Bilancio provvisorio del nuovo corso: sono soddisfatto

A dieci giorni dall’avvio, il bilancio provvisorio del nuovo corso del blog, con l’approvazione manuale da parte mia di ogni commento è positivo. Mi pare che vada. I dettagli nei primi commenti.

70 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    13 novembre 2017 @ 22:42

    Cestino capiente. A me il nuovo corso costa una fatica aggiuntiva e ai visitatori che commentano tocca aspettare per vedere pubblicato o bocciato il testo che hanno inviato. Ma il clima è migliorato e la varietà delle voci non si è persa. In una decade ho cestinato 41 commenti, una media di quattro al giorno e conto di mantenere questa severità. Detto altrimenti: ho bocciato 41 commenti su più di quattrocento che bussavano: uno su dieci. Ho inviato una ventina di mail in privato per spiegare le bocciature in risposta alle proteste. E anche questa è una fatica aggiuntiva, ma proteste e carteggi privati c’erano anche in passato.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    13 novembre 2017 @ 22:42

    Forbici da potare. Tre volte, senza interrogare i mittenti, ho cancellato righi offensivi e pubblicato i testi – che mi parevano buoni – con quella minima potatura: i commentanti o non se ne sono accorti, o hanno accettato il taglio. Conto di farlo più spesso. Avverto chi invia commenti: se s’avvede del taglio e non l’approva non ha che da scrivermi la sua protesta e io cancellerò l’intero commento. 

  3. Luigi Accattoli scrive,

    13 novembre 2017 @ 22:42

    La ghigliottina di mezzanotte. Altra novità che ho aggiunto in corsa è il termine della mezzanotte per una qualche disputa che reputo lungagnata. Siccome non è possibile dire basta dopo il commento di A perché Z esige il diritto di replica, ma se Z replica A considera sacro il suo rimpallo; io venuto il momento, che viene a mio insindacabile verdetto, dico: dopo la mezzanotte su questo argomento non pubblico più nulla. L’ho fatto due volte e lo farò ancora. 

  4. Luigi Accattoli scrive,

    13 novembre 2017 @ 23:00

    Indicate a chi rispondete. Quando m’allontano dal computer poniamo per due ore, s’ammucchiano fino a 5 o anche dieci commenti, che venendo pubblicati tutti insieme, possono rendere difficile l’individuazione dell’intervento al quale ognuno di loro si riferisce. Suggerisco, per evitare equivoci e facilitare la lettura in sequenza, di indicare sempre a chi si fa riferimento.

  5. Lorenzo Cuffini scrive,

    13 novembre 2017 @ 23:43

    Ottimo.
    Chiederei di potarci pure con maggior lena e minor scrupolo.
    Senza darci ragione alcuna.
    La “necessità” ( d’esser pubblicati) aguzzerà “l’ingegno” ( per farsi pubblicare).
    Così ci modelleremo noi, autoplasmandoci sul Novo Ordo.
    In caso contrario ci sarà sempre qualche pervicace nostalgico del Vetus Ordo ostinato come un mulo che continuerà a tignare.
    🙂

  6. Victoria Boe scrive,

    14 novembre 2017 @ 1:44

    Può anche succedere che sfiorando il monitor si cancelli un commento che non andava eliminato. E allora il buon Luigi sopporterà con pazienza i rimbrotti di chi quel commento aveva scritto.
    E lui lo ripristinerà.
    Vero, Luigi? 😀

  7. Leopoldo Calò scrive,

    14 novembre 2017 @ 9:06

    Non mi piace per niente. Lo considero un estremo rimedio ad un male estremo. Dieci commenti cancellati su cento sono moltissimi e la modifica dei post senza il consenso preventivo è anche peggio. Luigi avrà le sue buone ragioni ma ci sta trattando come imbecilli. Meglio sarebbe una soluzione alla Gioab di felice memoria. E non mi riferisco solo ad alcuni dei piagnoni, perché anche fra i turiferari c’è chi te le tira proprio dalle mani.

  8. Leonardo Lugaresi scrive,

    14 novembre 2017 @ 10:09

    Contento tu, contenti tutti.

  9. giuseppe di melchiorre scrive,

    14 novembre 2017 @ 10:47

    Egregio signor Calò, che Luigi abbia le sue buone ragioni non c’è dubbio. Ma il fatto che abbia pubblicato il suo intervento dimostra che che non tratta i visitatori del blog come imbecilli. Imbecille è una “Persona di limitata capacità di discernimento e di buon senso”. E qui più di una volta qualcuno ha dimostrato limitata capacità di discernimento, ma soprattutto limitata capacità di buon senso, quando ha esagerato in certi appellativi e in un tono poco civile. Ma io non voglio definirli imbecilli. Chi sono io per farlo? Dico solo che hanno sbagliato. E se Luigi da non molto tempo non permette l’insistenza nell’errore mi sembra una cosa lodevole,
    La saluto da fratello cristiano…

  10. maria cristina venturi scrive,

    14 novembre 2017 @ 10:54

    Nel suo blog ognuno ha diritto di fare come crede e come ritiene opportuno. Io non protesterei neppure se alcuni frequentatori fossero bannati del tutto ,come Gioab che Leopoldo Calo’ha evocato. Anche se fra questi indesiderati ci fossi io. Mi dispiacerebbe ma capirei:a casa sua ognuno decide chi ospitare e chi no.
    Tuttavia capisco anche il modo di procedere diLuigi: non condannare nessuno ad essere bannato, ma reprimere ogni turbolenza. Io mi vedo Luigi Accattoli come un giudice che batte il martelletto:Silenzio!Silenzio o faccio s g ombrare l’Aula!
    Ma come per il povero giudice che batte il martelletto mentre in Aula si prendono a cazzotti, credo che tutto questo non basti a placare gli a nimi,a sedare le contese, a spegnere le polemiche, a gettare acqua per spegnere il fuoco che agita gli animi.

  11. giuseppe di melchiorre scrive,

    14 novembre 2017 @ 11:49

    Maria Cristina Venturi, quando scrive così mi piace! Fermo sempre il rispetto delle idee di ciascuno…
    Saluto anche lei da fratello cristiano, perché sto scrivendo altro di importante, non solo per me, comunque assolutamente non pubblicabile.
    Ad pulchriora semper!

  12. Vincenzo Salcone scrive,

    14 novembre 2017 @ 12:40

    Io non condivido; frequento altri blog e ognuno scrive quello che vuole, l’unica restrezione e’ la volgarita’. Poi condivido completamente il commento su ognuno fa quello che vuole a casa sua.

  13. Beppe Zezza scrive,

    14 novembre 2017 @ 12:46

    Il. Uovo corso ha la. Ia decisa approvaIone. Sono scomparse quelle lunghe tiritere di veei w peopri insulti che ammorbavano l’aria.
    Solo una richiesta, anche se appesantisce il lavoro del. moderatore : che il commento “bannato” non sia semplicemnete “bannato” ma rimandato al mittente con una nota: “bannato perché offensivo” : questo permette al mittente eventualmente di riformularlo mantenendo intatto il contenuto e modficandone la espressione.

  14. Andrea Salvi scrive,

    14 novembre 2017 @ 14:49

    Beh, non tutti i blog lasciano parlare come sostiene Vincenzo Salcone. Da Valli e da Socci se dissenti dal Blogger vieni bannato per sempre. Non viene solo cancellato il tuo intervento. Vengono cancellati tutti quelli che hai fatto in precedenza e ti viene tolta definitivamente la parola.
    Qui siamo in piena libertà, altro che in un regime come ha sostenuto qualcuno. Ma con delle regole. Necessarie visto cosa succedeva senza…

  15. picchio scrive,

    14 novembre 2017 @ 16:37

    su chiesa e postconcilio vieni censurato immediatamente se scrivi cose contrarie a quello che scrive la blogger
    cristina vicquery

  16. Victoria Boe scrive,

    14 novembre 2017 @ 17:43

    Valli è aperto solo a sé stesso, non c’è possibilità di repliche.
    Socci, se vai a contattarlo per email contestandolo, ti risponde in modo inqualificabile.
    Mi tengo per me il parere che ho di lui, altrimenti Accattoli mi cancellerebbe.

  17. Federico Benedetti scrive,

    14 novembre 2017 @ 17:57

    Caro Andrea Salvi,
    ci terrei a precisare che io ho usato l’espressione “regime” nel suo senso di “complesso di norme cui ci si attiene abitualmente”. Evito di linkare la definizione data da qualsiasi vocabolario della lingua italiana: vai pure tu a verificare dove preferisci.
    Segnalo solo che si dice abitualmente anche “regime democratico” e pertanto questa parola si può associare senza problemi alla “piena libertà” a cui facevi riferimento tu.

  18. Federico Benedetti scrive,

    14 novembre 2017 @ 18:04

    Non sono particolarmente convinto di questo nuovo “regime” (nella accezione di cui sopra), ma per timore di incappare in censure o pubbliche reprimende mi adeguerò.
    Come altri avrei preferito il bando (anche temporaneo) di chi è risultato spesso intollerabile e/o molesto.
    Come Discepolo avrei accettato la pena per me e avrei sperato nella pena per altri (e mi riferisco chiaramente a coloro che sono sembrati A ME intollerabili e molesti).
    Archiviato il Giubileo della Misericordia, i tempi sono cambiati anche in questo blog. Non resta che adeguarsi o salutare e dirigersi altrove.
    Per ora mi adeguo.

  19. maria cristina venturi scrive,

    14 novembre 2017 @ 20:10

    “Per timore di incappare in censure o pubbliche reprimende mi adeguerò'”
    Caro Federico Benedetti purtroppo e’ proprio questo il clima che si respira. Un clima di paura. I cattolici tradizionalisti o anche semplicemente non modernisti ormai hanno ” paura” di parlare, di esprimere la loro opinione. Una cappa plumbea e’ calata sulla Chiesa cattolica . Altro che Laetitia, liberta’, spontaneita’, pare sia.
    Misuriamo le parole caro Federico. Non siamo più’ ai bei tempi del papa emerito quando si poteva dire di tutto, di piu’. Oggi bisogna misurare le parole. Tutto e’ diventato così’ tremendamente politicamente corretto. Tutto così’ ipocrita.
    E allora caro Federico, adeguiamoci ai tempi. I gesuiti regnano, adeguiamoci ai modi gesuitici.

  20. Lorenzo Cuffini scrive,

    14 novembre 2017 @ 21:39

    Punto primo.
    Se un cattolico ha paura di parlare, che cappero di cattolico è?
    Punto secondo.
    Se ha paura di parlare perché sa di dire cose fuori dal mondo, fa bene a tacere.
    Punto terzo.
    Io, tutta questa tremula afasia da parte dei ribelli- chiamiamoli col loro nome -alla chiesa catolica, non la vedo punto. Fanno un casino indiavolato, sparano la qualunque, si esprimono da tribunine, tribunette e tribunone, non pochi di loro ci inzuppano con soddisfazione il biscottino a colazione, facendoci sopra la loro mediatica fortuna.
    I “bei tempi del papa emerito”?! Capirai che roba. Sono gli stessi di adesso: il povero Benedetto, da quegli stessi ribelli-ribelli anche allora, da notare, giacchè la ribellione è vetusta e dura dal Concilio- è stato stiracchiato per l’alma talare, ridotto a pupazzo di un tradizionalisimo con la t più che minuscola che gli è completamente estraneo e svilito a slogan vivente di quattro idee ripetute ad nauseam, lui, che ogni pezzo che apri, ti inciampi in almeno venti passi spiazzanti per chiunque, altro che ideuzze da coro da stadio.
    Tutto “tremendamente politicamente corretto”?
    Sarà.
    Sicuramente tutto tremendamente previsto, prevedibile e, soprattutto, già visto e stravisto.
    Compreso il rampognoso vittimismo.

  21. Clodine-Claudia Leo scrive,

    14 novembre 2017 @ 21:54

    Per MCV e Federico Benedetti.

    E che paura dovremmo mai avere. Delle reprimende? Ma quelle le subiremo sempre malgrado l’impegno di Accattoli. Quelle, le reprimende, sfuggiranno sempre dalla maglia della censura. Forse per questo dovremmo lasciarci anestetizzare, o starcene con le braccia incrociate remissivamente e lasciare libera strada a chi non ci sopporta e fa di tutto per affossarci finanche nella diginità e nell’onore? Questo non accadrà mai, vorrebbe dire sotterrare il talento sotto un’apparente “prudenzialità”. E’ la Chiesa stessa che ce lo chiede – in nome del Suo Signore- che ha sempre lottato contro i falsi sistemi filosofici e teologici apparsi in tutte le epoche della sua storia. Poi. Si può anche perdere la battaglia dinnanzi ad un nemico empio, essere perfino sconfitti. Ma mai inginocchiarsi dinnanzi al malvagio vincitore momentaneo,alla sua vittoria di Pirro e rinunciare ai nostri principi per evitare l’emarginazione e le contumelie. Se poi, alla fine dovesse rendersi necessario allontanarsi: meglio la separazione da costoro, che non è una pena, ma una Grazia. Come la persecuzione, che è la più alta delle Beatitudini insegnataci da Gesù nel discorso della montagna.
    Un caro saluto e Sursum corda!

  22. Federico Benedetti scrive,

    14 novembre 2017 @ 22:31

    Cara Maria Cristina, hai ragione, ma stai pur certa che non ci faremo azzittire tanto facilmente. Adegueremo il linguaggio, misureremo le parole, proveremo persino ad essere politicamente corretti (oddio, su questo non garantisco), ma l’ipocrisia no: esprimeremo sempre fino in fondo le nostre idee, certi del valore della nostra testimonianza (in greco martyrion) , controcorrente e denigrata, ma ostinatamente fedele alla Verità.
    Non ci lasceremo azzittire.

  23. Federico Benedetti scrive,

    14 novembre 2017 @ 22:34

    Piena sintonia con Clodine, come sempre.

  24. Lorenzo Cuffini scrive,

    14 novembre 2017 @ 23:00

    Perfavore.

    Giù le zampe dalle persecuzioni, su cui lasciano la vita i martiri
    Le recite vittimiste almeno rispettino questo.

  25. Victoria Boe scrive,

    15 novembre 2017 @ 0:48

    “… certi del valore della nostra testimonianza (in greco martyrion) , controcorrente e denigrata, ma ostinatamente fedele alla Verità.
    Non ci lasceremo azzittire.”

    L’importante è che voi non cerchiate di “azzittire” gli altri, quelli che hanno una religiosità diversa dalla vostra e che sono fedeli alla Verità anch’essi, almeno quanto voi. Ma forse anche di più.

  26. Federico Benedetti scrive,

    15 novembre 2017 @ 9:19

    @Victoria

    Non è questione di più o meno, ma di riferimento.
    Abbiamo sempre lo stesso riferimento, vale a dire il magistero della Chiesa Cattolica?
    In tempi di relativismo e “postverità” ognuno la pensa come vuole, ma se si discute di verità occorre prima definire bene il riferimento.

  27. Lorenzo Cuffini scrive,

    15 novembre 2017 @ 9:45

    Ma quale tempi di relativismo e postverità.
    Ci sono io ( noi, presi uno x uno) e c’è il Magistero.
    O lo ascolto, o non lo ascolto.
    ll MAgistero lo esprime la Chiesa.
    Ognuno di noi ha UN papa e il suo vescovo, oltre a tutto il resto.
    Se uno mette in discussione, contesta e si ribella al suo vescovo, al suo arcivescovo suffraganeo, al suo papa, mi dici in che conto tiene il Magistero?
    Se lo ficca sotto le scarpe.
    Le chiacchiere stanno a sotto zero.
    Impariamo a prenderci un minimo di responsabilità, che cavolo.

  28. Federico Benedetti scrive,

    15 novembre 2017 @ 10:16

    Non è che ogni chiacchiera espressa dalla gerarchia diventa Magistero.
    Distinguiamo bene.
    La decsione di trasformare la Basilica di San Petronio in mensa della caritas (con commensali benestanti come Gianni Morandi e la dirigenza del Bologna Calcio) non è Magistero della Chiesa Cattolica.
    Distinguiamo bene e poi teniamo come riferimento il Magistero vero e proprio.
    Con la responsabilità e la libertà dei figli di Dio, ma anche con rispetto per la verità.

  29. Lorenzo Cuffini scrive,

    15 novembre 2017 @ 11:37

    Fosse solo la basilica di San Petronio!!!
    Qui parlo di una critica continua, ribadita e costante.
    Non mescoliamo piani e carte.
    E soprattutto: niente foglie di fico. Il Magistero è il Magistero.
    Che MI piaccia o non MIpiaccia, che IO lo trovi giusto o meno, ha importanza nulla.

  30. Lorenzo Cuffini scrive,

    15 novembre 2017 @ 13:07

    Non per polemica, ma per chiarezza di chi legge e per dissipare cortine di fumo tirate su ad arte.
    A)
    Non ci sono questioni personali tra di noi, come periodicamente si vorrebbe fare intendere per metter su degli psicodrammi personali.
    Se qualcuno ne avesse, bene: le riponga rapidamente nel cassetto.
    Qui siamo in luogo pubblico, e delle paturnie caratteriali dei singoli importa un fico a nessuno.
    B)
    Non siamo qui a difendere (?!) la nostra dignità e il nostro onore (?!!).
    Se siamo qui per questo, abbiam sbagliato posto e motivazione.
    Le nostre aspirazioni e le nostre frustrazioni, fuori dalla porta.Perché mai dobbiamo infliggerle agli altri?
    c)
    Qui si parla- quasi sempre- di fede e di Chiesa .
    Con l’unica limitazione delle regole del blog, possiamo scrivere al riguardo quel cappero che ci gira.Ma pensare di poterlo fare IMPUNEMENTE, GRATIS, nel rispetto pensoso e grave degli ascoltatori è fuori discussione.
    Dice : esprimo un ‘opinione. Benissimo. Sia intanto chiaro e forte che di opinione si tratta, e non di verità di fatto.
    Poi, una calunnia, una falsità, una topica, una cosa sbagliata, anche se contenute in un’opinione espressa, restano UNA CALUNNIA, UNA FALSITA’ , UNA TOPICA, UNA COSA SBAGLIATA.
    Se qualcuno te lo fa notare e ti sbertuccia, puo’ anche essere odioso e ai tuoi occhi insopportabile, malvagio e lesivo, ma non per questo ti perseguita.
    Dice la panzanella che hai tirato su, e bon.
    Tutto sto drammume è fuori luogo, fuori contesto e fuori senso.

  31. Federico Benedetti scrive,

    15 novembre 2017 @ 13:29

    Lorenzo,
    non vorrei proseguire fino alle 23.59, ma la situazione è un po’ più complessa di come dici tu. Soprattutto per quanto riguarda il “clima”, che è esattamente quello che descrive Maria Cristina nel suo intervento delle 20.10 di ieri.
    Potrei riferire l’esperienza di un paio di sacerdoti che nelle ultime settimane hanno sperimentato la misericordia della “nuova” gerarchia bergogliana, ma non lo farò perchè temo le forbici della censura di questo blog.
    Buona giornata

  32. Victoria Boe scrive,

    15 novembre 2017 @ 14:48

    ” Un clima di paura. I cattolici tradizionalisti o anche semplicemente non modernisti ormai hanno ” paura” di parlare, di esprimere la loro opinione. Una cappa plumbea e’ calata sulla Chiesa cattolica . ”

    Queste le parole della Venturi iera sera. Da prendere sul serio? Manco per niente.
    Nessuna “cappa plumbea” sulla Chiesa cattolica. Una cappa di fantasie sì, ad opera dei tradizionalisti o non-modernisti che accusano i cattolici e la Chiesa post Concilium di relativismo ed eresia. Ovvero, dopo cinquant’anni dal Vaticano II, si sono svegliati adesso e vedono relativismo dappertutto e, peggio ancora, collegano il mondo di oggi, con le sue contraddizioni, alla Chiesa del Concilio, e viceversa. Senza prendere in considerazione che il mondo cambia lentamente e periodicamente.
    E anche la Chiesa DEVE cambiare per essere in grado di leggere la vita contemporanea. Altrimenti avviene, prima o poi, uno scollamento fra il popolo e la Chiesa, come di fatto è avvenuto.
    Gesù Cristo, per esempio, voleva cambiare la falsa religiosità del suo tempo e, se non sbaglio, fu condannato a morte.
    Ma la sua Verità si è fatta strada ugualmente fino ai giorni nostri. Fra cadute, fermate e risollevamenti. Perché tutto ciò è nell’ordine naturale delle cose.
    Quindi la “paura” di parlare non esiste proprio; è un’invenzione di chi si sente frustrato perché vede mancargli sotto i piedi una sicurezza fondata su verità quasi preistoriche, che oggi lasciano spazio ad altre verità ben più evidenti nella loro chiarezza, perché maturate nel tempo, che non passa invano nonostante i corsi e ricorsi.

  33. maria cristina venturi scrive,

    15 novembre 2017 @ 15:02

    Il Magistero e’ Magistero dice Cuffini. Sono perfettamente d’ accordo con lui. Ma puo’ il Magistero contraddire se stesso? Puo’ il Magistero dire oggi che e’ bene cio’ che ieri diceva che e’ male? Puo’ il Magistero essere AMBIGUO , prestarsi ad interpretazioni discordanti? Puo’ il Magistero essere liquido, cambiare con lo Spirito del tempo? Puo’ il Magistero esplicarsi in modalità’ non consone, come L’ intervista in aereo, L’ intervista a Scalfari, le chiacchiere?
    Io sono obbediente al Magistero , non solo a quello del papa attuale, ma a quello di tutti i papi precedenti e sopratutto al Catechismo della Chiesa cattolica che non e’ ancora stato cambiato.
    Facciamo un esempio fra molti . Il Magistero della Chiesa cattolica ha sempre insegnato che il matrimonio è’ fra un uomo e una donna. I matrimoni fra persone dello stesso sesso non sono considerati possibili dal Magistero della Chiesa cattolica. Oggi due insegnanti scout cattolici si sono sposati civilmente, fra loro, e il giornale della CEI , Avvenire, giustifica questo fatto è il fatto che i due siano stati benedetti dalla chiesa locale e che continuino a fare gli insegnanti scout. Il Magistero della Chiesa cattolica in questo caso e’ stato semplicemente ignorato com se non esistesse. Dal giornale dei vescovi italiani. Dunque Lorenzo rispondi a questa mia domanda: chi non segue il Magistero, i tradizionalisti che si appellano al Magistero , o i modernisti che lo ignorano?
    Altra domanda se il Magistero cambia radicalmente tanto che cio’ che prima era detto male oggi è’ detto bene, vuol dire che il Magistero precedente era erroneo. Dunque come poterono errare i papi precedenti , se ilMagistero precedente era erroneo, chi ci assicura che non erro anche il papà attuale qualora il suo Magistero sia opposto a quello dei papi e della Chiesa precedente?
    Il fedele a cosa deve credere caro Cuffini? Alla dottrina di sempre della Chiesa o alle novita’ degli ultimi quattro anni?

  34. maria cristina venturi scrive,

    15 novembre 2017 @ 15:18

    Lo stesso vale per tante altre cose: il Magistero ci insegna che il matrimonio è’ un sacramento indissolubile, che non si può’ fare la comunione in stato di peccato mortale, che la Madre di Gesu’ Maria e’ vergine, che nell’ Eucarestia e’ presente realmente il corpo e sangue di Gesu’ , che esistono Inferno e Paradiso . Io credo a tutto questo. Sono io che non seguo il Magistero o sono quelli che non credono piu’ a nulla di tutto questo?

  35. Amigoni p. Luigi scrive,

    15 novembre 2017 @ 17:19

    Domande consone

    Gli insegnanti scout non esistono. Al massimo saranno capi scout.
    E Avvenire è il “quotidiano di ispirazione cattolica”; per consuetudine è: “dei vescovi e dei cattolici italiani”, non ‘è magistero; come non era magistero (e per altro scandalizzava molto una certa parte dei cattolici italiani) quando tifava Berlusconi “omologato, ahimè, alla Chiesa”.

    E poi le domande sono perversamente poste in modo sbagliato.
    Nessun ragionevolmente sostiene che il Magistero può essere liquido, e deve cambiare con lo spirito del tempo. E che il magistero si esplica in modalità’
    consone, come l’ intervista in aereo, l’ intervista a Scalfari, le chiacchiere
    (quali?). Quale testo autorevole del papa o di un vescovo fa riferimento a queste cose?
    Troppe parole dei tradizionalisti in allegra libertà. Altro che silenzio forzato.

  36. maria cristina venturi scrive,

    15 novembre 2017 @ 18:30

    Ma allora vede padre Amigoni che vi contraddite: Cuffini si lamenta che noi ” tradizionalisti” non ci pieghiamo al Magistero della Chiesa cattolica e siamo dei ribelli disobbedienti. Lei invece dice che le ” novita’ su cui non siamo d’ accordo, e che critichiamo, non sono affatto Magistero.
    Mettetevi d’ accordo: di cosa ci accusate? Di criticare certe novita’ diciamo così’ introdotte da quattro anni a questa parte. Ma se come dice lei non sono Magistero allora possiamo criticarle. Se io non sono d’ accordo con certe parte ambigue dell’ AL che sdoganano la comunione per chi e’ divorziato risposato, o certe assurde benedizioni della CEI alle nozze gay, o certe altre piu’ assurde glorificazioni dell’ eresia protestante, se lo faccio sono una ribelle che va contro il Magistero come dice Cuffini, oppure come dice lei queste cose non sono Magistero?
    Non si può’ discutere con chi rigira continuamente la frittata.

  37. maria cristina venturi scrive,

    15 novembre 2017 @ 18:42

    E poi è ovvio che Avvenire non è Il Magistero,, anzi come dice Rusconi la sua credibilità rischia di diventare pari allo zero:

    http://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/737-credibilita-di-avvenire-zero-spaccato-ma-il-papa-lo-sa.html

    ma il problema infatti è proprio questo: lo sdegno di molti fedeli cattolici è il MODO con cui , facendo finta di nulla, si vuole cambiare la mentalità dei fedeli, non con chiari e netti pronunciamenti, ma con “furbizia”, lasciando cadere una parola qua, un altra la’, così quasi sovrappensiero…Chi sono io per giudicare i gay?… eh beh, allora il povero direttore di Avvenire si adegua. chi sono io per giudicare i due capi scout che si sono sposati?

  38. Victoria Boe scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:26

    Il Magistero, che la Venturi considera assolutamente infallibile e valido in eterno, io ritengo invece che talvolta non sia così infallibile, semplicemente perché coloro che concorrono a formarlo sono uomini fallibili.
    Per cui, date alcune verità di fede, se qualcuno o tanti vedono degli errori magisteriali, si può, a mio modesto avviso, proprio per il fatto che si tratta di “fede” che non è una scienza esatta, non acconsentire a quel che il Magistero ha decretato come verità assoluta.
    Si chiama libertà, questa, e nessuno può conculcarla. Nemmeno la Chiesa può farlo.
    Si potrà aderire formalmente, ma intimamente magari no.
    Infatti conosco vari cattolici assidui che non aderiscono proprio per niente a certi dogmi e a certe verità stabilite dal Magistero.
    Solo per esemplificare: sappiamo tutti che quanto veniva asserito in passato dal Magistero circa l’infallibilità del papa oggi è bellamente ignorato da quasi tutti perché non credibile.

  39. Victoria Boe scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:31

    In ogni caso, non mi risulta che il Papa attuale abbia smentito il Magistero del passato. Ha semplicemente espresso il suo punto di vista personale circa alcune questioni oggi molto dibattute, e lo ha sempre fatto tenendo presente la parola del Cristo, che supera di gran lunga il Magistero. Il Vangelo deve essere il primo e più importante punto di riferimento di un cristiano che si dica tale. Il Vangelo precede il Magistero della Chiesa.
    Quanto al matrimonio indissolubile ( per il Magistero), non può essere che, a causa di una pretesa indissolubilità, venga imposto ad una coppia di vivere una situazione infernale in molti casi. La separazione è contemplata, ma a ben guardare due che vivono separati, hanno sciolto il loro legame. E non si vede perché debbano vivere in solitudine perpetua fino alla morte. La legge di Dio non è fatta per castrare la gioia (sacra) di vivere dell’ uomo.
    Ci sono casi in cui è possibile l’accesso alla Comunione.
    Il discernimento , ovvero il criterio razionale del vescovo, deve essere capace di capire quando è data questa possibilità.
    Questo ha detto il Papa con buon senso.

  40. Lorenzo Cuffini scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:31

    X Maria Cristina Venturi.
    1) se, come credo, ci si riferisce allo stranoto caso del capo scout di Scaranzano, non è avvenuto oggi, ma mesi fa.
    2) il capo scout non si è affatto “sposato civilmente” con il suo compagno maschio, semplicemente perché non esiste tale forma di matrimonio in Italia.
    Che non è questione di lana caprina, ma differenza sostanziale.
    3) i due NON sono affatto ” stati benedetti dalla chiesa locale”
    4) Il quotidiano Avvenire non ” giustifica” ( cosa dovrebbe mai giustificare? I due hanno fatto cosa perfettamente lecita e riconosciuta dalla legge italiana) ma da atto di tutto il dibattito che è scaturito nei mesi sulla vicenda in ambito cattolico, con molta franchezza peraltro: https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/lettere-chiesa-e-omosessualita
    5) Chi avrebbe ignorato dunque il Magistero della Chiesa Cattolica?

    Io vedo solo Maria Cristina Venturi che pianta su una polemica pretestuosa.
    Il Magistero sul matrimonio è chiarissimo e intonso.
    Di qui a mandare al rogo due persone omosessuali che scelgono una opzione di riconoscimento legale della loro unione, ce ne corre. Tu forse vorresti questo, ma non è lontanamente in discussione.
    Il problema piuttosto è un altro, ma siccome a te non interessa, non val la pena manco farne menzione.

  41. Victoria Boe scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:39

    “Chi sono io per giudicare i gay?… ”

    Giustissimo. Nessuno, nemmeno il Papa, può permettersi di entrare nella coscienza e nella vita personale di qualcuno.
    È stato Gesù a dire che non si deve giudicare. Solo Dio può farlo.
    Il giudizio umano è spesso una catena messa addosso agli altri senza conoscerne la dimensione umana e la sensibilità.
    Giudica te stesso, uomo.

  42. Federico Benedetti scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:45

    Ci accusano di tutto.
    Come avevo scritto in questo blog un paio di anni fa , di fronte delle prime avvisaglie: la caccia alle streghe è cominciata. Adesso è a buon punto è non ci consentono nemmeno di dirlo.
    La misericordia commuovente della nuova Inquisizione ci permetta almeno un sommesso mugugno, almeno una tantum.

    Come contropartita chiedo “francescanamente” di pregare per me e auguro a tutti una buona cena.
    (A tutti eccetto i terribili tradizionalisti, dal momento che, essendo mercoledì, probabilmente seguiranno le indicazioni della “Madonna postina” di Medjugorie e digiuneranno).

  43. Federico Benedetti scrive,

    15 novembre 2017 @ 19:47

    Quanti interventi ha fatto la sig.na boe?

  44. Amigoni p. Luigi scrive,

    15 novembre 2017 @ 20:28

    rif. 18.30

    La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) non ha mai dato nessuna benedizione (nè assurda nè logica) alle nozze gay.

  45. Andrea Salvi scrive,

    15 novembre 2017 @ 20:50

    …e non ci consentono nemmeno di dirlo..
    Quale è il soggetto di “non ci consentono?”

  46. Andrea Salvi scrive,

    15 novembre 2017 @ 20:54

    Benedetti batte Boe 9 a 7

  47. Beppe Zezza scrive,

    15 novembre 2017 @ 20:55

    Che due omosessuali si uniscano “civilmente” dato che la legge lo consente non ci vedo nulla di illegittimo. Tuttavia, posto che il Magistero della Chiesa definisce la omosessualità un “disordine” è quanto meno inappropriato che degli “educatori” cattolici la manifestino pubblicamente e che vengano mantenuti in un ruolo di “insegnamento” di giovani in una organizzazione cattolica.
    Ho avuto modo di polemizzare con Victoria Boe a proposito della distinzione tra “peccato” e “peccatore”. Il “peccatore” ( che si pente ) va perdonato, il “peccato” va srigmatizzato. Il silenzio sul “peccato” per non “mortificare” il peccatore che lo compie è un modo “surrettizio”, se non per consentirlo quanto meno per non disapprovarlo.

  48. Amigoni p. Luigi scrive,

    15 novembre 2017 @ 23:12

    Rif. 18.30

    Nell’anno di grazia 2017 non c’è stata nessuna glorificazione (né assurda né razionale) dell’eresia protestante.
    Chi dice il contrario si sentirà forse fedele a un immaginario Magistero.
    Ma bluffa sulla verità.

  49. Victoria Boe scrive,

    16 novembre 2017 @ 0:17

    “Il “peccatore” ( che si pente ) va perdonato, il “peccato” va srigmatizzato. ”

    Si tratta di capire qual è il peccato e quali sono i peccatori.
    Nella omosessualità, altrimenti detta omoaffettività, non vedo né peccato né peccatori.
    E qui il discorso potrebbe essere ampliato, ma non lo faccio perché già troppe volte questo tema è stato trattato.
    Nella riprovazione dell’ omosessualità, caso mai, è da vedere il senso di ripugnanza, fino allo scandalo, che sempre ha suscitato l’amore fra due esseri umani dello stesso sesso. La Chiesa a questo aggiunge come colpevolezza l’impossibilità di procreare, avendo sempre visto, sbagliando, la sessualità unicamente in funzione della procreazione.
    In realtà l’essere umano in questo aspetto puramente fisiologico è uguale a tanti altri esseri viventi del creato.
    L’omosessualità è una variante della sessualità umana, e si impone al soggetto senza scelta da parte sua, in genere. Tranne che in molti casi in cui è proprio voluta per motivi che qui non è il caso di trattare, ma che possono essere intuibili.
    Dunque, quale sarebbe il peccato e quali i peccatori nel caso di una omosessualità dovuta ad un’ altra versione della normalità?

  50. Clodine-Claudia Leo scrive,

    16 novembre 2017 @ 7:40

    Se guardiamo razionalmente alle motivazioni che portarono a rottura la Chiesa cattolica, penso allo scisma ortodosso e Protestante, oltre a fattori politici,culturali, linguistici, nazionalisti,determinante fu il ruolo della teologia: incapace di parlare di Dio. Una teologia che entra come elefante nel puro cristallo di quello che per ogni cattolico rappresenta ” l’Arca”, ed è Depositum fidei : unico patrimonio di tutte le verità, sia in ordine alla conoscenza (fede) che al comportamento (morale), insegnate da Gesù: mediatore e pienezza della Rivelazione…
    Ieri ascoltavo basita il commento di una teologa cattolica che pubblicizzava un suo trattatello su Maria di Nazareth, infarcito di bestemmie sulla Verginità e l’Immacolata Concezione. Concetti e Dogmi, a parer della tizia incompatibili con la visione moderna e pertanto improponibili.
    La teologia, da 50 anni è vittima di un complesso d’inferiorità sembra vergognarsi di Gesù Cristo, la predicazione ovviamente le fa la eco. Piuttosto che seminare la Parola di Dio va piantando un seme umano, un pensiero umano: si afferma che l’ìnferno è vuoto, che il diavolo non esiste, che la misericordia di Dio abbraccia tutti incondizionatamente veicolando una falsa profezia che produce morte invece che salvezza, ma soprattutto rischia di uccidere la fede in quanti vorrebbero veramente perseguire la salvezza. Paolo VI percepì, a suo tempo, l’insorgere, nella teologia, di un pensiero difforme e lo denunciò con immensa forza. Ci sono passi di limpida chiarezza che ne esprimono, ancora oggi, l’ansia…

  51. Clodine-Claudia Leo scrive,

    16 novembre 2017 @ 7:55

    Non si gioca con il peccato, e la Chiesa ha il compito di denunciarlo perché è l’unico baluardo contro le tenebre. Se cede, il peccato non ha ostacoli e il regno delle tenebre trionfa! Guai a coloro che chiamano bene il male e il male bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro (Is 5,19) “Su, vieni, scrivi questo su una tavoletta davanti a loro, incidilo sopra un documento, perché resti per il futuro in testimonianza perenne. Poiché questo è un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore essi dicono ai veggenti :” Non abbiate visioni” ai profeti:” Non fateci profezie sincere, diteci cose piacevoli,profetateci illusioni!”Scostatevi dalla retta via , e uscire dal sentiero, toglieteci dalla vista il Santo di Israele”
    (Isaia 30,8-11)

  52. Amigoni p. Luigi scrive,

    16 novembre 2017 @ 9:45

    Continuità di magistero – vergognarsi – inferno

    1. In una interessantissima ricostruzione della Pacem in terris, nel suo 50°, ad opera della Civiltà cattolica del 2013 (n. 3907), si parla di una essenziale novità di dottrina, ovvero il collegamento stretto del fondamento in Dio delle leggi naturali con i quattro fondamenti della convivenza umana: verità, giustizia, amore e libertà. Il quarto, la libertà, era stato guardato con sospetto (molto più che sospetto!) dal magistero papale dell’800.
    Quando la bozza della enciclica viene fatta vedere, per obbligo di ufficio, a due “mastini della ortodossia” (un domenicano e un gesuita) questi osservano che “dire che ogni essere umano ha diritto alla libertà è in contrasto con il magistero dei precedenti pontefici, con le condanne del liberalismo e indifferentismo pronunciate da tutti i papi dell’Ottocento, fino a Leone XIII”.
    Chiedo: oltre a misconoscere un vincolante obbligo di verità a cui anche il magistero della Chiesa è tenuto, che ne sarebbe oggi del Vangelo e della Chiesa se questa non avesse riconosciuto, sebbene in ritardo, il diritto individuale alla libertà? E’ stata una omologazione allo spirito del mondo? Il famoso “rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto Chiesa” (Benedetto XVI – 22 dicembre 2005) comporta, anche nella dottrina, un avanzamento che è in parte rottura e in parte continuità.
    2. Accattoli non è un teologo, è più modestamente un vaticanista (può anche non fare testo): ma da circa 20 anni ha una rubrica su una rivista cattolica di sinistra: “Io non mi vergogno del Vangelo”. E chiedo: al tempo della rottura con gli ortodossi e i protestanti non c’erano e non c’erano stati teologi di grande valore, quali i Padri della Chiesa e gli esponenti della grande Scolastica? Per favore: un po’ di “modestia storica” (ore 7.40).
    3. E’ dogma di fede che l’inferno esiste, non che è pieno o mezzo vuoto (affermazione di Balthasar, mai contraddetta da nessuno, nemmeno da Ratzinger teologo, cardinale e papa).

  53. Federico Benedetti scrive,

    16 novembre 2017 @ 10:16

    Non so se le nuove regole del blog me lo consentono, ma mi permetto di scrivere che l’ultimo commento di Victoria (ore 0,17) riporta un’affermazione falsa: per la Chiesa “la sessualità è unicamente in funzione della procreazione”.

    Sono decenni, e quindi ben prima dell’attuale pontificato, che la Chiesa Cattolica ha assunto una posizione e una visione della sessualità diversa.
    Sarebbe opportuno un approfondimento con il catechismo e … quel magistero di cui parlavamo.

    Avrei altro da aggiungere, ma transeamus.

  54. Clodine-Claudia Leo scrive,

    16 novembre 2017 @ 11:07

    Per P.Amigoni

    Forse, P.Amigoni, la presenza di una teologia robusta, come lei sostiene con l’aggiunta del solito commento caustico sulla modestia o l’immodestia storica, ha impedito che di fronte al tradizionalismo orientale non si contrapponesse il differente metodo teologico dell’occidente, soprattutto a partire dalla fine dell’XI secolo: interesse per l’ordine creato, ad esempio, per l’empirismo, per l’analisi razionale e la ricerca scientifica. Ha impedito che di fronte alla teologia d’oriente, monastica e prevalentemente contemplativa si opponesse la teologia delle università dell’occidente (La scolastica)?. O che di fronte al riserbo delle proposizioni di fede spesso imprecise, per converso, non si sentisse il bisogno dell’Occidente di definire, dogmatizzare? O che al pluralismo teologico ed ecclesiale dell’oriente non si reagì opponendo l’uniformità e la centralizzazione della Chiesa e della teologia -acutizzatasi soprattutto , e in maniera decisiva dal XII secolo (Liturgia, teologia, pietà, diritto d’amministrazione di stampo latino romano).
    Vuole che continui la lista sulle posizioni teologiche opposte e i conflitti tra Occidente e Oriente. Anche rispetto a versante protestante il compendio non risulterebbe meno deprimente. Ma non credo ce ne sia bisogno, basterà accennare alla decadenza della teologia che si crogiolava in interminabili dispute, i non pochi errori di stampo pelagiano sulle opere ecc ecc…

  55. Amigoni p. Luigi scrive,

    16 novembre 2017 @ 11:36

    Tento una conciliazione. Forse i teologi parlavano di Dio (certo Lutero sentiva il problema e la presenza di Dio). Il papato – il famoso magistero – no.

  56. Clodine-Claudia Leo scrive,

    16 novembre 2017 @ 11:41

    Poi, che Lutero (e allo stesso modo anche altri riformatori) abbia di nuovo resa attenta la Chiesa al Vangelo, non lo assolve dall’aver perseguitato la Chiesa e l’unità, la cui riforma aveva perseguito, distruggendola.
    Anche in quel contesto, non si sono sottolineate , forse, unilateralmente certe dimensioni del Nuovo testamento trascurandone moltissime altre, misconoscendo, da parte dei riformatori ciò che è genuinamente cattolico. Non si lasciarono trascinare, i protestanti, a eccessi in quasi tutti i campi dove si usa la parola “solo” che in sé giustificherebbe (solo scrittura, solo grazia,solo fede) eccessi che hanno fatto apparire quel “solo” talmente equivoco, malgrado le buone intenzioni delle quali è lastricata dell’inferno.

  57. Clodine-Claudia Leo scrive,

    16 novembre 2017 @ 11:48

    @ la via dell’inferno

  58. Beppe Zezza scrive,

    16 novembre 2017 @ 12:32

    Capisco e accetto che Victoria Boe (0.17) non veda personalmente alcun peccato nell’ esercizio della omosessualità. (Il provare “attrazione” per individui dello stesso sesso non è peccato – lo è il tradurre questa attrazione in atti )
    Avere idee personali è sempre stato lecito.
    L’aderire al Magistero della Chiesa è libero (Dio ci ha creati liberi e liberi siamo anche di dissentire, perfino di negare Dio! ) . Ma che Victoria non lo “veda” e che la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa non lo dicano sono cose diverse.
    Alcune affermazioni di Victoria non possono essere assolutamente condivise: non c’è nulla che si “imponga” all’uomo, che è la sola creatura ad essere stata creata “libera” di scegliere. (Le ultime dichiarazioni della Chiesa a proposito della omosessualità affermano, sulla base anche delle indagini scientifiche, che la sua origine non è nota. Che sia una “variante” della sessualità umana è un fatto (esistono persone che provano attrazione per individui dello stesso sesso), come anche è una “variante” della sessualità umana la pedofilia ( esistono persone che provano attrazione sessuale per bambini/e impuberi), come è una “variante” della sessualità umana perfino la zoofilia (esistono persone che provano attrazione sessuale per gli animali) . Ma il fatto che una “variante” esista non è motivo sufficiente perché l’esercizio di questa “variante” non sia considerato “peccato”)

  59. Victoria Boe scrive,

    16 novembre 2017 @ 13:43

    Ho parlato di “omoaffettività”, sign. Zezza, ed è molto di più che “attrazione” fisica.
    Nell’amore-affetto c’è incluso naturalmente anche l’esercizio della sessualità, alla pari dell’ amore fra eterosessuali.
    È inutile parlare di certe cose quando manca l’esperienza diretta e non si è in grado di conoscere realmente come stanno le cose. Ma allora giova informarsi bene, e tutti dovrebbero sapere; anche la Chiesa deve informarsi bene prima di emettere sentenze di peccato..

  60. Beppe Zezza scrive,

    16 novembre 2017 @ 15:07

    Non vorrei fare polemica. Ma dire della Chiesa , sempre conosciuta come “magistra vitae” che “deve informarsi bene prima di emettere sentenze di peccato” mi sembra una visione quanto meno…..non lucida!

  61. Victoria Boe scrive,

    16 novembre 2017 @ 16:06

    Lucidissima invece.
    Gli uomini di Chiesa hanno il DOVERE di essere ben informati su tutto ciò che fa parte della vita reale e non del mondo dell’ utopia e dei pregiudizi.
    E solo allora potranno decidere su ciò che può essere definito peccato e ciò che non lo è.

  62. Federico Benedetti scrive,

    16 novembre 2017 @ 20:27

    Ma come si fa a lasciare senza risposta un’affermazione allucinante come quella delle 16.06?
    Qui le regole devono poter trovare la proverbiale eccezione.

  63. Beppe Zezza scrive,

    17 novembre 2017 @ 0:07

    In uno dei miei primi interventi sul blog ho scritto che molte discussioni sono un dialogo tra sordi perché ai vocaboli si attribuiscono significati diversi.
    Mi piacerebbe conoscere la definizione di “peccato” di Victoria Boe. Ho l’impressione che non diamo al vocabolo lo stesso significato

  64. Victoria Boe scrive,

    17 novembre 2017 @ 1:48

    Ma come si fa a non replicare come si dovrebbe ad un commento insulso come quello appena di sopra?
    Sì, meriterebbe una risposta a tono. Quel tizio lì è una provocazione continua e meriterebbe di essere bannato.
    Non lo si può lasciare imperversare in questo blog come se niente fosse.
    Comincio a perdere la pazienza, Luigi. Perché anche la pazienza di Giobbe ha un limite.
    Cerca di fargli capire, se ci riesci, che tutti hanno libertà di esprimere le loro opinioni.
    Faglielo capire, una buona volta, tu che sei il padrone del blog.

  65. Luigi Accattoli scrive,

    17 novembre 2017 @ 7:48

    A Victoria Boe al padre Amigoni e a Federico Benedetti: facciano ognuno una corsa sul posto perché stanno per sbattere, animati come sono dall’attesa che l’altro vada cacciato. Sbattere con l’altro e dunque sbattere con me. Io li voglio qui tutti e tre. Imparino da me a sostenere un’idea senza negare quella altrui. Se non vedranno apparire altri loro commenti conformi agli ultimi che hanno inviato, vorrà dire che l’arbitro non ha ritenuto sufficiente la corsa sul posto.

  66. Beppe Zezza scrive,

    17 novembre 2017 @ 9:09

    A Victoria Boe
    Io non ho in alcun modo “negato” il suo diritto a esprimere la sua opinione. Ho solo rilevato che per poter discutere di qualcosa bisogna comprendersi sul significato che attribuiamo ai termini. E questo, lungi dall’essere un provocazione è un tentativo di rendere “costruttivo” un dialogo che altrimenti rischia di essere del tutto inutile.

  67. Victoria Boe scrive,

    17 novembre 2017 @ 11:51

    Il mio intervento, sig. Zezza, era riferito a Benedetti il provocatore non a lei, perché quando l’ho scritto, il suo ancora non c’era. Si è interposto dopo, evidentemente. Per uno di quei misteri che proprio non so spiegarmi.

    A Luigi dico per chiarimento che io non sarei, di mio, animata da zelo di rimuovere qualcuno. Ma francamente vedere che un certo tizio a ogni svolta d’angolo vorrebbe cacciare dal blog me, anche contando il numero dei miei interventi, fa perdere la pazienza a un santo. Io santa non lo sono di certo e la mia pazienza ha un limite umano.
    Non vedo poi, ad essere sincera, cosa c’entri in tutto questo il padre Amigoni.

  68. Luigi Accattoli scrive,

    17 novembre 2017 @ 12:12

    A Victoria Boe. I commenti si accavallano e – apparentemente – si scavalcano per il sistema della moderazione in contemporanea, poniamo quando io torno dalla spesa, di più testi, fino a cinque o nove, che gli autori avevano scritto lungo le due ore precedenti. Ad evitare quell’inconveniente avevo invitato e ripeto l’invito a indicare sempre il visitatore e il commento al quale ci si riferisce.

  69. Luigi Mortari scrive,

    17 novembre 2017 @ 14:01

    Credo che tutti trarrebbero giovamento e gratificazione nel non intervenire di impulso e nel provare, piuttosto che replicare a questo o quello, ad aggiungere preziosi contributi all’approfondimento dei temi.
    Desidero a questo proposito, perché mi pare che ancora nessuno l’abbia fatto, di ringraziare picchio per la toccante testimonianza della sua conversione; contributo a quella religione che io apprezzo, fatta più di fatti, di storie, di eventi, di incontri più di teorie, declamazioni e più o meno vere verità: grazie picchio!
    Fraternamente vi saluto.

  70. Amigoni p. Luigi scrive,

    17 novembre 2017 @ 21:09

    Non so quando ho chiesto di cacciare qualcuno. Ultimamente ho solo invitato a un po’ di modestia nell’esercitare la nobile arte della storia.

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