Benedetto: “Il cristianesimo è carità”

E’ importante che il cristianesimo non sia una somma di idee, una filosofia, una teologia, ma un modo di vivere, il cristianesimo è carità, è amore. Solo così diventiamo cristiani: se la fede si trasforma in carità, se è carità“: sono parole dette dal papa stamattina in una meditazione a braccio ad apertura della prima congregazione generale del Sinodo africano. E’ un concetto – questo del cristianesimo interamente riconducibile alla carità – che egli non si stanca di ripetere. Nel blog ho segnalato tante sue affermazioni che vanno in questa direzione: vedi per esempio un post del 26 novembre 2008: “Benedetto: la fede se è vera diventa amore”. E un altro dell’8 giugno 2009 che dice: “Dio è tutto e solo amore”. A me sembrano parole preziose – centrali nella sua predicazione – e non mi stanco di riportarle.

36 Comments

  1. roberto 55

    Non è certo casuale, anzi, se il termine “Caritas” ricorre nei titoli di già due delle tre encicliche promulgate dal nostro Papa: significa, appunto, che si tratta di un concetto centrale del pensiero del Pontefice.
    Ricollegandomi, poi, all’argomento del “post” precedente, m’è parso – a proposito – che i “media” (almeno quelli italiani) non abbiano offrto molto spazio alle severe parole pronunciate ieri da Papa Benedetto contro il colonialismo, mentre oggi, invece, hanno dato risalto – quasi come fosse nota di colore – all’auspicio, espresso nel corso del Sinodo, di vedere presto un Papa africano (o, più esattamente, un “Papa nero”, come cantavano nel 1997 i “miei” Pitura Freska).
    Sensazione errata la mia, Luigi ?

    Buona notte a tutti !

    Roberto 55

    5 Ottobre, 2009 - 23:06
  2. Massimo

    Cari amici, scusate l’off topic, ma vorrei condividere con voi il mio disagio. Nella giornata di ieri, il consiglio comunale di Firenze ha votato l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Si tratta di un atto in buona parte simbolico, visto che non è nelle prerogative del Comune legiferare su questa materia. Ha votato a favore, con alcune defezioni, la maggioranza di centrosinistra. Si tratta di una presa di posizione probabilmente discutibile, anche se personalmente non conosco i dettagli a sufficienza per giudicare il caso. Sono in generale favorevole al testamento biologico, a condizione che sia chiaramente delimitato il confine con l’eutanasia.
    Ma ciò che mi ha procurato disagio non è questo, bensì un dettaglio nella reazione della curia. La curia di Firenze, come era prevedibile, ha infatti risposto con una nota molto dura. La nota si conclude con questa frase:
    «Spiace anche constatare che alcuni politici che si definiscono cattolici – va riconosciuto non tutti e di ciò c’è da rallegrarsi – non abbiamo percepito come in un caso come questo ricorressero quelle condizioni di coerenza con i valori fondamentali della visione antropologica illuminata dal Vangelo che richiedono ossequio all’insegnamento del Magistero.»
    Io credo che sia legittimo che in certi casi la curia esprima un proprio dissenso anche sull’attività amministrativa e politica (credo che lo debba fare nei modi “giusti”, ovvero nel rispetto dell’autonomia della sfera politica, e accettando che si tratta di questioni su cui è possibile una pluralità di posizioni). Ciò che trovo inaccettabile è l’uso di un’espressione come politici che si definiscono cattolici. Vuole forse dire che essi si definiscono tali ma non lo sono? Non sarebbe stato meglio dire politici cattolici (perché di questo si tratta) e basta? Mettere in dubbio l’appartenenza ecclesiale di queste persone è qualcosa di offensivo, ed estremamente grave se pronunciata da un vescovo.

    6 Ottobre, 2009 - 9:44
  3. Luigi Accattoli

    Massimo della questione conosco solo quello che leggo nel tuo commento. Ben so l’atteggiamento e le convinzioni dell’arcivescovo Betori per averle viste maturare negli anni in cui ha retto la segreteria della Cei e le ritrovo in quelle conclusioni. E’ l’applicazione a un consiglio comunale di quel diretto intervento in materia legislativa che la presidenza Ruini attuava negli ultimi anni (indicazione per il “non voto” sulla fecondazione assistita, Nota sui Dico, Family Day) e che la presidenza Bagnasco sta cercando di alleggerire. Per una mia prospettiva d’insieme, favorevole all’attuale alleggerimento, si può vedere nella pagina COLLABORAZIONE A RIVISTE elencata sotto la mia foto un testo intitolato SUL CARDINALE RUINI CHE LASCIA GLI INCARICHI. Aggiungo che trattandosi di un intervento di un vescovo in una vicenda della sua diocesi, forse conviene lasciare ai fiorentini – tutti ottimamente dotati di parola – il merito della questione. E non darei importanza all’espressione “che si definiscono cattolici”. Mi terrei alla sostanza del problema, che è quella delle indicazioni episcopali in materia politica e legislativa.

    6 Ottobre, 2009 - 10:42
  4. Massimo

    Per l’appunto, sono fiorentino 🙂

    6 Ottobre, 2009 - 10:44
  5. Luigi Accattoli

    Vai dunque – io parlavo per me.

    6 Ottobre, 2009 - 10:46
  6. Francesco73

    Ma perchè la Curia contesta il provvedimento?

    6 Ottobre, 2009 - 10:53
  7. Massimo

    L’unica indicazione che ho trovato è questa:
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2009/5-ottobre-2009/testamento-biologico-firenze-consiglio-approva-registro-1601844591054.shtml
    Si può discutere, come suggeriva Luigi, del merito del provvedimento (se interessa cerco di procurarmi la delibera), o più in generale dell’opportunità che la curia intervenisse contestando direttamente un voto in consiglio comunale.
    A me per ora ha colpito l’espressione che segnalavo, perché si può lasciare correre un dettaglio così trascurabile, ma è un’espressione usata intenzionalmente, indice di una mentalità.

    6 Ottobre, 2009 - 11:13
  8. io torno al tema e alla citazione del post e dico fortissimamente AMEN!

    6 Ottobre, 2009 - 11:42
  9. Francesco73

    Bè, Firenze ha un sindaco cattolico che rivendica di essere tale, è legittimo essere giudicati da tutti (e quindi anche dalla chiesa) sul tasso di coerenza tra tale status e i provvedimenti che si adottano o a cui si partecipa.
    Non dico sulla vita privata, ma almeno su quella pubblica sì.

    6 Ottobre, 2009 - 11:45
  10. mattlar

    Evidentemente, sia questo provvedimento, sia la cittadinanza onoraria sono solo il sintomo di un atteggiamento provocatorio nei confronti della curia. E’ vero: i regolamenti del comune non hanno competenza a disciplinare il testamento biologico (e infatti, istituiscono l’albo, ma non disciplinano il TB). Si tratta solo di una sfida. A ben vedere, bastava tacere perché quel provvedimento non avesse alcun significato e si spegnesse nella sua inutilità e inconsistenza.
    Però, secondo me, Betori ci casca in pieno, pronunciando uno strafalcione goffo e patetico dopo l’altro. Oltre a quello che ha segnalato il fiorentino Massimo, e cioè che il richiamo ai “sedicenti cattolici” che anche a me appare fastidiosa e presuntuosa, trovo che ci siano altre cadute di stile.
    Che il governo (e non il Parlamento, la confusione è grave) abbia la competenza esclusiva è affermazione fuori luogo, quando non azzardata. Il governo non ha competenze legislative!! Ed è bene che queste siano evitate in materie di questo genere. La dichiarazione sulla violazione della privacy è altrettanto goffa. A che titolo, infatti, la Chiesa si occupa di disciplinare e distribuire le competenze tra organi dello Stato? Da quando in qua la chiesa è interessata a tutelare la privacy dei cittadini?
    Reazioni di questo genere, secondo me, non fanno altro che stimolare il consiglio comunale a emanare altri atti inutili di valenza soltanto simbolica.

    6 Ottobre, 2009 - 11:47
  11. Massimo

    Francesco73: sono d’accordo che si possa essere giudicati per la coerenza, ma senza chiamare in causa l’appartenenza alla chiesa, che non si decide certo su un voto in consiglio comunale. Peraltro, il sindaco Renzi era prudentemente (o furbamente) assente.

    Mattlar: sono d’accordo che la presa di posizione del consiglio comunale aveva un valore assertivo e forse provocatorio, ma escludo che volesse essere provocatorio “nei confronti della curia”.

    Infine, mi scuso con tutti per questa divagazione. Torniamo senz’altro all’argomento del post di Luigi.

    6 Ottobre, 2009 - 11:56
  12. La Carità. Dal dono della Fede nasce la Speranza delle cose future, Speranza che ci induce ad esercitarci nella Carità. Per questo probabilmente è la maggiore delle tre, perchè contiene e finalizza le prime due, è figlia e madre di esse (ricorda qualcosa?).
    Ritengo, perlomeno per me, che è cosa complessa, e difficile da raggiungere pienamente in tutte le sue valenze. E’ l’attributo di Dio, potremo esplorarlo e sperimentarlo, ma mai possederlo del tutto.
    Credo che l’Elemosima (di cui purtroppo NON si parla più) sia un punto di partenza, ci aiuta a liberarci del falso dio, e inizia a disporci verso la Carità.
    Il cristianesimo ha ragione il Papa (e ci mancherebbe!), trova la sua manifestazione nella Carità.
    Dato quello che dicevo nell’altro thread, non nell’adesione a ideologie e stereotipi disgiunti dall’esercizio di questa Virtù, aggiungo io.

    6 Ottobre, 2009 - 12:17
  13. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
    ma non avessi la carità,
    sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

    Se avessi il dono della profezia
    e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
    e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
    ma non avessi la carità,
    non sarei nulla.

    – S. Paolo, Prima lettera ai Corinzi 13,1

    6 Ottobre, 2009 - 12:22
  14. Nino

    @Massimo
    Io la trovo una posizione del tutto coerente con la linea Ruini-Bagnasco- CEI, anche se non condivido l’affermazione, perché di questo si tratta.
    Nemmeno mi meraviglia la frase conclusiva, “…coerenza con i valori fondamentali della visione antropologica illuminata dal Vangelo che richiedono ossequio all’insegnamento del Magistero” che dice tutto sull’arrogante autoreferenzialità di sua eccellenza reverendissima il card Betori, che oltre a stabilire chi è nella chiesa pretende anche il deferente ossequio alla di lui maestà.
    Quando san Gennaro fu tolto dal calendario i napoletani issarono un mega striscione davanti al duomo con la scritta:
    “san Gennà fottetenne”.

    Capito Max ?

    6 Ottobre, 2009 - 12:40
  15. Massimo

    L’elemosina ormai è qualcosa che ha una connotazione negativa (“non voglio la tua elemosina”…). Viene cioè percepita come una forma di umiliazione per chi la riceve, e quindi se vogliamo recuperarla come suggerisce Ubi humilitas, dovremmo recuperarne lo spirito originario di condivisione di ciò che abbiamo con chi ha meno di noi.
    Ma per me la carità è soprattutto riconoscimento della dignità dell’altro, un altro che riconosco uguale a me e quindi legittimato a partecipare delle mie ricchezze. Per il cristiano questo essere simile viene dalla comune condizione di figli. Per il non credente può venire dal riconoscimento dalla comune condizione di creature tragicamente destinate alla morte.

    6 Ottobre, 2009 - 13:16
  16. discepolo

    Come diceva Don Abbondio che uno se il coraggio non ce l’ha non se lo può dare, così io penso che la carità nell’accezione religiosa del termine se uno non ce l’ha non se la può dare.. per questo si vedono in giro e si sentono tanti cristiani riempirsi la bocca con queste belle parole “carità, amore” e poi nella loro persona e nella loro vita , persino nel modo di parlare, non ce neppure un briciolo di questa carità.. basta fare un giro nei blog ad argomento religioso per vedere con quanta “carità” i cristiani si trattano l’un l’altro ! )
    e la cosa più sconcertante è che la maggior parte non se ne accorge neanche e scambia per ” carità” un goffo e benintenzionato filantropismo che è solo patetico.. stile boy-scout
    mostratemi un cristiano che abbia veramente “carità” e vi convertirò il mondo……

    6 Ottobre, 2009 - 14:56
  17. Qualche domanda a Discepolo.
    Come ti poni nei confronti dell’elemosina (è questo il termine usato nel Vecchio e Nuovo Testamento, anche se nell’uso comune si usa “solidarietà”)?
    Ritieni che l’elemosina (che non va confusa con la Carità), sia il primo passo verso il disporsi allo spirito di Carità?

    Poscritto: La prima domanda non volendo essere invasiva, chiede risposta generica, di disposizione, non di dettaglio.

    6 Ottobre, 2009 - 16:22
  18. Leonardo

    «Quando san Gennaro fu tolto dal calendario i napoletani issarono un mega striscione davanti al duomo con la scritta:
    “san Gennà fottetenne”.»

    Sarebbe un po’ come dire: «me ne frego!», non è vero?

    6 Ottobre, 2009 - 16:42
  19. Clodine

    Sono d’accordo con quanto diceva discepolo riguardo all’idea errata che spesso si ha della carità. A proposito: mi è tornato in mente un aneddoto, un fatto udito personalmente quando, poco più che adolescente, ascoltai un piccolo battibecco tra una suora salesiana -della quale ero attaccatissima nativa di San Giovanni Rotondo, figlia spirituale di Padre Pio- e una signora benestante molto stimata in parrocchia. Una persona,a detta di tutti, di grande bontà, con le mani in molte attività caritatevoli, sempre pronta a fronteggiare ogni tipo di situazione fino a rimetterci di tasca propria. Eppure, non ci crederete, discuteva con la suora circa la santità del venerabile padre poiché dall’attuale Santo (quando era ancora in vita) venne cacciata letteralmente e in malo modo dal confessionale, senza ricevere l’assoluzione proprio perché mancante di carità! [E se anche distribuisco tutte le mie sostanze, e se dò il mio corpo per essere bruciato, ma non ho la carità, non mi giova a nulla : quale contraddizione in termini]…allora è d’uopo domandarsi: ma cos’è la carità (?) so che è una virtù infusa nella persona fin dal battesimo. E li mi fermo, poi penso che l’Amore forma un binomio imprescindibile con la parola Giustizia (ricordate Osea “amore voglio, non sacrificio- e anche in Matteo: “misericordia voglio non sacrificio) allora, forse la carità parte da un cuore profondamente giusto, tanto che, quando si vede in quella persona NON un manichino da vestire, un ventre da riempire,una tasca dove far cadere l’euro, ma una creatura da comprendere e da voler bene, da dare amicizia e dignità fosse anche un nemico, di quel bene che ti riconcilia con il genere umano e con Dio: degni di presentare l’offerta.

    6 Ottobre, 2009 - 17:28
  20. lycopodium

    Che bella sorpresa, la difesa (involontaria) di una tradizione popolare da parte di Nino!
    Quanto a Osea, le sue parole hanno avuto in tempi ravvicinati lo stesso fraintendimento delle parole di Cristo alla samaritana.

    6 Ottobre, 2009 - 17:56
  21. Eh… le preghierine come vengono in aiuto. L’Atto di Carità dice “e per amor Tuo amo il prossimo come me stesso”. Sembra ovvio che si vede se stesso e gli altri come immagine e somiglianza di Dio, non come ventri o manichini.
    Altrimenti chi la da una mano alla provvidenza?

    6 Ottobre, 2009 - 18:19
  22. Ahi… la fretta oggi… “Provvidenza”… è altra parola buona scomparsa dall’uso comune (sigh!).

    6 Ottobre, 2009 - 18:24
  23. Leopoldo

    Ruini-Bagnasco-CEI provvedimenti leggi testamenti biologici voti consensi incarichi cariche dire non dire preservativi colonialismo interruzione gravidanza eutanasia, eccetera eccetera eccetera. Dell’annuncio originario – il Messia è nato, è morto, è risorto e pertanto anche noi non moriremo più, e la nostra vita non finirà a partire da quando nasciamo per cui l’immortalità è già ora e qui – di questo annuncio non parla più nessuno. Lo si dà per scontato, forse, ma non lo è affatto e tutto quello che ciascuno desidera è, alla fine, di non essere limitato nell’esistenza e disperato nel dolore. Non vedo nulla di tutto ciò in questa Chiesa, e giuro che non lo dico con spirito polemico.

    6 Ottobre, 2009 - 18:40
  24. Gerry

    Leopoldo,
    la Chiesa opera nel mondo, con tutti i suoi problemi e “leggi testamenti biologici voti consensi incarichi cariche dire non dire preservativi colonialismo interruzione gravidanza eutanasia, eccetera eccetera eccetera”! Certo al primo posto si deve sempre mettere l’annuncio di Gesù Cristo – morto per noi e risorto il terzo giorno – annuncio da portare a tutti gli uomini (forse eccetto ai “fratelli maggiori” ebrei, si direbbe oggi, stando alle recenti affermazioni del Card. Bagnasco), ma poi che facciamo, chiudiamo gli occhi di fronte a tutto ciò che contraddice nei fatti la parola del Maestro? Sarebbe troppo bello poterlo fare, significherebbe essere già passati all’altra sponda.

    6 Ottobre, 2009 - 19:22
  25. Nino

    Hi Lyco,
    “Che bella sorpresa, la difesa (involontaria)”
    ———————
    Da ex fante non scherzo nè gioco con i santi.
    Con loro parlo, discuto, mi ci arrabbio, accendo lumini.
    Un po come nei film del genere napoletano.
    Con alcuni ho un feeling particolare, con altri meno,
    san Gennaro è un grande anche se non è il mio preferito.
    Quindi nessuna involontarietà..
    Non amo l’uso che si fa dei santi e del sacro quando assomiglia all’idolatria.

    6 Ottobre, 2009 - 22:56
  26. lycopodium

    “Non amo l’uso che si fa dei santi e del sacro quando assomiglia all’idolatria”.
    Neppure io.
    Ma non amo nemmeno la critica demolitrice delle pie devozioni, quando assomiglia all’idolatria del sæculum.

    6 Ottobre, 2009 - 23:12
  27. discepolo

    rispondo a Ubi sull’elemosina
    secondo me la carità non dovrebbe esser una dimensione del “fare ” ma dell’essere.. mi spiego meglio , non è tanto il “fare la carità” ma essere interiormente delle persone animate dall’amore per la creazione, un po’ come San Francesco nel Cantico delle Creature che lodava Dio e ardeva d’ amore per tutte le manifestazioni dell’esistenza, sole, luna,stelle acqua fuoco, vento ” et omne tempo per lo quale alle tue creature dai sostentamento”.. L’ uomo illuminato dalla carità interiore, che è un modo di essere , e non di “fare”, ha un atteggiamento caritatevole verso tutto e tutti , non solo verso i poveri ma anche verso i ricchi, non solo verso i deboli ma anche verso i forti.. la carità intesa come “fare” somiglia un poco a un senso di superiorità.. io sono ricco, buono, caritatevole , tu sei povero debole,
    bisognoso.. dunque io ti faccio la carità, ti aiuto, .. certo questo ragionamento non si fa consciamente ma è il sottofondo incoscio di un modo di considerare la “carità” come delle azioni virtuose..e in questo modo la carità non è che un affermazione di se stessi, del proprio ego…
    La vera carità di cui si dice “Dio è carità ” è l’amore incondizionato per le creature,per tutto l’Esistente , per qualunque creatura, buona e cattiva, per
    il filo d’erba e per Napoleone.. perche in ultima analisi tutto l’esistente è buono e tutto l’esistente è Dio
    Per questo Cristo dice di amare i propri nemici e aggiunge se amate i vostri amici che merito ne avete ? fanno così anche gli altri.. parafrasando il Vangelo direi se fate la carità ai mendicanti che merito ne avete ?’ fanno così tutti gli uomini generosi.. tutti i filantropi, i ricchi, da Bill Gate in poi.. che merito ne hai se sei ricco e se dai un po’ della tua ricchezza ai poveri .. questa è giustizia non merito…
    ma se voi amate tutto ciò che esiste , come san Francesco , anche fratello lupo,e non solo l’ Agnello anche il vento e la tempesta, e non solo il bel tempo, allora forse cominciate a capire cosa è la carità..
    certo è difficile, roba da santi .. ma io resto convinto che il cristiano è chiamato alla santità non a un esistenza mediocre scambiata per
    la vera santità….

    7 Ottobre, 2009 - 7:47
  28. discepolo

    faccio un esempio
    gli antichi Padri del deserto si erano ritirati appunto nel deserto dove vivevano in solitudine pregando Dio.
    Già allora qualcuno , più sensibile al “sociale”, li rimproverava. Non era meglio e più gradito a Dio stare in mezzo alla gente e occuparsi concretamente dei poveri , aiutare i bisognosi, dividere la propria esistenza con gli altri, che ritirarsi in solitudine?’ non era egoismo, egocentrismo, superbia, questo voler esser degli asceti solitari, invece di condividere la vita comune degli altri uomini?
    Eppure quando qualche viandante sperduto si imbattava in uno di questi solitari rimanava colpito dal fatto che i suoi occhi bruciassero ,letteralmente, cioè fossero inspiegabilmente e sovrumanmente illuminati da un amore e da una luce quasi divina, e trovavano nel solitario asceta una persona amorevolissima, e spesso capace di miracoli.. come era possibile questo?
    un anacoreta rispose una volta ai critici che proprio nel deserto si impara ad amare ogni creatura, anche il raro arbusto e la lucertola e il ragno che sopravvivono tra i sassi ,anche il feroce leone che alla fine, addomesticato, viene a dormire ai piedi del vecchio eremita………
    certo non voglio dire che ci dovremmo ritirare tutti nel deserto…ma che prima di esser caritatevoli anzi PER poter essere caritatevoli dobbiamo prima spogliarci del nostro ego e ritirarci nel deserto metaforico della rinuncia
    a se’ stessi , cosa insegnata in tutti i tempi da tutti i santi di tutte le religioni, nonchè dai saggi buddisti, ma di cui oggi si presume di poter fare a meno…

    7 Ottobre, 2009 - 8:12
  29. Clodine

    Chiedo venia se nel post delle 17,28 di ieri ho interrotto bruscamente il discorso che è risultato tronco e incomprensibile. Se posso vorrei terminarlo, ammesso che riesca a spiegarmi, perché non è facile senza incorrere in fraintendimenti. Dunque, ciò che mi premeva sottolinenare è il concetto per cui si è “degni di presentare l’offerta” quando alla carità si coniuga la giustizia. Di fatti la carità senza la giustizia si trasforma in una sorta di disuguaglianza inaccettabile, di cui si diventa complici, e la giustizia senza la carità in un legalismo burocratico che ha la faccia della persona disumana. San Tommaso diceva che la giustizia è «la costante e permanente volontà di dare a ciascuno quello che gli spetta». E la carità completa l’assioma.

    Un abbraccio a Pri.

    7 Ottobre, 2009 - 10:18
  30. Si Discepolo, pienamente d’accordo con te.
    Infatti ho scritto che l’elemosina, il dare agli altri quello che abbisognano e che noi abbiamo di più non è la Carità. Carità è l’attributo di Dio. Scrivevo che non potremo mai possederla tutta e pienamente, per quanto possiamo esplorarla.
    Quello che volevo evidenziare è che scrivevo anche è che per “iniziarci” alla Carità dobbiamo partire da gesti concreti.
    Nell’episodio evangelico del Buon Samaritano, Gesù ci racconta del gesto concreto dello stesso. Prendersi cura, fasciare, è gesto concreto.
    Quello che ad esempio vivo come esperienza concreta dettata dall’avere a che fare e poter dialogare con tanta gente (e io sono uno di quelli che apre sempre l’argomento sul “sacro”), è che tanti cercano di “disgiungere” le due cose. Avviene così quello che tu, nel tuo post che ha originato le mie domande, deploravi. Ovvero un discorso per così dire “filosofico-moralistico-generalistico” sulla Carità e sui doveri verso il prossimo. Senza però gesti “concreti”.
    Il gesto concreto quindi è “principio”, inizio, anche se non coincide pienamente con la stessa. E poi è un modo che io cerco sempre di evidenziare, per invogliare a “dare”. Perche se è vero che c’è bisogno di tanta Carità, è pur vero che c’è bisogno di tanti gesti concreti. Ce ne è direi troppo bisogno.
    Cari saluti, ringraziando per avermi dato modo di esprimere queste considerazioni, che mi auguro tanti vogliano cogliere. La provvidenza ha un gran bisogno di aiuto.

    7 Ottobre, 2009 - 10:31
  31. raffaele.savigni

    Come mai le persone che criticano Betori non hanno criticato don santoro quando è andato ad applaudire Beppino Englaro in occasione della concessione (per me squallida) della cittadinanza onoraria? Non era una “ingerenza” anche quella?
    Io auspicherei una maggiore sobrietà negli interventi di vescovi e preti, ma di TUTTI. E in ogni caso credo che si debba porre un argine alla tendenza verso un’accettazione passiva della logioca eutanasica.Vorrei che certi cattolici toscani, così prontio (giustamente) a difendere il diritto di asilo e gli immigrati, anche criticando apertamente i politici che hanno promosso i respingimenti, mostrassero una uguale sensibilità nei confronti della difesa della vita. Chiedo troppo?

    7 Ottobre, 2009 - 23:16
  32. Massimo

    Raffaele, non mi pare che la vicenda su cui è intervenuto Betori riguardasse in alcun modo l’eutanasia. Non so cosa tu intenda per “logica eutanasica”, temo si tratti di un modo per attribuire alle persone (e alle leggi) cose che non pensano (o non sanciscono).
    Mi stupisco anche che una persona solitamente attenta come te trascuri la differenza tra l’intervento di un prete che applaude una persona (in modo certamente discutibile) e quello di un vescovo che interviene direttamente sugli atti di un’assemblea elettiva, dando patenti di cattolicità ai consiglieri comunali sulla base del loro voto. Se non ci vedi differenza, non mi stupisco del fatto che ormai in questo paese si stia andando verso una radicalizzazione dello scontro tra laicisti e clericali, in cui la vittima è la laicità intesa in modo corretto.

    8 Ottobre, 2009 - 14:14
  33. raffaele.savigni

    Massimo, io credo che negare ad una persona l’alimentazione e l’idratazione significhi accettare una logica eutanasica. All’inizio può non sembrare così, ma a piccoli passi ci si arriva… In Olanda e in Belgio ci sono già arrivati.
    Comunque considero molto più grave trasformare Englaro in un “eroe” che dare indicazioni sulla base di criteri etici ai consiglieri comunali.E sino a prova contraria la Chiesa è competente in materia “de fide et moribus”. semplicemente, mi piacerebbe un po’ più di discrezione, un po’ più di fiducia nei laici quanto alle traduzioni di principi etici in norme di legge.
    Ma quando vedo che tra i candidati alla segreteria del PD c’è l’on. Marino (dalla cui concezione di “laicità” dissento radicalmente), mi sento profondamente deluso.

    8 Ottobre, 2009 - 18:10
  34. Massimo

    Qualsiasi concezione ragionevole della laicità stabilisce che dal piano della fede non si possano dedurre in modo univoco indicazioni di natura politica o giuridico/amministrativa (distinzione dei piani… mi pare di ricordare che sei nel Meic, dunque non c’è bisogno che ti ricordi queste cose). La decisione del consiglio comunale di Firenze riguardava semplicemente l’istituzione di un registro pubblico ove è possibile indicare presso quale notaio i cittadini hanno registrato la propria volontà riguardo ai trattamenti in fine vita; un modo per dare un punto di riferimento ai medici. In che cosa questo sia in contrasto con il Magistero resta da capire.
    Lo stesso tema del testamento biologico non mi sembra ammettere un’interpretazione univoca dal punto di vista della difesa della vita, come dimostra l’ampia varietà di posizioni in ambito cattolico. E il fatto che tu creda che questo sia il primo passo in direzione dell’eutanasia, e quindi chiami in causa questioni “ultime”, è una tua opinione, che presuppone che chi non la pensa come te non abbia chiara la distinzione tra accanimento terapeutico ed eutanasia.
    Infine: nemmeno io condivido la concezione di laicità di Marino, e ancor meno quella di molti di quelli al suo seguito. E non ho simpatia per Englaro. Ma forse se ora è un “eroe” è anche l’effetto del suo precedente essere “vittima”.

    8 Ottobre, 2009 - 18:39
  35. così bello questo post che lo riprendo sul blog.
    Grazie Luigi! Nonosante intervenga poco, quando posso cerco di leggere queste pagine sempre ricche di spunti e granelli di vita…!

    Andrea

    8 Ottobre, 2009 - 22:51

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