Non potete servire Dio e Mammona ovvero l’idolo della ricchezza

“Mammona” ritratto da Louis Le Breton per il Dizionario infernale – con questa immagine introduco la registrazione audio dell’ultimo appuntamento di Pizza e Vangelo del 4 maggio nel quale abbiamo letto il monito di Gesù contro l’idolatria del denaro. Qui il link alla registrazione, nei commenti qualche ragguaglio sulla teologia della prosperità propagandata da ambienti evangelicali in varie aree continentali, compresi gli Usa di Donald Trump

4 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Molti vorrebbero servire Dio e Mammona. “Se Gesù dice che non è possibile servire Dio e il denaro, è perché, al contrario, molti cercano di farlo. Certo lo pensano coloro che ritengono la ricchezza una benedizione di Dio e un premio alla propria giustizia. Oppure chi pensa che si dà gloria a Dio soprattutto con le opere, con le osservanze e con le offerte. Una gloria di Dio immaginata così può benissimo coesistere con la ricchezza: anzi, la ricchezza costituisce un’opportunità. Ma un Dio immaginato così non è quello di Gesù”: così il biblista Bruno Maggioni, ne Il racconto di Matteo, Cittadella, 2009, p. 119. Nei commenti seguenti, alcuni spunti su chi – seguendo la teologia della prosperità – afferma come lecito il servire alla pari Dio e il denaro.

    8 Maggio, 2026 - 19:53
  2. Luigi Accattoli

    Volontà di Dio è la prosperità. Nel libro La volontà di Dio è la prosperità, la predicatrice evangelica Gloria Copeland scrive, riferendosi a donazioni per ministeri come il suo: «Tu dai un dollaro per amore del vangelo, e già te ne toccano 100; tu dai 10 dollari, e in cambio ne riceverai 1.000 in regalo; tu dai 1.000 dollari, e in cambio ne ricevi 100.000. Se doni un aereo, riceverai cento volte il valore di quell’aereo. Regala un’automobile, e otterrai tante di quelle automobili da non averne più bisogno per tutta la vita. In breve, Marco 10,30 è un buon affare!» [G. Copeland, God’s Will is Prosperity, Tulsa (OK), Harrison House, 1978].

    8 Maggio, 2026 - 20:18
  3. Luigi Accattoli

    Bergoglio la contrastava. Nelle omelie di Santa Marta Papa Francesco ha più volte richiamato criticamente la «teologia della prosperità». Il 5 febbraio 2015 ha detto con chiarezza che «la salvezza non è una teologia della prosperità», ma «è un dono, lo stesso dono che Gesù aveva ricevuto per darlo». E il potere del Vangelo è quello di «cacciare gli spiriti impuri per liberare, per guarire». Gesù infatti «non dà il potere di manovrare o di fare grandi imprese». Francesco lo ha ripetuto, sempre a Santa Marta, il 19 maggio 2016. Alcuni, ha detto, credono «in quella che è chiamata la “teologia della prosperità”, cioè Dio ti fa vedere che tu sei giusto se ti dà tante ricchezze». Ma «è uno sbaglio». Perciò anche il salmista dice: «Alle ricchezze non attaccare il cuore». Per farsi meglio comprendere, il Papa ha richiamato l’episodio evangelico del «giovane ricco che Gesù amò, perché era giusto»: lui «era buono, ma attaccato alle ricchezze, e queste ricchezze alla fine per lui sono diventate catene che gli hanno tolto la libertà di seguire Gesù».

    8 Maggio, 2026 - 21:22
  4. Luigi Accattoli

    Leggete Civiltà cattolica. Alcuni degli spunti che ho offerto nei commenti precedenti li ho tratti da un articolo di Civiltà cattolica intitolato Teologia della prosperità. Il pericolo di un “vangelo diverso”, scritto nel 2018 dai padri gesuiti Antonio Spadaro e Marcelo Figueroa, che può essere letto qui:
    https://www.corsodireligione.it/scienza_religione/teologia_prosperit%C3%A0_1.html
    In tale articolo trovi uesto capoverso che raccorda e distingue la teologia della prosperità alla tradizione calvinista:
    Se Max Weber parlava della relazione tra protestantesimo e capitalismo nel contesto dell’austerità evangelica, i teologi della prosperità propagandano l’idea della ricchezza in relazione proporzionale alla fede personale. Priva di senso sociale e inquadrata in un’esperienza di beneficio individuale, questa concezione dà, consciamente o inconsciamente, una rilettura estremista delle teologie calviniste della predestinazione. In qualche modo, la soteriologia si àncora al temporale e al terreno e si svuota della tradizionale visione escatologica. Perciò, anche in ambito protestante, i molti che si attengono alla teologia tradizionale vedono con sfiducia, e più ancora con forti critiche, l’avanzare di queste teologie, alle quali non pochi associano la new age ed espressioni del misticismo magico.

    8 Maggio, 2026 - 21:32

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