Ma perché si dice “papolatria” e non “papalatria”?

Torna nei commenti dei visitatori la parola “papolatria”, che i vocabolari di mia fiducia (Battaglia e Treccani) non registrano. Non ho nulla contro le parole nuove, neanche quando mi appaiono superflue: per i partigiani del Papa avevamo papismo, che trovo sufficiente. Ma volendo la novità, non si dovrebbe dire “papalatria”? Il termine di partenza infatti è “papa” e non “papo”. Le parole composte con “papa” o da essa derivate mantengono la “a” di mezzo e non ne vedo che la mutino in “o”: papacentrico, papale, papalina, papalmente, papalone, papamobile, paparina, papatico, papato. Perché ciò dovrebbe accadere se l’uniamo a “latria”?

30 Comments

  1. Lorenzo Cuffini

    Mah. Forse una pura assonanza con “idolatria” che ha una o nel mezzo?

    7 Maggio, 2017 - 23:30
  2. Lorenzo Cuffini

    Quello che è estremamente divertente è digitare sul Google il termine papolatria: si entra d’incanto nel caravanserraglio dell’antibergoglismo militante.
    Una specie di ” apriti sesamo” maggggggico…..
    🙂 🙂

    7 Maggio, 2017 - 23:36
  3. maria cristina venturi

    Ha ragione Luigi Accattoli si dovrebbe dire papa-latria, ma a voler essere piu’precisi di dovrebbe parlare di francesco-latria, nel senso che questa “latria”non e’destinata a tutti I papi, o allafigura del papa in quanto tale, ma solo a unafigura storica precisa, papa Francesco. IL “papismo”come dicevano I protestanti era quell’atteggiamento dei cattolici di per cui la figura del papa (chiunque esso fosse)era considerata sacra. E gli si doveva obbbedienza assoluta.I protestante contestavano appunto questa potesta’papale assoluta e consideravano I papisti dei reazionari.
    Quello cui si assiste oggi non e’papismo, tanto e’vero che vari pontefici precedenti l’attuale sono stati ampiamente criticati dagli stessi cattolici, ad esempio Pio XII per il presunto silenzio sulla Shoah, Paolo VI per la sua enciclica Sulla contraccezione, Giovanni Paolo II per il suo conservatorismo in materia di morale, Benedetto XVI per il suo Motu Proprio sullaliturgia antica.Ma gli stessi critici di questi papi, per nulla “papisti”anzi in certi casi come nel caso di giornalisti laici notoriamente anti-papisti e critici verso laChiesa ufficiale, hanno cambiato atteggiamento verso questo particolare papa.Quindi per esser precisi non si dovrebbe parlare neppure di.”papalatria”ma di francesco-latria.
    Si potrebbe obbiettare che anche papa Woityla ha avuto una estrema popolarita’personale, tanto da sfociare in una santificazione appena morto, senza aspettare il processo canonico.Santo subito gridava la folla.
    Anche il successore, Benedetto, ha un piccolo ma testardo gruppo di ammiratori e persino di gente che crede che sia ancora lui il papa e non si arrende all’evidenza delle dimissioni.
    Tutte queste sono manifestazioni umane di riverenza verso una particolare figura storica di papa e nulla hanno a che vedere col “papismo”che e’invece una concezione sovra-individuale, che non dipende da questo o quell’individuo papa.
    Il papista dovrebbe essere ugualmente obbediente verso tutti I papi, verso Pio X, PioXII, PAOLOVI, e leloro encicliche come verso quelle del papa attuale
    Non mi p a re che oggi l’enorme popolarita’personale di papa Francesco significhi un revival del papismo, non mi sembra che la gente che ammira incondizionatamente Bergoglio, sia da questo portata ad ammirare il papato in quanto tale, AnzI e’ tutto un paragonare sfavorevolmente I papi precedenti con l’attuale, e’tutta una criticaverso la Chiesa ufficiale fino a Francesco, e’tutto un peana, un inno di lode alla “diversita’”di papa Francesco rispetto ai suoi predecessori.Francesco piace non perche’papa ma perche'”diverso”
    Per questo il fenomeno non si puo’definire ne’papismo ne’papalatria, ma si dovrebbe piu’precisamente chiamare “francesco latria”o se vi pare eccessivo il suffisso “latria”, francescomania.

    8 Maggio, 2017 - 10:06
  4. giuseppe di melchiorre

    Caro Luigi, “papolatria” è la conseguenza di un modo di scrivere irrispettoso, non solo nei confronti dell’oggetto dello scrivere, ma anche dei destinatari della scrittura. Un modo di scrivere di persone “papadispregiative” e “papafobiche” (non della persona, ovviamente). Persone che si ritengono “fons veritatis” e “sedes sapientiae”, ma non lo sono nel modo e nemmeno nel contenuto del loro scrivere. Se io “tu scrvissi csì, tu csa divresti”?
    Si può dire che queste persone subiscono inconsapevolmente la loro “autolatria” o “egolatria”? Sono termini presenti nel Vocabolario Treccani. Comunque come si dice? “Errare humanum est” e io aggiungo “etiam in scripto”, ma in questo caso “perseverare indoctum”.
    His dictis, fermo restando il rispetto della persona. Buona giornata a te e a tutti.

    8 Maggio, 2017 - 10:17
  5. Lorenzo Cuffini

    Chiarissimo e inoppugnabile quanto affermato da Giuseppe.

    Aggiungo soltanto che molti degli accusati “papolatri “da parte di quattro gatti di antibergogliani compulsivi, sono null’altro che normalissimi, banalissimi, quotidiani cattolici della parrocchia e della chiesa che , cattolicamente, mostrano verso il papa l’atteggiamento che cattolicamente va mostrato.
    Nè più, né meno.

    La balla di un consenso unanime e idolatrico nei confronti di Francesco è monumentale. Dacché mi ricordo io, non rammento una tal quantità di odio e di infamie rovesciate in modo programmatico verso un papa. E’ vero che il tutto è amplificato fuori misura dalla rete, un tempo inesistente, che permette ai succitati quattrogatti autoreferenziali di metter su un gioco degli specchi e di moltiplicarsi come per magia….Sempre quattro gatti restano,naturalmente.

    8 Maggio, 2017 - 11:39
  6. Andrea Salvi

    E’ un modo scorretto, profondamente scorretto di delegittimare i cattolici che obbediscono al papa. A questo papa, secondo codesti individui bisogna solo disobbedire. Chi lo approva vuol dire che ne ha fatto un idolo. Roba da matti se ci pensate bene.

    8 Maggio, 2017 - 12:07
  7. Lorenzo Cuffini

    Quello che colpisce e rincuora, per la fisiologia e la normalità delle cose, è verificare , in ogni occasione concreta , il salto stratosferico che esiste tra lo starnazzare (non è polemico l’uso di questo termine, quanto oggettivo: non trovo altro modo per indicare il modo di far sentire la propria voce facendo schiamazzo, grande arruffio di piume, polverone d’aia virtuale) dei quattro gatti antibergogliani militanti, e la tranquilla percezione del popolo normale dei fedeli.
    Riprendo l’esperienza personale vissuta una settimana fa a Trento: una intera chiesa locale in festa per un nuovo beato martire “figlio” di quella stessa Chiesa.
    Bene.
    Dove stavano i papolatri di cui si parla?
    Nemmeno la più pallida ombra.
    Una intera chiesa significa “popolo di Dio” trasversale e variegato per età, formazione, provenienza e appartenenze. Per niente percosso, senza pastore, in balia di eresie perniciose, privo di senso del sacro. Tutto, ma proprio tutto il contrario.Mi veniva da ridere ripensare ai ragli di quanti frignavano su chiese ridotte a capannoni prive di Santissimo, o altre idiozie del genere. Dalla Chiesa periferica, con una affollatissima veglia di preghiera ( dicasi di preghiera, pensa un po’) alla cattedrale gremitissima, la gente cattolica mostrava, stringendosi al suo pastore, ai pastori precedenti,al suo clero presente in massa, alla famiglia missionaria di appartenenza del beato, il volto bello, normale, senza tante storie, senza tanti arzigogoli, senza , lasciatemelo dire, l’ombra di pochi o tanti ” dubia”, della chiesa vera: quella così come è.
    Dove stava il papa, l’idolatrtato come un vitello d’oro,in tutto questo? Giustamente, non stava.
    Nel senso che non c’e stato alcuna, non necessaria, esibizione di vanveranti statue/idolo, di gigantografie incensate o altre imbecillità che a sentire i quattrogatti affliggerebbero l’orbeterracqueo della cattolicità.
    In compenso, tutti, dicasi TUTTI QUANTI quelli che hanno parlato a vario titolo in quei due giorni, preti e laici di età variabile dagli 86 in giù, hanno usato NATURALMENTE le parole, i temi, le argomentazioni e le tematiche che Francesco “tirerebbe fuori” ogni giorno. Per un motivo molto semplice : che Francesco, e non vedo come potrebbe fare diversamente, NON FA CHE ” TIRARE FUORI ” I TEMI DEL VANGELO.
    A degna conclusione e dimostrazione di tutto ciò, una omelia dell’arcivescovo che, di impronta assai diversa per stile e per oratoria, fluiva, OVVIAMENTE, nello stesso alveo della predicazione bergogliana.
    La quale, detto in soldoni, non è niente di nuovo e non è nulla di rivoluzionario.
    Lo è semmai in qualche tono( fortunatamente: le reazioni isteriche che suscita in qualche finta verginellae verginello dimostrano quanto sia necessario che l’uditorio si dia una sveglia) e in qualche espressione ( vedi sopra: idem con patate).
    Come già a Torino per la visita per la Sindone e il giubileo di don Bosco, come a Milano e Monza per quanto visto in televisione, così a Trento, e in modo ancor piu’ significativo data l’assenza di Bergoglio dalla scena, ho potuto toccare con mano quanto l’antibergoglismo sia un fenomeno estraneo ai fedeli, e quanto naturale e senza problemi fluisca la comunicazione nei due sensi tra gente e papa.
    Si possono coniare neologismi a volontà, aprire blog a manetta, colonizzare fantasiose Isole virtuali: sempre una operazione intellettualistica, costruita a tavolino e completamente ideologica resta.

    8 Maggio, 2017 - 12:08
  8. Andrea Salvi

    Uno dei primi che uso’ il termine di papolatria fu Magdi (fu
    Cristiano) Allam, nel 2013, annunciando di andarsene dalla Chiesa Cattolica, correggetemi se sbaglio.

    8 Maggio, 2017 - 12:10
  9. Victoria Boe

    “Dacché mi ricordo io, non rammento una tal quantità di odio e di infamie rovesciate in modo programmatico verso un papa.”

    Sottoscrivo, Lorenzo. E aggiungo che tutto ciò è dovuto al fatto che i cattolici conservatori mai si sarebbero aspettati un papa tanto innovatore, rispetto ai precedenti, sia nel modo di parlare sia negli atteggiamenti.

    8 Maggio, 2017 - 12:11
  10. Lorenzo Cuffini

    🙂
    Magdi ex- Cristiano Allam.
    Quello che entrò e uscì dalla Chiesa cattolica come da una porta girevole.
    Ooooops, scusate, cercavo qualcos’altro.

    8 Maggio, 2017 - 12:12
  11. Lorenzo Cuffini

    Quello che dice Andrea , a proposito della scorrettezza, è talmente vero, che in un commento al un post di un netibergogliano per professione di qualche giorno fa, ci fu una signora vibrante di entusiamo che proruppe dicendo … ” è inconcepibile che persino dei cattolici possano approvare quello che dice Bergoglio” (( più o meno, la citazione letterale non è possibile, essendo stato decapitato il commento in questione in quanto collegato ad altri dissenzienti ).
    Che è il rovesciamento esatto della posizione fisiologica tra un cattolico ( normalissimo, qualsiasi, di ogni tempo e luogo ) e il papa ( NON questo papa, il papa e basta)

    8 Maggio, 2017 - 12:18
  12. Lorenzo Cuffini

    netibergoglaino ( che è molto bello come suono, ma che non significa nulla) sarebbe banalmente ” antibergogliano”….
    🙂

    8 Maggio, 2017 - 12:19
  13. Andrea Salvi

    Avrei trovato più appropriato parlare di papolatria o papalatria quando il papa veniva acclamato sulla sedia gestatoria…

    8 Maggio, 2017 - 12:20
  14. maria cristina venturi

    Andrea Salvi

    Ad ogni epoca storica il suo stile e la sua “latria”
    gli imperatori romani erano adorati trionfanti sul cocchio colla corona di alloro in capo.
    Ma Peron, o Mussolini dal balcone, o Stalin , senza corona e senza cocchio, erano idolatrati allo stesso modo.
    Il papa RE colla sedia gestatoria poteva essere idolatrato esattamente come il papa in papamobile e colle scarpe nere.
    Andrea Salvi, sei un medico come me, ti facevo meno semplicistico!

    8 Maggio, 2017 - 13:25
  15. maria cristina venturi

    dal DEVOTO OLI -dizionario della lingua italiana , ed. 2008

    PAPISMO designazione polemica del cattolicesimo soprattutto da parte dei protestanti- Atteggiamento di intransigente difesa della leggittimità del potere temporale dei papi

    PAPISTA: 1)seguace della religione cattolica romana, designazione polemica e spregiativa da parte dei protestanti, specialmente anglicani 2) in epoca risorgimentale sostenitore del potere temporale dei papi
    prov: essere più papisti del papa, di chi si dimostra quanto mai ligio a una tradizione o succubo di una autorità

    LATRIA: nella teologia cattolica il culto riservato a Dio nelle tre persone della Trinità, contrapposto a quello di “iperdulìa”, riservato alla Madonna, e a quello di dulìa , riservato agli angeli e ai santi. Dal greco “latreia”=culto

    Caro Andrea Salvi, non c’è bisogno di sedia gestatoria, oggi basta una statua!”

    https://www.youtube.com/watch?v=JmieZ7Jd-aM

    8 Maggio, 2017 - 13:38
  16. maria cristina venturi
    8 Maggio, 2017 - 13:52
  17. Andrea Salvi

    Dimenticavi la copertina del Time del 79 “John Paul Superstar” October 15, 1979 | Vol. 114 No. 16
    Anche questa da un medico preciso non ce la si doveva aspettare…

    8 Maggio, 2017 - 15:10
  18. Andrea Salvi

    E comunque tutta questa papa(papo)latria io non ce la vedo proprio…vedo invece molta pappo(pappa)latria, amore sviscerato per il mangiare bene…

    8 Maggio, 2017 - 15:36
  19. maria cristina venturi

    Non so caro Andrea Salvi.A me sembra che come per molte altre questioni oggi si spacci l’apparenza per sostanza e viceversa.
    Si spacciano per trionfalisti e magari superbi I papi della sedia gestatoria, che magari invece erano piu’personalmente umili e meno egocentrici dei papi della papamobile e delle scarpe nere. Non so.
    Penso che la gente dovrebbe riflettere aldila’delle aparenze e della narrativa mainstrem .

    UNpapa come Benedetto XVi era certamente umile e mite, di carattere schivo e non autoritario, eppure I media lo hanno rapresantato come un feroce nazista, un pastore tedesco nel.senso di un truculento ex-inquisitore del Sant’Uffizio. Oggi invece i media ci presentano come un buon pastore mite e sorridente papa Francesco, anche se nei suoi suoi atti di governo e’stato cento volte piu’autoritario, cento volte piu’settario, e persomalistico, nel senso di silurare queli a lui sgraditi, di Benedetto.
    Caro Andrea Salvi in medicina esiste la Evidence Based medicine, cioe’la medicina basata sull’Evidenza scienti f a de g li studi clinici certificati, e non solo sulla simpatia verso questo o quel ricercatore.
    Cerchiamo di essere obbiettivi in tutti I campi.

    8 Maggio, 2017 - 15:44
  20. Victoria Boe

    Interessante la dotta disquisizione della signora Venturi sui termini inerenti la “latrìa” intesa come culto di Dio, dei papi e dei dittatori e sovrani in generale. Di tutti quelli, insomma, che stanno su un trono che li innalza ben al di sopra del popolo. E che ci tengono ad apparire molto più in alto, detenendo poteri che li renderebbero padroni dei “poveri” esseri umani che il caso ( o la volontà di Dio?) ha voluto stessero in basso.
    Il trono simboleggia tale superiorità, e la sedia gestatoria è ugualmente “trono”.
    Ma Dio ha un trono? Per i cattolici conservatori certamente sì, e il Papa, che è il vicario di Cristo in Terra, deve avere pure un trono. Altrimenti che papa è? Meglio ancora se indossa una stola di ermellino e le scarpe rosse griffate, che vengono imposte dalla eminente posizione di prestigio in cui si trova.
    Mai pensare che un papa debba essere considerato alla stregua di un “parroco di campagna”.
    Se, puta caso, un Papa definisce sé stesso solo “vescovo di Roma” e per di più calza scarpe nere e porta, di sua mano, una banalissima cartella nera, o se ne va in giro per Roma a comprare dei banalissimi occhiali da vista, allora chi potrebbe pensare mai che tali atteggiamenti “eversivi” possano essere degni di un vero papa? Si direbbe che la cattolicità stessa potrebbe perdere di credibilità agli occhi del mondo intero. O no?
    Ebbene, i cattolici non conservatori e che stanno alla realtà vera dei fatti, hanno una opinione ben diversa al riguardo.
    Questi cattolici hanno piena consapevolezza che i fronzoli distintivi sono inutili nel mondo della loro fede religiosa che ha come figura di riferimento il Cristo; e vedono con grande rispetto, ed anche con ammirazione, che è cosa ASSAI DIVERSA dalla idolatria, un Papa che non ama l’esteriorità e che preferisce di gran lunga la semplicità e l’ immediatezza dei parroci di campagna. Che non significa affatto essere dei sempliciotti.
    E soprattutto ama indicare a tutto il mondo, in primis ai pastori della Chiesa, che chi è preposto ai vertici della sacra Istituzione, ha l’obbligo di mettersi, in prima persona, al servizio del popolo di Dio; in particolar modo al servizio dei poveri cristi e degli esclusi dalla società dei benpensanti, ovvero dei “cattolici da salotto” che lo criticano per ogni verso. Soprattutto se non hanno niente da fare.
    Si tratta di Vangelo, non di bubbole; e i cristiani devono seguire il Vangelo applicato all’ esistenza degli uomini nel tempo in cui si trovano a vivere. La forma di una Istituzione nient’altro è che vanità delle vanità.
    Allora, tanto di cappello ad un Papa così. Lo si aspettava da tempo.

    8 Maggio, 2017 - 16:46
  21. Lorenzo Cuffini

    E ridaje con la “rappresentazione dei media.”
    Macchissenefrega della rappresentazione dei media?!
    Specie quando ci sono delle falsità e delle palle grandi come una casa cacciate da fior di cattoliconi pronti a prosternarsi a terra cacciando fuori decine di millimetri di lingua piamente , e orando in rigorosissimo latinorum.
    🙂 🙂 🙂 🙂
    I “media ” ci presentano….. si piagnucola qui sopra.
    I media ci presentano ogni giorno grandissime cose, cose medie e cose pessime, e tutti SIAMO PERFETTAMENTE IN GRADO DI CAPIRE A UN KM DI DISTANZA DOVE STA LA REALTA’ E DOVE LA RAPPRESENTAZIONE. Solo i cattolicoccioni, cioè i cattolici eternamente bamboccioni, devono passare le giornate a riempirsi testa e panza di quello che dice Tizio e Caio e Sempronio? Padroni, ci si strafoghino. Ma poi non si lamentino.

    Mia zia Marietta, scuola elementare, certamente non si faceva infinocchiare così e soprattutto non sbavava dietro in tal modo a quello che dicono i media.
    Specie quelli non cattolici.
    Che possono dire quello che vogliono.
    Se un cattolico si lascia influenzare dai media nelle sue valutazioni cattoliche, sara certamente un cattolico, ma prima di tutto è un BABBEO.
    🙂

    8 Maggio, 2017 - 17:51
  22. Lorenzo Cuffini

    🙂 🙂 🙂
    Bisognerebbe avvisare i redattori di Traditio Catholica che, essendo il loro sito, almeno nel post linkato dalla loro solerte adepta, scritto in italiano, sarebbe opportuno che riportassero correttamente le citazioni, come sono normalmente pregate in chiesa.
    Quindi :
    ” Nella Santa Liturgia il nome del Papa deve essere sempre detto nella recita del Canone ( preghiera eucaristica) della Messa: ” in unione con il tuo servo il nostro papa Francesco”.
    Nella liturgia del venerdì santo :
    “Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa Francesco.: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell’ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio. ”
    e via discorrendo.

    8 Maggio, 2017 - 18:08
  23. Victoria Boe

    “Se un cattolico si lascia influenzare dai media nelle sue valutazioni cattoliche, sara certamente un cattolico, ma prima di tutto è un BABBEO.”

    Sottoscrivo ancora una volta, Lorenzo.
    L’ indipendenza di pensiero è una cosa seria e dimostra intelligenza.

    8 Maggio, 2017 - 19:21
  24. Andrea Salvi

    A MCV. Senti piiantiamola li tutti e due di tirare in ballo la medicina , la EBM e altre cose del genere che c’entrano come i cavoli a merenda con le nostre discussioni. Ok?

    8 Maggio, 2017 - 19:21
  25. Victoria Boe

    “Oggi invece i media ci presentano come un buon pastore mite e sorridente papa Francesco, anche se nei suoi suoi atti di governo e’stato cento volte piu’autoritario, cento volte piu’settario, e persomalistico, nel senso di silurare queli a lui sgraditi, di Benedetto.”

    Che enorme panzana!
    Prendere l’aglio per cipolla è un peccato capitale.
    Papa Francesco in realtà è solo più determinato del Papa emerito nel prendere decisioni importanti.
    Il che non ha niente da spartire con l’autoritarismo.
    Se la Venturi si togliesse gli occhialini neri dell’intolleranza strumentale, forse riuscirebbe a vedere e a valutare meglio le cose. Dico “forse”, ma non è garantito.

    8 Maggio, 2017 - 20:07
  26. Luigi Accattoli

    Ratzinger usava la parola “papalismo”. La prima apparizione della parola “papolatria” da me memorizzata è in un editoriale di “Civiltà cattolica” del 4 novembre del 1985. Era intitolato “Il ministero del Papa dopo i due Concili Vaticani”: invitava ad evitare l’infallibilismo e le “esagerazioni della papolatria”. Quell’articolo provocò un mio commento sul “Corriere della Sera” che così concludeva: “Di papolatria parlò al Concilio Massimo IV. Rahner, Congar, Von Balthasar e lo stesso Ratzinger hanno spesso denunciato le esagerazioni dei cattolici affetti da ‘ossessione’ del primato”. Stante la mia pignoleria, dopo il nome di Ratzinger avevo messo una parentesi con questo rimando: “in IL NUOVO POPOLO DI DIO, Queriniana 1971, p. 183, polemizza con l’iperaccentuato papalismo“.

    8 Maggio, 2017 - 20:27
  27. Victoria Boe

    Complimenti, Luigi, per la “pignoleria” che ti ha fatto andare a ritroso nel tempo fino alle origini del neologismo.
    Io però lo considero un brutto neologismo, anzi un errore, con tutto il rispetto per “Civiltà cattolica” e ancora prima, se ho capito bene, per Massimo IV.
    Infatti, non lo si trova da nessuna parte, in nessun vocabolario. Non lo menziona neppure l’Accademia della Crusca, che lo avrebbe dovuto recepire da quel lontano 1985.
    Quale criterio abbiano seguito coloro che lo hanno coniato, non si sa.
    Mi sembra un termine pastrocchiato, se così posso esprimermi.
    Diverso è il discorso per “la papamobile”, che è una formazione lessicale chiara nei due termini che la costituiscono formando, come ben sai, una parola macedonia.
    In “papolatria” la parola “papa” è diventata “papo”. Il che è inaccettabile perché il “papo” non esiste proprio.

    Certo che tutto questo girare intorno a papi e papesse e “pappa” e “pappo”, con relative “latrie” variamente declinate e affibbiate, un bel po’ di confusione in testa la crea. 😀 😀

    8 Maggio, 2017 - 21:57
  28. Luigi Accattoli

    Hai ragione a interrogarti su come si sia espresso Massimo IV in Concilio. Non ho avuto e non ho il tempo per cercare la fonte. Non ricordo su che cosa mi fossi basato nel 1985: 32 anni fa. Ho fatto oggi un po’ d’indagine trovando che in Concilio quel patriarca parlava in francese e non in latino per non assimilarsi, lui ch’era melkita, alla Chiesa latina. Chi avesse la possibilità di indagare, ci informi. Tendo a pensare che la parola “papolatria” esistesse prima che l’usasse “Civiltà Cattolica”, ma che non sia stata pronunciata da Massimo IV, che ne avrà piuttosto espresso il senso, come faceva Ratzinger con “papalismo”. Nelle varie fonti trattanti delle ossessioni primaziali romane, papismo, papalismo, papolatria sono usati come sinonimi.

    8 Maggio, 2017 - 23:38

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