Curva a interrogare le carte

La “Patience” di Balthus (1908-2001), posta a logo della mostra alle Scuderie del Quirinale e a Villa Medici, 24 ottobre-31 gennaio. La pazienza è giovane. Curva a interrogare le carte.

14 Comments

  1. Clodine

    Il drappeggio della tenda allude al tempo presente e separa da un futuro ignoto, scandito dall’alternarsi ritmico dei giorni che si accorciano in rapida sequenza. E così prende corpo la giovane donna impaziente, ansiosa, “perturbata” dal desiderio o dall’attesa di “cose che tardano”. Non ha ancora raggiunto raggiunto la virtù della Pazienza: “baluardo e difesa dell’anima”. Anche il Vasari descrive “La pazienza” come una giovane avvinta da una catena ad una roccia, e attende pazientemente che dal vaso ad acqua sgorghino le gocce necessarie a corrodere la pietra restituendole la libertà.

    “La Pazienza è attendere con profonda umiltà l’ora del parto d’una nuova chiarezza”
    Rainer Maria Rilke, primo mentore del giovane Balthus

    7 Novembre, 2015 - 23:32
  2. roberto 55

    «Vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato, è un atto deplorevole che non aiuta: ma questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi; sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la Santità quotidiana di ogni battezzato»: così oggi ha parlato Papa Francesco, e, per me, non poteva dire meglio.

    Buona domenica a tutti.

    Roberto 55

    P.s.: strana figura – vero, Clo ? – questo Balthus; si sapeva pochissimo di lui, e sono rimaste, credo, incerte anche le sue presunte origini israelite (ma, forse, tu ne sai di più).

    8 Novembre, 2015 - 16:09
  3. Clodine

    Le origini paterne di Balthus ( pseudonimo di Balthasar K?ossowski de Rola ) so essere prussiane.Circa le probabili radici ebraiche sul versante del ramo materno paventate da diversi biografi egli rispondeva : ” No, signore, questo non è corretto” . In realtà Elisabeth Dorothea Spiro, la sua mamma, proveniva da una famiglia protestante di origine greca trapianta nel sud della Francia. A Parigi nacque e visse immerso nell’humus culturale, artistico, ma anche politico, ricco di fermenti che caratterizzarono le temperie dei primi anni venti fino all’ultimo scorcio del novecento.Tra l’altro il Fratello, Pierre, scrittore e filosofo , teologo cattolico, spese molte energie nello studio sulla dialettica di Kierkegaard e Nietzsche. Certo, non nascondo che entrambe i fratelli , per certi aspetti, anche se diversi suscitano interesse e a tratti, per le tematiche che affrontano non poca inquietudine poiché analizzano le trazione o forze pulsionali e impulsionali repressive che abitano e popolano la psiche…Le opere di Balthus gettano un cono d’ombra sul dominio dello spirito…Molto complesso il linguaggio espressivo di Balthus..molto, molto complesso…

    8 Novembre, 2015 - 20:20
  4. Clodine

    Roberto, preferisco non approfondire ..amo troppo Balthus per osare censurare anche un solo brandello della sua arte…

    8 Novembre, 2015 - 20:29
  5. Clodine

    Luigi, siamo soli a condividere questa “branca” del settore umanistico così bella. Ho l’ìmpressione che,almeno in questo spazio virtuale, a nessuno interessi e sembra non avere consensi. Un tempo, con Fiorenza e altri amici del pianerotto, ci si intratteneva ed era piacevole condividere i diversi punti di vista, arricchente… Ora c’è una solitudine su questo versante che sconcerta. Pazienza Luigi, siamo in due, o forse in tre…ma ci facciamo compagnia!

    9 Novembre, 2015 - 9:17
  6. roberto 55

    Ti ringrazio, Clo, della risposta.
    Comunque, non penso che tu sia così sola, in questo “pianerottolo”, nell’interesse per l’arte; io, ad esempio, e seppur dal mio meritatissimo “ultimo banco”, ti leggo sempre, quando ne scrivi, con tantissimo piacere (e non credo affatto d’essere l’unico).

    Buon lunedì a tutti !

    Roberto 55

    9 Novembre, 2015 - 10:29
  7. Sara1

    Amo anche io l’arte in generale, però non sono così competente da parlarne, sono più portata per la musica e mi limito a quanto conosco un po’ meglio.

    Grazie a Luigi e Clodine.

    http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/BALTHUS-.aspx

    (E’ il contributo che posso dare)

    🙂

    9 Novembre, 2015 - 10:54
  8. Sara1

    “Anche Balthus dà l’idea di prediligere gli ambienti chiusi, come camere di tortura, e i suoi bambini-maliziosi, esseri marziani che assumono le forme più innaturali, hanno il fascino di antichi manichini, sculture barbariche, scolpite con quella primitività che rimanda alla pittura italiana delle origini, e a Piero della Francesca, il pittore più plastico e astratto che il Rinascimento ci abbia dato.”

    L’innaturalità della posa è quello che mi è balzato subito agli occhi, anche se il quadro alla fine mi piace.

    9 Novembre, 2015 - 11:06
  9. lazzaro

    No, non siete solo voi, Clodine, ad amare la branca umanistica dell’arte.
    E’ vero, io ho lasciato solo Roberto55 (che saluto insieme a tutti gli altri) nell’ultimo banco. Me ne sto fuori dal pianerottolo, ma spessissimo metto la testa dentro e leggo spesso con piacere, ma sinceramente non sempre. Anche a me piace molto l’arte, specie la pittura che ho anche praticato, anche se da dilettante (nel senso migliore del termine), il bello scrivere, la bella musica, specie quella corale polifonica (sono presidente di un coro polifonico e 4 voci dispari). Insomma penso di essere un discreto ignorante, affascinato dal bello nelle sue varie manifestazioni.
    Buona giornata a tutti e al sig. Luigi in particolare.

    9 Novembre, 2015 - 12:02
  10. roberto 55

    No, non mi hai lasciato solo, amico Lazzaro: sei sempre, insieme al caro Sump, il mio compagno di banco.

    Un caro saluto a te, a Sump, ed a tutto il “pianerottolo” !

    Roberto 55

    9 Novembre, 2015 - 18:05
  11. Clodine

    Ringrazio Roberto, oltre che per il ricordo di Sump, anche per avermi dato l’imput. Ho scoccare l’unica freccia che avevo al mio arco e son riuscita suscitare l’interesse di sara e di Lazzaro,che so essere un bravo pittore, e ora apprendo la passione di entrambi per la musica che condivido totalmente. Era l’unico modo per , finalmente, “stanarlo” e ne sono felicissima. Ho trovato interessante l’articolo di Sara e ne ho apprezzato l’intervento per quanto invece non condivida certe stroncature su Balthus che trovo eccessive…se dovessimo censurare le opere d’arte inequivocabilmente erotiche, svuoteremmo gran parte dei musei del mondo.
    Credo che tutti amino la pittura, la musica, la scultura, la poesia in una parola: l’Arte, dinnanzi alla quale si resta muti e senza la quale il mondo sarebbe grigio. L’arte è linfa per lo spirito, una necessità vitale: non ci sono parole adatte, o concetti in grado di racchiudere un incantamento così sconfinato, intimo.
    Un encomio a Luigi , per questi sprazzi di luce che di tato in tanto ci regala .

    9 Novembre, 2015 - 19:15
  12. Clodine

    Poi, voglio dire, circa le accuse mosse a Balthius per le modelle acerbe, non è che Victorine Meurent, la celebre “Olimpia” e amante di Monet ,fosse tanto più grande delle ragazzine ritratte da Balthius. Eppure, è dal 1863 che quel corpicino nudo e crudo viene pubblicato con disinvoltura su tutte le riviste d’Arte del mondo…

    9 Novembre, 2015 - 20:01
  13. Clodine

    @Manet

    9 Novembre, 2015 - 20:02
  14. Clodine, nessuna simbologia vagamente iniziatica nel quadro?
    Sicura?
    Quanti piedi ha il tavolo? Quante le strisce sul muro? Quanti i piedi delle sedie?
    Che figura geometrica disegna la parte della gonna fino all’orlo sul muro?
    Chi mette il “teschio” sul “tavolo”?
    Cosa definisce la “carta” o la “tavola”? In quale ambiente sono usati?
    Domande curiose …

    11 Novembre, 2015 - 18:33

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