizio su di me riguardo alla religione, potrei farle un discorso molto lungo. Ritengo che non ne valga la pena.
    A parte il fatto che lei non mi conosce se non virtualmente, e che quindi non può essere in grado di trinciare giudizi, è evidentissimo che lei appartiene, come parecchi altri qui, a quella categoria di clericali che incamerano nozioni religiose per spiattellarle appena possono, credendo di mettere in difficoltà chi non è perfettamente allineato sulle propria idea di ortodossa(?) religiosità. Che è–guarda caso– quella che a me non piace affatto, per cui si risparmi di catechizzarmi.
    Poi lei è liberissimo di credere che io abbia “una visione della Chiesa che non corrisponde al Vangelo e alla Fede cattolica (universale)”.
    Dicendo questo, però, non creda che io mi senta in colpa. Non ci pensi nemmeno un po’.

    30 Settembre, 2013 - 1:45
  115. lycopodium

    Quoto Sara1 (29 settembre 2013 @ 18:55)

    30 Settembre, 2013 - 7:02
  116. Sara1

    Vabbè Marilisa detto semplicemente con il determinismo genetico io posso giustificare l’oppresso (che ruba perchè costretto) ma anche l’oppressore (che mette l’altro nelle condizioni di rubare).
    Se tutto è già scritto nei geni e noi siamo mossi da questo che ci facciano simpatia o antipatia i nostri sentimenti rimaniamo lì senza possibilità di cambiare nulla.

    “Ci sono i forti e ci sono i deboli. I forti sanno reagire, i deboli invece no e spesso soccombono.”

    Il problema del darwinismo per me è lì.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Darwinismo_sociale

    30 Settembre, 2013 - 8:02
  117. Marilisa

    Forse sono io che non riesco a farmi capire, Sara, o forse si tratta dei limiti insiti in un dialogo solo scritto, dove non è possibile esplicitare fino in fondo, fin nei minimi particolari, il proprio pensiero.
    Niente darwinismo per quanto mi riguarda.
    Parlo–l’ho detto fino a nausearmi io stessa–della REALTÀ che io vedo attorno a me e sulla quale mi interrogo costantemente e sulla quale a volte ( a volte!) riesco a trovare delle risposte.
    Non risposte preconfezionate da altri. Non mi interessano queste, o mi interessano nella misura in cui coincidono con quel che io ho già “trovato” per conto mio.
    Una semplice osservazione, non superficiale però, di quanto mi accade intorno. Hai capito?
    Su queste basi io dico che l’uomo è libero fino a un certo punto.
    L’ uomo è una creatura “finita”, dunque “imperfetta” come tutte le altre, soggetta fra l’altro alle limitazioni imposte da svariati fattori che ne condizionano, di fatto, la libertà.
    Quando porto come esempio la trasgressione dell’imperativo morale “non rubare”, e per esemplificare dico che un uomo che ha fame, se in un market ruba un panino o altro è da capire, anzi da giustificare, sto anche dicendo che in un caso simile quella libertà– presentata come un assoluto dalla morale– di scegliere fra il bene (non rubare) e il male( rubare) di fatto non c’è.
    Se poi tu, Sara, mi dici che in tutto ciò la colpa è anche di una società ingiusta, ti do ragione.
    Ma, come si può constatare, in questo caso c’è una catena dove un anello intralcia un altro anello. Ovvero limita.
    Lo stesso dicasi per quanto riguarda le limitazioni della libertà dovute a fattori genetici o di altra natura.
    Un omosessuale che PER SUA NATURA ( mettiamola così) prova attrazione verso persone dello stesso sesso, sarà portato irresistibilmente ad unirsi a quelle, proprio come tu, Sara, sei attratta con forza verso il tuo compagno o marito.
    In tal caso dove sta la libertà, me lo dici ?
    Nell’ accettare di buon grado che, siccome la Chiesa o la morale dei benpensanti dice che non va bene, non deve amare il suo partner? Non lo trovi un po’ assurdo? Io sì.
    Ma poniamo anche che un omosex cattolico si proponga, seguendo il tuo ragionamento e quello di altri, di obbedire alla Chiesa e alla legge morale.
    In questo caso è fondamentale il fattore caratteriale. Chi ha un carattere forte, potrebbe riuscire a seguire il suo proponimento; chi invece ha un carattere debole potrebbe non riuscirci affatto.
    Allora, è lecito o no parlare di limiti della libertà?
    E anche il carattere, cara Sara, viene ereditato.
    Quante volte hai sentito dire frasi come queste: “è forte come sua madre” oppure è “debole come suo padre” e viceversa?
    Tu, per esempio, in quale dei tuoi genitori ti ritrovi di più per carattere?
    E non parlo solo di genitori. Parlo anche di nonni e di zii, dei quali certi ( non tutti) tratti caratteriali si ritrovano uguali uguali nei nipoti.
    Hai capito cosa voglio dire?
    E non è vero che non cambia nulla, come dici.
    I cambiamenti avvengono gradualmente senza che ce ne accorgiamo, anche perché gli esseri umani non sono proprio l’uno il clone dell’ altro, non ti pare?

    30 Settembre, 2013 - 19:40
  118. Sara1

    Il rubare spinti dalla fame può anche essere (la fame però è un dato concreto non un fatto genetico), però io potrei rubare spinto dal desiderio fortissimo di avere un determinato bene, anche in quel caso non agisco in libertà?
    Ci sono furti milionari, che impoveriscono gli altri, eppure il soggetto potrebbe essere cleptomane, spinto da megalomania, da sindrome maniaco depressiva potrei trovare duemila motivi e forze che ne limitano la libertà di decidere.

    Il problema in ogni caso non sono gli omosessuali in sé, ma il fatto di riconoscere la libertà o meno delle scelte anche nelle situazioni più difficili.
    Anche giuridicamente in fondo si parla di capacità di intendere e volere intendendo che la persona si rende conto, è in grado di capire quello che fa non è preda di un istinto o di forze che la rendano una semplice marionetta che giustifica ogni suo comportamento.

    In questo non capisco perchè il fatto che un omosessuale agisca spinto dal dna dovrebbe rendermelo più simpatico di quanto sarebbe se spinto dalla sua affettività, dalla sua storia e dal suo percorso.
    Sinceramente.

    30 Settembre, 2013 - 21:12
  119. Giovanni Mandis

    Marilisa chi trincia giudizi è lei, esempio lampante sul determinismo genetico dell’omosessualità nonostante sia un non-luogo scientifico (ipotesi non confermata da studi scientifici, che anzi mostrano come questa non sia innata e insorga nel corso della vita).
    Il cristianesimo è la religione della GRAZIA, della VITA SOPRANNATURALE, DELL’INCONTRO CON CRISTO CHE DICE “CHI SEI” AD OGNI UOMO e aiuta l’uomo a risollevarsi dai condizionamenti biologici che insorgono nel corso della vita.
    Cedere al condizionamento biologico del sonno o della stanchezza (moralmente neutro in linea generale) e mettersi a dormire o riposare è una cosa, cedere al condizionamento biologico delle pulsioni omosessuali è un’altra ed è moralmente rilevantissima.
    Nei suoi discorsi non c’è traccia di vita spirituale, lei dice “questa persona ha tendenza omosessuale senza sua colpa quindi non può fare a meno di esserlo, quindi i suoi atti omosessuali verso i quali è portato sono leciti e di più sono buoni e giusti; nessuno può giudicare”.
    Nessuno spazio per ragione, coscienza, conoscenza, discernimento fra bene e male, libertà, volontà (tutte facoltà elevate e perfezionate dalla grazia di Dio e dalla Fede cristiana).
    La Chiesa invece insegna che alla LUCE DEL PROGETTO DI DIO SULL’UOMO RIVELATOCI DA DIO STESSO la tendenza omosessuale è fuori di questo progetto ed è un ostacolo alla piena realizzazione dell’uomo.

    30 Settembre, 2013 - 21:31
  120. Marilisa

    Senta, egregio Mandis, le ho già detto che noi stiamo su piani diversi.
    Lei sta in cielo, io sulla terra.
    Lei è un angelo tutto spirituale, io sono una poveretta tutta terrena “senza traccia di vita spirituale”.
    Che fa? Vuole continuare a perdere tempo con una come me? Chi glielo fa fare?
    Lei la pensi come vuole, e continui a giudicare; io la penso come voglio e mi guardo bene dal giudicare. Perché cerco di capire, senza studiare a pappardella teoremi che fanno parte di una costruzione magisteriale della Chiesa.
    Detto questo, la pregherei di non virgolettare parole non mie, come se io le avessi pronunciate tali e quali. Questo proprio non è lecito. Mi creda.
    Mi accorgo che in seminario ha maestri che le insegnano tutto su Gesù ( si fa per dire), ma non le hanno insegnato che si mettono fra virgolette le parole esatte, punti e virgole compresi, di chi le ha espresse.
    Io per la verità non ricordo di aver mai detto che gli atti omosessuali sono “buoni e giusti”. La cosa mi fa anche parecchio ridere, se vuole saperlo.
    E comunque, continuo a pensare che preti del suo tipo allontanano dalla Chiesa anziché avvicinare, e continuo a pregare Dio che liberi la Chiesa da simili ministri.
    Però confido anche che con l’andar del tempo, con la conoscenza della vita ( che adesso le manca, a quanto sembra) lei possa cambiare qualche idea.
    Altri, tutti di sicuro con molte, anzi moltissime, tracce di vita spirituale, pregano Dio–già li vedo e potrei farne il nome– perché di preti come lei ( quando sarà) ce ne siano sempre di più.
    Nel frattempo non le farebbe male imparare qualcosa degli atteggiamenti e delle parole di Papa Francesco.
    Vada con Dio, signor Mandis.

    1 Ottobre, 2013 - 0:40
  121. Marilisa

    Sara, vogliamo giocare a non capirci o cosa?
    Mi hai portato tu sul terreno della libertà, ed io ti ho detto che la libertà di scegliere fra bene e male non è un assoluto. Perché in qualunque campo può rivelarsi limitata, la libertà. Questa è realtà non fantasia.
    L’uomo è libero di scegliere, ci è stato insegnato. Come se fosse un dato di fatto irrefutabile e indiscutibile. In realtà, a conti fatti, non è sempre così, proprio non lo è, perché ci sono dei condizionamenti nella vita dell’uomo che di fatto ne possono limitare la libertà di scelta fra bene e male. E i condizionamenti sono di diverso genere.
    E non continuare, per favore, a parlare di “simpatia” nei confronti degli omosessuali.
    È un termine improprio.
    Per farla breve: se per assurdo ( per assurdo, dico) tuo figlio un giorno dovesse manifestare tendenze omosessuali, tu cosa faresti?
    Gli faresti tutti i discorsi che fai qui sulla libertà di sceltà fra bene e male?
    Ti sei mai posta questa domanda? E quale risposta ti sei data?
    Sii sincera con te stessa.

    1 Ottobre, 2013 - 1:33
  122. Sara1

    Se mio figlio mi dicesse di essere omosessuale non avrei problemi.

    Per il resto o abbiamo il libero arbitrio o non lo abbiamo, ma in tutto, non è che la sospensione vale una cosa si e una cosa no.
    Per me è sempre meglio sapere di essere responsabili delle proprie azioni.

    1 Ottobre, 2013 - 7:54
  123. Marilisa

    Perché, secondo te per me non è così?
    Tu, mia cara, o non capisci o fai finta di non capire.

    1 Ottobre, 2013 - 12:49
  124. Giovanni Mandis

    Cara Marilisa, siamo tutti sulla terra, ma QUI siamo DI PASSAGGIO in vista della vita eterna. L’uomo non è un angelo ma nemmeno un animale. Ha qualcosa in comune con entrambi ma è un unicum. Cristo-Verbo eterno del Padre, 2ª Persona della SS. Trinità ha assunto la natura umana, non angelica o animale. Angeli e animali mon devono essere salvati, l’uomo sì. La predicazione della Buona/Lieta Novella riguarda principalmente la vita eterna. Per me dialogare non è mai perdere tempo (anche se si “litiga” un po’). Quel virgolettato intendeva riassumere il suo pensiero, in base ai suoi interventi qui, in modo conciso e indubbiamente un po’ sbrigativo (se lei non ha mai detto direttamente che gli atti omosessuali son buoni e giusti ok. MA se, come pare lei dica, questa condizione essendo costrittiva rende i relativi atti pressoché impossibili da non-compiere… e non giudicabili moralmente da chicchessia non le sembra che un simile giudizio li renda moralmente “buoni e giusti” piuttosto che neutri/indifferenti ?).
    I miei giudizi come quelli della Chiesa riguardano gli atti o la condizione non le persone.
    Non era mia intenzione mancarle di rispetto e cordialmente la saluto.

    1 Ottobre, 2013 - 12:54
  125. manuel76

    Mandis,
    pero’ in assenza di una spiegazione scientifica del perchè delle cose, visto quello che in passato è successo a proposito di fenomeni naturali ed umani, fisici e psicologici, non sarebbe più proficuo essere possibilisti e considerare la remota possibilità che ci siano delle cause naturali nel fenomeno?

    Che queste siano genetiche o meno è importante?

    Non potrebbe valere la pena di vedere che, anche in gruppi sociali senza televisione, pubblicità, rotocalchi, si manifesta che alcune unità di popolazione siano già in tenera età omosessuali?

    Vorrebbero essere domande aperte, non retoriche.

    1 Ottobre, 2013 - 13:49
  126. Sara1

    Manuel torniamo sempre lì: in natura esistono un sacco di cose però la Chiesa dice che c’è solo un modo giusto di vivere la sessualità. Ci sono tante altre situazioni naturalissime che riguardano gli eterosessuali che sono considerate disordinate.

    Giusto o sbagliato è così e basta.

    1 Ottobre, 2013 - 15:34
  127. manuel76

    Vabbè, Sara, allora chiudiamo i blog! a che serve discuterne? 😛

    1 Ottobre, 2013 - 16:23
  128. Marilisa

    “…però la Chiesa dice che c’è solo un modo giusto di vivere la sessualità.”

    E dunque “è così e basta”. Infatti la Chiesa considera l’omosessualità una perversione. E siccome io sono cattolica, anche per me deve essere così . DEVE e basta.
    Il sesso , si sa, è finalizzato ( per la Chiesa) alla procreazione. Che ci sia piacere o no. Vuoi dei figli? Fai sesso.
    Da escludere a priori, per la Chiesa, il piacere. Quel che conta è la procreazione.
    Peccato che in tutto ciò ci sia una contraddizione in termini.
    Infatti la Chiesa ammette i rapporti sessuali fra coniugi–solo fra coniugi!– anche quando non si voglia procreare, prendendo beninteso le debite precauzioni naturali. Dunque li ammette anche per il piacere reciproco; e anche li ritiene doverosi fra coniugi anziani, quando non c’è più possibilità di procreare. Quindi sempre per il reciproco piacere. O no?
    Ma si tratta di persone di sesso diverso.Tutto nella norma, dunque.
    Non li ammette, invece, per gli omosessuali perché vede nell’unione, non “normale”, di due omosex, una perversione.
    Due persone dello stesso sesso, che hanno le stesse pulsioni degli etero e provano gli stessi sentimenti, devono rinunciare al sesso.
    Vivere magari insieme come fratelli ma niente sesso.
    A tutto ciò io do un nome preciso: SESSUOFOBIA.
    E il cattolico doc deve adeguarsi. Perché la Chiesa dice così.

    1 Ottobre, 2013 - 16:38
  129. Sara1

    Vabbè Manuel ma il catechismo si scrive sui blog?

    Io chiedo a gran voce che si dichiari lecito il darsi allo shopping sfrenato togliendo quella fastidiosa frase “vai vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri”, allora.

    🙂

    Marilisa se due ragazzi fanno sesso prima del matrimonio è una perversione?
    no, mi pare evidente.
    Se un uomo lasciato dalla moglie fa sesso in seguito con un’altra donna è una perversione ?
    No, però il catechismo chiama questi atti disordinati, fai sesso con tua moglie e tuo marito e stop.
    Se poi dobbiamo metterla ai voti mettiamola.

    “2353 La fornicazione è l’unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all’educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.”

    Per dire.

    1 Ottobre, 2013 - 17:19
  130. @stefano

    E così il Papa prosegue: «San Vincenzo di Lerins fa il paragone tra lo sviluppo biologico dell’uomo e la trasmissione da un’epoca all’altra del depositum fidei, che cresce e si consolida con il passar del tempo. Ecco, la comprensione dell’uomo muta col tempo, e così anche la coscienza dell’uomo si approfondisce. Pensiamo a quando la schiavitù era ammessa o la pena di morte era ammessa senza alcun problema. Dunque si cresce nella comprensione della verità. Gli esegeti e i teologi aiutano la Chiesa a maturare il proprio giudizio. Anche le altre scienze e la loro evoluzione aiutano la Chiesa in questa crescita nella comprensione. Ci sono norme e precetti ecclesiali secondari che una volta erano efficaci, ma che adesso hanno perso di valore o significato. La visione della dottrina della Chiesa come un monolite da difendere senza sfumature è errata».

    Questo papa c’è la dovrà proprio mettere tutta.

    1 Ottobre, 2013 - 17:45
  131. Sara1

    Va bene allora potrebbe cominciare nominando il Diavolo un po’ meno spesso visto che i teologi contemporanei lo interpretano in senso figurato più che reale.

    🙂

    1 Ottobre, 2013 - 18:09
  132. @stefano

    Almeno lui non ha svuotato le chiese e fatto odiare Dio, come i catechistiani.

    1 Ottobre, 2013 - 18:12
  133. @stefano

    Non bisogna capire il catechismo, ma come usarlo. Il papa sta insegnando questo.
    Se non vi,va bene, fondate una nuova religione. Mollate le vostre roccaforti. Dio non è vostro.

    1 Ottobre, 2013 - 18:30
  134. Sara1

    Uè piano che non è nemmeno vostro.
    Il catechismo è parecchio lungo gli omosessuali riguardano giusto un due o tre punticini in tutto.
    Quindi, allargare il campo please…

    1 Ottobre, 2013 - 18:33
  135. @stefano

    “Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce”

    Dall’incontro di Papa Francesco con Scalfari.

    Il campo è già più ampio.

    1 Ottobre, 2013 - 18:37
  136. Sara1

    Vede come siamo fatti? a me dire combattiamo il male già sa di intolleranza.
    Al massimo mi piace indicare la strada verso il bene, tenendo conto di tutte le imperfezioni che ci frenano nel nostro cammino.

    1 Ottobre, 2013 - 18:41
  137. @stefano

    Però dire che l’omosessualità è oggettivamente disordinata, non ti fa n’è caldo n’è freddo.

    Questo non si può dire! Quella nel caso è un’analisi. Ma non si può dire ad un essere umano. Lo capite o no? Il dolore che procurate, chi lo paga? Ma la coscienza cosa vi dice?

    E non tirarmi fuori la correzione fraterna.

    “A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono “feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo. Durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quel che dice il Catechismo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile. Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia. Quando questo accade, lo Spirito Santo ispira il sacerdote a dire la cosa più giusta». «Questa è anche la grandezza della Confessione: il fatto di valutare caso per caso, e di poter discernere qual è la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio e la sua grazia. Il confessionale non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia nel quale il Signore ci stimola a fare meglio che possiamo”

    Ma cosa non è chiaro??? Il catechismo non è il cristianesimo. E basta, please. Il mondo ci odia per questa rigidità. Noi dobbiamo accompagnare. Dobbiamo amare. Non misurare prendendo le formule dal catechismo come geometri!

    1 Ottobre, 2013 - 19:02
  138. Sara1

    Stefano forse lei è coinvolto personalmente se lo è capisco la sua irruenza, ma ognuno di noi si sente interpellato e punto sul vivo dal “catechismo”.

    Sono pigra e non riesco a spiegarmi, pensa che un etero non sia coinvolto dal catechismo?
    Ad esempio gli omosessuali non hanno il problema del controllo delle nascite gli etero si, per dire io ho un figlio solo qua speso si elogiano le famiglie numerose, Papa Francesco uno volta ha criticato l’egoismo di chi si ferma ad uno.
    E allora?
    io non me la prendo anche se nel Vangelo non è che si parli di 4o 5 figli volendo…

    In ogni caso guardi il catechismo è anche questo per dire, attuale e anche profetico:

    “I. La destinazione universale e la proprietà privata dei beni

    2402 All’inizio, Dio ha affidato la terra e le sue risorse alla gestione comune dell’umanità, affinché se ne prendesse cura, la dominasse con il suo lavoro e ne godesse i frutti. 282 I beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano. Tuttavia la terra è suddivisa tra gli uomini, perché sia garantita la sicurezza della loro vita, esposta alla precarietà e minacciata dalla violenza. L’appropriazione dei beni è legittima al fine di garantire la libertà e la dignità delle persone, di aiutare ciascuno a soddisfare i propri bisogni fondamentali e i bisogni di coloro di cui ha la responsabilità. Tale appropriazione deve consentire che si manifesti una naturale solidarietà tra gli uomini.

    2403 Il diritto alla proprietà privata, acquisita o ricevuta in giusto modo, non elimina l’originaria donazione della terra all’insieme dell’umanità. La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto della proprietà privata, del diritto ad essa e del suo esercizio.

    2404 « L’uomo, usando dei beni creati, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede, non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui, ma anche agli altri ». 283 La proprietà di un bene fa di colui che lo possiede un amministratore della provvidenza; deve perciò farlo fruttificare e spartirne i frutti con gli altri, e, in primo luogo, con i propri congiunti.

    2405 I beni di produzione – materiali o immateriali –, come terreni o stabilimenti, competenze o arti, esigono le cure di chi li possiede, perché la loro fecondità vada a vantaggio del maggior numero di persone. Coloro che possiedono beni d’uso e di consumo devono usarne con moderazione, riservando la parte migliore all’ospite, al malato, al povero.

    2406 L’autorità politica ha il diritto e il dovere di regolare il legittimo esercizio del diritto di proprietà in funzione del bene comune. 284”

    non c’è solo l’omosessualità…

    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a7_it.htm

    1 Ottobre, 2013 - 19:09
  139. @stefano

    Ma io non ti sto parlando di omosessualità. Il papa non sta parlando di omosessualità. È il modo di incontrare l’uomo, la sua vita e il suo dolore.

    E tu continui a citarmi il catechismo! Sei cathechistiana.

    Io mi sento allineato alle parole del papa. Dunque sei tu che devi dar ragione di un tuo scostamento. Perché il tuo parlare, come quello di tanti commentatori su vari siti cattolici, a me non sembra andare nella stessa direzione che sta tracciando il pontefice.

    1 Ottobre, 2013 - 19:16
  140. Sara1

    Mah, Stefano ho citato il catechismo per dire che non si occupa solo di basse questioni.
    In realtà cerca di tradurre in linguaggio comune i principi del vangelo.
    Altrimenti si fa come quelli che Cristo Cristo Cristo e poi in concreto??

    Come lo traduci il Vangelo nella vita reale?

    1 Ottobre, 2013 - 19:22
  141. @stefano

    Come lo traduci il Vangelo nella vita reale?

    Che Dio ti benedica! Su questo possiamo discutere. Anzi, di questo dobbiamo discutere, perché è questo che il papa sta facendo. Lui non rinnega il catechismo, ma lo “usa” in un modo per noi, o diciamo per alcuni d noi, nuovo.

    Lui dice che i fratelli li si incontra con l’agape. Qui è la rivoluzione. Che è quella del vangelo: i fratelli non li si incontra con la Legge, ma con l’amore. Amatevi come io vi ho amato. E non giudicatevi.

    Abbiamo usato il catechismo come misura dei fatti umani. Ma l’unica misura all’altezza dell’uomo è l’amore.

    Amore evangelico, non da cioccolatini. Ma in questo siamo assistiti dal Maestro interiore. Se stiamo nell’amore, siamo in comunione con Lui. Questo ci deve guidare.

    Più di così non so dirti. Non chiedere a me. Come tu hai detto una volta, anch’io mi sento piuttosto periferia esistenziale. Sarà il papa a introdurci in questa primavera dello spirito.

    Giusto a postilla. Mi sono sempre chiesto cosa avranno pensato i santi che hanno preceduto Santa Teresina. Molti sono morti martiri, molti si sono consumati in una altissima ascesi, altri si sono isolati dal mondo e dagli uomini per cercare Dio nel deserto. E poi è arrivata lei, con la sua piccola via. Avevano sbagliato quelli che lei chiamava i suoi fratelli maggiori. O si stava sbagliando lei?
    Nessuna delle due ipotesi. Lo Spirito ha voluto aprire questa nuova via. Farci conoscere un nuovo aspetto di sé stesso.

    1 Ottobre, 2013 - 19:39
  142. Marilisa

    “Per dire.”

    Per dire cosa? Tu, Sara, leggi quello che vuoi leggere e metti sullo stesso piano situazioni differenti.
    Quando la Chiesa condanna le unioni omosessuali lo fa considerandole atti contro natura; e la maggior parte di chi la segue, te compresa, ma anche di chi non la segue, le condanna per lo stesso motivo, ovvero schifandole. Questa è la vera ragione. Questo è sempre stato il vero problema degli omosessuali. Altro che “disordine morale”!
    Quando chiede agli eterosessuali di non avere rapporti prematrimoniali, lo fa adducendo il motivo della liceità, anzi della indispensabile donazione di sé, anima e corpo, solo nel matrimonio.
    Si tratta, in entrambi i casi, di labili motivazioni che ammantandosi del pretesto del “disordine morale” nascondono in realtà una evidente ( per chi riesce a vederla) sessuofobia.
    Come dire che col sesso non è lecito “giocare”. Proibito il piacere fine a se stesso, sia per gli etero non ancora sposati sia, e a maggior ragione, per gli omosex.
    Salvo poi, quando si trova davanti a persone etero che invece trasgrediscono–e sono tantissime anche fra i cattolici–accettare, perché deve arrendersi suo malgrado al fatto compiuto. E se c’è già un figlio in arrivo, ancora di più.
    Tre pater, ave e gloria di penitenza in confessione, e amen.
    Quando poi il sesso c’è fra certi ecclesiastici che ci hanno “giocato” anche loro, allora meglio nascondere sotto tappeto, anziché fare una profonda riflessione sulla questione o problema che dir si voglia.
    Tutto qui, Sara.

    1 Ottobre, 2013 - 19:41
  143. Marilisa

    Chissà perché nel Vangelo non si parla né di sesso al di fuori del matrimonio né di omosessuali.
    Si parla di fedeltà matrimoniale, questo sì, e anche di ministri del culto che dovrebbero essere “eunuchi per il regno di Dio”, ma in questo caso non c’ è imposizione.
    Per il resto, il sesso è proprio ignorato tranne nel passo in cui si legge che” i due saranno una carne sola”( nel matrimonio).
    La Chiesa ha esteso il concetto a sua discrezione.
    Resta il fatto che Gesù è sembrato preoccuparsi prevalentemente del dovere dell’amore verso Dio e verso il prossimo.

    1 Ottobre, 2013 - 19:58
  144. Sara1

    La colpa è mia che non riesco a spiegarmi. La Chiesa vede la sessualità inserita in un progetto molto alto: un amore che si dona e si completa nella diversità fino a “trascendere” in una nuova vita.

    http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=25649

    Purtroppo essendo noi terra terra finiamo sempre per parlare di situazioni terra terra.

    1 Ottobre, 2013 - 20:23
  145. @stefano

    Ma sara, non ci devi spiegare niente.

    Il papa conosce si o no il catechismo?

    Ha fatto si o no certe affermazioni?

    E quindi perché ci continui a ripetere cosa dice il catechismo sulla sessualità? Lo sappiamo anche noi cosa dice.

    EPPURE, il papa si è espresso come si è espresso. E tutti abbiamo capito quello che c’era da capire.

    Se non sei d’accordo, prendetela col papa, non con noi. Dici a me che ho ragioni personali per l’accaloramento. Dimmi le tue per il tuo accanimento!

    1 Ottobre, 2013 - 21:38
  146. Sara1

    Stefano sinceramente il Papa non ha detto cose così diverse dal catechismo:

    “Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”

    (Bergoglio; Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli” dice anche che il problema non è la tendenza)

    Io personalmente questo sapevo anche prima, cioè la Chiesa non condanna la tendenza omosessuale, chiede invece di “gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.” (infatti sempre Francesco parla di accompagnare con misericordia, cioè aiutarli mi sembra in questo percorso).

    1 Ottobre, 2013 - 21:53
  147. @stefano

    Per gli omo credenti
    Confessione: il fatto di valutare caso per caso, e di poter discernere qual è la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio e la sua grazia.

    Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona.

    Non parla di castità. Se no come il predecessore avrebbero ribadito castità. Dice Caso per caso. Capisce che la castità è una chiamata, non può essere un rimedio!!! Cosa ne sappiamo che al Signore importino altri gesti d’amore, piuttosto che un unico sacrificio magari vissuto con tristezza e a malincuore.

    Per gli omo non credenti

    Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce

    La castità era un cordone sanitario che la madre chiesa ha messo per salvare i suoi figli. Ora evidentemente il papa, che ha direi il carisma del discernimento, intravede forse altre sfumature.

    E questo va messo assieme alla considerazione del papa sulla dottrina, che non vede come un monolite, e al ruolo giocato nella sua evoluzione da scienza.

    Come ti ho “Incollato” sopra:
    Anche le altre scienze e la loro evoluzione aiutano la Chiesa in questa crescita nella comprensione. Ci sono norme e precetti ecclesiali secondari che una volta erano efficaci, ma che adesso hanno perso di valore o significato. La visione della dottrina della Chiesa come un monolite da difendere senza sfumature è errata».

    Di più di così non so fare. Dopo questo alzo bandiera bianca 😉

    1 Ottobre, 2013 - 22:09
  148. Sara1

    L’ultima Stefano poi mollo. il catechismo dice: ““gradatamente ” che possiamo tradurre con dipende da caso a caso, operiamo il discernimento.

    Come pensava Martini se una persona è abituata a vivere fugaci esperienze sessuali una relazione stabile può essere un passo avanti in questo cammino.

    Ma questo qualsiasi sacerdote penso che potrebbe dirlo. (nella pratica quotidiana).

    Da lì alle adozioni rimane a mio avviso una certa distanza.

    poi strafine.

    1 Ottobre, 2013 - 22:14
  149. @stefano

    Lasciamo da parte le adozioni. Non so cosa è giusto e sbagliato nella mia vita, figurati se so dire qualcosa sulle adozioni!

    Quello che noto, nel tuo ragionamento è un includere la dottrina ma un escludere il Dio vivo e il processo di incarnazione, o della grazia se vuoi dirlo in atro modo.

    Seguire una persona vuol dire vedere, discernere, aiutarla a capire il suo percorso di vita, le sue spinte profonde. Aiutarla ad orientarsi verso la luce e verso il bene, per come lei riesce a vederli e per come Dio glielo concede. Se ci dimentichiamo questo escludiamo Dio per far entrare qualcosa di estraneo all’uomo. Ma Dio agisce nell’uomo. Lui è il padre di tutti, credenti e non. Lasciamogli fare il suo mestiere.

    Io non credo che Dio ci voglia perfetti, se intendiamo questo come senza difetti o senza peccati. Questo è impossibile. Lo dice san Giovanni nella sua lettera. Lui ci vuole insegnare l’amore, che è Lui. Quindi ci vuole preparare ad incontrarlo col profilo umano che lui ha da sempre pensato per noi.

    A me è piaciuto tantissimo quando Papa Francesco ha detto che lui non ha paura di una chiesa incidentata, ma ha paura di una chiesa arida, morta, chiusa. E questo vale anche per noi esseri umani.

    Seguendo le persone, vivendo i loro dolori, mi sono accorto che non si può cambiare tutto. Non si può correggere tutto. Poi mi sono accorto, negli anni, che Dio è dietro e dentro ogni persona. E spetta a lui dire cosa cambiare e se cambiare qualcosa.

    Lui è il Signore. Seguendo una regola rischiamo di fare pasticci. Operiamo su un’anima, ma contro il volere di Dio. Questo credo sia il discernimento. Questo credo sia quanto sottolinea il papa. Questo credo sia il modo di applicare il vangelo. Questo credo sia il modo di mettere prima il vangelo e poi la dottrina.

    1 Ottobre, 2013 - 22:28
  150. Sara1

    Stefano qualsiasi confessore potrebbe dirle facilmente questo cose.
    Il catechismo però ha un’altra funzione a cui nemmeno Francesco credo voglia rinunciare:
    “Capita – afferma il cardinale Bergoglio – che molte volte i nostri fedeli, nella confessione, trovino sacerdoti lassisti o rigoristi. Nessuno dei due è veramente testimone dell’amore del Signore”, perché “nessuno dei due si fa carico della persona, ambedue – elegantemente – la scaricano”. Il rigorista, spiega, “la rimanda alla freddezza della legge, il lassista non la prende sul serio e cerca di addormentare la coscienza del peccato”. E conclude: “Solo il presbitero misericordioso si fa carico della persona, si fa prossimo, si fa vicino, e lo accompagna nel cammino della riconciliazione”. I lassisti e i rigoristi, invece, “non sanno nulla della prossimità e preferiscono scansare il problema”.

    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/15/papa_francesco_incontra_il_clero_romano:_servono_pastori,_non_chierici/it1-728241
    del sito Radio Vaticana

    Su di me è vero non amo parlare di Dio mi danno anche fastidio quelle persone che ne parlano come se lo avessero visto e sapessero tutto di lui.
    Ognuno ha il proprio rapporto con Dio a volte lo sente vicino a volte lo sente lontano
    Non mi manca la fiducia che in tante situazioni difficili spesso si trovi la strada, però proprio perchè il mondo è tanto ingarbugliato se qualcuno ci getta un filo per non perdersi nel labirinto non mi pare che sia una chiusura.

    1 Ottobre, 2013 - 23:00
  151. @stefano

    Eppur si muove, pare disse Galileo.

    Si, bergoglio ha detto quello che hai citato, eppure ha detto quello che ha detto sulle persone omosessuali.

    Anche un medico ha i suoi libri, ma se non vede il caso che ha davanti a sé, uccide il paziente.

    Anche un terapeuta ha i suoi libri, ma il suo mestiere è proprio quello di applicarli.

    Fai così, frequenta un omosessuale e digli tutti i giorni che deve cambiare. Io credo che sia Dio e non lui a cambiarsi. Ma tu digli di farsi eunuco.
    La castità gli pesa. E fa tutta la vita a cadere, vagabonda di rapporto in rapporto, non imparando l’amore e disprezzandosi sempre più. Ma tu tieni duro, digli di rimanere casto. Lui si deprime, perde gusto alla vita, si chiude prende farmaci. Tu Sara tieni duro, digli di rimaner casto. Non guardare se la sua capacità di aprirsi agli altri diminuisce, non guardare se così odia Dio. Sopratutto non guardare ai veri segni che ci fanno capire che l’anima è viva: le virtù, la capacità di bene, il bisogno di preghiera, le buone ispirazioni.
    Tu continua a dirgli di rimanere casto.

    Meno male che è arrivato Bergoglio.

    1 Ottobre, 2013 - 23:19
  152. @stefano

    Però devi fare lo stesso con i divorziati risposati. Sono in peccato mortale. Tu allora Sara, devi digli che quello che fanno è sbagliato. Passo passo devi farli separare. Non importa se hanno figli, se il loro affetto è autentico, tu digli di separarsi perché sono in peccato mortale.

    E poi quando senti di un funerale, dove c’è la salma di un suicida…tu fai così, vai dai genitori e digli che loro figlio ha commesso un peccato mortale. E aggiungi che sono fortunati, perché ora una Chiesa lassista gli consente di fare il funerale in Chiesa. Ma tu ricordagli che è peccato mortale.

    1 Ottobre, 2013 - 23:25
  153. Sara1

    Non do particolare importanza alla castità in senso stretto, mi soffermo in queste cose più sul vagabondare di rapporto in rapporto.
    E’ un problema oggi che riguarda anche gli eterosessuali e non è solo una questione di sessualità in senso stretto,
    Per questo dicevo, lasciamo perdere il dna e guardiamo all’affettività della persona.

    1 Ottobre, 2013 - 23:28
  154. Sara1

    “tu fai così, vai dai genitori e digli che loro figlio ha commesso un peccato mortale.”

    Esagera Stefano, e non creda che io non abbia avuto io miei dolori.

    1 Ottobre, 2013 - 23:29
  155. @stefano

    Esatto Sarà è esagerato.
    Quindi non possiamo arrivare al paradosso : operazione riuscita paziente morto. Bastano piccoli passi. Misericordia io voglio non sacrifici. Lasciamo che il Signore ci imponga quelli che Lui ha già previsto per noi lungo il cammino. Ai farisei Gesù non li accusava di imporre pesi gravosi e inutili? E che loro non volevano toccare nemmeno con un dito?

    La Chiesa ci insegna che va all’inferno solo chi lo vuole. Non veniamo buttati là. Siamo noi che ci stacchiamo da Dio, dalla comunione con Lui. Questo è da preservare. Questa è la priorità.

    E un buon confessore a questo deve fare attenzione.

    1 Ottobre, 2013 - 23:43
  156. Sara1

    Esagera nel senso che assolutizza le questioni.
    Siamo in un blog, parliamo di un argomento per capire magari le ragioni di un no.
    Se cito a volte i testi “ufficiali” pensi che è per mostrarne le aperture più che le chiusure.

    Poi ovvio che non si va da chi è lontano a parlare del comma x o y, è però l’aver compreso davvero certe questioni che ti aiuta a muoverti in un mondo magari lontano dalla Chiesa.

    2 Ottobre, 2013 - 0:14
  157. Giovanni Mandis

    Manuel, la risposta c’è. Si sviluppa per problemi vari durante la crescita verso l’età adulta.

    Il Vangelo non ne parla perché non c’è bisogno, basta il lume della ragione, una vita in grazia di Dio, le altre parti della Sacra Scrittura in cui si esprimono giudizi inequivocabili.
    Non è la Chiesa sessuofoba è il mondo che non capisce (e a quanto pare anche molti cristiani…) che la sessualità è inscritta in un progetto di più ampia portata. Sono modalità dell’essere uomo, maschio e femmina uguali e diverse allo stesso tempo. Uguali perché entrambi sono esseri umani in pari grado e dignità, diverse perché hanno peculiarità diverse, doni diversi fisicamente caratterialmente e spiritualmente; e si completano vicendevolmente.

    In confessione si possono concedere tutte le attenuanti del caso (mancata piena avvertenza, dubbi sulla liceità morale per il fatto che il soggetto sente una forte tendenza omosessuale che a lui “pare” naturale, etc.), ma non si può concedere di trasformare in bene ciò che è male. Nemmeno il Papa può cambiare lo statuto ontologico della realtà.
    Pensare che un sacerdote consigli ad un omosessuale relazioni “stabili” è una cosa a dir poco oscena…

    2 Ottobre, 2013 - 0:29
  158. Giovanni Mandis

    Ai farisei Gesù non li accusava di imporre pesi gravosi e inutili? E che loro non volevano toccare nemmeno con un dito?
    Certo ma quelli farisaici erano precetti umani…

    La legge morale viene da Dio e vale per tutti.

    2 Ottobre, 2013 - 0:32
  159. Marilisa

    Il fatto è che la vita non “indottrina”, la Chiesa invece sì.
    E indottrinare significa essere rigidi e far diventare rigidi.
    Ma Sara ancora non l’ha capito.
    Forse è anche per questo che non le piace molto Papa Bergoglio. Perché non è rigorista.
    Forse anche lei riuscirà a capire qualcosa quando sarà più avanti negli anni, e la vita le avrà fatto conoscere una complessità che include situazioni “strane”, inimmaginabili, sempre credute impossibili.
    Di fronte alle quali vacilleranno alcune certezze granitiche, ritenute inossidabili.
    E si chiederà: ma tutto ciò sta succedendo davvero?
    E proverà a cercare risposte ma non le troverà nella dottrina. Le troverà in sé stessa dopo una riflessione profonda. Ispirate da Dio, non certo dagli studi del catechismo.
    Certe cose è difficile capirle, ma quando si toccano con mano assumono un altro aspetto, un’altra dimensione. Si comprende solo che sono più grandi di noi, del nostro pensiero.
    Si va avanti negli anni e in linea di massima si vedono le cose con altri occhi, perché l’esperienza di vita vuol dire molto, non passa come l’ acqua che scorre senza lasciare traccia.
    E qualche volta si constata che non sempre due + due fa quattro. Ci sono della variabili insospettate, nella vita.
    L’ esperienza di vita fa crescere. E in misura della crescita interiore, lenta e costante, si va, consapevolmente o no, sempre più verso una maggiore conoscenza di Dio.
    Ne sono convinta.

    2 Ottobre, 2013 - 0:42
  160. Sara1

    “Forse anche lei riuscirà a capire qualcosa quando sarà più avanti negli anni, e la vita le avrà fatto conoscere una complessità che include situazioni “strane”, inimmaginabili, sempre credute impossibili.”

    Sono cresciuta frequentando un centro con i bambini idrocefali, sa dove se le può mettere le situazioni strane Marilisa??
    Con tutto il rispetto.

    2 Ottobre, 2013 - 1:01
  161. Marilisa

    “Con tutto il rispetto” ti dico che sei una perfetta cafona, Sara1.
    E ti dico anche che sei alquanto ottusa.
    Non mi interessa sapere quale centro hai frequentato.
    So con certezza che tu hai ancora molto da imparare dalla vita.
    Ma solo a condizione che riesca ad aprire un bel po’ la mente.
    Altrimenti ti resterà imbottita di “dottrina” fine a se stessa, dalla quale non apprenderai a vivere.
    I paraocchi impediscono la visuale, Sara1. Non te l’ha detto nessuno?

    2 Ottobre, 2013 - 9:11
  162. Sara1

    http://www.30giorni.it/articoli_id_9128_l1.htm

    Questa è molto interessante Stefano, Schönborn era un papabile nell’ultimo conclave e non è certo un conservatore:

    “SCHÖNBORN: È il racconto di Lot e della sua famiglia a cui la predilezione del Signore concede di fuggire da Sodoma, senza guardarsi alle spalle, prima che la città venga distrutta. Ma la moglie di Lot volge malauguratamente lo sguardo indietro, e si trasforma in una statua di sale. Per colpa della curiosità femminile, dicono i commentatori malevoli…
    E Ireneo?
    SCHÖNBORN: Invece il vescovo martire di Lione vede nell’episodio una figura della Chiesa, che come la moglie di Lot è una madre che non può trovare pace finché non ha visto che tutti i suoi figli si sono salvati. E per questo si attarda, guarda indietro, fino a sacrificare la sua vita. Ogni gesto della Chiesa, anche il catechismo, sgorga da una misericordia così. Che è il riflesso nella Chiesa della misericordia della Vergine Maria, per cui di tutte e due si può dire che sono causa nostrae salutis…”

    Buona giornata.

    🙂

    2 Ottobre, 2013 - 9:22
  163. Marilisa

    “Ogni gesto della Chiesa, anche il catechismo, sgorga da una misericordia così.”

    Il catechismo “sgorga” dalla mente degli uomini di Chiesa, che non sempre sono misericordiosi.

    2 Ottobre, 2013 - 16:53
  164. manuel76

    Mandis. Il sacerdote che consiglia una relazione stabile non ha nulla di osceno. In specie se consiglia una relazione non di fare sesso con uno fisso.
    Ma tu vedi solo il lato sessuale.
    Sei continuamente fissato sul ripetere il tuo schifo per i rapporti fisici e non contempli che l’affetto sia altro! E mi sembra che in questola posizione della chiesa sia tranquilla.

    2 Ottobre, 2013 - 20:47
  165. manuel76

    Visto che sei così sicuro delle tue risposte Mandis si è sviluppata in te l’omosessualità da bambino o in tuo cugino o in quale dei tuoi amici?

    2 Ottobre, 2013 - 20:50
  166. Giovanni Mandis

    Manuel prima o poi la domanda insinuante e posta in modo un po’ cafone arriva, ma mi spiace deluderla, io, ringraziando Dio (perché crescere nell’ordine stabilito da Dio è una grazia, di cui dovrò rendere conto), non ho tendenze omosessuali, né ho cugini o amici con simili tendenze.
    Un sacerdote che dice ad un omosessuale di tenere relazioni stabili è un irresponsabile perché mantiene l’errante (chi “vaga” seguendo una identità che non gli appartiene) nel suo cammino verso una meta inesistente. Sta contribuendo a rovinare la vita di una persona, mantenendola su una via falsa. Se il catechismo la definisce tendenza oggettivamente disordinata con quale un criterio un sacerdote potrà mai consigliare di continuare ad assecondarla? Il sesso non c’entra proprio nulla, non avete capito che tra omosessuali non è sesso. Sesso è tra un uomo e una donna.

    2 Ottobre, 2013 - 23:02
  167. Sara1

    Mandis questa cosa delle “relazione” è un discorso affrontato dal cardinal Martini:

    ” Io ritengo che la famiglia vada difesa perché è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. ”

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2012/03/23/news/il-cardinale-martini-io-e-i-gay-1.41690

    2 Ottobre, 2013 - 23:43
  168. manuel76

    Mandis, grazie del cafone…ho cercato dialogo, ma trovo solo postulati di memoria euclidea. Hai riconosciuto nella mia domanda solo una insidia personale. Prova a rileggerla.
    Prova a pensare se non voleva dire: “hai mai conosciuto da vicino cosa voglia dire? amici, cugini, fratelli?”
    Della risposta ero sicuro, perchè ti manca completamente la conoscenza, il tatto realtà che tanto appassiona le tue discussioni. Nessuna nozione letta o sentita da altri ti può dare.
    Se non conosci nessuno così, alza il culo dalla scrivania e va per strada, buttati in qualche gruppo e cerca anche di ascoltare.

    ” io, ringraziando Dio (perché crescere nell’ordine stabilito da Dio è una grazia, di cui dovrò rendere conto), non ho tendenze omosessuali, né ho cugini o amici con simili tendenze.”

    Peccato che i tuoi occhi vedano solo sesso attorno a te…e tu non riesca a pensare a relazioni umane, arrivando a giudicare perfino consigli di tuoi futuri colleghi, senza conoscerne il contesto.

    Preferirei scomodare la “grazia” per altro…la grazia è gratuita e ti posso garantire che un omosessuale non ha fatto nulla per essere tale, esattamente come tu non hai fatto nulla per essere quello che sei. E può avere combattuto anni della sua vita una battaglia personale, arrivando a maturare l’idea che sia meglio raggiungere un equilibrio e potere offrire qualcosa al prossimo, piuttosto che vivere nella sola ansia di annientare se stessi e non dare nulla…invocando una pietas che, dall’alto, possa ritenere un giorno che le mancanze siano compensate dalla mitezza, dalla disponibilità.
    La tua frase mi ricorda vagamente un:”Grazie Signore perchè non sono come quello là in fondo”

    Beato te che sei un orologio svizzero…e distruggi gli altri con le tue sentenze ultimative, senza entrare in relazione nè in discussione.

    3 Ottobre, 2013 - 0:47
  169. Marilisa

    “Se non conosci nessuno così, alza il culo dalla scrivania e va per strada, buttati in qualche gruppo e cerca anche di ascoltare.”( Manuel76)

    È quello che ho detto anche io in altro modo.

    Ho parlato da poco con un prete straordinario, non proprio giovanissimo, che insegna.
    Mi ha detto di essere contentissimo di dover uscire, per lavoro, dalla sacrestia, perché in questo modo ha la possibilità di prendere conoscenza diretta della vita fuori della Chiesa e di venire a contatto direttamente con i problemi della gente.
    Ed è la base per fare una sintesi fra Vangelo e vita. O meglio, per vivere la vita– sua e degli altri– alla luce del Vangelo.
    E infatti i risultati, ottimi, si vedono.
    La Chiesa ha bisogno di preti di questo tipo.

    3 Ottobre, 2013 - 2:40
  170. Giovanni Mandis

    Manuel se tu poni male le domande non prendertela con me.
    comunque vi costruite un’immagine di me secondo i vostri parametri… Immagine che non corrisponde al vero. In mancanza di argomenti solidi è facile divagare…
    Su certi argomenti il cardinale Martini straparlava a titolo personale contro lo stesso messaggio della Sacra Scrittura. Io sto con la Sacra Scrittura e la Chiesa che insegna da due millenni. Voi tenetevi le vostre certezze d’argilla, quando si sbricioleranno ci sarà un prete sporco brutto e cattivo, fondato sulla Roccia che è Cristo a raccogliervi e medicarvi con la Sua grazia.
    La grazia non è esclusa da alcun ambito della vita.
    Essere battezzato è grazia, essere cristiano, essere prete o laico, essere sposi, padre/madre, essere figlio.
    Se avessi come amico una persona “omosessuale” state certi che gli direi le stesse cose che scrivo qui, che non sono opinioni personali ma patrimonio di ragione e di fede di millenni di civiltà. La Verità è al fondamento del dialogo, della comprensione, della misericordia. Verità non mia ma che viene da Dio e dalla Sua Chiesa.

    4 Ottobre, 2013 - 15:10
  171. Marilisa

    “Su certi argomenti il cardinale Martini straparlava a titolo personale contro lo stesso messaggio della Sacra Scrittura.”

    Forse a lei, Mandis, sfugge che il card. Martini era maestro in conoscenza della Sacra Scrittura.
    Lei dovrebbe augurarsi di essere solo un po’ come Martini. Solo un po’.
    E sarebbe tanto, mi creda.

    4 Ottobre, 2013 - 16:49
  172. Giovanni Mandis

    Sarà stato anche un maestro nessuno lo discute ma è impossibile giustificare l’omosessualità (la pura e semplice condizione) sulla base della Sacra Scrittura.
    La teologia morale ha le sue fondamenta nella Sacra Scrittura e in Cristo in modo particolarissimo.
    Si possono scomodare Nietzsche, Sartre, il pensiero debole, e quant’altro ma non la Sacra Scrittura.
    Con tutto il rispetto per il defunto cardinale scelgo la Sacra Scrittura e Cristo come “maestri”.

    4 Ottobre, 2013 - 23:12
  173. Marilisa

    Scelga quello che vuole, Mandis.
    Resta il fatto che Gesù Cristo ha detto: chi giudica sarà giudicato.
    E questo evidentemente lei non l’ha appreso dal “maestro” Gesù. Gravissimo!
    Prima di giudicare bisogna conoscere veramente. E non su basi nozionistiche acquisite dai testi di teologia o di morale.
    Se un giorno le capitasse di conoscere da vicino, personalmente, come è capitato a me, persone omosessuali peraltro rispettabilissime, stimate e altruiste, forse qualche idea riuscirebbe a cambiarla.
    La Chiesa spesso si è mostrata insensibile, caro Mandis, e lei appartiene a quella categoria di preti( quando sarà) che–senza offesa– insensibili sembrano essere. Non è una bella prospettiva.
    Ma spero che l’esperienza di vita produrrà qualche cambiamento.
    In altri preti lo ha già prodotto. Lei dovrebbe imparare da loro.
    “Sapere ammettere i propri errori e la LIMITATEZZA delle proprie vedute di ieri è segno di grandezza d’animo e di sicurezza”. Lo ha detto il grande card. Martini, sulle cui tracce si pone il Papa attuale.
    Mediti, caro Mandis, mediti e impari da chi ha vissuto molto più di lei e ha appreso, oltre che dalle Sacre Scritture, anche dalla Vita, le cui pagine, sfogliate giorno per giorno, costituiscono un libro inesauribile su cui apprendere e riflettere attentamente. Prima di giudicare.

    5 Ottobre, 2013 - 11:59
  174. Giovanni Mandis

    La Chiesa giudica gli atti non le persone e tanto faccio io.
    La stessa Chiesa che decide l’ordinamento degli studi teologici, che pubblica il Catechismo.
    Lei confonde i princìpi che riguardano l’oggettività della realtà e il foro esterno con gli aspetti soggettivi/psicologici che riguardano il foro interno (direzione spirituale-confessione). Nel secondo ambito ci saranno tutte le possibili attenuanti e comprensione per eventuali peccati o cattive inclinazioni per superarle (qualunque esse siano, non esiste solo l’omosessualità) alla LUCE DEL CRISTO E DELLA SUA GRAZIA, ma non potrà mai esserci il capovolgimento dell’oggettività dei fatti: il bene resta bene, il male resta male.
    Per la cronaca il Papa attuale non si è mai sognato di dire le cose dette dal Card. Martini, Papa Francesco ha parlato di “un omosessuale che cerca Dio” e ha citato il Catechismo alla lettera.

    5 Ottobre, 2013 - 21:37
  175. Marilisa

    Pensi quel che vuole, Mandis.
    Constato che lei legge quel che vuole leggere, e questo è riprovevole.
    Neanche Martini ha mai detto che gli atti fra omosessuali siano leciti o meno. E io non ho riportato cose non dette. Non lo farei mai.
    Se leggesse bene, e magari rileggesse, mi darebbe atto di quel che ho scritto.
    Ma lei non legge bene perché si lascia prendere dalla volontà della contestazione a tutti i costi, e si mette su una strada sbagliata. Male!!
    Io so, comunque, che nel Vangelo il tema non viene toccato da Gesù. Questo è certissimo.
    La Chiesa ha sviluppato le sue tesi rifacendosi alla condanna dell’ omosessualità presente nella Bibbia, che vuole tutelare la famiglia e i figli che vengono dalle coppie eterosessuali.
    Il discorso è sempre lo stesso: il sesso finalizzato alla procreazione.
    Martini è sulla stessa linea della Chiesa. Mi sarei meravigliata del contrario.
    Tuttavia non esita a dire che la Chiesa ha peccato di insensibilità in passato, e io credo che sia così.
    Dice anche che la Chiesa “deve lavorare a una nuova cultura della sessualità e della relazione”. Ed ancora una volta mi trovo d’accordo con lui.
    I ministri della Chiesa sono stati per troppo tempo chiusi negli edifici del culto, facendo dell’ autoreferenzialità un feticcio; vicini solo a parole agli uomini che stanno al di fuori, senza sperimentare di persona, senza conoscere davvero. Pontificando.
    Martini, ed altri come lui, no. Papa Bergoglio no. Per questo le loro parole suonano diverse, improntate ad autentica umanità.
    Che a lei piaccia o non piaccia, la Chiesa ha sbagliato tante volte, e tante volte sbaglierà perché è fatta di uomini con tutti i limiti degli altri uomini. E infatti le cronache ci tengono informati.
    Non so come andrà a finire sul tema della omosessualità. So però che qualcosa sta cambiando, e grazie a uomini quali Martini, Tettamanzi, Bergoglio, il mio parroco e tanti altri preti sconosciuti che non hanno quella orribile rigidezza che le è propria, Mandis.
    E che allontana dalla fede. Quella fede che molti omosessuali hanno, caro Mandis, ma che non gli viene riconosciuta da uomini come lei.
    Perché per lei, e per quelli che stanno sulla sua stessa linea, avere fede significa essere ottusamente clericali.
    Niente di più sbagliato.

    5 Ottobre, 2013 - 23:39
  176. Giovanni Mandis

    Ma quando ho mai detto che non hanno fede? Lei si fa delle fantasie su quanto scrivo qui in modo del tutto arbitrario.
    Se hanno fede possono a maggior ragione superare una condizione che non appartiene loro.
    Lei parte dal presupposto errato che tale condizione sia un dato di fatto incancellabile e non giudicabile moralmente (la condizione, non le persone).
    Dice che non si deve giudicare e poi mi giudica già da ora per quando sarò prete (se mai lo sarò) e mi giudica per il fatto che espongo (o ci provo) l’insegnamento della Chiesa.

    6 Ottobre, 2013 - 0:36
  177. Marilisa

    Mandis, mi permetta. Quando lei “per la cronaca” cita: ” Papa Francesco ha parlato di “un omosessuale che cerca Dio” , fa capire che in alternativa ci sono omosessuali che non Lo cercano, ovvero non hanno fede.
    A questo, e solo a questo, mi riferivo.
    Dunque, stia attento lei a quel che scrive e che fa intendere.
    Il fatto è che molti omosessuali lo cercano Dio, cioè hanno fede o vogliono averla e, appunto, non si deve giudicare, come ha detto il Papa.
    Lei lo ha trovato Dio? Beato lei!
    Io so che lo si deve cercare sempre, fino al termine dei nostri giorni, e non certo a suon di proclami e senza avere dubbi e senza porsi dei perché di fronte alle problematiche della vita.
    Lei sembra avere troppe certezze, e questo è il suo punto debole, anche se probabilmente non se ne accorge.
    “Se hanno fede possono a maggior ragione superare una condizione che non appartiene loro.”
    Questo lo dice lei, Mandis. E lo dicono quelli per i quali la fede sarebbe una sorta di toccasana per superare certe condizioni irreversibili in quanto date dalla natura individuale in cui sono profondamente radicate; e pertanto proprio appartenenti a loro, a differenza di quel che lei si ostina a credere e a dire.
    E quel che è dato dalla natura non è passibile di giudizio morale. E i consigli lasciano il tempo che trovano.
    Per cui il “presupposto errato” di cui lei parla, errato non è, se mi consente.
    E comunque prima di pontificare, appellandosi alle leggi della Chiesa, dovrebbe cercare di capire e di relazionarsi con chi le sta di fronte, senza giudizi aprioristici, che non tengono conto delle specificità di ogni singola vicenda.
    Il vero giudizio morale nasce da una fusione fra principi morali e situazione concreta. Altrimenti si tratta di moralismo puro e semplice, con implicazioni negative.
    Il guaio è che nei seminari c’è una incapacità a integrare la formazione spirituale con la formazione affettiva e relazionale dei futuri preti. E questo ne impedisce la maturità.
    Nel suo caso è evidente, a mio modesto avviso.
    Si ricordi, in ogni caso, che l’amore è più forte della legge.
    Ma per capire questo ci vuole l’apprendistato della vita, caro Mandis.
    Solo con l’esperienza diretta, che travalica leggi e insegnamenti più o meno validi, è possibile l’esperienza stessa di Dio.
    Se lo lasci dire da una persona che per quanto ignorante possa essere, riesce a valutare la differenza abissale fra insegnamenti teorici ( e leggi-dogmi della Chiesa) ed esperienze vitali che, soprattutto in fatto di fede religiosa, superano di gran lunga i dettati istituzionali. Nel senso che orientano davvero verso l’ amore per il prossimo. Qualunque prossimo.

    6 Ottobre, 2013 - 11:23
  178. Giovanni Mandis

    È Dio che ha trovato me.
    Quanto al resto sbaglia in merito al tema di cui discutiamo, non è una condizione naturale né irreversibile (profondamente radicato sì, ma è cosa ben diversa), ma dovuta a condizionamenti sociali-relazionali negativi (particolarmente in famiglia) dall’infanzia alla giovinezza.
    La Fede è un toccasana, veda la donna guarita per la sua fede… che tocca la frangia del mantello di Cristo. Ad avercela una fede così…
    Il sacerdote è medico delle anime e come il medico dei corpi deve lasciare da parte i sentimentalismi che lo distoglierebbero dalla sua azione risanatrice (che proviene dal Signore). Per fare questo serve realismo, amore per la verità (che è Cristo) e per le persone. Se alle persone non si dice la verità non le si rispetta. La Chiesa deve giudicare per indicare la “via stretta” di cui Cristo dice “pochi la percorrono”, è suo preciso dovere.
    Con tutto il dovuto rispetto dovrebbe avere l’umiltà di studiare meglio il Magistero della sua Chiesa. Scoprirebbe un tesoro.
    Buona domenica.

    6 Ottobre, 2013 - 17:39
  179. Marilisa

    Devo dire che lei ha la prerogativa di avere un modo di esprimersi e di ripetersi fino all’inverosimile, tale che chi riesce a seguirla è portato a chiedersi se lei capisca o no quello che le viene detto.
    O se invece preferisca asserragliarsi nei suoi convincimenti acquisiti, mnemonicamente, una volta per tutte per paura di venire convinto in qualche misura dalle argomentazioni altrui; il che la farebbe discostare ( Dio non voglia! ) da certi assunti della Chiesa Madre.
    Io non ripeterò cose già dette. Ne proverei perfino nausea. Il ripetersi è stucchevole. Mi basta avere espresso il mio pensiero.
    Dirò solo che quando lei cita il Vangelo per cercare di convincermi alle sue vedute, fa un bel buco nell’acqua. Quegli episodi evangelici li conosco da prima di lei, e comunque non calzano per niente con il tema fin qui trattato. Quella fede lì è un’ altra cosa, in altre situazioni.
    Dirò anche che lei appartiene a quella stomachevole ( per me almeno) categoria di persone che ignorano, per partito preso, i pareri di chi la pensa in modo diverso. “Vogliono” ignorarlo e neanche ci provano a mettersi il dubbio che potrebbero avere qualche ragione.
    Mettono un muro fra sé e gli altri. Chiusura totale. Niente ponti.
    Detto questo, ci tengo a farle sapere, Mandis, che io quel che dice la Chiesa magisteriale lo conosco quanto lei, e mi preme dire che non certo lei può darmi lezioni. Non lei !
    Da lei, o da uomini come lei, non vorrei apprendere niente di niente, perché non ha l’approccio giusto.
    Infine le faccio osservare che sulla mia “umiltà”, che lei mette in dubbio magari perché esprimo con estrema franchezza il mio pensiero, non può permettersi di esprimere alcun giudizio. Non mi conosce se non virtualmente, e dunque niente giudizi.
    Se per lei l’umiltà di una persona si misura sulla base dell’ ossequio a testa china e mente chiusa alle indicazioni magisteriali della Chiesa, ciò significa che non conosce il vero, GRANDE, significato del termine “umiltà”. E non è una bella cosa. Approfondisca, ne varrebbe la pena.

    PS.fuori tema.
    Credo che il blog di Luigi per la prima volta abbia raggiunto, con il nostro battibeccare sul tema dell’omosessualità, un numero così rilevante di interventi. Tutto sommato inutili, mi pare.
    Non so se possa dirsi contento. Forse anche lui, poverino!, ne è stomacato.
    Luigi, se hai seguìto, perdonaci se puoi. Conto sulla tua infinita pazienza.

    6 Ottobre, 2013 - 23:04
  180. Sara1

    Mandis le frasi di Martini sull’omosessualità sono paragonabili quelle di Benedetto XVI sul preservativo («vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole»)
    E’ la vecchia dottrina del male minore, se io ad esempio sono sieropositivo e faccio sesso senza protezione (come purtroppo si va diffondendo) in modo degradato preoccuparmi della salute degli altri è un inizio di moralità, perchè riesco a rinunciare ad una parte di piacere per tutelare la vita altrui.

    Ugualmente se un omosessuale è abituato a vivere una sessualità molto promiscua una relazione stabile che coinvolga anche l’affettività è un primo passo verso un cammino.
    Il catechismo parla di gradualità avere una relazione vuol dire fare entrare in gioco emotività, responsabilità, un progetto di vita condiviso che può anche essere un passo umanizzante in pi rispetto ad una semplice sessualità fisica.

    7 Ottobre, 2013 - 9:11
  181. Sara1

    Un altro esempio che mi viene in mente è preso dalla familairis consortio sulle famiglie sposate civilmente (“La loro situazione non può equipararsi senz’altro a quella dei semplici conviventi senza alcun vincolo, in quanto vi si riscontra almeno un certo impegno a un preciso e probabilmente stabile stato di vita, anche se spesso non è estranea a questo passo la prospettiva di un eventuale divorzio. Ricercando il pubblico riconoscimento del vincolo da parte dello Stato, tali coppie mostrano di essere disposte ad assumersene, con i vantaggi, anche gli obblighi. Ciò nonostante, neppure questa situazione è accettabile da parte della Chiesa.”)
    Pur restando una situazione non accettabile, tuttavia è un passo avanti rispetto chi non si prende nemmeno la responsabilità di dare stabilità alla propria unione.

    Insomma anche nel “peccato” vi è gradazione e non tutte le situazioni sono uguali per gravità.

    In questo senso si parla di discernimento.

    7 Ottobre, 2013 - 9:30
  182. Giovanni Mandis

    Sara non sono d’accordo, Martini parlava di stabilità in una relazione omosessuale (stabilità nel male!), inaccettabile.

    Benedetto XVI nel libro “Luce del Mondo” parla di un “prostituto”, dunque maschio, e in ogni caso con finalità dell’uso del preservativo per non contagiare l’altro e lo vedeva come avviamento al bene (da questo lampo di proteggere la vita altrui può risvegliarsi la coscienza…il barlume di bene sta nell’intenzione di non-contagiare, non nell’uso del profilattico).
    Benedetto XVI nel libro p.171, dice: “Vi possono essere singoli casi motivati, ad es., quando uno che si prostituisce (maschio) utilizza un profilattico, e questo può essere un primo passo verso una moralizzazione, un primo elemento di responsabilità per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV. Esso, in realtà, deve consistere nell’umanizzazione della sessualità.

    Mi pare siano due cose molto diverse e comunque si tratta di esempi limite che non possono essere generalizzati.
    Inoltre la dottrina del male minore come lei la espone nel suo esempio è sbagliata, è simile agli esempi fatti dal Papa ma non si tratta di male minore (nemmeno nel caso del Papa è un caso di male minore).
    “Male minore” non significa poter compiere un male “minore” al posto di uno “maggiore”. Significa che c’è un certo “male” che potremmo evitare solo compiendo atti immorali; ma un atto immorale non è lecito compierlo per alcun motivo (il fine seppur buono non giustifica i mezzi malvagi). È un male “minore” nel senso che noi non lo vogliamo ma non possiamo impedirlo, e dobbiamo accettarlo.

    vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20101221_luce-del-mondo_it.html
    “Alcuni hanno interpretato le parole di Benedetto XVI ricorrendo alla teoria del cosiddetto “male minore”. Questa teoria, tuttavia, è suscettibile di interpretazioni fuorvianti di matrice proporzionalista (cfr. Giovanni Paolo II, enciclica Veritatis splendor, nn. 75-77).
    —->>> Un’azione che è un male per il suo oggetto, anche se un male minore, non può essere lecitamente voluta. <<<—-
    Il Santo Padre non ha detto che la prostituzione col ricorso al profilattico possa essere lecitamente scelta come male minore, come qualcuno ha sostenuto. La Chiesa insegna che la prostituzione è immorale e deve essere combattuta. Se qualcuno, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri, anche se la malizia della prostituzione rimane in tutta la sua gravità. Tali valutazioni sono in linea con quanto la tradizione teologico-morale della Chiesa ha sostenuto anche in passato."

    7 Ottobre, 2013 - 16:36
  183. Giovanni Mandis

    Sara il peccato è grave/mortale o veniale. Tertium non datur.

    Marilisa io penso che ogni sacerdote debba essere costruttore di ponti, ma il ponte serve per passar dall’altra parte… SE i lontani, le periferie esistenziali dopo che io ho attraversato il ponte, ci ho parlato, son rimasto a lungo con loro, gli ho parlato di Cristo che è ciò che conta davvero, gli ho spiegato la sana dottrina, gli ho testimoniato la mia cristiana compassione e dispiacere per la loro sofferenza/disagio etc., non si mettono in cammino verso il ponte per attraverso (non dico subito, ma pian piano avvicinarsi) io riattraverso il ponte e vado a cercare altri che forse attraverseranno il ponte costruito per loro (per evitare fraintendimenti, il discorso non va inteso come se il prete personalmente – per il fatto stesso di esser prete – sia “a posto” e senza peccato, ma in quanto sacramentalmente e istituzionalmente è preposto ad avvicinare i lontani e portare loro Cristo).
    Facciamo così, se vuole, lei preghi per me e particolarmente per la mia vocazione; io le ricambio il favore. Stia bene (senza ironia!).

    7 Ottobre, 2013 - 16:59
  184. Giovanni Mandis

    errata corrige “non si mettono in cammino verso il ponte per attraversarlo” …

    7 Ottobre, 2013 - 17:02
  185. Sara1

    Mandis Benedetto ha chirito che prostituto o prostituta è uguale:

    http://www.lastampa.it/2010/11/23/blogs/oltretevere/prostituto-o-prostituta-stesso-senso-F1l5ameK7UdHC3IdWRPEvJ/pagina.html

    Contagiare consapevolmente un’altra persona mettendone a rischio la vita è cosa che riguarda più il non uccidere che la materia sessuale vera e propria.

    In questo c’è il passo in avanti da un punta di vista morale,

    Molti non usano il preservativo non per evitare gravidanze ma per non avere una diminuzione del piacere, il senso è quello.

    7 Ottobre, 2013 - 17:22
  186. Giovanni Mandis

    Sara sull’ultimo intervento ok, è una situazione di tale degrado che il pensare a non contagiare l’altro può essere un primo passo verso il bene. Casi estremi impossibili da generalizzare.
    Però il “male minore” non c’entra.

    7 Ottobre, 2013 - 17:30
  187. Sara1

    Va bene Mandis, forse male minore non è esatto, però credo che Martini usasse lo stesso criterio, piuttosto che rapporti sessuali promiscui e occasionali meglio una relazione stabile (dove entrano in gioco rispetto, tenerezza, fedeltà che sono un passo in avanti verso un cammino moralmente accettabile)

    7 Ottobre, 2013 - 20:43
  188. manuel76

    Mandis,
    quando una tua conoscente ti presenta suo marito, la prima cosa che gli dici è di non tradire sua moglie?
    Quando una mamma ti presenta un bambino, gli dici subito di non essere disubbidiente?
    Quando vai dal fornaio a prendere il pane, gli dici subito di non evadere le tasse?

    Se il tuo primo approccio con una persona è di rinfacciarle la sua eventuale colpa pre-giudichi ogni rapporto. Non giungi a lei per creare un ponte, ma per mostrarti nella tua perfezione.
    Cosi facendo pero’ chiudi una porta al posto che entrare in relazione.

    Io non ho proprio nulla da insegnarti, ma mi permetto di dirti che se non entri in sim-patia (che vuol dire che ti fai carico delle preoccupazioni dell’altro e sei felice quando lo vedi felice) non riuscirai mai a fargli arrivare il tuo messaggio.

    Di Martini hai bevuto una interpretazione totalmente fuori da quello che in realtà era: una persona che pensa.
    Benedetto XVI è molto più vicino a Martini di quanto si possa pensare…a cominciare dalle proprie dimissioni!

    8 Ottobre, 2013 - 15:42
  189. Marilisa

    “Di Martini hai bevuto una interpretazione totalmente fuori da quello che in realtà era: una persona che pensa.”

    Condivido in pieno.
    E “pensare”( dato che per fortuna e per grazia di Dio siamo uomini pensanti) significa anche “saper vedere” le cose come stanno e avere il coraggio di mettere in evidenza, dopo attento discernimento che contempla i dubbi, gli errori anche di chi ci sta a cuore.
    Non è né caritatevole né giusto difendere ad oltranza e acriticamente le posizioni di chi impone ossequio e reverenza servile da considerarsi, secondo molti devotissimi, come parametri di “umiltà”.

    8 Ottobre, 2013 - 16:45
  190. Giovanni Mandis

    Forse, alcuni, avete bisogno di un buon paio di occhiali per leggere meglio quello che scrivo.
    Non ho espresso pareri sulla persona del Card. Martini.
    Ho espresso un parere su una frase del Card. Martini che non è in alcun modo accettabile e priva di fondamento umano, biblico, evangelico.. Non si può consigliare stabilità in una situazione oggettivamente immorale, qualunque essa sia.

    8 Ottobre, 2013 - 17:27
  191. Marilisa

    No, Mandis, lei ha anche espresso pareri sulla persona del card. Martini.
    Si rilegga i suoi interventi uno per uno e li ritroverà.
    Per esempio: “Su certi argomenti il cardinale Martini straparlava a titolo personale contro lo stesso messaggio della Sacra Scrittura.”
    Lo ha scritto lei, Mandis, non io.
    Da chi ha appreso che Martini “straparlava” contro il messaggio della Sacra Scrittura?
    Chi le ha inculcato questa enorme idiozia ? Io lo so, e lei no?

    8 Ottobre, 2013 - 20:16
  192. Marilisa

    La situazione “oggettivamente immorale” è tale per chi è sessuofobico, Mandis. Come lei, appunto.

    8 Ottobre, 2013 - 20:20
  193. Giovanni Mandis

    “Su certi argomenti…”
    La mia frase indica un giudizio su una frase del cardinale che tratta “certi argomenti”, non un giudizio sul cardinale.
    Oltre che un buon paio si occhiali le serve un ripasso di italiano e di analisi logica?
    “Su certi argomenti” è complemento di argomento; l’argomento soggetto al giudizio è una frase non chi la pronuncia.
    Sull’argomento in questione che il cardinale straparlasse lo apprendo dalla Sacra Scrittura e da 2000 anni cristianesimo e dal Magistero ininterrotto della Chiesa di Cristo.

    8 Ottobre, 2013 - 21:18
  194. manuel76

    Mandis,
    cerca di confrontarti…nessuno ti vuole male!
    Marilisa si scalda giustamente per invitarti al confronto con uno dei giganti del 900. Straparlare non è certo una sua caratteristica.
    Quando Carlo Maria Martini riceveva una domanda su una frase specifica, la contestualizzava sempre. Spesso diceva che date le premesse effettivamente quella era la logica conseguenza.
    Ogni sua frase è parte del discorso. Se non lo si legge tutto lo si travisa!

    Certo è che è un teologo che inquieta ancora a leggerlo. Perchè non s’è mai seduto su un trono di certezze, ma le ha sempre discusse per renderle davvero certe!
    Voglio dire non era la certezza il suo punto di partenza, presentare qualcosa di immutabile e stare a guardare quanto è bello.La certezza era invece il punto di arrivo. E pertanto aveva ancora più valore.

    8 Ottobre, 2013 - 22:56
  195. Marilisa

    Non si arrampichi sugli specchi, Mandis. Non lo faccia con me.
    La frase da lei espressa implica, senza “se” e senza “ma”, un giudizio nettamente negativo sul grande C.M. Martini, di fronte al quale lei è un lattante presuntuoso.
    E da lui ha solo da imparare se lei rinunciasse a confidare sulle sue ridicole certezze di carta pesta.
    Legga I testi del cardinal Martini, li legga bene per imparare qualcosa.

    8 Ottobre, 2013 - 23:25
  196. Marilisa

    “Su certi argomenti” è complemento di argomento; l’argomento soggetto al giudizio è una frase non chi la pronuncia.”

    Ma che bravo! Vuole insegnarmi i complementi ora ? Ma va’…
    Mi viene da ridere…
    Vuole che le faccia l’ analisi logica delle sua “magnifica” frase?
    Ci resterebbe male, sa?
    Se la mette su questo piano, le dico che deve studiare ancora molto.

    8 Ottobre, 2013 - 23:35
  197. Giovanni Mandis

    Oh Manuel, sul Martini biblista non ho detto nulla e nulla ho da dire o da mettere in discussione.
    La Bibbia sul tema che ci ha fatto discutere animatamente è “estremamente” chiara, il Catechismo, la filosofia e teologia morale idem. Inutile che vi arrampichiate sugli specchi per difendere una tesi indifendibile e priva di logica (altro che logica conseguenza…).

    8 Ottobre, 2013 - 23:41
  198. Giovanni Mandis

    Può farcela Marilisa… “Un giudizio negativo su una frase del Card. Martini su un tema che nulla ha a che fare col suo essere un grande biblista.”, perché questo è la mia frase.
    Se insiste nel trarre arbitrarie e illogiche conclusioni dalla mia frase è in evidente pre-giudizio (malafede).

    8 Ottobre, 2013 - 23:54
  199. Marilisa

    Si esprima con maggiore chiarezza, Mandis, se le riesce.
    Glielo dico amichevolmente e senza malafede.
    Nella sua frase l’espressione “straparlava a titolo personale contro lo stesso messaggio della Sacra Scrittura” implica–che lei lo voglia o no, che lei se ne accorga o no– un giudizio negativo sulla persona di Martini.
    Il verbo “straparlare”, da solo, ha un significato negativo che mette in cattiva luce chi “straparla”. Senza scomodare l’ analisi logica e i complementi vari.
    Comunque, questioni linguistiche a parte, tornando all’ argomento, a me è “estremamente chiaro” che alla base del suo convincimento, e di quello della Chiesa in generale, c’è una strana e infondata “paura del sesso”, che è visto solo ed esclusivamente in funzione della procreazione.
    Altrimenti viene visto come una “cosa” sporca. Il che non è evidentemente.
    Del resto, tutto il corpo dell’essere umano ( soprattutto quello della donna “tentatrice”) una volta–non molto tempo fa, sa ?–era demonizzato dalla Chiesa. In maniera ridicola e controproducente.
    Forse lei non lo sa, essendo molto giovane. Se non crede a me, si informi.
    Oggi, grazie a Dio, non lo è più. Qualche passo avanti si è fatto, ma non in fatto di sesso.
    Basterebbe avere una migliore conoscenza dei rapporti interpersonali anche nella fisicità, per cambiare idea.
    La “tesi indifendibile e priva di logica” di cui lei, Mandis, parla con sicumera, non è né indifendibile né priva di logica, e, come tale, è passibile di ripensamenti.
    Solo i bacchettoni si ostinano nelle loro presunte certezze presentate come indiscutibili.
    Ho già detto parecchie volte i motivi per i quali l’ omosessualità ( ma io mi riferisco a quella su basi biologiche, cosa di cui sono convinta) è stata sempre malvista. Non voglio ripetermi.

    9 Ottobre, 2013 - 0:53
  200. Giovanni Mandis

    Marilisa carissima, passi l’interpretazione arbitraria di quanto scrivo (lo straparlare è riferito esclusivamente alla frase del cardinale in merito al tema di questa discussione) ma la sua ostinata e ottusa ignoranza che offende l’insegnamento che Cristo ci offre attraverso la Sua Chiesa mi induce a non proseguire la discussione.

    9 Ottobre, 2013 - 11:18
  201. Marilisa

    “Ostinata e ottusa ignoranza” le rimando paro paro al mittente.
    Non mi interessa “proseguire la discussione” con lei. Non mi interessa affatto.
    Una nota per chi è in grado di intendere: arrampicarsi sugli specchi nel tentativo inutile di convertire alle proprie convinzioni chi non le condivide, denota debolezza di argomentazioni e penosa frustrazione.
    Niente altro.

    9 Ottobre, 2013 - 16:04

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