Gonzalo Aemilius da prete di strada a segretario del Papa


Il prete di strada uruguayo Gonzalo Aemilius è il nuovo segretario personale del Papa: prende il posto dell’argentino Fabian Pedacchio e affianca l’altro segretario, l’egiziano Yoannis Lahzi Gaid. Nel primo commento una scheda di presentazione e nel secondo una mia pagliuzza interpretativa.

3 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Gonzalo Aemilius – 40 anni – viene da una famiglia benestante di Montevideo. Una nonna ebrea e genitori non credenti, si è convertito al cristianesimo negli anni del liceo: “Colpito – narra VaticanNews – dal sorriso e dalla gioia sul volto di alcuni sacerdoti che aiutavano i ragazzi di strada nonostante le minacce di morte”. Decide di farsi prete e di dedicare la vita a quei ragazzi. Ebbe una qualche notorietà all’alba del Pontificato bergogliano, la mattina del 17 marzo 2013, quando arrivando alla Chiesa di Sant’Anna Francesco lo vide tra la folla e lo invitò a seguirlo nella chiesa dove stava per celebrare la messa della prima domenica dopo l’elezione. Al termine della messa, il Papa l’aveva chiamato all’altare dicendo ai presenti: «Voglio farvi conoscere un prete che viene da lontano, un prete che da tempo lavora con i ragazzi di strada, con i drogati. Per loro ha aperto una scuola, ha fatto tante cose per far conoscere Gesù, e tutti questi ragazzi e ragazze di strada oggi lavorano con lo studio che hanno compiuto, hanno capacità di lavoro, credono e amano Gesù. Io ti chiedo, Gonzalo, vieni per salutare la gente: pregate per lui. Lui lavora in Uruguay». Si erano conosciuti al telefono: il cardinale Bergoglio aveva sentito parlare dell’impegno di Gonzalo per i ragazzi di strada e l’aveva chiamato un giorno del 2006. Intervistato dall’Osservatore Romano dopo quell’incontro nella chiesa di Sant’Anna, Gonzalo aveva raccontato che dell’arcivescovo Bergoglio l’aveva colpito la capacità di integrare valori diversi e convogliarli in un’unica direzione: «Fare esperienza di questa sua capacità è stato decisivo nella mia vita. Mi ha insegnato a trarre il meglio che c’è in ogni individuo, per quanto possa essere diverso da tutti gli altri, e a metterlo a frutto per il bene di tutti».

    26 Gennaio, 2020 - 23:43
  2. Luigi Accattoli

    Gemelli d’anima. Come nel caso – a metà novembre – della nomina a prefetto della Segreteria per l’economia del gesuita Guerrero Alves, in questa chiamata di don Gonzalo alla segreteria personale io vedo un segno della tendenza parzialmente nuova di Bergoglio a cercare dei gemelli d’anima. Il gesuita missionario in Africa a capo delle finanze, come ora un prete di strada alla segreteria personale. Forse si può indicare un terzo gemello d’anima cercato da Francesco nell’ultima stagione: il cardinale filippino Tagle chiamato alla Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli all’inizio di dicembre. Ma Tagle – indubbio gemello di Bergoglio nell’aspirazione alla Chiesa dei poveri – era già al centro della scena mentre Guerrero Alves e don Gonzalo fino a ieri nessuno li conosceva. Il ricorso ai gemelli d’anima sta forse a dire che Francesco intende accelerare invece che ammainare.

    26 Gennaio, 2020 - 23:44

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