Se i tuoi numeri sono arabi

Se il tuo Cristo è ebreo.
Se la tua democrazia è greca.
Se la tua scrittura è latina.
Se i tuoi numeri sono arabi.
Se la tua maglietta è cinese.
Se le tue vacanze sono slave.
Allora il tuo vicino non può essere straniero.

E’ una scritta letta nella metropolitana di Berlino da un’amica tedesca – Melanie Witte – di una visitatrice di questo blog che si firma Principessa. L’ha letta nella stazione di Wuhletal della linea U5: la scritta è su un pilastro della pensilina, vergata con un pennarello nero. Ringrazio Melanie e Principessa. Ma segnalo che la scritta, con molteplici varianti, compare in varie bacheche Web con l’indicazione di diverse fonti ed è impossibile – per me – stabilire quella originaria. “Scritta sui muri della metropolitana di Monaco di Baviera. Riprodotta su un manifesto a cura dei Servizi per l’immigrazione del Comune di Reggio Emilia”, ho letto in un sito. Altrove è riportata con la dicitura: “Tratta da un manifesto tedesco anni novanta”. – Ma io prima della segnalazione di Principessa non la conoscevo e dunque l’ho riportata. Chi ne sa di più, ci informi.

31 Comments

  1. Letta sabato nel vagone della metrò collinare di Napoli:
    Gesù ho bisognio di te.
    subito sotto:
    Ma il bisogno non ha bisogno della “i” . Capra!
    ancora più sotto:
    Gesù certamente ha bisogno delle capre come lui, ma non ha bisogno dei presuntuosi come te, cosi come il bisogno non ha bisogno della “i”.

    Ne deduco che la gente ha bisogno\bisognio in un modo o nell’altro, di comunicare…

    30 Gennaio, 2012 - 17:33
  2. elsa.F

    Spesso purtroppo sono piuttosto io a sentirmi straniera in questo mondo!

    30 Gennaio, 2012 - 18:26
  3. Clodine

    …II° manifesto: ” La tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero !!”

    30 Gennaio, 2012 - 19:56
  4. fabi

    Di Reggio non mi fiderei proprio:
    strumentalizzano tutto … quelli che scrivono queste cose.

    Mentre l’episodio di sopra è molto carino.

    30 Gennaio, 2012 - 19:56
  5. Clodine

    Sapete cosa penso!? penco che i due manifesti siano pura utopia, aspirazione irrealizzabile, il sogno di una società perfetta, proiettata in una dimensione nel quale gli uomini dovrebbero poter realizzare una convivenza del tutto felice…

    Ricordate la povera Pippa Bacca? L’artista che se ne andava per il mondo animata da grande amore per l’umanità vestita in abito da sposa barbaramente trucidata in Turchia? E Vittorio Arrigoni? Oppure Don Puglisi o il giudice Levatino ma anche padre Santoro Martin Luter King ma potrei citarne a decine di uomini e donne che don Romero chiamò ” i veramente giusti” che si sono trovato la strada sbarrata dalla malvagità umana.
    Cristo era Ebreo, ed stato maciullato dagli ebrei,
    La “democrazia” per i greci vuol dire “potere derivante dal popolo”. Ma quando questo potere diviene democrazia sostanziale delle “libere individualità sociali” allora ecco il più bieco dei regimi, dal comunismo al nazismo….ecc…. perciò, tutto è molto relativo..

    30 Gennaio, 2012 - 20:05
  6. Scusami Clodine, ma la povera Pippa Bacca fu uccisa perché per troppa voglia di fidarsi del prossimo accettò un passaggio da uno che la violentò.

    Visto che hai citato 3P, ossia Padre Pino Puglisi (nel mio piccolo, stiamo cercando insieme a Ferrovie Siciliane http://www.ferroviesiciliane.it di fargli intitolare la nuova fermata della metrò di Palermo “Brancaccio Residenziale” in “Brancaccio Puglisi”) e il giudice Livatino (altro veramente giusto) o Romero stesso (la cui beatificazione inspiegabilmente arranca da anni), allora ti dico che è vero, la malvagità umana c’è, esiste, può sbarrare la strada. Però soltano in un modo “fisico”. Possono uccidere, violentare, disprezzare: ma l’Idea, se è giusta, non muore mai. I martiri non portavano una Parola che grondava sangue? Li hanno trucidati – li trucidano ancora – tutti. Però Dio c’è, e non può morire. La Chiesa c’è, e non può morire. Mi viene in mente Leonardo Sciascia, che giusto stasera leggevo in “Nero su nero”: ad un certo punto parla di un suo paesano – non molto credente – che va a Roma, si infiltra in Vaticano e scopre tanti e tali di quei comportamenti incredibili da tornare a casa convinto del fatto che se la Chiesa non fosse opera divina, probabilmente si sarebbe già squagliata per gli errori umani. L’esatto contrario di mia nonna materna, credente e praticanti, che però della Curia diceva: “Se non hai la fede forte, te la fanno passare”.

    Io sto con la Parola, perché nessuno potrà distruggerla. E se c’è la Parola, se ci sono i cattolici, allora succede quello che ci disse – intervenendo in Augustinianum, quasi 10 anni fa – proprio il presidente Scalfaro: “La religione tira fuori le radici della dittatura e le mette ad essiccare al sole”. E credo, come diceva Reagan, che l’uomo è buono, nasce buono: diventa cattivo dopo, volendo o scegliendo il male. Coraggio, Clodine!

    30 Gennaio, 2012 - 22:01
  7. Guai a sentirsi stranieri nell’oratorio dove vado. Infatti nel poster d’ingresso c’è scritto: “Qui nessuno è straniero”.

    30 Gennaio, 2012 - 23:13
  8. Gioab

    « Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
    L’hanno persa e danno la colpa a te,
    Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
    Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
    Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
    O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
    O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
    Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

    Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
    Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
    Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
    E trattare questi due impostori allo stesso modo.
    Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
    Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
    O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
    E piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

    Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
    E rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
    E perdere, e ricominciare daccapo
    Senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
    Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
    A sorreggerti anche quando sono esausti,
    E così resistere quando in te non c’è più nulla
    Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

    Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
    O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
    Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
    Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
    Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
    Dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
    Tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
    E — cosa più importante — sarai un Uomo, figlio mio! »

    Joseph Rudyard Kipling – 1895 dedicata al figlio.

    In sintesi si “diventa davvero uomini” quando si raggiunge una stabilità ed un’autocoscienza tali da non perdere la calma anche quando chi ci circonda è in panico, oppure quando si imparano alcune “virtù” come parlare, pensare, perdonare, amare, sognare, rischiare, non farci condizionare, resistere alle avversità, e credere sempre in noi stessi.
    In altri termini si diventa uomini prendendo coscienza di sé stessi e stando a contatto con gli altri facendo esperienze con quelli più grandi di noi, restando ben presenti a sé stessi, mantenendo la fede nelle certezze acquisite ed avendo, in sintesi, la forza per restare al mondo senza essere in balia dei più grandi.

    Ma “se” è una condizione da verificarsi che non sempre accade ! Specie fra cattolici ! Peggio se catto-comunisti col trattino.

    31 Gennaio, 2012 - 10:51
  9. Gioab

    @ elsa.F
    “Spesso purtroppo sono piuttosto io a sentirmi straniera in questo mondo!”
    Perché ? E’ una disadattata ? O incapace di ambientarsi…. Troppo viziata ?
    o troppo dedita al lamento ?
    Quando il gioco si fa duro… i duri cominciano a giocare !

    31 Gennaio, 2012 - 10:58
  10. Federico B.

    Altro che stranieri, ci dividiamo ancora tra settentrionali e meridionali, emiliani e romagnoli, cittadini e campagnoli; persistono contese di campanile, tra frazioni dello stesso comune…

    31 Gennaio, 2012 - 13:17
  11. Gioab

    In tema di stranieri:
    La differenza tra le mosche e le api è che le api vanno di fiore in fiore e producono il miele, le mosche vanno a mangiarselo. Ergo c’è chi produce e chi usa il prodotto.

    Nella Bibbia il termine “residente forestiero” viene a volte usato per distinguere dal popolo di Israele un non israelita diventato proselito o adoratore di Geova. A volte si riferisce a uno straniero stabilitosi in Palestina il quale era contento di vivere fra gli israeliti e ubbidiva alle leggi fondamentali del paese, ma senza accettare pienamente l’adorazione di Geova.
    Nel patto della Legge promulgato presso il Sinai furono incluse speciali norme che regolavano, i rapporti del residente forestiero con l’israelita naturale,
    “‘E nel caso che un residente forestiero risieda con te come forestiero nel vostro paese, non lo dovete maltrattare. Il residente forestiero che risiede come forestiero con voi deve divenirvi come uno dei vostri nativi; e lo devi amare come te stesso, poiché diveniste residenti forestieri nel paese d’Egitto. Io sono Geova vostro Dio. ( Lev. 19.33-34)

    Benché il patto della Legge consentisse a persone di qualsiasi nazionalità di divenire parte della congregazione d’Israele, a patto che abbracciassero la vera adorazione di Geova e si circoncidessero, c’erano eccezioni e limitazioni. Egiziani ed edomiti non potevano entrare a far parte della congregazione fino alla terza generazione, cioè la terza generazione da che si erano trasferiti nel paese d’Israele. (De 23:7, 8)

    Ai figli illegittimi e ai loro discendenti era negato l’ingresso nella congregazione “fino alla decima generazione”. (De 23:2) Per gli ammoniti e i moabiti il divieto valeva “fino alla decima generazione . . . a tempo indefinito . . . Non devi operare per la loro pace e per la loro prosperità tutti i tuoi giorni, a tempo indefinito”. (De 23:3-6)

    Da quanto sopra si evince che non tutti gli stranieri sono uguali ma che ci vuole una speciale capacità di fare “distinzioni” perché non sempre tutto ciò che appare corrisponde e non sempre le apparenze sono da prendersi per buone.

    In quell’oratorio ( cara antonella) evidentemente conoscono molto poco le Scritture. Sono dei sempliciotti dediti all’ingenuità. Predicano il Vangelo ma non lo conoscono.

    31 Gennaio, 2012 - 19:06
  12. Luigi Accattoli

    Da Syriacus ricevo questo messaggio:

    Se il tuo Patriarca è genovese !!!

    Se il tuo Cristo è ebreo.
    Se la tua democrazia è greca.
    Se la tua scrittura è latina.
    Se i tuoi numeri sono arabi.
    Se la tua maglietta è cinese.
    Se le tue vacanze sono slave.
    Allora il tuo vicino non può essere straniero

    Saluti.

    Stefano (olim Syriacus)

    P.S.: variante per il meno campanilisti serenissimi e i marciani più dossettiani “Se il tuo Patriarca è siriano” 😉

    31 Gennaio, 2012 - 21:53
  13. Luigi Accattoli

    Da Syriacus ricevo questo secondo messaggio:

    Altra variante su Moraglia siro-patriarca…

    Se il tuo Patriarca è siriano, ma non è Ignace Youssif III ….

    Patriarchs of Antioch (Syrian Rite)
    Patriarch Ignace Youssif III Younan (Ephrem Joseph Younan) (67)
    (2009.01.22 – …)

    Born: 1944.11.15 (Syria)
    Ordained Priest: 1971.09.12
    Consecrated Bishop: 1996.01.07
    Bishop of Our Lady of Deliverance of Newark of the Syrians (United States) (1995.11.06 – 2009.01.20)

    Patriarch of Antioch of the Syrians (Lebanon) ([2009.01.20] 2009.01.22 – …)

    President of Synod of the Syriac Catholic Church (2009.01.22 – …)

    http://www.gcatholic.com/dioceses/diocese/anti1.htm

    31 Gennaio, 2012 - 21:56
  14. Luigi Accattoli

    Io e Syriacus siamo nati l’uno per l’altro.

    31 Gennaio, 2012 - 22:06
  15. discepolo

    …..e se uno invece è FIERO di essere straniero???
    dialogo con un paziente:
    Medico- vEDO DALLA SUA CARTELLA CHE Lei è nato in Egitto?
    paziente-Sì, sì sono egiziano..
    medico-adesso è tanto che sta in Italia, no?
    Egiziano_ Sì. sono quindici anni..
    medico. bene, allora adeso si sente anche un po’ italiano, no? fra l’altro parla benissimo italiano..
    Paziente. Io sì, grazie, parlo italiano.. ma non non mi sento italiano.. io sono egiziano
    Medico: certo , certo , ma da tanto che sta in italia si sentiraà anche un po’ italiano..
    Paziente. NO, no…
    Medico (sorridendo): lo dice in maniera molto decisa, forse ha avuto brutte esperienze qui in italia?
    Paziente: No, ma io non mi sento italiano.. sono egiziano, capisce? IO SONO EGIZIANO
    medico. benissimo, certo, l’dentità è la cosa più importante, certo capisco, il suo orgoglio di essere EGIZIANO
    Paziente: Ecco bene, lei capisce??
    medico . Sì io la capisco.

    1 Febbraio, 2012 - 14:09
  16. discepolo

    il grande pianista Chopin dopo anni che stava a Parigi:
    Io sono polacco, madame,anhe se non vedo la mia Patria da tanti, tanti anni..
    avrebbe potuto scrivere la sua musica immortale se non si fosse sentito “straniero” ?????
    http://www.youtube.com/watch?v=ZmRi49Xz6zk&feature=fvsr

    1 Febbraio, 2012 - 14:17
  17. @Discepolo
    che ciascuno sia fiero della propria identità è di certo positivo.

    Il problema a cui allude il post si riferisce invece a quando NOI attribuiamo la qualifica di “straniero” a chi invece dovremmo riconoscere come simile.

    1 Febbraio, 2012 - 14:55
  18. @Luigi
    non sono arguta come te e Syr: mi spiegate l’accostamento del patriarcato veneziano con quello siriaco?
    Ho pensato un sacco di cose, ma mi sto incartando…

    1 Febbraio, 2012 - 15:02
  19. Luigi Accattoli

    Nico è tutto un gioco di parole e di suoni per il quale Stefano e io andiamo pazzi… Il nome Syriacus allude nel suono e nella radice al cardinale Siri (1906-1989) arcivescovo di Genova. Il nuovo patriarca di Venezia fu fatto prete da Siri ed è presentato come erede di qualche suo atteggiamento, da qui la scherzosa dedica ai “meno campanilisti serenissimi” e ai “marciani più dossettiani” che potrebbero prendere male l’arrivo di un genovese (i serenissimi) e di un erede di Siri (i dossettiani). Ma dire patriarca siriaco, siro o siriano può far pensare alla Siria e dunque viene chiarito che non stiamo parlando di Ignace Youssif III. A questo punto la situazione è talmente imbrogliata che il moderatore del blog [io medesimo] si preoccupa di chiarire che stiamo parlando del nuovo patriarca Moraglia. Poi aggiungo che Syr ed io siamo fatti l’uno per l’altro, in quanto ci dilettiamo di quisquilie e pinzillacchere.

    1 Febbraio, 2012 - 19:22
  20. Luigi Accattoli

    Ma inezia per inezia sta di fatto che Syr la notte scorsa si è riaffacciato – seppure per speculum et in enigmate – nel nostro pianerottolo.

    1 Febbraio, 2012 - 19:27
  21. Luigi Accattoli

    per speculum et in enigmate: come in uno specchio e in modo confuso – prima corinti 12, 13

    1 Febbraio, 2012 - 19:31
  22. Syr è enigmatico, ma interessante. Una volta, in un post che consideravo importante, interveniva solo per “postare” brani sinfonici di Mozart o altri autori. Gli chiesi di essere più serio, di scrivere qualcosa, e lui continuava a mandare pezzi musicali. Solo dopo qualche tempo ho capito che quei brani di musica sublime erano il suo commento alla discussione.

    1 Febbraio, 2012 - 19:57
  23. Grazie Luigi.
    Non c’ero proprio arrivata…
    ma prego Syr di continuare, sia pure per speculum et in enigmate: quello che posta è troppo stimolante, mai immediato, e quindi costringe il criceto che abita tra le mie meningi a correrecorrerecorrere per far girare le rotelle…

    1 Febbraio, 2012 - 20:11
  24. Tra l’altro, l’arguzia accomuna Syriacus al nostro siriano, a quanto si legge.
    Uno che si alza alle 4.30 per pregare e poi mantiene il senso dell’umorismo
    mi è già simpatico…

    1 Febbraio, 2012 - 20:12
  25. Stefano (olim Syriacus)

    Cara Nico, ieri ho scritto a Luigi privatamente. Non desideravo ricomparire qui come Syriacus, anche perché quel nick l’ho appeso al chiodo (o meglio riposto in una teca come un’antico strumento musicale) , ma: ieri era forse giornata per riagguantarlo -me la sono cercata- un momento. Anche perché, come ricordai più volte qui, e ripeto oggi per il piacere della Prof. Lignani soprattutto: quanto vi è di più contorto che avere avuto un celebre Siri sulla Cattedra di San Siro, avere ora un Bagnasco sulla Cattedra che su fu sia di San Siro che di Siri?

    Questo è il sigillo della mia arcidiocesi:

    http://www.diocesi.genova.it/immagini/miniature/1903_200.jpg

    Questa è la storia di San Siro -quello del basilisco- :

    http://it.wikipedia.org/wiki/San_Siro_%28vescovo_di_Genova%29

    Recita Wikipedia:

    “Dopo alcuni anni, Siro sarebbe stato richiamato a Genova dal vescovo Felice ed alla morte di questi sarebbe stato acclamato vescovo della città.

    Racconda la leggenda che a quel tempo a Genova c’era un grosso basilisco che stava in fondo a un pozzo e che col suo fiato appestava la città. San Siro dopo un triduo di preghiere e penitenza andò presso il pozzo, vi calò un secchio e ordinò al basilisco di entrarvi. L’animale obbedì al santo che, dopo averlo tirato su dal pozzo gli ordinò di gattarsi in mare. Il basilisco obbedì e scomparve per sempre. Con questa leggenda si intese sottolineare la lotta condotta dal santo per combattere l’eresia ariana, simboleggiata dal mostruoso animale.

    Le fonti sono concordi nell’indicare in una trentina d’anni la durata del suo episcopato.”

    Siri (ci fu comunque un altro Siro -durato…33 anni!- , nel medioevo, a quanto ho visto) forse si sentì un pò un novello SanSiro il cui “basilisco” era non più l’Arianesimo, bensì l’Ateismo (o il Modernismo) ?

    Non so, fatto sta che è tutto molto spassoso.

    (Beh, se volessimo divertirci sui “siriani” di ogni tempo, allora dovremmo giocare anche sul poco siriano Lercaro, che divenne Cardinale a Bologna -e riformatore liturgico par excellence- proveniendo da una diocesi -Genova- in cui, fra sette e ottocento, ‘regnò’ per 35 anni il Cardinal…Lercari.

    Poi abbiamo avuto due De Marini . Un Magnasco nell’800 . Un Cardinale gesuita -il Boetto- proprio durante la II guerra mondiale -e di cui il Siri fu giovane Ausiliare e immediato successore nel ’45 .

    Ho appena scoperto che il Beato Giacomo da Varazze (overo Jacopo da Varagine, quello della Legenda Aurea) , fu seguito da un tal Porchetto Spinola, minorita. Al quale succedette Bartolomeo de’ Maroni .

    http://it.wikipedia.org/wiki/Arcidiocesi_di_Genova

    Comunque, Nico, dai un’occhiata a questo video (si parla del pre-secondo-conclave del1978) , e capirai -forse- “alcune cose” di “Genova”, “Siri”, “Bagnasco”, “Moraglia”, “il sottoscritto”, … e via elencando ad infinitum e/o ad libitum (anche su un periodo per tutta la Chiesa) :

    http://www.youtube.com/watch?v=PoaYF_6cPJc

    (e ora ho anche capito che un sacerdote non più giovane che conosco, davvero sa imitare la voce e il declamare di Siri a maraviglia..:)

    (Che emozione, rivedere il mitico Pastore -non intendo qui Siri, bensì il compianto giornalista Mario-! )

    Ma ci sono anche i “Siri-vancantisti”, in questo pazzo mondo. Troppo lunga a spiegare, qui passo a Luigi.. Ma tanto per farlo ridere (almeno lui) un pò, ecco un video (tagliamo corto su quelli, che ci sono, su “Siri fu eletto nell’anno….” ) di marca oltretradizionalista/sedevacantista, in cui ci si fa notare che… Beh, non occorre aggiungere altro:

    http://www.youtube.com/watch?v=j0tbp1WC_QQ .

    Saluti.

    S.

    1 Febbraio, 2012 - 22:30
  26. Luigi Accattoli

    Ecco dunque Syriacus dallo specchio alla realtà: questa è giornata da segnare con un sassolino bianco.

    2 Febbraio, 2012 - 8:12
  27. Stefano, grazie. Inizio la mia giornata e mi accingo alle sudate carte; ma ogni volta che incrocerò Siri (e mi capita, oh se mi capita ;-)) adesso non potrò che sorridere.

    Tra l’altro: la mia regione ecclesiastica ha un patriarca siriano (e mi piace di più il riferimento al Siro che è – stato fatto – santo), mia figlia è nata il giorno di san Siro, la siro-fenicia è una delle donne del Vangelo in cui amo specchiarmi: la mia affinità con i siriani va intensificandosi insieme alla loro conoscenza.
    Buona giornata

    2 Febbraio, 2012 - 8:46
  28. Leonardo

    Il tempo un pochino galantuomo lo è. La grandezza di Siri oggi forse si vede un po’ meglio.

    2 Febbraio, 2012 - 10:45
  29. Clodine

    Lo spero caro Leonardo, Siri fu un grande campione dell’ortodossia vissuto in piena comunione con la Chiesa i cui progetti vennero bocciati affinchè si potesse dar luogo a “certe orchestrazioni” atte a destabilizzare il Concilio…piano che riuscì in pieno!. Cito un piccolo stralcio di un volume di Gherardini-che adoro del quale ho divorato tutte le opere- in relazione all’autoevole personalità del cardinal Siri e del peso che ebbe la sua presenza, purtroppo inascoltata, in merito al Concilio Vaticano II: “Esiste un diritto dell’intero popolo di Dio perché gli venga esplicitato con chiarezza ed oggettività che cosa sia stato il Vaticano II. Ne va della fede e dell’autentica testimonianza cristiana. Che non tutto, a tale riguardo, sia limpido e trasparente come uno zampillo d’altissima quota, s’avverte anche, o tra le righe o addirittura con esplicite denunce, in qualche autorevole intervento” (Brunero Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II, Un discorso da fare, Casa Mariana Editrice, 2009, p. 17).

    2 Febbraio, 2012 - 19:59

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