Studio l’Iran dove non sono stato

Studio l’Iran dove non sono stato ma dove andrà per lavoro uno dei figli. Così un poco l’accompagno.

14 Comments

  1. tonizzo

    C’era un collega di mio padre, nei lontani anni Ottanta, che fu mandato a lavorare in Iran. Cantiere-lavoro-cantiere. Fuori poco e niente. Ma la missione all’estero era pagata bene, in profumati e verdissimi dollari di allora, dell’era Reagan.
    Questo significava mesi e mesi lontani da casa. Quando tornò in Italia il figlio, 7-8 anni, lo affrontò a muso duro: tu non sei mio papà, mio papà è il nonno.

    E ricordo me bambino, al telefono con mio padre in un paese arabo degli anni Ottanta, la sua voce lontana: “Papà, com’è lì?” “Ah, è bellissimo qui, è sempre pieno di sole”. Poi tornò e spiegò: le telefonate erano tutte sorvegliate, a parlare male di quel paese si rischiava che qualcuno si inserisse nella telefonata e troncasse la conversazione. Ricordo una sua cartolina, nella tarda primavera del 1987, la monumentale immagine di un leone ritto sulle zampe anteriori: “Il leone guarda il mondo. Il mondo sarà tuo. Bacioni, papà”. Ecco Luigi, io non so se questo tuo figlio abbia un figlio, ma è un augurio che giro a Pietruzzo-Batman.

    Buon viaggio a tuo figlio e munitevi di Skype per tenervi in contatto. Fortunato chi ha un padre all’estero oggi e può vederlo in faccia, a me è toccato il telefono bigrigio alle otto della sera, fuso orario alla mano e il suo squillo lungo, quasi lamentoso, nell’ingresso di casa. Eppure quell’Italia era un paese felice.

    22 Settembre, 2010 - 9:47
  2. Marcello

    Propongo la lettura della Bibbia nelle scuole iraniane!!

    22 Settembre, 2010 - 10:40
  3. Clodine

    A proposito di Iran e la campagna contro la lapidazione. Sembra che Ahmadinejad abbia ricambiato “pan per focaccia” all’Europa e all’ America le dimostrazioni corali che si sono levate da ogni angolo del globo sul caso di Sakineh portando alla ribalta la stessa esperienza di morte con iniezione letale di Teresa Lewis, 41 anni, che sara’ giustiziata giovedi’ nello stato della California! Come giustificare una siffatta contraddizione? Una donna forse non vale un’altra? O un inezione letale non è morte come lo è la lapidazione? Cambiano le modalità,ma una non pè meno barbara dell’altra e in entrambe i casi si infrange il diritto umano alla vita.
    Bella l’Iran ma soprattutto belli e ribelli i volti delle donne iraniane che sono la vera forza di quel popolo ridotto in schiavitù dalla teocrazia islamica…che è un vero orrore! Auguri per tuo figlio Luigi, e raccomanda a lui la dovuta prudenza.

    22 Settembre, 2010 - 10:41
  4. Clodine

    @Marcello, in Iran si deve nascondere il crocifisso, se lo si possiede, occultarlo molto prima di sdoganare, pena: trovarsi senza visceri al primo incrocicchio, altro che Bibbia in Iran!

    22 Settembre, 2010 - 10:44
  5. Clodine

    Vienia : si tratta della Virginia, non della California…perchè anche in California vige la pena di morte…

    22 Settembre, 2010 - 10:47
  6. “Teresa Lewis, 41 anni, che sara’ giustiziata giovedi’ nello stato della California!”… “si tratta della Virginia”

    In Italia oltre a non indignarsi nessuno, i mezzi di (dis)informazione tacciono.
    C’è tanti che hanno la lingua marrone scuro e non è perchè hanno mangiato la liquirizia…

    22 Settembre, 2010 - 17:09
  7. Io lo facevo da bambina, Luigi, quando papà andava via per lavoro. Mi sedevo con atlante e libri e cercavo tutto quello che riuscivo a trovare sulla città, o sulla zona, dove andava mio padre. E’ vero! mi sembrava di accompagnarlo…
    E’ qualcosa che mi è rimasto e non vado mai – per quanto possibile – in un posto nuovo senza aver prima letto e cercato notizie al riguardo.
    Un augurio sincero di una splendida carriera e di tanta serenità nella vita del figliolo che parte. Un abbraccio a te

    23 Settembre, 2010 - 2:43
  8. discepolo

    Pena di morte mai, ma gli USA non sono l’Iran (Pierluigi Battista , corriere della Sera pag. 19)
    “c’è una frontiera morale e politica tra l’autoritarismo iraniano e la democrazia americana che non può essere sbriciolata da analogie usate come arma di ricatto morale per far cadere l’occidente democratico in contraddizione con se stesso e con i pricipi che professa.
    Ma sono proprio i democratici che dovrebbero neutralizzare la beffa di Ahmadinejad: opponendosi, sempre, ai sistemi feroci e disumani di Teheran e manifestando, sempre, contro la pena di morte anche operante nella democrazia americana.
    A Washington c’è la libertà di manifestare il proprio dissenso contro la pena di morte. A Teheran no. La differenza è tutta qui.

    23 Settembre, 2010 - 12:16
  9. Mi spiace per discepolo.. ma un paese non può definirsi veramente democratico (e talvolta anche promotore di democrazia) se prevede la morte a freddo dei propri cittadini (che sia per la pena di morte, per eutanasia che per l’aborto).
    Possiamo oggettivamente parlare che l’occidente è più vicino alla democrazia di altri paesi come l’iran.. ma in questo momento manifestare o meno il proprio dissenso è indifferente se poi c’è sempre il triste epilogo.
    Certo lascia comunque basiti il fatto che per alcuni si fanno sottoscrizioni, appelli e cortei, mentre per altri a mala pena un articoletto su un giornale…

    24 Settembre, 2010 - 8:49
  10. Discepolo, io ripudio la pena di morte. E mi indigno. Ovunque essa venga posto in atto e chiunque la ponga in atto.
    A quanto pare “alcuni altri” non fanno così…

    24 Settembre, 2010 - 11:20
  11. Termino con questo il mio post precedente:
    ” io ripudio la pena di morte. E mi indigno. Ovunque essa venga posto in atto e chiunque la ponga in atto.
    A quanto pare “alcuni altri” non fanno così…”

    La differenza è tutta qui…

    24 Settembre, 2010 - 11:42
  12. Spuntocattolico
    …aggiunto nei “Preferiti”…

    24 Settembre, 2010 - 11:59
  13. Clodine

    Mi associo, interessante sito, grazie spuntocattolico!

    24 Settembre, 2010 - 13:53
  14. roberto 55

    Complimenti anche da parte mia al bel sito “Spunto cattolico”.
    A domani !

    Roberto 55

    25 Settembre, 2010 - 22:51

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