Religiosi: una quindicina i fondatori sotto inchiesta

Una settantina tra le “nuove famiglie religiose” sono sotto inchiesta da parte della Congregazione per i religiosi e una quindicina sono i fondatori sui quali si sta indagando: lo dice a settimananews.i il cardinale brasiliano João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Nei commenti riporto due brani del colloquio, che va letto per intero: sulla Congregazione che commissaria si leggono tante favole, mentre qui abbiamo notizie di prima mano.

14 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Casi preoccupanti. Sono circa 70 le nuove famiglie religiose sulle quali abbiamo messo sono circa una quindicina i fondatori sotto inchiesta la nostra attenzione. Abbiamo fatto delle visite e alcune stanno rivelando dei casi davvero preoccupanti, con gravi problemi di personalità nei fondatori e fenomeni di plagio, di forte condizionamento psicologico dei membri. Ci sono fondatori che si sono rivelati dei veri padroni delle coscienze. Il criterio non è più l’unità con la Chiesa, l’unità con Pietro. Non di rado proprio i fondatori più rigidi si sono rivelati persone incapaci di obbedire; persone che devono sempre rimanere al comando. Si tratta ovviamente di dinamiche squilibrate e inaccettabili. Oggi sono circa una quindicina i fondatori sotto inchiesta. E quando ci muoviamo noi – e lo facciamo dopo aver ricevuto segnalazioni e denunce – generalmente c’è un problema vero, alle volte anche grave.

    5 Marzo, 2017 - 22:49
  2. Luigi Accattoli

    Sofferto tanto. In America Latina abbiamo conosciuto un forte sviluppo della coscienza sociale e della capacità dialogica. E questo perché abbiamo sofferto tanto. Da noi non si può più pensare la fede senza una corrispettiva trasformazione sociale. Certo, ci sono state le ben note vicende legate ad alcune delle teologie della liberazione, che hanno avuto un’inclinazione eccessivamente sociologica svuotandosi di fatto del mistero. Ma la dottrina sociale della Chiesa è stata e rimane per noi latino-americani il luogo naturale dove pensare la fede. Avvicinarsi ai più poveri ed essere dalla loro parte è qualcosa che, grazie a papa Bergoglio, sta tornando centrale per tutta la Chiesa.

    5 Marzo, 2017 - 22:49
  3. maria cristina venturi

    Abbiamo sofferto tanto.
    Sara’per questo che oggi fanno soffrire tanto i Francescani dell’ Immacolata?

    5 Marzo, 2017 - 23:19
  4. maria cristina venturi

    Comunque la sofferenza per la persecuzione da parte dei vertici ecclesistici fa sempre bene:la vicenda di padre Pio insegna. IFrancescani dell’Immacolata e il loro fondatore Padre Manelli perseguitati dagli attuali vertici ecclesiastici non potranno che avere frutti spirituali dalle sofferenze sopportate con obbedienza.

    5 Marzo, 2017 - 23:25
  5. Fabrizio Scarpino

    Luigi ciao!

    Manca una “t” al link da te inserito.

    Il collegamento non funziona.

    5 Marzo, 2017 - 23:27
  6. Fabrizio Scarpino

    Grazie Mario

    6 Marzo, 2017 - 16:33
  7. Luigi Accattoli

    Ora l’ho corretto – ringrazio Mario e Fabrizio.

    6 Marzo, 2017 - 17:17
  8. Amigoni p. Luigi

    Di “elementi distorti e malati” (insieme all’amore per Cristo) e di “superbia, saccenteria e fissazione su unilateralismi ecc.” aveva parlato anche papa Benedetto nella lettera ai vescovi riferendosi alle “vocazioni” (numerose!) della setta lefevriana.
    Più di una di queste nuove famiglia religiose si muove in questo clima lefevriano e forse ne coltiva ed esalta le stesse patologie.
    La lettera di papa Benedetto era del marzo di 8 anni fa.
    Può essere che le ispezioni della congregazione degli istituti di vita consacrata abbiano registrato che la situazione complessiva sia peggiorata rispetto a quella poco ottimistica che rilevava papa Ratzinger e che lui sperava di riportare a un minimo di razionalità.

    6 Marzo, 2017 - 22:08
  9. Clodine-Claudia Leo

    Diceva sempre il mio vecchio direttore spirituale, uomo di fede e di preghiera morto a 101 anni, che qualunque progetto venga da Dio, niente e nessuno lo potrà annientare né Chiesa né le potenze dell’inferno riunite.
    Perciò, stiano tranquille le congregazioni: se da Dio, continueranno la loro missione anche se costretti alle catacombe! Chi avrebbe dato un solo centesimo di fiduca a Santa Teresa D’Avila: donna, monaca di clausura e solitaria vagabonda per le strade polverose della penisola. Vissuta in pieno periodo d’oro spagnolo, eppure, diede vita alla più imponente opera riformatrice dell’interno ordine carmelitano. E così per ogni cosa che viene da Dio! Non temano le nuove congregazioni…se da Dio…

    7 Marzo, 2017 - 8:32
  10. Ben detto, “se da Dio”.

    Il problema è che tra ‘dio’ e ‘io’ c’è solo una piccola ‘d’ di differenza, una d che tendiamo, tutti, ad appiccicare a sproposito.

    E’ compito della Chiesa nella sua veste istituzionale fare discernimento, da sempre (ricordiamo p. es. le vicende dell’ordine francescano…). Io sono grata che si continui a fare, anzi penso che oggi sia particolarmente urgente e necessario.

    A. Steccanella

    7 Marzo, 2017 - 8:58
  11. Clodine-Claudia Leo

    E’ così, cara Nico. Ciò che viene da Dio, se è da Dio, nulla potrà remare contro anzi, si affermerà con più forza e si radicherà con più vigore !
    Un caro saluto amica mia.
    Clo

    7 Marzo, 2017 - 9:38
  12. Amigoni p. Luigi

    Tutto vero. Anche i tempi delle opere di Dio sono in mano a Dio.
    Il fondatore dei legionari di Cristo e la sua opera “erano da Dio” (nessun albero cattivo può fare frutti buoni; dai frutti vedrete l’albero, ecc.). Poi un certo giorno si è dovuto cambiare teoria e certamente gli stessi di prima han trovato qualche pezza d’appoggio nella Scrittura o nella storia della Chiesa.

    7 Marzo, 2017 - 20:49
  13. roberto 55

    Buon lavoro, davvero !, a Padre Joao Braz de Aviz, ed a tutti i fratelli in Cristo della Congregazione per i religiosi: dall’intervista si intende bene l’importanza del loro compito.

    Buona notte.

    Roberto Caligaris

    8 Marzo, 2017 - 0:14

Lascia un commento