Il Vaticano finalmente smette di fumare

Il Vaticano cesserà di vendere sigarette ai propri dipendenti a partire dal 2018: uno come me dovrebbe essere contento e invece quasi si vergogna a raccontare che quella buona decisione arrivi solo ora. Nel primo commento il comunicato della Sala Stampa. Nel secondo il mio picciol parere sui guai della sovranità pontificia.

53 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    9 novembre 2017 @ 20:35

    Comunicato: Il Santo Padre ha deciso che il Vaticano terminerà la vendita di sigarette ai propri dipendenti a partire dal 2018. Il motivo è molto semplice: la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno il fumo è la causa di oltre sette milioni di morti in tutto il mondo. Nonostante le sigarette vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano ad un prezzo scontato siano fonte di reddito per la Santa Sede, nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    9 novembre 2017 @ 20:37

    Dalle sigarette a tutto il resto: da tempo mi interrogo sull’opportunità che nel terzo millennio si prolunghi quella specie di gioco allo stato-bonsai che caratterizza ancora la vita della cittadella vaticana, che ha leggi proprie su ogni questione, oggi come nel 1929, quando tornò a godere di riconoscimento internazionale a seguito dei Patti Lateranensi e ritenne di dover riportare in vigore – anche per ragioni ideologiche e di “riparazione” storica – le leggi e le istituzioni che tutti gli avevano riconosciuto fino al 1870. Un gioco non più necessario e aperto a ogni rischio d’immagine e di malaffare. E’ tempo di riflettere sull’opportunità di protrarre le finzioni legislative e istituzionali (moneta e francobolli, carceri e tribunali, annona e benzina…) che parvero necessarie novant’anni addietro per vedersi riconosciuta una piena sovranità statuale in faccia al mondo. Oggi quasi nessuno più la contesta – quella sovranità – e a nessuno verrebbe in mente di legarla alla presenza o meno di proprie leggi e corrispondenti istituzioni. – Una soluzione provvisoria potrebbe essere di mantenere la sovranità di principio, con la facoltà diplomatica a essa connessa e di rinunciare a ogni gestione in proprio di funzioni statuali compresa l’esenzione fiscale che inevitabilmente attira il malaffare. Come già si fa per la luce, l’acqua, la raccolta dei rifiuti, così opportune convenzioni con l’Italia potrebbero sopperire a ogni settore della gestione statuale vaticana.

  3. antonella lignani scrive,

    9 novembre 2017 @ 21:20

    Ricordo il giubileo del 2000. Ero andata a Roma, e, nella grande autostazione sotto il Vaticano, cercavo le sigarette, anzi mi sembrava di aver visto il relativo cartello. Quando però andai al banco, mi sentii rispondere: il papa non vuole! Così mi resi conto di essere nel!o Stato Pontificio. Il papa GP II fece poi servire a tutti caffellatte e brioches, ma io andai in crisi di astinenza!

  4. Federico Benedetti scrive,

    9 novembre 2017 @ 22:16

    Tuttavia, Luigi, in ambito giuridico la forma è anche sostanza. L’indipendenza della Santa Sede è condizione necessaria per la libertà della Chiesa e, anche nel 2017, è necessario uno stato sovrano, con tutti ciò che questo comporta.
    La forma non è inutile apparenza, ma sostanza.

  5. Leopoldo Calò scrive,

    10 novembre 2017 @ 8:25

    Meglio non parlare di fumo: divide più della religione.

  6. Enrico Usvelli scrive,

    10 novembre 2017 @ 12:11

    Giudici e tribunali li terrei, non mi fiderei troppo dell’Italia, per il resto non so. Le sigarette forse erano più una favore a chi fumava che così non doveva impazzire a procurarsele, ma meglio così.

  7. maria cristina venturi scrive,

    10 novembre 2017 @ 20:15

    Ad ogni epoca la sua crociata:quella della Chiesa della nostra epoca e’contro il fumo di sigaretta, che nuoce gravemente alla salute ( del.corpo). Della salute d’anima non va piu’di moda occuparsi.
    Ai poveri dipendenti vaticani non resta che riflettere sulla frase di Woody Allen “Ho smesso di fumare.Vivro’un mese in piu’e quel mese piovera’sempre”

  8. Luigi Accattoli scrive,

    10 novembre 2017 @ 21:45

    Maria Cristina che sigarette fumi?

  9. maria cristina venturi scrive,

    11 novembre 2017 @ 7:47

    Non ho mai fumato in vita mia.
    Ma mi fa’un po’ridere l ingenuita’,tipica dei puritani stile americani, di demonizzare il fumo di sigaretta mentre si abusa di ogni altra sostanza , soprattutto medicine pusicofarmaci traquillanti eufirizzanti alcool ecc. che da ancora peggio.
    Il papa ha detto che non si.possono vendere e fare profitti su sostanze che danno danni alla salute. Verissimo:mi.piacerebbe che lo avesse detto anche ad Evo Morales sulla coca che il.presidente peruviano propagando’, nella sua visita in Vaticano, e che e la maggior fonte di reddito del Peru’.Morales regali’al papa un libro sugli effetti benefici della coca, trascurando ovviamente quelli malefici sotto il nome di cocaina, un drogs che scorre che fiume nelle nostre citta’. A Roma e’stata trovata persino in quantita’rilevanti nell’acqua fognaria.
    Rispetto alla coca e all’alcool, veri veleni, il fumo di sigaretta e’ un peccato “veniale”. Nel Signore degli Anelli gli hobbit fumano “erba pipa”, propabilmente tabacco della migliore qualita’.
    Non ho mai fumato e sono quadi vegetariana ,nel senso che non mangio praticamente mai carne.
    Ma il “salutismo”come tutte le ideologie mi fa ridere.
    Mi aspetto come prossimo edittodel Vaticano la proibizipne di nangiare l’Agnello a Pasqua, e l obbligo.per I dipendenti di fare mezz’ora di ginnastica al giorno.

    🙂 🙂

  10. maria cristina venturi scrive,

    11 novembre 2017 @ 7:58

    Scusate Morales la coca :Bolivia non Peru’.
    Che poi anche la. coca come quasi tutte le sostanze naturali e’vero che ha un effetto benefico se prese a piccole dosi, come anche la mariuana puo’avere un effetto benefico, come il vino rosso in piccola quantita’e’benefico per vasi sanguigni. Gli hobbit e anche Gandalf fumavano con piacere.la pipa , Gandalf facendo anche anelli di fumo.
    ll problema e’l’uso smodato, cioe’l’abuso. Oggi c’e’un abuso di quasi tutto, cioe’lavirtu’della temperanza o moderazione e’dimenticata.
    Un maestro spirituale piu’che “vietare” dovrebbe insegnare la virtu’della moderazione e della temperanza.

  11. Leopoldo Calò scrive,

    11 novembre 2017 @ 8:51

    Maria Cristina, anche stavolta ti sei persa.

  12. Luigi Accattoli scrive,

    11 novembre 2017 @ 8:58

    Maria Cristina Venturi buongiorno. Ero sicuro che non fumavi e volevo solo alleggerire ma ho ottenuto altro effetto. Tu sostieni moderazione e temperanza proprio come credo di fare io ma non parli del Papa se non con il massimo di acredine, anche quando l’occasione e l’argomentazione sono del tutto surreali, come in questo caso, cioè a proposito di una minima decisione che riguarda più il sistema esentasse vaticano che il tabagismo. Avresti qualche ragione se quella minima misura adottata l’altro ieri qualcuno l’enfatizzasse vedendovi grandi segni, ma non ve ne sono e nessuno l’ha fatto. Dunque a che pro’ la ripetizione dell’esorcismo? Ti auguro una buona giornata.

  13. maria cristina venturi scrive,

    11 novembre 2017 @ 11:06

    Va bene chiedo scusa.Ho espresso la mia opinione:vedo una svolta “salutista”oltre che ecologista negli attuali vertici dellaChiesa cattolica. Nulla di male.Ma molto di opinabile.

  14. Enrico Usvelli scrive,

    11 novembre 2017 @ 12:50

    Maria Cristina,
    grande il riferimento all’erba pipa fumata dagli Hobbit! 🙂
    Si stima che il tabacco provochi ogni anno 6 milioni di morti nel mondo, la svolta mi pare più da tutela della vita che da mania di salutismo.

  15. Enrico Usvelli scrive,

    11 novembre 2017 @ 13:12

    Leggo ora da Aleteia ‘5 santi che avevano abitudini sane’. Si parte da s. Giovanni Paolo II che era praticamente un atleta per passare a Pier Giorgio Frassati, noto come appassionato scalatore. Però di lui dicono che partiva con un rosario in una tasca e… una pipa carica, pronta da fumare arrivato in alta quota!

  16. Amigoni p. Luigi scrive,

    11 novembre 2017 @ 14:22

    Svolte

    Svolta salutista, ecologista, pauperista, anti-nuclearista, liturgista, cardinalista, familista, ior-ista, fatimista, comunicativista.
    E che, alla fine, si sia svoltato davvero nella Chiesa.

  17. maria cristina venturi scrive,

    11 novembre 2017 @ 16:16

    Si sia svoltato e’indubbio, caro Padre Amigoni, siamo tutti d’accordo sulla realta’della svolta a 180 gradi.
    Verso dove si sia svoltato e’l’oggetto della discussione all’interno della Chiesa
    Alcuni pensano che lasciando la via stretta si sia imboccata la via,larga che mena alla perdizione.
    Sull'”erba pipa”:chiunque sia stato testimone della vera estasi di chi fuma un buon tabacco nella pipa, sia stato un nonno o un altro saggio, e’grato a Tolkien per aver evocato I piaceri simbolici di una buona “pipata”. ( vedi calumet della pace) . Certo questo non ha nulla a che vedere coi compratori compulsivi di Malboro e come medico non posso che condannare il.fumo.

  18. Amigoni p. Luigi scrive,

    12 novembre 2017 @ 8:31

    Su parecchie (o tutte) delle svolte indicate la direzione, secondo me, è molto giusta, a partire da quelle cardinalista, fatimista e liturgista. Per chiarezza: scelta dei cardinali, portata dei “segreti” di Fatima, irreversibilità della riforma liturgica.

  19. Vincenzo Salcone scrive,

    12 novembre 2017 @ 11:11

    La passione della Chiesa di Cristo è iniziata.
    SI puó solo pregare.

  20. Lorenzo Cuffini scrive,

    12 novembre 2017 @ 11:16

    “Che si sia svoltato è indubbio” ?!
    Si è svoltato certamente, ma da sessant’anni.
    Forse qualcuno per sei decadi si è baloccato con l’illusione che così non fosse,
    ma, in questo caso, i problemi sono tutti suoi.

  21. Lorenzo Cuffini scrive,

    12 novembre 2017 @ 12:39

    Sono un duemila anni, che la passione della Chiesa di Cristo è iniziata, e durerà fino alla fine dei tempi.
    Che si possa “solo” pregare, non st scritto da nessunissima parte.
    Anzi.

  22. Leonardo Lugaresi scrive,

    12 novembre 2017 @ 13:04

    «Avresti qualche ragione se quella minima misura adottata l’altro ieri qualcuno l’enfatizzasse vedendovi grandi segni, ma non ve ne sono e nessuno l’ha fatto.»

    Devo essermi distratto, ma non riesco a ricordare chi è che ci ha fatto sopra un post, auspicando (se non addirittura preconizzando) che la «minima misura» sia l’inizio della fine dello Stato della Città del Vaticano.

  23. maria cristina venturi scrive,

    12 novembre 2017 @ 13:15

    Non ho ancora sessanta anni e sono nata negli anni 60gli anni del Concilio Vaticano II .Proprio perche’nella mia vita ho vissuto I frutti avvelenati di questa “svolta”che ha portato al deserto spirituale , alle chiese vuote, alla societa secolarizzata ormai atea di fatto,allo scempio di ogni senso del Sacro, che mi sono chiesta ad un certo periodo della mia vita da adulta:ma la Tradizione cattolica e’proprio tutta sa buttare come mi hanno insegnato?E questi preti che hanno rinnegato la Tradizione sono piu credibili di quelli che li hanno preceduti?
    Con cosa hanno SOSTITUITO l a Tradizione?
    Quello con cui hanno sostituito la Tradizione, per esempio le chitarrate a Messa invece del gregoriano, il clergy men invece dell a talare, il relativismo teologico, e’ davvero migliore della? Tradizione? SONO DAVVERO PIU’cristiani quelli che credono nello “spirito del Concilio”?
    Il mito del “progresso”, del cambiamenti, anche in campo ecclesiale, presuppone credere al dogma che qualunque svolta, qualunque cambiamento e’sempre per il.meglio.
    Ma e’vero questo dogma?

  24. Andrea Salvi scrive,

    12 novembre 2017 @ 15:35

    Qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa c’entra la critica al Concilio con la chiusura dei negozi di sigarette “duty free” in Vaticano sulle cui scatole e’ scritto che fanno molto molto male alla salute
    Comunque visto vhe non condivido affatto la analisi della signora Venturi, ci metto due considerazioni.
    “Post hoc ergo propter hoc” e’ un metodo di analisi delle cause che spesso non ha valore.
    Nel caso specifico,deserto spirituale, chiese vuote, perdita di senso del sacro non sono una conseguenza del Concilio. Il Concilio e’ nato proprio dalla necessità di dare risposte al mondo contemporaneo che si stava via via staccando dalla Chiesa. Nessun rifiuto della Tradizione correttamente intesa, ma una sua purificazione da quelle incrostazioni che L’uomo, non Dio nel corso dei secoli hanno prodotto cosi’ da offuscare l’annuncio originale.
    E’ illusione ingenua pensare che la conservazione dell’abito talare e altre cose di questo genere abbiano prodotto la scristianizzazione della nostra epoca
    Che poi qualcuno abbia buttato via il bambino insieme all’acqua sporca può essere, ma sono fatti marginali, magari dalla grande eco mediatica, ma di scarsa rilevanza storica.
    Senza Concilio la situazione sarebbe molto molto peggiore di quanto osserviamo adesso.
    Sulle cause della scristianizzazione sono state scritte pagine e pagine. Ma una domanda mi faccio: e’ andata in crisi la religiosità naturale o la fede? La vera fede era davvero così radicata e matura nel passato come potrebbe a prima vista sembrare?

  25. picchio scrive,

    12 novembre 2017 @ 16:02

    Sono un po’ più vecchia di te Maria Cristina, abbastanza per ricordare che nel paese in Val d’Aosta dove vivevo quando si celebravano ancora le Messe con il rito tridentino la Chiesa non era piena di fedeli: solo donne e bambini si sedevano nei banchi, ragazzi e uomini stavano fuori dalla Chiesa, entravano per la consacrazione, stando in piedi in fondo continuando a chiacchierare e se ne andavano alla comunione. Andare a Messa spesso non era una questione di fede personale, ma solo di omologazione sociale..La stessa cosa in molti altri paesi. Ora chi frequenta lo fa per scelta..
    L’età dell’oro che tu vagheggi era finita, se mai c’era stata, da un bel po’…
    Che poi sia stata la riforma liturgica ha portare alla secolarizzazione ho i miei dubbi..Molto di più hanno influito i cambiamenti sociali ed economici, l’industrializzazione, l’urbanizzazione, la secolarizzazione di massa , sopra tutto l’accesso all’istruzione superiore e all’università delle donne..
    Il concilio ha cercato di rispondere a qualcosa già in atto.
    Cristina Vicquer

  26. maria cristina venturi scrive,

    12 novembre 2017 @ 16:25

    Vi ripeto la domanda molto semplice
    quello con cui e’stata sostituita la Tradizione ( 0perche’di vera sostituzione si tratta, il Tabernacolo e’stato s ostituito e NON E’piu’al centro dell’altare!) Quello che ha sostituito la Tradizione e’davvero migliore ?
    Sono domande lecite, che si fanno in tanti, e in tanti ritornano alla Tra d izione. Non solo io, ma la mia storia e’quella di tanti miei coetanei. Cresciuti nel.mito della rottamazione delle vecchie credenze ci siamo resi conto, onestamente, che le vecchie credenze rottamate valgono.piu’del “nuovo” spacciato come migliore.

  27. Vincenzo Salcone scrive,

    12 novembre 2017 @ 16:53

    Davvero Cristina pensi che il Concilio II non ha influito?
    Davvero credi che prima era piu una questione di omologazione sociale?
    Vivevo a due passi da S. Giovanni Rotondo, paese di S.Padre Pio, ti assicuro,
    da come mi raccontava mia nonna e poi mia mamma, si percepiva( e lo si percepisce ancora, io almeno ogni volta che ci vado), il senso del sacro, una voglia di pregare, convertirti, non per altro come posso e’ li che vado a confessarmi.
    Mi sbagliero’, solo il futuro dara’ risposte, ma con il Concilio II la Chiesa ha iniziato ad adattarsi al mondo fino ad arrivare ai tempi nostri a farne pienamente parte. Gesu’ disse: Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo.
    Mi ha colpito la tua frase finale, “Il concilio ha cercato di rispondere a qualcosa già in atto.”, dice tutto, il Concilio ha fatto infatti quello che il mondo chiedeva e dove il mondo stava andando, appunto il contrario di quello che doveva fare.

  28. maria cristina venturi scrive,

    12 novembre 2017 @ 17:08

    Ancora dopo sessanta anni dal famoso concilio nella Chiesa I vizi soliti, o vizi “storici , annosi ,sono ancora tutti li’anzi centuplicati:sete di potere, di soldi, sesso, sono ancora tutti li’.Basta leggere le ultime cronache sul Vaticano per rendersi conto che la Chiesa post-conciliare e’corrotta ne’piu’ne meno di quella pre-concili a re. Anzi forse di piu’. E allora di cosa stiamo par l ando?Davvero credete che che il Concilio Vaticano Ii abbia cosi'”migliorato”la Chiesa cattolica.?
    Ho appena finito di leggere P eccato Originale di Nuzzi.
    Per quanto sia un libro scandalistico credo. che la maggior p arte di quelli che riporta sia vero, compresi i chierichetti di San Pietro. abusati.
    E allora di cosa stiamo parlando? Quale svolta storica potra’cambiare l’uomo e anche gli uomini di chiesa se non la CONVERSIONE, la conversione dei cuori, la rinuncia al peccato, quello che predicava duemila anni fa
    Gesu’Cristo.

  29. picchio scrive,

    12 novembre 2017 @ 18:26

    Vincenzo,nella mia infanzia esistevano ancora le messe tridentine e quindi posso dire che si era una questione di omologazione sociale..Mi ricordo ancora ora il prete che ogni tanto doveva girarsi per intimare agli uomini che in fondo alla chiesa vendevano e comprare bestiame di stare zitti..altro che senso del sacro.
    Mio padre nato nel 1927 era in seminario dove è rimasto sino all’ordinazione diaconale, quando ha capito che il celibato non faceva per lui.. ti risparmio i suoi racconti sul sacro che si viveva in quel luogo nella supposta età dell’oro..
    Ci sono santuari in cui ancora ora con il no si avverte fortissimo il senso del Sacro e ci si accosta a confessione, penso per esempio alla Consolata di Torino…
    Per fortuna ora in chiesa ci vanno quelli che hanno scelto di andarci.
    Cristina vicquery

  30. picchio scrive,

    12 novembre 2017 @ 18:34

    Maria Cristina
    Uno dei racconti di mio padre sul seminario riguarda gli abusi perpretati da un professore, prete, sui seminaristi. Lui scappò via dalla camera e ne parlò con il suo direttore spirituale. Dalla conversazione capii che era cosa arcinota , consiglio del direttore spirituale ? “ SE la COSA ti da fastidio, non andare più in camera sua “
    Tutto qui…mio padre non ci andò più, altri , i cui voti lievitarono notevolmente, continuarono ad andare a “ rivedere le lezioni “ in camera con il prete.
    E siamo ancora nell’età dell’oro in cui l’unica Messa era quella tridentina e nessuno neanche immaginava ci sarebbe stato un concilio.
    Cristina vicquery

  31. picchio scrive,

    12 novembre 2017 @ 18:40

    Per me con il concilio la cosa che è migliorata è che si va in Chiesa per scelta.Meglio così , no?
    In certe classi ho solo un allievo/a che frequenta, ma molto meglio di quanto andavo a scuola io obbligata ad assistere oltre che alla messa anche ai vespri la domenica per non subire dalla maestra , e stiamo parlando di una scuola statale, delle ritorsioni
    Cristina vicquery

  32. Federico Benedetti scrive,

    12 novembre 2017 @ 19:07

    Mi spiace per picchio e la sua famiglia, capisco che le esperienze negative che hanno vissuto possano aver lasciato un cattivo ricordo della Chiesa in quegli anni. Ma potremmo aggiungere tanti ricordi positivi ed edificanti di tante altre persone (seminaristi, sacerdoti e famiglie) che nella Chiesa Cattolica di quegli anni ha vissuto esperienze profondamente diverse e che hanno trasmesso opinioni e giudizi meno severi (e ingiusti). Lo stesso per la Chiesa dopo il concilio. Cerchiamo di avere una posizione più equilibrata e serena.

  33. Amigoni p. Luigi scrive,

    12 novembre 2017 @ 20:15

    Anche io per età e prima formazione (pre e nei primi anni di seminario) sono pre conciliare, con la messa latina di Pio V che so a memoria: concordo pienamente con Salvi delle 15.35 e Picchio delle 16.02 e dopo.
    Posizione equilibrate e serene non vanno chieste a Picchio e Salvi.

  34. Federico Benedetti scrive,

    12 novembre 2017 @ 21:54

    Vanno chieste a tutti perché è una polemica inutile e divisiva, tanto quella degli uni quanto quella degli altri.
    Io sono più giovane di molti di voi ma i miei vecchi mi hanno trasmesso ricordi belli e positivi della Chiesa prima del concilio: delle celebrazioni, delle feste religiose, della dottrina, della fede e della devozione popolare.
    Mi spiace sul serio per chi ha avuto esperienze diverse. E mi spiace ancora di più che si voglia demonizzare tutto quello che c’era prima del 1965…

  35. Amigoni p. Luigi scrive,

    12 novembre 2017 @ 23:41

    Nessuno ha mai demonizzato – sulla messa e altro – niente che fu prima prima del 1965.
    Sul blog sono altre persone che demonizzano ostentatamente tutto il dopo 1958.

  36. Federico Benedetti scrive,

    13 novembre 2017 @ 6:32

    E allora abbiamo letto cose diverse. A me sembra che si sia demonizzato eccome.

  37. Amigoni p. Luigi scrive,

    13 novembre 2017 @ 7:40

    Abbiamo letto cose diverse. Chiudo.

  38. picchio scrive,

    13 novembre 2017 @ 13:18

    come dice giustamente padre Amigoni io non demonizzo quello che esisteva prima del 1965 semplicemente credo , per esperienza diretta e non solo, che quello che esisteva non era come qualcuno sembra credere la Chiesa perfetta, l’età dell’oro che è andata persa, con le Chiese strapiene di credenti…C’erano è ovvio e magari in certi luoghi erano la maggioranza, ma una grande parte frequentava solo per omologazione sociale.
    Io personalmente preferisco una Chiesa in cui si frequenti per libera scelta consapevole.
    Cristina vicquery

  39. Victoria Boe scrive,

    13 novembre 2017 @ 15:05

    Infatti è così.
    Le chiese allora erano strapiene perché molti ci andavano per obbedire ad un precetto imposto, altrimenti sarebbe stato un peccato “mortale”. Questo predicava la Chiesa di allora, sbagliando.
    In chiesa si va per fede vera, non per paura dell’inferno.
    La fede non può essere imposta a suon di minacce.
    E comunque è necessario far capire qual è il vero senso della Messa. Non è devozionismo; è molto molto di più.
    Sono d’accordo con Cristina. Meglio una scelta consapevole che la costrizione.

  40. Victoria Boe scrive,

    13 novembre 2017 @ 15:09

    “Sul blog sono altre persone che demonizzano ostentatamente tutto il dopo 1958.”

    Concordo.

  41. Vincenzo Salcone scrive,

    13 novembre 2017 @ 16:12

    Il problema nn è tanto il fatto che prima erano strapiene e ora praticamente
    quasi vuote( per quanto riguarda l’omologazione la penso diversamente, di devote
    come mia nonna e mia mamma ora nn ne vedo piu, e di consapevoli ancor meno, con chi parlo parlo, noto una ignoranza delle semplici basi Del catechismo che fa paura)
    ma l’omologazione della Chiesa
    al mondo che ha portato alla perdita di fede in questi tempi; per non vedere una causa-effetto in questo, vuol dire chiudere gli occhi completamente.

  42. Victoria Boe scrive,

    13 novembre 2017 @ 16:38

    Le chiese dove vado io sono tutt’altro che “praticamente
    quasi vuote”, pur non essendo strapiene come una volta. Saranno eccezioni? Non credo. E ci vedo anche molta devozione.
    Quanto alla consapevolezza, bisognerebbe essere nella mente e nel cuore di ciascuno per sapere davvero come stanno le cose.
    Quanto alla conoscenza del catechismo, è un discorso a parte.
    Dipende anche da come lo si insegna e lo si insegnava, io credo.

  43. Victoria Boe scrive,

    13 novembre 2017 @ 16:43

    “…l’omologazione della Chiesa
    al mondo che ha portato alla perdita di fede in questi tempi…”

    Questa la ritengo una falsità bella e buona. Una offesa alla Chiesa stessa.

  44. Lorenzo Cuffini scrive,

    13 novembre 2017 @ 16:56

    Difficilissimo vedere una “causa- effetto”, dal momento che la causa (“l’omologazione della Chiesa al mondo” ) non sussiste nella realtà dei fatti.

    Di devote come mia mamma, mia nonna e mia zia Marietta io ne vedo ancora a vagonate. Quello che tutte e tre hanno avuto la fortuna di non incrociare e che avrebbero fatto filare fuori dalle rispettive case a colpe di scopa nelle spocchiose terga, invece, sono le /gli snobbosi malpancisti che sostituiscono se stessi alla Chiesa e al Papa, e che zia Marietta avrebbe qualificato come “Giüda e ‘l so basin” ( Giuda con tanto di bacio).
    🙂 🙂 🙂

  45. Victoria Boe scrive,

    13 novembre 2017 @ 20:33

    Come non darti ragione, Lorenzo ?
    😀 😀 😀

  46. Federico Benedetti scrive,

    13 novembre 2017 @ 21:44

    Sono d’accordo con Vincenzo.

  47. Vincenzo Salcone scrive,

    13 novembre 2017 @ 23:13

    Non sussiste nella realtà dei fatti! In Germania la comunione ai divorziati e’ una realtà. Nel mio paese, un mio amico divorziato risposato ha fatto la comunione, senza tanti giri di parole, non sussiste?
    Un prete ha benedetto in chiesa una coppia gay.
    C’e’ gia chi parla di togliere il Dogma della Verginita’ della Madonna.
    Lutero considerato fino a pochi anni fa la peste, ora ne parlano come un’opera
    dello Spirito Santo.
    Io capisco che ognuno di noi citpiene al proprio pensiero, ma almeno un po di flessibilita’ nell’andare ad informarsi anche su altri Blog c’e’ chi pubblica ogni giorno “pazzie” che assistono nella ormai chiese al plurale, perche ogni prete fa quello che vuole.
    Ci sono preti che si permettono di dire pubblicamente che Satana non esiste.
    Come si fa a non vedere per me e’ un mistero.

  48. Lorenzo Cuffini scrive,

    13 novembre 2017 @ 23:34

    Veramente, Federico?
    E dove, come e quando la Chiesa si sarebbe ” omologata al mondo”?
    Fatti, possibilmente, niente slogan .

  49. Lorenzo Cuffini scrive,

    14 novembre 2017 @ 0:07

    Mistero prontamente chiarito, Vincenzo Salcone.
    Se uno razzola nel cattoweb, beccando qua una stracciata di veste, là una fake new, là ancora un gossip, piu’ avanti una storiella di colore, beh, trova esattamente quel che va cercando: la costruzione ( falsa) di una realtà ( falsa).
    “C’è chi parla ”
    …. e chi se ne importa, scusa?
    Che parlino.
    Uno dovesse prestare attenzione a un miliardesimo di quello che viene sciorinato contro la Chiesa, avrebbe già sprecato il suo tempo.
    La Chiesa, conta. Quello che dice, conta.
    Non i siti, o i blog, o i vaticanisti, o i giornalisti, o gli opinionisti, o compagnia a briscola. ( Accattoli non me ne vorrà).

  50. Lorenzo Cuffini scrive,

    14 novembre 2017 @ 0:09

    Men che meno, straovvio, conta quello che diciamo noi come commentatori di tutto l’ambaradan del chiesabalilla.

  51. Amigoni p. Luigi scrive,

    14 novembre 2017 @ 0:09

    Si, è vero. Qualcuno infatti si ricorda comunioni date ad ex premier italiani, omologati alla Chiesa. E tutti i blog di destra ne fecero scandalo. E quello scandalo risuona tuttora.

  52. Vincenzo Salcone scrive,

    14 novembre 2017 @ 12:24

    Ho capito, non c’è niente da fare.
    Ora l’imput è permesso dall’alto, è la chiesa liquida,
    come ha scritto Vittorio Messori.
    La scelta è proprio quella di permettere questo,
    nn stiamo parlando di casi singoli, ma di nazioni;
    La Polonia fa il contrario della Germania e cosi via….
    E nessuno interviene.
    Ci sono cardinali, vescovi che fanno l’opposto
    dell’altro e nn si sa chi ha ragione.
    Nn sto parlando di casi singoli ma dell’andamento dell’intera
    chiesa. Come si va a non vedere, la confusione è totale.
    Domenica sono stato a messa qui a Londra nell’unica chiesa
    italiana la St. Peter’s Church, bene sul Vangelo duella domenica
    c’era scritto di pregare per le chiese, al plurale, al chè a fine
    messa sono andato a parlare col prete e gli ho chiesto se in
    futuro troveremo nel Credo la Chiesa al plurale….,mi ha
    fatto un sorriso ed è andato.

  53. Vincenzo Salcone scrive,

    14 novembre 2017 @ 12:31

    nel Vangelo della domenica….

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