Preghiera per l’Italia nel quarantennio di Moro

26 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Lo ritengo un martire. Ritengo Aldo Moro un martire del servizio al bene comune e dunque sono portato a coinvolgerlo nella mia invocazione più che ad affidarlo alla misericordia del Signore. Ricordiamolo in queste giornate difficili e forse scoraggianti per la poca veduta che ci è data sul futuro della comunità nazionale. Ci aiuti la sua memoria a vedere più ampiamente e a cogliere il dovere di parola, di consiglio, di azione per l’Italia che spetta a ognuno nel concreto della sua condizione di cittadino. Il ricordo della sua vicenda martiriale aiuti i responsabili della vita pubblica ad avvertire il dovere che spetta a ognuno di operare per il bene di tutti. Quella memoria ci aiuti a vedere le sfide che l’Italia si trova ad affrontare. In questo momento le difficoltà politiche nascondono le altre, più reali, che sono economiche, del lavoro, dei giovani. Del lavoro dei giovani e dell’educazione dei figli.

    8 Maggio, 2018 - 9:42
  2. Luigi Accattoli

    Santità di Moro. Per intendere cristianamente il mistero della morte di Aldo Moro possono essere utili alcune parole di Giuseppe Dossetti dette allora e oggi narrate da Gianni Festa (Postulatore Generale dell’ Ordine dei Predicatori) in un articolo pubblicato da “Avvenire”:

    https://ilsismografo.blogspot.it/2018/05/italia-la-santita-di-moro-secondo.html

    8 Maggio, 2018 - 9:42
  3. Luigi Accattoli
    8 Maggio, 2018 - 9:54
  4. Victoria Boe

    Anche io lo ritengo un martire.
    Vittima di un movimento rivoluzionario insensato approdato al nulla.
    Ogni volta che viene mostrata quella terribile immagine di Moro nel cofano della macchina, il cuore mi si gela e penso al dramma dei familiari nei quali si rinnova il dolore ogni qualvolta si trovano di fronte a quella immagine di
    morte.

    8 Maggio, 2018 - 12:23
  5. Fabrizio Scarpino

    Ciao Luigi.

    Mi unisco anch’io alla tua Preghiera di invocazione ad Aldo Moro.

    In quel mese di Maggio del ’78 ero io un feto nel ventre di mia madre.
    Furono per primi i miei genitori a raccontarmi quando poi divenni pre adolescente e adolescente la grandezza di questo uomo politico.

    Poi approfondii io con la lettura e i documentari la figura di Aldo Moro.

    Mi chiedo come l’Italia intera che ha avuto al suo servizio uomini di altissimo valore abbia nel corso degli anni fatto una simile fine e non parla di categorie politiche, quanto di decadimento semi totale….Mi spiego meglio….
    Tremo nel dirlo, ma vogliamo scommettere che se a Lecce (provincia di nascita di Aldo Moro) camminiamo per la strada e fermiamo i giovani 20enni solo 1 su 3 saprà dirci chi è Aldo Moro?

    Stessa cosa ovviamente a Brescia o a Milano poichè lo statista democristiano era uomo politico nazionale.

    Buona giornata.

    8 Maggio, 2018 - 12:57
  6. Andrea Salvi

    In quei giorni serpeggiava in alcuni ambienti una vera e propria giustificazione dell’omicidio politico considerato un atto di giustizia rivoluzionaria. Ricordo ancora quel giorno. Ero in ospedale a fare il mio tirocinio post-laurea. Arrivò la notizia e un altro tirocinante mi gettò in uno sgomento ancora maggiore dicendo “hanno fatto bene”. Reagii apostrofandolo violentemente e solo per la mia educazione non violenta non lo presi per il collo. Questa tragedia segnò terribilmente il destino di altre persone a Moro legate. Oltre ai familiari penso a Zaccagnini e altri amici tra cui un mio caro zio che da allora inzio’ una sofferenza angosciante che ebbe fine solo con la morte. Per questo personalmente considero come ho già detto altrove gli omicidi di Aldo Moro dei pluriomicidi

    8 Maggio, 2018 - 13:25
  7. maria cristina venturi

    Che Aldo Moro sia stato ,personalmente , un santo, puo’ darsi. Ma se la santificazione di Moro vuol dire la santificazione di una precisa idea politica , il compromesso storico, e la santificazione del cattolicesimo di sinistra, questo non e’ ammissibile. Almeno per molti cattolici che non la pensavano politicamente come Aldo Moro. E non e’ un caso che il suo grande oppositore fu il Cardinale Siri ( lui si’ secondo me da santificare)
    La Chiesa non puo’ sposare una sola parte politica ( la sinistra) come vorrebbero molti di sinistra.
    Ripeto massimo rispetto per Moro come persona, massima solidarieta’ per i suoi familiari, ma nessuna santificazione della sua politica che non era certo “ infallibile” .

    8 Maggio, 2018 - 13:38
  8. Fabrizio Scarpino

    Senza dimenticare il Beato Paolo VI che morì se non erro, carissimo Andrea, solo qualche mese dopo l’assassinio e martirio di Aldo Moro.

    8 Maggio, 2018 - 14:02
  9. Fabrizio Scarpino

    La Chiesa non puo’ sposare una sola parte politica ( la sinistra) come vorrebbero molti di sinistra. (M.C. Venturi)

    E chi l’ha detto?
    Per anni la CEI a guida del card. Ruini Santa Romana Chiesa è stata supporter elettorale del centrodestra a guida del cattolicissimo Berlusconi.

    8 Maggio, 2018 - 14:18
  10. Fabrizio Scarpino

    Per anni con** la CEI

    8 Maggio, 2018 - 14:20
  11. Lorenzo Cuffini

    Non c’è nulla da santificare nel ” cattolicesimo di sinistra” semplicemente perché gli unici che possono essere santificati sono LE PERSONE.
    Invece fa ridere i polli, umanamente e cattolicamente parlando, vedere scattare la contraerea in pantofole non appena entra nel vaghissimo e squinternato mirino personale il proprio concetto di ” sinistra”, quello sì, veramente e variamente , ma comunque sempre demonizzato.

    8 Maggio, 2018 - 15:13
  12. Victoria Boe

    “Ma se la santificazione di Moro vuol dire la santificazione di una precisa idea politica , il compromesso storico, e la santificazione del cattolicesimo di sinistra, questo non e’ ammissibile.”

    Lei, Venturi, forse scherza ma su questa vicenda lo scherzo non è lecito.
    Qui si sta parlando di un UOMO, non di politica. Buttarla in politica è una stratosferica sciocchezza.
    Qui si parla di una Persona che ha subìto la massima delle violenze dopo un’agonia di ben 55 giorni di reclusione, che hanno tenuto in ansia un’intera nazione. Senza parlare della tragedia della famiglia.
    Lei, Venturi, è talmente superficiale nella sua religiosità che non ha capito che la “santità” di Aldo Moro consiste nell’aver patito lo strazio di un lungo sequestro senza via d’uscita, dopo un interminabile tira e molla fra i brigatisti, implorati anche da Paolo VI, e lo Stato che non riusciva a prendere una decisione non volendo cedere ad un ricatto che avrebbe costituito un precedente assai pericoloso e voleva mostrarsi più forte dei rivoluzionari.
    Signora, se lei non è al corrente dei fatti, non parli; anzi, piuttosto che immaginare la santità di una persona dalla litanìa delle preghiere fatte con la bocca e con le mani giunte, vada a studiarsi bene una pagina di storia a lei evidentemente sconosciuta e che parla di una lunga scia di sangue che anche nel nostro paese ha lasciato un’impronta incancellabile, che rimarrà scritta nei libri di storia.
    Quanto al mancato compromesso storico, di cui mi par di capire che lei non abbia compreso un’acca, ne parleremo un’altra volta, forse.

    Condivido il breve commento di F. Scarpino @14.18

    8 Maggio, 2018 - 15:53
  13. Victoria Boe

    “Questa tragedia segnò terribilmente il destino di altre persone a Moro legate.” (Andrea Salvi)

    Infatti è così. E,come spesso accade in vicende simili, di quelle persone quasi non ci si ricorda.
    Immagino il dolore frustrante dei familiari di queste persone che restano in subordine rispetto al personaggio principale.
    Anche i componenti della scorta sono dei martiri. Tante famiglie ferite per una vita intera.
    Il giudice Rosario Livatino, ucciso ancora giovanissimo dalla mafia, non volle mai una scorta proprio per non mettere a repentaglio la vita di altre persone.

    8 Maggio, 2018 - 16:14
  14. alphiton

    L’idea di Aldo Moro, l’unico vero statista insieme a De Gasperi nella storia repubblicana, non era l’alleanza fra DC e PCI, ma arrivare ad una piena democrazia dell’alternanza in cui vi fosse una contesa fra i due maggiori partiti. L’alleanza doveva essere solo una fase transitoria. In questo senso vanno letti anche gli sforzi di Enrico Berlinguer che voleva un “eurocomunismo” sganciato da Mosca. Moro vedeva lucidamente i danni che la permanenza della DC al potere dal ’48 stava portando al paese. Perché, quando un partito sta al potere per troppo tempo inevitabilmente si creano condizioni di corruzione e di cattiva gestione della cosa pubblica. Il suo disegno era sicuramente molto ambizioso; portare l’Italia ad una democrazia matura non era cosa semplice, anche perché il PCI, nello schema consociativo che si era creato, aveva una rendita di posizione forse preferibile al governo diretto del paese. Fatto è che, morto Moro, della sua strategia non si fece più nulla. Il “preamboldo” voluto da Donat Cattin chiuse ad ogni collaborazione col PCI e aprì la fase del pentapartito, dominata dal rampantismo dei socialisti craxiani e finita miseramente con Tangentopoli. La fine di quella stagione, provocata per via giudiziaria e non politica, provocò la nascita del berlusconismo, benedetto dalla CEI ruiniana, ma troppo condizionato dagli interessi personali dell’imprenditore milanese.
    Forse, se Moro avesse portato a termine il suo disegno, la storia d’Italia sarebbe stata diversa.
    Quanto al politico di Maglie, la sua statura morale e spirituale era davvero notevole, coltivata fin dalla giovinezza nella FUCI di Montini e nell’alveo di quel cattolicesimo democratico che ha espresso alcune delle figure più limpide della storia italiana (Lazzati, La Pira, Dossetti…). Le lettere ai familiari scritte dalla prigionia sono una testimonianza mirabile della profondità e della sensibilità di quest’uomo.

    Alberto Farina

    8 Maggio, 2018 - 19:34
  15. alphiton

    scusate… “preambolo” voluto da Donat Cattin

    8 Maggio, 2018 - 19:35
  16. Victoria Boe

    Quando a prevalere è una ideologia politica, tutto viene inquinato.
    Solo la vera intelligenza fa superare l’asta dell’ideologia.
    Così fu per Moro e per Berlinguer in quegli anni, così come lo era stato, ben prima, per Degasperi; anche lui non ben visto dalla Chiesa papalina e miope.
    Questi sono personaggi di alta statura morale e politica che l’ostilità della Chiesa non è riuscita a seppellire nell’oscurità del dimenticatoio.
    La verità si fa strada nonostante la Chiesa e il cieco clericalismo.

    8 Maggio, 2018 - 20:22
  17. Amigoni p. Luigi

    Rif. 19.34 di ieri – Vero statista

    Sottoscrivo l’analisi politica di Alphiton (compreso l’accenno alla benedizione ruiniana)

    9 Maggio, 2018 - 9:32
  18. Federico Benedetti

    Non condivido affatto quanto scritto per criticare il Card. Ruini.
    Non ha voluto lui tangentopoli e la seconda repubblica, non ha deciso lui lo scioglimento e la diaspora del PPI, non ha certo benedetto Berlusconi per simpatia umana o politica. Ma chi doveva sostenere? Un centrosinistra/sinistra che già allora promuoveva fecondazione eterologa, unioni civili (Di.co), provvedimenti pro-eutanasia e via dicendo?
    Non c’era alternativa. Di fronte alla deriva laicista del centrosinistra, accettato per amore del potere e delle poltrone anche dagli esponenti “cattolici” ex PPI, non si poteva che sostenere l’altra coalizione, che ha avuto la sensibilità (grazie anche all’impegno di tanti cattolici veri) di accogliere proposte provenienti dal mondo cattolico su famiglia e difesa della vita dal concepimento alla fine naturale.
    Almeno su questo, cerchiamo di essere obiettivi.

    9 Maggio, 2018 - 14:00
  19. maria cristina venturi

    Una domanda semplice semplice : ma perche’ si parla sempre del martirio di Moro e non di quello degli uomini della sua scorta? Forse erano esseri umani di serie B rispetto al grande Statista?

    9 Maggio, 2018 - 14:19
  20. Victoria Boe

    Nel film-documento proposto ieri sulla RAI si sono potute vedere le doti umane di A.Moro. Poco note, forse, ai più a causa della sua riservatezza. Sempre è così. Chi si veste della virtù della modestia è sempre molto riservato e non colpisce il grande pubblico; solo gli amici intimi e i pochi frequentatori assidui sono capaci di apprezzare le grandi qualità umane di una persona importante, in qualsiasi ambito si trovi ad operare.
    Così fu per Moro, amato dai suoi studenti, anche da quelli di diversa ispirazione politica, ai quali dava lezioni di vita che sfociavano nella politica VERA che dovrebbe riguardare chi fa il politico per professione: adoperarsi per la buona causa di un popolo e in particolar modo dei giovani che sono il cuore pulsante di quel popolo, e che sono “il futuro” di un Paese.
    Per questo motivo Moro, dopo la decisione di ritirarsi dalla politica, ebbe un ripensamento e si propose di continuare in quella strada nella quale avrebbe potuto fattivamente operare per la giustizia e per aiutare i giovani a trovare la propria strada.
    Non gli fu possibile, come sappiamo, e per le tristi ragioni che conosciamo. La sua lungimiranza, che ne fece uno statista capace di andare OLTRE la politica, non a tutti è possibile averla; è una dote naturale riservata a pochi. Però, se si abbandonano gli egoismi fini a sé stessi e ai partiti di appartenenza e le stolte ambizioni di primeggiare, la politica potrebbe riprendere la valenza originaria di “arte” di governo di un Paese.
    Non un governo qualsiasi ma un governo voluto per eliminare il più possibile le disuguaglianze economiche e sociali fra i cittadini, riconoscendone la pari dignità di persone umane.

    9 Maggio, 2018 - 14:34
  21. Victoria Boe

    Signora Venturi, lei legge tutti i commenti di un thread? Se lei li leggesse tutti, non entrerebbe per fare domande semplici semplici ma inutili.
    Lasci perdere gli esseri umani di serie B e di serie A.
    In questo contesto lei ha sbagliato la sua domanda pretestuosa.

    9 Maggio, 2018 - 17:50
  22. Victoria Boe

    Ruini: un personaggio diviso a metà fra Chiesa e politica.
    Un uomo che ha mischiato la politica con la pastorale ecclesiastica e che aveva capito che la maggior parte del popolo cattolico era semianalfabeta nel linguaggio politico (anche oggi lo è, del resto), e perciò lo si poteva strumentalizzare facilmente.
    Lui stesso si era compiaciuto di essere “un animale politico”.
    Non mi è MAI piaciuto e comunque le cose sono andate diversamente da come lui avrebbe voluto.
    Un’epoca ormai alle spalle, quella. E grazie a Dio!

    9 Maggio, 2018 - 23:51
  23. Beppe Zezza

    Ruini può piacere o non piacere.
    Una cosa però è certa: con la scomparsa di Ruini dalla scena politica sono scomparsi anche i cattolici.

    11 Maggio, 2018 - 8:32
  24. Amigoni p. Luigi

    Rif. 8,32 – De Gasperi e Montini

    Battuta, di non molto tempo fa, ricordata ieri a Milano al convegno su “Montini e l’annuncio del Vangelo”.

    E dove si trovano negli ultimi decenni, tra i cattolici in politica, i De Gasperi?
    Mancano i De Gasperi, perchè non ci sono più stati i Giovanni Battista Montini.

    11 Maggio, 2018 - 20:14
  25. alphiton

    Il problema vero è che, nonostante Francesco, la Chiesa italiana resta imballata, imbozzolata su se stessa, priva di slanci, incapace di cogliere lo stile e il magistero del Papa venuto dall’Argentina.

    Alberto Farina

    11 Maggio, 2018 - 23:05

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