Non vendicatevi sui nemici: amateli anzi e pregate per loro
Il Cristo Pantocratore di Santa Sofia – Costantinopoli secolo VI – per introdurre la scheda della lectio di Pizza e Vangelo che faremo domani, lunedì 9 marzo, via zoom, alle 21.00 per leggere da Matteo 5, 38-48 le due “antitesi” – “ma io vi dico” – nelle quali Gesù comanda ai discepoli di non vendicarsi e di amare i nemici. Nei commenti l’intera scheda. Tra i maestri che interrogheremo c’è Papa Francesco che vede tracciata in quei precetti del Nazareno la via della non violenza, il rabbino Neusner che in nome della Torah rivendica la legittimità della guerra, il biblista Ravasi che segnala come il mandato di Cristo ci spinga al rischio continuo del perdonare e dell’amare
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Luigi Accattoli
L’invito di Gesù ad amare il nemico segna il vertice del brano delle antitesi nel quale Gesù chiarisce il pieno compimento della legge mosaica che è venuto a proporre ai suoi discepoli: nella forma di principio generale con la quale è affermato, quel precetto non ha paralleli né precedenti. Gesù è il primo a proclamarlo, l’unico per il suo tempo.
La rinuncia alla vendetta e il principio della non violenza erano già proposti da testi dell’Antico Testamento, come per esempio dal Libro dei Proverbi 20, 22: “Non dire: renderò male per male. Confida nel Signore ed egli ti libererà”. Ed erano entrati nella Regola della Comunità di Qumran, che presenta varie affinità con la predicazione di Gesù: “Non ripagherò ad alcun uomo il male che mi ha fatto, lo ripagherò con la bontà”. Quella stessa Regola prescriveva tuttavia di “amare tutti i figli della luce e odiare tutti i figli delle tenebre”. Gli studiosi segnalano che “negli scritti di Qumran non vi è mai alcuna espressione di amore verso quanti erano fuori dalla ristretta cerchia della comunità” (Luigi Moraldi).
L’amore dei nemici – affermato sia qui in Matteo sia in Luca 6, 27s – al di fuori dei Vangeli è presente anche nelle Lettera di Paolo ai Romani (“Se il tuo nemico ha fame dagli da mangiare”: 12, 20) e nella Didachè 1, 3: “Ama coloro che ti odiano e non avrai nemici”. L’affermano con entusiasmo ancora i padri dei primi secoli, come per esempio Tertulliano: “Amare gli amici lo fanno tutti, i nemici li amano soltanto i cristiani” (Ad Scapulam 1,3). Ma quando il cristianesimo diventerà la religione dell’impero romano e con Teodosio (379 – 395) sarà obbligatorio essere cristiano, l’amore dei nemici verrà interpretato come consiglio di perfezione e non più come norma a cui dovrebbero attenersi tutti i battezzati. Noi invece è in quest’ottica che proveremo a leggerlo.
8 Marzo, 2026 - 18:03
Luigi Accattoli
Matteo 5, 38-48. Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
8 Marzo, 2026 - 18:04
Luigi Accattoli
Se uno ti dà uno schiaffo. v. 38: Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. La cosiddetta legge del taglione, in latino ius talionis, legge del taglio, era già nel Codice babilonese di Hammurabi (XVIII secolo avanti Cristo) e nelle Dodici tavole della Roma del IV secolo avanti Cristo.
v. 39: se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra. E’ da intendere come un paradosso, o un’iperbole e la riprova l’abbiamo dal comportamento stesso di Gesù, che alla guardia che lo percuoterà durante l’interrogatorio davanti al Sommo Sacerdote dirà: “Se ho parlato male, dimostrami dove è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Giovanni 18, 23).
v. 41: E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. E’ la stessa costrizione – espressa con lo stesso verbo: aggareusei – che subirà Simone di Cirene (Matteo 27, 32) nel racconto della Passione. Le truppe dell’occupante romano erano autorizzate a imporre prestazioni ai popoli occupati.
v. 42: Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Il parallelo di Luca 6, 34 dice: “Se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?”
v. 43: Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. L’invito a odiare il nemico non c’è nell’Antico Testamento, ma espressioni di odio verso i nemici di Israele non mancano: «Io odio, Signore, quelli che ti odiano, li detesto con odio implacabile come se fossero miei nemici» (Salmo 139).
v. 44: Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. Così il passo parallelo di Luca 6, 27s: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”. L’allusione alla persecuzione induce a pensare che la comunità per la quale scrive Matteo ne abbia diretta esperienza.
v. 45: affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Seneca: “Il sole sorge anche per i criminali e i mari sono aperti per i pirati”.
v. 48: Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. Il parallelo di Luca 6, 36 recita: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste”. Nel libro del Levitico 19, 2 troviamo: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo”.
8 Marzo, 2026 - 18:05
Luigi Accattoli
Papa Francesco: Gesù traccia la via della non violenza. Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). Ma il messaggio di Cristo, di fronte a questa realtà, offre la risposta radicalmente positiva: Egli predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici (cfr Mt 5,44) e a porgere l’altra guancia (cfr Mt 5,39). Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla (cfr Gv 8,1-11) e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero (cfr Mt 26,52), Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16). Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori».
Messaggio del Santo Padre Francesco per la 50.ma Giornata Mondiale della Pace, 12.12.2016
8 Marzo, 2026 - 18:06
Luigi Accattoli
Il rabbino Neusner: la Torah ammette la guerra. Gesù dice che non bisogna opporsi al malvagio e dunque non bisogna resistere al male? La Torah e i Profeti affermano il contrario. È un dovere religioso resistere al male, combattere per il bene, amare Dio e combattere quelli che diventeranno nemici di Dio. La Torah non conosce l’idea di non resistere al male e non ha stima né del codardo che si sottomette al male, né del superbo che considera poco consono alla propria dignità opporsi al male. Restare passivi di fronte al male fa il gioco del male. La Torah richiede sempre dall’Eterno Israele di combattere per la causa di Dio; la Torah ammette la guerra, riconoscendo l’uso legittimo della forza. Trovo sorprendente, perciò, l’affermazione di Gesù che è un dovere religioso piegarsi di fronte al male.
Jacob Neusner, Un Rabbino parla con Gesù, San Paolo 2013, p. 56s
8 Marzo, 2026 - 18:06
Luigi Accattoli
Ravasi: Gesù invita a considerare prossimo anche i nemici. In materia di violenza il cristiano è invitato da Gesù ad andare verso una testimonianza altissima e sorprendente, inaugurando una nuova strategia di relazioni umane e sociali. Se l’uomo può essere irrazionale nell’odio, il cristiano dev’essere irrazionale nell’amore e nella stessa linea si sviluppa anche l’«antitesi» sull’amore per i nemici. Le parole di Gesù affondano le loro radici in quelle del libro del Levitico, il testo più sacerdotale e sacrale dell’Antico Testamento dal quale è desunta la famosa frase: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Là, però, quel prossimo era definito attraverso una serie di cerchi concentrici che abbracciavano la famiglia, il clan, la tribù, il popolo in Israele e nella Diaspora ebraica. Fuori di questi cerchi c’era il male, ma Gesù anche qui propone una scelta sorprendente che spezzi i cerchi rigidi dei legami convenzionali spingendoci a considerare prossimo tutti gli uomini, compresi i nemici, spingendoci al rischio continuo del perdonare e dell’amare.
Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture. Anno A, p. 167
8 Marzo, 2026 - 18:06
Luigi Accattoli
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni, quasi 23] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
8 Marzo, 2026 - 18:33
Luigi Accattoli
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 9 marzo. L’appuntamento precedente fu lunedì 23 febbraio e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 1° marzo:
L’invito di Gesù ad amare il nemico segna il vertice del brano delle antitesi nel quale Gesù chiarisce il pieno compimento della legge mosaica che è venuto a proporre ai suoi discepoli: nella forma di principio generale con la quale è affermato, quel precetto non ha paralleli né precedenti. Gesù è il primo a proclamarlo, l’unico per il suo tempo.
La rinuncia alla vendetta e il principio della non violenza erano già proposti da testi dell’Antico Testamento, come per esempio dal Libro dei Proverbi 20, 22: “Non dire: renderò male per male. Confida nel Signore ed egli ti libererà”. Ed erano entrati nella Regola della Comunità di Qumran, che presenta varie affinità con la predicazione di Gesù: “Non ripagherò ad alcun uomo il male che mi ha fatto, lo ripagherò con la bontà”. Quella stessa Regola prescriveva tuttavia di “amare tutti i figli della luce e odiare tutti i figli delle tenebre”. Gli studiosi segnalano che “negli scritti di Qumran non vi è mai alcuna espressione di amore verso quanti erano fuori dalla ristretta cerchia della comunità” (Luigi Moraldi).
L’amore dei nemici – affermato sia qui in Matteo sia in Luca 6, 27s – al di fuori dei Vangeli è presente anche nelle Lettera di Paolo ai Romani (“Se il tuo nemico ha fame dagli da mangiare”: 12, 20) e nella Didachè 1, 3: “Ama coloro che ti odiano e non avrai nemici”. L’affermano con entusiasmo ancora i padri dei primi secoli, come per esempio Tertulliano: “Amare gli amici lo fanno tutti, i nemici li amano soltanto i cristiani” (Ad Scapulam 1,3). Ma quando il cristianesimo diventerà la religione dell’impero romano e con Teodosio (379 – 395) sarà obbligatorio essere cristiano, l’amore dei nemici verrà interpretato come consiglio di perfezione e non più come norma a cui dovrebbero attenersi tutti i battezzati. Noi invece è in quest’ottica che proveremo a leggerlo.
Matteo 5, 38-48. Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Se uno ti dà uno schiaffo. v. 38: Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. La cosiddetta legge del taglione, in latino ius talionis, legge del taglio, era già nel Codice babilonese di Hammurabi (XVIII secolo avanti Cristo) e nelle Dodici tavole della Roma del IV secolo avanti Cristo.
v. 39: se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra. E’ da intendere come un paradosso, o un’iperbole e la riprova l’abbiamo dal comportamento stesso di Gesù, che alla guardia che lo percuoterà durante l’interrogatorio davanti al Sommo Sacerdote dirà: “Se ho parlato male, dimostrami dove è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Giovanni 18, 23).
v. 41: E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. E’ la stessa costrizione – espressa con lo stesso verbo: aggareusei – che subirà Simone di Cirene (Matteo 27, 32) nel racconto della Passione. Le truppe dell’occupante romano erano autorizzate a imporre prestazioni ai popoli occupati.
v. 42: Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Il parallelo di Luca 6, 34 dice: “Se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?”
v. 43: Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. L’invito a odiare il nemico non c’è nell’Antico Testamento, ma espressioni di odio verso i nemici di Israele non mancano: «Io odio, Signore, quelli che ti odiano, li detesto con odio implacabile come se fossero miei nemici» (Salmo 139).
v. 44: Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. Così il passo parallelo di Luca 6, 27s: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”. L’allusione alla persecuzione induce a pensare che la comunità per la quale scrive Matteo ne abbia diretta esperienza.
v. 45: affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Seneca: “Il sole sorge anche per i criminali e i mari sono aperti per i pirati”.
v. 48: Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. Il parallelo di Luca 6, 36 recita: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste”. Nel libro del Levitico 19, 2 troviamo: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo”.
Papa Francesco: Gesù traccia la via della non violenza. Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). Ma il messaggio di Cristo, di fronte a questa realtà, offre la risposta radicalmente positiva: Egli predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici (cfr Mt 5,44) e a porgere l’altra guancia (cfr Mt 5,39). Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla (cfr Gv 8,1-11) e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero (cfr Mt 26,52), Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16). Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori».
Messaggio del Santo Padre Francesco per la 50.ma Giornata Mondiale della Pace, 12.12.2016
Il rabbino Neusner: la Torah ammette la guerra. Gesù dice che non bisogna opporsi al malvagio e dunque non bisogna resistere al male? La Torah e i Profeti affermano il contrario. È un dovere religioso resistere al male, combattere per il bene, amare Dio e combattere quelli che diventeranno nemici di Dio. La Torah non conosce l’idea di non resistere al male e non ha stima né del codardo che si sottomette al male, né del superbo che considera poco consono alla propria dignità opporsi al male. Restare passivi di fronte al male fa il gioco del male. La Torah richiede sempre dall’Eterno Israele di combattere per la causa di Dio; la Torah ammette la guerra, riconoscendo l’uso legittimo della forza. Trovo sorprendente, perciò, l’affermazione di Gesù che è un dovere religioso piegarsi di fronte al male.
Jacob Neusner, Un Rabbino parla con Gesù, San Paolo 2013, p. 56s
Ravasi: Gesù invita a considerare prossimo anche i nemici. In materia di violenza il cristiano è invitato da Gesù ad andare verso una testimonianza altissima e sorprendente, inaugurando una nuova strategia di relazioni umane e sociali. Se l’uomo può essere irrazionale nell’odio, il cristiano dev’essere irrazionale nell’amore e nella stessa linea si sviluppa anche l’«antitesi» sull’amore per i nemici. Le parole di Gesù affondano le loro radici in quelle del libro del Levitico, il testo più sacerdotale e sacrale dell’Antico Testamento dal quale è desunta la famosa frase: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Là, però, quel prossimo era definito attraverso una serie di cerchi concentrici che abbracciavano la famiglia, il clan, la tribù, il popolo in Israele e nella Diaspora ebraica. Fuori di questi cerchi c’era il male, ma Gesù anche qui propone una scelta sorprendente che spezzi i cerchi rigidi dei legami convenzionali spingendoci a considerare prossimo tutti gli uomini, compresi i nemici, spingendoci al rischio continuo del perdonare e dell’amare.
Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture. Anno A, p. 167
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni, quasi 23] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 9 marzo. L’appuntamento precedente fu lunedì 23 febbraio e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 1° marzo:
http://www.luigiaccattoli.it/blog/non-giurate-neanche-per-la-vostra-testa/