
Il blog di Luigi Accattoli Posts

Che ne è dell’economia di Francesco? Forse al momento può essere intesa solo dai cristiani del Sud del mondo, come forse solo per loro la parola di Gesù “beati i poveri” è oggi un lieto annuncio. Nei commenti intreccio questi argomenti presentando un libretto del teologo Leonardo Boff e del collega giornalista Pierluigi Mele pubblicato da Castelvecchi: ABITARE LA TERRA. Quale via per la fraternità universale?
Capita che lo psichiatra ti interroghi su che cosa tu ti sia portato dietro dall’esperienza della polmonite da Covid 19 e delle crisi del respiro che in essa hai vissuto e può capitare che tu risponda – a me è capitato – che te ne è restata come l’impressione di vivere a ogni crisi l’imminenza dell’ultimo respiro. Nel primo commento provo a dire meglio questa impressione.
La Chiesa deve parlare “con il cuore e lo spirito” e deve “demondanizzarsi”, perché “finché nei testi ufficiali della Chiesa [il riferimento diretto è alla Comunità cattolica tedesca] parleranno le funzioni, ma non il cuore e lo Spirito, il mondo continuerà ad allontanarsi dalla fede”: sono parole di Benedetto XVI in risposta scritta a domande della rivista Herder Korrespondenz: risposta che la rivista pubblicherà in agosto e della quale ha anticipato ieri on line alcuni brani. Nel primo commento due link utili a intendere questa nuova uscita del Papa emerito in attesa di poter leggere il testo completo.
Dalla didattica a distanza alla telemedicina, in cento modi il digitale ha portato rimedio al distanziamento della pandemia e qualche volta, oltre al rimedio, ne abbiamo avuto degli acquisti. È successo anche ai gruppi biblici e simili, ovvero a quelli tra loro che hanno continuato a incontrarsi via Zoom o con altre piattaforme. Ne ho esperienza e provo a dirla segnalando le perdite e i vantaggi del nuovo modo di leggere le Scritture e di farne conversazione. Anche porrò la domanda sul che fare, ora che si torna agli incontri in presenza. Abbiamo avuto il modo tradizionale, poi questo della teleconferenza: che arriverà domani? – E’ l’attacco di un mio articolo pubblicato dalla rivista Il Regno. Nei commenti riporto alcuni capoversi.
L’ansia o angustia che sento può essere – dicono gli esperti – un lascito dei brutti momenti per i quali sono passato nelle settimane delle crisi respiratorie. Una memoria nascosta di quello che ho patito. Di ciò che è nascosto non può esserci narrazione, ma quello che ho avvertito sì che lo posso dire. L’ho inteso come un doppio sentimento del futuro che aspetta ogni mortale: la debolezza dell’invecchiamento e la cessazione del respiro che segnerà l’uscita di ognuno da questo mondo. Qui tratto della prima e un altro giorno dirò della seconda.




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