Carlo il Buono ai condannati a morte

“A Bruges, in Fiandra, ricordo del Beato Carlo il Buono, martire, che, principe di Danimarca e in seguito conte di Fiandra, visse custodendo la giustizia e difendendo i poveri, finché venne ucciso da uomini d’arme che egli aveva cercato di pacificare”: così alla data di oggi il nuovo Martyrologium Romanum. La biografia offerta dall’ottimo sito http://www.santiebeati.it/dettaglio/92287 riferisce che il beato Carlo “stabilì che tutti i condannati a morte dovessero confessarsi e ricevere la comunione il giorno precedente all’esecuzione della pena”. Immagino che egli sia stato il primo a dettare quella norma e che essa si sia poi diffusa nell’intera cristianità e sia durata fino alla Roma papalina del 1870 e fino alla Spagna e al Portogallo della metà degli anni settanta del secolo scorso e anche oltre qua e là in America Latina. Calcolo ammirato la consolazione e le bestemmie che quella disposizione avrà provocato nei secoli e forse ancora provoca da qualche parte.

63 Comments

  1. raffaele.savigni

    A quell’epoca non era così scontato che un condannato a morte potesse ricevere il perdono e i sacramenti: alcuni monarchi si opponevano. Non era facile armonizzare la logica della giustizia terrena e quella della misericordia divina. Su questo tema (da non banalizzare con battute superficiali) esistono vari studi interessanti, da quelli di mons. Paglia al volume “Misericordie” curato da Adriano Prosperi (serio, a parte qualche venatura anticlericale).

    2 Marzo, 2009 - 19:33
  2. Massimo D

    Non so se a qualcuno qui è capitato di vedere il bellissimo film «Confortorio» di Paolo Benvenuti (Italia 1992) che racconta gli ultimi giorni di due ebrei condannati a morte nella Roma del XVIII secolo, tortura e confessione estorta comprese, con tentativo finale di convertirli. Inutile dire che di fronte alla prospettiva della forca gli ebrei restano caparbiamente ebrei e aumentano il loro disprezzo per la Chiesa.

    2 Marzo, 2009 - 20:54
  3. affus

    non so che dire .

    2 Marzo, 2009 - 23:21
  4. fiorenza

    “Andai a visitare colui che vi sapete, e elli ricevette tanto conforto e consolazione che si confessò e disposesi molto bene. E fecemisi promittare per l’amore di Dio che, quando venisse el tempo della giustizia, io fusse con lui e così promisi e feci. Poi, la mattina inanzi a la campana, andai a lui, e ricevette grande consolazione, menà’lo a udire la messa e ricevette la santa comunione la quale mai più aveva ricevuta…
    …è giunto a tanto lume che chiama il luogo della giustizia luogo santo. E diceva: “Io andarò tutto gioioso e forte.”
    (Santa Caterina da Siena, Lettera 273. A fra Raimondo da Capua)

    2 Marzo, 2009 - 23:31
  5. affus

    io dico una cosa : poteva mai contraddirsi lo Spirito Santo ?
    Eppure dal “concilio vaticano II ” sono stati scritti alcuni documenti in contradizione tra loro . Può mai essere una cosa simile ? Due verità opposte non possono sussistere !
    Allora siamo sicuri che questo fosse un concilio dove non è trionfata l’ apostasia predetta a Fatima ?
    Lo Spitito Santo é l’ispiratore di tutti i libri della bibbia,dove racconta sempre la stessa verità con generi diversi , poteva raccontare verità opposte al Concilio ? Impossibile ! Quindi …….

    3 Marzo, 2009 - 8:15
  6. fiorenza

    “Intesi parlare d’un grande criminale, ch’era stato condannato a morte per dei delitti orribili; tutto faceva prevedere ch’egli morisse nell’impenitenza. Volli a qualunque costo impedirgli di cadere nell’inferno, e per arrivarci usai tutti i mezzi immaginabili….Dissi al buon Dio che ero sicura del suo perdono per lo sciagurato Pranzini e che avrei creduto ciò anche se quegli non si fosse confessato e non avesse dato segno di pentimento, tanta fiducia avevo nella misericordia infinita di Gesù, ma che gli chiedevo solamente “un segno” di pentimento per mia semplice consolazione. La mia preghiera fu esaudita alla lettera!..Il giorno seguente alla sua esecuzione capitale mi trovo in mano il giornale:…Pranzini non si era confessato, era salito sul patibolo e stava per passare la testa nel lugubre foro, quando a un tratto, preso da un’ispirazione subitanea, si volta, afferra un Crocifisso che il sacerdote gli presentava, e bacia per tre volte le piaghe divine…
    …Non era davanti alle piaghe di Gesù, vedendo cadere il suo Sangue divino, che la sete delle anime mi era entrata nel cuore?
    …le labbra del “mio primo figlio” andarono a posarsi sulle piaghe sante!!! Quale risposta dolcissima! Ah, dopo quella grazia unica, il mio desiderio di salvare anime crebbe giorno per giorno”.
    (S. Teresa di Gesù Bambino, Storia di un’anima)

    3 Marzo, 2009 - 8:25
  7. E’ una grande consolazione spirituale,
    essere condannati a morte,
    soprattutto se innocenti,
    e soprattutto da un re cristiano o da uno Stato cristiano,
    ma ricevere i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia.

    E’ come ripetere in sè il sacrificio di Gesù il Cristo, l’Ebreo, giudicato reo di morte dal Sacro Sinedrio ebraico e condannato a morte dal delegato dell’Impero Romano.

    Cosa non c’è di più sublime.

    I santi e beati e Chiesa, nel proprio tempo storico, nelle specifiche contingenze comprensive del momento, figli della propria epoca ne hanno dato uno spaccato di vissuto.

    Non ho saputo a tutt’oggi di una santa Caterina o di una santa Teresa, in questi ultimi 50 anni.

    Non ci sono più i santi di una volta !

    3 Marzo, 2009 - 8:42
  8. Clodine

    Un po’ di romanità
    All’insegna del libero pensiero:

    Si chiama Filippo Bruno, nato a Nola nel 1548. A 12 anni entra in convento e indossa l’abito dei Domenicani con il nome di frate Giordano, assertore del “libero pensiero”. Viene denunciato al tribunale dell’inquisizione e Il 27 febbraio 1593 segregato nel palazzo del Sant’Uffizio in Vaticano, sottoposto ad estenuante requisitoria con 17 interrogatori, nell’arco di 4 anni, fino alla tortura. Le opere vengono lette rigo per rigo onde essere ritenute eterodosse e quindi censurate. Il 1599 è un anno decisivo: Giordano scrive un memoriale di difesa, su suggerimento del Bellarmino, gli viene richiesto di abiurare ma resta irremovibile; Il 17 febbraio si svolge l’esecuzione così come appare scritta nel volume XV dell’arci confraternita di San Giovanni Decollato dai confortatori del condannato a morte .
    ” Ad hore due di notte fu intimato alla Compagnia che la mattina si dovea far giustizia su un ponte. Et però alle 6 hore radunati li confortatori e cappellano et andati alle carceri di Torre di Nona, dopo le solite orazioni, ci fu consegnato a morte condannato vicedelicet: Giovanni Bruni frate apostata de Nola di Regno, eretico impenitente. Esortato da’ nostri fratelli con ogni carità stette sempre nella sua maledetta ostinazione con mille errori e vanità. Fu condotto indi in Campo De’ Fiori e quivi , spogliato nudo e legato a un palo fu bruciato vivo, ma non fiatò. Noi cantando litanie lo confortammo fino alla fine della sua misera et infelice vita”

    “fece la fine dell’abbacchio ar forno
    perchè crederva nel libero pensiero,
    perché se un prete je diceva:” E’ vero”
    lui risponneva:” Nun è vero un corno”…

    [….] Co’ quell’idee, s’intenne, l’abbruciorno,
    pe’ via ch’er papa, allora era severo
    mannava le scomuniche davero
    er boia stava all’ordine der giorno

    Adesso so antri tempi! Co l’affare ch’er
    libero pensiero sta a cavallo nessuno po’ fa’
    più quer che je pare.

    In oggi, co’ lo spirito moderno,
    se a un papa je criccasse d’abbruciallo
    pijerebbe l’accordi còr governo”

    Trilussa

    3 Marzo, 2009 - 9:14
  9. Non ho possibilità di postarli, ma anche gli atti del processo di Giovanna d’Arco sono meravigliosi, di una schiettezza e di una dirittura morale eccezionali. Al contrario dei suoi aguzzini, tutti in tonaca e saio…

    3 Marzo, 2009 - 9:23
  10. raffaele.savigni

    Nel valutare il problema della pena di morte e del lungo consenso di cui ha goduto presso uomini di Chiesa (ma anche intellettuali laici, come Kant) non possiamo essere superficiali. Il processo mediante il quale si è giunti a riconoscere la indisponibilità della vita del condannato (anche per colpe molto gravi) è stato lento e graduale. La stessa Rivelazione divina è graduale: l’Antico Testamento ammette la pena capitale, ma questo non significa (come vorrebbe Affus) che debba valere anche oggui, né che dobbiamo rifiutare l’Antico testamento (come volevano i marcioniti). Per questo non possiamo mettere una prescrizione del Deuteronomio sullo stesso piano di una pagina del Vangelo; o una lettera papale del ‘600 sullo stesso piano di un decreto del Vaticano II. Proprio perché la Rivelazione avviene nella storia ed è progressiva (per la nostra “durezza di cuore” Dio permette per un certo tempo pratiche che gradualmente ci insegna a superare) non possiamo essere fondamentalisti: se sembra esserci una contraddizione a livello letterale tra certe affermazioni del magistero di ieri e di oggi (come tra l’Antico e il Nuovo Testamento) dobbiamo leggere tutto alla luce della centralità di Cristo e della dinamica dello Spirito. Come ci hanno insegnato i Padri della Chiesa, certe prescrizioni dell’Antico Testamento non vanno interpretate in modo letterale: come non pratichiamo più la circoncisione, così non lapidiamo più le adultere e i bestemmiatori. Giustamente, perché Gesù ci ha insegnato a non farlo.

    3 Marzo, 2009 - 9:27
  11. attenzione, attenzione, Raffaele… terreno scivoloso, uno dei più impervi in assoluto.
    “Non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento”…
    Talvolta queste parole mi fanno gelare il sangue nelle vene…

    3 Marzo, 2009 - 9:31
  12. raffaele.savigni

    Una postilla: proprio per questa gradualità nella presa di coscienza di certe implicazioni del messaggio evangelico non possiamo giudicare in modo sbrigativo certe scelte sbagliate di uomini di Chiesa del passato (compreso don Bosco, che scrisse a Pio IX esortandolo a non perdonare Monti e Tognetti). Non possiamo certo giustificarle, ma cercare di comprenderle come una tappa del processo di maturazione della coscienza cristiana di fronte alla storia. Santa Caterina da Siena non contestava né giustificava a priori la pena di morte: col suo atteggiamento di “vicinanza” spirituale ai condannati ne anticipava profeticamente il superamento, senza atteggiamenti ideologici. E oggi la Santa Sede approva la “moratoria” ONU sulla pena di morte.

    3 Marzo, 2009 - 9:33
  13. raffaele.savigni

    Maioba, il problema è certamente complesso. Gesù rivendica le sue radici ebraiche e si pone in continuità con la storia della salvezza vissuta dall’antico Israele. Ma Gesù non intendeva certamente dire che le norme di purità del Levitico, le norme sui sacrifici di animali, le norme legali di Israele erano valide per sempre. Col suo atteggiamento le ha superate (ad es. lasciando libera l’adultera, guarendo i malati di sabato ecc.). E il passo di Matteo che hai citatio mi sembra “redazionale”, espressione della preoccupazione (propria della comunità di Matteo) di non rompere con gli ebrei.

    3 Marzo, 2009 - 9:38
  14. Ma Gesù non intendeva certamente dire che le norme di purità del Levitico, le norme sui sacrifici di animali, le norme legali di Israele erano valide per sempre.

    ————-
    Il problema è che alcune di quelle norme noi le consideriamo ancora valide per sempre…

    3 Marzo, 2009 - 9:54
  15. Massimo D

    Bravo Raffaele, hai inquadrato bene il rapporto tra convinzioni tradizionali e innovazione, come un progressivo “prendere coscienza”. Così è stato per la pena di morte, per la libertà di espressione e di coscienza ecc.
    Mi chiedo perché allora ci sia tanta difficoltà ad usare lo stesso tipo di “rasoio” rispetto ad alcune convinzioni che ci sembrano ovvie oggi ma potrebbero non esserlo domani. Non possiamo certo pensare che tale presa di coscienza sia terminata.
    Attenzione: non dico che ogni anelito al rinnovamento sia in sé buono. Facciamo bene ad essere prudenti, e credo che i “conservatori” svolgano un ruolo importante. L’essenziale è non trincerarsi dietro ad una difesa a oltranza e assoluta delle pratiche del passato, tacciando ogni richiesta di chi vuole andare avanti di “modernismo” o “relativismo”. Credo peraltro che, se si riuscisse ad instaurare un dialogo fecondo tra istanza rinnovatrici e istanza conservatrici, ci accorgeremmo di avere gli strumenti per capire quando certe istanza “moderne” vanno nella direzione giusta e dovrebbero quindi essere accolte anche all’interno della chiesa. Basta, dopo quest’affermazione così ecumenica mi fermo.

    3 Marzo, 2009 - 9:59
  16. tonizzo

    A Palermo esisteva la compagnia dei Bianchi (o della Buona Morte), fondata nel ‘500, che riuniva i nobili della città. Il loro compito era, incappucciati e con un camice bianco per renderli tutti uguali e non riconoscibili agli occhi dei condannati, di assistere chi stava per essere giustiziato. Insieme a loro, ovviamente, c’erano i sacerdoti chiamati a confessare e confortare i giustiziandi.
    Eppure non riesco ad accostare Dio ai giustiziandi, ai condannati a morte magari ingiustamente. Anche Cristo è stato condannato a morte ingiustamente, tradito dagli amici e dimenticato. Ma avrebbe voluto lo stesso anche per noi? Lo Stato che ti manda a morte è lo stesso che ti manda il prete per confessarti. Un miscuglio trono-altare che suona, ai miei occhi, come un’orrenda bestemmia. Come il Nacionalcatolicismo della Spagna di Franco.

    3 Marzo, 2009 - 10:25
  17. Massimo D

    La compagnia dei Bianchi di Palermo… già, ne parla Dacia Maraini in “Marianna Ucrìa”.
    Ma queste cose suonano scandalose solo all’orecchio moderno, anzi all’orecchio moderno europeo (sapete che è una delle condizioni per essere parte della UE, ma invece negli USA…). Ci sono voluti Beccaria e un altro secolo e mezzo di riflessioni e di “presa di coscienza”. E ancora in buona parte del mondo la pena di morte resta.
    Mi interesse capire se ha avuto un ruolo in questo la riflessione cattolica, o se la chiesa è andata “a rimorchio” del pensiero laico. Qualcuno ha approfondito questo punto?

    3 Marzo, 2009 - 11:46
  18. Caro MassimoD, tutto sta a capire cosa significa andare a rimorchio….

    Generalmente, le grandi acquisizioni dell’Illuminismo, della Civiltà Moderna, del Socialismo, dei Diritti dell’Uomo, hanno alla radice il pensiero cristiano e tutti quei cristiani che vi si sono impegnati, tanto laici che sacerdoti.

    Fondamentalmente la Chiesa come istituzione Gerarchica, purtroppo è andata a rimorchio a fatti compiuti. Dove ha potuto ha fatto resistenza, ricordando l’immutabilità di dati tradizionali (la monarchia come disegno-immagine voluto da Dio-Padre-Re), la libertà di coscienza o di religione, è stata una delle grandi conquiste, ma solo nell’ultimo secolo (e ancora nella Chiesa gerarchica e tra nostalgici laici si contrasta ancora!!!).
    Chi ricorda il giuramento contro il modernismo?
    Ora caduto il socialismo e il comunismo,
    la Chiesa ha trovato il nuovo nemico nel relativismo
    (ma Giovanni Paolo II aveva messo l’accento sul liberalismo-capitalismo selvaggio!!! che stava creando enormi povertà e diseguaglianze, ma è un capitolo accantonato!!!).
    Purtroppo, la riflessione che avviene nel mondo cattolico non sempre si incontra con i dettami dei documenti vaticani-Chiesa gerarchica. Spesso si scollano, per rincontrarsi decenni dopo.

    In qualche modo, lo stesso Benedetto XVI ammette lo scollamento tra il suo mondo e quello del popolo, e si raccomanda ai parroci, che sono nel popolo…

    3 Marzo, 2009 - 12:09
  19. Mi consola pensare che ogni giorno – condannato alla morte del cuore se solo guardo a quanto mi sta intorno, talora dentro, ed al male che morde da ogni parte – posso ricevere confessione e comunione e vivere la vita vera in questo presente.

    3 Marzo, 2009 - 12:34
  20. discepolo

    caro Matteo, non sono d’accordo con l’affermazione che
    “le grandi acquisizioni dell’Illuminismo, della civiltà moderna,
    del socialismo ecc ., hanno alla radice il pensiero cristiano”
    così si semplifica troppo e si fa di ogni erba un fascio…
    Gli stessi illuministi, socialisti e cultori della civiltà moderna
    negano con forza di avere nulla a che fare col
    cristianesimo , e a ragione…il fatto è che l’illuminismo parte
    da una visione dell’uomo totalmente diversa da quella
    cristiana e religiosa in genere. Per il cristianesimo l’uomo
    naturale non è “buono”, è stato corrotto dal peccato originale,
    e ha bisogno di Dio per essere reintegrato nell’armonia
    originaria. L’ uomo è così poco “buono” che ha bisogno di un Dio
    che lo redima, di un Redentore. Per gli illuministi
    l’uomo naturale è buono, non alcun bisogno di essere “redento” anzi sono i miti, le superstizioni e le favolette della “religione ” oltre che le ingiustizie del potere costituito che gli impediscono di vivere bene, coi “lumi” della conoscenza e della ragione e con una organizzazione sociale sempre più equa si sconfiggerà il male, non c’è nessun bisogno di Dio,
    (e tantomeno di preti o di chiese).
    Come non vedere che le due concezioni sono diametralmente opposte?
    E infatti storicamente gli illuminisiti i socialisti ecc. sono sempre stati nemici
    della religione e dal loro punto di vista avevano perfettamente ragione.
    Tutte le conquiste e i diritti civili della società moderna sono frutto della ragione e infatti sono condivisi e difesi proprio dagli atei e dagli
    agnostici.
    Questo non significa che anche i cristiani non li debbano condividere,
    almeno i cristiani che credono che la “ragione” umana non faccia a pugni con la religione.
    Ma è storicamente vero che la Chiesa Cattolica, su questi punti, è sempre andata al rimorchio della società laica, per non dire che “ha remato contro”. Basti pensare che nel 1800 , parecchi anni dopo la rilvoluzione francese, negli stati della Chiesa c’era ancora la pena di morte !
    “TOSCA, nel tuo cuor s’annida Scarpia….

    3 Marzo, 2009 - 14:18
  21. @ discepolo – 3 Marzo 2009 @ 14:18
    Per il cristianesimo l’uomo
    naturale non è “buono”, è stato corrotto dal peccato originale
    —————————————————
    Non so cosa intendi per Cristianesimo……

    Io per “pensiero cristiano” intendevo che dietro quei grandi momenti storici e sociali, ci sono delle persone crisitiane e cattoliche che hanno dato un notevole contributo, fondamentalmente non vi erano degli atei, ma delle persone cristiane (con radici personali cristiane) “liberi pensatori”, che la Chiesa in altri momenti avrebbe mandato al rogo….. ma i tempi stavano cambiando…

    3 Marzo, 2009 - 14:39
  22. Leonardo

    Comunque Beccaria, come sa chiunque l’abbia letto, non era contrario in senso assoluto alla pena di morte.

    Siamo tutti d’accordo che in linea di massima la pena di morte sia da evitare (per me basta il solo fatto che rende totalmente irrimediabile l’errore giudiziario, sempre possibile, basta a controindicarla). Ciò posto, mi pare di avvertire una certa discrasia tra discorsi che ho sentito fare quando si parlava di fine vita, accanimento terapeutico, eutanasia ecc. e quelli che sento quando si parla di pena di morte.
    Un argomento che mi pare di avervi sentito portare (per di più avvolto di martiniano ammanto, quindi autorevolissimo) è che per un cristiano la vita fisica, terrena, non è tutto, anzi non è, in definitiva, che un breve passaggio e che la ‘sacralizzazione della vita’ operata dalla chiesa ‘ruiniana’ (dico così tanto per far presto, ma avete capito che cosa intendo) è dunque non così cristiana come pretende di essere, bensì rappresenta un altro aspetto della mondanizzazione della fede cristiana.

    Bene, riconosco che è un argomento che ha il suo fascino, che rende pensosi (e fa sentire anche molto bene mentre ci si pensa così pensosi e spirituali). Ma un’allure del genere non dovrebbe avvolgere anche le nostre considerazioni sulla morte imposta per legge a punizione di gravissimi misfatti e a salvaguardia della società? Voglio dire: non è autenticamente cristiana la preoccupazione del beato Carlo di aiutare i condannati, nel momento in cui stanno per perdere questa cosa in fondo non così importante che è l’effimera vita terrena, a guadagnare quella eterna?

    3 Marzo, 2009 - 14:47
  23. Giovanni Mandis

    ma quali conquiste matteo… quello di cui parli è veleno mortale inoculato nella civiltà cristiana col preciso scopo di distruggerla e i cristiani allocchi come te e altri se lo bevono tutti contenti come fosse elisir di lunga e magnifica e progressiva vita… e i frutti li vediamo anche oggi con i figli degli inoculatori del veleno sono al potere praticamente in tutto il mondo…
    poi gli stessi cristiani allocchi si lamentano dei regimi totalitari del passato e del presente, si lamentano che il mondo va a rotoli, che i disperati, i poveri e i morti di fame non li aiuta nessuno, che i ricchi sono sempre più ricchi, che ci sono guerre infinite in mezzo mondo e altre guerre latenti che potrebbero scoppiare da un momento all’altro… e si lamentano pure che la Chiesa o non fa abbastanza o non è abbastanza disposta a bersi il veleno. ma se ti piace il veleno bevitelo in santa pace e non offrircelo e non pretendere che la Chiesa diventi complice degli avvelenatori del genere umano.

    discepolo non ho capito se tu credi alla favola illuminista dell’ “uomo naturalmente buono”….
    comunque, in Francia, la laicistissima Francia, la patria della rivoluzione per antonomasia, la pena di morte era in vigore fino al 1981,quasi DUECENTO anni dopo la rivoluzione diabolica francese (la quale ha causato di suo qualche milione di morti).

    3 Marzo, 2009 - 15:22
  24. raffaele.savigni

    “Il problema è che alcune di quelle norme noi le consideriamo ancora valide per sempre… ”
    A quali norme alludi, Maioba? Certo, il Decalogo è valido per sempre, e così il valore della famiglia, il rifiuto dell’adulterio, dell’omosessualità e dell’aborto… Ma in questi casi non si tratta di norme legali o di purità. La distinzione mi sembra chiara: basta vedere quali passi ed affermazioni dell’Antico Testamento vengono ripresi nel Nuovo e in quale prospettiva.

    3 Marzo, 2009 - 15:36
  25. raffaele.savigni

    “Credo peraltro che, se si riuscisse ad instaurare un dialogo fecondo tra istanza rinnovatrici e istanza conservatrici, ci accorgeremmo di avere gli strumenti per capire quando certe istanza “moderne” vanno nella direzione giusta”.
    D’accordo, Massimo D: dobbiamo fare questo lavoro di discernimento e di purificazione, “prendendo ciò che è buono” dalle culture del nostro tempo, come ci esorta a fare l’apostolo. I movimenti socialisti ci hanno aiutati a recuperare il valore del lavoro e dell’uguaglianza nei diritti sociali; i movimenti femminili a riscoprire la dignità della donna anche nei suoi aspetti politico-sociali. Ma grazie a questo stesso discernimento critico rifiutiamo giustamente lo spirito classista e la teorizzazione dell’aborto come diritto.Rifiutio totale e ricezione passiva di ciò che viene dallo “spirito del tempo” sono entrambi atteggiamenti sbagliati. I “segni dei tempi” sono ambivalenti e il cristiano deve saper discernere: è giusto recepire il rifiuto della morte, non la tendenza all’eutanasia (oltretutto contraddittoria con quel rifiuto, se ci pensiamo bene); il rifiuto di ogni discriminazione di genere, non la legittimazione etica dell’omosessualità. Solo per fare qualche esempio.

    3 Marzo, 2009 - 15:44
  26. raffaele.savigni

    Volevo dire “è giusto recepire il rifiuto della pena di morte”.

    3 Marzo, 2009 - 15:45
  27. Massimo D

    Leonardo, se avverti una discrasia tra il discorso sulla pena di morte e quelli sull’accanimento terapeutico, è perché hai un’incontrollabile tendenza a fare del pensiero altrui una caricatura. Pazienza.
    Probabilmente è inutile ribadirlo se la cosa ancora ti sfugge, ma sia la questione dell’accanimento terapeutico che quella sulla pena di morte nascono dall’idea che la vita umana non debba essere disponibile da parte dello stato (come sarebbe in caso di cure forzate), e che solo l’individuo possa disporre di sé.
    Non commento poi l’affermazione la pena di morte sia «a salvaguardia della nostra società».

    3 Marzo, 2009 - 15:49
  28. Massimo D

    Caro Raffaele Savigni, sono d’accordo con gli ultimi tuoi interventi.
    L’unica cosa su cui ho qualche dubbio è mettere l’omosessualità sullo stesso piano di adulterio e aborto. E in che senso saresti contrario alla “legittimazione etica” della omosessualità? L’omosessualità è forse una scelta etica?

    3 Marzo, 2009 - 15:53
  29. Decalogo o Levitico?
    In un rapporto sessuale con la moglie l’uomo è impuro per una settimana e la moglie per due settimane.
    Quindi cominciamo a mettere i puntini sulle “i”.
    Smettiamola con le legittimazioni.

    3 Marzo, 2009 - 15:54
  30. Ahio!
    abbiamo cominciato con Carlo il Buono,
    e finiamo con il sesso.

    Aho’ è proprio na’ fissa.

    3 Marzo, 2009 - 15:55
  31. Massimo D

    Sono d’accordo con Matteo, e dunque propongo la seguente mozione d’ordine: quando parliamo di morale, imponiamoci di evitare esempi che facciano riferimento a sesso e vita sessuale.
    Parliamo dunque di 9 comandamenti (escluso il 6°).

    3 Marzo, 2009 - 16:08
  32. @ Raffaele Savigni

    “Certo, il Decalogo è valido per sempre, e così il valore della famiglia, il rifiuto dell’adulterio, dell’omosessualità e dell’aborto… Ma in questi casi non si tratta di norme legali o di purità. La distinzione mi sembra chiara: basta vedere quali passi ed affermazioni dell’Antico Testamento vengono ripresi nel Nuovo e in quale prospettiva.”

    E chi stabilisce cosa resta e cosa cade? Il silenzio del NT su molte norme di purità dell’AT è sufficiente a cassarle?
    Il valore della famiglia nell’AT? Quale, quello della legge del levirato? o quello che un uomo poteva avere più mogli?
    La questione non è affatto semplice come la proponi…

    3 Marzo, 2009 - 16:08
  33. affus

    Sciocchezze !
    ticinodiocesi è il sito ufficiale della diocesi ticinese .

    “http://www.ticinodiocesi.net/
    è un sito privato e personale e non rappresenta nel modo più assoluto la chiesa locale del Canton Ticino.”

    3 Marzo, 2009 - 16:08
  34. Matteo e Massimo… Senza sesso non c’è gusto…
    Almeno la Bibbia (a differenza di tanti documenti più o meno magisteriali) è un libro che racconta di vite vissute… Ci si diverte un po’, santo cielo!
    Davide peccava, ma almeno godeva.
    Oggi si pecca e manco si gode più…

    3 Marzo, 2009 - 16:09
  35. affus

    scusate, ma perchè tutta la profilasse igienica e sanitaria delle industrie alimentari ,la rigorosa normativa italiana negli ospedali e nelle scuole ,sono norme che si possono disattendere ? E se qualcuno venisse ucciso dalla non osservanza ? 5° non ammazzare !

    3 Marzo, 2009 - 16:12
  36. non c’è più religione 🙂

    3 Marzo, 2009 - 16:13
  37. affus

    E se qualcuno incomicia a passare col rosso e sull’autostrada va contro mano , cosa succede ?

    3 Marzo, 2009 - 16:15
  38. a’ ffùs
    su ticinodiocesi fattece xxxxx, co’ quer poveraccio dell’amministratore che nun se capisce de che religgione è?

    La Diocesi di Lugano andò stà? in Amazzonia?
    ma ci faccia il piacere….!!!!!!

    3 Marzo, 2009 - 16:19
  39. fiorenza

    Se fosse storicamente fondata e non leggendaria, la notizia che Carlo il Buono conte di Fiandra stabilì la confessione e la comunione per i condannati a morte sarebbe un esempio entusiasmante del contributo di un laico alla preoccupazione per la “cura animarum” in un secolo in cui il clero era del tutto impari al suo compito.
    Agli inizi del XII secolo, quando lui è vissuto, la confessione individuale non c’era ancora, mi sembra. Era ancora in vigore, sempre più, però, declinando, l’antica penitenza pubblica. Quando, cento anni dopo, il Concilio Laterano IV (1215) rese obbligatoria la”confessione auricolare” (dalla bocca del peccatore all’orecchio del sacerdote) che prevede “l’esame di coscienza”, la Chiesa non fece altro che prendere atto di tutto un movimento di crescita, nato in seno al mondo laico, che vedeva emergere, lentamente, l’individuo, prima assorbito nella comunità di appartenenza. E’ dal basso, dalle strade dei nuovi centri urbani, che nasce la richiesta di essere ascoltati individualmente e soccorsi nei propri bisogni spirituali, e che le pratiche introspettive, prima patrimonio solo dei monaci, si estendono anche all’ultimo dei peccatori.
    E ancora per lungo tempo a queste aspirazioni dei laici sarebbe mancata ogni risposta, se non fossero nati gli Ordini Mendicanti.

    3 Marzo, 2009 - 17:43
  40. don78

    Il Magistero della chiesa è andato a rimorchio di molte conquiste della civiltà moderna. Gli esempi gli hanno già citati altri in questo post. E sono convinto che continuerà a farlo, con i suoi tempi, anche su temi che fanno rizzare le orecchie a qualcuno (anche tra i cattolici più democratici di questo blog): leggi ruolo delle donne nella chiesa e omosessualità (scusate se torno sulla sessualità, ma qualcuno l’aveva già citata).

    Su una cosa sono pronto a scommettere però, che su questi ultimi temi il rimorchio arriverà dopo la mia vita terrena.

    3 Marzo, 2009 - 17:55
  41. don78, qualcuno comincerebbe a fare qualche rito woodoo su di te… attento! 🙂

    3 Marzo, 2009 - 18:10
  42. Perchè la Chiesa deve affrontare altre tematiche o problematiche, quando può fare quello che ha fatto per secoli, evitare fino a quando non è più possibile?
    Immagino la tematica sacerdote sposato, o sposato sacerdote.
    sottotematica: sacerdote separato e assegni alimentari…
    sottotematica: sacerdote divorziato

    Generalmente al buon senso comune va bene che il tema resti confinato nel “io so, che tu sai, che egli sa, ma ufficialmente io non so”.
    Quel buon senso di Pater familias di tanti vescovi in ogni parte del mondo, dall’Africa, all’Asia, alle Americhe, all’Europa.

    3 Marzo, 2009 - 18:21
  43. don78

    hai ragione maioba…

    ma non credo che saranno quelli che desiderano che il rimorchio si affretti 😉

    3 Marzo, 2009 - 18:50
  44. raffaele.savigni

    La Chiesa non deve andare a rimorchio della civiltà moderna, ma discernere attentamente e seguire “ciò che lo Spirito dice alle Chiese”. Così è avvenuto nei confronti delle culture greco-latina, germanica,slava ecc., e così sono certo che avverrà in futuro, al di là di ritardi o cedimenti a mode contingenti.
    Non credo che ci sarà un “nuovo vangelo” sulla sessualità, ma solo qualche chiarimento sui dettagli.
    A MassimoD: la persona dell’omosessuale va rispettata (ed anche il suo diritto di vivere come vuole in privato); ma non si può pretendere un riconoscimento in positivo attraverso le leggi. Altrimenti ricadremmo in una forma di Stato etico che si arroga il diritto di decidere cosa e bene e cosa è male (magari censurando chi osasse criticare le teorizzazioni dei gay, che avrebbero voluto escludere dal Festival di sanremo una canzone peraltro molto rispettosa nei confronti delle persone). La tendenza gay non è una scelta etica; lo è invece la decisione di sbandierare l'”orgoglio gay” in pubblico.

    3 Marzo, 2009 - 19:29
  45. raffaele.savigni

    Maioba, mi pare che gli atti degli Apostoli, le lettere di san Paolo e l’epistola agli Ebrei rileggano e reinterpretino chiaramente le norme del Levitico sulla purità rituale e sui sacrifici. Non dico che tutto sia semplice, ma alcuni criteri di ermeneutica biblica mi sembrano chiari. Gesù prende chiaramente posizione contro il divorzio (concessione temporanea per la “durezza di cuore” degli uomini), contro l’adulterio (pur perdonando l’adultera), e lascia intendere chiaramente che la poligamia e la legge del levirato sono superate.Il matrimmonio come unione monogamica ed eterosessuale stabile mi sembra un valore permanente, al quale oltretutto è strettamente connesso un simbolismo nuziale che permea il Nuovo Testamento ma già i Profeti (ad es. Osea).

    3 Marzo, 2009 - 19:35
  46. raffaele.savigni

    La questione del celibato evocata (con battute a mio avviso non del tutto felici) da Matteo è un’altra cosa: è una norma disciplinare che può cambiare. Tant’è vero che le Chiese cattoliche di rito orientale hanno preti sposati, così come la Chiesa ortodossa (che non ha invece il sacerdozio femminile).

    3 Marzo, 2009 - 19:38
  47. don78

    Ne abbiamo visti di “nuovi vangeli”….

    su
    schiavitù
    pena di morte
    libertà religiosa
    democrazia
    diritti umani
    etc. etc.

    In realtà non sono affatto “nuovi vangeli”, ma approfondimenti dell’unico Vangelo.

    E se ne vedranno di altri “nuovi vangeli” nei decenni futuri…. basta sapere un po’ di storia. Ad un bravo cattolico di fine ‘800 gli verrebbe un colpo a leggere qualche pezzo di Magistero del secolo scorso. E’ la stessa orticaria che viene a molti oggi quando si toccano alcuni temi.

    Chi vivrà vedrà, io non credo.

    3 Marzo, 2009 - 19:59
  48. Syriacus

    [ 29 December 2008, 15:03

    Metropolitan Kirill opposes church reforms

    Moscow, December 29, Interfax – There will be no reforms in the Russian Orthodox Church when a new Patriarch takes office, Patriarchal Locum Tenens Metropolitan Kirill told the media in Moscow on Monday.

    “I strongly oppose any church reforms. Besides, I do not think that any of the 145 archbishops that may be nominated for Patriarch have reform aspirations,” he said.

    Russia has twice learned “the necessity of careful attitude to traditions, especially church traditions,” the Metropolitan said.

    “The first lesson we learned was the church split by Old Believers. Our second lesson was the notorious innovations of the 1920s. Both processes caused agitation and divided people but neither of them reached the goals set by the reformers,” he told.

    “Church reforms cannot attain their goals unless these goals are rooted in people’s life,” Metropolitan Kirill remarked.

    “Our Church is strong with its ability to preserve the belief and the flawless moral paradigm and to pass them over from one generation to another,” the Metropolitan said.

    “The Church is conservative by nature, as it maintains the apostolic belief,” he added.

    “If we want to pass the belief from one generation to another for centuries, the belief must be intact. Any reform damaging the belief, traditions and values is called heresy,” he said.

    Meanwhile, secular reforms that undermine traditions of “theological and moral values” are dangerous for the country, Metropolitan Kirill said.

    “Life has shown that Russia accepts ideas that do not break its backbone. People rejected everything suggested in the 1990s as kind of an intellectual project,” he said.

    http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=5563 ]

    3 Marzo, 2009 - 21:23
  49. Massimo D

    Che dire? Una persona illuminata, questo patriarca.
    Comunque non è molto chiaro di quali riforme stia parlando Kirill.

    3 Marzo, 2009 - 21:39
  50. Syriacus

    “La Chiesa è conservatrice per natura, poiché mantiene la fede apostolica. Se vogliamo trasmettere la fede da una generazione all’altra per secoli, la fede deve restare intatta. Ogni riforma che danneggi la fede, le tradizioni e i valori è chiamata eresia.” , l’ha detto +Kirill , solo un mese prima di essere eletto Patriarca di tutte le Russie.

    (Se non mi avessero detto di chi erano quelle parole, avrei potuto benissimo attribuirle a , che so, Tissier de Mallerais, fra i viventi nel 2009.
    Però, con Kirill, Kasper ci va a parlare. Mi spiego: non è così “religiously incorrect”, professare certe idee, se sei “un fratello separato ortodosso”. Ma se, a parità di idee su liturgia e dottrina immutabile, aspiri ad essere anche solo un alveolo del “polmone d’occidente” del cristianesimo, allora…)

    3 Marzo, 2009 - 21:54
  51. Syriacus

    Voglio dirla fuori dai denti: secondo me, questa tolleranza con il “connaturato tradizionalismo” slavo-ortosso (e di molte Chiese d’Oriente, più in generale), è una sorta di malcelato “paternalsimo culturale” verso popoli per i quasi si ritiene (ma non si dice a voce alta…) che debbano “fare ancora molta strada”.

    “Ma sì”, certuni penseranno, “Lo ‘zar Vladimir’ non vuole giornalisti scomodi che parlino di Cecenia…Come Kirill non vuole ‘eretici’ che reclamano di poter pregare non solo in paleoslavo…” I novatori ecclesiali zittiti da Kirill come Putin zittisce Kasparov, o peggio..E così via.. “Due facce della stessa medaglia”, commenterà infine il paternalista occidentale di turno.

    Sono convintissimo che *nel subconscio* di molto personale di facoltà teologiche tedesche, gli Ortodossi siano considerati una sorta di “Unterchristen” inferiori perchè ‘strutturalmente sottosviluppati’ e ‘ontologicamente antiprogressivi’. (Anche se, ancora più sotto sotto, gli si invidia sempre qualcosa…Come anche alla Prima Roma, ça va sans dire..)

    3 Marzo, 2009 - 22:07
  52. Massimo D

    Syriacus, temo tu abbia almeno in parte ragione. L’idea è: dì pure quello che vuoi, Kirill, basta che queste cose le dici a casa tua.
    Ma considera anche che sappiamo molto poco per giudicare: ad esempio, di quali riforme parla Kirill? Cosa rappresentano queste chiese nel contesto della Russia post-sovietica?

    [E poi mi dico un’altra cosa: non è che lo stesso senso di paternalimo ce l’hanno le chiese riformate nei confronti della cattolica?]

    3 Marzo, 2009 - 22:31
  53. Syriacus

    [Comunque, per Don78 -sempre a proposito di ‘urticariae’..- : forse si ricorda di quando, nel dicembre 2007, venne chiamato a succedere a Utrecht al Cardinal Simonis, il Vescovo “ultraconservatore e omofobo” Willem Jacosa gli dispiacque non poco, anche perchè aveva individuato un candidato di gran lunga migliore -alla luce anche di una ‘illuminata’ intervista il link al quale gli fornii qui- . Quel potenziale candidato alternativo “progressista”, era Mons. de Korte, allora Ausiliare di Utrecht. Bene -e qui è il punto- è da mesi che gli devo la notifica di una “buona nuova” (per il Rev. Seventyeight, it goes without saying..) : lo scorso 18 giugno, Nicolaus de Korte è stato ‘promosso’ a Vescovo di…Groningen.
    (Bene, adesso non ho più questo arretrato informativo per Fr78, da sbrigare..:) ]

    3 Marzo, 2009 - 22:35
  54. Syriacus

    Un (grave) refuso im quanto da me appena postato: il nome del nuovo Arcivescovo di Utrecht [dopo la lunghissima era Simonis -che, pensate, avrei desiderato come Papa -visto che Josephus manco me lo immaginavo, lassù..!- lo scorso Conclave] è : Willem Jacobus Eijk (il quale non è ancora cardinale).

    3 Marzo, 2009 - 22:39
  55. Syriacus

    [Vabbè, faccio prima a ripostare corretto:]

    “Comunque, per Don78 -sempre a proposito di ‘urticariae’..- : forse si ricorda di quando, nel dicembre 2007, venne chiamato a succedere a Utrecht al Cardinal Simonis, il Vescovo “ultraconservatore e omofobo” Willem Jacobus Eijk. La cosa gli dispiacque non poco, anche perchè aveva individuato un candidato di gran lunga migliore -alla luce anche di una ‘illuminata’ intervista il link al quale gli fornii qui “Caro Syriacus
    1) dopo aver letto l’intervista http://www.natcath.org/NCR_Online/archives2/2007d/121407/121407i.htm
    ho scoperto che de Korte era il mio candidato preferito… purtroppo postumo…”- . Quel potenziale candidato alternativo “progressista”, era appunto Mons. de Korte, allora Ausiliare di Utrecht. Bene -e qui è il punto- è da mesi che gli devo la notifica di una “buona nuova” (per il Rev. Seventyeight, it goes without saying..) : lo scorso 18 giugno, Nicolaus de Korte è stato ‘promosso’ a Vescovo di…Groningen.
    (Bene, adesso non ho più questo arretrato informativo per Fr78, da sbrigare..:) ]

    3 Marzo, 2009 - 22:51
  56. Syriacus

    Notate, quando il ventottenne Ieromonaco Alexander, responsabile delle “relazioni esterne” dell’ortodossia russa per buona parte dell’Europa, traccia un parallelo fra “Vecchi Credenti” e “Lefebvriani” e dice:

    “Secondo noi, non si possono imporre ai fedeli delle riforme, fossero anche conciliari, senza il pieno consenso e la totale ricezione del popolo di Dio. Sarebbe far violenza al Corpo di Cristo! La Chiesa russa ha conosciuto uno scisma per ragioni liturgiche, dopo il concilio del 1666-1667. E’ lo scisma dei vecchi credenti. Eppure le riforme erano molto meno rilevanti di quelle che hanno marcato il concilio Vaticano II. Ma delle scomuniche furono lanciate all’epoca e lo scisma dura sempre. Nel 1970, il patriarcato di Mosca, ad iniziativa del metropolita Nicodemo (Rotov) ha tolto quelle scomuniche e anatemi. Ma, in un certo modo, era troppo tardi. Credo modestamente che il papa abbia avuto ragione: togliere le scomuniche rapidamente è una cosa necessaria per non lasciare che uno scisma perduri”

    si potrebbe ricordare che, in soldoni, nella vulgata, i Vecchi Credenti sono quelli che hanno fatto uno scisma “per le tre dita al posto delle due”.

    (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Vecchi_credenti )

    Inoltre -e lo dico perchè quel fatidico 7/7/7 Luigi fu tra i primi commentatori a metterlo in rilievo- , non può non venire alla mente quel passaggio della Lettera di accompagnamento al motu proprio Summorum Pontificum, dove Benedetto XVI scrive:

    “Guardando al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare. Questo sguardo al passato oggi ci impone un obbligo: fare tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell’unità, sia reso possibile di restare in quest’unità o di ritrovarla nuovamente” .

    3 Marzo, 2009 - 23:10
  57. Syriacus

    ..Ve la immaginate una Littizzetto sbraitare a squarciagola ad una programma della tivù di stato russa; “Paatriaaaarch” (anzichè Eeemineeenz” ) ?

    :

    [Martedi 23 Dicembre 2008

    (SIR) – EUTANASIA: LETTERA DEL METROPOLITA KIRILL (PATRIARCATO MOSCA) AL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO

    La Chiesa ortodossa russa appoggia la posizione del Granduca Henri di Lussemburgo che lo scorso 1° dicembre si è rifiutato di firmare una legge che è stata in seguito adottata dal Parlamento lussemburghese sulla eutanasia. Il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad e locum tenens della sede patriarcale di Mosca (rimasta vacante dopo la morte del Patriarca Alessio II) ha scritto una lettera al Granduca del Lussemburgo per manifestargli il “sostegno” della Chiesa di Russia per il suo “gesto di coraggio e di fedeltà alle convinzioni che appartengono alla maggioranza degli europei”. “La legalizzazione dell’eutanasia – scrive il metropolita in una lettera diffusa oggi dal portale in lingua francese della Chiesa ortodossa russa in Francia – è un attentato al dono sacro della vita. Una tale pratica snatura il dovere del medico di preservare la vita e non di metterle un termine. I cristiani sanno cosa rappresentano le sofferenze delle persone con malattie incurabili. Essi pregano per il sollievo del loro dolore e si danno da fare per aiutarli e sostenerli. Mettere a morte i pazienti o aiutarli nel suicidio è assolutamente inaccettabile per noi”. “Sono convinto che la fedeltà ai valori tradizionali dei popoli del continente europeo ci aiuterà a preservare le fondamenta stesse della nostra casa comune”. ]

    3 Marzo, 2009 - 23:25
  58. roberto 55

    Vorrei complimentarmi con Affus per il suo intervento di ieri 2 marzo – ore 23.21: con queste sole 4 parole hai dato davvero il meglio di te stesso ! E’ il tuo più bell’intervento da quando frequenti il “pianerottolo” di Luigi.

    Roberto 55

    3 Marzo, 2009 - 23:26
  59. don78

    Grazie Syr per le informazioni, tuttavia di De Korte sapevo già da subito (la mia storia mi ha portato a conoscere molti insiders della Chiesa Cattolica in Olanda). Meno sapevo delle dichiarazioni di Cirillo e dei suoi monaci, che ci hai propinato in maniera plurima e pluriligue… come eccessiva razione di pomata antiurticante.

    Non per nulla sono contentissimo di essere cattolico.

    Syryyyyyyyyyy (alla Littizzetto)! I missed you sooooooo much!!

    4 Marzo, 2009 - 9:14

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