Voi siete la luce del mondo e a tutti dovrete fare luce

Alba sul mare: foto di Vincenzo Palumbo per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo domani, lunedì 9 febbraio, leggendo dal capitolo 5 del Vangelo di Matteo la chiamata dei discepoli a essere sale e luce e a splendere come astri del cielo per l’intera umanità: interpelleremo, come sempre, grandi studiosi e stavolta – per la prima volta – convocheremo anche Rudolf Bultmann. Nei commenti l’intera scheda. Chi desidera collegarsi mi mandi un messaggio [luigi.accattoli@gmail.com] e io gli fornirò il link per unirsi all’incontro

11 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Sale e luce. Proclamate le beatitudini come carta di identità dei discepoli, Gesù segnala il ruolo alto – di luce per l’intera umanità – al quale i discepoli sono chiamati e chiarisce il rapporto che debbono avere con la Legge di Mosè, che Dio aveva dato a pegno dell’alleanza con Israele. Un rapporto di superamento della legge nel senso di suo compimento e non di sua abolizione: superamento tramite un radicale e universale sviluppo del comandamento dell’amore che già era a suo fondamento.
    Ricordando i frequenti conflitti di Gesù con i custodi della Legge ci chiederemo – con il biblista svizzero di lingua tedesca Eduard Schweizer “come possa Matteo fargli dichiarare che non passerà neanche una sola lettera della Legge finché duri la terra, quando sappiamo che il Maestro viola il sabato (12,8), rifiuta il regolamento mosaico del divorzio (5,31 s.) e soprattutto abroga le norme relative ai cibi (15,11)”. Con lo stesso studioso risponderemo che Matteo vuole dirci che “l’intera legge è contenuta nel comandamento dell’amore del prossimo” e “questa lettura matteana viene confermata dal fatto che in 19,19 Matteo aggiunga il comandamento dell’amore del prossimo; in 22,39 lo dichiari esplicitamente uguale all’amore per Dio; in 22,39 affermi che esso, insieme con questo, è ciò da cui ‘dipendono’ tutta la legge e i profeti” (Il Vangelo secondo Matteo, Paideia 2001, p. 100).
    Troppo audace questa sintesi del moderno esegeta? No, se teniamo presente che già l’apostolo Paolo – che pure era accusato dai giudeo-cristiani di Gerusalemme di predicare “l’abbandono della Legge di Mosè” (Atti 21, 21) – aveva affermato nella Lettera ai Romani che “pienezza della Legge è l’amore (13,8-10).

    8 Febbraio, 2026 - 22:13
  2. Luigi Accattoli

    Matteo 5, 13-20. Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
    14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
    17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
    20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

    8 Febbraio, 2026 - 22:14
  3. Luigi Accattoli

    Non passerà un solo iota della legge. v. 13: Voi siete il sale della terra. Il sale dà sapore e conserva i cibi: i cristiani avranno dunque il compito di assicurare il buon sapore della vita umana e di preservarla dalla corruzione.
    v. 14: Voi siete la luce del mondo. “Il popolo che camminava nelle tenebre
    vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa
    una luce rifulse”: Isaia 9, 1. Con queste parole il profeta annunciava la luce che sarebbe stata apportata dal Messia e della quale ora saranno diffusori i discepoli: “In mezzo a loro [generazione malvagia e perversa] voi risplendete come astri nel mondo”: Filippesi 2, 15. – Luce del mondo: “Per Cicerone la ‘luce del mondo intero’, lux orbis terrarum, era Roma: Quarta Catilinaria 6, 11” (Giulio Michelini).
    v. 14b: non può restare nascosta una città che sta sopra un monte. La città sul monte è Gerusalemme: la nuova Gerusalemme è la famiglia dei discepoli di Gesù.
    v. 15: né si accende una lampada per metterla sotto il moggio. Il moggio era un recipiente per misurare il grano. Poteva anche essere usato per spegnere una candela o una lucerna senza provocare fumo: e dunque Gesù vuol dire che sarebbe insensato accendere una lampada per subito spegnerla.
    v. 15b: così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Come un pizzico di sale dà sapore a un’intera pietanza, così una sola lampada illumina tutta abitazione: gli studiosi fanno osservare la funzione vicaria, o sociale, che le parole di Gesù attribuiscono alla comunità dei discepoli.
    v. 17: Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento: compimento nella radicalizzazione della legge dell’amore, come abbiamo esposto in premessa citando Eduard Schweizer.
    v. 18: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Matteo 24, 35: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. “Il greco iota è l’equivalente della lettera ebraica yod, la più piccola lettera dell’alfabeto. Il trattino potrebbe essere un segno ornamentale aggiunto ad alcune lettere” (Harrington).
    v. 19: Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Gli studiosi fanno osservare che questo versetto sembra attenuare il rigore del precedente: chi trasgredirà sarà “minimo” nel regno, ma non sarà escluso da esso.
    v. 20: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. La vostra giustizia – cioè il vostro cammino sulla via indicata dalla volontà divina – supererà quella dei custodi della Legge se sarà per intero ispirata al comandamento dell’amore che per gli scribi e i farisei era solo uno dei comandamenti.

    8 Febbraio, 2026 - 22:15
  4. Luigi Accattoli

    Bultmann: non sono venuto ad abolire la legge. Gesù non ha combattuto la Legge, la cui autorità era scontata; bensì l’ha interpretata. Che questa interpretazione spesso abbia fatto esplodere il senso originario della legge, che il comportamento di Gesù sia stato a volte contrario alla legge, è un’altra questione e non contraddice al fatto che egli pensava di trovare nella legge la volontà di Dio. Solo in tempo abbastanza posteriore alla sua morte, quando Paolo e altri missionari ellenisti annunciarono il vangelo della libertà dalla legge per i pagani, sorse nell’ambito della comunità il problema della legge. Solo allora si rifletté sulla questione della validità della legge. E da questo periodo provengono le famose parole che Gesù non può aver pronunciato: Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento.

    Rudolf Bultmann, Gesù, Queriniana 2017, p. 58

    8 Febbraio, 2026 - 22:15
  5. Luigi Accattoli

    Harrington: Matteo invita a seguire sia la Torah sia Gesù. I detti riguardanti la permanente validità della Torah come interpretata da Gesù (5,17-20) servono a ribadire l’idea del rapporto organico tra il giudaismo e il cristianesimo matteano. Ci ricordano che almeno alcuni cristiani della fine del primo secolo dopo Cristo non vedevano nessuna contraddizione nel seguire sia la Torah che gli insegnamenti di Gesù. Questo fatto dovrebbe servire a prevenire qualsiasi insensato attacco al «legalismo ebraico».

    Daniel J. Harrington, Il Vangelo di Matteo, Elledici 2005, p. 76

    8 Febbraio, 2026 - 22:16
  6. Luigi Accattoli

    Maggioni: il confronto con la giustizia degli scribi e dei farisei. Molto probabilmente – come già sappiamo – il Vangelo di Matteo fu scritto verso gli anni 80 in una comunità giudeo-cristiana. È il tempo in cui il giudaismo, persa ogni consistenza politica e territoriale a causa della guerra dell’anno 70, serra le fila in un rinnovato attaccamento alla Legge. La sinagoga espelle gli eretici e fissa i confini della propria ortodossia. Questo pone due interrogativi alla comunità di Matteo, la quale è per lo più formata da cristiani provenienti dal giudaismo e vive ai confini della Palestina: quali sono i criteri per una profonda fedeltà alle Scritture e all’autentica tradizione giudaica? E in che cosa consiste l’originalità cristiana nei confronti della rinnovata ortodossia giudaica? A questo punto comprendiamo bene perché Matteo sviluppa il suo discorso attraverso un continuo dibattito-confronto con la giustizia degli scribi e dei farisei. È in questa prospettiva che il discorso della montagna deve essere letto. Esso vuole chiarire, da una parte, l’originalità della giustizia cristiana, diciamo la differenza fra il cristiano e il giudeo; dall’altra, vuole mostrare la piena conformità del messaggio di Cristo alle Scritture. La conclusione a cui Matteo giunge può sembrare paradossale: il vero giudeo è colui che si fa cristiano.

    Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella 2009, pp. 91s

    8 Febbraio, 2026 - 22:16
  7. Luigi Accattoli

    Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.

    8 Febbraio, 2026 - 22:18
  8. Luigi Accattoli

    Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 9 febbraio. L’appuntamento precedente fu lunedì 26 gennaio e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 1° febbraio:

    https://www.luigiaccattoli.it/blog/essere-poveri-nel-cuore-cosi-papa-francesco-leggeva-la-prima-beatitudine/

    8 Febbraio, 2026 - 22:22
  9. fiorenza

    La conclusione a cui, secondo Bruno Maggioni, giunge Matteo (“il vero giudeo è colui che si fa cristiano”), andrebbe riformulata alla luce di Galati 3,28: “Non c’è più né giudeo né greco”. O no?

    9 Febbraio, 2026 - 19:40
  10. Luigi Accattoli

    Certamente, ma non si tratta di una riformulazione facile: a essa non siamo ancora arrivati. Anzi: non siamo ancora pronti neanche ad avviarla,
    “Non c’è più né giudeo né greco” è il motto dell’apostolo delle genti. “Il vero giudeo é colui che si fa cristiano” potrebbe essere il motto dell’evangelista della comunità giudeo-cristiana. Le due famiglie non sono ancora davvero riconciliate. Compito dei nostri giorni è tale cammino di affratellamento. Bacio, Fiorenza.

    10 Febbraio, 2026 - 9:54
  11. fiorenza

    Grazie, che bella risposta Luigi! L’ho letta e riletta fino a impararla a memoria.

    10 Febbraio, 2026 - 15:24

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