Benedetto e la “spinta disperata a fare qualcosa”

Di recente, un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero – ad esempio nella questione circa l’Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore. La disobbedienza è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove – per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?” – è un brano dell’omelia tenuta stamane dal papa in San Pietro durante la celebrazione della Messa Crismale. Invito i visitatori a leggere per intero l’omelia prima di commentare e a leggerla con intelletto d’amore, non con la smania di dare addosso a qualche antagonista. Abbiamo un papa che dà tutto se stesso e che merita di essere ascoltato con un anticipo di simpatia che aiuti a intenderne l’insegnamento.

74 Comments

  1. E chi da’ addosso a nessuno.
    Papa Benedetto con poche parole, intense e pacate -vere- ha messo il punto a una vicenda.
    Il nesso tra:
    “esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero – ad esempio nella questione circa l’Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore”

    e la risposta con:
    “Ogni nostro annuncio deve misurarsi sulla parola di Gesù Cristo: “La mia dottrina non è mia” (Gv 7,16). Non annunciamo teorie ed opinioni private, ma la fede della Chiesa della quale siamo servitori.”

    E’ evidente. Qui non si tratta di dare addosso, si tratta solo di sgomberare il campo da certi equivoci…
    (e qui ci metto la mia che forse può sembrareche dia addosso: si tratta di sgomberare il campo anche da certi duri d’orecchi o finti tali…).

    5 Aprile, 2012 - 14:56
  2. Oggi per la prima volta in vita mia (ed ho 70 anni!!!) ho assistito nella mia cattedrale alla Messa crismale; era tutto bellissimo. Quando sono tornata a casa ho sentito le notizie delle parole accorate del Papa … mi è sembrato impossibile. Che devo dire? Preghiamo.

    5 Aprile, 2012 - 15:31
  3. Clodine

    Finalmente!!! Grande Benedetto decimo sesto, grande! Alleluja…alla faccia dell’anarchia, di chi si costruisce il proprio dio e va spedito alla carica per abbattere le mura di Gerico!Purtroppo per la Chiesa, “strumento di salvezza” correre ai ripare e ricosrtuire per l’ennesima volta sarà durissima…Non c’è stato settore in cui non s’è tentato prevaricare, scavalcando a piè pari anzi, rompendo gli argini della grande Tradizione intesa come “fonte” della rivelazione; dai pastori ai teologi ,relatismo comeaggettivo sostanziale, dai movimenti dalle variegate casacche a laici talvolta dalla discutibile preparazione tutti che s’improvvisano “maestri” , “profeti”. Che pena! li vedi arrabbattarsi per difendere un pensiero debole in preda al demone del modernismo, del “volemose bene” ed hanno finito con l’aggredire dogmi, verità, la stessa Parola di Dio , Insomma, un acquerello davvero poco edificante in odore di vera “heresis” o “error theologicus”.
    I frutti amari di questa tirannia del relativo purtroppo portano all’obribrio della disobbedienza …un male endemico nella Chiesa, un male mortale che addolora il S.Padre il quale sta tentando di virare la barca contro venti terribili! Preghiemo per le Sue intenzioni, preghiamo in questo Santo Triduo che precede la morte in attesa della Resurrezione.

    5 Aprile, 2012 - 15:33
  4. discepolo

    sono stupita e contenta che improvvisamente l’obbedienza alla Chiesa diventi una virtù e la disobbedienza alla Chiesa un errore, anche per i partecipanti a questo blog, per la maggior parte dei queli fin ora mi sembrava piuttosto chi i due valori fossero capovolti ( bene la disobbedienza, male l’obbedienza)

    5 Aprile, 2012 - 15:41
  5. Federico B.

    Il Papa, oltre che ai dissidenti austriaci risponde anche a tutti coloro che pensano di essere più cristiani di Gesù Cristo, più cattolici del Papa e dei cardinali e di conoscere il Vangelo meglio di teologi e Dottori della Chiesa…
    Quelli che vorrebbero una Chiesa e una religione secondo i propri gusti (evidentemente più evangelici di quelli degli altri), convenienze e comodità, secondo le mode del momento (il modernismo di ieri e di oggi) e le ideologie dominanti.
    Di chi la pensa, insomma, come una nostra carissima vicina di pianerottolo, che solo qualche giorno fa scriveva di voler VIGILARE perchè la Chiesa, madre e maestra, “non sbagli e, se è il caso, faccio notare i suoi errori”.
    Vigiliamo piuttosto sui nostri errori e peccati, senza pretendere di scaricare sulla Chiesa le incertezze di una fragile fede e la debolezza di fronte alle tentazioni travolgenti dell’orgoglio e della superbia.

    5 Aprile, 2012 - 15:51
  6. Clodine

    Cara Antonella,sono felice tu ci sia.Che possiamo fare? Pregare Antonella, pregare.
    In sono nata in una famiglia laica, papà un mangiapreti e il nonno addirittura anarchico e ateo. Eppure, questo uomo già vecchio ma lucido, vedendo la mia vocazione cristiana e la mia partecipazione ai sacramenti mi disse queste parole marchiate a fuoco dentro di me:” ricordati-mi disse- io non credo in Dio la mia fedeltà riposa in altri ideali e seguo la mia legge, quella morale che è dentro di me.Ma per te che credi in Dio la legge è Lui, a quella ti devi conformare, e quella non concede una libera interpretazione: è quella e basta. In più siccome la Chiesa è depositaria di valori imprescindibili rispetto a ciò in cui credi ad Essa, alla Chiesa, che custodisce i grandi depositi degli antichi devi essere fedele e obbedire. E’ più facile per me, perché a me non viene chiesto di obbedire se non alla mia coscienza ma a te,verrà chiesto, perché a te, quel Dio in cui credi ha dato, a me non ha dato nulla:non lo cerco, non credo e non ti comprendo, però ammiro la tua vocazione”… Mi fece promettere di essere fedele per non diventare la scimmia di quell’ideale.

    5 Aprile, 2012 - 15:56
  7. Clodine

    Eh discepolo, dovresti andare a leggere quella lunghissima filippica che ha fatto seguito al post degli “endecasillabi” e ha raggiunto i 200 commenti per renderti conto della lotta estenuante, la quale a nulla è servita se non a raccogliere dileggio e sbeffeggiamento… “flatus vocis” mia cara…

    5 Aprile, 2012 - 16:04
  8. Discepolo confonde con un altro blog o, questo è più probabile, non legge o legge male… questo blog.
    Qui le “sensibilità” sono tante, fortunatamente, quanti siamo i partecipanti e questo perchè il “pianerottolo” è luogo di discussione tra persone diverse ma accomunate dalla stessa Fede e non il luogo di ritrovo virtuale di plagiati appartenenti ad una setta. Le voci “fuori dal coro” di cui dice Discepolo sono si e no due o tre. Tenga presente però Discepolo che il serafico Santo d’Assisi voleva che nell’orto fosse lasciato uno spazio per far vivere le erbe selvatiche senza che siano sradicate, così come il suo Maestro insegnava che bisognava lasciare il loglio tra il grano senza estirparlo, fino alla mietitura…
    Buona Pasqua anche a te Discepolo.

    5 Aprile, 2012 - 16:17
  9. discepolo

    caro Federico B, n cui sono in sintonia in quasi tutto quello che scrivi,
    la grande tragdia del nostro tempo è questa: la parcellizzazione, l’individualismo, il fatto che ognuno può dire ” io la penso così e il mio pensiero vale quello di qualsiasi altro compreso il Papa”
    un incubo che potrebbe essere una buona base di un libro di fantascienza è questo in un futuro ciò ch è vero e ciò che è falso potrebbe essere richiesto democraticamente da un referendum mondiale.
    Esempio: referedum mondiale sul quesito ” Dio esiste o no ?”
    la maggioranaza vince
    altro quesito referendario mondiale
    ” I vecchietti di più di 80 anni che non servono anulla debbono essere uccisi
    La maggioranza vince
    altro quesito referendario mondiale
    ” le coppie omosessuali possono o no adottare un bambino ?
    la maggioranza vince
    altro quesito referendario
    ” un bambino appena nato può essere ucciso dai genitori?
    la MAGGIORANZA VINCE.
    E così via certo è uno scenario inquietante.. ma non del tutto inverosimile!
    Perchè se l’umanità si convince che ogni cosa può essere decisa a colpi di maggioranza perchè non esiste alcuna verità, allora cosa impedisce uno scenario sim ile? Kant aveva detto “il cielo stellato sopra di noi e la legge morale in noi” ma se la legge morale in noi cambia al punto di poter perfino
    ammettere l’eutanasia e l’infanticidio, quale cielo stellato ( privo di Dio)
    potrà piangre sulle sciagure umane???
    ” e tu d’un pianto di stelle l’inondi
    questo atomo opaco del male”
    Giovanni Pascoli

    5 Aprile, 2012 - 16:31
  10. discepolo

    Carissimo Ubi Humilitas ti ricambio gli auguri di Buona Pasqua.
    so bene di essere malvisto su questo blog e mi chiedo anch’io perchè persisto a scrivere, che dire??’ tutto sommato mi sono affezionato a questo blog e mi fa piacere scrivere ..
    tutto qui. come ha detto saggiamente una volta LUIGI :se vedete il nome di qualcuno noioso di cui non volete leggere l’intervento saltatelo a piè pari!!
    mi dispiacerebbe farti perdere tempo , salta i miei post a piè pari !!
    Buona Pasqua!

    5 Aprile, 2012 - 16:45
  11. marta09

    Ho letto di corsa per cui è facile mi sbagli, ma è davvero impressionante il tempismo del Papa con quanto è successo ultimamente in questo pianerottolo, impressionante come arrivi la conferma ed il sostegno della Chiesa riprendendo gli stessi punti nevralgici sui quali – purtroppo – sono scappate parole un po’ troppo forti e che a mio avviso sono andate oltre il limite.

    Tra le tante conferme anche quella – dimostrata dal Papa – della differenza tra il dire – ad esempio:
    “cio che fai/dici/ecc. è un errore”
    e dire
    sei un errore
    ed è su questa cosa che spesso mi sono battuta.

    Incredibile la chiarezza delle parole del Papa che come l’Aquinate riesce a spiegare cose grnadi con il linguaggio dei piccoli.

    E con questi doni del Papa … “dopo i giorni della passione” 😀 😀 riprendiamo i nostri posti in modo tale che non sia per noi il richiamo:
    “xxxxxx … dove sei?”

    Buon Giovedì Santo.

    5 Aprile, 2012 - 16:47
  12. Fides et ratio


    Gesù stesso nell’ora della sua Passione ha pregato “perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21). Questa unità, che il Signore ha donato alla sua Chiesa e nella quale egli vuole abbracciare tutti, non è un accessorio, ma sta al centro stesso della sua opera. Né essa equivale ad un attributo secondario della comunità dei suoi discepoli. Appartiene invece all’essere stesso di questa comunità. Dio vuole la Chiesa, perché egli vuole l’unità e nell’unità si esprime tutta la profondità della sua agape.

    Infatti, questa unità data dallo Spirito Santo non consiste semplicemente nel confluire insieme di persone che si sommano l’una all’altra. È una unità costituita dai vincoli della professione di fede, dei sacramenti e della comunione gerarchica. I fedeli sono uno perché, nello Spirito, essi sono nella comunione del Figlio e, in lui, nella sua comunione col Padre: “La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo” (1Gv 1,3). Dunque, per la Chiesa cattolica, la comunione dei cristiani non è altro che la manifestazione in loro della grazia per mezzo della quale Dio li rende partecipi della sua propria comunione, che è la sua vita eterna. Le parole di Cristo “che tutti siano una cosa sola” sono dunque la preghiera rivolta al Padre perché il suo disegno si compia pienamente, così che risplenda “agli occhi di tutti qual è l’adempimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio, Creatore dell’universo” (Ef 3,9). Credere in Cristo significa volere l’unità; volere l’unità significa volere la Chiesa; volere la Chiesa significa volere la comunione di grazia che corrisponde al disegno del Padre da tutta l’eternità. Ecco qual è il significato della preghiera di Cristo: “Ut unum sint”.

    (Ioannes Paulus PP. II – Ut unum sint – 9 – 10)

    5 Aprile, 2012 - 16:49
  13. Caro Discepolo (dal maschile usato penso che sia il signor e non la signora che scrive…) la leggo sempre e anche attentamente. Faccio page-down solo per uno…
    Detto questo io ho piacere se lei scrive, come ne avrei ancor di più se leii si sforzasse di avere, oltre ad un atteggiamento più costruttivo, anche un minimo di comprensione per quanto gli altri scrivono, quel famoso “anticipo di simpatia senza il quale non c’è alcuna comprensione”.
    Per usare una metafora, è cosa buona e giusta avere le proprie idee e ragione e come tali difenderle in casa d’altri o propria, ma non è buono e giusto o almeno corretto farlo entrando sfondando la porta o senza aprire la porta agli altri.
    Nella speranza di non averla offesa poichè non era questa la mia intenzione, ma solo quella di offrirle uno spunto, porgo i miei saluti ricambiandole di nuovo gli auguri sinceri di una Buona e serena Santa Pasqua a lei e ai suoi cari.

    B.A.

    5 Aprile, 2012 - 17:00
  14. Federico B.

    Caro Fides,
    grazie per averci ricordato parole tanto chiare ed illuminanti, così significative oggi, Giovedì Santo, in questi tempi di “dittatura del relativismo”.
    Che il Signore ci aiuti a desiderare e a perseguire con tutte le nostre forze questa unità.

    5 Aprile, 2012 - 17:02
  15. Leonardo

    Lodo Luigi per la prontezza con cui ha individuato e incorniciato nel titolo l’espressione più dura del giudizio che il papa, per dovere del suo ufficio e con il tratto di tenera misericordia che sempre lo contraddistingue, ha pur dovuto dare: «spinta disperata a fare qualcosa».
    Dio mio, se tanti si vedessero (ci vedessimo) come Cristo, e il suo vicario, li vedono (ci vedono) … “già per urlare avrian le bocche aperte”.

    5 Aprile, 2012 - 17:12
  16. Marilisa

    Caro Luigi, hai detto prudentemente: “Invito i visitatori a leggere per intero il testo prima di commentare. A leggere con intelletto d’amore, non con la smania di dare addosso a qualche antagonista.”

    Come puoi notare, non tutti ti hanno ascoltato, ed era prevedibile.
    Io, mosca bianca, non faccio commenti esultanti, e non perché il discorso del Papa non mi sia piaciuto anche se alcuni spunti non li trovo per niente condivisibili (del resto, papa Ratzinger è un tradizionalista, da tutti riconosciuto come tale), piuttosto perché il tema della disobbedienza alla Chiesa non mi appartiene anche se a molti di questo blog è sempre parso il contrario.
    Discutere sulla Chiesa, anche in polemica, è altra cosa; ma proprio diversa. Quasi nessuno l’ha capito. E tanto vale fermarmi qui.
    Dell’intero discorso del Papa mi piace invece riportare questo passaggio:”Chi guarda alla storia dell’epoca post-conciliare, può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita e che rende quasi tangibili l’inesauribile vivacità della santa Chiesa, la presenza e l’azione efficace dello Spirito Santo. E se guardiamo alle persone, dalle quali sono scaturiti e scaturiscono questi fiumi freschi di vita, vediamo anche che per una nuova fecondità ci vogliono l’essere ricolmi della gioia della fede, la radicalità dell’obbedienza, la dinamica della speranza e la forza dell’amore.”
    Qualcuno del blog lo avrà apprezzato come me o avrà sorvolato rapidamente restandone infastidito?

    5 Aprile, 2012 - 18:10
  17. Fides et ratio

    @Marilisa

    Anch’io ho molto apprezzato quel passaggio del Papa; un cattolico non può pensare che lo Spirito Santo spinga la Chiesa verso il passato. La Chiesa è un popolo in cammino verso il pieno compimento del regno di Dio sotto la guida di Gesù Risorto.

    Il Concilio è stato un grande momento di rinnovamento e grazia. Purtroppo molto, ma veramente molto di quello che fu decretato in quella sede è stato fortemente travisato.

    Chi veramente conosce e legge Benedetto XVI non può liquidarlo come tradizionalista; egli ovviamente difende la Tradizione come il solco della cammino che la Chiesa percorre e semmai attacca le storture di coloro che vorrebbero liquidare la Tradizione come qualcosa di vecchio, stantio, superato, creando soluzioni di continuità che non appartengono e non possono appartenere alla Chiesa.

    Conosco purtroppo molti Tradizionalisti e a parer mio su questo blog non ne vedo neppure l’ombra.

    Ti auguro Buona Pasqua.

    5 Aprile, 2012 - 18:48
  18. discepolo

    “coloro che vorrebbero liquidare la tradizione com qualcosa di vecchio , stantio , superato”
    chi sono costoro caro Fides et ratio? sì, perchè dobbiamo anche avere il coraggio di chiamare le persone col loro nome!
    mi ricordo ancora, cosa per per me scioccante, aMARISSIMA e di cui ancora riporto la ferita, mai rimarginata, quando osai anni fa difendere su questo blog il matrimonio cristiano come “indissolubile” fui sbeffeggiato, insultato , ridicolizzato e disprezzato anche da SACERDOTI CATTOLICI!!!
    E’ così caro Fides et ratio, purtroppo è così.

    5 Aprile, 2012 - 19:31
  19. discepolo

    La dittatura del relativismo ha le sue vittime come ogni dittatura; oggi un mio amico mi ha detto che non posso dire Buona Pasqua se non conosco prima se la persona crede o no nella Pasqua perchè se dico Buona Pasqua ad un ateo lo posso offendere. Fino a pochi anni fa io e la mia segretaria facevamo un piccolo presepe per Natale nella sala d’aspetto dello studio medico. Ora non lo facciamo più perchè pazienti non cristiani si potrebbero offendere. NOn sia mai !!!Nella parrocchia che frequento qualcuno ha avuto a che ridire sul vecchio canto religioso
    CRISTUS VINCIT CRISTUS REGNAT CRISTUS IMPERAT
    in quanto canto imperialista!!!!.
    dei catechisti hanno avuto la buona idea di non insegnare più ai bambini che Cristo è il figlio di DIO ma solo ” IL NOSTRO GRANDE AMICO”
    così siamo tutti contenti, Marilisa and company , no????

    5 Aprile, 2012 - 19:44
  20. Luigi Accattoli

    “Preghiamo per Papa Benedetto. Stamattina in San Pietro noi sacerdoti abbiamo sentito nelle sue parole e abbiamo veduto sul suo viso l’amore per la Chiesa e il dolore per il peccato dei figli della Chiesa. Perché il Signore lo conservi a lungo e l’aiuto nella sua missione”: così don Francesco, parroco della Madonna dei Monti, stasera nella Messa in Coena Domini.

    5 Aprile, 2012 - 22:42
  21. Marilisa

    Fides,
    Apprezzo molto la tua garbatezza e approvo in pieno le tue parole : “La Chiesa è un popolo in cammino verso il pieno compimento del regno di Dio sotto la guida di Gesù Risorto.”
    L’ho detto tante e tante volte anch’io. Per questo sono convinta che le novità nella Chiesa siano da rispettare, e non da demonizzare come qualcuno fa, perché la Chiesa è inserita a pieno titolo in una società in cammino, e non può non esserne coinvolta. Altrimenti sarebbe una Istituzione fuori dal mondo.
    La Tradizione è importante, mai detto il contrario. Ma, a parer mio, si devono accogliere anche i “nuovi profeti”, che hanno (devono avere) voce in capitolo anch’essi. Questo è il mio parere, sbagliato per altri e giusto per me.
    Se ci fai caso, spesso si è dovuto constatare che in un primo momento uomini illuminati sono stati contrastati ed esiliati dalle gerarchie ecclesiastiche perché apparivano troppo evoluti e in contrasto con le vedute antiquate della Chiesa, salvo poi essere rivalutati molto tempo dopo la loro morte. Che cosa significa questo secondo te? Si possono trarre delle conclusioni anche da fatti del genere.
    Dissento da te quando dici che nel blog non ci sono tradizionalisti.
    Ce ne sono parecchi, invece, e spinti. Non troveranno mai la mia approvazione. Parlo con franchezza.
    Naturalmente non mi aspetto la loro. Ne ho avuto la dimostrazione lampante quasi sempre.
    Ma il mondo è grande e c’è posto per tutti. Per cui non mi spiego gli atteggiamenti aggressivi di chi è distante dalle mie posizioni.
    Per avere osato polemizzare con un certo tipo di Chiesa, sono stata subito bollata come relativista; la qual cosa, ti assicuro, non mi scalfisce neanche un po’.
    Anche ora, qualcuno ( che ancora non ho capito se sia uomo o donna) mi ha definita tale. Non mi interessa affatto, ripeto.
    Invece, mi irrita fortemente che questo “qualcuno” mi addebiti parole che forse ho anche detto (non mi ricordo) ma certo non nel senso attribuito da chi mi contesta.
    Quando mai io ho sostenuto che Gesù Cristo è solo “il nostro grande amico”? Scherziamo? Pessimo scherzo, Discepolo. Che cristiana sarei se avessi detto questa blasfemia?
    Chi ti dà il diritto di dire il falso?
    Forse non hai ancora capito che io sono una persona serissima e che certe buffonate le rimando al mittente.
    Le stupidaggini tienitele per te senza cercare chi non ti cerca.
    E poi non dovrei indignarmi di fronte ad affermazioni assurde?
    Sarei io la sola che offende e insulta, come certi risibilmente si ostinano a dire quando replico alle loro inammissibili offese?
    Vergognati, discepolo. Leggi bene e non travisare le parole degli altri. Il tuo–sappilo– è un grave peccato di mistificazione di cui dovrai rendere conto a Dio.

    Scusami, Fides, se mi sono allontanata, ma converrai (almeno lo spero) che non si possono accettare a testa bassa provocazioni e travisamenti del genere. Che diamine!
    Ti saluto e ti auguro anch’io una buona e serena Pasqua.

    5 Aprile, 2012 - 23:09
  22. marta09

    Abbiamo una sola certezza:
    nella notte del tradimento ed insulto Gesù ha risposto con il suggellare la Sua fedeltà, ha istituito l’Eucarestia e garantito la Sua presenza per sempre.

    Ho letto per la quarta volta (quello che non avevo letto bene erano i commenti) l’omelia del Papa … Con fatica perchè fa molto male, a me personalmente fa molto male, ma questa certezza sarebbe l’unica risposta che gli darei.

    5 Aprile, 2012 - 23:45
  23. Mi piace l’invito che fai, Luigi.

    Stavo leggendo stasera gli articoli della stampa cattolica USA,
    su questa omelia del papa.

    Tante persone prima di scrivere un commento all’articolo
    ci tengono ad affermare: “sono cattolico/a”.

    Interessante l’esigenza di affermare
    di essere all’interno di una tradizione cristiana,
    prima di fare un qualsiasi commento.

    Ho notato che chi sente questa esigenza
    ha l’idea di una religiosità/fede/Chiesa in divenire,
    non ferma sul passato,
    ma nella necessità di rispondere alle attuali sfide
    in modo nuovo.

    La vita di Gesu`,
    come la presentano i Sinottici, Giovanni, Paolo,
    non e` altro che la storia di un’obbedienza
    totale
    alla volonta` del Padre.

    Benedetto 16°,
    vuole mutuare l’icona del Padre,
    al “magistero” della gerarchia cattolica.

    L’icona del Figlio del Padre
    a chi viene mutuata?

    Al “gregge” dei fedeli laici ?

    Obbedire = ascoltare

    Ma Benedetto papa,
    dovrebbe sapere la raccomandazione che il santo padre Benedetto,
    fa nella santa Regola,
    come si guida una comunità!

    Si è capaci di chiedere obbedienza se si sa obbedire(ascoltare).

    Persino i militari lo sanno!

    Il prezzo è ingiusto…..
    scrive Marco Tarquinio
    su Avvenire di domattina…..
    è vero…
    ma non vale solo per i Bossi,
    a cui tanti leghisti
    ancora oggi giurano obbedienza imperitura…

    infatti a pagare per l’obbedienza sono gli ?n?wîm.

    Ma nei ricorsi storici,
    non mi sento di escludere
    quanto avveniva nel V secolo aC,

    quando il profeta Malakia auspica l’avvento di un nuovo sacerdozio,
    per contro alla casta del suo tempo,

    quando i laici si appropriano di una letteratura sapienziale.

    6 Aprile, 2012 - 0:30
  24. Pietro Abate

    Noi non ce l’abbiamo l’intelletto d’amore. Dobbiamo chiederlo al Signore. Egli certamente ce ne farà dono. Così, per Grazia, ascoltando o leggendo le catechesi sempre ispirate dallo Spirito Santo del Papa Benedetto XVI, come dei suoi predecessori, comprenderemo con “intelletto d’amore”. Perché non leggiamo La mia giornata con Cristo, di Don Divo Barsotti? Buona Pasqua a tutti.

    6 Aprile, 2012 - 5:37
  25. Pietro Abate

    Anche oggi, alla luce del sole che già splende alto nel cielo, nella Casa di cura Riabilitativa, come ieri più di ieri cercherò di portare ai fratelli e alle sorelle nella sofferenza un po’ del Bene, che il Signore quotidianamente mi dona per condividerlo con tutti quelli che incontro. I volti mi interessano e mi incantano da sempre, perciò eseguo ritratti a colori a chi li gradisce. E divento docile strumento di cui si serve Dio per entrare nel cuore dell’uomo. Penso di servire così anche la Chiesa di Benedetto XVI. Nel mio piccolo anch’io mi sforzo di essere unito a tutta la comunità ecclesiale, per crescere nella fede e formare con Cristo un cuor solo e un’anima sola. Anche qui, siamo in comunione con Gesù, oggi crocifisso, morto e Risorto nella Domenica di Pasqua. Fino alla fine del mondo. Noi viviamo in attesa del Suo ritorno. Amen.

    6 Aprile, 2012 - 8:04
  26. marta09

    Matteo 5,17-37 –
    ” Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.”

    Qualsiasi rinnovamento dovrebbe iniziare da qui … ed il CVII credo l’abbia fatto …
    Potrebbe sembrare non c’entri nulla, ma se ci si pensa bene è proprio la radice di tutto.

    Comunque sia non è bene indignarsi per tutto e per sempre perchè passeremmo una vita piena di indignazione e rabbia.
    Un conto è avvertire dolore come il Papa ed un conto arrabbiarsi e basta.

    6 Aprile, 2012 - 8:41
  27. Federico B.

    Vorrei rassicurare Marilisa, senza peraltro avere l’ambizione di convincerla, che su questo pianerottolo nemmeno io, come Fides ho mai visto “tradizionalisti”.
    C’è chi difende la tradizione della Chiesa e magari azzarda qualche osservazione critica ad una certa traduzione del Concilio Vaticano II (ad esempio per quanto riguarda la musica e i canti, alcune “attualizzazioni” della liturgia, un certa semplificazione della religione a semplice assistenza sociale,…).
    Personalmente considero il CVII una grazia per la Chiesa Cattolica, una grazia che per la superficialità, la faciloneria e forse l’ignoranza di qualcuno (laici, sacerdoti, religiosi e vescovi) rischia di essere sciupata. Questo non significa essere tradizionalisti.
    Oltretutto il termine “tradizionalista” ha nei nostri ambienti cattolici un’accezione negativa, dispregiativa, pregiudiziale: nel momento in cui si chiede rispetto per le proprie idee, sarebbe meglio sforzarsi di trovare una “simpatia anticipata”, come quella richiesta dal nostro ospite per Benedetto XVI, nei confronti degli altri vicini di paianerottolo.

    6 Aprile, 2012 - 9:53
  28. Clodine

    @”Chi guarda alla storia dell’epoca post-conciliare, può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti…” …alla signora di cui sopra piace giocare facile !!

    Non si possono estrapolare le frasi del papa, senza leggere attentamente, per giustificare il proprio punto di vista.

    Il papa dice che il post concilio ha assunto forme INATTESE [ sinonimo di improvvise inaspettate repentine] di questi ” movimenti “…
    ma subito dopo sottolinea che devono restare “nella radicalità dell`obbedienza”….ed è questo il fulcro del discorso: “l’Obbedienza” che sembra non esserci affatto in coloro che rifiutano le fonti STORICHE della Rivelazione che sono le seguenti :

    A1 )LA TRADIZIONE
    [dal verbo Tradere-consegnare La TRASMISSIONE ORALE della
    Dottrina Rivelata da Dio -dagli Apostoli alla testimonianza dei Padri- .
    Il cui CUSTODE e interprete è il MAGISTERO SOLENNE E INFALLIBILE della Chiesa la quale col suo magistero ordinario la tramanda e la interpreta.

    B2) La S.SCRITTURA la cui interpretazione è affidata alla Chiesa (Leone XIII nella Enc. «Providentissimus» ne spiega bene le modalità)

    Se si è DENTRO la Chiesa NON si prescinde da questi DUE principi INELUDIBILI punto!

    Altrimenti optate per un”altra confessione e non rompete le scatole, che già la Chiesa ne ha tanti di problemi, talmente tanti che il S.Padre non ce la fa più a reggere il timone, stanco delle fin troppe intemperanze…

    6 Aprile, 2012 - 10:55
  29. Clodine

    Caro Federico B, hai toccato un punto nevralgico. Purtroppo i testi conciliari, o forse nei testi conciliari, qualche piccolo pertugio qua e la, magari involontario ha permesso che vi entrasse lo spiffero di satana. La cosa tragica è che a nessuno è venuto in mente di metterci un a tip-top come si fa con le ruote delle bici quando si becca un chiodo. Ci si accorge del danno solo quando si arriva a camminare col cerchione…

    6 Aprile, 2012 - 11:11
  30. marta09

    Si è “pertugi” ci sono, ma solo per chi NON risponde a questo:

    “è richiesto un legame interiore, anzi, una conformazione a Cristo, e in questo necessariamente un superamento di noi stessi, una rinuncia a quello che è solamente nostro, alla tanto sbandierata autorealizzazione“.

    Insomma, troppo spesso si ricerca il plauso ed il consenso a discapito della Legge della Chiesa.

    Personalmente ho dovuto quasi litigare per far suonare le campane al Gloria nella Messa in Coena Domini. Il motivo? Perchè la gente si è lamentava.
    (è una sciocchezza, ma è un esempio)

    6 Aprile, 2012 - 11:31
  31. marta09

    “lamentata” e non “lamentava”

    6 Aprile, 2012 - 11:31
  32. Leonardo

    Ieri sera, alla messa in coena domini, il mio parroco ha detto il canone romano. Come tutte le (poche, pochissime) volte che lo sento, ho dovuto constatare l’evidenza di una “estetica teologica” (rubo questa espressione di Balthasar perché non ne trovo sul momento una più adatta, sperando che almeno qualcuno capisca che cosa intendo), incomparabilmente superiore alle altre preghiere eucaristiche presenti nel Messale N.O., siano esse sedicenti antiche o di conio dei liturgisti postconciliari.
    Non è questione di essere tradizionalisti, basta ascoltare e avere ancora un minimo di senso cattolico delle cose.
    Ora, la domanda è: per quale motivo (quasi) nessun prete la dice (quasi) mai? Mi piacerebbe che ci fosse una statistica, ma sarei disposto a scommettere che la II preghiera sia quella che viene adoperata nel 95 % delle messe che si celebrano in tutto l’orbe.
    Perché? Forse perché è la più veloce? Accorciassero le omelie e la preghiera dei fedeli (tante volte eliminabile senza danno), smettessero di fare tutte quelle didascalie … e ci sarebbe anche un calo delle scempiaggini che si sentono in chiesa.

    6 Aprile, 2012 - 11:34
  33. Leonardo

    Invece, se possibile si continua a peggiorare: a proposito delle malefatte del traduttorino della CEI, mi sono dimenticato di far notare che nella messa di martedì del V settimana di quaresima, abbiamo appreso che gli Israeliti nel deserto erano tormentati non da “serpenti velenosi”, come tutte le persone normali, ma da “serpenti brucianti”. Ora, non me ne frega niente di quel che c’è scritto nel testo ebraico, ma che cavolo sono i “serpenti brucianti”? Ma dove siamo, in un cartone animato?

    6 Aprile, 2012 - 11:38
  34. Marilisa

    Federico, con tutto il rispetto per te mi permetto di ripetere che i tradizionalisti veri qui ci sono, ne ho visto ben più di un esempio.
    Quando qualcuno osa dire che il CVII è stato “luciferino”(aggettivo usato più di una volta), non si tratta di qualche critica, sempre possibile, si tratta di tradizionalismo vero e proprio pressoché levebvriano. E potrei continuare…
    Resta il fatto che nessuno ha il diritto di investire con male parole chi è nel versante opposto, cercando scusanti e pretesti effimeri e inconsistenti.
    Resta il fatto inoltre che prima di tutto si deve cercare di capire le parole e le ragioni degli altri appunto senza pregiudizi.
    Anche tu sei stato superficiale riguardo al vituperato termine “vigilanza” da parte dei fedeli, parola che tanto ti ha divertito e insieme scandalizzato.
    Ti chiedo senza polemica : se non ci fosse stata la “vigilanza” dei fedeli(anch’essi Chiesa), pensi tu che il grosso, scandaloso problema della pedofilia nella Chiesa sarebbe venuto a galla? Certo che no, dal momento che esso era da tempo conosciuto ed era stato sempre tenuto nascosto.
    Il termine “tradizionalismo” assume accezione negativa nel momento in cui si rimane attaccati alla Tradizione, che certo è un pilastro, senza riconoscere il buono che c’è nelle innovazioni che portano aria fresca, senza apprezzare il bello e il giusto di uomini notevoli dei nostri tempi, che fanno i conti con il cammino dell’umanità ed auspicano perciò dei cambiamenti in consonanza con tale cammino, senza discostarsi dal Vangelo ma anzi attualizzandolo e cogliendone il messaggio nella sua interezza.
    La Tradizione, se non rinnovata con aria fresca( e non vuol dire adulterata), assume l’odore della muffa.
    Ma il popolo dei tradizionalisti ha paura delle novità e rigetta.
    Un piccolo particolare: perché vado in una chiesa e devo recitare il simbolo di fede nella formula di quando ero bambina (di cui mi ero perfino dimenticata), vado in un’altra chiesa e mi trovo la formula più moderna alla quale sono abituata?
    Che pasticcio è questa differenza? E mi dici che i tradizionalisti non esistono?
    Basta così.
    Ti faccio i miei migliori auguri per una buona Pasqua.

    6 Aprile, 2012 - 11:46
  35. Federico B.

    Cara Marilisa,
    ricambio di cuore gli auguri per una serena e buona Pasqua.
    Certo che esistono “tradizionalisti”, ma su questo pianerottolo non ne ho mai incontrati. Come ripeto, le osservazioni che ho letto, anche ammesso che me ne sia sfuggita più di una, non mi sembravano spingersi a rinnegate tutti i preziosi frutti del Concilio o pretendere un ritorno al passato: qualche critica assennata, anche appassionata, ci può stare: facciamola rientrare in quella “vigilanza” dei fedeli che ti sta tanto a cuore.

    A proposito di vigilanza (espressione che non mi deverte e non mi scandalizza, ma mi interroga), non trovo nel Vangelo un invito a “vigilare” sull’operato della Chiesa. Aiutami eventualmente a colmare questa lacuna.
    Ho trovato sempre e solo richiami a vigilare su se stessi:
    “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà”. Mt 24, 42-44.
    “Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Mt 26, 40-41.
    In conclusione, penso che prima di VIGILARE perchè la Chiesa, madre e maestra, “non sbagli” e, “se è il caso”, fare “notare i suoi errori”, occorra seriamente riporre la massima attenzione su noi stessi, i nostri errori e peccati, il nostro percorso di conversione. “Se è il caso”, accostiamoci al sacramento della confessione.

    6 Aprile, 2012 - 12:21
  36. Clodine

    Lapilassiano esempio delle continue “novità” che si introducono ad ogni piè sospinto caro Leonardo, fino a disorientare. La Sacrosantum Concilium dice una cosa, e di fatto se ne realizza un’altra. Se da un lato ha smantellato tutto quanto esistente x tradizione da secoli [posizione dell’altare, del tabernacolo, della fonte battesimale, dell’Arte, dei canti, della forma architettonica delle Chiese] affinché il popolo potesse partecipare in un sol cuore e una sola anima alla sacra Liturgia. Ma nella prassi, di fatto,è avvenuto l’esatto contrario. L’aver spazzato secoli di storia ha ingenerato una rozza situazione d’anarchia liturgica devastante che tutto fagocita e ingigantisce sempre più: manomissione di testi, o sostituzione di essi e non solo nella parte didattica della S.Messa,ma anche nel canone e finanche nella consacrazione ecucaristica fino all’introduzione di parole estranee o addirittura contrarie alle disposizioni di SC .Traduzioni che offendono la lingua Italiana e tradiscono l’originale latino. “Revelare” diventa “condurre alla visione”, “sanctam concedere laetitiam” si trasforma in “dar una rinnovata gioia pasquale”, “gratia” vine costituito con un generico “ammmoree”…che scempio…

    6 Aprile, 2012 - 12:32
  37. Clodine

    Ma il vero cancro è insito nell’ignoranza!
    Ignoranza e cecità : un binomio esplosivo!

    6 Aprile, 2012 - 12:40
  38. marta09

    Chiedo scusa a tutti, ma temo che il vero cancro sia lo stare a guardare tutto, magari arrabbiarsi durante la celebrazione.

    Io stessa, ieri sera ci stavo cascando (ed era solo una questione di indifferenza a quanto si stava celebrando), ma poi … poi mi sono accorta della gran cavolata che stavo facendo.

    Per favore, per quanto impotanti siano, possiamo rimanere dentro le celebrazioni che stiamo vivendo in questi giorni, meditando e verificando noi stessi al confronto con il Crocifiso?

    Scusate ancora, ma mi sembra tutto così stonato per i giorni che stiamo vivendo.

    6 Aprile, 2012 - 13:02
  39. marta09

    E scusat anche gli errori

    6 Aprile, 2012 - 13:03
  40. Leonardo pone una domanda che merita risposta.
    Si, è stata usata la Preghiera Eucaristica II. Per l’ultima volta che ho sentito il Canone romano devo fare un grosso scavo nella memoria e nel tempo…
    Concordo anche sulla “estetica teologica” dello stesso, credo di capire cosa intende Leonardo e sicuramente ciò che intendo io, coincidono.
    Cambiando argomento debbo purtroppo rincarare la dose: la lavanda dei piedi è stata fatta ai ministranti, bambini e ragazzi, che non sono “viri selecti” come previsto dalle rubriche…

    Per quel che riguarda le traduzioni essendo ignorante delle lingue in quanto napoletanofono e l’unica lingua straniera che parlo è l’italiano, non posso pronunciarmi compiutamente.
    Certo è però che quel “serpenti brucianti” suona anche a me strano assai.

    Ora però dato che si parlava anche di “tradizionalismo” qualche cosina la dobbiamo dire.
    Se le scempiaggini che avvengono le imputiamo giustamente a chi le compie siamo d’accordo.
    Se diciamo che avvengono per Colpa del Concilio, inteso in se stesso come evento e per i testi che ha prodotto, NON sono d’accordo e siamo nel campo dello pseudo-tradizionalismo, tradi-protestantesimo o cripto-lefebvrismo che dir si voglia.
    Se invece le inseriamo nella errata interpretazione o ricezione del Concilio, e\o anche a una certa “mancanza di Fede” e troppo amore per un attivismo personalistico allora siamo nel solco corretto che sta tracciando chi preposto al governo della Chiesa…

    6 Aprile, 2012 - 13:08
  41. Gioab

    “ i ribelli austriaci “
    Ubbidienza, disubbidienza,… le sviolinate dei soliti accoliti, cantori dell’incensata, non hanno ancora spiegato l’ubbidienza a chi è dovuta perché.
    Osservando con attenzione si nota che la richiesta di ubbidienza, nasconde un evidente ipocrisia di fondo che facilmente confonde la chiesa con il clero, il Vangelo con il Magistero inventato dal clero, la Bibbia con la Tradizione e con la scusa dell’infallibilità e del presunto incarico trasmesso a Pietro che non è pietra essendo un Satana ipocrita e impulsivo sanguinario spadaccino taglia orecchie.

    L’ubbidienza è dovuta, non tanto per una questione legata alla punizione, quanto al beneficio che da essa ne deriva al singolo e al gruppo – “È per il vostro beneficio che io me ne vada. Poiché se non me ne vado, il soccorritore non verrà a voi in nessun modo; ma se me ne vado, ve lo manderò” ( Gv. 16.7) – Se il soccorritore doveva essere inviato a TUTTA la chiesa, che lo riceve anche al battesimo, non giustifica il primato di uno solo o della tradizione, dato che TUTTI i partecipanti sono parte di una fratellanza. ( Anche il popolo d’Israele fu incapace di accettare il nuovo e fu riggettato)
    L’ubbidienza non può quindi essere invocata da un unico o un gruppetto interessato alla sopravvivenza del clero, quanto al beneficio che ne ottiene la chiesa tutta nel suo complesso essendo ubbidiente alle disposizioni di Cristo. “Confida in Jehovah con tutto il tuo cuore e non ti appoggiare al tuo proprio intendimento. In tutte le tue vie riconoscilo, ed egli stesso renderà diritti i tuoi sentieri.” ( Prov 3.5-6)

    Giacomo 2.14 dice “ Di che beneficio è, fratelli miei, se uno dice che ha fede ma non ha opere? Tale fede non lo può salvare, vero?” Non si può invocare l’unica fede del papa nella tradizione, tralasciando l’operato dello Spirito rifiutando di accogliere le richieste di tutta la chiesa nel suo complesso, dato che la discesa dello spirito è stata data a tutti in parti uguali. ( Voi siete tutti fratelli) “Ma voi, non siate chiamati Rabbi, poiché uno solo è il vostro maestro, mentre voi siete tutti fratelli.” ( Mt. 23.8)

    Di che utilità potrebbe essere l’ubbidienza ad un singolo o a un gruppetto negando la partecipazione di tutta la chiesa ? 1 Cor 7.23 “Non siate schiavi degli uomini” Se la chiesa nel suo complesso matura la consapevolezza e rifiuta l’ubbidienza alla tradizione evidenzia che l’immobilismo produce danni a tutta la chiesa ed è contrario allo Spirito, quindi ha il dovere di intervenire e farlo notare. “Per tale libertà Cristo ci rese liberi. State dunque saldi e non vi fate porre di nuovo sotto un giogo di schiavitù.” ( Gal. 5.1.)

    Se prevale la ribellione,( come prevalse nel i secolo alla tradizione giudaica) significa che lo spirito ha valutato inutile e improduttiva l’ubbidienza richiesta dal singolo o dal clero tradizionalista, interessato al proprio privilegio e sopravvivenza. Quale sarebbe dunque l’utilità di un opera che non produce frutto ed è contraria allo Spirito ? Sarebbe solo un ipocrita apparente dimostrazione di appartenenza ad un gruppo eterogeneo dove ciascuno ha un idea diversa e dove lo Spirito non avrebbe alcuna influenza dato che tutti vogliono poter agire in modo indipendente a partire da chi vuole comandarlo.

    6 Aprile, 2012 - 13:19
  42. Gioab

    Riflessione Pasquale:
    Luca dice che il racconto evangelico è stato fatto da “testimoni oculari”“Poiché molti si sono accinti a compilare un racconto dei fatti ai quali si presta fra noi piena fede, come ce li hanno tramandati coloro che dal principio furono testimoni oculari e divennero servitori del messaggio”, ( Lc 1.2)

    Il racconto degli ultimi momenti della vita di Gesù furono osservati “da lontano” dato che il pubblico spettatore era tenuto lontano anche per non intralciare le operazioni : “C’erano anche delle donne che guardavano da lontano, fra cui Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il Minore e di Iose, e Salome,…” ( Mc. 15.40-41)

    Luca non era presente ma riporta il dialogo tra Gesù e i ladroni. Come avranno fatto a sentirlo se le donne erano “lontane” e lui non è menzionato fra i presenti e i megafoni ancora non c’erano né si può immaginare che Gesù gridasse ?

    6 Aprile, 2012 - 13:24
  43. Fides et ratio

    Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito…

    6 Aprile, 2012 - 15:08
  44. Gioab

    @ fides et ratio
    “È una unità costituita dai vincoli della professione di fede, dei sacramenti e della comunione gerarchica.”
    E dove l’ha letta questa invenzione della comunione gerarchica ?

    “I fedeli sono uno perché, nello Spirito, essi sono nella comunione del Figlio e, in lui, nella sua comunione col Padre: “La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo” (1Gv 1,3) E dove lo ha visto i papa e il magistero in questo pensiero ?

    “Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è il Cristo; a sua volta il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio.” ( 1 Cor. 11.3) Non c’è nemmeno qua !

    6 Aprile, 2012 - 16:23
  45. Gioab

    “Ma il vero cancro è insito nell’ignoranza!
    Ignoranza e cecità : un binomio esplosivo!
    ( Claudina)
    Ci posso aggiungere la superstizione ?

    “Con il termine superstizione si indicano credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che le fanno proprie, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.” – Wikipedia

    6 Aprile, 2012 - 16:31
  46. lycopodium

    «Un’omelia davvero epocale, in cui il Papa ha affrontato alcuni nodi cruciali del sacerdozio e della Chiesa:
    1) il rinnegamento di sé;
    2) l’obbedienza;
    3) l’esempio dei Santi
    4) la necessità di annunciare i contenuti della Fede;
    5) la necessità di NON annunciare opinioni private, ma la Fede della Chiesa; 6) riaccendere nei sacerdoti lo “zelo per le anime”.
    E’ sbalorditiva la capacità di questo anziano Papa tedesco, che tante leggende vogliono raccontarci fuori del mondo e non in contatto con la realtà, di percepire e saper esprimere i malesseri della Chiesa e del mondo e di saper anche fornire concrete ricette per iniziare a guarire, cioè a convertirsi.
    Non gira attorno ai problemi, ma li affronta a viso aperto.
    Sicuramente una lezione di coraggio per molti vescovi chiamati a essere i “sorveglianti” del gregge e dei loro sacerdoti,
    non ultimo il card. di Vienna, che – invece di correre dietro alle presunte visioni della “Madonna di Medjugorje” – dopo questa omelia
    (che lo chiama in causa direttamente)
    o affronta il disastro della Chiesa che deve condurre
    o farebbe meglio a meditare di lasciar spazio ad altri più solidi pastori. Leggiamo e meditiamo.»
    Da: Cantuale Antonianum http://www.cantualeantonianum.com/2012/04/sante-cannonate-lepocale-omelia-di-papa.html

    6 Aprile, 2012 - 16:44
  47. lycopodium

    Dice Marilisa:
    “Un piccolo particolare: perché vado in una chiesa e devo recitare il simbolo di fede nella formula di quando ero bambina (di cui mi ero perfino dimenticata), vado in un’altra chiesa e mi trovo la formula più moderna alla quale sono abituata? Che pasticcio è questa differenza? E mi dici che i tradizionalisti non esistono?”.

    Mah, mi pare che di formule se ne usino tre:
    1) Il simbolo niceno-costantinopolitano: http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolo_niceno-costantinopolitano
    2) Il simbolo apostolico: http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolo_degli_apostoli
    3) il rinnovo delle promesse battesimali: http://www.liturgia.maranatha.it/Benedizionale/p3/38page.htm (n. 1206).

    Tutti e tre le formule vantano tradizionalità e antichità.
    Dov’è allora il problema?

    6 Aprile, 2012 - 16:55
  48. Ciao Lycopodium.
    La domanda è d’obbligo. Gli articoli richiamano la Tradizione vera, concedo.
    Ma il blog su cui sono ospitati ?
    Gradita cortese risposta in parlare evangelico (si – no).
    Cordiali saluti.

    6 Aprile, 2012 - 20:50
  49. lycopodium

    Una buona parte dei commenti sono sopra le righe e rispondono perfettamente al ritratto che ne hai fatto tu. Gli autori del blog sono schierati, schieratissimi, ma non sono paragonabili ai commentatori. Credo professino una sorta di comunione con Pietro “di desiderio”, che ad occhi sospettosi potrebbe anche apparire un “pio desiderio”. I blog e i commenti sono fatti così, spesso ci si mette un di più che stroppia.
    Solo il Signore sa la verità e chi sono io per spegnere il lucignolo fumante?

    6 Aprile, 2012 - 21:26
  50. Ti ringrazio della risposta. Effettivamente ammetto che la richiesta di risposta come l’avevo posta era esagerata.
    Comunque non ne condivido l’operato. E mi fermo qui.

    6 Aprile, 2012 - 21:35
  51. Marilisa

    Dov’è il problema, lycopodium? Mi meraviglia il tuo ingenuo candore.
    Il problema sta nel fatto che i fedeli semplicemente restano disorientati. Ti sembra poco?
    Sai che bello iniziare il “credo” e poi fermarsi perché si è persa la strada, e poi riprendere e poi rincominciare?
    Si mettano d’accordo una buona volta sulle formule da usare sempre.
    Ed ora un O.T. ma sempre sulla linea del tradizionalimo.
    Perché oggi si cominciano a rivedere in giro preti giovanissimi con la talare? Il clergymen per questi non esiste e come li vedi, ritorni indietro
    di anni e anni.
    Che bello il tradizionalismo! Certamente Dio si sente più onorato nel vedere il prete con la sottana, il prete che volta le spalle ai fedeli e che celebra in latino. Sì, non c’è dubbio, questi dettagli sono importanti per l’adorazione di Dio, nostro Padre; e i fedeli si sentono più vicini a Lui.

    6 Aprile, 2012 - 21:42
  52. FABRICIANUS

    @Leonardo delle 11.34

    Hai ragione, il Canone Romano o Preghiera Eucaristica I è di una intensità meravigliosa.
    Anch’io ieri, alla Messa in Coena Domini l’ho davvero “gustata”.
    Sì,non viene mai utilizzata nelle Domeniche Ordinarie; la preferenza è per la Preghiera Eucaristica II. Non conosco il motivo di ciò.

    6 Aprile, 2012 - 22:30
  53. FABRICIANUS

    Sentiamo il papa al termine della Via Crucis, Rai1.

    6 Aprile, 2012 - 22:32
  54. FABRICIANUS

    Il papa ricorda il dramma della crisi economica, e invita a guardare alla Croce di Cristo.
    Nella tribolazione possiamo ricordare San Paolo: Chi ci separerà dall’amore di Cristo

    Rivolgiamoci [continua il papa], a Cristo, nel momento dell’afflizione e della sofferenza.

    Grazie, papa Benedetto XVI
    F.

    6 Aprile, 2012 - 22:37
  55. Luigi Accattoli

    “la stagione del dolore e della prova, se vissuta con Cristo, con fede in Lui, racchiude già la luce della risurrezione, la vita nuova del mondo risorto, la pasqua di ogni uomo che crede alla sua Parola. Amen” – così ora Benedetto a chiusura della Via Crucis – salve Fabricianus

    6 Aprile, 2012 - 22:38
  56. FABRICIANUS

    Ciao Luigi!

    6 Aprile, 2012 - 22:59
  57. Marcello

    La lettera di questi preti austriaci si trova su http://www.pfarrer-initiative.at/ ed è leggibile in italiano con due click.

    L’ho letta velocemente (ma mi impegnerò per comprenderla meglio) e capisco che ci sono dei riferimenti alla situazione della Chiesa austriaca che mi sfuggono (c’è ad esempio sullo sfondo il problema della scarsità di preti).

    Fatta questa doverosa premessa, la lettera mi sembra un grave errore. Nel titolo e in un paio di punti si configura semplicemente come un “invito alla disobbedienza”. Non c’è appello al dialogo, non ci sono tentativi di mediazione. Peccato.

    Dedico -con affetto- a questi preti austriaci un passaggio dell’omelia del papa che ieri mi ha fatto sobbalzare sulla sedia: “Noi sacerdoti possiamo pensare ad una grande schiera di sacerdoti santi, che ci precedono per indicarci la strada (…). I Santi ci indicano come funziona il rinnovamento”.

    6 Aprile, 2012 - 23:19
  58. Mabuhay

    Molto felice di leggere ancora Lycop e qualche altro figlio prodigo! 🙂

    Anche a me aveva chiamato subito l’attenzione la frase messa da Luigi come titolo di questo post….”la spinta disperata a fare qualcosa”. La bella omelia di Benedetto e’ molto piu’ articolata e seria di questa semplice “battuta” riferita alla faccenda della lettera dei parroci. Mi pare che “…la spinta disperata a fare qualcosa” molte volte -purtroppo- sembri un po’ “il vendere l’anima al diavolo”…; cioe’ il criterio usato piu’ per salvare se’ stessi, la propria istituzione, il proprio nome, le proprie lenticchie…che il criterio usato per servire radicalmente il Cristo e il Vangelo; e per far si’ che la Chiesa si converta e serva il Cristo e il vangelo sempre di piu’, invece che se’ stessa. “…la spinta disperata a fare qualcosa”…secondo me e’ un atteggiamento che spesso si vede anche negli obbedientissimi mini o super o hyper tradizionalisti. Tema che vedo agita molti negli ultimi due post…tra uno starnazzamento e un altro ci si attacca perfino a Fidel Castro…ahi ahi ahi la/o mia/o dicepola/o…ahi ahi ahi… Ai quali -agitati pseudotradizionalisti- voglio dedicare questo semplice-banale racconto di Tony de Mello:

    “Quando il Guru si sedeva per le funzioni religiose,
    ogni sera arrivava il gatto del santuario e distraeva i fedeli.
    Così egli ordinò che durante le funzioni serali il gatto venisse legato.
    Molto tempo dopo la morte del Guru,
    si continuava a legare il gatto durante le funzioni serali.
    E quando, alla fine, il gatto morì… portarono al tempio
    un altro gatto, per legarlo debitamente durante le funzioni serali.
    Secoli dopo i discepoli del Guru
    scrissero dotti trattati sul ruolo essenziale di un gatto
    in ogni funzione correttamente condotta!” (A. De Mello, Il Canto degli uccelli, Paoline 1986, p.91)

    – E perdonatemi la lunghezza.
    – Luigi, puoi avere pieta’ di noi? Un po’ di pieta’ anche per noi? Non solo per il signor Gioab e le sue abbondanti farneticazioni?….
    – Buona e felice Pasqua a tutti!

    7 Aprile, 2012 - 6:26
  59. marta09

    Forse e prima di tutto dovremmo fare nostra la domanda di Gesù:
    “Chi cercate?”

    Luigi, forse, ha puntato i riflettori su questo invito alla disobbedienza perchè sono punti che moltissimi cristiani (tra cui preti e vescovi) hanno nel cuore sottileando, però, il termine disobbedienza e “spinta disperata a fare qualcosa” dove il termine disperata indica qualcosa che non va bene, indica qualcosa di sradicato e annaspante.

    Insomma, noi pietosi che in questi giorni abbiamo guardato con tristezza a Gesù, non ci siamo resi conto che – invece . eravamo dalla parte di quelli “con lanterne, fiaccole e armi”.

    Negli occhi ho il Papa prostrato davanti alla Croce, un uomo che come Pietro non sta usando la spada per difendere Gesù (l’unico apostolo che ha cercato – rischiando grosso – di difenderLo), ma sta usando sé stesso.

    7 Aprile, 2012 - 7:11
  60. lycopodium

    Mabu,
    il raccontino di Mello professa un riduzionismo inaccettabile, che banalizza in eccesso. È dinamica intrinseca al rito, a qualunque rito, l’«intensificazione» dei significati dei gesti e delle parole, «intensificazione» non arbitraria, peraltro. Anzi il rito, è proprio una «intensificazione regolata». Mello non fa altro che dar voce ad un pregiudizio antirituale diffusissimo, che ha portato più danni che benefici alla Chiesa del nostro tempo. Una cosa è dire, come fa l’ultimo Concilio, che i riti devono splendere per nobile semplicità, un’altra è fare mis-understanding, auspicando o attuando uno a spolpare radicalmente tutto… Un conto è avere in uggia le cappemagne (sono super d’accordo!), un altro è deprivarsi delle vesti liturgiche e del loro simbolismo.

    7 Aprile, 2012 - 8:44
  61. Leonardo

    E magari si potrebbe ricordare, en passant, che Anthony de Mello, benché gesuita, non è un autore cattolico, come a suo tempo la congregazione per la dottrina della fede ebbe a chiarire.

    (Poi uno il tempo suo lo impiega come crede, e se non ha di meglio può anche leggersi i librini di de Mello … però quando lo sento citare da qualche prete nelle omelie – come talvolta capita – mi preoccupo un po’ …)

    7 Aprile, 2012 - 9:40
  62. Mabuhay, io addirittura prescindo sui contenuti del racconto di de Mello e sul de Mello stesso e questo detto con tutto il rispetto… de mortuis…
    Il fatto è che in questi giorni cosi forti, da un sacerdote che ha letto quell’omelia mi sarei aspettato qualche citazione evangelica o di qualche santo o beato, o almeno di qualcuno in odore di santità…

    A proposito, ieri si iniziava la Novena alla Divina Misericordia in preparazione della Domenica della Divina Misericordia. Nessun sacerdote o samaritano si è fermato sul blog a ricordarcelo…
    capisco, il web non è luogo di predicazione…
    quello che non capisco è perchè se il web non è luogo di predicazione o evangelizzazione, i sacerdoti lo frequentino…

    7 Aprile, 2012 - 10:07
  63. Lycopodium, che cosa curiosa…
    il Beato Giovanni XXIII che indisse il Concilio aveva come motto:
    Oboedientia et Pax .
    Speriamo si arrivi presto ad obbedire al contenuto dei documenti conciliari (e non al supposto spirito) cosi da poter finalmente decretare la pace liturgica…

    7 Aprile, 2012 - 10:15
  64. Chiudo dedicando a Mabuhay questa perla di saggezza di Mino, il signor barbiere dal quale mi servo:
    “Le opinioni sono mille, la verità una”.
    Auguri di Buona e serena Santa Pasqua.

    7 Aprile, 2012 - 10:29
  65. Gioab

    Veramente interessante questa di marta 09: “ Chi cercate ? “ Se lo chiedi a un cattolico subito risponde : “il papa” ma ormai non più tutti…. Dato che disubbidienza è “spinta disperata a fare.”

    Però “disperata” potrebbe anche non essere ciò che non va bene, o sradicato o annaspante, ma potrebbe indicare “ disperata necessità a rimettersi in marcia” dopo una lunga sosta per guadagnare il tempo e il terreno perduto.
    Molto poetica e appropriata l’immagine di quelli con “ fiaccole ed armi” dato che hanno sostenuto di essere “ luce” imposta proprio con le armi. E anche se le armi oggi non possono più usarle usano l’astuzia poiché anche le fiaccole sono ormai spente.

    7 Aprile, 2012 - 14:23
  66. Gioab

    @ Marcello
    “la richiesta di “ordinazione delle donne” non sono “una via per rinnovare la chiesa”
    Bisognerebbe partire dalla domanda se c’è la necessità di avere un prete (dal latino presbiteros = anziano) prima di decidere se deve’essere maschio o femmina, distinguendolo dal sacerdote. “Sacerdote dal latino sacer, sacro… un ministro che aveva il compito di offrire sacrifici alla/e divinità.” – Wikipedia
    L’unica vera guida per i cristiani è la Parola di Dio dall’Unico Maestro, la quale dice che Gesù scelse “uomini e donne“per “predicare la buona notizia” del suo ritorno e l’instaurazione del Regno di Dio. Così esaminando la Parola di Dio, si scopre in Atti 5.14 che “continuavano ad aggiungersi credenti nel Signore, moltitudini di uomini e donne;” che “uomini e donne” erano perseguitati ma continuavano ad aumentare. ( Atti 8.3).
    (Rm 16.12) rivela che “Trifena e Trifosa” erano donne che avevano “faticato” nel Signore, (rendendosi utili in quell’opera di predicazione “della buona notizia della venuta del Regno e del ritorno del Signore”). Paolo parla di” Evodia e Sintiche” come di donne che avevano “combattuto” con lui per la divulgazione della “buona notizia”( Filip. 4.3) menziona Febe che per aver svolto questo incarico viene definita “ministro di Dio” nella chiesa di Cencrea,( Rm 16.1). Tabita ( Gazzella) faceva parte della chiesa di Ioppe e “abbondava in buone opere e faceva doni di misericordia”. (Atti 9:36) Lidia, che viveva a Filippi, (Macedonia), originaria di Tiatira,in Asia Minore ed era una venditrice di porpora “adoratrice di Dio”, (Atti 16:14) Anche Priscilla viene nominata insieme al marito Aquila per aver “divulgato quel messaggio” insieme a Paolo (Rm 16.3-4), ma di nessuna donna e di nessun uomo si dice che dovessero essere sacerdoti o sacerdotesse, dato che nel cristianesimo non ci sono riti da svolgere e c’è un unico Sacerdote (Gesù) che dura per sempre e non ha bisogno di successori ( Ebr 7.23-24)
    Quindi tutta la diatriba sulle donne prete non ha nessuna rispondenza con le indicazioni del Vangelo, ma un unico incarico dato dall’unico maestro a “uomini e donne,” è quello di divulgare il messaggio del suo ritorno e l’instaurazione del Regno di Dio che sarà preceduto da una “grande tribolazione” che annienterà grandi moltitudini come nel diluvio.: “Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato.” ( Mt. 28.19-20)
    “Insegnare” le cose comandate è un incarico che non ha bisogno di speciali raccomandazioni, né da diritto a speciali privilegi. E’ un comando per tutti, “uomini e donne”; e tutti possono svolgerlo per mantenere sempre viva l’attesa di quel ritorno per sè stessi e per quanti “accertandosi di ogni cosa” ( 1 Tess. 5.21) vorranno aggiungersi a quel popolo di discepoli predicatori.

    7 Aprile, 2012 - 14:33
  67. Gioab

    @ marcello
    Ringrazio marcello per il link postato che mi ha dato l’opportunità di esaminare e capire che i motivi della protesta che non sono così lontani dalla posizione che avevo espresso pur non avendoli ancora esaminati.
    Devo dire che sono particolarmente d’accordo con i seguenti punti che la caratterizzano:

    “3 Noi diciamo NO alla fusione o la chiusura di parrocchie, quando non c’è nessun parroco. Qui la carenza è elevata al rango di legge, invece le leggi ecclesiastiche, non bibliche , devono essere modificate per far fronte alla carenza. La legge è per le persone, non viceversa. Anche la legge della Chiesa deve servire la gente.

    Poiché il silenzio è considerato acquiescenza e poiché vogliamo essere fedeli alla nostra responsabilità come sacerdoti e pastori, esprimiamo questa protesta in cinque punti. Si tratta di una ‘pro-testa’ in senso letterale – un ‘testimone’ [Latino: pro teste] per la riforma della Chiesa, e per le persone, poiché vogliamo essere pastori della nostra Chiesa. L’assenza di gioia nel modo in cui viene seguita la chiesa di oggi non è una buona testimonianza per il ‘lieto messaggio’ che ci motiva. Non vogliamo ‘essere dittatori, ma compagni di lavoro per portare la gioia’ “(2 Cor 1,24).

    Intenti lodevoli non c’è che dire…. ma mi domando che necessità ci sia di restare nella “chiesa” per ottemperare a questi buoni propositi, per farlo, si può fare anche stando fuori. O ci sono altri motivi ?

    7 Aprile, 2012 - 15:42
  68. Gioab

    Dopo aver letto i termini della protesta mi sembra di capire che non sono così lontani dalla posizione che avevo espresso in precedenza pur non avendoli ancora esaminati.
    Devo dire che sono particolarmente d’accordo con i seguenti punti che la caratterizzano:
    “3 Noi diciamo NO alla fusione o la chiusura di parrocchie, quando non c’è nessun parroco. Qui la carenza è elevata al rango di legge, invece le leggi ecclesiastiche, non bibliche , devono essere modificate per far fronte alla carenza. La legge è per le persone, non viceversa. Anche la legge della Chiesa deve servire la gente.
    Poiché il silenzio è considerato acquiescenza e poiché vogliamo essere fedeli alla nostra responsabilità come sacerdoti e pastori, esprimiamo questa protesta in cinque punti. Si tratta di una ‘pro-testa’ in senso letterale – un ‘testimone’ [Latino: pro teste] per la riforma della Chiesa, e per le persone, poiché vogliamo essere pastori della nostra Chiesa. L’assenza di gioia nel modo in cui viene seguita la chiesa di oggi non è una buona testimonianza per il ‘lieto messaggio’ che ci motiva. Non vogliamo ‘essere dittatori, ma compagni di lavoro per portare la gioia’ “
    (2 Cor 1,24).

    Intenti lodevoli non c’è che dire…. ma mi domando che necessità c’è di restare nella “chiesa” per ottemperare a questi buoni propositi, per farlo, si può fare anche stando fuori. O ci sono altri motivi ?
    h**p://www.pfarrer-initiative.at/

    7 Aprile, 2012 - 15:54
  69. gibici

    Gioab tocca una parte della questione di fondo, cioe’ il fondamento biblico che accanto a quello storico e’ carente nella ad hoc dichiarazione di definitivita’ dell’esclusione delle donne dagli ordini sacri. Mi dispiace che a dirlo sia un testimoner di Geova, che non perde il vizio (per noi) di usare la loro impossibile traduzione biblica. La dimensione storica e’ stata una delle principali lacune, a mio parere, della teologia del prof Ratzinger, dell’omonimo cardinale e ora di Benedetto XVI. Definitivo puo’ essere solo cio’ che e’ di fede, ma si e’ voluto creare la categoria del definitivo non di fede. Si ha diritto ad avere l’ubbidienza alle norme canoniche che escludono le donne, ma non molto di piu’. Questo lo dico soprattutto per il moderatore Luigi Accattoli, che, da lettore, stimo moltissimo come persona e come cristiano.

    11 Aprile, 2012 - 17:43
  70. Gioab

    @ gibici
    “Mi dispiace che a dirlo sia un testimone di Geova, che non perde il vizio (per noi) di usare la loro impossibile traduzione biblica.”

    A parte il fatto che non sono uso indossar casacche dato che sono un seguace della Ragione o della Ragionevolezza, senza padroni se non la Verità, avrebbe di grazia sua signoria, l’ardire di specificare perché mai “quella traduzione” è impossibile ? Sarebbe più logico impegnarsi in una accusa con testimonianze piuttosto che generiche accuse, no ? Anche Gesù fu accusato senza testimoni sulla base di affermazioni generiche mai dimostrate.
    L’onore e il coraggio vorrebbero che si dimostrasse il sofisma della “fallacia” si corre il rischio di perdere l’onore , “come è scritto: “Affinché tu sia provato giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato” ( Rm 3.4)

    11 Aprile, 2012 - 21:57
  71. gibici

    Se lei cade dalle nuvole si legga questo link o altri simili:
    http://www.dwaddle.com/focus/Pages/jehovahs.html
    Solo un testimone di Geova puo’ voler usare quella traduzione.
    Comunque il punto del mio intervento non erano certo i TdG.

    11 Aprile, 2012 - 23:06
  72. manuel76

    Buona Pasqua a tutti!…visto che siamo nell’ottava son ancora in tempo!…nonostante la pioggia che ha raffreddato la Lombardia!

    @ Marilisa
    Concordo su alcuni punti fondamentali. Sinceramente il Credo Apostolico lo ricordo dal catechismo. Una suora alle elementari ce lo fece imparare.
    Quello che mi ha sempre un po’ sconvolto del “Credo” in ogni versione è il fatto che quasi ogni affermazione deriva da un’eresia! Nel tempo si è andato completando per affermare un principio in avversione a qualcuno che diceva il contrario! Verità sacrosante, che non metto in dubbio. Ma, soprattutto nel Credo Apostolico l’elenco finale, recitato con cadenza, mi ha sempre un po’ scosso pensando ai concili dei primi secoli. Non si pretende di attualizzare…ma concetti come la “resurrezione della carne” erano stati enunciati in origine credendo effettivamente nel significato letterale…poi ovviamente reinterpretati.

    @ Federico
    Certo nel vangelo non c’è la vigilanza sulla Chiesa, ma il Vangelo della Chiesa è solo la partenza. Nel vangelo non ci sono Diaconi, Presbiteri, Monsignori, Frati, Suore, Protonotari Apostolici, Arcivescovi.
    E’ stata la storia che ha creato una organizzazione, funzionale a portare avanti un cammino.

    La lettera di disubbidienza non mi soddisfa appieno.
    Ma come ogni forma di protesta si punta in alto per cercare di ottenere qualcosa. Gia una omelia sull’importanza della presenza femminile nella Chiesa è qualcosa.
    Mi piacerebbe che ci fosse di più. Forse non siamo pronti o forse non è effettivamente giusto ordinare sacerdoti donne. Di certo pero’ istituire un ordine per le donne analogo nelle funzioni in tutto quello che un diacono fa mi sembrerebbe doveroso.
    Di fatto ciò già avviene, donne laiche o suore portano la comunione agli ammmalati, portano loro conforto, potrebbero tranquillamente annunciare il Vangelo in una celebrazione o spiegarne i contenuti, come un diacono stabile normalmente fa.
    Nelle Chiese dei paesi di missione, laddove un prete ha responsabilità di un territorio di centinaia di chilometri, dove le strade non consentono alla stesso di celebrare la messa in tre luoghi diversi in una stessa domenica, è normale che i laici siano incaricati di riunire i fratelli per santificare la festa. La messa a loro spesso non è concessa, dall’assenza del prete, ma spesso son le donne che organizzano una liturgia della parola e distribuiscono la comunione conservata dalla precedente celebrazione. Questo mi è stato riportato personalmente da missionari in Brasile e in Africa.
    Sarebbe secondo me opportuno prevedere un ordine tipo diacono…magari chiamandolo in altro modo, anche per le donne.
    Un servizio stabile alla comunità, una consacrazione al Signore ufficialmente riconosciuta.

    13 Aprile, 2012 - 11:46

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