Gesù proclama “beati” i poveri e i miseri che lo seguono

Beato Angelico – discorso della Montagna – cella 32 del Convento di San Marco – Firenze – per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo sulle Beatitudini di Matteo che faremo stasera via Zoom alle 21.00. Nei commenti l’intera scheda, comprensiva di approfondimenti tratti da opere di Gianfranco Ravasi, Bruno Maggioni, Joseph Ratzinger

8 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Magna Charta del cristianesimo. Eccoci felici ma anche emozionati a un momento alto della predicazione di Gesù: le beatitudini, che costituiscono “la Magna Charta del cristianesimo” (François Mauriac), ovvero “la carta di identità del discepolo” (Papa Francesco), tracciando il “profilo ideale di ogni cristiano” (Gianfranco Ravasi).
    “Beato” e “beati” nel senso di una proclamazione di “beatitudine” sono parole che ricorrono 26 volte nei Salmi e 31 volte nel resto dell’Antico Testamento, 50 volte nel Nuovo. In bocca a Gesù risuonano anche al di fuori dei brani di Matteo (5, 1-12) e di Luca (6, 20-23) che chiamiamo Beatitudini. Eccone quattro esempi in Matteo: “Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo” (11, 6); “Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano” (13, 16); “Beato sei tu Simone, figlio di Giona” (16, 17); “Beato quel servo che il padrone, tornando, troverà ad agire così” (24, 46). Matteo in totale di beatitudini ne ha 13, Luca 15.
    Le beatitudini sono studiatissime. Più che approfondirle singolarmente, ci proponiamo di cogliere l’immagine di cristiano che esse tratteggiano nel loro insieme: povero consapevole della sua condizione, piangente e però mite, invocante giustizia e avversato per questo, misericordioso, puro di cuore, che mette pace intorno a sé.

    26 Gennaio, 2026 - 16:35
  2. Luigi Accattoli

    Matteo 5, 1-12. Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
    3″Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    4Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
    5Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
    6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
    7Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
    8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
    10Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
    11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi
    .

    26 Gennaio, 2026 - 16:36
  3. Luigi Accattoli

    L’importante avviene sui monti. v. 1: Vedendo le folle, Gesù salì sul monte. “In Matteo gli avvenimenti importanti della vita di Gesù si svolgono sui monti: le tentazioni (4,8-10), la moltiplicazione dei pani (15,29-39), la trasfigurazione (17,1-9), l’arresto (26,30-35), il mandato finale affidato agli apostoli (28,16)” (Daniel J. Harrington).
    v. 1b: si pose a sedere. Nelle scuole ebraiche il maestro, o rabbi, sedeva su una panca avendo i discepoli davanti a lui. In Luca 4, 20 Gesù si siede quando si mette a insegnare nella sinagoga di Nazaret.
    v. 3: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. “Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito” (Isaia 66, 2): il povero nello spirito della beatitudine è fratello gemello di questo umile di Isaia che ha lo spirito “contrito”. Il parallelo di Luca è più asciutto: “Beati voi poveri” (6, 20).
    v. 4: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Isaia 61, 1-3: “Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati […], a consolare tutti gli afflitti”.
    v. 5: Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Qui Gesù si rifà al Salmo 37, 11: «I miti avranno in eredità la terra e godranno di una grande pace». In questa beatitudine si può vedere un richiamo a Mosè che “era un uomo assai mite, più di qualunque altro sulla terra” (Numeri 12, 3). In Matteo 11, 29 Gesù dirà: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.
    v. 6: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Alcuni interpreti la considerano uno sviluppo matteano del parallelo lucano: “Beati voi che ora avete fame perché sarete saziati” (6, 21).
    v. 7: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. «Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro» dirà ancora Gesù in questo stesso discorso della montagna (6,36). Lettera di Giacomo: «Il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia» (2,13).
    v. 8: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Salmo 24: «Chi potrà salire il monte del Signore? Chi ha mani innocenti e cuore puro» (Salmo 24,3-4). Da un cuore “puro” sgorgano sentimenti e parole di bene: Matteo 15, 11-20.
    v. 9: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Operatori di pace è traduzione letterale della parola greca eirenopoioi: facitori di pace. “Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia” (Lettera di Giacomo 3, 18).
    v. 10: Beati i perseguitati per la giustizia. Per la giustizia: ovvero per il comportamento richiesto da Dio. Ossia: per il fatto di essere cristiani.
    v. 11: Beati voi quando vi insulteranno […], perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Questa nona beatitudine, con la quale si passa dalla terza alla seconda persona e che è esposta con maggiore dettaglio descrittivo rispetto alle altre, gli interpreti la intendono come una ripresa esplicativa dell’ottava, ovvero come una sua applicazione ai discepoli che ora – negli anni della redazione del Vangelo di Matteo – sperimentano aperte persecuzioni.
    v. 11 b: vi perseguiteranno per causa mia. E’ una specificazione della beatitudine precedente: perseguitati per la giustizia – perseguitati per causa mia.

    26 Gennaio, 2026 - 16:37
  4. Luigi Accattoli

    Chi è il povero nella Bibbia. La figura del povero della Bibbia ha più volti di quelli suggeriti dalla parola stessa. Il termine originale ebraico (‘anawîm) indica coloro che sono «curvi», cioè gli oppressi in balia dei potenti, le vittime indifese, una folla immensa distribuita in tutti i secoli e in tutte le regioni del nostro pianeta. Eppure questo ritratto del povero è incompleto perché, come si vede anche in Sofonia, ‘anawîm sono anche i giusti, i miti, gli umili, i fedeli a Dio. Sono appunto i “poveri in spirito” di Matteo. Questa frase, infatti, che spesso è stata fonte di equivoci quasi che Gesù predicasse un vago distacco interiore pur possedendo tutto e troppo, è la definizione piena del povero biblico. Egli non è semplicemente il miserabile perché si può essere indigenti ed egoisti, aggrappati anche all’unica moneta che si possiede. E’, invece, colui che si stacca concretamente e interiormente dalle cose, è colui che non fonda la sua sicurezza e la sua fiducia sui beni, sul successo, sull’orgoglio, sugli idoli freddi dell’oro e della potenza. Il suo cuore non è chiuso e indurito, il suo collo non è ostinato come spesso nella Bibbia si dipinge la superbia e l’arroganza ma è aperto a Dio e ai fratelli.

    Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture. Anno A, pp. 151s

    26 Gennaio, 2026 - 16:38
  5. Luigi Accattoli

    Rovesciamento dei valori. Riferite alla comunità dei discepoli di Gesù, le Beatitudini rappresentano dei paradossi: i criteri mondani vengono capovolti non appena la realtà è guardata nella giusta prospettiva, ovvero dal punto di vista della scala dei valori di Dio, che è diversa dalla scala dei valori del mondo. Proprio coloro che secondo criteri mondani vengono considerati poveri e perduti sono i veri fortunati, i benedetti, e possono rallegrarsi e giubilare nonostante tutte le loro sofferenze. Le Beatitudini sono promesse nelle quali risplende la nuova immagine del mondo e dell’uomo che Gesù inaugura, il “rovesciamento dei valori”. Sono promesse escatologiche, ma non nel senso che la gioia che annunciano sia spostata in un futuro infinitamente lontano o esclusivamente nell’aldilà. Se l’uomo comincia a guardare e a vivere a partire da Dio, se cammina in compagnia di Gesù, allora vive secondo nuovi criteri e allora un po’ di “éschaton”, di ciò che deve venire, è già presente adesso. A partire da Gesù entra gioia nella tribolazione.

    Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, vol. 1, p. 93

    26 Gennaio, 2026 - 16:38
  6. Luigi Accattoli

    Un ideale per tutti. Una corretta interpretazione delle beatitudini richiede che si abbia il coraggio di ammettere tre cose: che le beatitudini sono un messaggio per la Chiesa di sempre, anche di oggi, e non soltanto per certe epoche o per situazioni di emergenza; che le beatitudini sono un ideale per tutti i cristiani, non soltanto per alcune vocazioni particolari; che le beatitudini sono indicative di un modo di vivere, di una prassi, e non soltanto di un generico cambiamento di mentalità.

    Bruno Maggioni, Il Racconto di Matteo, p. 77

    26 Gennaio, 2026 - 16:39
  7. Luigi Accattoli

    Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.

    26 Gennaio, 2026 - 16:41
  8. Luigi Accattoli

    Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 26 gennaio. L’appuntamento precedente fu lunedì 12 gennaio e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 21 gennaio:

    https://www.luigiaccattoli.it/blog/giovanni-e-imprigionato-e-le-folle-iniziano-a-seguire-gesu/

    26 Gennaio, 2026 - 16:44

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