Parabola del pifferaio della lepre e del grillo parlante

Un buffo personaggio con un vestito azzurro a righe, scarpe con una lunga punta e un cappello con la piuma avanza la sua offerta impugnando un piffero magico: “Con la mia musica posso condurre con me cose, animali e uomini”. La lepre intanto corre avanti e grida a sinistra “non c’è posto non c’è posto”, e a destra “magari fosse ora del pranzo”. “Cri-cri-cri fa un grosso grillo salendo a balzi su su per il muro: “Mi fate proprio compassione perché avete la testa di legno e perché finirete tutti in prigione”. Pifferaio, narratore del pifferaio e lepre gridano in coro con il naso all’insù: “Chètati, grillaccio del malaugurio!”

52 Comments

  1. Luigi Accattoli

    [Segue dal post] La picciola favola narrata nel post prende spunto dalle parole che ieri Monti ha detto da Vespa: “Che gli italiani possano ancora credere alla serietà di Berlusconi mi ricorda la fiaba del pifferaio magico con i topini che vanno ad annegare in quel fiume. E’ uno che ha già illuso gli italiani tre volte. La prima vota mi sono fatto illudere anch’io”. Il nostro Berlusconi con quel vestito azzurro e quelle scarpe a punta è dei Fratelli Grimm. “Noi siamo la lepre e agli altri tocca inseguirci” ha detto un giorno Bersani e le parole che va gridando nel post sono della “Lepre marzolina” che è nel settimo capitolo di “Alice nel paese delle meraviglie”. Il grosso Grillo è di Genova e fa e dice e si sente minacciare secondo quanto troviamo nel quarto capitolo delle “Avventure di Pinocchio”.

    15 Gennaio, 2013 - 15:11
  2. Federico B.

    E Ingroia?

    15 Gennaio, 2013 - 17:15
  3. Luigi Accattoli

    Non ho trovato l’animale.

    15 Gennaio, 2013 - 17:58
  4. lorenzo

    Monti è riuscito in un piccolo capolavoro alla rovescia.
    In tre settimane passare dal ruolo, certamente algido e non amato, del severo Salvatore della Patria, a quello che abbiamo visto ieri sera da Vespa.
    Uno dei tanti, sulla stessa poltrona, con gli stessi fogli da consultare, le frecciatine da tirare, i risultati ottenuti da sciorinare.
    Uno dei tanti.
    Con l’aggravante che, smessi i panni del Monumento Super Partes, e fattolo in 4 e 4 otto, dopo aver solennemente dichiarato a mari e a se stesso( ah!ah!) che non avrebbe giammai fatto politica attiva, l’incantesimo si è rotto d’improvviso.
    Così la solennità viene dicolpo percepita come boria, la severità come noia, la competenza come saccenteria, le dichiarazioni di disinteresse personale come la consueta panzana che tutti i politici tirano fuori.
    Davanti ai giornalisti, a differenza delle conferenze stampa dove li trattava come scolaretti in banco, riprendendone le espressioni tecnicamente imperfette, e alle loro domande da campagna elettorale terra a terra, la sua prosa dotta e professorale ( “lei è troppo intelligente per non cogliere questa sfumatura sostanziale”, ad esempio) suona improvvisamente saccente e fuori tono. Quando poi, smessa la gelida ironia condensata in qualche monosillabo e gettate alle ortiche le promesse di essere super partes, Monti cerca di indossare la corazza del combattente, menando qualche fendente in attacco anche duro, ( tipo l’etichetta di pifferaio magico rifilata al Berlusca Risorgente),risulta maldestro e troppo sopra le righe rispetto al troppo equanime di un anno intero. Non tiene poi conto del fatto che gli italiani, certamente topini facili all’incanto e pronti a farsi incantare per la quarta volta, non amano però affatto essere chiamati, pur tra le righe, degli stupidi creduloni, e che – Berlusconi a parte a cui, incredibilmente si ” passano ” , si” concedono ” e si ” perdonano” cose impensabili ( parlo di quelli della sua parte o giu di lì, ovvio)- il contrasto tra la deferenza- seppur formale-tenuta da Monti verso “il Presidente Berlusconi e la sua azione di governo” per un anno, e la sua versione ” barricadera” di oggi, risulta grottesco e troppo rapido per non generare fastidio.
    Così, il pifferaio magico, rigenerato dai sondaggi, da sè stesso, dall’odore di lotta e dalla vista della coda della lepre -che dovrebbe darsi una svegliata se non vuole in quattro settimane passare dalla corsa al salmì-, ha buon gioco e molta naturalezza nel rispedire al mittente l’epiteto favolaio, coniando un efficacissimo e piu’ ficcante ” leaderino sotto shock” nei confronti del Rigor Montis.
    Non ci si puo’ credere: Berlusca è ancora là.
    Di giorno in giorno si sgela, riprende mimica, ritrova il consueto bagaglio da imbonitore superlativo, riacchiappa naturalezza e faccia di bronzo, da filo da torcere e polvere da mordere a chiunque nel modo di stare davanti agli italiani, e a parlare alla loro pancia …La solfa è sempre la stessa; provate a non seguire un suo intervento, a scrivere su un pezzo di carta gli argomenti che tratterà, e poi a leggerli sul giornale l’indomani.Sono sempre e esattamente quelli. Eppure è ancora là . L’ azione combinata della insussistenza politica dei suoi ( che non hanno saputo generare nessuno lontanamente in grado di sostituirlo) della sicumera della sinistra che lo ha dato per consegnato all’oblio e rischia di ritrovarselo in quel posto , della scelta mezza sbagliata di Monti (che finisce col consegnarglisi col collo scoperto come una fanciulla a Dracula) hanno scoperchiato la tomba e tirato fuori lo zombi.
    Ora la parola, come si dice in questo caso, passa agli elettori. Ma questo non mi tranquillizza affatto, anzi mi spaventa proprio, perché c’è ancora un mese e mezzo in cui il vecchio, inspiegabile amore di almeno metà paese per questo incredibile soggetto, rischia di venire rinfocolato ancor piu’, e galvanizzato dalla soddisfazione tutta italiana di dare una lezione a quanti (troppi) già si sentivano con la vittoria in tasca…
    Tutto già visto, direte voi.
    E questo spaventa definitivamente.Perché se non sono bastati i processi, le puttanate- pardon, ma è letterale in questo caso- le corruttele, le promesse mancate, gli sputtanamenti dei giornali, i sorrisini della bonarma di Sarkozy e della Merkel, l’abbandono dei poteri forti e , buona ultima!!, persino della Chiesa, a spezzare il legame tra Berlusconi e i suoi ( circa mezza Italia), chi mai ci riuscirà?

    15 Gennaio, 2013 - 18:00
  5. Luigi Accattoli

    “Immediatamente, come per magia, un fiume di topolini attratti da quelle note bizzarre uscì dalle case e invase la piazza: saltellavano tutti intorno al pifferaio”.

    15 Gennaio, 2013 - 20:08
  6. elsa.F

    B è certamente il principe dei pifferai, ma di pifferai la politica è piena.
    Se la democrazia è consenso, la politica è illusionismo.

    15 Gennaio, 2013 - 20:17
  7. fiorenza

    “Bada, grillaccio del malaugurio!…se mi monta la bizza, guai a te!”

    15 Gennaio, 2013 - 23:25
  8. Federico B.

    Nella considerazione di Lorenzo manca un passaggio: Berlusconi aveva fatto un passo indietro offrendo la leadership a Monti in cambio di una ritrovata unità dei moderati. Si poteva in un colpo solo isolare la Lega e costringere B. ad un ruolo defilato, marginale. Perchè rifiutare? Perchè non aiutare il rinnovamento di un partito che, nel bene e nel male, oltre la leadership, ha rappresentato il popolo di centrodestra in Italia negli ultimi anni?
    Si sono incoraggiate defezioni e si è chiusa la porta al partito e, a quanto pare, agli elettori.
    La sola ipotesi di future alleanze con il PD ha scoraggiato moltissimi potenziali elettori (e ultimamente anche molti dirigenti dell’UDC, specie nelle regioni dove l’UDC è al governo con il PDL). E sembra più di un’ipotesi, sembra un vero e proprio accordo sottobanco che si teme di rendere pubblico e di presentare al voto dei rispettivi elettorati; l’abbandono della difesa dei valori non negoziabili, capo saldo dell’identità stessa dell’UDC, e la candidatura di militanti gay nella lista Monti sono la conferma che ciò che inizialmente divideva, cioè la posizione riguardo ai temi etici, oggi viene messo in sordina per preparare convergenze future.
    Tutto questo lascia uno spazio grandissimo a Berlusconi.
    La responsabilità del recupero dei consensi e di questa nuova vitalità politica di Berlusconi è proprio del duo Monti/Casini, che non convincono come alternativa alla sinistra, e del duo Bersani/Vendola, che propongono per l’ennesima volta proposte vecchie, già viste e staviste, incapaci di risolvere i problemi del Paese con un “profumo di sinistra” che non piace alla maggioranza degli Italiani. Il centro di Monti/Casini/Fini seguirà l’esempio di quello di Martinazzoli e Segni: avrà pochi eletti e finirà in un futuro nuovo Ulivo. Buona fortuna!
    Non era meglio raccogliere le forze migliori del centrodestra e proporre un’alternativa nel solco del popolarismo europeo?

    16 Gennaio, 2013 - 9:46
  9. lorenzo

    Sì, Federico.
    Era assolutamente meglio.
    In Italia manca da piu’ di vent’anni un vero centro destra modello PPE, cosa che non sono mai stati nè il populismo aziendalistico di Berlusconi, né il post fascismo riverniciato di Fini, né tantomeno la chiusura anacronistica e ultraconservatrice della Lega.
    Monti ha peccato, per così dire, due volte. La prima, nel non restare là dove stava, pronto ad essere utile in caso di pareggio o maggioranze risibil.La seconda, una volta decisa la sua ” salita in politica”, nel non accettare la doppia investitura, berlusconiana e del PPE. Il fatto è che mentre la prima gli risultava ampiamente gradita, la seconda doveva risultargli proprio insopportabile…Piu’ per motivi personali e di superego ( monumentale), sospetto, che non per motivi ideologici. Monti è uomo di potere, di banche, di finanza e di carriera: tutte cose assai poco ideologiche, e decisamente pragmatiche.Credo che l’ipotesi, aldilà delle dichiarazioni ufficiali di rito, risultasse indigesta anche a Casini, che , data l’ingombrante benedizione di Berlusconi all’operazione, sarebbe restato quello che è: un eterno numero due( due? tre, quattro, cinque, e anche piu’ giu’…). Casini così è il vero ” deus ex machina” della trovata Monti alle elezioni: solo che, anche come deus, si è confermato quella mezza figura che è. Un pallidissimo riflesso sbiadito e mediocre della grande scuola democristiana da cui proviene.Da questa scuola direi che ha imparato bene, benissimo anzi, le tecniche della politica trafficata: maggioranze variabili, piedi in due scarpe, posti in lista, posti in giunta, posti in parlamento.Quella che gli manca completamente, (pure a lui!) è una visione politica di insieme, un progetto di ampio respiro, il coraggio di scelte per il futuro. Così l’ ex enfant prodige della DC si ritrova un azzimato babione che si autoproclama “il centro” da vent’anni, senza che nessuno se ne sia accorto…tant’è che l’Italia continua a essere spaccata in due, e il centro non esiste.
    Ha ragione Federico anche sulla profezia finale.
    Questa operazione finirà come deve finire: in un flop alla Mariotto Segni.
    Con la differenza che Monti , certamente, non sparirà di giro. Ma politicamente, sì.
    Morale. Monti è l’ennesima conferma che inseguire e vagheggiare l’ideale
    del ” tecnico” puro- in tutti i sensi-, dell’uomo proveniente dalla mitizzata, vai a capire perché,,”società civile “, si rivela ancora una volta una bufala.
    Perché fare politica non dico sia un’arte, come andava di moda ripetere un tempo, ma E’ un vero mestiere che si impara e che richiede una passione, una capacità, una tecnica e una PREPARAZIONE specifica. Che non si improvvisa là per là nè si acquista con le onorificenze, i guadagni e i titoli della professione. Io posso essere un genio della finanza , e non sapere fare politica finanziaria.Posso essere un fiissimo giurista, ed essere un pessimo ministro della giustizia. E così via. Le liste di Monti sono un catalogo di professionisti di successo. E che ce ne facciamo, di grazia? Il capolista qui da noi in Piemonte è un riccone che produce yacht di lusso. Degnissima persona e valente imprenditore, ma , per sua ammissione, non s’è mai occupato di politica attiva. E allora? Allora ” ho sentito che era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso.” Lieto della sensazione, e poi? Una situazione difficilissima, e noi ci affidiamo a un manipolo di improvvisati volonterosi?
    Monti si autocelebra come il Salvatore della patria, colui che ha evitato -come ama dire lui. ” la deriva greca”. Ma a parte il fatto che la Grecia è ancora lì pure lei, e noi continuiamo a stare non tanto meglio, la questione è che è facilissimo governare con una maggioranza plebiscitaria in parlamento, una opposizione inesistente, adottando praticamente solo misure di emergenza e di cassa, con il plauso unanime dell’universo mondo.
    D’altra parte lui quello doveva fare, e quello ha fatto.
    Ma quello non è fare politica.
    E adesso che ci è ” salito” sopra, la differenza balza, immediatamente , agli occhi.

    16 Gennaio, 2013 - 11:27
  10. discepolo

    Lettera inviata alla rubrica Hyde park de “Il Foglio”

    Monti e il piffero

    Monti dà del pifferaio a Berlusconi e, implicitamente, nega agli elettori del Cavaliere di avere un cervello pensante. Credo che in quanto a piffero, non abbia nulla da invidiare al suo avversario. Appena insediato, è andato in Europa col cappello in mano, ed ha abbassato la testa, non aveva il piffero, forse solo perché non sa suonarlo?. Usa, spesso, termini inglesi del piffero, per cercare di fare effetto su chi lo ascolta. Finge un’umiltà del piffero, mentre e’ un falso snob. Attribuisce ad altri la colpa di aver preso assurdi provvedimenti e vanta meriti discutibili. Che altro dire? Mi viene da pensare che sia anche un economista del piffero. Al suo confronto, Berlusconi è un novizio dello strumento.

    Laura Manganelli

    16 Gennaio, 2013 - 12:04
  11. Federico, Lorenzo e Discepolo, avete detto tutto quello che penso, ma che non riuscivo ad esprimere. Conclusione: per chi si vota? Non c’è nessuno che a me vada bene .. Mi rimane solo la consolazione delle imitazioni che Neri Marcoré ha fatto di Monti. Veramente insuperabili. In una di esse esortava gli spettatori a fare maglioni sciarpe ed altro a maglia … è quello che sto facendo, aspettando magari qualche ispirazione.

    16 Gennaio, 2013 - 13:38
  12. Nino

    Ti suggerisco FRATELLI D’ITALIA con la giovane signorina Meloni e l’esperto e insostituibile La Russa.

    16 Gennaio, 2013 - 13:43
  13. Caro Nino, pensa cho ho 71 anni e qui al mio paese mi chiamano con molto rispetto “signorina”. Dovrei quindi votare la signorina Meloni, che mi sembra un tipo combattivo. Ma La Russa … studierò la situazione. Mi scuso con gli amici del pianerottolo: la politica “sul campo” non è il mio forte (ma qualche volta … ci indovino). Certo, sarebbe stato tutto più facile se ci avessero dato la possibilità di esprimere preferenze. Su questo veramente c’è stata e c’è tuttora colpa.

    16 Gennaio, 2013 - 13:56
  14. Sara1

    Credo che Nino fosse sarcastico Antonella!!

    A proposito di voto mi viene sempre in mente una striscia presa da Mafalda:

    “Mafalda: “non capisco tuo padre, Libertà: sa chi votare alle prossime elezioni, pensa che il suo candidato vincerà… e non è contento?”
    Libertà: “no, ha una faccia, poveretto”
    Mafalda: “perché? perché crede che non lo lasceranno governare?”
    Libertà: ” a volte pensa di no, e allora fa una faccia, poveretto!
    a volte pensa di sì, e allora fa una faccia, poveretto!”
    Mafalda: “ma insomma! se gli dà tanto fastidio quel candidato, perché diavolo non gli è venuto in mente di votarne un altro!”
    Libertà: “gli è venuto in mente, e ha fatto di quelle facce, poveretto!”

    16 Gennaio, 2013 - 14:08
  15. Mabuhay

    Sara, lei e’ ancora ottimista ( e la signorina Antonella, con tutto il rispetto, ingenua).

    E io….non ci posso credere…ho dovuto rileggere alcuni commenti di questo post…non ci posso credere!
    Che becero qualunquismo…ormai siamo al “si stava meglio quando si stava peggio”… esercizio di onanismo snob e decadente…. Roba da matti.

    16 Gennaio, 2013 - 14:23
  16. Federico B.

    Cara Antonella,
    non mi pare di aver mai suggerito per chi votare. Personalmente resto convinto che sia meglio che non vinca la coalizione del PD e dei suoi alleati pregressisti. Il mio voto sarà sicuramente utile in questo senso.
    Mi sembra inutile adesso ripetere le ragioni di questa scelta.
    Bersani va ripetendo che ha bisogno della maggioranza per dare stabilità al Paese, ma dove sta scritto che deve essere lui il prossimo Presidente del Consiglio e che spetta a lui dare governabilità all’Italia? Se la sinistra non avrà la maggioranza ci saranno altre ottime soluzioni, tutte già collaudate in Italia o all’estero: governi di minoranza, grandi coalizioni, governi tecnici (che piacciono tanto all’Europa), governi “istituzionali”per le riforme… Alla mala parata, un governo “balneare” e le elezioni anticipate.
    Considera pure che TUTTE queste soluzioni sono meglio di un governo Bersani/Vendola con maggioranze forti alle Camere.
    Sic stantibus rebus, qualsiasi scelta va bene, anche due liste diverse tra Camera e Senato, purchè freni il successo annunciato della gioiosa macchina da guerra di Bersani e Vendola.

    16 Gennaio, 2013 - 14:33
  17. Bene, Federico, da un po’ mi sono stufata della sinistra. Ma anche la destra e il centro … Intanto sto facendo scarpine da neonati per i pronipotini, utilizzando scampoletti di gomitoli avanzati dai tempi in cui le mie nipoti, ora mamme, erano lattanti. Sto quindi cercando di seguire gli incitamenti al risparmio dati da Monti/Marcoré … ma dove siamo arrivati! (Il tentato umorismo nasconde comunque qualche verità).

    16 Gennaio, 2013 - 14:50
  18. Federico B.

    @Mabuhay,
    come si stava bene quando Bersani era ministro di un governo di centrosinistra e nella maggioranza “granitica” convivevano rappresentanti della Confindustria e rappresentanti della Fiom CGIL!
    Erano maggioranze solidissime che oscillavano dal partito di Vendola (che già allora invocava il profumo di sinistra) e formazioni centriste fondate da ex ministri tecnici (Dini) e partiti cattolici (ppi, udeur).
    Bei tempi! Potrebbero tornare.

    16 Gennaio, 2013 - 15:00
  19. Caro Mabuhay, lo so che sono ingenua, ma la mia professoressa di latino diceva che quando lo si afferma di se stessi non vale.

    16 Gennaio, 2013 - 15:09
  20. Luigi Franti

    Assodata l’improponibilità di Berlusconi, Monti & Co, Bersani-Vendola (tutti e tre hanno già ampiamente dimostrato che cosa sono capaci di fare), sono incerto se non andare a votare o se votare per la lista di Oscar Giannino, che non ha nessuna possibilità di entrare in parlamento ma almeno rappresenta una proposta politica discutibile ma decente.

    16 Gennaio, 2013 - 17:42
  21. Nino

    ERRATA
    “Considera pure che TUTTE queste soluzioni sono meglio di un governo Bersani/Vendola con maggioranze forti alle Camere.
    Sic stantibus rebus, qualsiasi scelta va bene, anche due liste diverse tra Camera e Senato, purchè freni il successo annunciato della gioiosa macchina da guerra di Bersani e Vendola.”
    ——
    CORRIGE

    Considera pure che TUTTE queste soluzioni sono meglio di un governo Bersani/TABACCI/ NENCINI/Vendola con maggioranze forti alle Camere.
    Sic stantibus rebus, qualsiasi scelta va bene, anche due liste diverse tra Camera e Senato, purchè freni il successo annunciato della gioiosa macchina da guerra di Bersani/TABACCI/ NENCINI/Vendola

    .

    16 Gennaio, 2013 - 19:30
  22. Marilisa

    La campagna elettorale di oggi non è né migliore né peggiore di quelle passate. Certamente tutta basata su promesse di vario genere che, al momento dei fatti, in gran parte verranno disattese. Come da copione usurato. E per molteplici motivi.
    Io sicuramente voterò, come altre volte ho detto, per la sinistra (Bersani o Ingroia) per le ragioni che altre volte ho espresso.
    Voglio però dire poche parole riguardo alla discesa in campo di Monti da molti criticata anche in questo blog.
    Monti che per il suo moderatismo ed equilibrio io sarei portata ad apprezzare, costituisce, ahimè, la vera insidia per la sinistra, e questo non mi fa piacere per niente, come si può capire.
    D’altro canto spero che, dato che ha deciso di intervenire direttamente nei giochi politici, mi auguro che sottragga voti al PDL al quale sono avversa e che, al solo sentirlo nominare, mi propone davanti agli occhi un individuo per me ignobile, per cui avverto un repentino mal di stomaco.
    Se così fosse, cioè dirottare su di sé voti berlusconiani, non potrei che esserne contenta. Con ottimismo mi impongo di dire che sarà così.
    Tuttavia, al di là di questi dettagli, devo dire che io vedo la partecipazione attiva di Monti alla politica in un’ottica diversa da quella di parecchi suoi detrattori.
    Monti, a parer mio, oltre che voler rafforzare il centro ( di suo alquanto debole) di Casini e di Fini, sente l’urgenza di portare a termine l’opera iniziata nell’ anno del suo governo. Non vuol vedere vanificato in breve tempo il lavoro di un intero anno che non è stato né semplice né facile, nonostante gli abbia attirato molte critiche per le tasse esose e non proprio eque.
    Tasse imposte per obiettive necessità di salvare il Paese dal tracollo ma anche per obbedire ai diktat della Merkel, che lui apprezza–così a me sembra–e stima. È vero in effetti che fra di loro c’è un feeling professionale.
    Criticarlo per questa sua volontà di non vedere andare in fumo la sua opera? Obiettivamente a me pare che non sia il caso. Fra l’altro, lui teme che la vanificazione del suo lavoro possa giungergli prevalentemente ad opera di quel “pifferaio” di cui ha capito bene di che stoffa è fatto e che lo denigra dicendo, con spocchia risibile, che Monti sarebbe un piccolo e irrilevante leader.
    Invidia allo stato puro, secondo me, dettata dalla stima conclamata per Monti da parte dell’ Europa a fronte della disistima apertamente dimostrata, invece, nei suoi confronti.
    Ed anche risposta rabbiosa ad un personaggio che lo snobba e che gli attribuisce molti demeriti del precedente governo.
    E ad ogni modo ritengo che Monti in futuro, svincolato da obblighi di governo costrittivi, potrà agire all’insegna di una maggiore equità.
    Però, inutile dirlo, mi auguro che i partiti di sinistra abbiano dalla loro una grande, molto grande, forza elettorale.
    Comunque vadano le cose, si preannuncia un futuro Governo pieno di incognite e di grandi impegni, com’ è evidente–credo–a tutti.
    Una risalita graduale è, tuttavia, sempre possibile.

    16 Gennaio, 2013 - 20:02
  23. Luigi Accattoli

    Lorenzo: “fare politica non dico sia un’arte, come andava di moda ripetere un tempo…”. “La politica è un’arte” ebbe ad affermare Benito Mussolini alla chiusura della Mostra del Novecento Italiano nel Palazzo della Permanente a Milano, nel febbraio 1926.

    16 Gennaio, 2013 - 22:29
  24. Federico B.

    @Luigi Franti,
    non è mica detto che Giannino non raggiunga il quorum. Sta facendo una buona campagna elettorale e, tanto per dire, nella mia città ha suscitato attenzione e interesse. Considerando che parlo di una roccaforte rossa, di obbedienza bersaniana, è un buon segno.
    Se anche non riuscirà a entrare in Parlamento, i voti raccolti gli daranno la spinta per i suoi progetti futuri.

    @Nino,
    è vero, ma li ho trascurati perchè credo che trascurabile sarà il loro apporto nel futuro e radioso governo progressista di Bersani e Vendola.
    Tabacci, come in altre occasioni, si propone di fare la foglia di fico. Oltre tutto la sua lista è la dimostrazione che il PD è diventato una versione dei DS e che serve presidiare lo spazio politico che un tempo era del Ppi/Margherita. Non credo che avrà consensi e voce in capitolo.
    I socialisti di Nencini si sono candidati a prendere il posto che in questa legislatura hanno avuto i radicali: saranno in lista con il Pd e magari poi faranno gruppo a se’, di sicuro cercheranno disperatamente visibilità, differenziandosi il più possibile dagli alleati. Come i radicali, anche i socialisti sono espressione di un’ideologia laicista e anticlericale, residuo storico che appesantirà la coalizione portando un contributo elettorale insignificante. Bersani ha sposato questi giurassici mangiapreti per colorare ancora più di rosso il PD. Veltroni li aveva tenuti ben lontani…

    17 Gennaio, 2013 - 9:44
  25. Federico B.

    I giornali oggi sono unanimi nel dare l’accordo tra Monti e Bersani ormai per fatto, e la dichiarazione di Monti sui matrimoni gay ne è una conferma. La posizione del presidente del consiglio è infatti la stessa del segretario del Pd: no ai matrimoni gay e sì al riconoscimento delle convivenze. Quando Monti afferma che il parlamento dovrà “tutelare altre forme di convivenza” è in perfetta sintonia con Bersani, e in totale contrasto con Benedetto XVI. Chi ha strumentalizzato un semplice cenno del capo di Berlusconi, il quale ha poi ampiamente e dettagliatamente definito la posizione del Pdl sul tema, non può non verificare la lontananza di Monti dalle richieste dei cattolici (a parte il ritiro, in extremis, dei candidati proprietari di siti gay-porno dalle liste, già vagliate dal super controllore Bondi).

    17 Gennaio, 2013 - 14:45
  26. lorenzo

    Chi ha strumentalizzato quel semplice cenno del capo di Berlusconi era l’occhiuto Avvenire dei vescovi, che lo bollò con l’imperituro termine di ” grave estemporaneità”. In quell’occasione trombonò gravemente ” Abbiamo buoni occhi, buona memoria e buon giudizio!”. E adesso, con Monti che si rifiuta di considerare il ” sulfureo” Bersani come competitor e si appaia a lui in parallelo , che mai bisognerà dire, reverendi monsignori? Ritirare a Monti le affrettate benedizioni curiali?! I vescovi non han piu’ la prudenza proverbiale di una volta, signora mia…manco loro sono piu’ capaci a fare i democristiani (d’altra parte Rusconi disse che l’ultimo grande e vero democristiano d’Italia non fu un politico e si chiamò Ruini).
    Prevedo una quarantina di giorni di contorcimenti CEI e di suo crescente nervosismo.Ancora qualche saltino in su di Berlusconi nei sondaggi, e scommettiamo che arriveranno le prime marce indietro, le prime folatine di disgelo, le prime prove di riavvicinamento?
    Detto tutto questo, sia il Monti di ieri, sia Berlusconi del cenno con la testa (poi spiegato) hanno ragione da vendere. Unioni civili o modifiche al codice civile mirate, il prossimo parlamento non si occuperà di matrimoni gay, ma di tutela giurica delle convivenze probabilmente sì.
    E meno male, dico io.

    17 Gennaio, 2013 - 16:32
  27. Federico B.

    In effetti i nostri vescovi hanno sbagliato a rinnegare il centrodestra senza valutare bene le alternative. Il problema comunque non è la coalizione di Monti, ma il fatto che sia intenzionata in ogni caso a collaborare con il Pd di Bersani dopo le elezioni. E’ questa attrazione fatale verso la sinistra che non convince e non garantisce il rispetto dei valori cattolici: per ingraziarsi il PD, Monti parla di convivenze degli omosessuali (badate bene: non di solidarietà o provvedimenti sociali, no, parla dei gay).
    Il vero errore dei nostri vescovi è quello di non aver ancora preso posizione contro le politiche, i programmi e gli intenti del fronte progressista (PD, socialisti, SEL e chiunque altro): idee e valori laicisti e contrari ad una visione cattolica della famiglia e della società. All’estero (in Francia, in Spagna, negli USA) la gerarchia cattolica non ha avuto paura di prendere posizione in difesa dei valori non negoziabili, invitando a non votare quelle forze “progressiste” e laiciste che si propongono di avversarle.
    Perchè in Italia no?
    Cosa aspettiamo? Di trovarci, come in Francia, nelle piazze a organizzare manifestazioni di massa e raccgliere firme per referendum abrogativi? Non è meglio mobilitarsi prime e impedire che vadano al governo coloro che propongono unioni simil-maltrimoniali tra gay, facilitazione dell’aborto, fecondazione eterologa, eutanasia…?

    17 Gennaio, 2013 - 16:59
  28. lorenzo

    …perché, caro Federico, in Italia ci sta il Papa.
    E questo , di Papa.
    Che è tanto mansuetamente ferreo nella sua determinazione dottrinale quanto teologicamente elevato nel tono dei suoi insegnamenti davvero cattolici, nel senso di universali.
    Ringraziando il cielo con tutto l’esercito dei santi e dei martiri al gran completo, non commetterebbe mai il madornale errore di scendere/salire in politica. a fare solo danno di cose improprie.
    Come il predecessore, peraltro.
    Ringraziamone pure Dio un giorno sì e l’altro pure.

    17 Gennaio, 2013 - 17:59
  29. lorenzo

    C’è una divertente oscillazione qua da noi, tra i feroci papistipiu’papistidelpapa, tra il peana per la Gerarchia Cattolica ogniqualvolta pare loro che si esprima nel senso di una chiusura radicale e stagna al mondo circostante, e l’amara critica per la stessa gerarchia- diventata improvvisamente minuscola- quando questo pare loro non accadere.
    Come per i valori non negoziabili ( subito classificati in serie A e serie B , cioè VFE, e feccia qualunque,cioè tutti quanti gli altri), per gli interventi del Papa(di cui spesso si coglie e si riporta solo il frammento barricadero) per il tanto venerato Magistero( ce n’è uno di serie A con i richiami alla Tradizione, e uno di serie B,C,D e giù a scendere in cui si rifila tutto il Concilio intero) anche per la Gerarchia c’è una visione strabica. A seconda di chi parla e di quel che dice, il malcapitato vescovo/arcivescovo/cardinale sale sugli scudi delle truppe, o viene abbandonato nella polvere della disapprovazione.
    Il problema è che è pieno di gente bulimica di crociate.
    Varrebbe la pena ricordare che le crociate sono il rovesciamento storico ed esistenziale della croce. Che per noi non è il simbolo o il vessillo da brandire in guerra, ma la strada da seguire per lasciarsi fare a pezzi per gli altri.

    17 Gennaio, 2013 - 18:14
  30. Federico B.

    Il problema non è la gerarchia, ma i cattolici.
    I cattolici dovrebbero essere più coerenti, anche nella politica.

    17 Gennaio, 2013 - 18:59
  31. Federico B.

    I cattolici laici.

    17 Gennaio, 2013 - 19:00
  32. Sara1

    Federico i vescovi non hanno rinnegato il PDL hanno solo espresso disapprovazione per il ritorno di Berlusconi e l’irresponsabilità di certe sue parole (tipo il populismo antieuropeista e il disinteresse per lo spread, la Chiesa sa quanto alle tasche degli italiani è costato lo spread altroché non è importante).
    per il resto articolo dell’Osservatore romano a parte (subito ridimensionate) ha più volte ribadito di non dare alcuna indicazione di voto. I cattolici sono liberi di votare chi preferiscono e prender parte ai partiti che preferiscono, pur invitati a non darsi completamente al partito e a portarsi dietro i propri valori di riferimento.
    In Francia non mi pare che i vescovi prima delle elezioni abbiano invitato a non votare Hollande onestamente, adesso certo stanno protestando per le nozze gay ma anche con Sarkozy protestarono per i rom o altre cose.
    Insomma torniamo sempre lì.

    17 Gennaio, 2013 - 19:59
  33. Federico B.

    @Sara

    Ho usato l’espressione “rinnegare” nell’accezione con cui sui giornali si è descritta la presa di distanza della CEI da Berlusconi. Anche su questo blog abbiamo usato dei sinonimi. Rende l’idea.
    Riguardo alle elezioni in Francia, senza voler riprendere una discussione che, se non sbaglio, abbiamo già affrontato a suo tempo, ribadisco l’impressione che l’episcopato francese in vista del ballottaggio avesse espresso una certa preferenza, nonostante tutto, per Sarkozy.
    Non entusiasmo, non amore viscerale, non speranza adamantina, ma una chiara preferenza in alternativa ad un male peggiore.
    Rinvio ad analisi più approfondite:

    http://it.radiovaticana.va/news/2011/10/04/francia:_documento_dei_vescovi_per_le_elezioni_del_2012/it1-525876

    http://www.voceevangelica.ch/focus/focus.cfm?id=16862

    http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=51229

    http://www.uaar.it/news/2012/01/21/francia-sondaggio-elezioni-presidenziali-voto-cattolico-sposta-verso-estrema-destra/

    http://affaritaliani.libero.it/politica/francia-i-cattolici-sperano010512.html

    18 Gennaio, 2013 - 11:04
  34. Federico B.

    Preciso una cosa: è chiaro che i vescovi non hanno azzardato dichiarazioni esplicite, ma insistere su alcune questioni piuttosto che altre, alla luce dei programmi proposti agli elettori (programmi che enfatizzavano proprio le diverse soluzioni relative a questi stessi temi) è stato comunque un messaggio chiaro.
    Mutatis mutandis, riterrei opportuna una presa di posizione simile anche in Italia, PRIMA di dover essere costretti a mobilitare le piazze per manifestazioni a favore della famiglia o per la raccolta delle firme per i referendum abrogativi.

    18 Gennaio, 2013 - 11:16
  35. Nino

    E si, il problema sono proprio i cattolici.

    Stralcio dall’articolo / intervista di ANTONIO GNOLI del 28 dicembre 2012 43 sez. CULTURA

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/12/28/rileggere-la-bibbia.html?ref=search

    RILEGGERE LA BIBBIA
    ………Lei è stato docente di scienze bibliche? «Insegnai a lungo. Fu negli anni Cinquanta che l’ allora Patriarca di Venezia Angelo Roncalli mi mandò a Roma a studiare.
    Lavorai con il cardinal Urbani e con il mio maestro Alonso Schökel, poi venne Luciani, la mia croce e delizia». Avverto dell’ ironia.
    «Mi stroncò in maniera terribile. Era il 1970. Tenni una lezione biblica sulla secolarizzazione.
    E dissi che non andava intesa come una riduzione della chiesa alla condizione laica né come un allontanamento dal sacro. Ma al contrario la secolarizzazione era la realizzazione totale del progetto».
    E Luciani la stroncò?
    «Quando dissi: tutto questo è scritto in Apocalisse 21 ossia che tutto si concluderà, perché quando scenderà la Gerusalemme celeste non ci sarà più né Chiesa né sacerdozio e l’ Elohim sarà tutto in tutti, mi portò via il microfono dicendo: sono cose pazzesche».
    Era il Cardinale a dirlo. «Era il Patriarca di Venezia e aggiunse: se avete domande da fare rivolgetevi a me, il professore non deve più parlare e non parlai più».
    Ha provatoa ricomporre quella frattura?
    «Qualche giorno dopo andai da lui e gli dissi: mi dia lei una regola di esegesi biblica. E lui mi rispose: prenda una buona traduzione, per esempio quella della scuola di Gerusalemme: i passi facili li spiega, quelli difficili li salta.
    A quel punto replicai che non me la sentivo più di insegnare. Non volevo imbrogliare né lui né tanto meno chi mi ascoltava». Su cosa sta lavorando? «Sul bacio di Giuda». Torna, è il caso di dire, il tema del tradimento. «È un altro dei grandi equivoci filologici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 Gennaio, 2013 - 13:48
  36. Federico B.

    CARDINALE AGOSTINO VALLINI: «PER UN ELETTORE CATTOLICO E’ IMPORTANTE SAPERE COME I POLITICI E I PARTITI SI SCHIERANO SUI TEMI ETICI»

    Il vicario del Papa per la diocesi di Roma: «per un elettore cattolico tali argomenti non possono essere lasciati alla coscienza individuale dei futuri parlamentari, perché hanno valenza pubblica e quindi politica»

    VALORI NON NEGOZIABILI.
    Secondo Vallini in un momento come questo in cui la crisi «non è solo economica e sociale, è soprattutto morale» ai politici e ai partiti si dovrebbero chiedere «due cose fondamentali. Che si impegnino per un rinnovamento interno e una attenta selezione dei candidati. E che nei programmi elettorali, assieme a una indispensabile equità sociale, si sappia come si schiereranno nei confronti dei “valori non negoziabili”, proprio perché sono i valori che fondano una sana società civile, come la famiglia, le questioni di bioetica, la libertà religiosa e di educazione e così via». Per il cardinale «non è condivisibile, almeno per un elettore cattolico, ritenere che tali argomenti possano essere considerati importanti ma meno urgenti, da lasciare alla coscienza individuale dei futuri parlamentari, perché non sono questioni di natura privata ma hanno una valenza pubblica e quindi politica» e dunque richiedono «una presa di posizione».

    VITA, POI EQUITA’.
    Vallini spiega che «non basta battersi per una sacrosanta giustizia sociale e non farlo per i valori primi dell’esistenza umana. Tra la difesa della vita ed una maggiore equità, ad esempio, il maggior peso valoriale spetta alla prima, anche secondo lo spirito e la lettera della Costituzione. Detto questo, bisogna impegnarsi al tempo stesso a perseguire la seconda».

    CORRIERE DELLA SERA, 18/01/13

    18 Gennaio, 2013 - 14:33
  37. lorenzo

    In Francia in Spagna e in parte anche negli Usa la gerarchia si sarà anche “espressa piu’ chiaramente” , ma ha fallito nei suoi intenti.
    Non abbiamo ancora capito che, per la Chiesa, un conto è fare da faro e guida per chi vuole seguirla e anche per chi non vuole, senza deflettere di un millesimo di millimetro dalle posizioni che ritiene di Verità: questa è la sua missione.Un altro è scendere nel dettaglio e nella palude delle indicazioni di voto. Che non è nei compiti, nella natura e nel ruolo della Chiesa stessa.
    E, per giunta, è controproducente poerché ottiene in molti fra gli stessi cattolici l’effetto opposto del desiderato. Gli esiti dei referendum “storici” su divorzio e aborto ( oltretutto in piena era DC) stanno lì a dimostrarlo.

    18 Gennaio, 2013 - 14:42
  38. Federico B.

    @Lorenzo,
    invece tra i compiti dei nostri pastori rientra quello di indicare quale contributo possiamo dare al miglioramento del nostro Paese e come servire la comunità in cui viviamo. Non è ingerenza, come dicono gli anticlericali di ieri e di oggi, non è “dettatura” di agende politiche: è un richiamo a quei valori che non si possono mettere in secondo piano per convenienze politiche o preferenze viscerali.
    A prescindere dagli esiti!
    Mai sentito parlare di secolarizzazione? E’ chiaro che a tanta gente non importa quale sia la visione della famiglia e della società più coerente con i valori cattolici. Se questo fosse un blog diverso, nemmeno io mi sentirei di affrontare questo discorso, ma TRA CATTOLICI è doveroso porsi il problema e degnarsi almeno di ascoltare le parole dei nostri pastori. Non per eseguire passivamente ordini presi da altri, ma per riflettere alla luce di quei valori che diciamo di avere a cuore e che spesso, purtroppo (ma è effetto della secolarizzazione), entrano in conflitto con le logiche del mondo. Per questo rimango allibito a leggere certi interventi: si superano le contraddizioni affermando che la Chiesa ha torto e il proprio partito ha ragione. Punto.
    E che cattolici siamo? Non siamo nemmeno disposti a mettere in discussione opinioni personali, discutibili, formate nella lettura e nell’indottrinamento dei media laicisti, persino di fronte ad interventi espliciti del Papa…

    18 Gennaio, 2013 - 15:15
  39. Federico B.

    Di fronte ai tanti esempi di relativismo assoluto, alle tante persone che “sono cattolico, ma…”, “credo in Dio, ma…”, e trovano ogni pretesto per giustificare le scelte più disparate, una parola chiara e inequivocabile è doverosa.
    Sarà rifiutata da molti, criticata da molti altri, strumentalizzata… ma va pronunciata.

    18 Gennaio, 2013 - 15:21
  40. Sara1

    Senza offesa ma è relativismo anche strumentalizzare le indicazioni della Chiesa per dare sostegno al proprio partito.
    la Chiesa non dice di votare A o B e di non votare A e B ma di tenere conto di alcune indicazioni, nessuno ha scomunicato Bindi e Binetti che militavano apertamente nel PD.
    A lei pare relativistico a me pare relativistico disconoscere il fatto che la Binetti militava nel PD senza che nessuno nella gerarchia abbia detto A. (Giusto per citare una cattolica non relativistica).
    Poi lo abbiamo già detto e ridetto.

    18 Gennaio, 2013 - 15:41
  41. Federico B.

    Stavolta la situazione è più grave, perchè c’è una carta di intenti (che tra l’altro anche tu avresti dovuto sottoscrivere, quando hai partecipato alle primarie) molto esplicita e chiara su questioni molto delicate.
    Chi sarà eletto dirà, come Hollande, che ha ricevuto un mandato chiaro dagli elettori e che in coscienza non può violarlo, anche di fronte a manifestazioni significative come quelle che stanno mobilitanto tanti francesi in questi giorni.
    Non parliamo di strumentalizzazione (anche se è inevitabile), ma di giudizio su quei programmi che liberamente i candidati presentano al giudizio degli elettori.
    Se gli elettori cattolici non riescono a cogliere, distratti ad arte, la gravità della posta in palio, è giusto che conoscano il giudizio della gerarchia.
    Non è la militanza in se’ ad essere criticabile, ma il fatto che, in conseguenza delle votazioni, si formi una maggioranza capace di esprimersi in un modo o in un altro.
    La Binetti è un’eccezione perchè ha sempre anteposto la sua coerenza ai valori cattolici rispetto alle indicazioni laiciste del partito: non è un caso che, dopo aver tentato a lungo ostinatamente (aveva in mente un PD che potesse lasciare spazio a laici e cattolici, come nelle intenzioni iniziali dei fondatori) di rimanere, alla fine non ha avuto scelta e ha dovuto cambiare partito. La Binetti era contraria ai Dico…

    18 Gennaio, 2013 - 16:05
  42. Federico B.

    Ma poi, senza offesa, ma io non faccio campagna elettorale per nessun partito, non ho nemmeno mai scritto per chi voterò la prossima volta.
    Sostengo solo che, coerentemente, i cattolici non dovrebbero sostenere il fronte progressista di Bersani Vendola e compagni. Da cattolico in dialogo con altri cattolici che non hanno nascosto simpatie ed entusiasmi (chi più, chi meno) per la sinistra.

    18 Gennaio, 2013 - 16:08
  43. lorenzo

    @Federico
    Amico mio, la Parola , chiarissima e inequivocabile, è stata pronunciata una volta per sempre, e sta lì perché noi possiamo usarla come bussola tutti i giorni e le scelte della nostra vita. Se ci decidessimo a togliere il Vangelo dagli scaffali della biblioteca, dai comodini da notte, dai leggii degli altari e dalle rubriche dei giornali e a incarnarlo nelle nostre storie, quella Parola la renderemmo plastica, viva e trasformatrice del mondo.
    A supporto, spiegazione e conferma, abbiamo anche la parola della Chiesa.
    Sfido chiunque a dire che non sia chiara e inequivocabile.Credo che nessuno, qui e altrove, e nemmeno tra i non credenti, possa dire che non sia ben limpido quello che vuole dire il Magistero della Chiesa.
    Io ho stampato alcune decine di copie del messaggio per la pace di papa Benedetto, e le allungo a tutti i miei amici atei, oltreché ai credenti ( i quali dovrebbero già conoscerlo, ma il piu’ delle volte cascano dal pero stupefatti) . Lì c’è tutto.
    Completo, esauriente, alto, preciso.
    Il problema NON E’ la mancanza di chiarezza dei pastori.
    Il problema è capire DOVE scovare i prìncipi enunciati dai pastori nei programmi politici.
    E qui il nodo arriva al pettine.
    Per farlo, è indispensabile la COSCIENZA del cattolico per discernere e distinguere. Per discernere e distinguere cosa è a tutela della vita. cosa è a tutela della persona.cosa è a tutela della famiglia. cosa è a tutela della libertà religiosa.
    Per questo i vescovi, sotto la guida del Papa, si fermano al gradino prima di quello che vorresti tu. Loro il loro compito lo fanno in pieno,tu ed io non possiamo rifiutarci di fare il nostro, e che qualcuno ci faccia trovare pronta e digerita la pappina santa.
    La responsabilità è nostra.
    Il documento piu’ completo sull’argomento, la ” NOTA DOTTRINALE circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica ” della Congregazione per la dottrina della Fede, che tu ben conosci, lo dice con evidenza lampante:

    “Vivere ed agire politicamente in conformità alla propria coscienza non è un succube adagiarsi su posizioni estranee all’impegno politico o su una forma di confessionalismo, ma l’espressione con cui i cristiani offrono il loro coerente apporto perché attraverso la politica si instauri un ordinamento sociale più giusto e coerente con la dignità della persona umana. ”

    Vedi un po tu, Federì…

    18 Gennaio, 2013 - 16:27
  44. Federico B.

    Il punto è “coerente apporto”.
    Se poi, nella frenesia della lotta politica, qualcuno perde di vista i valori cattolici, è giusto che i pastori diano una mano a chiarire le idee.
    Tutto qua.
    A me sembra che un cattolico che si impegna a realizzare la carta di intenti del PD, specie nel merito delle questioni relative ai valori non negoziabili, come minimo non abbia le idee chiare. Aspetto sempre prova del contrario.
    L’unica che ha dato prova di coerenza, Paola Binetti, ha pensato bene di cambiare aria. Vedi un po’ tu, Lorenzì.

    18 Gennaio, 2013 - 16:50
  45. lycopodium

    Interessante lo gnolo, “non volevo imbrogliare né lui né tanto meno chi mi ascoltava”, altri l’hanno fatto e il progetto è stato lì lì per realizzarsi…

    19 Gennaio, 2013 - 7:04
  46. lycopodium

    … altro caso di rivelazione privata “in odium fidei et ecclesiae”.

    19 Gennaio, 2013 - 7:05

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