Giorno di gratitudine e notte d’auguri: baci ai visitatori

Interpreto quella di oggi come una giornata della gratitudine, posta com’è tra la freccia dell’anno che parte e di quello che arriva. Ringrazio i visitatori che qui sono venuti ogni giorno e quelli che si sono anche solo affacciati una volta. Mando un bacio a tutti. Nei primi commenti metto le parole di gratitudine dette dal Papa oggi all’Angelus e stasera al Te Deum. Buon cammino.

21 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    31 dicembre 2017 @ 19:28

    Giornata di ringraziamento. Francesco all’Angelus: Non dimentichiamoci in questa giornata di ringraziare Dio per l’anno trascorso e per ogni bene ricevuto. E ci farà bene, a ognuno di noi, prendere un po’ di tempo per pensare quante cose buone ho ricevuto dal Signore quest’anno, e ringraziare. E se ci sono state delle prove, delle difficoltà, ringraziare anche perché ci ha aiutato a superare quei momenti. Oggi è una giornata di ringraziamento. A tutti auguro una buona domenica e una serena fine d’anno.
    http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/12/31/0932/01992.html

  2. Luigi Accattoli scrive,

    31 dicembre 2017 @ 19:28

    Anno integro e sano. Francesco al Te Deum: Anche questo tempo dell’anno 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie. Le guerre sono il segno flagrante di questo orgoglio recidivo e assurdo. Ma lo sono anche tutte le piccole e grandi offese alla vita, alla verità, alla fraternità, che causano molteplici forme di degrado umano, sociale e ambientale. Di tutto vogliamo e dobbiamo assumerci, davanti a Dio, ai fratelli e al creato, la nostra responsabilità. Ma questa sera prevale la grazia di Gesù e il suo riflesso in Maria. E prevale perciò la gratitudine.
    http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/12/31/0933/01994.html

  3. maria cristina venturi scrive,

    31 dicembre 2017 @ 20:17

    “Questo tempo dell’ anno 2017 che Dio ci aveva dato integro e sano noi umani L’ abbiamo in tanti modi sciupato e ferito….”. Verissimo, parole sante.

    Si canta L’ ultimo dell’ anno il TE Deum proprio perche’, comunque, Dio ci ha dato il grande dono del tempo e della vita. Se noi l’ abbiamo sprecato in questo 2017 , come probabilmente lo sprecheremo nel 2018, nonostante tutto questa stasera siamo qui, siamo vivi, possiamo rendere grazie a Dio. Questo credo sia il significato del Te Deum, cantato anche in anni orribili come il 1940, cioe’ nonostante tutto siamo qui siamo vivi e possiamo ringraziare Dio…Ogni anno ha la sua pena, come ogni giorno ha la sua pena, ma noi ringraziamo Dio del dono di esserci, del dono dell’ esistenza. Un dono non cosi’ scontato.

  4. maria cristina venturi scrive,

    31 dicembre 2017 @ 20:32

    https://www.youtube.com/watch?v=c_gcJc1MmCQ&app=desktop

  5. Clodine-Claudia Leo scrive,

    31 dicembre 2017 @ 21:13

    Fiat, Dòmine,misericòrdia tua super nos,
    quemàdmodum speràvimus in te.
    In te,Dòmine,speràvi:
    non confùndar in aèternum.

    “Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio. Quando si dice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione (Eb 3,12-15). Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio. Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi danni e molti ne siano contagiati. Non vi sia nessun fornicatore, o profanatore, come Esaù che, in cambio di una sola pietanza, vendette la sua primogenitura. E voi ben sapete che in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto: non trovò, infatti, spazio per un cambiamento, sebbene glielo richiedesse con lacrime”
    (Eb 12,12-17).

    Buon Anno di vero cuore a tutti!

  6. Luigi Mortari scrive,

    31 dicembre 2017 @ 21:27

    Tutti i cristiani hanno un sogno e come cristiani hanno lo stesso sogno.
    L’augurio che faccio a tutti è di coltivarlo, di proteggerlo di difenderlo da ogni rischio che lo possa far svanire.
    Tu che leggi, chiunque tu sia, proteggi il tuo sogno!

  7. Lorenzo Cuffini scrive,

    1 gennaio 2018 @ 4:21

    http://www.lanuovabq.it/it/caro-mueller-un-errore-cacciarti-firmato-benedetto-xvi

    Saggia e consueta cosa finire la anno con un Te Deum. MOLTO meno saggio concluderlo postando un titolo che afferma e peggio lascia presagire l opposto del contenuto che segue.Sarebbe bastato il nome di BXVI come autore per garantirsi, ma il nome della testata garantisce appunto l’opposti.Insomma,fine di anno pessima per Nbquotidiana.

  8. Lorenzo Cuffini scrive,

    1 gennaio 2018 @ 4:32

    Il sogno dei cristiani ha un nome e un cognome e si chiama Gesù CriSto. Si è già realizzato per ciascuno di noi. Adesso toccherebbe a noi essere il sogno di quelli per cui siamo stati fissati, chiamati e mandati.
    E il tempo è pochissimo e non torna:fortunatamente.

  9. Federico Benedetti scrive,

    1 gennaio 2018 @ 10:31

    Semplicemente tanti auguri di buon anno a tutti.
    Che il Signore ci doni quella luce e quella pace delle quali abbiamo e avremo ancora bisogno.
    Un abbraccio a tutti.

  10. Amigoni p. Luigi scrive,

    1 gennaio 2018 @ 11:08

    Rif. ore 4.21 di oggi
    Come già detto alla fine del post del 27.12.17 ore 12.41, titolo e introduzione della limpidissima prefazione di papa Benedetto al libro per Müller sono, nella testata che l’ha riportato, gravemente e cattivamente falsi.

    Buon anno di verità e lealtà anche alle testate cattoliche e ai resocontisti cattolici o se proclamantisi tali.

  11. Amigoni p. Luigi scrive,

    1 gennaio 2018 @ 11:12

    …..o se proclamanti tali

  12. Federico Benedetti scrive,

    1 gennaio 2018 @ 11:27

    Buon anno anche a chi, anche oggi, non rinuncia ad un’inutile polemica…

  13. maria cristina venturi scrive,

    1 gennaio 2018 @ 12:35

    Federico, non e’ che una persona cambia perche’ e’ il primo dell’ anno.
    E’ utopico pensare che il nuovo anno sara’ diverso dal precedente, che le persone si rinnoveranno, che non continueranno nella stessa maniera del passato, che non ripeteranno gli stessi tic, le stesse abitudini, gli stessi precgiudizi, le stesse polemiche, le stesse antipatie e simpatie, persino lo stesso modo di esprimersi
    E’ il primo dell’ anno e tutto rimane uguale: odi e amori, polemiche e schieramenti politici.
    Se fossimo davvero capaci di un vero nuovo ” inizio” , se fossimo capaci dell’ unico vero inizio che i Vangeli chiamano conversione del cuore, diventeremmo Santi. Purtroppo per noi fino ad ora non ne siamo stati capaci, e non lo saremo probabilmente neppure nel nuovo anno. Quindi si trascineranno le vecchie ” inutili polemiche” come le chiami tu.
    E alla fine del 2018 saremo esattamente come siamo ora. Il tempo dell’ ” inizio” di una ” vita nova” ci e’ dato continuamente da Dio, ma noi preferiamo continuare quella vecchia, le vecchie care abitudini anche mentali.

  14. Andrea Salvi scrive,

    1 gennaio 2018 @ 15:04

    “L’obiettivo di un nuovo anno non dovrebbe essere quello di avere un nuovo anno, ma quello di avere una nuova anima” (Chesterton)
    “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, e’ questa la novità”. (Lucio Dalla).
    In queste due citazioni c’e’ spazio per cento riflessioni.
    Buon anno a tutti.

  15. Clodine-Claudia Leo scrive,

    1 gennaio 2018 @ 17:07

    Infatti, cara Maria Cristina, e caro Federico, per l’occasione evitai di lasciare i miei pensieri in libertà, malgrado ne avessi. Preferii lasciar parlare San Paolo,che in questa lettera agli Ebrei 12,12-17 suggerisce alcune cose, sostanzialmente, da non sottovalutare:

    la prima riguarda il non rimanere indietro nella Grazia di Dio, timore già espresso in Paolo riguardo al “restare indietro” o al “giungere troppo tardi” alla meta circa le promesse eterne. Un timore che, se con un richiamo esplicito all’immagine del Deut. 29,18 riguardava la comunità nel suo insieme che abbandonata la fede e divenuta idolatra viene paragonata alla radice selvatica cresciuta in veleno e fiele tale da contagiare e contaminare tutto e tutti.

    Nella fattispecie, la “radice d’amarezza avvelenata” è assimilabile ad ogni singolo membro il quale potrebbe, con il suo modo di fare, le sue inclinazioni, diventare occasione d’inciampo per gli altri e incitamento al peccato. Anche il rif. ad Esaù è incentrato sul mettere in guardia il singolo dal pericolo del piano inclinato in cui facilmente si cade, in cui pensieri e giudizi animati dal proprio ego divaricano dalla fede autentica, sintomatico di ciò è l’assenza della Grazia Santificante che non può penetrare se non si è limpidi.. Il rischio, di cui non sempre si è consapevoli, è porre sé stessi fuori dalla comunità e dalla stessa Chiesa e a motivo di ciò anche se vi partecipa esteriormente e attivamente, di fatto si è separati, interiormente….

    Buon 2018 a tutti!

    “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”
    (Ebrei 13:8)

  16. Beppe Zezza scrive,

    1 gennaio 2018 @ 21:50

    Quanto non mi piace l’espressione che Gesu’ è il nostro “sogno”.
    I sogni sono, per loro natura, cose non “reali”, non “concrete”.
    Gesu’ è Persona reale, concreta, è il Vivente. Tutt’altra cosa rispetto a un “sogno”!

  17. Lorenzo Cuffini scrive,

    1 gennaio 2018 @ 22:37

    🙂
    D’accordo completamente,Zezza.

  18. Lorenzo Cuffini scrive,

    1 gennaio 2018 @ 22:50

    Avevamo già avuto in dono San Paolo in originale.
    L’ omileta ridonda.
    🙂

  19. Leopoldo Calò scrive,

    2 gennaio 2018 @ 11:17

    A proposito del dolore e della parole che a volte non bastano. Trovo questa preghiera molto bella e, sia pure in ritardo, vi faccio gli auguri per l’anno appena iniziato e ve la dedico.

    http://www.agesupermaria.it/2017/12/i-piu-infelici-sappiano-che-sono-il.html

  20. Fabrizio Scarpino scrive,

    2 gennaio 2018 @ 12:09

    A tutte e tutti i miei più cari auguri di Buon Anno!

    Fabrizio

  21. Victoria Boe scrive,

    2 gennaio 2018 @ 12:43

    Una preghiera davvero unica, davvero bellissima.
    Indica una sensibilità d’ animo che vede, al di là dell’ abbaglio di luci frastornanti e ingannevoli, una realtà fatta di nostalgia e di dolore che a molti è sconosciuta, e che la natività del bambino Gesù non nasconde, anzi acuisce.
    Ringrazio Leopoldo Calò per averla segnalata.

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