Benedetto: “sotto l’infelice nome di giudaismo” – 11

Nel mio commento al libro del papa su Gesù oggi mi fermo su una sola frase, che tratta del “falso legalismo contro cui combatte Paolo e che, nell’intero corso della storia, purtroppo, è stato posto sotto l’infelice nome di giudaismo” (p. 150). Una frase importante, che riassume efficacemente la riflessione del cardinale e teologo Ratzinger sulla relazione tra la Chiesa e Israele e sulla “consapevolezza di una colpa, a lungo rimossa, che grava sulla coscienza dei cristiani dopo i terribili eventi dei dodici funesti anni dal 1933 al 1945”, come si era espresso nel volume  La Chiesa, Israele e le religioni del mondo (San Paolo 2000, p. 5). Per una piena interpretazione di quelle poche parole sono utili, nel volume su Gesù, i braci citati al post precedente a esso dedicato e alcune  righe che si leggono a p. 133: “Va da sè che questa concezione (del giudaismo del tempo di Gesù come un “legalismo fossilizzato, che nel più profondo significherebbe ipocrisia”, ndr) non poteva generare un’immagine amichevole del giudaismo. La critica moderna – a partire dalla Riforma – ha visto però l’elemento ‘giudaico’ così concepito ripresentarsi nel cattolicesimo”.  Per la summa della posizione di Ratzinger sull’ebraismo al volume citato sopra va aggiunto l’articolo apparso sull’Osservatore romano del 29 dicembre 2000, intitolato L’eredità di Abramo dono di Natale.

2 Comments

  1. Buongiorno e ben ritrovati!
    Volevo chiederle perchè non dedica un bel commento al caso Bagnasco… Sul Corriere dell’altro giorno ho letto anche un suo articolo in merito… mentre sullo stesso giorno usciva sulla prima pagina nazionale del Giornale un mio articolo in merito! Per me abituato a scrivere solo sulle pagine genovesi è stata un bella soddisfazione e voglio ringraziare tutti quelli che mi leggono (mi rifaccio al post precedente: GRAZIE a CHI MI LEGGE!).

    Noto in generale comunque, una bella dis-informazione sull’argomento Bagnasco. Conoscendo bene la Curia genovese posso testimoniare una NON contentezza (eufemismo) da parte loro verso i Media e i giornalisti. Sarà un caso che domenica abbiano cacciato tutti i giornalisti e abbiano fatto passare solo me che mi conoscono come fossi loro figlio? 🙂

    Sul mio blog ho postato l’articolo orginale con più ampie considerazioni di Bagnasco e collaboratori (sul Giornale il pezzo è stato molto ridimensionato…)
    Spero di poter scrivere qualcosa anche nei prossimi giorni.
    L’invito che voglio fare a TUTTI, scrittori e lettori, è quello di non andare sul “sentito dire” . l’80 % è falso e mal riportato. Bagnasco sta dimostrando una mitezza e una serenità davvero encomiabili. Ma evitaimo associazioni con strane persone o mafiosi in galera o chissa chi. Se l’Arcivescovo ha detto che a mandargli la busta con le ultime minacce è stata una donna, una piemontese (per andar bene una un po’ matta) perchè stare a cercare chissachi?
    Perchè politicizzare a tutti i costi la vicenda?
    Ora si dirà che tutte le scritte sui muri di Genova le hanno fatte i brigadisti o i comunisti che mangiano i bambini… ma via! E c’è chi sostiene che analizzando la grafia non si tratti assolutamente di genovesi…ma perpiacere!

    Va be, scusate la lungaggine, un saluto a tutto e grazie a chi mi legge!
    Andrea Macco
    http://feynman82.spaces.live.com

    13 Giugno, 2007 - 17:26
  2. Luigi Accattoli

    Caro Andrea, non ho reagito fino a ora alla tua amabile provocazione perchè ero in attesa di una risposta da parte di don Stefano, segretario dell’arcivescovo Bagnasco. Infine ho la sua versione: l’arcivescovo ha detto quelle battute sulla provenienza dell’ultima busta in tono scherzoso, fingendo di sapere che era una cosa innocua, mentre in verità nulla sa. Magari non è vero, ma tu capisci che non è nelle mie facoltà – da Roma, non avendo alcuna presa sulle indagini e ogni altro aspetto genovese della vicenda – mettermi a fare esercizi a corpo libero stante un parere gelante dello staff, non ti pare? Luigi

    15 Giugno, 2007 - 14:47

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