Ho visto la mostra di Repubblica e in essa mi sono ritrovato
Ho visto ieri la mostra per i cinquant’anni del quotidiano La Repubblica, che è al Mattatoio, in zona Testaccio, con questo titolo in decollo: 1976 – 2026. LA REPUBBLICA. UNA STORIA DI FUTURO. Piccola sorpresa: mi sono ritrovato, ovvero ho trovato il mio nome tra le 1.500 firme dei redattori che hanno scritto il quotidiano in questo mezzo secolo. Come si vede nella foto, tra tutti quei nomi in ordine alfabetico, disposti a disegno della testata, nella sala d’apertura della mostra, il mio è il secondo. Infatti sono stato tra gli iniziatori del quotidiano, fin dai numeri zero e da subito con la qualifica di vaticanista. Vi sono restato fino al settembre del 1981, quando sono passato al Corriere della Sera. La sorpresa è che da quelle parti non mi hanno dimenticato. La foto di me che mi guardo è stata scattata da Andrea Gualtieri, caposervizio nella redazione centrale di Repubblica, che mi ha accompagnato nella visita. Nel primo commento trovi una nostra foto nell’androne della mostra
4 Comments
Luigi Accattoli
Eccomi con il collega Andrea Gualtieri, caro amico che un tempo fu molto attivo nei collegamenti di Pizza e Vangelo e ci insegnò a condividere immagini e video. Lui sembra il giornalista dinamico che è, io invece somiglio a un raccoglitore di olive sorpreso dalla pioggia…
5 Febbraio, 2026 - 18:16
fiorenza
No, sembrate tutti e due i testimoni che osservano una impensabile Storia futura, non di voi soltanto ma di tutti: lui sorride, del tutto a suo agio nel nuovo che, evidentemente, ha sempre avuto nel cuore; tu più meditativo ma con l’aria arguta di chi sa per certo che, ai sogni e al lavoro delle persone come voi, il Cielo concede, e sempre concederà, di dare frutto.
Eccomi con il collega Andrea Gualtieri, caro amico che un tempo fu molto attivo nei collegamenti di Pizza e Vangelo e ci insegnò a condividere immagini e video. Lui sembra il giornalista dinamico che è, io invece somiglio a un raccoglitore di olive sorpreso dalla pioggia…
No, sembrate tutti e due i testimoni che osservano una impensabile Storia futura, non di voi soltanto ma di tutti: lui sorride, del tutto a suo agio nel nuovo che, evidentemente, ha sempre avuto nel cuore; tu più meditativo ma con l’aria arguta di chi sa per certo che, ai sogni e al lavoro delle persone come voi, il Cielo concede, e sempre concederà, di dare frutto.
Onore al merito, Luigi. Quando si fa giornalismo a livelli molto alti si lascia sempre un segno e non bisogna meravigliarsene. Un abbraccio!
tonizzo! Io mi ricordo bene di te. E ti mando un saluto.