Dissertatio Theologica de Papolatria – Lipsia 1726

Provocato dall’ultimo mio post sulla “papolatria” inteso a convertirla in “papalatria” un visitatore che non si presenta mi segnala con un link una dissertazione accademica “de papolatria” tenuta e pubblicata a Lipsia nel 1726. Nel primo commento metto il suo link e nel secondo altri due da me scovati e rilancio la questione ai visitatori che ne sanno di più.

16 Comments

  1. Victoria Boe

    Un bel contributo, questo di Mocellin.
    Grazie.

    10 Maggio, 2017 - 11:20
  2. Luigi Accattoli

    Grazie al collega Mocellin e grazie al visitatore che mandò ieri il link, ora su “papolatria” sappiamo quasi tutto.

    10 Maggio, 2017 - 12:12
  3. maria cristina venturi

    visto che siamo così pignoli sulle parole, tanto da dire giustamente che non si dovrebbe dire papolatria, ma papa-latria, allora vi chiedo :
    Perchè si dice omofobia?
    anche questa parola è un neologismo formato da due parole omo + fobia.
    Fobìa significa paura , omo omosessuali. Ma la parola non sembra attagliarsi bene a ciò che vuol definire: perchè in realtà coloro che vengono definiti “omofobi ” non hanno “paura” degli omosessuali, non vanno in attacchi di panico se vedono un omosessuale.
    comunque sia le parrocchie italiane organizzano veglie di preghiere anti omofobia.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mossa-delle-parrocchie-veglie-anti-omofobia-chiesa-1395252.html

    A Milano la parrocchia di Santa Maria della Passione organizza veglia contemporaneamente al tempio valdese, mentre a Palermo i padri gesuiti e i padri comboniani si sono schierati al fianco della Chiesa evangelica luterana. A Pinerolo la comunità cristiana di base di don Franco Barbero organizzerà una manifestazione in piazza per un “salutare rinnovamento teologico nella Chiesa”. Altre iniziative sono in programma a Firenze, Reggio Emilia, Catania, Trieste e Bologna.

    E le veglie di preghiera per la cristianofobia e i martiri cristiani ammazzati?,Quelle no, eh?

    10 Maggio, 2017 - 13:03
  4. Lorenzo Cuffini

    Alcune precisazioni doverose per chi leggesse il commento qui sopra.
    La prima. Nel caso della omofobia, la parola si attaglia generalmente benissimo, giacchè è di paura, anzi di paura irrazionale che sconfina nell’ossessivo, che si tratta. Gli omofobi non cascano preda di attacchi di panico, ma in compenso vomitano ogni genere di cattiveria, volgarità e desiderio di emarginazione e marchiatura infamante nei confronti delle persone omosessuali.
    La seconda. Quanto è lasciato goffamente e maldestramente intendere nel commento, parte seconda, che cioè esista un fiorire di manifestazioni cattoliche – peraltro benvenute – contro l’omofobia, A SCAPITO o INVECE DI veglie di preghiera per la cristianofobia e i martiri cristiani ammazzati, è, come non di rado capita, UNA FALSITA’ E UNA STUPIDAGGINE, contemporaneamente. Le veglie di preghiera per i cristiani martiri si organizzano, eccome, e per fortuna. Ne ho appena raccontata una durata in pratica 48 ore a Trento e, tanto per dire, qui ce n’è una giusto questa sera ( Torino)
    http://www.diocesi.torino.it/pls/diocesitorino/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=68196&rifi=guest&rifp=guest
    La terza. Ben venga che la Parrocchia di Santa Maria della Passione organizzi veglie contemporaneamente al tempio valdese , e che i gesuiti e i comboniani di PAlermo si siano schierati al fianco della Chiesa luterana. Dove sarebbe il sottaciuto ma ridicolmente evidentissimo motivo di scandalo?
    La quarta.La comunità cristiana di base di don Franco Barbero ha tutto il diritto di organizzare le manifestazioni che crede, pure per un salutare rinnovamento teologico della Chiesa. Un unico particolare: don Franco Barbero, ottima persona per quanto mi riguarda, è sospeso dal servizio dal 2003, e viaggia su un percorso tutto suo, ma certamente a parte. Che si occupa in particolare di omosessuali e omosessualità. Per correttezza e precisione va detto .

    10 Maggio, 2017 - 14:03
  5. Lorenzo Cuffini

    Interessante spunto, questo della fobia.
    Se io non trovo alcun cenno di papolatria o papalatria ( semmai il fenomeno per nulla nuovo di un personaggio che mediaticamente tira un sacco) trovo invece precisi esempi di Bergoglio-fobia.
    Gente, cattolica ahimè, che perde letteralmente il lume della ragione e VIVE cattolicamente SOLO PIu’ in funzione antibergogliana.
    La lista non è lunga, anzi, ridicola, se confrontata con il totale dei cattolici “normali “, quelli senza menate per la capa, che se ne fanno baffoni sia della papolatria che della papofobia, avendo nientemeno che una vita da vivere, pensa un po’….In compenso , la lista, è chiarissima, con tanto di nomi e cognomi facilissimamente identificabili.

    10 Maggio, 2017 - 14:10
  6. Victoria Boe

    ” Un unico particolare: don Franco Barbero, ottima persona per quanto mi riguarda, è sospeso dal servizio dal 2003, e viaggia su un percorso tutto suo, ma certamente a parte. Che si occupa in particolare di omosessuali e omosessualità.”

    Tutto giusto, Lorenzo.
    Ma perché don F.Barbero è sospeso dal servizio? La nota dolente è sempre la stessa: la Chiesa non ammette l’omosessualità, la considera una perversione o una malattia da cui si deve guarire con l’aiuto di Dio; quindi chi invece, fra i suoi ministri, non la considera “peccato”, viene sospeso a divinis. Ovvero, la Chiesa stessa è OMOFOBA anche se fa di tutto per non apparire tale. La Chiesa resta sempre indietro rispetto alla scienza.
    E qui si potrebbe aprire un altro interessante capitolo, ma siccome questo tema è stato trattato spesso qui nel blog, preferisco non dire altro.

    10 Maggio, 2017 - 15:10
  7. Victoria Boe

    “…in realtà coloro che vengono definiti “omofobi ” non hanno “paura” degli omosessuali, non vanno in attacchi di panico se vedono un omosessuale.”

    Il termine “fobia” è inteso spesso non come paura ma come respingimento. Soprattutto quando si parla di diversità, anche nel campo religioso.
    Per esempio, la signora Venturi è islamofoba, come tutti hanno potuto constatare più volte.
    Ed è vero che molti musulmani, non tutti però, sono cristianofobi. I più fondamentalisti lo sono e sono arrivati ad essere terroristi, mescolando sacro e profano.
    Il fondamentalismo è alla radice delle guerre religiose e dell’intolleranza verso chi professa una religione diversa.
    Varrebbe la pena leggere il nuovo saggio di Jonathan Sacks –Non nel nome di Dio( edito da Giuntina )–dove si vede che: “L’ebraismo, il cristianesimo e l’islam si definiscono come religioni di pace e tuttavia tutte e tre hanno dato origine alla violenza in alcuni momenti della loro storia…
    Il punto decisivo però è che le religioni capiscano che sono proprio loro, oggi, a doversi convertire per porre fine alla lotta reciproca simile a “rivalità tra fratelli.
    Le tre religioni monoteistiche infatti sono “fratelli in competizione” per accaparrarsi il ruolo di vero depositario della rivelazione divina, nella convinzione che all’interno dell’umanità vi sia una posizione privilegiata…
    Il più piccolo crede di aver prevalso sul più grande: il cristianesimo ha fatto così con l’ebraismo, l’islam lo ha fatto con entrambi”…
    Non abbiamo altra scelta che riesaminare la teologia che porta al conflitto violento; se non facciamo questo lavoro teologico, ci troveremo di fronte al perdurare del terrore” , e questo perché “le armi vincono le guerre, ma ci vogliono idee per vincere la pace”.

    Questa tesi io la considero del tutto condivisibile.

    10 Maggio, 2017 - 16:06
  8. Enrico Usvelli

    da Wikipedia:
    ‘Nella lettera che accompagna il provvedimento vaticano, cosi’ scrive Mons. Debernardi, vescovo di Pinerolo: “Dalla lettura dei tuoi scritti appare chiaro che viene toccato il cuore della fede cristiana, in particolare i misteri della Trinità, dell’Incarnazione, la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e, connesso con l’Eucaristia, il ministero ordinato. A ciò si aggiunge la liturgia, non celebrata in comunione con la Chiesa Cattolica, la non accettazione dell’integrità del Settenario Sacramentale e la non accoglienza del Magistero come guida di fede e di morale” ‘
    Questi sono i motivi per cui Barbero non è più sacerdote dal 2003. Giusto per chiarezza. E’ vero che anche le sue opinioni sugli omosessuali differiscono da quelle della Chiesa. Tra respingere gli omosessuali e benedirne le unioni c’è una bella differenza.
    Può darsi che ci siano sacerdoti e cattolici omofobi ma la Chiesa non lo è.

    10 Maggio, 2017 - 16:43
  9. Enrico Usvelli

    Concordo con Maria Cristina sul fatto che il termine omofobo in teoria non corrisponderebbe al significato che comunemente gli si dà. E corrisponderà ancora meno se certe lobbies riusciranno a far approvare il decreto Scalfarotto che aspetta tranquillo in qualche cassetto il momento opportuno per saltare fuori.
    Lo psicoterapeuta milanese Giancarlo Ricci sarà sottoposto a procedimento disciplinare perché (cito da Avvenire) ‘ha osato parlare della «funzione essenziale e costitutiva di mamma e papà nel processo di crescita »’. Quando sarà ascoltato non potrà che essere assolto, ma quanti in futuro vorranno esporsi a ribadire concetti arcinoti sapendo che poi dovranno subire procedimenti dal proprio Ordine?

    10 Maggio, 2017 - 17:05
  10. Victoria Boe

    “Tra respingere gli omosessuali e benedirne le unioni c’è una bella differenza.
    Può darsi che ci siano sacerdoti e cattolici omofobi ma la Chiesa non lo è.”

    Don Barbero non vede differenza fra le unioni etero e le unioni omoaffettive.
    Don Gallo ugualmente non vedeva differenza. Dunque le benedivano.
    Due preti più avanti della Chiesa. Lodevolmente più avanti.
    L’amore che unisce due individui, che siano etero oppure omo, ha sempre la benedizione di Dio. Non vedo perché degli uomini debbano rifiutarla.
    Solo una grande ignoranza di certi uomini, e quindi della Chiesa che pure è formata di uomini, sta alla base di tale differenza.
    Per la Chiesa c’è in più una bella dose di sessuofobia, stante che ha sempre visto la sessualità solo in funzione della procreazione. Un teorema ereditato dalla teologia agostiniana.
    La Chiesa continua ad essere omofoba nonostante parli sempre di “accoglienza” e di “rispetto”. Lo dimostra il fatto che non ammette al sacerdozio uomini con tendenze omosessuali. E non si vede perché debba respingerli dal momento che i preti sono tenuti al voto di verginità, dunque destinati a non procreare.
    Le quadrature del cerchio non si confanno ad una Istituzione che predica in tutte le salse l’amore, spiritualmente parlando, e poi di fatto non lo pratica in certe circostanze.
    Le rocambolesche asserzioni di chi continua a discriminare in omaggio all’Istituzione, parlano di una cattolicità servile e asservita e senza libero pensiero.
    Un paradigma che io rifiuto con determinazione.

    10 Maggio, 2017 - 20:09
  11. Federico Benedetti

    Condivido gli interventi di discepolo e di Enrico.
    Ognuno la pensi come vuole, ma si abbia l’onestà di riconoscere quando le proprie idee ( in questo caso più che altro prese di posizione politiche) divergono dal magistero della Chiesa Cattolica. E, in questo caso, ci si ponga qualche problema …

    10 Maggio, 2017 - 21:33
  12. Enrico Usvelli

    ‘ E non si vede perché debba respingerli dal momento che i preti sono tenuti al voto di verginità, dunque destinati a non procreare.’

    I motivi ci sono, ma è troppo faticoso andare a cercare in rete cosa dice la Chiesa o parlare con qualche sacerdote.

    ‘Per la Chiesa c’è in più una bella dose di sessuofobia, stante che ha sempre visto la sessualità solo in funzione della procreazione. Un teorema ereditato dalla teologia agostiniana.’

    Abbiamo documenti recenti della Chiesa o altro a supporto di questa affermazione o andiamo a naso?

    10 Maggio, 2017 - 23:26

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