C’è via Padre Pio e poi c’è un Sexy Shop

“Il Paese si è rimescolato” diceva Aldo Moro. E ancora di più a trent’anni dalla sua morte: a Gaifana, frazione di Gualdo Tadino, Perugia, l’insegna di un Sexy Shop precede di venti metri l’imbocco di via Padre Pio.

7 Comments

  1. raffaele.savigni

    Non mi pare che questo “rimescolamento” sia nel complesso positivo. L’incontro (auspicato da molti) tra cultura cattolica e cultura laica e socialista non ha prodotto, come si sperava, un connubio virtuoso di solidarietà e rispetto per la vita, ma è risultato perdente di fronte al prevalere di un individualismo egoista: è il trionfo della cultura radicale, fondata sul prevalere dell’interesse e dei desideri del singolo

    15 Agosto, 2008 - 22:01
  2. Sumpontcura

    Leonardo Sciascia, da “Todo modo” (1974): il dialogo è fra don Gaetano e l’agnostico protagonista narratore.
    «… Un bambino chiede che gli si racconti la stessa fiaba, preferisce lo stesso giocattolo, ripete lo stesso giuoco: fino a che non è più bambino. Il dongiovannismo non è che il prolungamento di questa legge oltre la pubertà: nella giovinezza, nella vecchiaia. E sono passato dalla giovinezza alla vecchiaia, saltando lo stadio della maturità, appunto perché la maturità, negli uomini afflitti da un simile male, non esiste. Il dongiovannismo è un prolungamento di immaturità: fino al rimbambimento, che è poi la giusta preconclusione, e alla morte… Ci faccia caso: tutti i dongiovanni finiscono col rimbambire.
    – Mi ucciderò un po’ prima. Ammesso che io sia davvero affetto da dongiovannismo.
    – Lo è. E non si ucciderà un po’ prima: per il semplice fatto che non riuscirà a vedere la linea di demarcazione, il confine.
    – Non le pare di stare usando le vecchie armi della sessofobia cattolica, in questo momento, contro di me? Con la variante che mi promette il rimbambimento invece che l’inferno.
    – Si sbaglia di grosso: non c’è mai stata una sessofobia cattolica. Nel passato, non si è fatto altro che arricchire e raffinare. Se mai oggi, nella permissività, si può intravedere un movimento di sessofobia… E in quanto a promettere, cioè a minacciare, non le minaccio niente. La mia è una constatazione. Può farla anche lei, se appena si guarda intorno. Di uomini che sono andati dietro a donne, una dopo l’altra o due e tre assieme, penso ne avrà conosciuti: provi a ricordare gli ultimi anni della loro vita.
    E mi lasciò a questa desolante recherche.»

    Un sexy shop in una frazione… E’ proprio vero che le ludoteche conoscono uno sviluppo imprevedibile: e consentono gli effetti “benefici” del dongiovannismo anche a chi, per timidezza o paura o perversione, al reale preferisce il virtuale.

    16 Agosto, 2008 - 8:02
  3. Leonardo

    In materia di sesso, vale l’assioma: «chi più ne parla, meno ne fa. E viceversa». Sotto questo profilo, al di là di tutto il baldraccume ostentato, la società di oggi è un deserto arido e inospitale.
    Ho visto l’altro giorno lo spot di una collana di classici per le edicole: «prima uscita: I Promessi Sposi e il Kamasutra». Argutamente si vedeva lui che leggeva i Promessi Sposi, mentre lei era intenta a compulsare il Kamasutra. Preannuncio di una notte di frustrazioni?
    Comunque, il punto è che c’è molta più salute sessuale nel romanzo di Manzoni che nel trattato indiano, almeno per come può leggerlo un occidentale di oggi. Forse l’ho già detto, ma don Cesare Angelini faceva notare che, dopotutto, i rossori di Lucia denotano una buona circolazione sanguigna.

    Comunque, era un’altra la cosa che volevo dire. Nella precedente discussione, il padrone del locale è intervenuto con queste esemplari parole: «la conversazione che conduciamo qui non dovrebbe mirare a replicare le grandi dispute che si svolgono per esempio tra la rivista Concilium e la rivista Communio, questo è piuttosto il luogo dell’approccio personale, del taglio vissuto, dell’esperienza ravvicinata». Mi sembrano perfette, e da prendere come direttorio (magari con licenza di qualche cachinno – ogni tanto – rivolto ai più narcisisti e presuntuosi).

    16 Agosto, 2008 - 11:10
  4. targum55

    «la conversazione che conduciamo qui non dovrebbe mirare a replicare le grandi dispute che si svolgono per esempio tra la rivista Concilium e la rivista Communio, questo è piuttosto il luogo dell’approccio personale, del taglio vissuto, dell’esperienza ravvicinata». Mi sembrano perfette, e da prendere come direttorio (magari con licenza di qualche cachinno – ogni tanto – rivolto ai più narcisisti e presuntuosi).

    16 Agosto, 2008 - 12:42
  5. Lea

    Dei sexy shop non conosco le ‘offerte’ alla clientela, se non per immaginazione – che non sono neppure propensa e molto interessata ad esercitare – non per moralismo o altro… ma perché per me il sesso è una pulsione vitale da vivere con trasporto, donazione reciproca e responsabilità…
    Dalla loro diffusione devo dedurre, consapevole che sto scoprendo l’acqua calda, che invece il sesso è sempre più visto come un ‘bene di consumo’ e tutto sommato continua ad alimentarsi l’alienazione anche da questo elemento ‘portante’ del nostro vivere e del nostro agire, anche quando, per dirla volgarmente, non ‘facciamo sesso’…
    E mi colpisce come nella nostra cultura – basta guardare gli spot pubblicitari, dei quali non sono assidua spettatrice, ma che prima o poi ci raggiungono – ogni ambito dell’esperienza sia pervaso da erotismo più o meno esplicito… il richiamo anche al consumo di altri ‘beni’ è molto spesso più o meno velatamente pervaso di elementi, simboli, immagini erotiche… mi viene in mente una frase coniata per uno dei prodotti pubblicizzati recentemente “fai l’amore con il sapore…” detto da una voce sensuale, suadente, con immagini corrispondenti… beh, possiamo cascarci più o meno tutti ma, se è così, forse non siamo messi tanto bene in termini di autentica e profonda capacità di vivere questo aspetto fondamentale della vita.

    … anche in questo, come in tanti altri ambiti della nostra vita odierna: piacere come fine e non come ‘risultato’

    16 Agosto, 2008 - 12:58
  6. Syriacus

    [ ALEXANDRIA, Egypt (AP) -16.08.08– A hospital director in the Egyptian coastal city of Alexandria says a woman has successfully given birth to septuplets.

    Emad Darwish, head of el-Shatbi hospital says the 27-year-old Ghazala Khamis is now in stable condition, though she did require a blood transfusion during the Caesarean section because of bleeding.

    Darwish said Saturday that the newborns, four boys and three girls, had been placed in incubators in four different hospitals since they were premature.

    The babies’ weights range from 3.2 pounds (1.45 kilograms) to 2.8 kilograms (6.17 pounds).

    Khamis, the wife of a farmer from the northern province of Beheira, is already the mother of three girls. She was admitted to the hospital two months earlier. ]

    16 Agosto, 2008 - 13:40
  7. [“intorno ai dodici anni frequentavo una scuola ebraica religiosa per ragazzi, molto puritana. (…) Un giorno l’infermiera della scuola, la donna più coraggiosa ch’io abbia mai conosciuto in vita mia, convocò tutti i ragazzi, saremo stati trentacinque fors’anche quaranta, in aula. Sprangò le finestre, chiuse la porta e nel corso delle due ore che seguirono ci svelò tutti i segreti della vita. Meccanismi e congegni misteriosi compresi, quel che entra e dove entra, senza trascurare trombe e tube e tutto il resto. Ricordo che la ascoltavamo pallidi e sbigottiti e scioccati, perché dopo aver descritto tutti questi terribili meccanismi, ci parlò anche dei due famigerati mostri, gli Al Qaeda e gli Hezbollah della vita sessuale: la gravidanza indesiderata e le malattie veneree. Ci sentimmo quasi venir meno. Ora rammento un piccolo me uscire dall’aula domandandomi: “D’accordo, ho capito la dinamica. Ma chi mai, in possesso delle proprie facoltà mentali, si getterebbe in un guaio del genere?”.
    Evidentemente, l’intrepida infermiera che tutto aveva descritto, s’era scordata di dirci che secondo alcuni la faccenda implica un certo qual godimento.
    Può darsi che non lo sapesse.”]
    Amos Oz – 2002

    16 Agosto, 2008 - 14:14

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