Finalmente ho visto il delta del Po

Finalmente ho visto il delta del Po. L’attendevo da sempre, ma passando di qua c’era sempre una qualche fretta. Stavolta ho preso il giusto tempo per potermi inoltrare tra il Po di Goro e il Po di Venezia – straordinaria la veduta del punto in cui si separano – e ho persino scavalcato un ramo denominato “Il Po di Gnocca”. Perchè il mio personalissimo elenco dei toponimi più strani oggi si è arricchito di Gnocca e Gnocchetta: due con un colpo solo! Ho un collega – Renzo Giacomelli – che ha la mia età e che è nato da queste parti: mi ha raccontato dell’inondazione del Polesine, quand’era bambino e della notte che passò sul tetto, con tutta la famiglia, in attesa che una barca li portasse in salvo quando si fece giorno. Ho compiuto i miei giri per il delta cercando di guardare l’orizzonte con i suoi occhi e la sua memoria. Con essi sono salito a tre riprese sugli argini e le dieci e venti volte mi sono domandato: ma è più alto il livello del fiume che è alla mia sinistra, o quello del suolo che è alla mia destra? Mi sono spinto fino alle bocche del Po di Goro per ripetermi la stessa domanda riferita al mare: se ci fosse una falla in quest’argine, sul quale sto passando in auto, il mare si rovescerebbe sulla terra come il Mar Rosso dopo il passaggio del popolo eletto? Incredibile avventura dell’uomo e della natura che possiamo rivivere a occhio nudo arrivando pellegrini in questo avamposto di ogni realtà: cielo luminoso, acqua dappertutto, terra verdissima, aironi e albatri, umanità che guarda dal basso in alto al fiume e al mare.

13 Comments

  1. principessa

    Leggendoti ho sempre l’impressione di ascoltare quei racconti che sentivo da bambina, pregni di quella bellezza aspra e vera che parlava del lavoro quotidiano mescolandolo spesso all’arte piu’ bella. Cosi’, tra un racconto di fame, di guerra, di poverta,’ crescevo imparando di pittura, filosofia e religione. Non dalle parti del delta del Po, ma i paesaggi della memoria si assomigliano un po’ tutti. Grazie per un altro fotogramma del tuo viaggio italiano….un abbraccio

    22 Agosto, 2008 - 22:59
  2. roberto 55

    Caro Luigi, benvenuto nel Nordest !
    Il Delta del Po è una serie di posti incredibili, di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, di paesaggi “lunari”, di dimensioni sospese tra cielo, terra e mare: mi permetto di suggerirti – se già (come credo) non l’hai visitato – una “puntata” al paese di Pila, dall’incanto particolarissimo, e, poi, agli abitati di Cà Tiepolo, Cà Venier, Cà Dolfin, Scardovari, Tolle, etc. (e chi più ne ha più ne metta).
    Se, per caso, anche domani sarai da quelle parti, mi permetto ancora di consigliarti un’escursione “exra-Delta” (ma sempre in Polesine) ad Occhiobello (dov’è conservato vivissimo il ricordo della tragica alluvione del Po del 1951).
    E’ un piacere leggerti.
    Principessa: “cessato allarme” ? Dimmi di sì, ti prego.

    Buona notte !

    Roberto 55

    22 Agosto, 2008 - 23:45
  3. principessa

    Non posso ancora rassicurarti Roberto, anche se si sta spostando lentamente verso ovest. Almeno fino a domenica restera’ in giro con le tonnellate d’acqua che porta con se’.Due post indietro ti ho messo un link per vedere quanto e’ grande…..Grazie dell’affetto, a domani

    22 Agosto, 2008 - 23:58
  4. Sumpontcura

    L’inverno ’51-’52: gli alluvionati del Polesine. In parrocchia, con gli appelli alla solidarietà durante la “predica”, imparammo queste due parole nuove, difficili e misteriose. In casa di un compagno di scuola “ricco”, che aveva la radio, ascoltavamo testimonianze, messaggi disperati: la sigla delle trasmissioni dedicate all’alluvione era l’intermezzo della “Cavalleria rusticana”: tuttora, ogni volta che mi capita di ascoltarlo mi ritrovo gli occhi umidi e il cuore che batte più forte.
    Le parole di Principessa sulla Florida sommersa mi avevano già riportato indietro di 56 anni; poi è arrivata l’immagine di Luigi sulla foce del Po… Mi son cantato e ricantato, dentro, a mo’ di preghiera laica, i versi di Ivan Della Mea (“El diluvi”):
    «E poeu le foto, Gioan, te se ricordet,
    galline e cani e mucche nella fanga,
    la gent quatada là in cima ai tecc
    (l’è on gran silensi d’acqua e de dolor)…».
    Di seguito, dieci anni dopo l’alluvione, tornata la piatta sfibrante normalità quotidiana, la canzone di Fossati e Liberovici (“Polesine”):
    «Tera e aqua! Tera nuda,
    gnente piante, gnente ombrìa.
    Sta fadiga mai finìa
    la comanda che se suda…».
    E per chiudere, con un lampo di speranza tutta contadina, la “sloica” popolare registrata, in quegli anni, proprio a Goro, nel corso di uno sciopero agricolo:
    «A lavorar gh’andèm prima matina.
    a lavorar la tera par bonificarla,
    parché la daga pan,
    parché la daga pace,
    par sti putìn ch’i possa cnòsar
    cossa sia la vita…».

    23 Agosto, 2008 - 10:41
  5. Sara Bauducco

    Quando l’uomo incontra la grandezza, la possenza e la maestosità della natura sorgono sempre domande e sensazioni uniche… Credo che l’estate sia un tempo privilegiato per lasciarsi interrogare, per osservare la natura nelle sue varie forme con occhi nuovi e, perchè no?!, disincantati… che parli lei… E’ lei che talvolta ci ricorda la fragilità umana e il senso di dolore…
    Io abito quasi all’altro capo del Po, alle porte di quella grande città (Torino)che spesso è stata tragicamente lavata ed intimidita dalle sue acque. Proprio nei mesi scorsi, durante una piena nei paesini della cintura, gli anziani ricordavano come ai tempi della loro gioventù era l’uomo a dover seguire il corso del fiume, non il fiume ad adattarsi agli argini costruiti dall’uomo…
    La natura insegna. Occorre veramente imparare a “rivivere a occhio nudo arrivando pellegrini” il mondo che ci circonda, e non solo d’estate…

    23 Agosto, 2008 - 14:32
  6. FABRICIANUS

    IL GRANDE FIUME è qualcosa di affascinante….Ho ben impressa nella mente una passeggiata di Febbraio scorso, insieme ad un carissimo amico, proprio sulle rive del PO….dalle parti di Brescello, per la precisione…Fu un momento bellissimo!!!

    Un caro saluto a tutti!

    P.S. Ieri ho visitato la città di Cassano Ionio: vi è una Cattedrale molto, ma molto bella!! In anni passati ebbe tra i suoi visitatori l’allora Card. Ratzinger.

    X Principessa: Assicuro miei umili Preghiere affinchè uragano si fermi.

    23 Agosto, 2008 - 15:25
  7. principessa

    Ciao Fabricianus e grazie del tuo affetto costante!! bello anche lo stile telegrafico del tuo post precedente!! L’uragano si e’ spostato verso nord e sta attraversando verso l’Alabama, anche se qualche altra pioggerella ancora la prendiamo. Pero’ c’e’ anche un po’ di sole… hai presente Marzo? quando piove e poi c’e’ il sole? ecco, ora e’ cosi”… Comunque e’ stato qualcosa che neppure le persone piu’ anziane qui in Florida ricordavano…speriamo adesso che si “sgretoli” e scompaia… ( ma ce ne sono altri due in formazione nell’Atlantico)…..
    Bellissima la Calabria e i suoi piccoli paesi ricchissimi di storia e grande architettura… mi piaceva andarci e trascorrervi qualche giorno quando ero in Italia…

    Un saluto affettuoso a tutti, come va la vita oggi?

    Domanda ( per Matteo o Luigi o chiunque abbia notizie al riguardo) :
    Il fondatore della Rosa Bianca in Italia negli anni ’70 non e’ stato Paolo Giuntella? indimenticabile quirinalista della Rai e grande persona prima che grande giornalista….

    23 Agosto, 2008 - 15:51
  8. certo Principessa, e infatti ne ho accennato nel post precedente ieri.

    Devo anche correggermi perchè ho definito per svista, “la rosa bianca” in italia, movimento politico, ma non lo è mai stato,
    è stato un movimento civile, di cristiani impegnati.
    Alle scorse elezioni Tabacci, ha voluto fondare un partito politico con quel nome,
    è stato diffidato, e infine in tribunale ha perso la causa per l’uso di quel nome che non può appartenere a dei politicanti.

    La Rosa bianca si pone tra fine ’70 e inizio ’80

    Il Link de “La rosa bianca”:
    http://www.rosabianca.org/

    23 Agosto, 2008 - 16:36
  9. principessa

    Grazie Matteo. Mi era sorto il dubbio perche’ nel tuo post di ieri accennavi ad un Tommaso Giuntella e percio’ pensavo di ricordare male io. Del resto Tommaso e’ uno dei figli di Paolo Giuntella, da qui forse la piccola confusione. Grazie di nuovo della precisazione…

    23 Agosto, 2008 - 16:41
  10. se ho scritto Tommaso ho sbagliato

    23 Agosto, 2008 - 16:42
  11. Luigi Accattoli

    Il mio “benvenuta nel blog” a Sara Bauducco: scusi il ritardo con cui ho moderato il suo commento, trovandomi in vacanza! D’ora in poi i suoi testi entreranno in automatico, ci visiti ancora.

    23 Agosto, 2008 - 20:59
  12. Sumpontcura

    Un saluto di cuore alla (quasi?) torinese Sara, da parte di un torinese d’adozione.
    Felice notte a tutti.

    23 Agosto, 2008 - 21:36
  13. […] «Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo sarebbe Forza Gnocca» ha detto ieri il Premier riguardo al nome del Pdl che non è “nel cuore degli elettori”. Io lo trovo buono e credo che potrebbe ottenere una fusione con la Lega: Forza Gnocca non può non piacere a Bossi essendoci – nel ferrarese – il Po di Gnocca e il Po di Gnocchetta. Vedi qui Finalmente ho visto il delta del Po. […]

    6 Ottobre, 2011 - 19:20

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