Francesco: “E poi è venuto il cardinal Carafa”

“A microfono spento dico a Papa Francesco che molti suoi gesti mi ricordano Papa Marcello II (1501-1555), un Pontefice molto amato da Sant’Ignazio […]. Gli leggo alcuni brani che dicono come subito dopo la sua elezione egli ‘proibì i segni di letizia soliti nel Castel Sant’Angelo e in altri luoghi, e quel denaro solito a spendersi in quelle feste ordinò che si desse ai poveri e a opere pie’. E così anche che Papa Marcello amava ‘andare alla chiesa di San Pietro e alla cappella di palazzo sempre a piedi piuttosto che in sedia gestatoria’. Cerco di capire se si riconosce in questo parallelismo. ‘Il suo pontificato è durato appena un mese’ è l’unico commento del Papa che sorride nel dirlo ‘e poi è venuto il cardinal Carafa’. E’ da notare che il cardinal Carafa, eletto col nome di Paolo IV, spesso è ricordato come colui che ampliò i poteri dell’Inquisizione e nel 1559 pubblicò il primo ‘Indice’ dei libri proibiti”: Antonio Spadaro, Papa Francesco. La mia porta è sempre aperta, oggi in edicola con il Corsera, p. 21.

16 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Sto leggendo il terzo volumetto che il padre Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica, ha dedicato al Papa gesuita e subito riporto questo brano. Sto per consegnare alla EDB il mio libretto sul Papa ma devo continuamente interrompere la scrittura per leggere, perché mi arrivano ogni giorno nuove pubblicazioni su di lui. Nel commento seguente, l’opera omnia del padre Spadaro sul confratello Papa. Un saluto a tutti dal mio desco bassino.

    13 Novembre, 2013 - 15:26
  2. Luigi Accattoli

    Antonio Spadaro, Da Benedetto a Francesco. Cronaca di una successione al Pontificato, Lindau, Torino 2013.

    Antonio Spadaro, Il disegno di Papa Francesco. Il volto futuro della Chiesa, prefazione di padre Pepe di Paola, EMI, Bologna 2013.

    Antonio Spadaro, Papa Francesco, La mia porta è sempre aperta. Una conversazione con Antonio Spadaro, Rizzoli, Milano 2013 [contiene parole del papa che non erano entrate nell’intervista alle riviste dei Gesuiti, apparsa il 19 settembre, e approfondimenti dell’intervistatore].

    13 Novembre, 2013 - 15:26
  3. elsa.F

    mi arrivano ogni giorno nuove pubblicazioni su di lui

    Uhm …. Di questo passo sapremo presto se russa, se è goloso di Nutella e se va del corpo regolarmente…

    13 Novembre, 2013 - 18:31
  4. Sara1

    “mi arrivano ogni giorno nuove pubblicazioni su di lui”

    A me piace invece (al massimo mi dispiace di essere un po’ in disgrazia economica di questi tempi e non posso approfittarne come vorrei. Però prima o poi mi rifaccio)

    13 Novembre, 2013 - 18:55
  5. Clodine

    “Bergoglio non è solamente una persona colta, ma una persona che
    vive l’arte e l’espressione creativa come una dimensione che fa parte integrante della sua spiritualità
    e della sua pastorale (…). Per Bergoglio l’arte è parte integrante della vita e del discorso sulla vita.”

    …m dai!! ma va la’….

    http://youtu.be/8RCTWY8PrpI

    13 Novembre, 2013 - 19:31
  6. Sara1

    Non so quanto nell’intervista sia di Bergoglio e quanto di Spadaro ma leggendola che Bergoglio sia colto si percepisce. (tutti a dire che è semplice ma chiedete in giro quanti conoscono la Strada di Fellini la Turandot o Roma città aperta).

    E su De Certeau:
    “Averlo letto significa aver varcato la porta d’ingresso alla cultura francese della seconda parte del secolo scorso”

    http://www.centroculturaledimilano.it/wp-content/uploads/2013/05/R.-De-Benedetti-Il-Foglio-Tra-Cristo-e-Lacan.pdf

    13 Novembre, 2013 - 19:43
  7. Marilisa

    “tutti a dire che è semplice ma chiedete in giro quanti conoscono …”

    Ma chi l’ ha detto che la semplicità è indicativa di mancanza di cultura ?
    Chi crede questo è fuori del mondo, per non dire altro.

    13 Novembre, 2013 - 21:02
  8. Sara1

    Bene, se il Papa ha il diritto di leggere coltissimi gesuiti possiamo leggere anche noi i colti ed eruditi che ci piacciono e paiono senza dover chiedere il permesso?
    Così chiudiamo questa annosa questione una volta per tutte.

    13 Novembre, 2013 - 21:26
  9. Clodine

    La cosa che più detesto è l’ipocrisia anche in questo frangente.
    “A microfono spento dico al Papa Francesco che molti suoi gesti mi ricordano Papa Marcello II (1501-1555), un Pontefice molto amato da Sant’Ignazio ”

    Beata falsità che che abbindola gli ingenui..

    Perché non dire in cosa veramente consiste il “celebre” parallelismo che Spadaro fa nell’associare il papa Riformatore così “amato da Sant’Ignazio”, Marcello II, al papa Francesco ? Invero non sono i gesti semplici, frugali, del santo poverello di cui Francesco adotta il nome e del quale si fa un elenco patetico, ma è la rinuncia VOLONTARIA al potere spirituale i cui tempi, all’epoca di Marcello, immaturi, non consentirono.
    Del resto, sappiamo tutti come andò la storia e quale fosse la “fedeltà” dei gesuiti al papa : discutibile, opportunista , e all’uopo anche traditrice tanto che la famosa Caterina di Russia si servì de’ Gesuiti per combattere il papa, ed essi si prestarono assai volentieri alle di lei voglie…
    La rinuncia spirituale, ben evidente in questo attuale pontificato che mi sembra avviata, presta il fianco a molte dubbi: personalmente non credo che i tempi siano maturi, e credo non lo saranno mai. La schiavitù, la sporcizia morale, in cui oggi versa l’umanità è anche più feroce e per certi aspetti più spietata rispetto al tempo dei papi cosidetti “riformatori” e credo necessiti di ben altro polso…

    14 Novembre, 2013 - 7:36
  10. Clodine

    Se Cristo ha posto Pietro a capo della Chiesa e non altri [non Paolo ad esempio, o Giovanni che era “l’apostolo che Egli amava” un motivo ci sarà…
    E quando Pietro, per aggirare la croce prende il partito dell’uomo anziché quello di Dio e gli viene detto :” indietro Satana! Tu mi sei di impedimento; perché non ti preoccupi delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini!” [Mt.16,23]…non è forse anche questa una tentazione? Io credo di si…

    14 Novembre, 2013 - 7:54
  11. Luigi Franti

    E comunque, se fino al 13 marzo del 2013 i cardinali in conclave avevano sempre evitato di eleggere un gesuita … un perché ci sarà stato.

    14 Novembre, 2013 - 15:16
  12. picchio

    luigi franti

    non hanno mai eletto un gesuita anche perchè, o forse soprattutto perchè, i cardinali gesuiti, a causa del voto che fanno i gesuiti di non aspirare alle cariche ecclesiastiche sono sempre stati pochi, sovente anziani come De Lubac, Dulles, e sovente vescovi di zone di missione ….Il Card. Martini era un’eccezione voluta da GPII che come è noto non teneva in nessun conto i carismi particolari degli ordini religiosi.

    14 Novembre, 2013 - 18:45
  13. Luigi Franti

    Se così fosse, a fortiori …!

    14 Novembre, 2013 - 22:55

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