Amato, Schifani, il papa e l’ermellino

In partenza per 18 giorni di vacanza – rientrerò a Roma e al lavoro il 1° settembre – sfioro tre argomenti agostani. Parto dal più piccolo: l’appello dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) perché il papa rinunci alla “stola di ermellino”. Non è una stola ma la pelliccia di ermellino compare ai bordi del camauro e della mozzetta che il papa usa in inverno. Tendo a non occuparmi di argomenti che non esistono o esistono poco, ma questo l’ho dovuto trattare per il mio giornale e allora dico “sì” alla richiesta degli animalisti: non firmo petizioni, ma se la sartoria papale userà un giorno l’ermellino sintetico ne sarò contento, come ogni volta che vedo nominate le pellicce sintetiche d’ogni tipo. – Dico bravo al presidente del Senato Renato Schifani (vedi post del 30 aprile) che ha protestato per la foto della prostituta nigeriana “seminuda a terra” scattata durante un controllo di polizia in una stanza di sicurezza a Parma. E appoggio Giuliano Amato (vedi post del 14 giugno 2006) uomo di sinistra che ha accettato di presiedere una commissione sul futuro di Roma richiesto del sindaco di destra Gianni Alemanno. Mi piacciono i politici che escono dal proprio orto.

80 Comments

  1. Caro Luigi,
    finalmente argomenti “leggeri”,
    anche se non ci scommetterei troppo!!!!!
    Innanzitutto, buone vacanze a te come a tutti coloro che hanno la fortuna di relax, fuori dal quotidiano, che quando si può è sempre un bene, per il corpo e per lo spirito.
    Stola e camauro con ermellino.
    Il Pontefice come ogni altro uomo ha la libertà di vestirsi come meglio crede usando gli abiti quotidiani che l’”ufficio” gli concede.
    Purtroppo per circa 27 anni Giovanni Paolo II, ci aveva abituati ad un abbigliamento sobrio, e non particolare, ovviamente, le generazioni anni 70-80 e a seguire non possono ricordare che prima di lui i papi usavano abbigliamenti diversi.
    Lascia perplessi, il fatto che molti, confondono appositamente l’abbigliamento quotidiano del Pontefice, come abbigliamento “liturgico”, allargando questo concetto a vescovi, sacerdoti, monsignori, disquisendo di mozzetta, o altre particolarità, di un vocabolario che nemmeno il “don Camillo” di Guareschi (!!!) si sarebbe mai sognato far parte del suo guardaroba di povero prete (tanto che in “monsignore ma non troppo” non dura troppo….). [non ditemi per favore che Guareschi era comunista!!!!!!!!!!].
    Sarebbe un bell’atto da parte del Pontefice, il rispetto per la natura facendo a meno della pelliccia di un animale, che sinteticamente dà lo stesso risultato. Ma è perfettamente libero di scegliere.
    Renato Schifani,
    Giuliano Amato,
    Gianni Alemanno.
    Troppa commistione, troppa carne al fuoco, tra loro alcuni si sono divertiti a gridare al lupo, al lupo, per anni, pur di fare dispetti e avere l’Italia ingovernabile per poter governare loro, bene governino e si assumino le loro responsabilità, in toto. Dai frutti…
    Ora l’Italia ha un sistema bipolare, proprio perché ciascuno dimostri anche cosa sa fare, e quanto fa pagare sulla pelle dei cittadini.
    Giuliano Amato?
    Chi?
    Quello che ha prelevato i soldi dai conti correnti dei cittadini per ripianare il deficit dello Stato quando è stato capo del governo? Sinceramente non mi sembra credibile.
    Da quando è crollata la Balena/DC, il movimento della politica, è stata sempre di tatticismo, come lo è ora.
    E’ bene che ciascuna formazione politica metta in campo quello che ha, dimostri al Paese le proprie potenzialità nella capacità di governare, perché questo è quanto il Paese sarà chiamato a giudicarli.
    Politici che escono fuori dall’orto?
    Mi farebbe piacere.
    Ma questo Paese non ha politici capaci di guardare oltre il proprio naso/propri interesse di bottega.
    La mia impressione, rimane ancora più angosciata, dinanzi a politici che potrebbero riscuotere la mia simpatia, ma che comunque, non sono stati capaci o non possono fare nulla per far muovere lo “stabilimento” politico nella loro formazione partitica. Era quello che pensavo ascoltando quella sera alcune persone che commemoravano Paolo Giuntella.
    Abbiamo bisogno di politici capaci di transitarci in una Italia, che coniughi gli interessi economici, sociali, umani, con i doveri e i diritti che discendono dall’art. 3 della Costituzione Italiana (fatta da cittadini italiani essenzialmente cattolici credenti praticanti).
    Fino ad oggi, quei politici, non ci sono.
    Diversamente si dichiari decaduta la Costituzione ed eleggiamo per noi la Costituzione Americana, che sancisce il diritto alla felicità per tutti i cittadini (Cristo ci aveva già pensato 2000 anni prima !).
    Chiedo scusa per la lunghezza della riflessione, ma tanto a ferragosto, tutti in vacanza!!!!
    Un saluto
    Un augurio di una festa della gioia e santa

    13 Agosto, 2008 - 14:31
  2. Syriacus

    2008-08-13 11:23

    ACQUISTA GOMORRA CON BANCONOTE FALSE, PREGIUDICATO ARRESTATO
    SORRENTO (NAPOLI) – Forse attratto dal racconto delle gesta di uno dei clan più temuti della camorra o magari dalla possibilità di ‘imparare il mestiere’, fatto sta che l’acquisto con banconote false di Gomorra, il best seller dello scrittore Roberto Saviano sulle attività criminali dei Casalesi, è costato caro ad un pregiudicato di 23 anni. Domenico Viscovo, infatti, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di polizia di Sorrento, in quanto responsabile del reato di detenzione e spendita di banconote false. Sottoposto a controlli in via De Maio, Viscovo è stato trovato in possesso di quattro banconote da 100 euro tutte con il medesimo numero seriale nonché di uno scontrino fiscale, emesso da una libreria della zona, dove poco prima si era recato per acquistare il libro di Saviano. Gli agenti, recatisi in libreria, hanno accertato che Viscovo anche in quella circostanza aveva speso una banconota da 100 euro con lo stesso numero seriale di quelle trovate in suo possesso. Per il giovane sono scattate le manette: sarà giudicato con rito per direttissima.

    13 Agosto, 2008 - 15:24
  3. FABRICIANUS

    Buone vacanze a Luigi!!

    Se il Papa utilizzasse l’ermellino sintetico non ne sarei dispiaciuto…..

    Plaudo anch’io all’iniziativa del Presidente Schifani; guai a violare i diritti umani che spettano a qualsiasi persona; la foto di quella ragazza stesa su un pavimento, mi ha ferito molto….

    Riguardo all’ingresso di Giuliano Amato in una sorta di “Commissione Attali” ho le mie riserve, ma se ciò dovesse servire allo sviluppo del bene comune perchè no?
    Un caro saluto a tutti…

    P.S. Per chi desidera(ne parlò Luigi alcuni mesi o settimane fa) oggi il TGR CALABRIA ha intervistato Natuzza Evolo, la mistica di Catanzaro che sostiene di parlare con Maria Santissima e che durante la Settimana Santa ha mani e piedi sanguinanti….Sul sito RAI TGR CALABRIA potete vedere l’intervista integrale, qualora lo vogliate…

    Luigi, se mi permette, dove va in vacanza??

    13 Agosto, 2008 - 16:47
  4. Lea

    sono d’accordo con tutte le affermazioni di Matteo, comunque la storia delle banconote false buttata lì da Syr mi fa ‘vedere’ come banconote false
    la potesta degli animalisti, quella di Schifani, l'”uscita dall’orto” del politico che in fondo non è uscito dal suo orto per il bene comune per per un incarico prestigioso…

    13 Agosto, 2008 - 16:53
  5. Lea

    Giuro che non avevo letto il post precedente quando ho parlato di bene comune 😉
    tot capita…

    13 Agosto, 2008 - 16:55
  6. Sumpontcura

    Hai proprio ragione, cara Lea: le opinioni sono tante e tutte legittime e correttamente argomentabili. Io mi schiero nettamente con Luigi. E non perché non siano possibili retropensieri furbetti e ipocrisie, da parte di uomini e schieramenti che in altre occasioni ci hanno fornito buoni motivi per diffidare; ma nei tre casi citati credo proprio che sia giusto guardare in positivo. Dall’iniziativa degli animalisti non mi pare che possano derivare gravi danni d’immagine per un pontefice che è stato sempre ragionevole, mite e sensibile all’amore per la natura. Dalla dichiarazione di Schifani non può derivare altro che bene, per tutti: non solo le istituzioni, ma soprattutto le due categorie di esseri umani che si distribuiscono da una parte e dall’altra rispetto alla terribile ma necessaria gestione del potere e della forza. Sul rapporto Alemanno-Amato, direi che non è adesso che scopriamo l’equilibrio e l’apertura mentale di questi due personaggi, fra i migliori del panorama politico. Giuliano Amato da sempre suscita simpatie e antipatie bipartisan; di Gianni Alemanno tutti ricordano la stima “da sinistra” che circondava le sue iniziative di ministro due legislature fa.
    Più in generale, gli uomini che più hanno fatto per l’Italia e che (almeno per certi aspetti) dovrebbero essere oggetto della nostra gratitudine sono stati tutti capaci di andare oltre il proprio orticello, e ne hanno ricavato in molti casi critiche aspre (e stupidamente “virtuose”) dai loro compagni di partito: penso al De Gasperi uomo di stato (di cui sarebbe difficile stabilire se ha condotto una politica di destra o di sinistra), al Togliatti del voto alla Costituente sui Patti Lateranensi, al Nenni dell’opzione di centro-sinistra, al Moro della “strategia dell’attenzione”, al Craxi a cavallo fra gli anni settanta e gli ottanta.

    13 Agosto, 2008 - 17:49
  7. Damiano

    Da una parte sono d’accordo con la richiesta di preservare i poveri ermellini, dall’altra mi auguro che non sia la solita presa di posizion demagogica di certi gruppetti…
    Sapete com’è, è molto facile passare dall’ermellino all’anello del Papa, ai paramenti costosi e ai viaggi aereo verso Sydney

    ;-D

    13 Agosto, 2008 - 18:01
  8. principessa

    Luigi caro, che le tue vacanze siano colme di serenita’ e della tranquillita’ che necessiti per ritemprarti!! un abbraccio sincero….

    Appena letto il post ho pensato alla Regina Elisabetta e ai suoi mantelli e a tutti i giudici che li indossano all’apertura dell’Anno giudiziario. Pieni di ermellini e nessuno fiata?……e non credo neppure che sia l’ammirazione per le idee papali su ambiente ed ecologia….non sarebbe il caso di interessarsi di qualche causa “leggermente” piu’ utile ed importante?
    (Io sono un’animalista convinta, a scanso di equivoci! avere 7 gatti piu’ altri ormai defunti, cane , pappagallo, scoiattoli, tortore – in giardino – dovrebbe testimoniarlo!)
    Benissimo Schifani e anche Amato, del quale potremo dire qualcosa solo quando avremo risultati del suo lavoro, o no?

    Un saluto carissimo a tutti, sono qui a leggervi……

    13 Agosto, 2008 - 18:20
  9. Luigi Accattoli

    A Fabricianus che mi chiede dove andrò in vacanza – parto domani e a Matteo, a Principessa e a tutti che mi fanno gli auguri: sarà un viaggio in automobile attraverso l’Umbria, le Marche, l’Emilia-Romagna, il Veneto, di nuovo l’Emilia, la Liguria, la Toscana. La vacanza girovaga è quella che amo di più. Gli ultimi due anni sono stato in Sicilia, sempre in agosto e ora faccio un percorso che tocca un poco la via Romea e un poco quella Francigena. Ogni giorno metterò qualcosa nel blog e dunque per ora non dico di più.

    13 Agosto, 2008 - 18:21
  10. principessa

    A proposito di Sicilia, Luigi, ma lo sai che sei stato a casa mia ? quella Donnalucata amatissima e quella Scicli dov e’ sepolto il mio papa’……..

    13 Agosto, 2008 - 18:24
  11. Luigi Accattoli

    Non sapevo… Vedo che sei andata a leggere indietro indietro!

    13 Agosto, 2008 - 18:24
  12. principessa

    …e quanto vi ho ritrovato!!! nelle tue parole!!!

    13 Agosto, 2008 - 18:26
  13. principessa

    Vuoi sorridere? nata in Lombardia da genitori napoletani e trasferita in Sicilia alla eta’ di 25 anni per scelta, do una vacanza in quei posti. E sono quei villaggi in riva al mare che sento casa mia, piu’ di Sorrento o della citta’ lombarda dove ho vissuto per qualche anno.

    13 Agosto, 2008 - 18:31
  14. Luigi Accattoli

    Si direbbe che nulla stia sul mare come Donnalucata o Scoglitti o Puntasecca, con la sabbia tra le case.

    13 Agosto, 2008 - 19:00
  15. Sumpontcura

    Caro Luigi,
    leggendo il tuo programma ho pensato a un uomo che
    – ama molto i libri, molti ne ha letti, altri li ha appena scorsi e poi sistemati negli scaffali di casa in attesa di ritmi di vita più tranquilli;
    – ora, con due settimane e mezzo a disposizione, si organizza un itinerario di letture e riletture;
    – qualche pagina sarà rilassante e divertente, qualche altra esigerà concentrazione, altre ancora desteranno emozioni;
    – né mancheranno momenti di lettura condivisa, accanto a qualcuno che si ama e con cui, per lunga consuetudine, si è capaci di “camminare” mano per mano.

    Ecco, se al posto della biblioteca di casa mettiamo una mappa di cose belle da scoprire o riscoprire, da assaporare con calma da soli o ben accompagnati, abbiamo l’idea che mi son fatta della tua meritata vacanza.
    Per la quale ti invio, comunque, gli auguri più sinceri.

    13 Agosto, 2008 - 19:27
  16. principessa

    Tra l’altro, meravigliose d’inverno! con il Mediterraneo gonfio e rombante, con quell’aria salmastra che ti entra nei polmoni, con quelle barchette che ti consentono di mettere sulla brace un pesce che si muove ancora, con il cuore della gente che – dopo che ti ha conosciuto – diventa parte di te. Chiese barocche, casette di pescatori, il nulla apparente che arricchisce la vita. Tutto di quei posti mi vive dentro. E della sabbia di cui parli ne ho una boccetta piena che ogni tanto apro ed annuso, come se questo gesto potesse riportarmi li’ per qualche attimo.
    Mio padre e’ sepolto accanto ad un barone a destra e ad uno sconosciuto restituito dal mare a sinistra, in un cimitero che sembra il monumento alla ricchezza dei grandi nobili isolani, ma che accoglie anche desideri come quelli di papa’ di essere nella nuda terra.
    Non sono capace a mettere in parole quello che vorrei dire, ma ti ringrazio di questi ricordi mervigliosi che hai evocato oggi!

    13 Agosto, 2008 - 19:32
  17. Luigi Accattoli

    Grazie degli auguri Sump! Immagino che il tuo modo di fare vacanze sia simile al mio.

    13 Agosto, 2008 - 19:46
  18. Sumpontcura

    Proprio così. Ma io sono un tantino più pigro…

    13 Agosto, 2008 - 20:13
  19. Lea

    Caro Luigi,
    Buone vancanze!

    Grazie perché ci ha rivelato che sarà un’itinerario affascinante con tante cose da scoprire e da godere.. c’è sicuramente tanta bellezza e tanta storia in tutti i luoghi che ci ha nominato con tante cose da scoprire o da riscoprire, come dice Sump. Molti mi sono familiari, altri no, ma aspetto di scoprire insieme agli altri quello che vorrà condividere, visto che continuerà a seguirci, se ho capito bene.

    Principessa mi ha fatto venire nostalgia della Sicilia che non conosco; ma le sue sensazioni forti, mediterranee, le ho dentro di me dalla Puglia… ma non riesco a dire altro, per ora

    Allora alla prossima! 🙂

    13 Agosto, 2008 - 20:16
  20. Luigi Accattoli

    “Nostalgia della Sicilia che non conosco” detto in nome della Puglia. Amore di ogni patria. Lea e Principessa.

    13 Agosto, 2008 - 21:12
  21. Syriacus

    Lea, la notizia delle banconote false voleva essere un grottesco off-topic!

    (Ma è interessante la lettura che ne hai fatto..)

    13 Agosto, 2008 - 21:15
  22. Egesippo

    Auguri di buone vacanze! Le mie, a Dio piacendo, saranno più avanti: il tanto a lungo atteso pellegrinaggio in Terra Santa!
    A proposito di ermellini e pellicce varie… mi fanno un po’ ridere e un po’ arrabbiare queste proteste: perchè questi privilegi solo per gli ermellini? Ah, già, è vero: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Voglio una raccolta di firme per proibire l’uso del branzino da parte di Gualtiero Marchesi…

    13 Agosto, 2008 - 23:33
  23. Davidino

    Ciao a tutti.
    Anch’io Luigi prima di andare a dormire ne approfitto per augurarti delle serene vacanze.
    Quanto all’ermellino del Papa: se dovesse rinunciarvi non mi scandalizzerei, anzi. Oppure potrebbe optare per utilizzare fino alla totale consumazione quelli che ha già o ereditati da altri pontefici… gli ermellini allora starebbero tranquilli per anni! 🙂
    Non sono tanto d’accordo con le affermazioni del Card. Cordero Lanza di Montezemolo quando dice che se gli animali li mangiamo, allora possiamo anche utilizzarne le pelli: troppo generico. E’ una cosa ovvia per bovini, suini e simili, dei quali buttare via le pelli è uno spreco assurdo, ma non mi risultano “bracioline di ermellino” comprese nei menu dei ristoranti.
    I poveri animali sono uccisi solo per le pelli…
    Certo dovrebbero rinunciarvi tutti, anche i “magnifici rettori” delle università e tutti coloro che ne fanno uso, altrimenti chiederne l’abbandono solo al pontefice avrebbe un che di ideologico.
    Ma questi animalisti lo chiederanni anche ad altri vero???

    13 Agosto, 2008 - 23:36
  24. Davidino

    P.S. Sono felice di rivedere in giro Sump: bentornato!

    13 Agosto, 2008 - 23:36
  25. Syriacus

    “Certo dovrebbero rinunciarvi tutti, anche i “magnifici rettori” delle università e tutti coloro che ne fanno uso, altrimenti chiederne l’abbandono solo al pontefice avrebbe un che di ideologico.”

    A quanto ho sentito, in ambito accademico qui a Genova la cappa dei professori universitari (non so se di tutti o solo alcuni) sarebbe (ma mi mancano conferme) bordata di pelliccia di…coniglio. (Dato emerso a suo tempo di fronte alla stessa questione sollevata per il pontefice.)

    13 Agosto, 2008 - 23:56
  26. Iginio

    è vero, Giuliano Amato esce dal proprio orto, infatti è come il prezzemolo…

    14 Agosto, 2008 - 7:07
  27. Iginio

    Il racconto dei due vescovi

    Da “Render Unto Caesar”, inizio del capitolo 4, pagine 55-58.

    di Charles J. Chaput

    L’arcivescovo Joseph Rummel servì il popolo cattolico di New Orleans dal 1935 fino alla sua morte nel 1964. A partire dagli anni Cinquanta affrontò un problema di gravità crescente. L’arcidiocesi di New Orleans aveva la più numerosa popolazione cattolica del profondo Sud e molte migliaia di cattolici neri. Aveva anche scuole segretate per razza. Rummel e i vescovi che l’avevano preceduto avevano sempre assicurato agli studenti neri l’accesso alle scuole cattoliche. In ogni caso, le scuole segregate parrocchiali avevano la stessa scarsità di denari e la bassa qualità delle scuole segregate pubbliche.

    Dopo la seconda guerra mondiale, Rummel cominciò ad eliminare la segregazione nella Chiesa a lui affidata. Nel 1948, il suo seminario accolse due studenti neri. Nel 1951, Rummel tolse le insegne per “bianchi” e “di colore” dalle parrocchie cattoliche. Nel 1953, un anno prima che la corte suprema bandisse la segregazione nelle scuole pubbliche, emise la prima di due forti lettere pastorali: “Beati i costruttori di pace”. I parroci la lessero ai loro fedeli in tutte le messe di una domenica. In essa, Rummel condannava la segregazione razziale. Si guadagnò una reazione immediata. Alcuni parrocchiani reagirono male al sentir leggere dal pulpito che “non ci sarà più nessuna discriminazione o segregazione nei banchi delle chiese, alla balaustra della comunione, al confessionale e negli incontri della parrocchia, esattamente come non ci sarà segregazione alcuna nel Regno dei cieli”.

    Nel 1956, Rummel disse che intendeva eliminare la segregazione nelle scuole cattoliche. La collera montò ancor di più. La maggior parte dei direttivi delle scuole parrocchiali votarono contro l’abolizione della segregazione. Russel non cedette. Un anno prima aveva chiuso una parrocchia quando i suoi fedeli s’erano opposti a un prete nero che era stato loro assegnato. Ma per complicare le difficoltà dell’arcivescovo, molti genitori avevano trasferito i loro figli dalle scuole pubbliche a quelle cattoliche, sperando di sfuggire all’abolizione della segregazione. Membri del parlamento della Louisiana minacciarono di ritirare i fondi pubblici allora concessi alle scuole cattoliche se Rummel avesse dato attuazione ai suoi propositi.

    All’inizio del 1962, Rummel disse che l’anno seguente le scuole cattoliche sarebbero state integrate. Numerosi politici cattolici organizzarono pubbliche proteste e campagne di lettere. Minacciarono di boicottare le scuole cattoliche. Il 16 aprile del 1962 Rummel scomunicò tre cattolici di spicco – un giudice, un commentatore politico e un organizzatore di campagne – per aver sfidato pubblicamente l’insegnamento della loro Chiesa.

    Gli avvenimenti di New Orleans divennero notizie nazionali, coperte dalla rivista “Time” e dal “New York Times”. La direzione del “Times” scrisse in un editoriale che “uomini di tutte le fedi dovrebbero ammirare l’incrollabile coraggio” di Rummel, poiché egli “ha dato un esempio fondato su principi religiosi e al passo con la coscienza sociale del nostro tempo”.

    Nel 2004, un altro arcivescovo, Raymond Burke di Saint Louis, ha conquistato i titoli nazionali. Nelle sue ultime settimane come vescovo di La Crosse, nel Wisconsin, egli chiese a tre cattolici di spicco sulla scena pubblica di evitare di presentarsi alla comunione. Egli chiese inoltre ai suoi preti di non dare la comunione ai cattolici con responsabilità pubbliche che sostenessero il diritto all’aborto. I tre politici in questione affermarono di essere semplicemente pro-choice. Ma nella visione di Burke le loro azioni mostravano un sostegno concreto all’aborto e una persistente inosservanza della loro fede. Tutti e tre avevano votato o sostenuto in vario modo l’obbligo per gli ospedali cattolici di procurare aborti. In effetti, essi avevano pubblicamente cercato di costringere la Chiesa a violare il suo insegnamento su una grave questione riguardante la sacralità della vita.

    L’azione di Burke, benché più moderata di quella di Rummel, gli procurò un bel po’ di nemici, anche tra quelli che si considerano cattolici. A differenza di Rummel, Burke non ricevette alcun plauso dal “New York Times”. Ebbe piuttosto un trattamento opposto da parte dei media. Ma al pari di Rummel egli non aveva preso contatto col “Times” per ottenerne l’approvazione. Ciò che il “Times” pensava non gli importava affatto. Ciò in cui la Chiesa crede, sì.

    La morale della nostra storia è la seguente. Primo, quando dei cattolici prendono sul serio la loro Chiesa e agiscono nel mondo sulla base del suo insegnamento, c’è qualcuno – e qualcuno di potente – che non lo gradisce. Secondo, nella recente politica americana, la linea che divide la “testimonianza profetica” dal “violare la separazione tra Chiesa e stato” dipende di solito da chi traccia la linea, da chi si sente colpito e da qual è la materia in questione. La linea si sposta a seconda delle convenienze. Ma i cattolici, nel cercare di vivere la loro fede, non possono seguire le convenienze.

    14 Agosto, 2008 - 7:25
  28. e mo?

    14 Agosto, 2008 - 9:23
  29. Syriacus

    “A differenza di Rummel, Burke non ricevette alcun plauso dal “New York Times”.”

    Sì, però : ‘ Il 27 giugno lo statunitense Raymond Leo Burke, 60 anni, dal 2003 arcivescovo di Saint Louis, è stato nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica. Burke dal 1994 al 2003 era stato vescovo della sua diocesi di origine, La Crosse nel Wisconsin, e in precedenza aveva lavorato alla Segnatura come difensore del vincolo. Burke prende il posto del cardinale Agostino Vallini che nello stesso giorno è stato nominato vicario generale della diocesi di Roma. ‘

    Il prossimo Concistoro sarà Cardinale.

    [Approposito…Esattamente un mese fa:

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2008/07/icrss-ordinations-by-archbishop-burke.html ]

    14 Agosto, 2008 - 9:43
  30. Sumpontcura

    O.T. (ma mica poi tanto!)

    Dal sito del “Corriere della sera”: “Il Vaticano prende le distanze da «Famiglia Cristiana» e dai suoi scontri con il governo. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato che il settimanale dei Paolini «non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana». «Il settimanale “Famiglia Cristiana” – ha poi aggiunto padre Lombardi – è una testata importante della realtà cattolica. Le sue posizioni però sono esclusivamente responsabilità della sua direzione».

    “A tocchi a tocchi la campana sona,
    li Turchi so’ arivati a la marina:
    chi cià le scarpe rotte l’arisòla,
    le mia l’ho arisolate stammatina…”

    14 Agosto, 2008 - 12:29
  31. Mi domando se in Italia sia possibile ad una testata di stampa scrivere in libertà.
    Persino il Vaticano ha paura che si faccia confusione tra il lavoro di una testata di ispirazione cattolica, e la propria politica che in questo momento è di cioia per l’attuale compagine di governativa e politica e per come lavora il parlamento italiano.
    Intanto il cattolico Giovanardi, pensa di avere il metro per giudicare la dottrina e la teologia altrui, anche quando fanno un normalissimo articolo di stampa….

    Governi di destra o sinistra,
    sembra che non possano mai essere giudicati per i loro atti,
    chi prova a commentarli, dovrà passare per terrorista,
    poi,
    quando il governo è di destra,
    dare del “cattocomunista” a cattolici che non condividono, funziona sempre, nonostante la destra sia la più strana compagine che mette insieme ex-missini, ex-comunisti, ex-democristiani, ex-socialisti,
    come dire che il bue dice cornuto all’asino,
    ovviamente
    a sinistra non va meglio,
    ma almeno ci è risparmiato il suo goveno non-governo.

    14 Agosto, 2008 - 14:23
  32. principessa

    Buongiorno a tutti!
    Per rimanere in tema vi consiglio anche la intervista a Mons.Raymond Burke dell’11 Agosto scorso e che trovate sul sito : http://www.lozuavopontificio.net , oltre ad un commento circa Famiglia Cristiana.

    14 Agosto, 2008 - 14:25
  33. Leonardo

    «la propria politica che in questo momento è di cioia per l’attuale compagine di governativa e politica e per come lavora il parlamento italiano.» Di «cioia» eh?

    Goglione!

    14 Agosto, 2008 - 14:47
  34. scusi leonardo,
    forse ha sbagliato blog,
    quello degli insulti sta andando molto di moda su quel poveraccio di Tornielli,
    lì dovrebbe trovarsi a suo agio.

    Che le posso dire?

    pregherò per lei, affinchè la cioia del Cristo risorto la illumini soprattutto nella imminenza della festività della Vergine Assunta, che la assista tanto.

    14 Agosto, 2008 - 15:55
  35. Sumpontcura

    Riflessione sul vittimismo italico.
    A me pare che il vittimismo (all’impronta del motto “il pianto frutta”) sia il vero comun denominatore di molti (tutti?) i partiti, i movimenti, le organizzazioni in cui da sempre si articola la vita politica in Italia. Tranquilli, è la vigilia di Ferragosto, mi terrò leggero: solo qualche citazione da slogan e inni di successo.
    “Noi fummo da secoli
    calpesti e derisi
    perché non siam popolo,
    perché siam divisi”.
    “Ci ammazzano, ci sfruttano, ci mettono in galera
    e questa
    la chiamano
    li-ber-tà!”.
    “Le donne non ci vogliono più bene
    perché portiamo la camicia nera”.
    “O partigiano, portami via,
    che io mi sento di morir”.
    “Pietà Signor, sul suo Calvario, in pianto,
    di Chiesa santa geme il gran pastor…
    tregua ti chiede almen dell’empia guerra
    mossa al tuo popol che confida in Te”.
    “Noi salutiam la morte
    bella, vendicatrice…”
    “I signori ci han rubato
    il sudor dei nostri padri,
    le sorelle ci han stuprato,
    ogni gioia ci rapîr”.
    “Son nostre figlie le prostitute
    che muoion tisiche negli ospedal:
    le disgraziate si son vendute
    per una cena, per un grembial”.
    Ma io sono verme, non uomo,
    infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
    Mi scherniscono quelli che mi vedono,
    storcono le labbra, scuotono il capo”.
    “… che siamo ammanettati
    al par dei malfattori.”
    “Raminghi per le terre e per i mari
    per un’idea lasciammo i nostri cari”.
    “Partono gli emigranti,
    partono per l’Europa
    i deportati della borghesia”.

    Quiz ferragostano: un settimanale di vasta diffusione aggredisce il governo legittimo della Repubblica italiana parlando di fascismo incipiente e accostando le sue iniziative al rastrellamento dei bambini nel ghetto di Varsavia. A questa azione segue una reazione.
    Lamento degli sciortìnici in pianto: ma come! Non v’è, dunque, in Italia, libertà di stampa?
    Si chiede: qual è stata la reazione del governo italiano, tale da giustificare il pianto degli sciortìnici?
    a – Il settimanale in oggetto è stato chiuso d’autorità.
    b – Sono stati arrestati direttore ed editorialista, per “attività antinazionale”.
    c – Una squadraccia di sostenitori del governo ha bruciato la tipografia in cui si stampava il settimanale in oggetto.
    d – Durante una manifestazione “popolare” in Piazza Navona il direttore è stato sbeffeggiato come omosessuale passivo, destinato alle sevizie infernali.
    e – Invitato a parlare all’Università di Roma, il direttore del settimanale è stato costretto a rinunciare in seguito a minacce e ricatti.
    f – Niente di tutto questo: la reazione è consistita in qualche pepata critica verbale.

    Domanda finale: la reazione degli sciortìnici in pianto rientra, semplicemente, nella tradizione sullodata del vittimismo italico?

    14 Agosto, 2008 - 15:57
  36. @ s.p.c.
    come vede traggo spunto dai suoi insegnamenti, che so riconoscere quando è pieno di buon senso, evitando per il futuro quanto già vissuto.
    grazie
    un saluto

    14 Agosto, 2008 - 15:58
  37. Davidino

    Mi chiedo perché si debba così spesso e facilmente andare fuori argomento in questo blog. Il post che ha aperto la discussione parlava di un argomento piuttosto ameno (anche se con la sua importanza) e di nuovo abbiamo buttato tutto in politica, esacerbando i toni come al solito.
    Invoco anche qui l’aut-aut di Tornielli che ha imposto l’aderenza all’argomento del giorno.
    Ai miei tempi quando il tema di italiano finiva “fuori traccia” il massimo che si poteva sperare era un 4, anche se il valore in sé dello svolgimento avrebbe meritato un 9!
    Luigi pensaci tu!

    14 Agosto, 2008 - 16:18
  38. Sumpontcura

    Davidino, ciao! (Grazie per le parole di bentornato). No, che non è grave andare un po’ fuori tema: siamo in un pianerottolo, no?

    Principessa: nel mio stato di confusione ho avuto un lampo di cioia: le tue parole e il sito che hai segnalato. Grazie.

    Leonardo: varianti politically correct: siocchino! spirito di petata!

    A tutti: suggerisco un bel “Chominciamento di cioia”: qui:
    http://it.youtube.com/watch?v=ntb6gu6K7Is

    14 Agosto, 2008 - 16:29
  39. Leonardo

    Caro Sumpontcura, hai ragione, ma gli è che non sopporto che si prenda in giro il papa. Del resto, il gentiluomo in questione è lo stesso che ci raccontò che ‘na vorta, mentre che se stava a magnà l’abbacchio in trattoria co’ li amici sua, sentì dare della checca a Benedetto XVI (B16, come che direbbe lui) e lui zitto … (“ma che ce frega, ma che ce ‘mporta …”).

    Però se ho esagerato chiedo scusa.

    14 Agosto, 2008 - 17:36
  40. @ s.p.c.
    @ leonardo
    siamo in democrazia per fortuna,
    e abbiamo tutti la libertà di espressione,
    se volete andate tranquilli con gli insulti, quand’anche velati.

    Per me Democrazia vuol dire esprimere in libertà i miei pensieri, ma non offendere le persone del pianerottolo.

    Il papa comunque è una persona di potere (particolare) ed è soggetto a critica o a dialettica, non è Gesù incarnato.

    Se qualcuno ha deciso di eleggerlo a proprio padre al di sopra di del Signorre Iddio, è un problema suo personale.

    A Leonardo e a spc
    l’augurio di una santa festa

    14 Agosto, 2008 - 17:43
  41. Sumpontcura

    Caro Matteo:
    credo di aver capito, sul tuo modo di vedere le cose, qualcosa che finora mi era sfuggita.Tu scrivi: “Per me Democrazia vuol dire esprimere in libertà i miei pensieri, ma non offendere le persone del pianerottolo”. Bene, non sono d’accordo.
    Io credo che sia giusto esprimere in libertà i miei pensieri; con la stessa libertà (fatti salvi il codice penale e il buon gusto) esprimo critiche anche forti e argomentate; se mi pare il caso (e sempre pronto a pagarne le conseguenze) scendo anche all’insulto (sarebbe meglio di no, ma secondo me quanno ce vò ce vò).
    In tutto questo non solo non discrimino fra persone del pianerottolo e persone ad esso estranee, ma ritengo più legittimo criticare (o insultare) chi è presente e può rispondere per le rime.
    Il papa non è Gesù incarnato ma ne è il simbolo e lo rappresenta agli occhi di milioni di persone. Criticarlo o sbeffeggiarlo è certo possibile, in democrazia: non sarò certo io a invocare il reato di vilipendio. Però – scusami – se uno sbeffeggia o calunnia mio padre non può stupirsi se io gliene canto quattro: e non perché io lo consideri “al di sopra del Signore Iddio”: mio padre è mio padre e se qualcuno lo prende in giro (persona di potere o no, pianerottolo o no) è bene che si aspetti una adeguata reazione.
    Ecco perché, a mio parere, Leonardo ha fatto benissimo ad andarci sul pesante (pesante, poi… via, era una battuta!), e ha tutta la mia solidarietà.
    Anche a te, caro Matteo, l’augurio di una santa festa.

    14 Agosto, 2008 - 18:18
  42. @ spc
    “Il papa non è Gesù incarnato ma ne è il simbolo e lo rappresenta agli occhi di milioni di persone”
    Il papa non è il simbolo di Gesù,
    e non so quale teologia insegni una cosa così incredibile,
    ma se per te il papa deve rappresentare Gesù,
    lasciami essere molto perplesso.
    Ogni cristiano e ogni uomo è il volto di Gesù.

    Se per te è legittimo l’insulto e l’andarci pesante,
    buono a sapersi,
    mi farò meno scrupoli,

    Dal tuo commento pensavo che stavo interpretando male,
    e invece mi confermi che avevo interpretato benissimo.

    E tu mi vieni a far la bella predica del cristiano!
    E tu sei quello che fa l’indignato!
    Mi rendo conto che non c’è limite alla …..(censura)

    Almeno ora è chiaro,
    tutti bravi a fare discorsi da cristiani
    ma con una immensa ipocrisia.

    Mi sembra che mi si continui a prendere per il culo alla grande.
    da tipico italiano furbetto targato cristiano.
    Fatti pure sta festa.

    Allora non mi meraviglia che la gente dopo che si insulta da Tornielli
    venga a portare i propri veleni anche qui,
    tutti con la giustificante del proprio cattolicesimo militante, piena di carità pelosa.

    14 Agosto, 2008 - 18:35
  43. Sumpontcura

    Da “Catechismo della Chiesa cattolica”, n. 875:

    “Nessuno può darsi da sé il mandato e la missione di annunziare il Vangelo. L’inviato del Signore parla e agisce non per autorità propria, ma in forza dell’autorità di Cristo; non come membro della comunità, ma parlando ad essa in nome di Cristo. Nessuno può conferire a se stesso la grazia, essa deve essere data e offerta. Ciò suppone che vi siano ministri della grazia, autorizzati e abilitati da Cristo. Da lui i Vescovi e i presbiteri ricevono la missione e la facoltà (la « sacra potestà ») di agire in persona di Cristo Capo…”.

    Non solo il papa, ma ogni vescovo, ogni sacerdote rappresenta Gesù e agisce in nome suo: “Io ti assolvo”, dice nella confessione; “Questo è il mio corpo”, dice nella consacrazione.

    Per il resto, più in generale: se ti dessi una calmata? Io non ti prendo in giro, Matteo: lo farei se nascondessi le mie intenzioni dietro parole mielate. Ho stima di te e riconosco nella tua esperienza di credente una coerenza e una continuità che io sono purtroppo ben lontano dal poter rivendicare. Ma proprio perché ti rispetto è normale che il mio linguaggio sia chiaro, che ti esprima il mio accordo quando c’è, il mio disaccordo quando mi sembra il caso, la mia irritazione quando mi sembra che tu faccia la pipì fuori del vaso. Sempre disposto, come è ovvio, a prendermi i tuoi rimbrotti, le tue battute e le tue argomentazioni in contrario. I rapporti fra adulti, tanto più se cattolici, secondo me funzionano così.
    Frequentiamo lo stesso blog, prendiamo parte alle stesse discussioni, è giocoforza che ci si confronti: sempre con lealtà e col massimo di spirito fraterno possibile: senza imbarazzi e ipocrisie. Ti saluto.

    14 Agosto, 2008 - 19:11
  44. principessa

    … ma che e’? solo l’ingresso di persone da altre parti dove si insultano allegramente ci fa perdere lo stile e l’eleganza che ci e’ propria in questo blog?

    CALMA , SIGNORI, CALMA !!!

    14 Agosto, 2008 - 19:16
  45. principessa

    Evitiamo la suscettibilita’ che e’ la benda peggiore da mettere sugli occhi e che ci fa evitare di comprendere perfino i complimenti che ci vengono rivolti

    14 Agosto, 2008 - 19:17
  46. “Catechismo della Chiesa cattolica”, n. 875
    la citazione è chiara,

    l’interpretazione è totalmente arbitraria,
    preferisci intenderla per quello che vuoi capire e vuoi che gli altri debbano capire,
    non per quello che dice effettivamente.

    Non è certo un esempio di correttezza.

    Mi rendo conto che giochi bene con le parole,
    ma non mi sembra un gioco da adulti

    14 Agosto, 2008 - 19:33
  47. suscettibilità?

    Ma figurati!

    quando ci si può permettere di dare del coglione a quello della porta affianco!

    perchè essere suscettibili?

    Quando invece di trovare motivazioni serie da argomentare, si preferisce prendere per il culo un coinquilino!

    ti pare che si possa essere suscettibili?

    Ma noooooo!

    Figurati!

    Anzi, il bello è anche giustificarsi alla grande per le prese per il culo e per gli insulti, ma tutto con grandissima allegria e santa cioia.

    Fi gurati se ci sono persone suscettibili!!!!!!!

    Non vedi come sono tutti calmini?

    14 Agosto, 2008 - 19:39
  48. Sumpontcura

    “Agire in persona di Cristo”: mi sembrano parole significative. E quando la “Lumen gentium”, citata dal “Catechismo”, parla di “vicario di Cristo” riferendosi al papa, a me sembra che non sia sbagliato dire che chi è vicario rappresenta e fa le veci di chi – grazie allo Spirito Santo – lo ha voluto capo supremo della Chiesa.

    Non è un gioco, Matteo: sono le mie convinzioni. Se sono sbagliate (cosa possibilissima, mi sbaglio su tante cose, potrei sbagliare anche su questo) attendo che tu mi corregga e mi mostri l’errore.

    14 Agosto, 2008 - 19:46
  49. agire in persona
    vicario

    non significano: simbolizza o rappresenta.

    analisi del testo

    14 Agosto, 2008 - 19:51
  50. Sumpontcura

    Caro Matteo,
    se io ti nomino mio vicario e ti autorizzo ad agire in persona mia, cioè a fare le mie veci e comportarti come se fossi io stesso ad agire insieme a te, si può ben dire che nel tuo agire mi rappresenti. Del resto, a me risulta che il popolo cristiano non si faccia molti problemi giuridici. E santa Caterina da Siena (dottore della Chiesa, se non sbaglio) parlava del papa come del “dolce Cristo in terra”.
    Può darsi ch’io abbia torto, ma non mi sembra di pensare e dire delle aberrazioni. Se ne può discutere, insomma.

    14 Agosto, 2008 - 20:05
  51. principessa

    Dai! Matteo! sei piu’ in alto della risposta che mi hai dato!!
    mi faceva piacere che riuscissi anche a cogliere i riconoscimenti senza lasciarti prendere dall’ira verso le persone sbagliate. Hai tutte le ragioni….ma il disappunto deve essere rivolto a chi ti ha offeso non a chi cerca di dialogare con te, anche in maniera forte.
    Sei un uomo in gamba e lo sai ! indirizza bene disponibilita’ e collera….

    14 Agosto, 2008 - 20:08
  52. Lea

    Per Matteo:
    secondo che cosa vogliono dire le parole del Signore “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,18-19)

    La Chiesa non è stata istituita da Cristo, e il primato petrino non discende da qui? Esiste forse qualcun altro a cui un cattolico debba obbedire, anziché al Papa? Da cosa discende la sua Autorità se non è il Vicario di Cristo in terra?

    14 Agosto, 2008 - 20:38
  53. Giovanni Mandis

    voto per l’ermellino naturale contro il sintetico che inquina.
    e voto tutta la vita i post di Sump sul Papa! (bentornato “Sumpone” nostro!)

    14 Agosto, 2008 - 23:06
  54. LuigiM

    Gentile Matteo,

    lei non perde occasione per criticare e sbeffeggiare il Santo Padre, e coloro che accolgono con gratitudine il Suo Magistero;

    sbeffeggia e compatisce dall’alto della sua esperienza di “vita vissuta” coloro che si abbeverano alle acque sempre vive della tradizione (nel senso di traditio, come lei ben sa);

    cosa le resta? la sola scriptura? la sua personale interpretazione del Vangelo? non mi sembra una posizione particolarmente originale…tra l’altro temo che sia anche un filino eterodossa.

    Comunque buon ferragosto anche a lei!!

    15 Agosto, 2008 - 1:09
  55. @ luigiM
    mi citi i casi di sbeffeggio
    mentre la critica è un diritto del libero cittadino anche cristiano,
    invece che insultare, dia conto di quel che afferma, in quanto ad altre sue affermazioni sono totalmente arbitrarie, Provi e argomenti le sue menzogne.

    a Lea
    io non ho affermato quello che lei dice,
    da cosa lo deduce, ha provato a leggermi prima?

    Fondamentalismo e nazionalismo, come già il comunismo, il fascismo e il nazismo, sono stati forieri di sangue e di guerre.
    Nulla di nuovo sotto il sole.

    Buon ferragosto a tutti
    anche a quelli che mentono pur sapendo di mentire e di insultare,
    che bel mondo di cattolici!!!!!!! e cristiani!!!!1
    tutti bisognosi di sfogarsi di qualcosa!!!!!!!!
    un buon analista?

    15 Agosto, 2008 - 4:54
  56. targum55

    “Del resto, a me risulta che il popolo cristiano non si faccia molti problemi giuridici”

    15 Agosto, 2008 - 8:58
  57. Sumpontcura

    Ciao Targum55, auguri di cuore per la festa di Maria assunta in cielo.

    A te, invece, risulta che il popolo cristiano abbondi di esperti di diritto canonico e di teologia? Capaci di discutere di analisi testuale a proposito di “vicario”, “simbolo”, “rappresentare”, “agire in personam” ecc. ecc.?

    15 Agosto, 2008 - 9:22
  58. Sumpontcura

    Ma, santo cielo (mi rivolgo a tutti): davvero può dar fastidio a qualcuno – credente o non credente – una frase come: “Il papa non è Gesù incarnato ma ne è il simbolo e lo rappresenta agli occhi di milioni di persone” ?
    Ma è l’età, o il rimbambimento, che mi rendono semplice, semplicistico, sempliciotto? O che altro c’è?

    15 Agosto, 2008 - 9:28
  59. Nel giugno 2007, la Sacra Congregazione per la Dottrina e la Fede (CDF) dinanzi alla grande fecondità relativa al tema ecclesiologico, ritenne di dover puntualizzare con estrema accuratezza cosa si intende per “sussiste”.

    E’ nella tradizione della Chiesa, Magistero e Traditio, essere attenti all’uso delle parole o espressioni perché siano sempre rettamente intese.

    Il semplicismo addizionato alla buona volontà di intendere le sacre scritture secondo il “proprio senso” ha portato diverse sette di origine Evangelica o Protestante in genere a dare delle letture spesso arbitrarie anche se logicamente convincenti. In questo tra noi in Italia sono maestri i TDG.

    VICARIO DI CRISTO?

    Ecco da Avvenire (C.E.I.) – articolo di Inos Biffi:

    [“Non per questo Pietro sarà nella Chiesa il sostituto di Cristo – nessuno in essa può prendere il posto di Cristo -;
    neppure sarà il Signore della Chiesa,
    poiché uno solo è il Signore al quale essa appartiene: Colui che l’ha generata col sangue della Croce e con l’effusione dello Spirito.

    Nell’immagine della roccia, e in virtù della designazione di Cristo,
    Pietro riceve personalmente la grazia di essere nella Chiesa e per tutta la Chiesa la garanzia visibile, senza annebbiamenti e senza perplessità, della fede in Gesù Cristo.
    Non nel senso che tale fede, chiara e certa, non sia di tutta la Chiesa; o nel senso che Simone, quale pietra, si trovi separato dal collegio apostolico, posto da Gesù stesso quale fondamento della Chiesa, ma nel senso che, nella comunione apostolica e nell’intera comunione ecclesiale,
    Simone ha ricevuto dal Signore come missione singolare – e nell’esercizio di questa missione singolare – quella di essere in tutta la Chiesa punto di riferimento e di conferma per la fede, che non sarebbe autentica e vera se dissentisse dalla fede di colui che Cristo ha voluto come pietra della sua Chiesa, quando lo ha “convertito” da Simone in Pietro.

    Siamo, in tal modo, assolutamente al di fuori da qualsiasi profilo di “potere” o di dominio sulla fede della Chiesa, ma nella prospettiva e nell’intenzione della grazia ricevuta da Cristo di servire la fede, perché sia confermata e non venga mai meno.

    Ancora secondo le rassicuranti parole di Gesù: “Simone, io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede. E tu, una volta tornato, conferma i tuoi fratelli”.

    Misconoscere questo carisma di conferma attribuito a Pietro per la Chiesa, significherebbe alterare la realtà della Chiesa stessa, quale Cristo l’ha progettata, e foggiarne una immagine difforme.
    D’altra parte, da subito la comunità cristiana fu cosciente di questo carisma attribuito da Gesù a Simone convertito in Pietro.

    Così come da subito venne riconosciuta una “principalità” al vescovo di Roma e alla Chiesa romana.

    Ora, questa grazia ecclesiale di Pietro è trapassata a chi gli è succeduto – e gli succede – nella sede episcopale romana.

    Un’appropriata definizione del Papa,
    forse più che non quella di vicario di Cristo,
    è quella, già adottata, di vicario di Pietro,
    per cui si affermava che Pietro aveva parlato attraverso la bocca di Leone.

    Scegliere un nuovo vescovo di Roma, e quindi un nuovo Papa,
    non vuol dire creare di nuovo il primato –
    questo è stato, una volta per tutte, iniziato da Gesù Cristo e da lui affidato alla sua Chiesa per il suo cammino terreno -;
    vuol dire invece scegliere,
    con l’implorazione dello Spirito Santo, e con l’impegno della prudenza e del discernimento responsabile, un nuovo e legittimo vescovo di Roma,
    un nuovo vicario di Pietro, che si ritrovi per ciò stesso affidata da Cristo la stessa grazia di Pietro, quella di essere pietra per Chiesa.

    Ciò che deve rallegrare e trasparire nella sua luminosa perspicuità,
    e come ragione dell’essere Papa, è esattamente questa grazia e questa missione di essere per tutta la Chiesa riferimento e assicurazione della fede cristiana.

    Certamente, l’esercizio del primato del vicario di Pietro, o vescovo di Roma,
    ha conosciuto differenti, e diversamente felici, modalità di esercizio.
    A importare è che esso venga riconosciuto nella sua “originalità” e incondivisibile proprietà, come essenziale componente dell’identità della Chiesa di Gesù Cristo, radicalmente a servizio della confessione di Gesù, Messia e Figlio di Dio.”]
    [da: l’Avvenire (C.E.I.) – Inos BIFFI – 19 aprile 2005]

    15 Agosto, 2008 - 12:04
  60. Sumpontcura

    Grazie Matteo: finalmente si discute per argomentazioni e non per slogan.
    Inos Biffi è personaggio autorevole, le cui opinioni vanno, secondo me, ascoltate, meditate e rimeditate. Averle rintracciate e riproposte è grande titolo di merito.
    L’argomento del contendere è sintetizzabile in questa frase: “Un’appropriata definizione del Papa, forse più che non quella di vicario di Cristo, è quella, già adottata, di vicario di Pietro”. E’ probabile che questa terminologia sia più precisa, e non ho difficoltà ad accettarla e farla mia, anche se
    – resta il fatto che di “vicario di Cristo” parla esplicitamente la “Lumen gentium” (22) e il “Catechismo” (882);
    – dire “vicario di Pietro” significa dire “vicario del vicario di Cristo”, e le differenze non mi sembrano discriminanti.
    Come minimo, potremmo concludere che il Magistero permette l’una e l’altra dizione, e che adoperare le due terminologie non dovrebbe costituire motivo di scandalo o di sarcasmo.

    15 Agosto, 2008 - 12:34
  61. Sumpontcura

    Di Inos Biffi, Sandro Magister propone (nel brano che riporto qui sotto) una lettura della prefazione al volume “Verità cristiane nella nebbia della fede” (Jaca Book, Milano, 2004). Il piglio con cui viene affrontato il grande tema dell’ecumenismo e della difesa della fede mi pare non meno coraggioso di quello con cui si discetta (su “L’Avvenire”) sui compiti e i poteri del sommo pontefice.

    “I saggi qui raccolti […] sono nati da un’unica impressione e preoccupazione: quella che le verità, da cui il Credo cristiano riceve identità e vigore, si stanno come annebbiando ed estenuando, per il diffuso subentrare di una fede debole”.

    A giudizio di Biffi, un sintomo dell’attuale “annebbiamento” della fede è l’ideologia del dialogo, dell’aggiornamento, dell’ecumenismo:

    “Questa ideologia ha contagiato un po’ tutti: persino i maestri della fede, presso i quali le parole ‘dialogo’ e ‘aggiornamento’ ricorrono con monotonia affliggente, abitualmente e ossessivamente accoppiate al linguaggio della solidarietà, dell’accoglienza, della pace, della promozione dell’uomo, della scelta degli ultimi, del perdono da domandare per le colpe ecclesiali del passato, dell’ecumenismo e, ultimamente, anche dell’utopia. Non avviene invece altrettanto facilmente di sentire richiamati la grazia, i sacramenti, il fine ultimo dell’uomo, che è la visione amorosa della Trinità, l’inferno e il paradiso, il peccato, e anzitutto il mirabile mistero divino che è Gesù Cristo, nel quale ogni uomo è stato progettato dall’eternità”.

    Biffi è particolarmente critico delle derive dell’ecumenismo:

    “L’ecumenismo spesso è venuto scadendo in un concordismo che ha offuscato la figura cattolica del Credo. Anche a motivo di gesti imprudenti o discutibili, di fatto si sta creando un’estesa e pratica convinzione dell’equivalenza, o quasi, tra le confessioni cristiane e le religioni. Complice, tra l’altro, anche l’equivoco appello, ripetuto spesso, all’’unico Dio’, che unificherebbe le grandi religioni monoteistiche. Niente è più deviante: l’unico Dio vero è il Dio di Gesù Cristo: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ossia la Trinità cristiana che, ad esempio, per i musulmani è una bestemmia, cioè un’offesa gravissima a Dio”.

    La sua critica investe sia la teologia che il governo pastorale della Chiesa:

    “Si pensi ai contenuti di certi programmi episcopali, ridotti, spesso, a piani di ‘accoglienza’, dove Gesù Cristo – che è il Primo – è occasione per parlare soprattutto degli ‘ultimi’. Si pensi, anche, a episcopati intesi some successo di ‘movimenti’ oppure considerati come premi e onorificenze. [… Si pensi] ai fraintendimenti clamorosi che per capire la Chiesa partono dal mondo, e anche alle colpevolizzazioni, talora inaccettabili, talaltra discutibili, storiche della Chiesa, che hanno suscitato un vano e deleterio perdonismo, e sono giunte all’immagine della Chiesa peccatrice”.

    Fine della citazione. A me pare che papa Benedetto XVI sia guidato da considerazioni non molto diverse da queste, nel salutare “aggiustamento” che ha opportunamente impresso a certe pratiche correnti.

    15 Agosto, 2008 - 12:46
  62. Lea

    a me non da nessun fatidio se Matteo o altri pensano che il Papa non è il Vicario di Cristo, ho semplicemente rirenuto di affermarlo, perché io lo credo.
    Liberi tutti di pensarla come vi pare, e non mi sembra di essermi espressa in temini tali da dover meritare un commeto del genere da parte di Matte: “Fondamentalismo e nazionalismo, come già il comunismo, il fascismo e il nazismo, sono stati forieri di sangue e di guerre. Nulla di nuovo sotto il sole.”

    Forse c’è più fondamentalismo (lasciamo perdere nazismo e fascismo che mi sembra non c’entrano un bel niente) in chi ogni volta prende per fondamentaliste le affermazioni che non coincido con quello che pensa lui

    Per me l’interpretazione del Papa vicario di Pietro è completamente nuova, e la ritengo un’altra ‘deriva’ di quelle post-conciliari (senza per questo criticare il Concilio, ma alcune sue applicazioni), che tendono a minarne e sminuirne l’autorità… io vedo questo… e non vorrei essere definita fondamentalista per questo, altimenti penserei davvero tempo sprecato quello passato su queste pagine
    Mi viene in mente S. Caterina, che chiama il Papa, dolce Cristo in terra… ci sono cose che non si possono definire ‘sorpassate’

    Secondo il Vnagelo, il primato petrino e la Chiesa sono stati istituiti da Cristo. Fu Lutero a vederla diversamente e per questo avvenne uno scisma o mi sbaglio?

    15 Agosto, 2008 - 13:16
  63. Lea

    “A me pare che papa Benedetto XVI sia guidato da considerazioni non molto diverse da queste, nel salutare “aggiustamento” che ha opportunamente impresso a certe pratiche correnti. ”

    pare anche a me Sump, e sono molto con lui!

    15 Agosto, 2008 - 13:40
  64. Grazie Lea,
    ha letto solo quello che voleva capire o intendere,
    interpretando a suo arbitrio le mie espressioni.

    Ci risiamo.

    Sempre con gli stessi problemi.
    Uno scrive una cosa, riporta citazioni da manuale,
    e invece altri intendono il contrario, perchè cosi’ a loro piace.

    Ma di quale Chiesa ella è? se non le vanno bene i teologi e i vescovi italiani !

    Lei si è fondata una Chiesa che vede solo il papa?

    I vescovi successori degli Apostoli? Sono ininfluenti?

    Perchè se è così ha sbagliato Chiesa.
    Non è quella cattolica, la cui colonna sono gli Apostoli con Pietro chiamato da Gesù, come da rilessione del teologo Biffi.

    “A me pare che papa Benedetto XVI sia guidato da considerazioni non molto diverse da queste, nel salutare “aggiustamento” che ha opportunamente impresso a certe pratiche correnti. ””
    Quali, quali aggiustamenti,
    considerazioni non molto diverse da queste…
    quali….

    di che si sta parlando,

    Cara Lea,
    ma quale è l’oggetto del suo discorso?

    “Per me l’interpretazione del Papa vicario di Pietro è completamente nuova, e la ritengo un’altra ‘deriva’ di quelle post-conciliari”

    Ma lei sta scherzando vero?
    Dica che sta scherzando!

    Se sta dicendo sul serio, faccia il favore, vada da Benedetto XVI, visto che per lei non esistono i vescovi sennò la manderei dal suo vescovo, e provi a chiedergliene spiegazioni,
    potrebbe rimanere sbalordita !!!!!!

    15 Agosto, 2008 - 14:12
  65. Lea

    Matteo, il sole di agosto le ha forse lessato il cervello?
    le sembra che affermando il primato petrino io abbia tolto qualcosa ai vescovi? Prima di parlare in questi termini veda di documentarsi alle fonti (Magisteriali possibilmente)
    Mi dice che c’entra la sua bordata con le mie parole?
    però in una cosa forse ha ragione: quando parlo con persone come lei, non so più di quale chiesa sono
    e, per la sua gioia e quella di molti, credo non entrerò neppure più a leggerla…

    15 Agosto, 2008 - 15:02
  66. Sumpontcura

    Un momento, Lea, non facciamo scherzi: il pianerottolo reclama: leggi quello che vuoi, discuti con chi vuoi ma vieni, siedi e di’ la tua.

    15 Agosto, 2008 - 15:11
  67. principessa

    Concordo con Sump… Lea!!!
    Parliamo, discutiamo, adiriamoci,calmiamoci,evitiamo di rispondere, leggiamo soltanto……….tutto quello che ti pare!! ma mi permetto ricordarti che proprio tu hai detto, qualche giorno fa, che non saresti mai mancata dal pianerottolo nonostante avessi molte profonde divergenze con alcuni di noi…
    …Ma quelli come me che tengono alle persone come te, non contano niente? Lo trovo molto frustrante quando si prendono certe decisioni senza tenere conto di chi ci apprezza e facendo il gioco di chi non ci comprende ( e, a scanso di equivoci!!! questa affermazione e ‘ fatta in generale – piu’ per il momento che sto attraversando che per il blog – e non si riferisce a nessuno in particolare)…..

    15 Agosto, 2008 - 17:02
  68. Sumpontcura

    E’ un momentaccio, Principessa, vero? Anche per me e per chissà quanti fra coloro che ci leggono. Ma ci sono gli occhi pietosi della Madonna assunta in cielo. E ci sono le parole che Qualcuno suggerisce a Lucia mentre, sulla barca, ella piange segretamente: “… e non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”.
    Il resto, sono cose piccole piccole. Un abbraccio.

    15 Agosto, 2008 - 17:22
  69. @ Lea
    nessuno costringe lei a leggere le mie riflessioni,
    infatti lei fondamentalmente non le legge,
    trae solo conseguenze da alcune parole,
    basta scorrere le sue reazioni alle mie espressioni ed è chiaro.
    Stia tranquilla signora Lea,
    perchè vuole andarsene?
    perchè non ha il 100 per 100 di approvazione,
    vuole vedere tutti ai suoi piedi?
    Non è possibile, ci sarà sempre una percentuale, con cui non troverà feeling.

    Stia tranquilla, la maggioranza del pianerottolo,
    condivide le sue visioni,
    quindi non capisco queste scene.

    Almeno per rispetto a loro,
    puo’ farne a meno.

    15 Agosto, 2008 - 17:27
  70. principessa

    Sump!! tu non puoi immaginare che cosa hanno significato queste tue parole…
    Ti sono vicina come tu lo sei a me

    15 Agosto, 2008 - 17:35
  71. Lea

    Cara principessa,
    chiedo scusa a te e a tutti per la reazione eccessiva; ma anche per me non è buon momento.
    Sono qui e sono con voi, anche con Matteo, anche se mi attacca e non lo capisco…
    Grazie per quegli occhi pietosi, Sump e non solo per questo!
    Alla prossima

    15 Agosto, 2008 - 18:26
  72. LuigiM

    @ luigiM
    mi citi i casi di sbeffeggio
    mentre la critica è un diritto del libero cittadino anche cristiano,
    invece che insultare, dia conto di quel che afferma, in quanto ad altre sue affermazioni sono totalmente arbitrarie, Provi e argomenti le sue menzogne.
    ——————————————————————————————————-

    Gentile Matteo,

    non si nasconda dietro ad un ditino, siamo tutti adulti e vaccinati qui.

    L’ultimo suo sfottò è stato già sottolineato (e genialmente commentato) poco sopra da Leonardo (14 Agosto 2008 @ 14:47)
    Cito poi dal suo ineffabile blog:
    – Bordelli di Sidney: attendono la visita del Sommo Pontefice (Luglio 2, 2008)
    – Incipit di un post (Giugno 27, 2008): “Il papa non veste Prada? Ma crea Fashion.”

    Per quanto concerne la traditio, è ben nota ai lettori del blog – ad esempio – la sua posizione ipercritica (ed uso un eufemismo) sul m. p. Summorum Pontificum Cura, ed il suo atteggiamento di sufficienza nei confronti dei fedeli che sono grati a Benedetto XVI per avere riconosciuta la possibilità di pregare anche secondo il rito antico.

    Quindi, in sintesi, cosa resta a chi mostra assai poca devozione e rispetto nei confronti del Pontefice attualmente regnante e per logica estensione al suo Magistero, che ritiene irrilevente se non dannoso il recupero della lex orandi trasmessaci dai nostri padri?
    Solo la scrittura? Qualche cardinale “profetico” e “fuori dal coro”, il quale piuttosto che fornirci solidi argomenti per confermarci nella fede dissemina i suoi personali dubbi e le sue umane incertezze, oltre ad un certo numero di idee francamente balzane?

    PS
    Gradirei capire quali sono gli insulti che mi addebita: non è mio costume insultare la persona, e le chiedo scusa se ha avuto tale impressione.

    15 Agosto, 2008 - 20:29
  73. Luigi Accattoli

    Io sono in vacanza e leggo solo e velocemente la sera – e vedo che siamo di nuovo e sempre in gran battaglia sul papa sul papa sul papa – ormai me ne sono fatta una ragione – non approvo ma so che così dev’essere – prego tutti di non tirare conclusioni dal fatto che non intervengo: non ne ho il tempo – ma leggo e medito e porto tutti con me. Ricordo appena un’idea che ho già affermato più volte: la conversazione che conduciamo qui non dovrebbe mirare a replicare le grandi dispute che si svolgono per esempio tra la rivista Concilium e la rivista Communio, questo è piuttosto il luogo dell’approccio personale, del taglio vissuto, dell’esperienza ravvicinata. Per questa via molto si può dare e ricevere purchè nessuno pretenda di alzare bandiere e sollevare i ponti levatoi. Un bacio a ognuno.

    15 Agosto, 2008 - 20:39
  74. raffaele.savigni

    Per Lea: “Vicario di Pietro” e “vicario di Cristo” sono due titoli entrambi legittimamente applicabili al papa, anche se hanno origini diverse. IL primo titolo è specifico del papa in quanto successore di Pietro e vescovo di Roma, ed è stato utilizzato in tal senso sin dall’antichità. Il secondo (“vicario di Cristo”) era nel primo millennio un titolo non esclusivo del papa, ma applicato anche a tutti gli altri vescovi, e talora persino ai sovrani: è diventato titolo esclusivo del papa dopo la riforma di Gregorio VII (undicesimo secolo), che ha accentuato il potere universale del vescovo di Roma rispetto all’ecclesiologia precedente. Oggi, in un clima (per me positivo) di dialogo ecumenico e di rivalutazione della collegialità episcopale, può essere opportuno puntare sul titolo “vicario di Pietro”, senza per questo sminuire la dignità del pontefice romano, ricxonosciuta anche dal Vaticano II, e senza negare la legittimità del titolo “vicario di Cristo”.
    Non condivido invece il tono polemico di alcune osservazioni di Inos Biffi.

    15 Agosto, 2008 - 22:15
  75. Sumpontcura

    Caro Raffaele,
    non conoscevo la “storia” del titolo “vicario di Cristo”: le tue precisazioni sono – come al solito – equilibrate e chiarificatrici.
    Le osservazioni di Inos Biffi sull’ecumenismo e il dialogo mi sembrano del tutto condivisibili nella sostanza: non nel tono che anch’io trovo eccessivamente polemico. Ma tu hai capito, vero?, perché le ho riportate. Matteo molto opportunamente aveva ripreso l’articolo dell’Avvenire, e io credo che sia doveroso leggere con rispetto i contributi dei nostri teologi, soprattutto quando abbiano l’avallo del quotidiano della CEI; ma la mia piccola “provocazione” voleva sottolineare che il lavoro dei teologi non può poi essere presentato come autorità indiscussa, “da manuale”. Verità indiscutibili esistono e come! Ma devono essere cercate nei documenti del Magistero, non nelle riflessioni dei teologi, per quanto prestigiosi essi possano apparire. (Anche perché – a questo mirava la mia piccola “provocazione” – a voler dare ai teologi un’autorità che non hanno si possono poi avere certe piccole sorprese!).

    16 Agosto, 2008 - 6:51
  76. adriano

    A integrazione della spiegazione del Prof.Savigni: per molti secoli sono stati chiamati “vicari di Cristo” i poveri.
    Ottimo – e costoso – il libro che documenta il tutto:
    Gonzales Faus José I., Vicari di Cristo. I poveri nella teologia e nella spiritualità cristiane. Antologia commentata, 1995, EDB (€ 47,20)

    16 Agosto, 2008 - 10:17
  77. Sumpontcura

    E non aveva torto, dunque, Matteo (al di là della difficoltà di un dialogo sul filo del rasoio), quando scriveva: “Ogni cristiano e ogni uomo è il volto di Gesù”. Ma l’interpretazione estensiva non esclude quella specifica.

    16 Agosto, 2008 - 10:33
  78. targum55

    Grazie per gli auguri. Diffido dell’appello agli interessi della gente (ma probabilmente ho capito male, perché ho letto gli interventi solo parzialmente).

    16 Agosto, 2008 - 12:49
  79. Lea

    “A integrazione della spiegazione del Prof.Savigni: per molti secoli sono stati chiamati “vicari di Cristo” i poveri.”

    diffido di tutta questa enfasi a voler chiamare “vicari di Cristo”, ad esempio, anche i poveri…

    allora vicari di Cristo lo siamo tutti, nel senso che nella nostra vita di Fede veniamo sempre più “configurati” a Lui, come dice S. Paolo e come avviene realmente, ed in ognuno dobbiamo vedere Cristo…

    Il “Vicario di Cristo in Terra” è il Papa, nel senso che nella Chiesa lo rappresenta e a lui (non a noi né ai poveri) è dato il “potere delle chiavi” e di ‘confermare’ nella fede… e su questo si basa l’obbedienza che gli si deve ma che non va più di moda… E’ un potere dal quale non deve abdicare e che non deve rinunciare ad esercitare, come ricordava secoli fa Santa Caterina…

    Non obbligo nessuno a riconoscerlo, ma stenterei a riconoscere come cattolico, se questo rappresenta ancora qualcosa, chi non lo riconosce, secondo l’uso protestante…

    Non credo di essere O.T. perché questo articolo è iniziato con un accenno al Papa (per altri motivi) e poi il discorso si è sviluppato in questi termini… questo non ci porta certo ai livelli delle riviste nominate da Luigi, ma riporta il nostro vissuto – in questo caso – di credenti…

    Io non pretendo che altri condividano quello che dico: affermo semplicemente qual è il credo cattolico, che ho a cuore, non ideologicamente ma vitalmente, perché ad esso aderisco in quanto corrisponde al mio ‘sensus Fidei’ ed alla mia conoscenza (sempre parziale, ma non per questo oscillante) della Verità

    16 Agosto, 2008 - 13:38
  80. Esimio Direttore,
    ho letto lo scritto ” Parto dal più piccolo: l’appello dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) perché il papa rinunci alla “stola di ermellino”. Non è una stola ma la pelliccia di ermellino compare ai bordi del camauro e della mozzetta che il papa usa in inverno. Tendo a non occuparmi di argomenti che non esistono o esistono poco, ma questo l’ho dovuto trattare per il mio giornale e allora dico “sì” alla richiesta degli animalisti: non firmo petizioni, ma se la sartoria papale userà un giorno l’ermellino sintetico ne sarò contento, come ogni volta che vedo nominate le pellicce sintetiche d’ogni tipo”.
    Partiamo dal più piccolo dei commenti : non cadiamo nella rete della vuota retorica!
    Tutti sanno che le sacre vesti pontificie sono “riciclate” ripescate, per così dire, dai vecchi armadi pontifici , dove sono diligentemente custoditi grazie anche anche alla sempre efficiente naftalina.
    Non penso di dover rivelare chissà quale “scoperta” se dico che il camauro appartenne al Beato Giovanni XXIII e la mantelletta bianca, che il Papa usa fino alla Domenica “in Albis”, è stata riadattata utilizzando pezzi, fra cui la pelliccetta di armellino.
    Io mi sentirei di elogiare gli artefici di questi “riciclaggi”, che ne sa tanto di risparmio, come ammiro quelle mamme che, specialmente in questo periodo difficile per le famiglie, “riadattano” i vestiti dei fratelli e delle sorelle più grandi per i figli più piccoli.
    Le pelliccette di ermellino, che hanno riciclato, risalgono , più o meno, a 50 anni fa… e ormai stavano lì dentro gli armadi con la naftalina.
    Anche nelle nostre antiche Chiese ci sono delle mozzette ( di finto ermellino, una specie di coniglio) dei Canonici di un tempo, così come, in abbondanza, le pianete di inestimabile valore artistico : forse utilizzarle per le ordierne Liturgie scandalizzerebbe qualcuno?
    Al contrario : sono stati concepiti per la lode di Dio ed al contrario le antiche pianete, di cui il Direttore Accattoli ricorderà quelle meravigliose conservate al Duomo di Osimo, se utilizzate potrebbero far risparmiare sull’acquisto, anche questo non privo di retorica, di nuove casule industriali che mal si conciliano con gli interni delle nostre artistiche chiese.
    Io, che a ragione posso auto-definirmi animalista, essendo da più di un lustro convinto vegetariano, non voglio cadere nella facile tentazione del roboante linguaggio demagogico che porterebbe inevitabilmente a gesti pleonastici di più che dubbia utilità (come ne abbiamo visti, purtroppo, più volte anche intra Ecclesia).
    Lasciamo la demagogia ai professionisti di retorica : noi cattolici, che possediamo, non per nostri meriti ma per dono dell’Altissimo, la pienezza della verità possiamo e dobbiamo abbandonare le facili tentazioni del solito linguaggio del mondo e guardare le cose con l’ottica di una serena riflessione.

    20 Agosto, 2008 - 16:23

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