Francesco contro la mossa di Trump su Gesusalemme

“Profonda preoccupazione” del Papa per la decisione statunitense di spostare l’ambasciata a Gerusalemme riconoscendola come capitale di Israele. Al termine dell’udienza generale, in perfetta continuità, anche di linguaggio, con i predecessoti Giovanni Paolo e Benedetto, Francesco ha formulato un “accorato appello” perchè si rispetti lo “status quo della città”, in conformità con le Risoluzioni delle Nazioni Unite; e si eviti di aggiungere nuova tensione in uno scenario mondiale “già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”. Nel primo commento il testo del Papa.

15 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    6 dicembre 2017 @ 20:20

    L’appello del Papa. Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, non rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite. Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace. Prego il Signore che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti.

  2. Fabrizio Scarpino scrive,

    6 dicembre 2017 @ 20:48

    “Dalla pace di Gerusalemme dipende la pace nel mondo.”
    (Giorgio La Pira)

  3. Andrea Salvi scrive,

    6 dicembre 2017 @ 21:14

    Premetto che la mia avversione per Trump non significa simpatia per la Clinton. Questo per non dare la stura a sterili polemiche.
    Purtroppo dato il crescere delle difficoltà interne era previsto dagli esperti di politica estera che Trump avrebbe scelto un obiettivo esterno su cui cercare di compattare l’opinione pubblica interna. Un po’ come i generali argentini con la guerra delle Malvine.
    Ma qui con la storia di Gerusalemme capitale rischia di riattivare un vulcano dalla potenza distruttiva imprevedibile, potenzialmente ben peggiore della guerra delle Falkland.

  4. maria cristina venturi scrive,

    6 dicembre 2017 @ 21:40

    Tutti sanno che la politica estera di Trump e’ affidata al genero, che ha sposato L’ amata figlia Ivanka, che e’ un ebreo ortodosso.
    La vicinanza di aTrump all’ attuale governo israeliano e’ molto maggiore di quella precedente presidente Obama, piu’ vicino ai paesi musulmani.
    Se gli USA sono il maggior alleato di Israele, il maggior nemico di Israele e’ L’ Iran.
    Non so se molti israeliani saranno contenti di questa mossa di Trump, che rischia di scatenare su Israele L’ attacco di Iran, Turchia e Palestina.
    Detto tutto questo, lasciatemi dire in modo politicamente scorretto, che tutti sanno anche i bambini che Gerusalemme e’ la capitale morale e storica e simbolica di Israele.

  5. maria cristina venturi scrive,

    6 dicembre 2017 @ 21:49

    Il Tempio di Gerusalemme , questo e’ il vero nodo del contendere fra musulmani ed ebrei: la Spianata del Tempio, nessuno dei due contendenti vuole rinunciare al simbolico luogo sacro . E pensare che questo Tempio ai tempi di Gesu’ si ergeva enorme ed orgoglioso sopra la Rocca di Gerusalemme, e poi fu raso al suolo dai Romani nel 70 dopo Cristo. Da allora gli ebrei dispersi fra tutti i popoli hanno sempre avuto un solo sogno: ricostruire il Tempio, riavere la potesta’ su Gerusalemme. Il sogno sionista che tanti morti ha causato, tante guerre, tanto terrorismo. Il sogno sionista
    Coi soldi e le armi degli americani. Il sogno sionista che ancor oggi è’ piu’ vivo che mai.
    Il Tempio , la ricostruzione del Tempio, L’ ossessione del popolo eletto.

  6. Beppe Zezza scrive,

    6 dicembre 2017 @ 22:03

    In verità per quanto ne so la ricostruzione del Tempio non solo non è in agenda ma non è neanche ipotizzata e addirittura mal vista da correnti dell’ebraismo

  7. Victoria Boe scrive,

    7 dicembre 2017 @ 17:39

    Si tratta di una decisione, quella di Trump, presa senza consultare la parte palestinese. Una decisione improvvida e pericolosa, direi da irresponsabile; come altre decisioni prese dal presidente americano.
    Sicuramente porterà un aggravamento delle ostilità fra israeliani e palestinesi. Dalla sua parte sta solo Israele, e questo dice molte cose.
    Ma chi lo ha messo lì, costui?

  8. Federico Benedetti scrive,

    7 dicembre 2017 @ 22:23

    Il voto democratico degli americani?

  9. picchio scrive,

    8 dicembre 2017 @ 9:58

    il voto degli americani c’entra poco, non sono certo stati consultati su questo. Fu nel 1995 con Presidente Bill Clinton, agli antipodi di Trump, che il Congresso, a maggioranza repubblicana, approvò una legge che invitava a spostare l’ambasciata, lui non lo fece e in tutti questi anni tutti i Presidenti, democratici o repubblicani, anno evitato di buttare benzina sul fuoco del Medio Oriente.
    Trump, decisamente impreparato a fare il Presidente, non si cura minimamente delle conseguenze delle sue azioni.
    C’è già una guerra in corso in Siria, un’altra con lo Yemen, Sta bollendo qualcosa in pentola tra Arabia Saudita e Iran, nel Libano non si capisce bene cosa sta succedendo, continua in Palestina lo scandalo dei territori occupati.
    Preghiamo per la Pace di quella regione,
    cristina Vicquery

  10. maria cristina venturi scrive,

    8 dicembre 2017 @ 14:33

    Caro Beppe Zezza la ricostruzione del Terzo Tempio e’ invece in agenda e sono state fatte anche collette negli USA a questo scopo.Non posso mandarti tutti i link, ,ma sono
    sono facili da trovare su internet perche’ non e’ un mistero ma qualcosa di dichiarato pubblicamente
    Ti stupisci che gli ebrei vogliano ri- edificare il Tempio di Gerusalemme?
    Ma il movimento sionista ha sempre avuto questo come fine!

  11. maria cristina venturi scrive,

    8 dicembre 2017 @ 14:38

    La ricostruzione del Terzo Tempio presuppone come base che Gerusalemme sia in pieno potere degli ebrei ( altro che internazionalizzazione!) . Presuppone inoltre che la vecchia Gerusalemme con la Spianata del Tempio diventi del tutto ebraica.
    Che fine farà’ allora la Moschea Al-Aqsa costruita sulla spianata?
    Questo è’ il problema.

  12. maria cristina venturi scrive,

    8 dicembre 2017 @ 20:37

    A Gerusalemme si vede come la pia illusione che le tre “religioni monoteiste” possano convivere pacificamente e’ solo una pia illusione, una speranza, un ‘ utopia.
    La realta’ molto cruda di Gerusalemme ci dice che i conflitti di religione esistono, non dovrebbero esistere, ma esistono. Che i seguaci delle tre religioni monoteiste si odiano. Non dovrebbero odiarsi, ma si odiano. Gerusalemme ci mette di fronte violentemente ai contrasti: non basta dire non dovrebbe essere così’, se nella realtà’ e’ cosi’
    Ricordo che quando sono stata a Gerusalemme ho trovato odioso il comportamento degli israeliani verso i Luoghi Santi cattolici, cosi’ odioso che mi veniva voglia di protestare violentemente. cosi credo sia per i musulmani.
    Ma non dimentichiamo che cosi’ e’ anche per gli ebrei, nei confronti di cristiani e musulmani. La realta’ di Gerusalemme e’ questa: il centro di tre religioni che non si sopportano fra loro. Il centro di Luoghi Santi vicini L’ uno all’ altro i cui fedeli sgomitano e danno adito a risse. La verità’ di Gerusalemme e’ questa,Chinque ci sia stato o sa , lo ha visto, sperimentato, Una TENSIONE continua.
    Altro che pace. Gerusalemme è la capitale dell odio religioso.

  13. maria cristina venturi scrive,

    8 dicembre 2017 @ 20:55

    Persino fra cristiani scoppiano risse per un nonnulla , la basilica del Santo Sepolcro e’ dominio dei cristiani Ortodossi che ne detengono la direzione. I cattolici sono relegati in una cappella secondaria. Preti ortodossi piuttosto irascibili regolano L’ accesso dei pellegrini al Santo Sepolcro. I Francescani di Terrasanta , padre Pizzaballa, lo sanno bene : mai mettersi in contrasto con gli ortodossi, per questioni di precedenza o di territorio. A Gerusalemme ciascuno ” marca il suo territorio” . In nessuna città’ al mondo come a Gerusalemme sorgono liti e diatribe per il dominio di pochi chilometri quadrati.

  14. Beppe Zezza scrive,

    9 dicembre 2017 @ 11:12

    Scusami mcv. Ma il movimento sionista era un movimento laico e non religioso. Al punto che fu anche presa in considerazione l’idkea di costituire il ” focolare ebraico” in Madagascar!.
    Certo che ci sono degli ebrei che vogliono ricostruire il Tempio ma sono una esigua minoranza. Inoltre non c’è niente di più sbagliati di dire : “gli ebrei vogliono ….” perché non esiste un “pensiero ebraico” accettato da tutti. Sono assai più frammentati di noi.
    Una barzelletta dice che se due ebrei sbarcano in una isola deserta e l’anno successivo vengino soccorsi, nella isola troveranno tre sinagoghe!

  15. Lorenzo Cuffini scrive,

    10 dicembre 2017 @ 11:16

    E dunque, Venturi, che suggeriresti?
    Una crociata perenne, magari a gironi, come i campionati di calcio?
    🙂

RSS feed per i commenti a questo articolo

Lascia un Commento

Il commento sarà pubblicato dopo l'approvazione del moderatore del blog - perdona l'attesa

Devi essere collegato per inviare un commento