Con Gesù nella sinagoga di Nazaret: ma che dice mai questo falegname?

Lunedì 8 novembre a Pizza e Vangelo, via Zoom, leggiamo da Marco 6, 1-6 il rifiuto della predicazione di Gesù da parte dei compaesani di Nazaret: “Non è costui il falegname?”; e il Maestro che “si meravigliava della loro incredulità”. Nei commenti la scheda di preparazione alla lectio e l’invito di tutti a partecipare.

19 Comments

  1. Luigi Accattoli

    I compaesani di Nazaret non credono a Gesù. In giorno di sabato Gesù si presenta nella sinagoga del suo paese e si mette a insegnare, provocando una reazione di incredulità e di rifiuto. Ne viene il richiamo a un motto proverbiale che qui Gesù formula con queste parole, ma che si ritrova con qualche variante in tutti i quattro Vangeli: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”.
    Questo motto ci segnala che Gesù era consapevole del molteplice rifiuto al quale andava incontro con lo svolgimento della sua missione: rifiuto da parte della famiglia, del clan, dei compaesani, delle autorità religiose, dell’intero popolo d’Israele. La sintesi simbolica, o teologica, dell’insieme di tali rifiuti la fornisce il Vangelo di Giovanni, che nella solennità del prologo così la esprime: “Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto” (1, 11); mentre in sede narrativa così la segnala: “Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui”.
    Non abbiamo dunque a che fare con un mero aneddoto fattuale, di ciò che capitò quel tale sabato nella sinagoga di Nazaret, ma con un anello centrale della catena del rifiuto a cui Gesù va incontro: il terzo, quello del borgo dove tutti lo conoscevano, mediano tra quello parentale e quello dell’intero Israele che troverà voce nel grido della folla di Gerusalemme: “Crocifiggilo”.

    6 Novembre, 2021 - 18:57
  2. Luigi Accattoli

    Marco 6, 1-6. Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?”. Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. 5E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. 6E si meravigliava della loro incredulità.

    6 Novembre, 2021 - 18:58
  3. Luigi Accattoli

    v. 1: venne nella sua patria. A Nazaret Gesù era cresciuto, lì abitavano i suoi parenti, come leggiamo più avanti, al versetto 3. Lasciando Nazaret egli dà avvio alla vita pubblica: “in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni” (Marco 1, 9). Il posseduto che Gesù libera nella sinagoga di Cafarnao (Marco 1, 24) gli si rivolge con le parole: “Che vuoi da noi, Gesù nazareno?”, cioè Gesù che vieni da Nazaret.
    v. 2: si mise a insegnare nella sinagoga. Gesù è un ebreo osservante e dunque si attiene all’osservanza, che prescrive nel giorno di sabato l’adunanza in sinagoga. Le sue presenze nelle sinagoghe sono segnalate una decina di volte nell’insieme dei Vangeli e riassuntivamente in Giovanni 18, 20 egli dice di sé, in risposta al Sommo Sacerdote che in Sinedrio l’interroga sul suo insegnamento: “Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto”.
    v. 3: Non è costui il falegname? Cioè: non è uno di noi? Il falegname che ben conosciamo? Domanda dal tono spregiativo, come a dire: che mai potrà insegnare un falegname? – Il passo parallelo di Matteo ha “figlio del falegname” (Matteo 13, 55). Celso, polemista anticristiano del secondo secolo, ironizza sul fatto che “il maestro dei cristiani era falegname di mestiere” (Contro i cristiani VI, 34-36).

    6 Novembre, 2021 - 18:59
  4. Luigi Accattoli

    v. 3b: il figlio di Maria. Questo è l’unico luogo in Marco dove Maria è chiamata per nome. Marco è l’evangelista che fa meno spazio alla madre di Gesù.
    v. 3c: il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? Solo Giacomo e Giuda compaiono in altri passi del Nuovo Testamento.
    v. 3d: E le sue sorelle, non stanno qui da noi? Delle sorelle non si danno i nomi: contavano di meno. Sono tutte domande, cinque, esprimenti stupore e anche risentimento per un falegname che si impalca a maestro.
    v. 3e: Ed era per loro motivo di scandalo. Skandalon: pietra che fa inciampare. Parola e concetto di grande rilevanza nella letteratura biblica.
    v. 4: Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. Il proverbio è citato da Gesù in forme varie in tutti i Vangeli e in Giovanni 4, 44 è così echeggiato: “Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria”. L’incomprensione di Gesù “tra i suoi parenti e in casa sua” era già stata narrata da Marco con l’episodio pittoresco dei “suoi” – compresa Maria – che erano andati a cercarlo per riportarlo casa, dicendo: “E’ fuori di séè [vedi 3, 20s.31-35); ed è in connessione a quella drammatizzazione che Marco accenna all’incomprensione “tra i suoi parenti”.
    v. 6: E si meravigliava della loro incredulità. Eccoci a una chiara segnalazione della lenta crescita, in Gesù, di quella che sopra abbiamo chiamato “consapevolezza del rifiuto a cui andava incontro con la sua missione”. A questo stadio – diciamo – non si aspettava una tale incredulità.

    6 Novembre, 2021 - 19:00
  5. Luigi Accattoli

    Gesù rispetta chi non l’accoglie. Concludiamo con due osservazioni di teologia narrativa: una sull’importanza dell’incredulità dei compaesani nell’intera vicenda di Gesù; l’altra sul limite invalicabile delle sue facoltà messianiche: egli comanda, al vento e al mare, ai demoni e alle malattie, persino alla morte, ma non può nulla verso chi non l’accogliere. Chiama alla conversione, ma non può nulla verso chi rifiuta la chiamata: “E lì non poteva compiere nessun prodigio”. Lì: cioè nell’incredulità degli uditori.
    L’importanza dello scontro con i compaesani è segnalata dal fatto che ne parlano tutti i Vangeli e tutti – in momenti e contesti diversi – riportano il motto sul profeta che non trova ascolto in patria. Lo scontro con quelli di Nazaret è dunque molto bene attestato, un elemento chiave della vita pubblica. Non l’accolgono i familiari, non l’accoglie il clan, non l’accoglie il borgo dov’è nato: egli è dunque come costretto a crearsi una nuova famiglia, una nuova comunità. Infatti qui in Marco immediatamente dopo questo scontro con i compaesani, Gesù manda in missione i dodici – la sua nuova famiglia.
    Quanto alla fede dell’uditore della Parola di Gesù, necessaria perché il Figlio di Dio possa operare i suoi “segni”, conviene che registriamo questa riprova negativa, dopo le tante affermazioni in positivo incontrate fino a qui, formulate con l’espressione cardine: “La tua fede ti ha salvata, o salvato”.

    6 Novembre, 2021 - 19:01
  6. Luigi Accattoli

    Ma il Vangelo non è una pizza. Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 18 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.

    6 Novembre, 2021 - 19:05
  7. Luigi Accattoli

    Venga chi vuole. Siamo un gruppo di una ventina di lettori della Bibbia che da quasi vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli e ora stiamo leggendo il Vangelo di Marco. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 8 novembre. L’ultimo appuntamento fu lunedì 25 ottobre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 29 ottobre:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/con-gesu-che-dice-a-giairo-non-temere-soltanto-abbi-fede/

    6 Novembre, 2021 - 19:09
  8. Teobaldo Mattioli

    Può affascinare questo Falegname,
    diventa persino trascinante,
    può diventare l’affetto fondamentale di una vita,
    soprattutto di persone che si lasciano in gioventù rapire profondamente…

    Ma nessuno, nessuno, nel nostro mondo cattolico,
    nel mondo del vissuto spirituale,
    osa parlare di quanti si sono trovati ingannati e delusi,
    o da questo affetto, o da questa fede/fiducia/innamoramento…

    è uno dei più incredibili tabù di cui non si trova traccia…
    c’è la paura di parlarne
    e c’è anche il rifiuto a sentirne parlare

    scambiati per persone entrate in ateismo o anticristianesimo….

    Dunque…
    il Falegname ha trovato colpevole inaccoglienza…che lui ha “finto” di rispettare….?

    o in fondo, spesso è stato impotente e incapace di rispondere alle sofferenze umane…. e alle grida di aiuto e dolore…..?

    al di là della “mitica” capacità di far raccontare diversi suoi miracoli…?

    posso seguire affascinato un bravo predicatore….
    ma
    quanti…. rimangono bruciati psicologicamente
    da quello che diviene
    un affetto non corrisposto….????

    Se Gesù è una persona vera,
    con Lui e per lui,
    valgono le stesse regole di interrelazione affettiva che valgono universalmente per tutti gli umani sulla terra…

    Come vivere il fallimento di Gesù nelle relazioni…?

    Soprattutto,
    quando una persona comincia a guardare ai propri ultimi tempi di vita ….! e comincia a fare di conto…?

    e…vuole capire la relazione burrascosa e incompresibile con questo Falegname…. tanto bravo… in parole e in opere….!!!

    7 Novembre, 2021 - 17:20
  9. Lorenzo Cuffini

    Non avresti potuto esprimere meglio la realtà delle cose, Teo.

    8 Novembre, 2021 - 7:25
  10. Cosa di questo Falegname? Matteo ci riporta tutto il Sermone della Montagna (%, 3 – 7 – 29).
    Prima le Beatitudini, che sovvertono il modo di pensare corrente: Beati i poveri … Beati quelli che sono nel pianto … Beati i miti perché possederanno la terra … Poi un discorso inaspettato: Non “Io sono .. “, ma “Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo …”. E quindi tutto un seguito di precetti mai sentiti: “Non giudicate, non condannate. Perdonate. Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi odiano: Non potete dare il libello di ripudio alla moglie dalla quale vi volete distaccare”.
    Il Sermone della Montagna presenta un progetto di vita assai elevato, quasi provocatorio, una sorta di sfida. Prendere o lasciare. E se valesse la pena tentare di seguire questo Falegname? Questi precetti sono troppo ardui, non provengono da una persona qualsiasi. Vale la pena credere. Caro Teobaldo Mattioli, e se rimaniamo delusi? ma è la debolezza del nostro essere, non certo la negazione che varrebbe la pena perseguire quelle mete.

    8 Novembre, 2021 - 7:38
  11. La lettura del Sermone della Montagna è l’ultimo passo (dopo più di vent’anni) del Cammino Neocatecumenale. Sant’Agostino diceva: “Credo quia absurdum”. Io dico: “Credo perché è estremamente difficile. Ma con l’aiuto di Lui voglio cercare di arrivare alla vetta, perché nessuno ha mai posto un obiettivo così alto al genere umano.”

    8 Novembre, 2021 - 7:44
  12. Errata corrige: Cosa dice questo Falegname? Matteo ci riporta tutto il Sermone della Montagna (5, 3 – 7, 29). Scusate.

    8 Novembre, 2021 - 7:47
  13. Lorenzo Cuffini

    Non è la debolezza del nostro essere, a fare problema.
    E’ la debolezza del nostro Dio.
    Persino “le beatitudini”, garantito, possono diventarti segatura.
    Menomale che c’è Cristo fallito, abbandonato, crocifisso.

    8 Novembre, 2021 - 8:03
  14. L’establishment rifiuta Gesù perché non emerge con i criteri selettivi dell’apparato, tutti intrisi di formalità e di interessi concreti. Non interessa la luce, la vita, che dona. Nei vangeli vediamo che quando non è manipolato dal potere il popolo pende dalle labbra di Cristo perché si sente amato, compreso nel suo umano cammino, nei suoi bisogni, nelle sue sofferenze. Il popolo dal vivo sperimenta il beneficio concreto dei doni di Dio. Utile osservare che non altrettanto facilmente ciò può avvenire tramite i mezzi di comunicazione perché essi rischiano di restare in astrazioni togliendo la vera e specifica vicinanza. Per questo Gesù non ha scritto. Per questo la Parola va prima di tutto letta dal vivo, nella comunità cristiana.
    Osservo dunque con affetto l’opera difficile e mirabile che invece Luigi riesce a sviluppare con l’aiuto di tanta brava gente in questi incontri da remoto.

    8 Novembre, 2021 - 14:16
  15. maria cristina venturi

    Posso capire che molti, in tutte le epoche , in tutti i luoghi, si siano sentiti, si sentano ingannati/delusi dal Falegname di Nazareth, se credono che sia stato solo ed esclusivamente un uomo ,per di piu’ perdente perche’ crocifisso e che apparentemente non ha risolto alcun problema terreno .Il primo fra i delusi fu probabilmente Giuda Iscariota, che si era aspettato chissa’ quale Messia vittorioso…Fra gli ultimi in ordine cronologico tra i delusi dal Falegname c:e”il filosofo Nietzsche,propugnatore del nihilismo.
    Non capisco pero’ assolutamente chi ,da cattolico,dicendosi credente, parla di ” Cristo fallito” . Cosa festeggia Lorenzo Cuffini a Pasqua? Non festeggia forse la Resurrezione di Cristo?Non crede forse che Gesu’ e’ risorto, e’veramente risorto? E allora come puo’ parlare di Cristo fallito? Se Cristo e’ risorto non e’ affatto fallito, e’fallito solo agli occhi del mondo, agli occhi degli stolti, di chi non ha la fede. Se, come cattolici, non crediamo neppure piu’ nella Resurrezione di Cristo e nel fatto che Egli, il Falegname di Nazareth, e’ vivo e siede alla destra del Padre e verra’ nella gloria giudicare i vivi e i morti, ( e non e’ affatto un fallito) se non crediamo neppure piu’ in questo che cattolici siamo ?

    8 Novembre, 2021 - 15:31
  16. roberto 55

    MA BEN RITROVATO, TEO !
    Che bello leggerti ! ………. e solo il buon Dio sa quanto il “pianerottolo” ha bisogno anche della tua presenza !
    Un abbraccio !

    Roberto Caligaris

    8 Novembre, 2021 - 21:51
  17. Lorenzo Cuffini

    Toh guarda, quanta santa indignazione.
    Il pippone omiletico parte , in certi casi, come riflesso automatico.
    Pace, non è una novità.
    La paura di mettere in discussione un’immagine di Dio che ha una risposta per tutto e una soluzione per ogni problema – intrinsecamente pagana e anticristica, ma per qualcuno rassicurante e corazzevole – potrebbe anche fare tenerezza.
    Fino al momento in cui uno si rende conto dei danni mostruosi che opera; specie tra quelli che , credenti, devono misurare sulla loro pelle l’altezza, la lunghezza, la larghezza e la profondità del crollo di quella idea, del silenzio fattuale , vero, quotidiano di Dio, della sua assenza incredibile ( letteralmente, per come si è creduto fino a quel momento ) dalla “scena del delitto.” Dove, particolaruccio di poco conto, l’ “oggetto del delitto” sei tu stesso: anima e corpo.
    E, attenzione: non ci sono foglie di fico e non ci sono paracadute.
    Filano nel cestino della carta straccia gli avverbi, specie quell’ “apparentemente ” con cui ci si crede furbi e si pensa di poter far quadrare le cose.
    Dunque : Cristo “apparentemente” sconfitto. Come no.
    “Apparentemente” senza aver portato soluzione ai problemi umani. Come no.
    Il trucco dell’apparentemente, non funziona.
    Gesù Cristo E’ uno sconfitto. Gesù Cristo NON HA PORTATO alcuna soluzione ai problemi umani. E’ venuto, e’ vissuto, è morto, è risorto: e lo ha fatto nella sconfitta più evidente e lasciando tutto, dicasi tutto, esattamente come l’ha trovato. Sofferenza, dolore, morte, e compagnia cantando sono rimaste identiche a prima, e così saranno fino alla fine dei tempi. Apparentemente, un corno. Niente di apparente nella suo fallimento, nella sua solitudine, nel suo abbandono, nei tradimenti subiti, nella sua condanna, nella sua forca, nel suo crepare e nel suo sepolcro.
    “Apparenti”, piuttosto, sono le immagini che ci abbiamo affannosamente costruito sopra, per mitigare quello scandalo intollerabile , quello sì, del Dio ultimissimo e inermissimo.
    Dai Cristi pantocratori, impassibili e algidi come se la sua sofferenza fosse stata un incidente di percorso, alle croci vuote, o con un candido lenzuolo svolazzante al vento.
    Schermi, maschere, simboli .
    Ma c’è una realtà che piu’ realtà di così non esiste: è quella del calvario, della Sindone, per capirsi, che ti sbatte in faccia le cose come stanno.
    E le cose stanno così: che Gesù Cristo per noi è Dio, ha patito è morto ed è risorto.
    Ha salvato il mondo, e lo ha fatto dal punto più basso e più infimo della desolazione , della sconfitta e della sofferenza.
    Per cui si calmi sua santità la papessa: per quanto ai lettori non freghi nulla, a sua precisa domanda rispondo: non sono io a non credere alla Resurrezione di Cristo.
    Fallito, abbandonato e crocifisso , Cristo risorge .
    ” Egli, il Falegname di Nazareth, e’ vivo e siede alla destra del Padre e verra’ nella gloria giudicare i vivi e i morti” ; con ben visibili nel suo vero corpo le ferite e le piaghe della sua passione.

    9 Novembre, 2021 - 2:14
  18. Teobaldo Mattioli

    In una relazione tra persone in cui dentro c’è Gesù,
    una delle persone,
    è assurdo pretendere che Gesù sia un responsabile della relazione… la colpa è sempre degli altri,
    molto tipico in un mondo fortemente ideologizzato,
    dove Gesù è oggetto di una religione, e l’oggetto di una religione non si discute, mai….

    ecco perchè non cè più bisogno di preti, di chiese….

    Ma Gesù  è solo  l’oggetto di una religione,  da adorare…?
    Se Gesù è una persona viva, come tale è soggetto di un incontro,
    ed è soggetta alle leggi delle relazioni umane,
    capacità di empatia, disprezzo, rifiuto,

    Il Falegname è una persona che fallisce in quasi tutto il suo mondo di relazioni,
    i parenti, il clan, il gruppo degli amichetti…

    Prendere o lasciare…
    si vuol far credere….Gesù come una fede calcistica, Roma, Milan…

    Prendere o lasciare… è così che il Falegname Gesù incontra le persone…?

    Prendere o lasciare….così farebbe un ragazzo o una ragazza, un uomo o una donna per iniziare una relazione….??  di affetto, di amicizia….

    Che strano mondo quello degli autoconvincimenti…!

    Nessuno, anche se battezzato, può essere obbligato a credere senza incontrare questo Falegname,

    siamo usciti dal regime di cristianità, dove esisteva il solo obbligo a credere, senza il diritto delle proprie ragioni, senza il diritto a chiedere…

    Non si crede perchè è assurdo e spaventoso, si crede perchè Lo si è incontrato….

    terribile la negativizzazione di un diritto alla relazione
    accostato a Giuda e Nietzsche (i quali umanamente stimo)…

    In fondo non mancheranno mai gli accusatori di Giobbe….
    difensori del Grande Tabù….mai si deve osare chiedere conto al Falegname del suo operato,

    ma cosa si ha da perdere…?  Bisogna continuar ad essere ipocriti fino e davanti alla morte…?

    Questo vuole il Falegname…?

    Grazie a Luigi, Roberto, Lorenzo, Antonella, Maria.

    9 Novembre, 2021 - 23:03

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