Mandatemi le scritte sui muri

Due parole: Davide parlami…”: letto a Roma, in via Marcora, vicino alla sede delle Acli. Mi ricorda un altro messaggio murale, letto il marzo scorso a Bologna, in via Zamboni, zona Università: “Fede anche se tu non mi vuoi sentire io scrivo qui che sono innamorata persa di te“. Invito i visitatori del blog a segnalare le scritte che trovano sui muri. Aiutano ad ascoltare la passione degli umani.

3 Comments

  1. “Sì, una volta mi sono sbagliato: quando dissi che era tutto finito. La morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è stata invece l’inizio. Sì, l’inizio di una nuova epoca di lotta a Cosa Nostra”. So che questo spazio è dedicato alle frasi murali. Quella che ho appena scritto non lo è. E’ una dichiarazione che mi rilasciò Antonino Caponnetto, capo storico del pool antimafia di Palermo, durante un’intervista che ebbi la fortuna di riuscirgli a strappare durante una sua visita in una scolaresca nel ’96 a Battipaglia, la mia città. All’epoca lavoravo per una Tv locale. Il dottor Caponnetto, dopo aver ricordato a lungo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rispose così alla mia domanda se mai si fosse pentito di aver detto o fatto qualcosa durante la sua vita. Dopo la strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita Borsellino e gli agenti della scorta, Caponnetto ai microfoni Rai disse:” E’ tutto finito”. Ho rivisto questa scena stanotte sulla terza rete Rai. Ed ho ricordato che Caponnetto mi tenne le mani strette tra le sue durante tutta l’intervista, proprio come fece con il giornalista Rai che lo intervistò dopo la morte di Borsellino. Ricordo l’energia che trasmettevano quelle mani tremanti di un anziano signore che aveva contribuito a sconfiggere il Male rappresentato dalla Mafia. Non so se Caponnetto fosse credente o meno, ma sono intimamente convinto che ora stia godendo il suo meritato riposo tra i Santi. “Beati gli operatori di pace”.

    4 Agosto, 2006 - 12:32
  2. titti

    Le scritte sui muri, che aiutano ad ascoltare la passione degli umani, è un invito al quale è difficile sottrarsi. Nel breve tratto che va da casa mia a casa del mio più caro amico, ne abbiamo trovate alcune dove le passioni “gridano” .
    Avevamo letto mesi fa sul muro di una bella casa di via Sestio Calvino a Roma :” Giulia sei l’angelo del mio inferno” … quella scritta è ancora lì inquietante e disperata, con le sue grandi lettere di vernice nera su mattoncini tipo “cotto romano”. Ogni volta che la leggo mi viene spontaneo pensare a Giulia sperando che continui ad essere sempre un angelo, augurando all’autore che quell’inferno sia finito …

    5 Agosto, 2006 - 17:59
  3. Luigi Accattoli

    Titti, sei la prima che manda una scritta! Brava. La possibilità che una donna sia un angelo nell’inferno di un uomo è detta anche in una canzone di Paola Turci del 1991, intitolata “Il filo di Arianna”, dove si immagina che lei “non risponderà” alla chiamata di lui, ma non si esclude che l’inaspettato possa accadere: “Se invece si lascia trovare / Nel cuore della città / È un volo di maggio all’inferno / Allora il sole all’inferno / Per dare la felicità”. Luigi

    5 Agosto, 2006 - 18:32

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