Ieri e oggi Francesco, accompagnato in un singolare “pellegrinaggio ecumenico” dall’Arcivescovo di Canterbury e dal Moderatore dell’Assemblea generale della Chiesa di Scozia, ha condotto una serrata predicazione di pace nel Sud Sudan straziato da lotte intestine che hanno provocato lo sfollamento di quasi la metà dell’intera popolazione. Nei commenti alcuni dei passaggi più vivi dei suoi appelli alle autorità, agli sfollati, all’incontro ecumenico.
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“Basta arricchirsi sulla pelle dei più deboli, basta arricchirsi con risorse e soldi sporchi di sangue”: è il forte monito del Papa ai signori della guerra perenne e ubiqua che tormenta il Congo da decenni. Francesco l’ha pronunciato ieri, nel drammatico incontro con le vittime della parte orientale del paese, la più tribolata dalle lotte tribali e dalle attività terroristiche. Nei commenti alcuni passaggi di quel discorso e di quello di oggi ai giovani e ai catechisti.
Io vengo a voi, nel nome di Gesù, come pellegrino di riconciliazione e di pace. Ho tanto desiderato essere qui e finalmente giungo a portarvi la vicinanza, l’affetto e la consolazione di tutta la Chiesa cattolica: così Francesco ha parlato oggi ai congolesi nel primo discorso pronunciato a Kinshasa. Nel primo commento alcuni passaggi della sua denuncia del genocidio dimenticato di questo paese, dove lotte tribali, terrorismo, sfruttamento economico internazionale e disumane condizioni di vita fanno da decenni milioni di morti nella totale indifferenza della comunità internazionale.
Aggiornamento al 1° febbraio con l’appello del Papa contro le lotte tribali che insanguinano il Congo: vedi al commento 4.
Intervistato da Carlo Castellini, Ernesto Miragoli afferma che facendo vescovo e prefetto della Casa Pontificia il proprio segretario Benedetto XVI “condizionò pesantemente il suo successore”. Nel primo commento l’intera risposta su questa nomina e il link all’intervista che presenta vari spunti interessanti.

Amici belli, lunedì 3O completiamo – sempre via Zoom – l’approfondimento delle preghiere sbagliate e giuste che vengono rivolte a Gesù nei Vangeli: l’ultima volta leggemmo nove preghiere sbagliate e stavolta ne leggeremo altrettante di giuste. Tra esse c’è quella del pubblicano che non osa alzare gli occhi al cielo e quella del ladrone sulla croce: segnalo questi casi estremi per dire che a nessuno è negata la possibilità della giusta invocazione, purchè si riconosca la verità della propria condizione. Nei commenti trovi la scheda di preparazione alla lectio. Chi pensa di poter invitare qualche amica/co a collegarsi lo faccia girando loro il link di questo post. L’ultimo dei commenti indica come ottenere il link per il collegamento.
Lo afferma in un’intervista con l’Associated Press diffusa oggi. In essa parla anche di Benedetto, della Cina, del Sinodo tedesco, dell’omosessualità, della sua salute e afferma che se un giorno rinuncerà al papato sarà “vescovo emerito di Roma” e andrà a vivere nella Casa del Clero anziano della diocesi. Non disponendo di una traduzione affidabile dell’intera intervista riporto nei commenti l’intero servizio a firma Salvatore Cernuzio che le ha dedicato Vatican News.



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